NY

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Eccoci in partenza per il viaggio “sognodiunavita”.
Finalmente a New York! Ovviamente ci sembra impossibile finché non si sale sull’aereo (io mi commuovo già solo a vedere “”NY” scritto sui tabelloni della partenza)!
Partenza Sabato 28 Aprile da Malpensa, controlli già prima di arrivare al check-in della Delta (biglietto acquistato su Internet a fine Gennaio a/r 600€ a testa, senza scali).
Per il passaporto sono stati necessari circa 25 giorni (è tutto spiegato sul sito della Polizia Italiana), e abbiamo anche stipulato un’assicurazione sanitaria privata (non si sa mai).
Al check-in ci avvertono che il volo è in overbooking e se siamo disposti a rinunciare ai nostri posti per partire il giorno dopo. Noi chiaramente rifiutiamo, ormai ci siamo, non intendiamo aspettare un giorno di più!
Come consigliato in alcuni siti, andiamo alla Dogana (un po’ di peripezie per trovare l’ufficio giusto) per dichiarare le apparecchiature elettroniche che portavamo negli Stati Uniti (macchina fotografica e obiettivi), in modo che al ritorno possiamo dimostrare che non li abbiamo comprati là.
Il volo parte in ritardo e ci sono continue richieste di volontari che partano il giorno dopo.
Bene, finalmente si sale sull’aereo e si parte!
Le ore passano abbastanza velocemente, tra pranzo, spuntini, visione di due film e compilazione del modulo per entrare negli Stati Uniti (con delle domande davvero…originali! Tipo se si è terroristi, tendenti al genocidio o se si portano lumache o insetti…).
Alle 15.00 ora locale atterriamo! Non ci sembra vero, ma ormai è innegabile che ci siamo!
Al controllo passaporti ci prendono le impronte digitali di entrambi gli indici e fanno la foto alla retina, il tutto dura pochissimo e non è preoccupante, lasciano un foglietto verde da riconsegnare all’uscita dagli Stati Uniti.
Recuperiamo la valigia e finalmente siamo fuori!
Seguiamo le indicazione per l’Air-train, chiamiamo il proprietario della casa che avevamo affittato per una settimana (sempre attraverso Internet). Abbiamo qualche problema nel capire la direzione del trenino, ma poi ce la facciamo (non funzionava il display indicante la direzione e il capolinea), arriviamo a Jamaica Station e prima di uscire ci sono le macchinette per pagare (5$ a testa), è possibile farlo in contanti (ma proprio CONTATI) o con la carta di credito.
Ci sono anche degli addetti molto disponibili che aiutano.
Da lì scendiamo alla fermata della metropolitana e “cerchiamo” di fare le tessere con validità settimanale (25$) alla macchinetta (contanti o carta di credito), una riusciamo ad averla, ma l’altra no, quindi andiamo alla biglietteria (decisamente abbiamo avuto “arrivi” un po’ più facili da affrontare!).
Finalmente sulla metropolitana ci rilassiamo perché il viaggio non è brevissimo, cambiamo e finalmente arriviamo alla nostra fermata: 68th Hunter College.
Il nostro appartamento è sulla 67th, troviamo la palazzina e suoniamo al proprietario (che abita proprio lì).
L’ingresso non ci ha fatto una bellissima impressione, ma abbiamo scoperto che lo stavano rifacendo (il Lunedì sono arrivati gli operai).
L’appartamento invece aveva due stanze, dava sulla strada al primo piano, era un po’ vecchiotto ma pulito e il proprietario era molto gentile (per la verità tutti i newyorchesi li abbiamo trovati molto gentili e disponibili).
Esausti per viaggio, fuso, trasporto con la metropolitana decidiamo di uscire subito e prima destinazione: Times Square.
Saremmo volentieri andati a letto, ma volevamo tirare almeno le dieci (per noi le quattro del mattino!).
Di fronte a casa c’era la fermata del bus M66 che attraversava la città orizzontalmente (io non ci capivo niente prima di partire, ma è davvero facile, avenue in verticale numerate, street in orizzontale divise in east e west a seconda della posizione rispetto a Central Park). Il bus ci ha portato alla stazione metro e da lì siamo andati a Times Square (c’è un treno che fa solo Central Station – Times Square).
