Chiapas e Yucatan: ottobre 2007

Periodo del viaggio: ottobre 2007
Durata del viaggio: 20 giorni
Numero dei partecipanti adulti: 2
Tour Operator o Org. autonoma: Organizzazione autonoma

Dovevo organizzare il mio viaggio di nozze, ma i tour operator in Italia mi hanno sparato delle cifre assurde. Volevo un viaggio personalizzato e, grazie ad un amico comune, ho contattato via e-mail un ragazzo di Roma proprietario di una piccola agenzia di viaggi a Cancun che mi ha prenotato gli alberghi e i 3 voli interni ad un prezzo talmente inferiore a quelli italiani che mi concedo il lusso di avere anche le guide personali. Dopo qualche decina di messaggi definiamo tutto nei particolari proprio come volevo. Un piccolo timore di non trovare nessuno al mio arrivo c’è ed allora infilo nello zaino la Lonely Planet e alcune utili informazioni tratte da questo sito.

Lunedì 8 ottobre 2007

Partenza da Roma alle 10.30 con Air Europa e alle 20.00 locali mia moglie ed io atterriamo a Cancun sotto un bel diluvio ma un caldo micidiale. Lì ci aspetta l’inviato dell’agenzia (meno male non era una bufala) che ci accompagna in hotel e ci consegna i biglietti aerei e le prenotazioni degli alberghi. Stremati andiamo a dormire.

Martedì 9 ottobre 2007

So perfettamente dai giramondini che stare a Cancun è da matti e ve lo confermo, ma il nostro tour sarà molto faticoso ed abbiamo bisogno di cominciarlo riposati ed allora ho preferito sfruttare lo scalo tecnico a Cancun, rimanere 2 giorni e partire x città del Messico giovedì.
Ottima scelta, oggi siamo veramente rintronati e tutta la stanchezza del matrimonio, dell’ufficio, del viaggio e del fuso orario accumulata mi permette solo di trovare un bancomat per prelevare i pesos e comprarmi l’adattatore per la corrente. Non è un giorno sprecato perché tanto piove quasi tutto il tempo. Mandiamo qualche sms a casa col cellulare (portatelo solo se è tri-band) e a meno di qualche tariffa particolare non telefonate col cellulare perché sono dolori. Prima di partire chiamate il vostro gestore e chiedete i costi. Gli sms costano 89 centesimi di euro, figuratevi le chiamate.
Consiglio: riguardo ai soldi portatevi la carta di credito per pagare e il bancomat per prelevare i pesos. Solo in questo modo per un euro avrete quasi 16 pesos. E’ inutile portarsi i dollari dall’Italia perché paghereste due commissioni di cambio. Ho 10 anni di Finanza internazionale di banca sulle spalle. Almeno su questo potete fidarvi.

Mercoledì 10 ottobre 2007

E’ sempre nuvoloso ma oggi non piove ed allora decidiamo di andare ad Isla Mujeres. Seguiamo alla lettera i consigli dei giramondini. Prendiamo l’autobus (12 pesos) evitiamo di prendere gli aliscafi della zona hotelera e tiriamo dritto a puerto Juarez. Arrivare al porto non sarà facile perché faranno di tutto per farvi cambiare idea. Addirittura qualche fermata prima c’è chi sale sull’autobus e vi propone dei tour sull’isola tutto incluso. Io lo brucio con lo sguardo e lui passa ad un altro turista. Arrivati al porto, dopo aver scansato altri procacciatori, riusciamo a fare questo benedetto biglietto a/r per l’isola (una cinquantina di pesos a persona credo). Ne partono ogni mezz’ora tutto il giorno. La tratta dura circa 20 minuti, scendiamo e veniamo assaliti da altra gente che vuole affittarti una moto, portarti a ristorante ecc… Ci divincoliamo e a piedi giriamo a sinistra. Avevo letto da qualche parte che Playa Norte è sul lato sinistro scendendo dal porto. Fa un caldo micidiale e non vediamo l’ora di buttarci in acqua. Dopo 15 minuti a piedi la strada finisce e c’è una spiaggia ma niente di speciale, non è possibile che sia questa ed allora proseguiamo lungo la riva e, oltrepassati un paio di muretti ed alcune case, finalmente scopriamo uno spiaggione caraibico con sabbia bianca, palme e acqua trasparente. Ci buttiamo sotto una palma (al sole non si può stare se non dentro l’acqua) e ci godiamo il primo bagno della vacanza. Nel pomeriggio facciamo un giretto per il paesino e mentre stiamo valutando se fare un giro dell’isola prendendo un motorino, si avvicinano minacciose delle nuvole. Corriamo al porto, ci imbarchiamo ed appena partiti comincia un diluvio. Come sbarchiamo a Cancun, smette di piovere. Sembra incredibile, ma come usciamo smette e appena rientriamo inizia a piovere (la nuvola di Fantozzi al contrario).

