Samos: sole e stelle….certamente!!!

Le nostre tanto sospirate vacanze estive sono giunte all’improvviso, inaspettatamente, venerdì 3 agosto 2007. Approfittando di un last minute formula 2×1, nel giro di due giorni abbiamo chiuso le valigie! Non abbiamo nemmeno avuto modo di cercare delle informazioni su questa isoletta greca che, a dire il vero, non sapevamo nemmeno che si trovasse nell’Egeo orientale, a meno di un km dalla costa turca.
Forse anche per questa non-conoscenza, la sorpresa è stata maggiore. Abbiamo scoperto un’isoletta deliziosa, ancora un po’ selvaggia, sicuramente fuori dai circuiti turistici tradizionali. Lo dimostra il fatto che in agosto, nelle varie spiagge che abbiamo visitato, non abbiamo mai avuto più di una decina di “vicini di ombrellone”, dei quali nessun italiano. Finora l’isola di Samos è stata meta di turisti nord europei e gli italiani si potevano contare sulla punta delle dita. Pensiamo siano poche le strutture ricettive “italiane” e altrettanto pochi i voli che la raggiungono direttamente e solo nella stagione estiva.
Noi siamo arrivate verso mezzogiorno con un volo della Eurofly partito da Malpensa con un’ora di ritardo per problemi al rullo che carica i bagagli…w l’Italia! Un bel temporale ci aveva accompagnato a Malpensa nelle prime ore del mattino, ma appena scesi dall’aereo a Samos un venticello ci ha illuso che le temperature fossero basse come alla partenza. Senza rendercene conto eravamo a 37°, comunque ben sopportati durante il pomeriggio di relax in spiaggia. Dopo la levataccia alle 3:00 ci voleva… La prima impressione durante il breve tragitto che ci ha portato da Pythagorio a Mikali, dove si trova l’Eden Village, è che si tratti di un’isola molto verde, con alte montagne e molto tranquilla. La litoranea che divide il villaggio dalla spiaggia è davvero poco trafficata: passeranno non più di una decina di auto al giorno!


L’Eden Village si trova a Mikali, in una piana costiera lunga e brulla, sulla cui estremità orientale si trova una vecchia salina, ormai in disuso dal 1965, che in inverno è piena d’acqua e dove i fenicotteri trascorrono la loro “villeggiatura” invernale fino a maggio.

La nostra idea di girare l’isola in autonomia prende corpo già dalla mattina successiva, quando a piedi decidiamo di raggiungere una spiaggia a circa 1Km dal villaggio. Si tratta di Psili Amos Est, una delle poche spiagge sabbiose di Samos, forse la più bella della parte orientale dell’isola. La spiaggia è ombreggiata da alcune tamerici e dispone di quattro taverne, delle quali la più antica e unica con terrazza direttamente sul mare è chiamata “Psili Ammos”.