La metropolitana non è tra le più semplici che abbiamo usato: prima di tutto c’è da considerare se si sta andando a Nord (Uptown) o a Sud (Downtown). A volte la scelta la si fa DOPO aver fatto passare la tessera, ma non sempre, in alcuni casi ci sono proprio due entrate diverse. Inoltre ci sono treni Local o Express (ma di solito hanno binari differenti) e per ogni linea passano treni con direzioni diverse (uscendo da Manhattan), quindi per tragitti brevi vanno bene tutte, per altri bisogna considerare che lettera sta passando.
In ogni caso non ci siamo persi e quindi questo dimostra che è più facile a dirsi che a farsi!
Times Square ci accoglie con le sue luci, la gente, i monitor giganteschi…non ci sembra vero! Andiamo in giro con sorriso ebete sulla faccia tipo bambini al Luna Park, questo soprattutto quando riconosciamo qualcosa che abbiamo già visto in qualche film!
Non ci tratteniamo molto (ma quanta gente c’è in giro?!), torniamo a casa e andiamo a nanna, anche se dormiamo male per i continui risvegli.

Domenica 29 Aprile
Ci siamo svegliati prestissimo per via del fuso orario, siamo usciti per fare colazione all’angolo con muffin (enorme) di rito e poi siamo andati al supermercato, in attesa che aprissero le porte (cioe’ prima delle otto).
Abbiamo fatto spesa e poi siamo andati alla scoperta della città. Il cielo era un po’ nuvoloso, abbiamo preso il bus che ci ha portato fino a Central Park…enorme!! Con tantissimi scoiattoli (il primo sembrava che avessimo visto chissà cosa, poi ci siamo accorti che ce ne sono ovunque), gli alberi in fiore, la gente che faceva jogging. E’ curatissimo e poi fa impressione essere in questa enorme distesa verde e vedere la cornice dei grattacieli! In più non si sente assolutamente il rumore del traffico, è una fantastica oasi rilassante nel centro della città. Per questo motivo ci siamo andati tutti i giorni, verso sera per riprenderci, sdraiati sull’erba, con un libro. Fantastico!
Abbiamo fatto la foto alla statua di Balto, abbiamo gironzolato per i viali alberati e poi ci siamo diretti verso la Fifth Avenue. Che emozione!! Una via lunghissima di negozi famosissimi, ripresi in innumerevoli film!
Siamo entrati per prima cosa da Fao Schwarz, dove abbiamo fatto il nostro primo acquisto (da non dimenticare che sul prezzo esposto c’e’ da calcolare almeno un 8% di tasse, noi ce ne dimenticavamo sempre…).
Successivamente siamo entrati nella Trump Tower (lussuosa e piena di marmi con cascata), nel Disney World, Gap, H&M, Barnes&Noble (imperdibile per una book-victim come me!). Insomma, era un continuo attraversare la strada per entrare in tutti i negozi! C’era anche una sfilza di poliziotti, forse c’era qualche cerimonia particolare (erano a centinaia tutti raggruppati).
Abbiamo pranzato con il primo di una lunga serie di hot dog (buonissimo), ma eravamo esausti! Dal pomeriggio in avanti è anche uscito il sole, alzando la temperatura.
Abbiamo quindi deciso di tornare a “casa” (metro+bus) per farci un tè e riprenderci un minimo, poi siamo usciti di nuovo, un paio d’ore più tardi e siamo andati prima da Levi’s store e poi da Bloomingdale’s, esattamente di fronte (per appassionati di Friends come noi e’ un must), pieno di cose carine e, secondo noi, nemmeno troppo costose.
Ci siamo poi seduti davanti al negozio della Apple (al piano di sotto, a livello strada c’è una struttura di vetro con la mela-simbolo), dopo essere scesi e aver usufruito della connessione Internet.
