Dopo la magnifica avventura delle oasi del nord, si avvicina l'ora di riprendere il viaggio: Rotolando verso sud.
Solo una sosta è comune, il Deserto bianco, un luogo magico, difficile da trovare in un altro angolo della terra.
Purtroppo a questa avventura manca Simonetta.
Simo, questo diario è tutto per te e naturalmente per chi avrà il coraggio e la voglia di leggerlo!
Oltre a informazioni di viaggio e immagini ho inserito anche momenti di particolare ilarità fra noi viaggiatori, anche questo è viaggiare, viaggiare con gioia e con amicizia, e direi che è una grande fortuna provare un'esperienza del genere.
Naturalmente non è possibile riportare tutto quanto è successo o si è detto, fuori da quel contesto non avrebbe lo stesso valore.
Comunque questo è stato un viaggio con la V maiuscola, in tutti i sensi.
La scoperta attimo dopo attimo di una nuova meraviglia da vedere e condividere tra veri amici.
Rotolando verso Sud
12 ottobre - Domenica - Malpensa/Il Cairo
E' sera quando raggiungiamo il Cairo. Il trasferimento all'Hotel è la solita avventura, il traffico è infernale, lo smog pazzesco. Buttiamo i pochi bagagli in stanza e poi fuori, alla ricerca di un ristorante. Lo raggiungiamo con tanto di scorta armata, anche se pare tutto tranquillo.
Siamo proprio davanti alle Piramidi che sia per l'ora, sia per lo smog, si distinguono a malapena. Assaporiamo il tipico pane egiziano, un paio di coche e poi doccia e nanna per essere in piena forma per la partenza della nostra avventura.
13 ottobre - Lunedì - Il Cairo/Baharia
Lasciamo Il Cairo e ci apprendiamo ad affrontare i 365 Km in pullmino che ci attendono per raggiungere l'oasi di Baharia.
Il percorso è piuttosto lungo, più che altro si sonnecchia, a metà strada sosta nell'unico autogrill.
L'esterno non è male. All'interno non abbiamo scattato foto.
La strada continua nello scenario che conosciamo, il deserto nero, ricco di ferro scorre veloce altalenando il colore caldo della sabbia al nero più intenso.
Arriviamo a Baharia, riconosciamo le strade e il bar dove si è svolta la partita di domino Italia-Egitto.
E' come non essere ripartiti!
Si pranza nello stesso tipico ristorante del tour precedente e poi in hotel a lasciare i bagagli.
Non c’è tempo per riposare, sono troppe le cose da vedere. Saliamo in jeep e usciamo dal paese. Percorriamo una strada che ci è nuova, ai lati della strada magnifici palmeti stracarichi di datteri dai colori fortissimi. Sosta per assaggiarli e per fotografare, sono dolcissimi!
Il sole comincia a scendere, la Jeep corre veloce verso le English Montain. Un tratto a piedi per raggiungere la cima e poi, nel silenzio totale, seduti ad ammirare lo spettacolo che la natura offre ogni giorno. Ogni attimo è un’esplosione diversa di colori, poi, quando la sfera incandescente sta per comparire ai nostri occhi, un fuoco colora il cielo, da rimanere veramente senza parole!
Forse un'immagine può rendere merito alla tela che un misterioso pittore sta dipindendo.
Risaliamo in jeep e ci rendiamo veramente conto che i 3 sedili posteriori sono davvero troppo alti, viaggiando è un problema vedere la strada senza stare piegati, così chiediamo al nostro autista, mitico Najeep, di fare qualcosa, cambiare veicolo, qualunque cosa!
E la notte portò lui consiglio.
14 ottobre - martedì - Baharia/Deserto Bianco
Risaliamo in jeep, ma va bene adesso! Najeep, cosa hai fatto?
Durante la notte, con fiamma ossidrica e sega il bravissimo autista ha abbassato i sedili! Un vero mito!
Ci complimentiamo con lui, pacche, abbracci, poi chiedo se ha trovato il mio cappellino dimenticato la sera prima. Risponde di sì, ma tiene la testa bassa, perchè?
Pochi minuti e ci troviamo nel centro di Baharia, davanti a un negozietto di abbigliamento. Najeep mi porge il mio cappellino con due buchi, sembrano i fori di due proiettili, no, sono il risultato della fiamma ossidrica! Alberto lancia uno strano ed eloquente sguardo al cappellino.
Io non riesco a dire nulla che già Najeep me ne porge un altro, rosso, acquistato in quel negozio. Per fortuna interviene Gianluca così riparto tutta felice con un nuovo cappellino militare. Wowwwww uno con fori di proiettile e l'altro militare, chissà quali storie potrò raccontare in Italia!