A Psili Amos si può dire che non gira un italiano, ma solo biondi nordeuropei. La presenza della sabbia che rende sicuro e comodo l’accesso al mare favorisce la presenza di molti bambini. Si può scegliere di stare a prendere il sole in una zona di spiaggia libera col proprio telo o affittare nella zona attrezzata due lettini ed un ombrellone per 6 euro complessivi. Si pagano direttamente alla taverna e si ha a disposizione anche un bagno sempre pulito ed una comoda doccia. Ne vale la pena! Anche il parcheggio non è un problema poiché i contadini hanno convertito alcuni campi in posti auto.
Qualcuno potrebbe decidere che non sfruttare l’all inclusive del villaggio sia uno spreco, ma sarà per il 2×1 o sarà per la voglia di visitare posti nuovi che abbiamo optato per il fai da te.
A pranzo ci spariamo un frappè al bar. Alla sera invece ceniamo al villaggio, dove i cuochi italiani non fanno mai mancare la pasta e il buffet è sempre abbondante e ben rifornito specie di verdure e dolci.
Finalmente l’indomani, domenica, prendiamo possesso della nostra Kia Picanto rossa, noleggiata per tre giorni al costo complessivo di 156 € (in realtà è il prezzo della Hyundai Atos che però non era disponibile; l’effettivo prezzo della Kia con aria condizionata sarebbe stato 169 € per tre giorni di noleggio).
Il consiglio è di prenotare per tempo il noleggio auto poiché le vetture a disposizione non sono molte. In effetti basterebbe spostarsi a Pythagorio o a Samos per trovare molti autonoleggi, ma i 12 km che separano il villaggio da entrambe le località è superabile solo con un taxi poiché non c’è un servizio navetta da e per il villaggio. Forse lo metteranno prossimamente anche perché la gestione Eden ha rilevato il Sirenes soltanto questa primavera e ad oggi il servizio in questione sarebbe troppo caro. Noi abbiamo preferito l’auto allo scooter perché il meltemi, il vento, soffia a forte velocità e potrebbe disturbare la guida. Noi siamo state fortunate poiché avendo pagato anticipatamente per il noleggio di una auto che poi si è rivelata occupata, ci siamo ritrovate, senza pagare alcuna differenza, con un’auto di categoria superiore, con tanto di aria condizionata che però nemmeno abbiamo acceso, preferendo il “condizionamento naturale” dei finestrini. Il consiglio che ci sentiamo di dare è quello di assicurarsi sempre di avere carburante a sufficienza prima di mettersi in viaggio; le stazioni di rifornimento sono presenti sulle strade rosse e gialle, ma è “salutare” non rischiare di rimanere “a piedi”, soprattutto la sera, quando è tutto molto buio. Il gestore “Eko” ha un logo che ricorda molto la nostra “Esso”.
Con la cartina alla mano abbiamo seguito tutto l’itinerario che ci eravamo proposte: la costa est da Samos a Psili Amos. In realtà non è stato possibile percorrere un’unica strada costiera e il tragitto si è fatto un po’ più tortuoso del previsto alla ricerca delle strade rosse e gialle, quelle asfaltate, scartando invece le bianche sterrate. Quasi tutti i cartelli della segnaletica riportano i nomi delle località in greco e in inglese per cui non è difficilissimo orientarsi. Ogni due per tre si vede un tratto di mare favoloso, una spiaggia o un fiore particolare e le tappe si susseguono, comprese quelle per una foto, un tuffo o un po’ di relax al sole. Non sappiamo se la temperatura fosse ancora sui 37° gradi, ma se pur caldo, era reso sopportabilissimo dal vento. Vento che probabilmente è stato la causa di propagazione di un incendio che qualche giorno prima del nostro arrivo aveva colpito un intero lato della montagna, lasciando nell’aria un odore acre e per terra una patina di cenere e rami rinsecchiti. Quel che temiamo è che nei giorni dopo la nostra partenza, verso fine mese, la situazione si sia aggravata come nel resto della Grecia….speriamo di no.

Il nostro itinerario odierno è stato: Mikali, Samos, Gangou Beach, Agia Paraskevi, Livadaka, Samos, PaleoKastro, Kerveli, Klima, Poseidonio, Samos, Mikali.
Samos ancora oggi è chiamata dagli isolani con il suo nome antico, ossia Vathi. E’ il capoluogo dell’isola, nel quale si possono distinguere la parte nuova e quella vecchia. La città nuova, dove si respira il mare e dove i samii amano passeggiare, i cui caffè del porto rimangono aperti fino a tardi e dove regnano vita e movimento; la città vecchia è invece abbarbicata sul pendio della montagna e mantiene quell’atmosfera antica di paese.
Arrivando da Mikali ammiriamo dapprima la città di Samos dall’alto (un panorama spettacolare), dopodiché scendiamo dalla montagna verso la costa.

Sul lungomare, chiamato Odos Themistokli Sofouli c’è un viavai di macchine e scooter, caffè e ristoranti. La statua con le quattro bandiere greche che sventolano è di Temistocle Sofolo.

Il quartiere Kalami, con gli edifici alle spalle che salgono sul pendio della montagna e con il mare di fronte, ci ricordano in qualche modo il Golfo di Napoli (città che Cristina ama da impazzire!) e il suo lungomare da via Caracciolo fino a via Partenope…tant’è vero che proprio lì abbiamo visto il ristorante “Pizza di Napoli”!!!