Abbiamo trascorso un po’ di tempo semplicemente osservando le persone, una delle cose che più mi è piaciuta di questa città…guardare la gente, i turisti che guardano all’insù (anche noi!!), gli altri che vanno di fretta e che appena ti urtano chiedono scusa, la fila ai semafori per attraversare, i famosissimi “tombini che fumano”.
Al tramonto siamo tornati a Central Park, dove abbiamo fatto le foto in notturna (non è per niente pericoloso).
Tornati a casa abbiamo cenato e poi a letto perché per noi era sempre tardissimo!!

Lunedì 30 Aprile
Giornata intensissima e soprattutto con un cielo blu e senza nuvole, perfetto!
Abbiamo preso la metropolitana direzione Downtown, siamo scesi alla fermata dopo per prendere il treno diretto fino al WTC. Fatto qualche metro subito dopo l’uscita l’abbiamo visto: l’enorme spazio vuoto, il mega cantiere rumorosissimo, i camion che entravano ed uscivano.
Fa impressione, tanta. Primo perché si è lì dove è successo tutto e sembra incredibile che sia lo stesso posto dove, in una giornata come questa, nella stessa vita indaffarata sia successo quello che sappiamo. Non si riesce a guardare in alto e immaginarsele così alte, il doppio rispetto agli altri grattacieli (che già sono alti). Io avevo appena finito di leggere un libro (102 minuti) proprio sulle torri gemelle e trovarmi proprio sullo stesso punto mi ha fatto anche più impressione. A un certo punto mi sembrava quasi di vederle. Sopra le cancellate del cantiere ci sono delle foto a ricordo di quella giornata e sono strazianti. E’ incredibile, siamo entrati altrove in luoghi della sofferenza, come i campi di concentramento, ma non ci hanno fatto lo stesso effetto. Qui ci veniva da piangere (cioè, abbiamo proprio pianto!) e non eravamo gli unici. Ci sono certe foto che spezzano il cuore.
Abbiamo fatto il giro sulla destra e siamo entrati nel palazzo di fronte, da cui si può vedere il cantiere. Siamo usciti dal retro e ci siamo seduti a fare le foto alla Statua della Libertà lontanissima.
La tappa successiva era l’outlet Century 21, con tantissime marche scontate, dove è impossibile non comprare niente. Lo pensavo molto, molto più caotico, invece al mattino c’era poca gente, i vestiti sono divisi per taglia e c’è tantissima roba (noi chiaramente qualcosa abbiamo comprato!). Ci siamo rimasti davvero un sacco di tempo, è enorme!
Siamo usciti un po’ stremati e siamo tornati alla metropolitana, con direzione la punta estrema meridionale dell’isola, per prendere il traghetto per Staten Island. Peccato che, come ci ha fatto premurosamente notare un passante (qui davvero non ci si sente mai soli, basta guardarsi in giro con aria perplessa e arriva qualcuno a dire qualcosa…spesso anche senza che ci sia davvero bisogno…), la metropolitana fosse chiusa, quindi ci siamo andati a piedi sotto un sole caldissimo. Era ormai ora di pranzo e c’erano tanti impiegati “tipici” che uscivano per la pausa. Sembrava che fossero tutti in strada! Prima di avviarci siamo andati a prelevare, e poi siamo entrati nella chiesetta esattamente di fronte alle torri, che si è salvata dalla distruzione grazie a un enorme albero che l’ha protetta (e che poi è caduto). Nella nostra marcia abbiamo preso il nostro solito hot dog e anche una vaschetta di fragole (avevano un aspetto così goloso e fresco!). Arrivati al traghetto ci siamo accodati alla gente in attesa, che era ormai in canottiera per il caldo. Dopo poco siamo saliti e abbiamo cercato di metterci nella posizione migliore per fare delle foto sia alla Statua della libertà (salire a destra) che dello skyline più famoso del mondo (a sinistra).
Vedere la Statua della Libertà, anche se da lontano, sembra retorico dirlo, ma ci ha fatto venire la pelle d’oca! Eravamo davvero a New York!!
Il traghetto è gratuito, il viaggio dura 20-25 minuti e una volta terminata la corsa si scende e ci si affretta a riprendere quello in partenza. Mauro aveva un po’ di dubbi (cioè gli sembrava poco serio prendere il battello solo per il paesaggio) e invece la maggior parte delle persone ha fatto proprio come noi!