Continuiamo ad attraversare il deserto nero e giungiamo a El Zogag Mountain. Le macchine fotografiche scattano all'impazzata, i panorami cambiano improvvisamente, i colori si stagliano contro un cielo azzurro senza senso. Ci avviciniamo al villaggio beduino di El Heez.
In mezzo al deserto un capanno col tetto di paglia e circondato di fiori, proprio lì sgorga una sorgente, una vera fortuna.
C'è chi si butta in acqua, chi si rinfresca con un pediluvio, la temperatura è molto alta, l'acqua che scorre è una magia qui.
Sete! Le solite 10-15 coche e poi il tipico pranzo, mangiare seduti su quei cuscinoni non è estremamente comodo ma sdraiarsi per una penichella decisamente sì.
E allora penichella sia!
Dopo il meritato riposo al fresco si riparte con innumerevoli soste per ammirare le meraviglie che ci circondano.
Lascio la parola alle immagini, non vorrei diventare pesante ripetendo che tutto è magnifico.
La jeep lascia la strada asfaltata e si inoltra nel deserto, qua e là qualche spruzzo bianco. Deserto Bianco, stiamo arrivando!
Sì è sempre magnifico .... anzi ancora di più.
Si monta il campo tendato in un luogo diverso dall'altra volta.
Senza parole sorseggiamo un delizioso tè.
Ma quanto è bello!
Questa notte è illuminata da una luna fantastica. Ci sdraiamo su alcuni tappeti e rimaniamo lì incantati, questa volta nessun racconto di spermatozoi zoppi, nessun confronto fra i nostri modi di vivere, solo il silenzio per assaporare in pieno questa meraviglia della natura.
Il silenzio non dura molto. Gianluca formula con serietà una domanda ad Amr.
Beh da allora questo è stato l'argomento trainante del viaggio. Inizialmente Amr è quasi svenuto, poi ha cercato di capire.
Ricordo quanto avevo riso la volta scorsa, ma questa volta è stato molto molto di più ...
Potessi raccontarvelo!
15 ottobre - mercoledì - Deserto Bianco/Dakhla
Dopo la colazione al campo, via verso Farafrah a circa 40 km dal deserto bianco.
Qui visitiamo il museo locale di Badr. E' molto ben ambientato e gli oggetti notevoli, quadri e sculture che rappresentano la vita del villaggio.
Il viaggio continua con una sosta alle dune di Abu Munkar.
Arriviamo a Dakhla, fra piante da frutta e campi rigogliosi. Lasciamo i bagagli nell'hotel posto in una posizione veramente privilegiata, ovunque si guardi uno spettacolo mozzafiato.
Subito alla famosa El Qasr, una cittadella fortificata d'epoca medioevale, una vera e propria città fantasma.
Ci addentriamo per i vicoli freschi, i minareti, in alcune stanze sono conservati i frantoi, le macine.
E' meravigliosa.
Vi torneremo anche il giorno successivo, è una perla di rara bellezza, un gioiello tra le sabbie!
16 ottobre - giovedì - Dakhla
Di prima mattina visita alle tombe di El Mozawqa, dal primo impatto ci rendiamo conto che sono tenute veramente male.
Le cavità che contenevano le mummie dei defunti (ora quasi tutte a Il Cairo) sono piene di cartaccia e rifiuti.
In una tomba tre mummie sono appoggiate sulla sabbia e in un'altra la mummia di un bimbo è posta lì, in bella vista.
Sarebbe bastato ripulirle dalla sporcizia e adagiare i resti di chi fu un essere umano su un tappeto.
E' stato veramente triste vedere quello spettacolo!
Eccoci al Tempio romano Deir El Hagar, chiamato "il posto del ritorno a casa", perchè si dice che vi fosse tornato Amon Nakht, un importante dio locale.
Amr ci narra le origini e la storia quando interrompe le sue spiegazioni per mostrarci un gruppo di magnifici cucciolotti, in un angolo di una stanza del tempio. Sono magnifici!
La mamma è fuori e loro sono lì uno sull'altro, ma non hanno paura, ho perso un bel po' di tempo a coccolarli,
che voglia di portarli via tutti!
Giro a Mut, la capitale dell'oasi che non offre nulla di particolare, se non la solita razione quotidiana di coche.
E' il momento più bello, quello che si avvicina al tramonto, la luce è quella giusta per le fotografie e il silenzio è rotto da centinaia di click click click
Poi le macchine riposano e i viaggiatori ammirano estasiati il sole che scompare.
(vedi foto viaggiatori estasiati)
17 ottobre - venerdì - Dakhla/Kharga
E' un altro giorno, ci attendono 190 km per raggiungere Kharga, l'ultima oasi che visiteremo, attraversando il villaggio di Balat.
