Sri Lanka – La lacrima dell’India

L’anno scorso avevo prenotato questo stesso viaggio, poi ho dovuto disdirlo per problemi in famiglia.
Temevo anche questa volta di non riuscire a partire, poi, finalmente, è giunto:

venerdì 17 agosto
partenza da Malpensa per Doha

sabato 18 agosto
Attesa a Doha, con le solite 2 ore di ritardo partiamo per Colombo.

All’aeroporto veniamo contattati dall’incaricato di Amo l’Oriente, conosciamo Shanta, il nostro autista e guida che ci accompagnerà in ogni momento di questo tour. Una persona veramente simpatica e fiera del proprio paese. Parla bene l’italiano e con lui ci incamminiamo verso questa avventura che si rivelerà la scoperta di una terra fantastica.

Ci muoviamo verso Dambulla, siamo solo noi due, l’auto è un pulmino a 6 posti tutto per noi, estremamente confortevole.

E’ sera, ci guardiamo intorno e ci spiace non vedere quasi nulla, poi improvvisamente incrociamo una processione.
Auto, camioncini, motorini addobbati e illuminati, ballerini e tamburi, una lunga successione di suoni e luci ….
Su alcuni camion parecchi uomini sono sospesi in aria, agganciati nella pelle viva. Un doloroso omaggio alle proprie divinità.
Il tempo di percorrenza è sempre abbastanza lungo, la guida è estremamente difficoltosa a causa delle strade non troppo ampie, i sorpassi al limiti sono all’ordine del giorno, ma nonostante tutto ciò non ho mai sentito un improperio uscire dalla bocca di Shanta.
Se alla guida ci fossi stata io o Tanga non saremmo mai arrivati da nessuna parte e al primo incrocio ci saremmo sicuramente azzuffati con un altro automobilista.
Invece qui tutti vanno pazzi per la loro strada, suonando il clacson ogni tanto …. ma nulla di piu’.

Giungiamo all’Amaya Lake Resort di Dambulla
vedi hotel

La posizione è veramente splendida, all’interno di un parco sulla rive di un lago, belli i servizi comuni, la reception, la piscina.
La stanza un po’ meno, c’è odore di muffa, i mobili sono piuttosto spartani ma per il soggiorno di due notti va più che bene.

domenica 19 agosto Polonnaruwa

La nostra prima colazione in Sri Lanka!
L’hotel è in mezzo al verde, tantissimi uccellini ci danno il benvenuto e le scimmiette fanno la loro comparsa. Ce ne sono ovunque!

S. ci attende vicino all’auto e con entusiamo partiamo alla scoperta dello Sri Lanka. La nostra prima meta è

Polonnaruwa, dalle dimensioni di circa 8 km., uno dei siti meglio conservati dello Sri Lanka, inserito tra i patrimoni dell’umanità riconosciuti dall’UNESCO.

Ci aggiriamo tra queste splendide rovine incantati … Togliamo le scarpe ogni volta che si entra in un tempio, anche se ne sono rimasti pochi resti, un enorme rispetto regna su tutto il luogo.

Della antica città oggi possiamo ammirare numerosi edifici religiosi e palazzi.
Il punto più interessante è il Gal Viharaya o Tempio della Roccia Nera, uno spettacolare trittico di statue del Buddha scolpite in una grande roccia di granito.
La statua più impressionante è lunga 15 metri, raffigura un grande Buddha disteso sul fianco, con il viso pervaso da una tranquillità divina. I suoi piedi non sono perfettamente allineati, il che significa che è morto.

Dal Tempio della Roccia Nera ci muoviamo all’interno del sito, una bellissima vasca a forma di fior di loto, un monumentale Stupa, una scoperta ad ogni angolo.

A terra un mendicante ci guarda e porge la mano. Mi sorride quando la ritira, sorride anche se il suo corpo termina alle anche.

Giro in elefante

Prima di raggiungere la rocca di Sigiriya ci concediamo una sosta per un giro su un elefante.
Ce ne sono un paio. Uno riposa pacifico nel lago ricoperte di ninfee. Il meno fortunato è già bardato e pronto per portarci in giro….
Ne abbiamo visto passare un altro che trasportava ben otto persone, poveretto!
Saliamo agilmente su Jambo (c’è una scala alta quando l’elefante che rende l’operazione estremamente semplice), acquistiamo da un venditore le bananine per carburare meglio il nostro mezzo di locomozione e poi il via a una passeggiata ondeggiante sui bordi del lago.
Entriamo poi nel lago per un giretto rinfrescante nell’acqua … e poi il lento ritorno.
E’ stata una esperienza piacevole, ma non so se la ripeterei ….
Mi ha fatto troppo pena il nostro elefantino e mi sono resa conto solo dopo che avremmo potuto rinunciare a questa scenetta puramente turistica.
Ma c’è chi di questo ne fa un lavoro …. e forse, allora, non siamo così colpevoli.