Giovedì 11 ottobre 2007

Partiamo alle 11.00 con un volo per Città del Messico. Al nostro arrivo ci aspetta la guida come da programma. Ora inizia il nostro tour natura e archeologia. Il clima è gradevole fa caldo ma non è umido. Visitiamo il museo antropologico e la nostra guida in meno di 2 ore ci fa una panoramica sulla storia e le civiltà che ci sarà molto utile in seguito. Ci trasferiamo al centro, visitiamo lo zocalo e ci portano all’hotel (Holiday Inn) che è proprio sulla piazza. L’hotel è veramente di categoria, solitamente i nostri viaggi non prevedono più di tre stelle perché dopo il letto e il bagno secondo me tutto il resto è inutile. Questa volta si è fatta un’eccezione sia perché è il viaggio di nozze sia perché ho risparmiato saltando il tour operator. C’è persino una saletta internet con 30 minuti al giorno a disposizione. Ne approfittiamo per mandare messaggi ai nostri amici. Compriamo anche una scheda per chiamare dai telefoni pubblici (45 minuti di traffico internazionale a 100 pesos) così stiamo a posto per tutta la vacanza. La sera ceniamo (piccantissima) in un ristorantino nelle vicinanze anche perché abbiamo l’impressione che girare soli quando è buio per la città non è molto salutare.

Venerdì 12 ottobre 2007

Dopo una spettacolare colazione a buffet sulla terrazza all’ultimo piano dell’hotel con vista sullo Zocalo, partiamo con destinazione Teotihuacan e per la strada facciamo una breve visita all’area della basilica di Guadalupe. La mattina fa freddo serve una felpa, ma alle 12.00 quando arriviamo al sito già superiamo i 30°. All’entrata di Teotihuacan sembra quasi obbligatorio passare per un laboratorio che fa sculture in ossidiana con relativo negozietto limitrofo. Io do segni d’impazienza, Laura invece si dilunga nel negozio. Compro la statuetta che costa meno e finalmente entriamo. Il sito è veramente impressionante e, conclusa la visita a terra, la guida ci lascia liberi di salire in cima alle piramidi della luna e del sole (lui è obeso come tutti i messicani e non ce la farebbe), ora fa almeno 35° ma la vista dall’alto è eccezionale, i turisti sono pochi (ho scelto ottobre per questo) sembra tutto per noi. Attenzione alle discese, gli scalini sono stretti e alti. Le americane ciccione che si sono schiantate al suolo ormai non si contano più. Nel pomeriggio rientriamo e salutiamo la guida. Domani si va in Chiapas.