Balat è un piccolo villaggio, con al centro una vecchia città di fango, poco lontano un sito costituito da due tombe di governatori egizi, entrambe conservate benissimo. In particolare, la prima, è costruita come una piramide al contrario. Il vertice della piramide è in fondo nel terreno.
Raggiungiamo El Bagawat, la necropoli cristiana più antica dell'Egitto composta da ben 263 tombe di mattoni crudi che, per la sua bellezza, merita una visita particolare.
Le tombe sono costituite da una camera con una cupola sovrastante, alcune sono dipinte.
Le pitture meglio conservate si trovano nel Tempio della Pace e nel Tempio dell'Esodo.
E' molto bella, ben conservata e pulitissima. Un vero gioiello nel cuore d'Egitto!
Poco lontano il tempio di Hibis, molto ben conservato, l'unico di epoca persiana.
Possiamo vederlo ma non avvicinarci troppo, fra poco inizieranno i lavori di restauro.
Un rumore furibondo attira la nostra attenzione. L’autista della jeep si è insabbiato proprio lì, nel parcheggio del tempio.
Tutti i presenti si sono dati parecchio da fare, cercare cavi, è giunta un’auto simil-carro attrezzi che purtroppo dopo tante fatiche nulla ha potuto se non andarsene.
Un caldo folle, una sete pazzesca.
Ginaluca e Alberto sono completamente coperti di sabbia, mi spiace non poterli aiutare, devo tenere al riparo le macchine fotografiche e poi ho appena lavato i capelli, ma è troppo divertente vedere quel mare di sabbia che li ricopre quando l’autista tenta di uscire dalla voragine accelerando.
Un miracolo. Un caterpillar.
Un boato scuote la valle, siamo salvi!
In quel momento sopraggiungono una ventina di camper, li avevamo già incrociati i primi giorni, sono tutti italiani, per fortuna che dovevamo esserci solo noi qui.
Così, al tramonto, si torna in Hotel, quanto mi sono divertita!!!!!
Il riposo dei guerrieri
18 ottobre - sabato - Kharga/Luxor/Il Cairo
Al mattino partenza per Luxor, 360 km.
All'arrivo visita della Valle della Regine, foto ai colossi di Memnon e poi via verso il tempio di Hatchepsut.
Sono luoghi che abbiamo già visto, ma quante e quante volte si potrebbero contemplare e ogni volta scoprire qualcosa in più?
Siamo nel cuore della terra dei Faraoni, al cospetto delle opere che seppero erigere migliaia di anni fa, non possiamo che ammirare e tacere.
Tempio di Hatchepsut
Verso la Valle delle Regine
Karnak
Luxor
E alla fine di tutte queste visite, una buona coca ammirando il tramonto sulle rive del Nilo.
In stazione!
siamo in pò preoccupati vedendo transitare due treni locali, stanno insieme per miracolo, e la preoccupazione si legge sui volti degli altri turisti, soprattutto francesi, che attendono sulla pensilina con noi.
Eccolo! non è affatto male, la cabina è piccola ma pulita. Ceniamo a ostriche e champagne, risate a non finire da una cabina all'altra, cena e poi nanna nanna nanna.
Vegliamo svegliati alle 6,30. Alle 7 nel vagone ristorante per un ritemprante caffè.
19 ottobre - domenica - Il Cairo
Posiamo le valige all'Hilton e poi alla scoperta delle Piramidi!
Una marea di gente è già davanti alla Sfinge.
I venditori ambulanti sono in piena attività. Fa caldo!
Comunque lo spettacolo è sempre ultraterreno. Lasciamo quella bolgia per buttarci nel caos infernale del traffico della città, destinazione: Dahshure. Qui sorgono due piramidi che non conoscevo, quella Romboidale, frutto di un errore nella sua costruzione e la Piramide Rossa, dal colore del calcare con cui fu costruita.Sono molto belle e si possono gustare in tranquillità, qui non c'è quasi nessuno.
Via alla volta di Saqqara e della meravigliosa piramide a gradoni.
Abbiamo chiesto informazioni sul ritrovamento di un meraviglioso sarcofago effettuato poco tempo fa ma è stato portato al Museo del Cairo, peccato!
E' finita, si va in aeroporto.
Potrei continuare a scriver per ore di dune meravigliose, di tramonti infuocati, di momenti di intimità fra noi tre, di confidenza,
anche questo è stato un super viaggio, uno di quelli che rimangono nel cuore per sempre e che lasciano un grosso segno.
Grazie Gianluca, grazie Alberto ....
grazie alle meravigliose persone che ho conosciuto, ai sorrisi meravigliosi dei bimbi, agli sguardi timidi di alcune donne velate
grazie per le risate nei bar più infimi del paese ...
tutto è stato bellissimo
e vorrei ricordarlo con qualche immagine
Grazie Amr
Itinerario