Sigiriya – La roccia del leone

L’avevo ammirata in tante fotografie, ma vederla apparire dal vero, così imponente sulla pianura, è stato un vero tuffo al cuore.
I 1.700 scalini per salire in cima mi avevano spaventato, temevo di non farcela, ma lì, piano piano, con diverse soste, ho visto la pianura sotto di me allontanarsi lentamente.
Giunta alla scala a chiocciola ero proprio felice, poco mi divideva dalle fanciulle di Sigiriya.
E la fatica è stata ripagata dalla visione di un anfratto della roccia dove un affresco meraviglioso attendeva di essere ammirato.
Le “fanciulle di Sigiriya” sono una delle cose più belle che io abbia mai visto … i volti bellissimi, i seni perfetti, i colori meravigliosi che hanno resistito al tempo perchè io e il mondo intero potessimo ammirare quest’opera straordinaria.
Se dovessi con una sola immagine descrivere lo Sri Lanka penserei a questi fantastici affreschi.
Continuando a salire si raggiunge una piattaforma dove poggiano due enormi zampe in pietra di un leone. Il vento sibila fortissimo. Il panorama è sempre più fantastico.
Non si può proseguire sino alla cima della rocca, in mattinata una cinquantina di persone sono state punte dalle vespe, di cui vediamo gli enormi nidi.
Pazienza, ciò che abbiamo visto ha riempito il cuore di fortissime emozioni…

La discesa è molto agevole e veloce. Incontriamo l’incantatore di serpenti, il cobra danza al suono del flauto.
Una foto con il pitone? Ma sì…
Che pena però queste tre bestie chiuse in tre ceste di vimini!
Allora non dovevo fermarmi ed evitare di fare la foto!

Non è sempre facile decidere cosa è giusto e cosa non lo è.

lunedì 20 agosto Dambulla

E’ un altro giorno!
Il tempo è sempre bellissimo. Shanta puntualissimo è pronto a scorrazzarci in giro, durante i percorsi in auto racconta ogni particolare della sua terra, della storia ….
In sottofondo la musica di Eros o Vasco o Baglioni …. altri turisti italiani gli hanno spedito parecchi Cd e lui apprezza tantissimo la nostra musica.

La meta di oggi è la “Roccia d’oro” di Dambulla, una rupe alta 110 metri alla cui sommità si trovano cinque grotte che contengono circa 150 statue del Buddha decorate da splendidi affreschi.
Anche qui una bella salita, ma nulla al confronto di Sigiriya.
Lasciamo le scarpe all’ingresso e ci avviamo verso le grotte.
Decine e decine di scimmiette corrono avanti e indietro, ce ne sono ovunque e non hanno nessuna paura ad avvicinarsi …

Ogni grotta è affrescata e al proprio interno si trovano diverse statue colorate. La prima ospita un Buddha disteso, scolpito nella roccia, le piante dei piedi sono decorate con fiori di loto e non coincidono perfettamente, questo significa che il Buddha ha raggiunto la pace dopo la morte.

Nella seconda grotta vi è un’altra statua lunga 15 metri raffigurante un Buddha giacente che in questo caso riposa ad occhi aperti con i piedi ben allineati. Intorno una quantità incredibile di altre statue, tutte diverse come dimensioni e posizone.

Shanta spiega che ogni dettaglio ha un preciso significato: la preghiera, la meditazione, l’insegnamento ecc.
All’esterno, lungo la scalinata che porta in cima alla collina venditrici di fiori di loto che vengono deposti davanti alle statue del Buddha.

Giardino spezie a Matale

Saltiamo nuovamente in auto …. adesso canta Venditti.
Procediamo verso sud lungo la strada che conduce a Kandy e ci fermiamo ai giardini di spezie di Matale.

Il giardino è molto bello e curatissimo. Qui ammiriamo una enorme varietà di spezie: zenzero, vaniglia, caffè, pepe, cacao, cannella, aloe, cardamomo, chiodi di garofano, noce moscata. Di ognuna ci viene fornita la spiegazione sulle proprietà curative e sui vari usi possibili.
Al termine un breve massaggio, molto gradevole e distensivo.