La piazza principale, Platia Pythagoras è orlata solo da pochi locali, proprio perché qui a Samos il centro di ritrovo non è la piazza, ma il lungomare. Dal 1930 nella piazza si erge la statua di un grande leone all’ombra di quattro palem da datteri, monumento che rappresenta il coraggio di chi lottò per la libertà nel 1821.
Nell’area cittadina, ad un km circa a nord dell’attracco dei traghetti si trova Gangou Beach. Questa zona può essere un buon compromesso tra spiaggia e città.

Dopo Gangou, continuando sempre verso nord, prima di raggiungere Agia Paraskevi, si arriva nel pressi del Monastero di Panagia Kotsika: da qui la vista si apre sulle isolette disabitate che si trovano di fronte alla costa settentrionale dell’isola: sono Prasonisi, Nisi Agios Nikolaos e Nisi Diapori.

Proseguendo alla ricerca della spiaggia di Livadakia, non visibile dalla strada e dove ci sono taverne in cui prendere l’aperitivo seduti direttamente in mare, raggiungiamo l’area di Asprochori con una piccola spiaggia sassosa in cui l’acqua non è davvero niente male!

Attraversiamo il paese di Paleokastro, incontaminato dal turismo, fino ad arrivare, 3 km dopo, a Kerveli. Dall’alto della strada il panorama è incantevole!

La spiaggia, ombreggiata di tamerici è tranquilla, non particolarmente estesa ed è composta da grossi ciottoli; a nostro parere molto bella.

Il mare limpidissimo invitava davvero ad una sosta rigenerante! Qui c’è anche la possibilità di pernottare in appartamenti e in un hotel in posizione panoramica, sul pendio tra cipressi ed ulivi; sulla spiaggia ci sono anche due taverne. Da segnalare Poseidonio, che prende il suo nome dall’antico tempio di Poseidone qua presente; una volta si trattava di un paesino di pescatori, oggi è una modesta località turistica. Dall’alto si gode di una vista stupenda, con colori mozzafiato, ma scendendo si ha la sensazione di trovarsi in un lago circondato da montagne poiché il mare aperto da qua non è visibile. Qui la costa turca è davvero a due passi…anzi a due bracciate!

La parte più alta di Poseidonio è Klima; un borgo formato da alcune case vacanza, una spiaggia stretta, poche pensioni ed una sola taverna. L’ideale per chi la vocazione da vacanza solitaria. Seguendo un’indicazione che si trova all’incrocio per Poseidonio scendiamo giù per una piccola strada asfaltata che porta verso Sidera, una spiaggia anch’essa di ciottoli e molto tranquilla e silenziosa, dove c’è la possibilità di fermarsi in tenda o roulotte.

Strada facendo ci è capitato di fermarci a fotografare insegne di appartamenti, residence, case in affitto che potrebbero tornare utili per un eventuale ritorno a Samos. Il ritorno di quella sera è stato invece in villaggio, dove abbiamo cenato ed assistito ad uno spettacolo dell’animazione.
L’indomani, lunedì, partecipiamo all’escursione organizzata all’isola di Samiopula, raggiunta a bordo di un caicco salpato da Ireon, la città di Hera e “guidato” (si dice così?) da colui che, con l’anziana madre e la famiglia, gestisce l’unica taverna dell’isoletta e qui vive tra caprette e panorami meravigliosi.
Ireon è una vivace località turistica frequentata soprattutto da giovani e stranieri.

Da qui si salpa verso l’isola di Samiopula, raggiunta in una mezz’oretta di navigazione di fronte alla costa meridionale di Samos.
Nell’ultimo tratto di mare siamo stati accompagnati da una coppia di delfini giocosi che saltavano proprio vicino alla barca, forse attirati dalla musica a bordo.

Dicevano fosse un privilegio raro vederli; siamo state fortunate a riuscire pure a fotografarli durante le loro acrobazie.
Una volta arrivate a Samiopula si resta senza parole. Mai e poi mai ci saremmo aspettate di vedere in Grecia un mare per così dire “caraibico”: favoloso!


