Viaggio nel mitico West e altro

Viaggio nel West
Viaggio fantastico da San Francisco a San Francisco nel profondo West.

16/08/2006- Bologna –San Francisco
Partenza da Bologna con volo KLM, scalo ad Amsterdam e arrivo in perfetto orario a San Francisco.
Ritirate le auto e depositati i bagagli in albergo (Tuscan Inn) facciamo un giro per i vari Pier per vedere dove si ritirano i biglietti per la gita ad Alcatraz che abbiamo acquistato dall’Italia. Attraversiamo il Golden Gate per recarci a mangiare a Sausalito. Al ritorno ci godiamo le luci della città dal Golden. Poi tutti a letto il fuso si fa sentire, eccome!

17/08/2006 -San Francisco
Di buon ora andiamo a ritirare i biglietti. Alla mattina il fuso ti aiuta e ti senti come un grillo.
Alcatraz non è male, anzi direi che merita una visita, ( ero contrario prima di partire), si visita tutto l’ex-penitenziario e con l’audioguida, compresa nel biglietto, il tour è interessante.
C’è la cella di Al Capone e di altri famosi boss, oltre alla ricostruzione della famosa fuga, rivisitata sullo schermo nel film “Fuga da Alcatraz” teste finte comprese. Copritevi bene perchè fa freddo.
Una cosa che mi sento di dirvi con stupore: a San Francisco fa freddo, c’è spesso la nebbia, almeno al mattino, e solo a volte il pomeriggio si alza.
Ritornati sulla terra ferma ci rechiamo al Pier 39 pieno di negozi per turisti e al Fisherman’s Wharf dove mangiamo un panino con la polpa di granchio, veramente favoloso.
Nel pomeriggio gita sul Cable Car, prendiamo la linea che parte subito dopo Girardelli e ci porta, dopo non pochi timori, direttamente in centro. Costo del viaggio 4 dollari, spesi bene.
Qualcuno si ricorda la canzone di Lucio Battisti che fa “… le discese ardite e le risalite…” ecco rende benissimo l’idea di cosa sia un viaggio sul Cable Car.
Dormiamo al Tuscan Inn costo $ 226,00 parcheggio $ 36,00, troppo caro per quello che offre.

Consigli : se si parte in periodo di alta stagione conviene comprare i biglietti per Alcatraz dall’ Italia così, per la visita, si può scegliere l’ora più congeniale.
Da non perdere il panino con la polpa di granchio.

18/08/2006- San Francisco – Mariposa Grove
Mattina con nebbia e giro in auto sui saliscendi delle strade di San Francisco con fermata per foto in Lombard Street. Sono le 8 am non c’è nessuno in giro per la città e questo ci permette di girare senza problemi.
Una curiosità, agli incroci ci sono quattro stop, uno per ogni provenienza, per cui tutti si fermano e si riparte con ordine e soprattutto con cautela.
Gita alla Berkeley University (niente a che vedere con Harvard o Yale) un po’ deludente, c’è un campanile, che è la copia, non si sa a quale scopo, del campanile di piazza San Marco a Venezia. Suggestivo è l’attraversamento della baia sul ponte a due piani uno per ogni senso di marcia.
Visitata velocemente l’università partenza per le sequoie di Mariposa Grove. Viaggio noioso e piuttosto lungo con traffico intenso e code soprattutto in uscita da San Francisco.
In prossimità del parco sbagliamo anche strada. Comunque arriviamo verso le 18.30 all’ora giusta, perchè non fa più tanto caldo.
Le sequoie sono sicuramente da vedere, ci sono diversi percorsi, consigliamo quello più breve.
La notte dormiamo a Oakhurst, appena fuori dal parco. Il motel è un Best Western carino, a buon prezzo $ 106,00 sempre tasse incluse, non è compresa la colazione

