Rannalhi – Marzo 2001

Siamo all’inizio di dicembre del 2000 quando decidiamo che è ora di tornare a viaggiare. Il nostro bambino ha ormai un anno e reputiamo che sia ora anche per lui di cominciare a visitare il mondo. Il sogno è di fare una settimana alle Maldive, recuperiamo un po’ di cataloghi e ci accingiamo alla difficile opera della scelta dell’isola. Dovendo portare anche il bambino scegliamo un isola a gestione italiana, con medico presente sull’isola e non lontanissima dalla capitale (Male). La scelta cade sull’isola di Rannalhi gestita da Viaggi del Ventaglio. Optiamo per l’overwater e avendo il bimbo da tenere in braccio in aereo (avendo meno di due anni non paga il biglietto ma non può nemmeno occupare un posto), prendiamo anche la business class. Prenotiamo a fine dicembre per la partenza nel mese di marzo. I giorni (poco più di due mesi) che mancano al momento di imbarcarsi sembrano non passare mai, ma pian pianino eccoci al fatidico giorno. Arriviamo a Malpensa, espletiamo tutte le formalità (ritrovo all’area gruppi, ritiro dei biglietti aerei) ci avviamo al check in dove la gentile addetta ci comunica che viaggiando in business (il vettore è Eurofly, gruppo Alitalia) possiamo usufruire della sala vip messa a disposizione dalla compagnia. Ci accomodiamo e attendiamo l’orario di imbarco. Il volo è stato abbastanza tranquillo, il bambino non ha risentito del fatto di non essere in un ambiente a lui familiare e tutto il personale di bordo è stato sempre molto gentile e disponibile a qualsiasi nostra richiesta. Arrivati a Male, ritiriamo i bagagli e dopo aver espletato le formalità doganali usciamo fuori dall’aeroporto dove ci attendevano i ragazzi del Ventaclub. Appena usciti ci siamo subito resi conto della temperatura bella alta. Siamo saliti sulla barca veloce che ci è stata indicata e in breve siamo partiti in direzione Rannalhi. Il viaggio è durato circa un’ora. Arrivati all’isola, scendiamo dalla barca e veniamo accolti dallo staff dell’animazione che ci conduce alla reception dove ci aspetta il cocktail di benvenuto e l’assegnazione delle camere. Uno dei ragazzi dell’animazione, gentilmente ci accompagna alla nostra camera. Avendo l’overwater, dobbiamo praticamente andare dall’altra parte dell’isola e quindi abbiamo modo di dare una prima occhiata a questa porzione di paradiso terrestre. Entriamo nella nostra camera e in attesa che ci vengano consegnate le valigie cominciamo a prendere contatto con la camera. La cosa che colpisce subito è la porzione di pavimento in vetro che permette di vedere ciò che succede sotto la palafitta: pesci che sguazzano in continuazione. La camera ha tutti i comfort: aria condizionata, ventilatore al soffitto, tv color, minibar, cassetta di sicurezza, telefono (carissimo!!!). Inoltre tutte le overwater dispongono di un terrazzino con tavolo, sedie e due lettini per prendere il sole senza dover necessariamente andare in spiaggia. A sera scopriamo che dal terrazzino si può godere lo spettacolo (bellissimo) del tramonto. Le giornate della nostra settimana di soggiorno a Rannalhi passano secondo uno schema che soddisfa le esigenze sia nostre che del bambino. La sveglia ci viene data dal bimbo che, puntuale come un orologio svizzero, alle 6:30 si fa sentire e ci comunica che non è più ora di dormire. In attesa che ci venga servita la colazione sul terrazzino della nostra camera (servizio offerto solo a chi soggiorna in overwater) impieghiamo il tempo facendo un bel bagno scendendo in acqua dalla scaletta che parte dal terrazzino. Già alle sette di mattina l’acqua è calda e il bagno si rivela sempre molto piacevole. Dopo la colazione consumata sul terrazzino con vista sulla laguna e sul reef, si va in spiaggia. Abbiamo trovato un punto dove la vegetazione ha creato una zona di ombra dove poter tenere il bambino quando il sole comincia a picchiare. Per evitare problemi il bambino viene ricoperto di crema a protezione totale anche se resta la maggior parte della mattinata a giocare all’ombra. Io e mia moglie, a turno, ci armiamo di pinne e maschera e diamo un’occhiata alla miriade di pesci che popolano le acque che circondano l’isola. Quest’isola è il posto ideale sia per chi ama fare le immersioni (il centro Ventadiving propone molte immersioni guidate) sia per chi vuol fare snorkeling. La laguna è già molto ricca di pesci e il reef è a poche decine di metri dalla spiaggia vicino alle overwater e quindi facilmente raggiungibile da chiunque. Intorno a mezzogiorno il bimbo, giustamente, reclama il pranzo, per cui dopo una rapida capatina in camera per darsi una sistemata, ci si avvia al ristorante per consumare il pranzo sempre buonissimo. Lo chef italiano (Carmelo) è bravissimo e attento anche alle esigenze particolari degli ospiti. Il pesce sempre presente nel menù è sempre ottimo e cucinato in vari modi. Il nostro bimbo apprezza molto la qualità del cibo e mangia il suo pranzo con gusto, cosa che facciamo anche noi. Finito il pranzo si fa ritorno in camera per il pisolino del bimbo. Noi ne approfittiamo o per prendere il sole sul terrazzino o per goderci un po’ di frescura in camera. Il resto del pomeriggio viene speso in spiaggia come la mattina. Verso il tramonto il bambino viene lasciato libero di scorrazzare per la spiaggia e per fare il bagno nelle acque limpide e cristalline della laguna. Dopo il tramonto si ritorna in camera per prepararsi per la cena. Il bimbo, subito dopo aver consumato il suo pasto, crolla nelle braccia di Morfeo per cui non ci resta che ritornare in camera per metterlo a letto. Noi ce ne stiamo sul terrazzino ad ammirare il fantastico cielo stellato delle Maldive e cercando di scovare le razze che a sera venivano a fare una capatina sotto le overwater. E’ chiaro che dovendo stare in camera non abbiamo potuto vedere l’animazione serale all’opera, che comunque, da quanto ci è stato detto dagli altri ospiti, è la solita dei vari Ventaclub (anche se comunque un po’ più in piccolo) e comunque mai invadente. L’unica variante a questo schema delle nostre giornate è stata l’escursione all’isola dei pescatori: mezza giornata per vedere come vivono i maldiviani e per fare un po’ di shopping. Una settimana, anche con giornate sempre uguali e molto schematiche, vola in fretta e senza rendercene conto è arrivato il momento di rientrare in Italia. Un’altra ora di barca veloce per raggiungere l’aeroporto, le solite formalità per l’imbarco e poi il volo di ritorno sempre con Eurofly e sempre con un personale di bordo molto attento ed efficiente. Anche il servizio di bordo è stato ottimo. Unica nota stonata: a Malpensa abbiamo dovuto attendere un’ora e mezza per poter recuperare i bagagli.

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