Dal “capitan Findus” siamo condotte in circa 10 min, sconsigliato a chi ha problemi di deambulazione, ad una spiaggetta attrezzata con ombrelloni e frigorifero portatile con tanto di bibite fresche. Praticamente all’ombra stiamo solo il tempo di spalmarci di crema, perché poi passiamo l’intera giornata in mare a scattare fotografie, mentre i ragazzi improvvisano una partita di calcetto italia-germania-grecia.


Per pranzo si sale sulla cima dell’isola seguendo i sentieri delle caprette, fino alla taverna della vecchina dove viene servito, senza troppi fronzoli o formalità, il pranzo a menu fisso di carne (agnello) o di pesce (sgombro), accompagnato dalla solita insalata greca, dal dolce, il caffè e ouzo a fiumi!
Accanto alla taverna, tra i fichi d’india, c’è una tipica chiesetta greca dal tetto blu e alcune stanze che ormai la vecchina non affitta più.
All’avvicinarsi dell’ora del tramonto si riparte, facendo una tappa in mare aperto per un bagno al largo, con tanto di tuffi dal caicco.
Alla sera nel teatro del villaggio, l’equipe di animazione mette in scena Pinocchio, un musical eseguito per la prima volta proprio in quell’occasione. Lo staff si rivela molto in gamba, simpatico, professionale, come aveva già dato in precedenza idea di essere.
La serata prosegue in spiaggia con un beach party a cui ballare fino alle 2 del mattino. Non si può proseguire oltre con la musica per non disturbare gli ospiti delle camere lato spiaggia. Infatti alcune stanze si trovano nel complesso oltre la litoranea, dove si trova anche una taverna nella quale si può cenare o pranzare, dicono molto bene, con un supplemento di 10 euro.
L’indomani, martedì, riprendiamo la nostra auto noleggiata, decise ad attraversare l’isola attraverso le montagne. I monti sono parecchio alti, anche oltre mille metri, tra le vette maggiori della Grecia. In 12 ore riusciamo nel nostro itinerario a fare il giro quasi completo dell’isola e a toccare le seguenti località:
Mikali, Chora, Koumaradei, Pirgos, Karlovassi, Potami, Tsamadou Beach, Lemonakia Beach, Kokkari, Samos, Mikali.
Chora è una località che si incontra sulla strada principale dell’isola, proprio fuori Pythagorion, in direzione di Karlovassi. Noi buttiamo solo un’occhiata ai margini della piana costiera e proseguiamo.
Senza mai lasciare la strada che stavamo percorrendo arriviamo a Koumaradei, un paesino montano consigliatoci per i suoi laboratori di artigianato. Ci fermiamo infatti a fare acquisti nel negozio-laboratorio “Ydria”, dove il sognor Timos Hatgilagos, proprietario ed artista locale, ci accoglie cordialmente e ci svela qualche “segreto” sulle sue opere, tra cui la misteriosa, ma poi non tanto, tazza di Pitagora. I prezzi sono davvero buoni e la qualità delle ceramiche ottima.
Nella stessa località, nel negozio di una signora tedesca abbiamo avuto modo di conoscere l’associazione Animal Care Samos che aiuta cani e gatti, che come in altre isole greche, sono abbandonati. Una bella iniziativa ad opera di volontari soprattutto olandesi, danesi e tedeschi.
Pirgos è la località più grande del massiccio dell’Ampelos, si trova a 370 metri di altitudine e non è visibile dal mare. Molti dei suoi abitanti si dedicano all’apicoltura. Ecco perché molto spesso ai bordi della strada che a tornanti sale verso la montagna si intravedono numerose arnie.
A tal proposito qui a Pirgos ci fermiamo a comprare del miele: poco prima, dalla piazzetta sterrata di una cappella dalla quale stavamo fotografando un bosco di pini, vediamo una costruzione bianca con la scritta rossa “honey”: uno sguardo di intesa e saltiamo in macchina per raggiungerla.
E’ la “farm store” di Konstantinos Skaliaris che continua la tradizione dal 1964: puro miele di pino, timo e fiori di samos….imperdibile quello con le noci con cui accompagnare lo yogurt greco a colazione… Slurp!!! Continuando lungo la stessa strada in direzione Karlovassi, gli occhi fuggono verso il basso verso un bellissimo panorama: è il paesino di Neochori, che a malincuore non riusciamo a visitare perché un po’ fuori dal nostro itinerario, quindi riprendiamo il volante della nostra Picanto dopo una sosta fotografica. Giungiamo quindi a Karlovassi, una cittadina che si estende per molti km lungo la costa; non ci fermiamo, ma la attraversiamo per raggiungere il lungomare dal quale seguiamo i cartelli stardali per Potami; è quella la nostra prossima meta!