19/08/2006-Yosemiti – Lone Pine
Di buon’ ora partiamo per il parco ed entriamo nello Yosemiti.
All’ingresso acquistiamo la tessera da 50 dollari che ci permette di entrare in tutti i parchi nazionali (rimangono a pagamento solo quelli statali).
Prima tappa Glacier Point, semplicemente fantastica la vista mozzafiato che si ha sul parco e in particolare sull’ Half Dome , peccato che a metà agosto le cascate abbiano una portata ridotta!
Rinunciamo perciò ad arrivare a quest’ultime a piedi e giunti in fondo alla valle puntiamo per il Tioga Pass, che è transitabile solo d’estate.
Al passo ci fermiamo per le foto di rito e per ammirare il parco da questo punto d’osservazione. Facciamo una sota per mangiare un favoloso hot-dog ai Toulumne Meadows. Siamo fuori stagione ed i prati non sono in fiore.
Da qui la strada è in forte discesa fino al Mono Lake che vediamo solo di sfuggita perchè Lone Pine è ancora molto lontana.
Dal lago parte la 395, una strada monotona che scorre su di un altopiano di 1000-1500 metri di altezza.
Passiamo per Bishop, dove si trova una famosissima panetteria, per lasciare una parte del gruppo che non ha trovato posto a Lone Pine.
Fortunati loro! Lone Pine è una cittadina squallida e la sera abbiamo difficoltà a trovare un posto dove mangiare. Dormiamo in una enorme camera del motel, sempre un Best Western di qualità media con colazione a $ 115,00 , intitolata a John Wayne.
Consigli : se è possibile meglio pernottare a Bishop

20/08/2006- Lone Pine – Las Vegas
Mi sveglio, come al solito, all’alba per ammirare lo spettacolo della Sierra Nevada tutta rossa. In lontanza si vedono alcuni nevai che fanno contrasto con il deserto che mi circonda.
Arrivati i nostri amici da Bishop con brioce e pasticcini, riprendiamo il viaggio con destinazione Death Valley.
Dopo poche miglia, i nostri amici decidono di tornare indietro a fare benzina, per la fretta hanno dimenticato di fare il pieno!
Parcheggiamo la vettura sul ciglio della strada e approfittiamo della sosta per fare delle foto nel deserto.
La strada è un lunghissimo rettilineo di cui non si vede nè l’inzio nè la fine.
Passano alcune auto che nel vederci, fermi, rallentano e guardano per vedere se siamo in difficoltà.
Addirittura una vettura ci supera e dopo una decina di metri fa inversione e si ferma di fianco a noi, ne esce un ragazzo che ci chiede se abbiamo bisogno di aiuto. Al nostro diniego, fa per rientrare in auto, poi si ferma , si volta e ci chiede:” Are you the world campions ? “. Che soddisfazione rispondere :“Yes!!!!”.
La descrizione di ciò che si vede prima di arrivare a destinazione non è facile, tanti solo gli scenari che si succedono .
Il vantaggio di arrivare da Lone Pine invece che da Las Vegas è il fatto di fare meno salita, per cui ci sono meno problemi per il surriscaldamento dei motori .
Attraversiamo Stovepipe Wells, tre case, e vediamo le prime dune di sabbia. Ci sentiamo un po’ Lawrence d’ Arabia, giusto un po’…
Arrivati ci rechiamo al visitor center di Furnace Creek ( mai nome di località è stato più aderente alla realtà ) per prendere la cartina del parco.
Visita d’obbligo a Badwater con passeggiata sul lago salato ( 45°), mentre al ritorno percorriamo l’ Artistic Drive ricca di rocce che sembrano delle tavolozze.
Sosta d’obbligo a Zabrinskie Point . Per mancanza di tempo non riusciamo a salire alla Dante’s View. Ci aspetta Las Vegas.Percorriamo di seguito prima la 190 poi imbocchiamo una strada di collegamento ( su consiglio del ranger di Furnace) che ci fa risparmiare un sacco di strada e ci porta fino alla 160 direzione Las Vegas.
Il viaggio è monotono, comunque grazie alle mie mappe stradali arriviamo all’ albergo senza problemi.
Alloggiamo al Luxor, spendendo $ 98,00.
Atmosfera da antico Egitto. All’interno invece di esserci gli “elevetor” ci sono gli “inclinetor” perchè le pareti sono inclinate per dare la forma della piramide.
Usciamo quando il sole è tramontato e, nonostante ciò, il caldo e l’afa sono veramente insopportabili.
La nostra meta è il Paris dove con soli 25 dollaroni, ti puoi abbuffare con un buffet veramente ricco e completo ( ci sono pure le aragoste!).
Longo la “ strip “ è tutto un susseguirsi di luci e immagini che definire “kitch” è troppo poco , però qui a Las Vegas stanno bene e creano un’atmosfera unica nel suo genere.
La serata prosegue con un “tour” dei più noti alberghi e sale da gioco, finchè il fuso non si fa sentire troppo e andiamo a dormire.