Sabato 13 ottobre 2007

Atterriamo a Tuxtla verso le 13.00. Qui fa più caldo rispetto a CdM. Ci viene a prendere la nuova guida Francisco detto Panchito e rimaniamo sorpresi perché è il primo (e sarà anche l’ultimo) messicano magro. Ci spiega che lui mangia tanto come gli altri ma ha un problema alla tiroide che si guarda bene dal curare. Panchito è simpaticissimo e leghiamo immediatamente. Ha 56 anni e sembra un ragazzino anche se mangia, beve e fuma di tutto. Ci deve portare a San Cristobal e, visto che siamo di strada, facciamo un giro in barca nel canyon del Sumidero. Questa escursione purtroppo è un po’ troppo turistica. 10 persone alla volta vengono trasportate su una lancia a motore che corre a tutta birra. In meno di 2 ore si percorrono tra andata e ritorno più di 70 km fra scogliere e cascate (tranquilli il fiume è una tavola, le cascate sono sulle pareti delle montagne) Il panorama e la vegetazione in compenso sono molto suggestivi, si incontrano a pochi metri coccodrilli indisturbati e molti altri tipi di animali. Non è il massimo ma tutto sommato ne vale la pena. Nel pomeriggio ci accompagna a San Cristobal e durante il tragitto facciamo un po’ più di conoscenza con Panchito. La prima impressione è confermata: è una forza della natura di simpatia, ospitalità e pazzia. Mi sa che ci sarà da divertirsi. Arrivati a destinazione, alloggiamo a Casa Mexicana un albergo fantastico. Una specie di orto botanico quadrato con ai lati le camere disposte su 2 piani. Noi siamo al secondo piano e le piante del giardino interno superano la nostra camera. La giornata della guida finirebbe qui, ma Panchito intende stare a nostra disposizione 24 ore su 24. Ci viene a prendere verso le 20.30 e ci tiene a farci conoscere la città (dove è nato) a modo suo. Ci porta a cena in una specie di pub ristorante dove non c’è l’ombra di un turista, frequentato dagli studenti locali. Da bere ci consiglia i liquadi alla frutta che in questa regione è buonissima, io prendo un piatto di carne con contorno, Laura un piatto vegetariano e il conto è una sorpresa: neanche 50 pesos a persona. Sul tardi spontaneamente alcuni ragazzi cominciano a suonare dei tamburi ed in pochi minuti si forma una specie di complesso musicale e tutta la sala comincia a ballare. Questo Chiapas ci piace proprio. Usciamo dal locale e fa un freddo clamoroso. Stando a più di 2000 metri, di giorno fa più di 30 ma la sera scende a 10 gradi. La felpa e la giacca a vento sono appena sufficienti. Qui non è pericoloso, per la strada incontri intere famiglie a passeggio. Il centro storico è carinissimo e pieno di vita.

Domenica 14 ottobre 2007

Colazione nel giardino dell’albergo come se stessimo nella giungla. Anche qui c’è una postazione internet e senza limiti di permanenza. Scrivo subito un po’ di e-mail ad amici e famiglia. Laura chiama casa dalla cabina con la mitica scheda da 100 pesos. Panchito passa a prenderci e ci porta in giro a piedi per la città. San Cristobal è veramente graziosa, visitiamo il mercato con i milioni di tipi di frutta e fagioli diversi, le piazze, i vicoli e Panchito saluta tutti, sembra il sindaco. Verso le 11 partiamo per la prevista visita a Zinacantan e Chamula. Sono 2 paesi di montagna popolati da indios che vendono prodotti tessili. Fa molto caldo e la visita alla cattedrale di San Juan Chamula (dove fanno dei rituali abbastanza inquietanti) ci permette di riprendere fiato.
La sera rientriamo e andiamo a cena da soli.

Lunedì 15 ottobre 2007

Anche oggi è una giornata splendida. Partiamo prestino perché siamo diretti al confine col Guatemala nella riserva naturale dei laghi di Montebello (laghi colorati). Dopo più di 3 ore di macchina arriviamo in questo parco naturale e siamo praticamente da soli. Per me è in assoluto il posto più bello della vacanza. Ci sono decine di laghi con fondali di roccia calcarea colorata che, a seconda dell’inclinazione dei raggi solari, fa assumere all’acqua diverse colorazioni. Se potessi rimarrei per qualche giorno. Trascorriamo la giornata tra pic nic, giretti in zattera e faccio foto a tutto spiano. Non ci sono zanzare, insomma siamo nel paradiso della pace e della tranquillità. Se avessi immaginato la bellezza avrei programmato almeno una notte in questo parco, credo che il tramonto e l’alba siano eccezionali. Purtroppo si ritorna e, arrivati a San Cristobal, comincia a piovere. Ovviamente smetterà quando dovremo uscire per cena. Andiamo in un ristorante consigliatoci da Panchito e mentre stiamo per chiedere il conto spunta lui per chiederci se è tutto ok. Lo invitiamo a prendersi il suo decimo caffè della giornata e comincia a raccontarci della sua vita. E’ un’autodidatta molto intelligente. E’ colto senza essere andato a scuola, parla perfettamente 5 lingue avendole apprese ad orecchio parlando con i turisti di politica, religione, ed economia. E’ informatissimo sulle vicende italiane, ci sfotte sullo scherzetto del Berlusca che con l’euro ci ha dimezzato il potere di acquisto facendoci credere che la colpa è delle monetine. Ci dice che comunque la corruzione ed il malgoverno in Messico è molto peggio che in Italia e che in Chiapas la situazione è drammatica. Magra consolazione. Facciamo notte fonda senza accorgercene.