Al ritorno altre foto (dopo che un passeggero ha avvisato Mauro di non aver tolto il tappo della macchina fotografica!). Siamo scesi, un po’ stanchi e ci siamo diretti verso Battery park, dove ci siamo sdraiati a prendere il sole e a far riposare le gambe! Anche questo parco è molto bello (tutti!), con il mare davanti e i grattacieli dietro.
Abbiamo fatto un giretto e abbiamo preso un gelato, prima di tornare nella metro con direzione 14st Union Square (grazie all’aiuto di un’addetta, altrimenti non avremmo trovato il treno giusto, non era molto comprensibile), dove c’è una grandissima libreria di libri usati, dove ho dovuto per forza comprare qualcosa (e che poi abbiamo rivisto in alcune puntate di telefilm americani!).
Ultimissima tappa della nostra superstancante giornata (ma siamo a New York, che ci importa della stanchezza??) era l’Empire State Building. Il tempo era perfetto, luminosità massima e quindi abbiamo deciso di salire. Avevamo preso i biglietti on-line (20$ a testa), per evitare una parte della coda, anche se non era una giornata di ressa.
Il sito è: https://www.esbnyc.com/tickets/index.cfm?error=1&CFID=22069499&CFTOKEN=30825007
Ci abbiamo comunque messo un po’ ad arrivare in cima, si devono prendere due ascensori e anche noi abbiamo provato l’ebbrezza di vedere il segnalatore dei piani andare di dieci in dieci e di sentire le orecchie che si toppavano (il tutto in un minuto)!! Abbiamo “cambiato” ascensore attendendo in uno spazio ancora in costruzione e finalmente siamo usciti allo scoperto con un vento così forte che avevano chiuso un lato per troppa aria!! Mai sentito un vento così forte (e freddo!!). E’ impossibile rimanerci poco, ci si perdono le ore a guardare i grattacieli da un lato, gli attici con i giardini, le strade piene di auto gialle, con Central park e i quartieri più a nord, e verso sud i palazzi finanziari che formano il famoso skyline di Down Town, dove eravamo appena stati. Non fa nemmeno impressione stare così in alto talmente sono piccole le case, le strade, le auto. E tutt’intorno il fiume, che fa capire come, alla fine di tutto, Manhattan sia solo un’isola e nemmeno tanto grande! E pensare che è “il centro del mondo”!!
Alla fine a malincuore siamo scesi, abbiamo cercato la metropolitana e dopo la passeggiatina solita a Central park, siamo tornati a casa, dove ci siamo addormentati prestissimo (ancora non avevamo “risolto” il fuso orario).

Martedì 1 Maggio
Oggi, dopo aver fatto la spesa, siamo andati in metropolitana fino al Greenwich Village. Appena risaliti in superficie ci siamo accorti che il paesaggio era completamente diverso che nell’Upper side (che a me personalmente è piaciuto più di tutti gli altri quartieri). Con un occhio alla guida siamo riusciti a trovare la casa di Friends (ovviamente solo l’esterno, l’interno era ricreato in uno studio a Los Angeles). Che emozione!! Siamo rimasti lì impalati a guardarla e a fare foto (non so cosa abbia pensato la gente!) Abbiamo gironzolato per il quartiere, poi siamo andati al Washington Square Park, anche questo set di molti film e “casa” di tantissimi scoiattoli che si avvicinavano senza problemi. All’ingresso c’erano i tavolini con gli scacchi, per chi volesse fare una partita! Più avanti c’era un recinto per i cani, dove i famosi dog sitter avevano al guinzaglio fino a sette, buonissimi, cani. Ecco, abbiamo visto ovunque tanti cani (più Golden Retriver che altro) e tutti buonissimi! Ne abbiamo accarezzato uno che si è subito seduto in attesa della carezza, ma senza saltare o leccare o abbaiare. Siamo rimasti stupefatti!! Dopo aver guardato i cani giocare per un po’ ci siamo diretti verso Soho (a piedi). Abbiamo guardato i negozi, siamo entrati in quello di Prada (da vedere per l’architettura) , Calvin Klein e Armani Exchange, la parte diciamo “low cost” dello stilista che in Italia non esiste (prezzi decisamente abbordabili, anche se non abbiamo comprato niente). Nel frattempo ho preso una cioccolata calda ambulante, ma primo non sembrava una cioccolata ma acqua sporca e poi era così bollente che non si poteva tenere in mano (nemmeno per aspettare che si raffreddasse!!) e quindi ho dovuto buttarla!