21/08/2006 Las Vegas- Bryce Canyon
La mattina ripartiamo e attraversiamo il confine fra il Nevada e lo Utha, percorriamo la 15 tutta noiosa autostrada alla fine usciamo per lo Zion.
All’ una, arriviamo. Vi consiglio di recarvi subito al “visitor center” per prendere la navetta che percorre tutto il “loop” e dove trovate anche da pranzare. In circa un’ora, il giro è fatto.
Riprendiamo il viaggio e risaliamo i tornanti dello Zion che sono molto suggestivi per la presenza delle tipiche rocce striate.
Il nostro obiettivo è quello di arrivare al Bryce Canyon prima del tramonto .
Lo spettacolo del canyon è superiore alle nostre aspettative, ci soffermiamo al Sunset Point , scattiamo le nostre foto e rientriamo al motel che è all’inizio del parco ed comodissimo.
Arriviamo tardi però per il rodeo che si tiene ogni sera dalle ore 7 pm alle ore 8 pm .
La sera solito buffet tutto compreso a 16 dollari, niente a che vedere con il Paris di Las Vegas, comunque discreto.
Dormiamo al Best Western Ruby’s Inn $ 109,90 B/B.

22/08/2006 Bryce Canyon – Capitol Reef
Il giorno dopo sveglia prima dell’alba per vedere il sole che sorge sul canyon.
Rischiamo di perderci il momento, ci siamo dimenticati di aggiornare l’ora, il fuso orario è cambiato !!
Di corsa ci rechiamo al Sunrise point , appena in tempo per vedere le rocce colorarsi di un rosso intenso che sembra quasi irreale.
Si sente solo il rumore delle macchine fotografiche che scattano.
Lo spettacolo merita veramente l’alzataccia.
La magia dura circa un’oretta ma ci rimarrà negli occhi per tutta la vita, uno degli spettacoli più belli di tutto il viaggio.
Approfittiamo della frescura per scendere lungo il Navajo Loop Trail che purtroppo si interrompe ad un certo punto per una frana.
Il percorso è piuttosto scivoloso ma merita, si entra dentro ai labirinti del Canyon che il suo scopritore Mr Bryce ha definito “ un dannato posto dove perdere una vacca”.
Ritorniamo più tardi, dopo aver fatto colazione, per vedere tutti i “point” da cui si ammira l’ anfiteatro di “pinnacoli”.
Ci aspetta ora un lungo viaggio per arrivare al Capitol Reef.
Lungo la strada n° 12 ci fermiamo per fare un pic-nic ad Escalante, unica cittadina degna di questo nome.
Un consiglio: cercate di avere con voi sempre il necessario per fare un pasto perchè lungo queste strade è difficile trovare posti di ristoro.
Arriviamo al tramonto ma purtroppo è nuvoloso e ci perdiamo un po’ dei colori delle rocce.
Questo canyon è poco frequentato perchè è un po’ fuori dai soliti tour, però è parecchio suggestivo e a noi è piaciuto molto.
La notte la passiamo a Torrey, al Days Inn Capitol Reef, $ 67,00 B/B economico ma pulito.