Potami conta una spiaggia di oltre un kilometro mezzo formata da sabbia e ghiaia che si estende a forma di cavallo. Ci sono molti parcheggi, alcune taverne e alloggi. Dicono sia la spiaggia più bella dell’isola di Samos e a guardarla dall’alto non si fatica a credere che sia proprio così!

Dalla piazzetta di una bianchissima cappella moderna di ispirazione futurista, che si trova in posizione sopraelevata rispetto alla spiaggia il panorama che si offre ai nostri occhi è strabiliante!


Con una passeggiata si potrebbero raggiungere le famose cascate di Potami, ma il tempo stringe, siamo solo a metà itinerario e bisogna fare delle scelte, sarà per la prossima vacanza a Samos. E’ questa la località di Samos in cui troviamo molta concentrazione di persone, alcune delle quali non abilissime al volante e con le quali sono inevitabili le discussioni all’italiana! Un autista di bus locali ha sentenziato, commentando il comportamento di un vecchietto al volante: “l’isola è piccola, ma gli stupidi al volante sono tanti!”. Saggio.
Passando nuovamente da Karlovassi, ma stavolta proseguendo con la litoranea verso est arriviamo a Tsamadou Beach e appena decidiamo per un po’ di relax al mare, ecco che le nuvole hanno la meglio sul sole.

Resta comunque l’immagine di una baia stupenda con colori meravigliosi. Tsamadou Beach, insieme a Tsampou Beach e Lemoniaka Beach sono tra le insenature di ghiaia più belle dell’isola di Samos. Le baie sono circondate dal verde e l’acqua del mare è limpida e cristallina; da qui si gode di una magnifica vista sull’egeo settentrionale. Sulle spiagge è possibile noleggiare sdraio e ombrelloni nonché ristorarsi presso alcune taverne. Noi optiamo quindi per mettere qualcosa sotto i denti e lo facciamo a Lemonakia Beach, alla taverna “Andreas Place” proprio sulla spiaggia, dove mangiamo una moussaka davvero deliziosa ed abbondante ad un prezzo decisamente ragionevole. Molto carino ed ospitale anche il personale del ristorantino, che ci ha offerto persino il dolce. Da qui a Kokkari manca pochissimo e decidiamo di trascorrere qui l’intero pomeriggio, a zonzo per le viuzze di quello che è, a nostro parere, il paesino più caratteristico dell’isola di Samos. Il nostro villaggio rimane comunque a solo una ventina di km. Si tratta di una località balneare molto vivace durante il periodo estivo, anche se non ci sono particolari attrazioni da visitare.

La città è racchiusa tra la lunga spiaggia denominata Long Beach e un’insenatura delimitata da promontori.
La spiaggia qua è sassosa, ma col cielo nuvoloso di stare al mare non se ne parla e ci addentriamo nelle viuzze; le bouganville e le classiche seggioline fuori dall’uscio regalano scorci meravigliosi; i negozietti si susseguono, mentre nella zona del porto è pieno di localini, taverne, ristoranti e caffè, in uno dei quali, durante una sosta, ci prendiamo una mega coppa di yogurt greco, con miele e frutta fresca per soli 3 euro. Roba che in Italia l’avremmo pagata almeno il doppio. Squisita!

Sempre a Kokkari troviamo parecchi regalini in diversi negozietti, specie di oreficeria.
Infine dopo l’ennesima tappa a Samos, per l’ora del tramonto, eccoci finalmente in doccia all’Eden Village.