Acquisto una crema miracolosa per le mie rughe (si spera sempre!) e una contro i dolori per mia mamma estratta dalla pianta della cocaina.

Spero che all’aeroporto i cani antidroga non annusino troppo i nostri trolley!

Kandy
Si continua per raggiungere il nostro hotel. Si trova a ben 750 metri di altezza sopra Kandy. Pare di essere in montagna.
Nulla da dire su questa struttura, veramente notevole sotto tutti i punti di vista.

Kandy Amaya Hills
vedi Hotel

Nel pomeriggio relax in piscina, una bella nuotata e una bella fuga perchè inizia a piovere.
Nel programma del pomeriggio relax Shanta ha inserito un massaggio ayurvedico in un centro cingalese, si risparmia e si prova il vero massaggio.
Entriamo in una sala con due lettini, un lenzuolo divide la stanza.
Inizia un massaggio dolorosissimo concentrato sulla testa. Sono tentata più volte di chiedere di usare maggiore delicatezza ma penso che ci sarà un motivo per usare tanta violenza e allora resisto. Chissà che benefici ne trarremo!
Dopo un quarto d’ora mi sdraio sul lettino, il massaggio continua, a tratti lieve, a tratti violento. Dietro la tenda sento dei lamenti contenuti di Tanga, fino a che un:
– ma chi cavolo me lo ha fatto fare!!
Lo sapevo! Così tutto il resto del massaggio ho riso come una pazza ascoltando i commenti del mio vicino di sventura.
Trascorsa l’ora mi chiedo perché non sono rimasta in piscina a nuotare e prendere il sole o la pioggia. Ma non è finita qui.
Vengo accompagnata in una stanza vicina dove troneggia minaccioso un sarcofago in legno. Mi sdraio su una intelaiatura sotto la quale sinistramente brucia parecchio carbone ardente. Il sarcofago viene chiuso, solo la testa rimane fuori. Resisto solo 5 minuti poi chiedo di uscire e faccio la doccia.
Entra Tanga. Non posso riportare qui l’espressione usata alla vista del sarcofago. Usciamo.
Shanta ci chiede: vi è piaciuto?
Moltissimo rispondiamo!
Ne ero certo! E ci sorride felice.

martedì 21 agosto Tempio Dalala Maligawa dente del Budda

Kandy è una città viva, attiva, il traffico è notevole ma mantiene una atmosfera particolare dovuta probabilmente alla bella posizione su un tranquillo lago tra verdissime colline.
E’ anche la capitale del buddhismo cingalese.
A Kandy, nel Dalada Maligawa, il “Tempio del Dente” è conservato il dente sacro del Buddha, una reliquia di enorme valore spirituale.

Qui i controlli sono veramente severi. Ci incolonniamo anche noi dietro altre centinaia di persone, lasciamo le scarpe, veniamo perquisiti ed entriamo.

L’atmosfera è molto forte. La preghiera comune e la concentrazione presenti si percepiscono fortemente.
Dopo una mezz’ora passiamo velocamente davanti alla teca che contiene il dente del Buddha.

Il Dente del Buddha viene esposto ogni sette anni per due ore al giorno per dieci giorni consecutivi, la prossima presentazione avrà luogo nel 2008.

A pochi metri il tempio Natha Devale, sito del patrimonio culturale dell’Unesco, il monumento più antico di Kandy.

Qui vedo passare un gallo in libertà è chiedo spiegazioni a S.
Qualcuno ha chiesto una grazia al Buddha e, ottenutala, è venuto qui a riscattare il proprio debito offrendo una vita per la grazia ricevuta.

– un gallo? ho chiesto io.

Sì, una vita.

Questo mi ha fatto molto riflettere sul termine “vita”.

Giardino botanico di Peradeniya

Anche all’ingresso del giardino, come ad ogni sito, vengo assalita da venditori ambulanti di ogni genere.
Dopo una quantità indefinita di collanine e oggetti vari devo però dire no anche io, e per me è molto difficile.
Molto più duro è quando si avvicinano i bambini. Se dai qualcosa a un paio in un attimo ti trovi circondata da una marea di manine.
Quanto è dura voltare le spalle a quelle piccole mani!