23/08/2006 Capitol Reef- Moab
Alle ore 8,30 am, si riparte per la prossima meta: Moab, dobbiamo arrivare al Delicate Arch, prima del tramonto.
Da Capitol Reef, per diversi giorni e praticamente fino a San Diego, ci sarà solo roccia e deserto, ma noi questo ancora non lo sappiamo e per ogni roccia particolare lungo il cammino ci sarà un’ occasione per fermatine e foto.
Comunque, solo vivendo questa esperienza ci si può rendere conto di cosa sia e di cosa voglia dire vivere nel deserto.
Si percorrono miglia e miglia con un paesaggio che varia in continuazione ma il comune denominatore è sempre il “ deserto “.
Cittadine, che sono evidenziate sulla cartina, in realtà sono un incrocio con quattro case, un po’ sbilenche, e, se sei fortunato, un distributore di benzina ( un consiglio: occhio al serbatoio, è meglio che sia sempre ben pieno). Trovi abitazioni o fattorie che si calano nel nulla, distanti miglia e miglia da centri abitati .
Pensare che le stesse strade che noi percorriamo in comode autovetture con aria condizionata, i pionieri le affrontavano a cavallo, con carri con ruote di legno, senza sapere nulla di quello che li aspettava sul percorso !!!
Ad Hanksville girando a sx e continuando per la strada statale 24 imbocchiamo un rettilineo lungo praticamente 44 miglia a metà del quale giriamo a sx per andare a visitare il Goblin Valley State Park . E’ statale e si paga .
Dopo poco arriviamo in una conca piena di strane formazioni a “fungo”, difficili da descrivere.
Ci siamo praticamente solo noi perchè questo parco è poco conosciuto ma è molto particolare e merita sicuramente una visita.
Ora la prossima tappa è Moab, arriviamo sulla highway 70 e usciamo a Green River per pranzare ( lungo le highvay anche più importanti non ci sono aree di sosta come le intendiamo noi, e per far benzina o per mangiare bisogna uscire).
Riprendiamo la 70 e allunghiamo un po’ il percorso per uscire a Cisco e imboccare la 129, dopo qualche miglia incontriamo il Colorado River
Che spettacolo!!! In questo tratto è verde, con tutte le formazioni rocciose rosse che fanno da contorno.
Sembra di essere in un film ( ed è una sensazione che avremo spesso da qui in avanti fino alla Monument ). L’unico rammarico che abbiamo è di non aver toccato le acque del fiume in qualche guado, anche perchè è l’ unico momento del viaggio in cui il fiume è alla nostra portata.
Arrivati a Maob cerchiamo il nostro motel che come al solito è sempre l’ultimo della main street.
I ragazzi fanno un bagno in piscina, noi ci riposiamo, in attesa dell’ora giusta per affrontare la salita fino al Delicate Arch.
Purtroppo, il cielo si fa nuvoloso ed il tramonto al “Delicate” non c’è.
Comunque, la salita è premiata dalla vista dell’arco, simbolo dello stato dello Utah.
E’ posizionato in una specie d’ anfiteatro naturale, creato dall’erosione del vento e dell’acqua, sembra sia stato messo in quella posizione da due enormi mani.
La sera, a Moab, si mangiano fior fior di bistecche.
Dormiamo allo Sleep Inn di Moab $ 118,00 B/B.

24/08/2006 Moab
Al mattino presto, ci avviamo verso il Canyonland, che dista poche miglia da Moab.
Prima di arrivare, giriamo sulla destra, direzione Dead Horse State Park.
Arrivati, ci rechiamo subito al “visitor center”, dove acquistiamo un libro sulle “location” dei film più famosi girati nella zona.
In questo parco è stata girata la scena di free climbing da parte di un atletico Tom Cruise ( Mission Impossible 2).
In fondo al parco c’è una piattaforma, da cui si ha una vista fantastica su un’ansa del Colorado che (qui colorato in marrone), sembra un fiume di cioccolato, tanto è denso e compatto.
Ci trasferiamo poi al Canyonland, dove, in particolare, vediamo il Mesa Arch.
Nel pomeriggio, visita all’ Arches National Park per completare il giro.
Abbiamo fatto questa scelta perchè, essendoci in previsione un temporale pomeridiano, il Canyonland, per la natura ferrosa del suo terreno, viene colpito da numerosi fulmini, che infatti vediamo in lontanza dall’ Arches.
Scopriamo Park Avenue, Balanced Rock, Landscape Arch, Triple Arch ea ancora altro.
Comincia la pioggia e facciamo appena in tempo ad arrivare alla vettura prima che si scateni il finimondo.