Camminando siamo entrati a Little Italy, ormai ridotta a una sola strada che non ci è piaciuta più di tanto, sembra la caricatura finta di quello che è stato (con i festoni attaccati in strada del tricolore era davvero, secondo noi, triste).
Chinatown, attaccata, si sta invece espandendo e ci ha fatto impressione, era piena solo ed esclusivamente di cinese (certo, non ci aspettavamo una cosa diversa, ovviamente, ma che fosse un micromondo esclusivamente cinese no, pensavamo che fosse una cosa del passato).
Da qui abbiamo preso la metropolitana e siamo andati a Chelsea, dove abbiamo preso un bus a caso (letteralmente) e abbiamo fatto un giro, poi a piedi ci siamo addentrati con calma in una via composta da casa con ringhiera (tipica di “Sex and the city”). Era un posto bellissimo per via delle piante fiorite, della calma così diversa dal traffico e dalla ressa di Midtown! Ci siamo goduti la passeggiata (anche chiedendoci quanto potesse costare una casa da queste parti…). Ci siamo fermati in un parchetto a riposarci e a fare un programma per i giorni successivi (poi regolarmente cambiato a seconda dell’estro del momento!).
Ormai pomeriggio, siamo tornati verso “casa nostra” per visitare la parte alta del parco, anche se il tempo ormai non era più molto bello (e c’era vento). Siamo passati davanti al lago enorme che abbiamo costeggiato sulla sinistra (guardando a sud), c’era tantissima gente che faceva jogging. Ci siamo sdraiati davanti a un altro laghetto, dove abbiamo visto un airone e un altro uccello che mangiava dalle mani di una signora. Incredibile pensare che ci sia questa fauna a New York!! Abbiamo visto tantissime tate con i bambini, tutte radunate insieme.
Siamo usciti dal parco e abbiamo camminato per qualche isolato lungo la Fifth Avenue (nella parte alta ancora residenziale). Mi piace tantissimo questa parte di New York, ci andrei ad abitare subito (ma va?!) magari in un attico che guarda il parco (si può almeno sognare no?!). Siamo tornati a casa presto per mangiare perché la sera, finalmente, volevamo uscire e andare a Brooklyn.
Io non avevo poi tutta questa voglia di uscire con il buio e di andare fino a Brooklyn che immaginavo covo di pericolosi furfanti (!!), ma volevo vedere (e percorrere) il famoso ponte di sera!
Siamo usciti muniti di macchina fotografica e cavalletto e abbiamo preso la metropolitana, impiegandoci anni perché avevamo sbagliato metropolitana (già non avevo voglia, rimanere rinchiusa più del tempo previsto non ha migliorato la situazione…).
Arrivati a destinazione siamo scesi solo in quattro e non c’era in giro nessuno. In più non ci siamo capiti perché io volevo andare sul ponte e Mauro attraversare un parchetto per fare le foto dello skyline di sera (già mi immaginavo le cose peggiori: buio, parco…). Alla fine siamo arrivati davanti a questo fantastico spettacolo da brividi che lascia senza parole: i grattacieli illuminati nel buio totale stagliati davanti in tutto il loro splendore. Quasi non mi sembrava vero di essere lì! In più non abbiamo avuto alcuna sensazione di paura, anzi, c’era tanta gente in giro, anche donne sole e ragazzi, quindi non avevo avuto motivo di essere così prevenuta (ma tutta la città in generale non fa per niente timore e pensare che si tratta di New York! Siamo stati per tutto il tempo tranquillissimi, c’era sempre in giro gente a qualsiasi ora).