Martedì 16 ottobre 2007

Lasciamo San Cristobal con destinazione Palenque. Dopo 3 ore di curve siamo a metà strada e ci fermiamo per la visita al sito Toninà. Sono le 12.00 e fa veramente caldo. Il sito è formato da una gigantesca struttura disposta su sette livelli terrazzati. Dopo 2 ore e completamente zuppi di sudore, riprendiamo il viaggio verso le cascate di Agua azul. Pranziamo e per la prima volta ci coglie la pioggia quando non siamo al riparo. Con il caldo che fa è anche piacevole stare sotto la pioggia. Riguardo alle cascate in questo periodo sono alla portata massima quindi è vietato fare il bagno e l’acqua non è azzurra ma marrone. In serata arriviamo a Palenque e rimaniamo a cenare in albergo (Nututun) perché l’umidità è talmente alta che si fatica a respirare.

Mercoledì 17 ottobre 2007

Il Nututun è un albergo molto grazioso, completamente immerso nel verde della giungla ad un paio di km dal paese dove sembra che faccia ancora più caldo. Partiamo presto e dopo 3 ore di macchina e un tratto in barca al confine col Guatemala, arriviamo a Yaxchilan un sito immerso nel verde. Il posto è veramente eccezionale, peccato per il caldo e le zanzare che sono fastidiose. Ritorniamo a palenque in serata.

Giovedì 18 ottobre 2007

Alle 8.30 siamo già nel sito archeologico di Palenque. Panchito ci ha consigliato di vederlo prima che arrivi il caldo. L’equilibrio delle piramidi con la vegetazione non è facile da descrivere. Bisogna andarci per rendersene conto. Così come i laghi di Montebello sono l’escursione “natura” più bella, Palenque lo è per la parte “archeologia”. Pranziamo e partiamo per l’aeroporto di Villahermosa. Salutiamo Panchito e prendiamo un volo per Merida in Yucatan. La sensazione che difficilmente visiteremo posti simili e incontreremo altri Panchito è molto forte. In serata ci trasferiamo all’hotel caribe.

Venerdì 19 ottobre 2007

Nel nostro programma di viaggio avevamo deciso di concederci questo giorno a Merida totalmente libero. Ottima scelta, ci riposiamo, facciamo il bucato (avevamo finito le magliette pulite), telefoniamo a casa sempre con la stessa mitica scheda da 100 pesos. Pranziamo al ristorante “il portico del pellegrino” e mangiamo molto bene a prezzi medi. Facciamo un giro per la città. Per cena ci prendiamo gli eccezionali frullati di frutta e dei tacos. Rientriamo in hotel ed anche qui c’è una postazione internet gratis, mandiamo altri messaggi agli amici. Ci manca Panchito ed il Chiapas…

Sabato 20 ottobre 2007

Ci viene a prendere la nuova guida per portarci a Celestun un parco naturale dove a primavera ci sono migliaia di fenicotteri. La giornata è splendida, la gita in barca è molto piacevole anche se di fenicotteri ne incontriamo a malapena 10. Pur se fuori stagione a noi comunque la gita piace lo stesso. A pranzo mangiamo in un ristorante su una spiaggia quasi deserta. Tutto molto gradevole.

Domenica 21 ottobre 2007

La nostra guida William ci viene a prendere per portarci a Uxmal. Durante il percorso facciamo delle brevi soste nei conventi di alcuni paesi costruiti dagli spagnoli dopo aver distrutto il tempio e massacrato gli indigeni in nome della santa evangelizzazione. Uxmal è interessante, ma ogni cosa vista dopo il Chiapas perde il confronto. Alla fine del giro sotto un sole cocente all’improvviso si scatena il solito acquazzone. Stavamo giusto per andare a pranzo quindi fortunati come al solito. Rientriamo in albergo, ci riposiamo mentre fuori piove a dirotto e girando per i canali della tv mi vedo il faccione di Galliani in primo piano durante Milan-Empoli e proprio mentre stavo per andare a fare una pennichella pomeridiana segna l’Empoli. L’affascinante telecronaca di giornalisti spagnoli imparziali (da noi non esistono) che sparano a zero sul Milan mi convince a vedermela tutta. Il milan perde in casa. In questo viaggio di nozze va tutto per il verso giusto. Su consiglio di molti vorremmo andare a quello che sembra essere il miglior ristorante di Merida: L’Almendros, ma non abbiamo fame, abbiamo mangiato troppo a pranzo. Finisce che ci prendiamo gli eccezionali liquadi di frutta.