25/08/2006 Moab-Kayenta
Partenza da Moab di buona mattina, noi figli dei Western e di Tex “siamo su di giri”, la meta è la Monument Valley e la Riserva Navajo.
Prima ci aspettano due vedute sul canyon formato dall’ erosione del fiume San Juan River.
Arriviamo, percorrendo prima la 191e poi la 95, il deludente Trail of the Ancients, imbocchiamo una strada sterrata che ci porta al Muley Point e di seguito al più famoso Goosenecks State Park. Come al precedente point, siamo in splendida solitudine e pranziamo sotto la tettoia con vista sullo “spettacolo”, solo i servizi igienici lasciano molto a desiderare, ma in fondo siamo nel selvaggio west… cosa si pretende.
Ora poche miglia ci separano dalla Monument Valley
E’ a questo punto che all’orizzonte cominciano ad apparire neri nuvoloni di pioggia.
Per farla breve a una decina di miglia dalla Monument ci coglie un temporale con i fiocchi. Disastr!!! Lo spettacolo sembra rovinato, ma dopo poco la pioggia cessa e lascia il posto ad un caldissimo sole.
Arrivati, paghiamo l’ingresso ed entriamo con la nostra autovettura nella leggenda.
Noi iniziamo il tour emozionati, i nostri figli un po’ meno.
Ti sembra che da un momento all’altro debba apparire la diligenza di “ Ombre rosse “, o la fattoria di “Sentieri selvaggi”.I ragazzi nominano un certo “Ritorno al futuro 2”, ma io dico chi è Micael J. Fox a confronto di Lui, il mito, John Wayne .
Al John Ford point è l’apoteosi. Mi gioco in breve tempo un rullino da 36 pose più una card della digitale.
Finito il tour sono appena le 4 pm, il tramonto è stimato alle 8 pm circa, per quattro ore rimaniamo con le macchine fotografiche sui cavalletti e la Monument, sempre più rossa, che ci riempie gli occhi.
La sera, stanchi ma felici, ceniamo nel ristorante navajo del motel, niente di eccezionale, meglio le bistecche di Moab.
A Kayenta dormiamo all’ Hampon Inn bel motel a $ 128,00 B/B.

26/08/2006 Kayenta – Grand Canion
Partiamo presto per arrivare alle 12 am all’Antelope Canyon.
Dopo una breve tappa alle Betatakin Ruin, imbocchiamo la 98 e arriviamo in prossimità di Page. Seguiamo le indicazioni e arriviamo
al parcheggio dell’ Antelope Canyon, paghiamo, ci caricano su dei camion, dopo un viaggio di 5 minuti arriviamo al canyon .
Bisogna arrivare rigorosamente alle 12 am e con il sole, perchè il canyon è una fenditura nella roccia, formata dall’acqua. Questa entrando ha modellato la roccia formando delle circonvoluzioni che mimano le corna di un antilope, da qui il nome.
La luce del sole entrando a perpendicolo forma dei coni di luce veramente suggestivi e insoliti.
E’ uno spettacolo favoloso e l’atmosfera, che si crea all’interno dell’ angusto canyon, è particolare. Il tutto dura il breve spazio di un quarto d’ora, poi la magia scompare.
Praziamo a Page e ripartiamo subito per il Grand Canyon, dove arriviamo puntuali per vedere il tramonto. Visti gli altri canyon, vedere il Grand Canyon non ci emoziona più di tanto. Maestoso… ma forse abbiamo ormai fatto il pieno di… rocce.
La sera dormiamo a Tusayan, al Quality Inn per $ 143,00, per cena solito buffet tutto compreso niente male.

27/08/2006 Gand Canyon – Twentynine Palms
Oggi è tappa di trasferimento fino a 29 Palms dove ci fermiamo prima di arrivare a San Diego.
Lasciata la highway 40, ci addentriamo nel deserto.
Passiamo per città fantasma e attraversiamo un lago “dry”. Non c’è anima viva per miglia e miglia. Dalla strada si dipartono strade sterrate, non segnate sulla carta, all’inizio delle quali troviamo 5 o 6 buchette delle lettere, segno inequivocabile che la regione è abitata.
Di cosa vivano è per noi un mistero.
Usciti dal deserto ci troviamo a 29 Palms e ritorna la vita.
E’ stata solo una tappa di trasferimento ma ha avuto un certo fascino ugualmente.
Dormiamo al Best Western per $ 88,00 B/B.