Mercoledì è il nostro ultimo giorno di noleggio auto e lo dedichiamo alla costa sud dell’isola. Visitiamo l’Heraion, il tempio di Hera, incontrando gli ospiti del villaggio che stanno facendo il tour guidato dell’isola. Non ci sembrano entusiasti dell’escursione e noi ci guardiamo sempre più soddisfatte della nostra scelta di autonomia.
I pochi resti di un grande luogo di culto dell’antichità possono, a prima vista, essere una delusione, ma noi consigliamo di visitarli: con una piantina del sito archeologico e una buona dose di fantasia ci si può divertire ad immaginarelo nel suo antico splendore. Solo una colonna alta circa 10 metri è ancora in piedi; in origine era alta il doppio e a guardarla da vicino è impressionante; sembra voler cadere da un momento all’altro nel suo precario equilibrio.

Diversamente da quello che annoiamo fatto noi si può iniziare la visita dal fondo, dalla cosiddetta “Strada Sacra”.

Proseguiamo il nostro tour alla volta di Pythagorio dove, dopo alcuni acquisti, raggiungiamo sul molo settentrionale del porto la statua dedicata al filosofo e matematico Pitagora che nacque proprio sull’isola di Samos e lo immortaliamo, memori di tabelline e teorema omonimo!

Infatti il monumento rappresenta Pitagora mentre tiene un triangolo nella mano sinistra, a simboleggiare il noto teorema. Ah la matematica!!!!
Pythagorio possiede un porto tra i più belli dell’Egeo, alle sue banchine sono attraccate sia barche di pescatori e per escursioni, che yacht grandi e piccoli. Sulla passeggiata lungo il porto caffè e ristorantini si susseguono uno dopo l’altro.

La giornata di sole però è così invitante che la scelta migliore che potessimo fare è stata quella di passare il pomeriggio alla spiaggia del villaggio tra ozio e musica diffusa dallo staff di animazione, che senza pressioni ci invitava a partecipare ai vari tornei sportivi o lezioni di ballo. No grazie è stata la nostra risposta. Il massimo della fatica che ci siamo concesse è stata dirigerci dal lettino al chiosco bar x spillare dal distributore automatico un soft drink all inclusive…. Dicesi vacanza…che purtroppo è agli sgoccioli.
Il mare in questo tratto di costa è tra i più belli dell’’isola e anche grazie alla giornata particolarmente limpida è un piacere sguazzarci!

Più veloce della luce arriva l’ora del tramonto e per la serata decidiamo di fare un giro a Pythagorio, dove a detta di chi ci vive, i locali chiudono più tardi rispetto a Samos. La località conferma la sua vivacità nella zona del porto, dove c’è solo l’imbarazzo della scelta del locale; ci lasciamo guidare dall’istinto guardando i colori dell’arredo e il tipo di musica. Per l’ennesima sera sono le 4 quando andiamo a letto e come ogni altra mattina la nostra sveglia suona alle 7:30. Stavolta è giovedì , ultimo giorno di vacanza e non dovendo più guidare ci spaparanziamo al sole come si deve per una giornata all’insegna del relax. La sera poi ci scateniamo a ballare al secondo beach party, tirando mattina a guardare le stelle cadenti… è il 9 agosto e ormai da qualche sera se ne vedono cadere moltissime; l’assenza di inquinamento luminoso e i grandi spazi rendono possibile ammirare questo meraviglioso spettacolo della natura…
E’ con il ricordo dell’ennesima notte col naso in su che chiudiamo la valigia con poche ore di sonno alle spalle.
Per le 9 lasciamo la camera e alle 12:40 il volo Eurofly decolla alla volta di Milano Malpensa con scalo tecnico di una mezz’oretta a Creta.
Per tutto il tragitto le immagini di questa inaspettata meta di vacanza scorrono davanti agli occhi assonnati…le oltre 400 foto terranno vivo il ricordo di un’altra meravigliosa se pur breve vacanza.
Il consiglio che possiamo dare è certo quello di visitare l’Isola di Samos, di farlo al più presto, prima che diventi presa d’assalto come Rodi o Santorini….Consapevoli del fatto che questo incremento di turismo porterà danni irreparabili a questo piccolo paradiso di sole e stelle certamente, ma non solo.
Kalispera
Roberta e Cristina, agosto 2007

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