Lunedì 22 ottobre 2007

E’ l’ultimo giorno del tour e ci dirigiamo a Chichen Itza. Arriviamo alle 10 e c’è poca gente, ma già si suda. Vale sempre lo stesso discorso: dopo la giungla nulla può impressionarvi. E’ tutto molto curato anche troppo. Sembra quasi finto. Non merita certo di stare insieme al Colosseo tra le meraviglie del mondo. Alle 12 usciamo ed incontriamo migliaia di turisti che entrano con 40 gradi. Sono i folli che fanno le escursioni da Cancun. Prossima tappa un cenote. Ce ne sono decine, noi ci fermiamo a Ik Kil. La situazione è molto suggestiva. Qualcuno fa anche il bagno, ma noi siamo distrutti. Proseguiamo verso Tulum ed arriviamo verso le 17. Il sito è piccolino ma grazioso e c’è anche una splendida vista del mare. A pochi km c’è il nostro villaggio il Bahia Principe. Salutiamo William, ci sistemiamo, ceniamo e veramente sfiniti andiamo a dormire.

Martedì 23 ottobre 2007

Il villaggio è immenso, c’è tutto, ma a me mette tristezza. Ci sono più camerieri (che guadagnano 5 dollari al giorno) che turisti, è pieno di italiani (fin’ora sono praticamente i primi che incontriamo). Per andare in spiaggia ci vuole un trenino. Arrivati lì bisogna essere fortunati a trovare l’ombrellone con i lettini liberi. Sono tutti occupati dagli asciugamani (degli italiani) che li occupano dalla mattina per tutto il giorno anche se non metteranno piede in spiaggia perché sono sempre in piscina. Quello che è veramente ridicolo è il mare. L’acqua è talmente bassa che non si può nuotare e dopo pochi metri ci sono delle rocce che non si possono oltrepassare se non prendendo delle barche a pagamento. Insomma in questo posto non si può far altro che mangiare. Nei ristoranti la tristezza aumenta sempre di più. C’è gente che riempie il piatto fino al soffitto (sono sempre gli italiani) come se non mangiassero da mesi. Tentiamo di telefonare con la nostra scheda, ma i telefoni funzionano solo con le loro schede (20 euro per 20 minuti), allora cerco una postazione internet. L’unica presente in un orribile centro commerciale interno costa 20 dollari l’ora. In questo posto c’è tutto tranne quello che mi serve. Comincio ad innervosirmi, Laura invece è perfettamente a suo agio.

Mercoledì 24 ottobre 2007

Facciamo colazione e convinco Laura ad andare a Tulum. Prendiamo un collectivo a 20 pesos. A Tulum telefoniamo dalla cabina con la nostra mitica scheda. Andiamo a piedi verso l’entrata (ci sarebbe anche un trenino ma sono neanche 10 minuti), a destra c’è una stradina che procede parallela al mare verso sud. Dopo circa un km prendiamo un vicolo qualsiasi sul lato sinistro che porta verso il mare. Ci troviamo in una spiaggia immensa piena di palme e con un mare fantastico. Al centro di questo spiaggione c’è un chiosco che affitta lettini. Ci fermiamo lì. Comincia una leggera pioggerella che non ci impedisce di fare un bagno spettacolare in completa solitudine. Ora si che posso nuotare non per niente si chiama playa paraiso. Torniamo al villaggio, ma domani sarò di nuovo qui.

Giovedì 25 ottobre 2007

Anche oggi siamo di nuovo a playa paraiso, però vista la splendida giornata c’è un bel po’ di gente. Il sole picchia forte. Altra splendida nuotata.

Venerdì 26 ottobre 2007

Rimaniamo al villaggio perché oggi è l’’ultimo giorno. Ringraziamo il cielo di essere nati a Roma perché dover lasciare questa terra per tornare in un posto diverso dalla capitale del mondo (ora si spiega il mio user name) potrebbe portare al suicidio. Partiamo la sera ed arriviamo alle 18 di sabato a Roma. Laura è stanca e va a dormire, io accendo la tv e sta per cominciare Napoli-Juve. Finisce 3 a 1 per il Napoli con due rigori molto dubbi. Ho sempre creduto che non sarei vissuto abbastanza per vedere due rigori fasulli contro la juve, ma questo ottobre 2007 è proprio da incorniciare. Ora è davvero finita, domani appena posso scriverò a Panchito…

Caputmundi – Alessandro e Laura

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