Il giardino è veramente immenso e curato nei minimi particolari. Appena entrati troviamo la serra con una enorme quantità di orchidee, una più meravigliosa dell’altra.
Passeggiando si ammirano piante enormi, viali di palme, sino alla zona dei pipistrelli. Ce ne sono in quantità incredibile …
Raggiungiamo il ficus benjamin di oltre 140 anni, è enorme, con i suoi rami occupa una intera radura ed è divertente nascondersi sotto i suoi rami, in mezzo a un intreccio che pare una scultura. Raggiungiamo un delizioso laghetto circondato da fiori.

E’ rilassante passeggiare in questo parco, si incontrano coppie di giovani fidanzati, famiglie cingalesi, qualche turista.

Lo Sri Lanka sta infondendo anche a noi, affannati occidentali, una notevole calma e serenità.

Spettacolo folcloristico

Questo avrei voluto evitarlo ma S. era così felice di portarci ad ammirare le danze dei suoi avi …
La rappresentazione ci ha lasciato veramente senza parole ….

mercoledì 22 agosto Pinnawela

Evviva, si parte per Pinnawela! Non vedevo l’ora!
Nello Sri Lanka vivono in libertà più di 3000 elefanti, se quale piccolo si perde viene condotto qui, all’Orfanotrofio degli elefanti di Pinnawela.
Rimaniamo incantati a guardarli. Qualcuno fa il bagno, un piccolo prende il latte dalla mamma, sono bellissimi!
Intorno un palmeto verdissimo e il rumore dell’acqua del fiume che scorre, anche qui una serenità e una pace indimenticabili.

Intorno a noi moltissimi turisti e tanti locali, soprattutto scolaresche condotte qui per far comprendere ai bambini la necessità di tutelare questo splendido animale, emblema nazionale.

Colombo

Purtroppo il tour volge al termine.

Dopo circa 3 ore di viaggio, giungiamo a Colombo, giriamo un poco per la città in un traffico infernale, rinunciamo alla sosta prevista in un grande centro commerciale.
S. ci mostra gli edifici e le attrattive più famose della città.

Ci fermiamo in un bellissimo tempio per lasciare un fiore di loto.

Colombo è caotica e superprotetta, la sera abbiamo tentato una passeggiata ma la polizia ci ha impedito di addentrarci nel centro. I controlli non mancano a tutela della nostra sicurezza.

Soggiorniamo al Galadari Hotel, grande e pretenzioso.
vedi Hotel

23 agosto
Partenza per Male

Vorrei riportare qui le parole di Shanta quando ci siamo abbracciati e salutati.

– Parlate ai vostri amici dello Sri Lanka, raccontate loro di quanto è bella questa terra, non c’è pericolo, ci sono tanti controlli….
– Aiutateci a superare questo momento difficile…..

Mi unisco all’appello di Shanta, il turismo è diminuito da quel terribile 26 dicembre del 50 per cento.
Lo Sri Lanka è magnifico, oltre ai siti e ai parchi che ho cercato di illustrare, è tutta una scoperta.

Bancarelle di frutta coloratissima, profumi, spezie, un caratteristico artigianato, il sorriso della gente, il caos delle città, il timido “grazie” di un mendicante su una arrugginita sedia a rotelle.

Tutto lascia un ricordo magnifico e struggente nel cuore.

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Ci sono 23 commenti su “Sri Lanka – La lacrima dell’India

  1. Complimenti Wanda per il tuo diario così preciso e dettagliato!
    Sono pienamente d’accordo con te….Srilanka è bellissima e ha bisogno del turismo per vivere! Consiglio a tutti di andarci e stare tranquilli! Non la ignorate!!

    P.s. peccato che non sei stata a Nuwara Elya…..è ancora più meraviglioso!! Tutto verde verde e profumato di thè!

  2. COMPLIMENTI, MI SONO DI NUOVO EMOZIONATO A LEGGERE IL TUO RACCONTO, MI SONO SENTITO COME SE CI FOSSI DI NUOVO TORNATO DOPO 20 ANNI, SIA IL RACCONTO CHE LE FOTO SONO BELLE.

    P.S. PENSA ANCHE LA NOSTRA GUIDA SI CHIAMAVA SHANTA E CI HA PORTATO IN GIRO DA SOLI (IO E MIA MOGLIE PER TRE SETTIMANE IN QUESTO SPLENDIDO PAESE CHE NON DIMENTICHEREMO MAI.

  3. Mandorla wrote:
    Deve esser davvero un viaggio interessante!
    Complimenti Wanda e Tanga! :ok:

    …ed infatti sono prossimo alla partenza…trascorrerò una decina di giorni e non vedo l’ora di visitare questo paese che so essere affascinante per le sue tradizioni ed imponente nella sua natura

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