Turchia 2007: la terra di mezzo

Quando l’agente di viaggio, in una calda mattinata di agosto, ci ha mostrato il catalogo, abbiamo detto “si” nel giro di cinque minuti, soltanto l’idea che di lì a poco saremmo stati in Turchia ci entusiasmava.

Abbiamo deciso per l’Hillside Su ad Antalya, un design hotel, elegante, semplice, e soprattutto bianco (!), proprio sulla bellissima spiaggia di Konyaalti.

Sebbene immaginassimo che la Turchia fosse un paese ricco di fascino, possiamo affermare che siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla gentilezza dei locali, dall’ordine, dai profumi, dai colori, la tolleranza ed il rispetto per gli altri. Il mediterraneo assume qui dei colori davvero splendidi…. Io m’ero fissata che i sassolini della spiaggia di Konyaalti fossero più belli, più colorati che altrove… in lontananza le montagne del Tauro ricoperte di pini, si prolungano verso il mare ed era veramente bellissimo ammirare come la costa diviene irregolare, formando baie nascoste. Antalya è la principale stazione balneare della Turchia, ricca di viali di palme e simpatici bar dove gustare un’ottima torta al formaggio mentre nel vecchio quartiere pittoresco di Kaleici, attraversando vicoli stretti troviamo vecchie case di legno addossate alle mura della città , fondata nel II secolo a.C. da Attalo II, re di Pergamo che la chiamò Attaleia. Dopo di lui romani, bizantini e selgiuchidi occuparono la città, fino a quando cadde sotto il dominio degli ottomani.

Un altro luogo molto interessante da noi vistato è stata la località di Pamukkale che in turco significa “castello di cotone” L’antica città di Hierapolis venne costruita sulla sommità del bianco castello. I movimenti tettonici hanno anche provocato la nascita di numerose fonti termali dove l’acqua sgorgata da queste fonti con il suo contenuto minerale, in particolare di gesso, creò Pamukkale. L’acqua contiene carbonato di idrogeno e calcio, rendendo le piogge ricche di bicarbonato di calcio. Questi fenomeni atmosferici lasciano spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna, rendendo l’area simile ad una fortezza di cotone o di cascate di ghiaccio. Pamukkale e Hierapolis sono considerate patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Ma potevamo mai andare in Turchia senza fare almeno una capatina ad Istanbul?? Certo forse siamo stati dei pazzi, ma con un’oretta di volo da Antalya, eccoci arrivati in quella che è considerata, e non a torto, la città più importante della Turchia, l’unica a cavallo di due continenti ed, allo stesso modo, di due culture, due religioni… Inizialmente, come molti sapranno, Istanbul portava il nome di Costantinopoli da Costantino il Grande che ne fece la capitale del Regno di Bisanzio.

Uno degli edifici più importanti e maestosi di Istanbul è il Museo di Santa Sofia che, da chiesa cristiana, divenne moschea musulmana sotto l’impero ottomano mentre dal 1934 è adibita a museo.

La Moschea di Solimano fu progettata per celebrare i trent’anni del regno di Solimano il Magnifico ed è in assoluto la più grandiosa della città.

Il Palazzo di Topkapi è il palazzo dei sultani dell’Impero Ottomano II primo cortile presenta un bellissimo giardino. Nel secondo cortile vi sono le cucine del palazzo dove si possono ammirare le collezioni imperiali di cristalleria, d’argento e di porcellane cinesi. Sulla sinistra vi è I’Harem, quartiere separato delle mogli, delle concubine e dei figli del sultano. II terzo cortile contiene la Sala d’Udienza, la Biblioteca di Ahmet III, una esposizione dei costumi imperiali dei Sultani e delle loro famiglie, i famosi gioielli del tesoro e una collezione di miniature di manoscritti medioevali. Inutile dire che abbiamo anche visto quello che è considerato uno dei diamanti più grandi al mondo, non ve lo perderete sicuramente perché il suo bagliore si vede da decine di metri. In questo cortile si trova anche il padiglione del Mantello Sacro che conserva le reliquie del Profeta Maometto, riportate a Istanbul quando gli ottomani assunsero il califfato dell’Islam.

La Sultan Ahmet Camii è nota a tutti come la Moschea Blu per la predominanza di questo colore nelle decorazioni. Tutto, dalle pareti, alle colonne, è ricoperto dalle maioliche di Iznik, decorato in toni che vanno dal blu al verde. La Moschea Blu risale al XVII secolo ed è l’unica che presenta sei minareti, questo perché il Sultano Ahmet I, preso da manie di grandezza, avrebbe voluto eguagliare la magnificenza della Moschea di Solimano e quella di Santa Sofia.

Il Gran Bazaar è il più grande mercato coperto del mondo, un vero e proprio labirinto di vicoli e traverse, difatti la prima cosa che la guida ci ha raccomandato è di tenere ben presente la porta principale dalla quale saremmo entrati ed usciti, Nuruosmanyie. La prima cosa che lascia a bocca aperta appena entrati è l’abnorme quantità di gioielli esibiti nelle vetrine di centinaia di negozi, addossati l’uno a l’altro. Oltre ai gioielli, veramente spettacolari anche se un po’ al di fuori dei gusti ai quali siamo forse abituati, vi si trova davvero di tutto, dalle lampade , ai tessuti, dalle borse alle spezie, oltre ai famosissimi Evil Blue Eye Bead, praticamente onnipresenti, persino incastonati nei tombini o negli scalini degli autobus, o agganciati agli specchietti retrovisori delle auto. Ovviamente, anche qui vale la regola del “contrattare” come in moltissimi paesi, sempre considerando però che a volte, i commercianti turchi, come molti altri in altri paesi, possono risultare un po’ invadenti.

Di ritorno da questi splendidi luoghi, è stato molto piacevole rilassarsi e farsi coccolare dal confort offertoci dall’Hillside Su: è un albergo davvero bellissimo, sia per l’architettura che lo caratterizza sia per i servizi messi a disposizione della clientela proveniente da tutto il mondo, a partire dalla spiazza superattrezzata con snack-bar/pizzeria dove ti bastava pigiare un tasto per poter ordinare di tutto, sino al relax offerto dalla Jacuzzi o dalla sauna, La predominanza del colore bianco contribuisce enormemente a far sentire a proprio agio l’ospite il quale, piacevolmente si intrattiene per un after dinner sui comodi divani presenti nella hall, per una chiacchiera tra amici, col sottofondo musicale della compilation Feel Good – creata proprio per questo magnifico albergo ed al primo posto nelle classifiche – o bevendo un caffè nel bar della terrazza superiore. All’Hillside Su niente è lasciato al caso, la cura dei particolari ne fa uno dei migliori alberghi in cui siamo mai stati.

L’unica nota dolente è stata l’assistenza del TO per la quale non spenderemo nessuna parola proprio perché non è riuscita comunque, alla fine, a rovinare quella che è stata una delle vacanze più belle mai fatte sino a questo momento, tanto da desiderare di tornarvi nuovamente per conoscere altri angoli di questa bellissima terra.

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