28/08/2006 Twentyninepalms-San Diego
Dopo una tappa all’outlet di Cabazon ( si esce con le carte di credito che fumavano), puntiamo su San Diego, dove arriviamo nel tardo pomeriggio piuttosto stanchi, ma questa volta sono felici le mogli … per gli acquisti.
La sera cena messicana a base di tortillas. Dormiamo al Comfort Inn in Hotel Circle con $ 119,00.

29/08/2006 San Diego-Los Angeles
Mattinata dedicata a San Diego, città bellissima. Visitiamo Coronado bay, la portaerei Midway ( merita) e il centro.
La portaerei Midway è stata trasformata in un museo e sul ponte sono in bella mostra aerei e elicotteri.
Nel pomeriggio partenza per Los Angeles.
Il trsferimento è reso particolarmente faticoso dal traffico intenso, per fortuna approfittiamo del “car pull” che ci permette di viaggiare veloci sulla corsia riservata a chi ha almeno un passeggero più il conducente in auto.
Dormiamo al Marriot, ottimo albergo vicino all’aeroporto, per soli $ 80,00 .

30/08/2006 Los Angeles
Pellegrinaggio sui luoghi culto di Los Angel e cioè: Beverly hills, Rodeo Drive, Teatro cinese con relative impronte di mani e piedi. ( John Wayne ha impresso il pugno chiuso).
Rimaniamo delusi, Los Angeles è una metropoli caotica e priva di fascino, e anche un tantino pericolosa e molto degradata.
Da evitare la downtown.

31/08/2006 Los Angeles – Santa Barbara
Seguiamo la costa da Venice per Santa Monica e Malibu e arriviamo nel primo pomeriggio a Santa Barbara, bella ed elegante.
Visitiamo la Mission e la sera ceniamo sull’imbarcadero, dove ci godiamo un bel tramonto in mezzo al mare.
Dormiamo appena fuori, a Buellton al Best Western per 85,80

01/09/2006 Santa Barbara-Monteray
Ci facciamo tutta la costa con la nebbia che ci impedisce di godere del panorama e un po’ delusi arriviamo a Monteray, dove visitiamo la Carmen, una mission tra le più famose. Mi verrebbe da dire “vista una viste tutte”.
La sera dormiamo a Marina di Monterey al Comfort Inn per $ 158,00 B/B.

02/09/2006 Monteray- San Francisco
La mattina, seguiamo il tracciato delle 17 miles, poi proseguimo per San Francisco.
Sulla strada ci fermiamo a visitare la Wincester Hause che mi limiterei a definire “strana”.
Ritorno a San Francisco, dove fa sempre un freddo bestia, ceniamo la sera nel più noto ristorante cinese di Cinatown, lo si riconosce per la fila che è presente fin dalle 6 pm, però merita l’attesa. Da notare che a me non piace mangiare cinese (e spendiamo appena dieci dollari a testa con sette portate).
Dormiamo all’Holliday Inns $ 218,00 con parcheggio a $ 32,00, decisamente caro.

03/09/2006 San Francisco
Giornata dedicata alle case vittoriane. Ne abbiamo fotografate di tutti i tipi e di tutti i colori, sono veramente suggestive . Percorriamo anche un tratto delle 49 Miles.
La sera mangiamo granchio al Fisherman’s, semplicemente fa-vo-lo-so.

04/09/2006 San Francisco – Bologna
Ci alziamo presto perchè sono rimaste ancora alcune case vittoriane da fotografare e siccome sono anche le più famose non possiamo partire senza fare una foto.
Si parte per l’Italia .

05/09/2006 Bologna
Arrivo dopo sosta allucinante, complice il fuso, ad Amsterdam. La vacanza è finita.
Ormai è passato un anno ma il ricordo di quel viaggio emozionante e fantastico è ancora vivo nei nostri cuori.

Da non perdere : Yosemiti Glacier Point, Death valley, buffet del Paris, Bryce all’alba, Goblin Valley, Delicate Arch, Dead Horse Point, Monument Valley al tramonto, Antelope Canyon a mezzogiorno, gli outlet ( sic! ), la cena cinese a San Francisco, le case vittoriane, i granchi del Fisherman’s Warf.

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