Dopo aver fatto le foto, io volevo andare sul ponte e tornare a Manhattan a piedi (e poi lì prendere la metropolitana). Ci avviamo, saliamo sul ponte (anche qui una bella dose di emozione…il ponte di Brooklyn!!) e oltre alla magnifica sensazione di avere le auto che sfrecciano sotto e fanno un po’ vibrare la struttura sentiamo anche tuonare e vediamo i lampi sulla città…non pensiamo che pioverà davvero… e invece!! Un acquazzone con i fiocchi!! Quasi non riesco a crederci nemmeno ora che lo scrivo! Io ero in procinto di avere una crisi di nervi per essere in posto con tanto metallo e vicino all’acqua, oscurità totale, nessuno in giro e pioggia a catinelle. A organizzarla non sarebbe venuta così bene! E il ponte lunghissimo che non sembrava finire mai, anche perché, nonostante tutto, non mi volevo perdere la scena (alla fine mica aspetto una vita per essere lì e poi me ne corro via sotto la pioggia!). Siamo arrivati dall’altra parte, vedendo anche un civilissimo tamponamento sotto la pioggia, ed eravamo fradici! !Abbiamo quindi deciso di tornare direttamente a casa per asciugarci.

Mercoledì 2 Maggio
La mattina l’abbiamo trascorsa al Museo di Storia Naturale. Abbiamo preso il nostro bus che tagliava per il parco e lì ne abbiamo preso un altro che saliva in verticale e che ci ha lasciato proprio di fronte all’ingresso.
Il museo è enorme e ben fatto, per niente noioso. Ci sono diverse sezioni, i paesaggi ricostruiti, la parte delle meteoriti, sale dedicate alle diverse popolazioni e culture, gli enormi dinosauri all’ultimo piano, la sala “astronomica” al piano inferiore. E’ tutto interattivo e questo ci ha permesso di non stufarci, anche se dopo un po’ la stanchezza cominciava a farsi sentire, è immenso!!
All’uscita abbiamo preso il bus per andare a Times Square, ma, dopo aver tolto strati di vestiti, abbiamo deciso di scendere perché avevano fatto pochi metri in mezz’ora a causa del traffico, quindi meglio andare a piedi.
Times Square di giorno è, se possibile, ancora più affollata che di sera, c’erano letteralmente sciami di persone ovunque, il traffico bloccato, clacson che suonavano, gente in mezzo alla strada, incredibile (e così vivo!!).
Abbiamo pranzato da Macdonalds dopo aver fatto un giro per negozi, perché alle due avevamo appuntamento davanti alla web cam con parenti e amici oltreoceano! Anche questo è stato bellissimo, loro che ci vedevano dall’altra parte del mondo che li salutavamo. Certo, noi ci sentivamo un po’ idioti a salutare il nulla e anche quelli del negozio vicino ridevano a guardarci, anche perché ci siamo rimasti un bel po’, in attesa che tutti si collegassero e ci vedessero!!
Qui abbiamo preso le irrinunciabili magliette I love NY, quattro per 10$ (già incluse le tasse), un affare considerando che sono in ottimo cotone e che resistono lavaggio dopo lavaggio. Abbiamo anche comprato una felpa e altri souvenirs, che costavano davvero poco.
Nel pomeriggio abbiamo visitato la Central Station che tutto sembrava tranne una stazione, con i negozi, libreria, la scalinata di marmo e i lampadari retrò e anche una esposizione con bancarelle con tema “la primavera”. All’uscita ci siamo diretti verso la Public Library dove siamo entrati a dare una sbirciatina, previo controllo di borse e zaini all’ingresso. Entrare qui è stato emozionante, primo perché è una biblioteca e come amante dei libri la biblioteca di New York è un must, poi anche perché l’avevamo già vista in “l’alba del giorno dopo” e fa una certa impressione immaginarsela sotto i ghiacci e con i libri bruciati per accendere il fuoco! Siamo entrati nella sala lettura enorme e, con un po’ di imbarazzo, abbiamo fatto un giro e alcune fotografie. Siamo poi saliti al piano di sopra attraversando l’atrio immenso…che dire, davvero emozionante!! All’uscita ci siamo riposati sui gradini facendo la cosa più rilassante del nostro viaggio, cioè osservare la gente che passava. Garantito che non ci si annoia mai, si possono spendere interi pomeriggi così. Il tempo poi era magnifico (e caldo!), quindi avevamo proprio voglia di stare all’aperto.
Di seguito ci siamo diretti verso il Rockfeller Center, che però è stato un po’ una delusione…è piccolo! Lo spazio dove a Natale c’è l’albero e la pista di pattinaggio è piccolissimo!! Mi aspettavo proprio una cosa diversa. Siamo entrati poi nell’edificio a guardare i negozi e ci siamo seduti da Starbuck’s a prendere un famoso frappuccino (mi sembra di averlo preso al caffè nonostante il parere contrario del cassiere!). E’ stato il nostro unico Starbuck’s e pensare che a Berlino l’avevamo apprezzato così tanto! All’uscita ho trascinato Mauro davanti al negozio di Jimmy Choo (Carrie insegna) e, per quanto piccolo, aveva delle scarpe e borse stupende!
Ormai era tardo pomeriggio, immancabile passeggiata a Central Park, di cui avevo proprio un bisogno fisico dopo l’immersione in città. Abbiamo fatto delle foto da cartolina, anche a delle simpatiche tartarughe che erano uscite sulle rocce a prendere il sole. Sembrava di stare in un altro mondo con il cielo azzurro, il sole caldo, i piedi nudi sull’erba soffice e curatissima. Se vivessi qui ci verrei sempre per ricaricarmi, a noi quasi non serviva tornare a casa e riposare!
La sera, dopo la cena casalinga, abbiamo deciso di andare nella sede principale di Barne&Noble sulla 14 st Union Square. Il negozio ha quattro piani ed è paradisiaco per chi ama la lettura, si può anche rimanere a leggere bevendo un caffè (non lo paragono nemmeno alle librerie italiane…). Ho preso dei bellissimi segnalibro e prima che chiudesse abbiamo fatto un salto all’ultimo piano, dove un autore (che io non conoscevo, ma che è molto famoso) stava concludendo l’incontro firmando gli autografi! Ecco perché questa città è magnifica, perché basta uscire di casa per trovare offerte culturali di altissimo livello, in pratica il meglio in fatto di letteratura, musica, cinema, musical. Ci si sente proprio al centro del mondo!
Volevamo tornare a piedi ma erano la bellezza di cinquanta isolati e abbiamo preferito quindi prendere la metropolitana.

Giovedì 3 Maggio
Ultima giornata completa (e con un gran bel sole!). Siamo usciti per la nostra ultima escursione al parco, forse ora possiamo dire di averlo visto tutto! Per prima cosa abbiamo visto la dedica a John Lennon, la scritta “imagine” in pietra con tutti i fiori intorno. Poi ci siamo spostanti verso una zona che più che parco era proprio un bosco(davvero!). Abbiamo visto (e fotografato) un poliziotto che era sceso dall’auto di pattuglia per accarezzare un cane, questa scena ci è piaciuta molto (e che non penso capiti di vedere in Italia…)! Ci siamo addentrati nei sentieri del bosco fino ad arrivare alla statua di Alice e a quella di Andersen. Sosta ai bagni (presenti in ogni parco e sempre puliti, incredibile!), poi siamo usciti a piedi per andare al negozio di Ralph Lauren che in realtà sono due, uno per uomo fantastico con interni di legno scuro e molto lussuoso, l’altro invece più “normale”. Non abbiamo preso niente, ma la foto di rito fuori era un obbligo! Abbiamo fatto le ultime foto a Park lane con le bellissime aiuole fiorite di tulipani gialli, questa zona ci piace tantissimo, con i portieri che aprono la portiera alle giovani ragazze firmatissime in auto con autista (la prossima vita ovviamente voglio rinascere lì!). Siamo tornati nella Fifth Avenute nel negozio della Apple per controllare le e-mail e per rifare il giro di negozi. Mi sono fermata davanti a una bancarella a vedere delle sciarpe e Mauro voleva fotografarmi, invece è stato fermato da un portiere perché eravamo su un marciapiede della banca e non si poteva! E pensare che invece si possono fotografare i poliziotti e anzi sono loro a mettersi in posa!!
Bah.
Abbiamo mangiato in un Macdonald’s laterale, poi ci siamo spostati per vedere il famoso Macy, che non ci è piaciuto moltissimo. Le cose in vendita erano molto più abbordabili, ma c’era talmente tanta roba che è impossibile scegliere qualcosa! Piani e piani di negozi e non ci si riesce a fermare su niente!
Siamo tornati a casa per l’ultima cena newyorchese, poi siamo andati a Times Square per fare le foto “bene” (la prima sera eravamo stanchi e molto provati dal fuso orario e dal viaggio). Da lì ci siamo spostati sulla Fifth Avenue per vederla di sera, ma non c’era quasi nessuno, i negozi erano chiusi, vedevamo uscire gli impiegati (alle undici!!) dagli uffici ancora operativi (ma che vita fanno questi?? E’ vero che al mattino li vedevamo nel parco anche piuttosto tardi, ma poi ci passano la vita al lavoro!).
E qui ci succede la stessa cosa del pomeriggio: siccome la strada (una traversa) era un po’ più stretta, i grattacieli su entrambi i lati erano davvero imponenti e soffocanti sopra la nostra testa e decidiamo di fotografare la cima di entrambi. Ci aspettavamo in effetti che fossero tutti così e di avvertire quasi un senso di claustrofobia in questa città, che invece grazie alla sua ortogonalità è molto ariosa, lo sguardo spazia da destra a sinistra per chilometri e quindi non ci si sente chiusi dentro e il cielo è sempre visibilissimo. Ecco perché ci interessava fare la foto. E invece arriva il portiere a dirci che non si può perché il marciapiede, fino a un certo punto, è proprietà privata, mentre qualche passo più in là eravamo liberi di fare quello che volevamo. Certo non ce l’ha detto con sgarbo, anzi, era curioso di sapere cosa volevamo fotografare, ma sono strani eh a volte! Perché alla fine la foto l’abbiamo fatta identica che se fossimo rimasti qualche metro più indietro!!

Venerdì 4 Maggio
Ultimo giorno! Lo trascorriamo facendo un altro giro al Village, per la Fifth, il parco, tutte le cose che ci sono piaciute di più e che ci spiace lasciare. Mangiamo l’ultimo hot dog, recuperiamo le valigie e con anticipo raggiungiamo l’aeroporto (metro+ air train, anche se con le valigie è davvero un’odissea, non ci passano! E ci sono poche scale mobili). Finalmente entriamo nel terminal della Delta dove ci fanno subito il check in e passiamo attraverso i controlli (non c’e’ un vero e proprio ingresso dell’aeroporto dove si può stare, è tutto collegato).
Ci armiamo di pazienza e in effetti l’attesa sarà lunga, il volo continua a essere ritardato di mezz’ora in mezz’ora, finché alla fine saliamo, ma per l’improvvisa decisione di una passeggera di abbandonare l’aereo (e immagini catastrofiche da “final destination” si affacciano alle nostre menti…) aspettiamo che i suoi bagagli vengano tolti e perdiamo il posto in fila…alla fine partiamo tre ore dopo!
Il viaggio è volato (è il caso di dirlo), eravamo esausti e abbiamo dormito. Ed è stato brutto svegliarsi e non essere più là, una sensazione mai provata prima. Io mi sono ripresa subito dal fuso orario, Mauro ha fatto più fatica.

Abbiamo trovato quello che ci aspettavamo, la metropoli immensa e caotica, ma anche la primavera, il cielo blu, il bosco in città, il vento leggero, i tulipani in fiori, i petali per terra, il calore della gente e una ferita che a fatica si sta rimarginando, anche se si cerca di andare avanti lo stesso. Ci è sembrata, nonostante tutto, una città vivibile, per niente estranea, in qualsiasi punto ci siamo trovati. Sembrava di essere a casa. E’ stato molto più che la realizzazione di un sogno e siamo determinati a tornarci quanto prima!!

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