Dedicato ad Asdu

IMPORTANTE: TUTTO QUELLO CHE DIRO’ DA ORA IN AVANTI E’ FRUTTO DELLE SENSAZIONI E DELLE EMOZIONI MIE E DI MIA MOGLIE, NON E’ DETTO CHE DEBBANO ESSERE CONDIVISE DA TUTTI, ANZI, MASSIMO RISPETTO PER CHI NON E’ DACCORDO!!!

Il nostro puntualissimo volo Blu Panorama sorvola le prime isole alle 11:00 di Martedi 2 Marzo e per chi come me non e’ mai stato prima alle Maldive e’ gia’ tempo di emozionarsi. Il blu dell’ Oceano Indiano si macchia di azzurro e di verde e da 5.000 metri di quota si fa fatica a credere a quello che si vede.
Alle 11:30 atterriamo a Male, scendiamo accaldati dalla scaletta direttamente a bordo pista. Mi ero dimenticato quanto potesse essere bello avere caldo! Siamo frastornati, la luce e’ accecante, il caldo si fa sentire, seguiamo gli altri verso la dogana per le formalita’ di rito ed il ritiro bagagli.
Pochi minuti e siamo fuori: decine di tour operator accolgono e radunano in gruppi i viaggiatori. Ma noi dobbiamo andare ad Asdu, e quindi nessuno ci accoglie. Meglio cosi, vedo infatti gruppi numerosi che seguono ordinati i rappresentanti di un noto T.O. che gia’ cominciano ad “intrattenere gli ospiti” con gag e battute. Non fa per noi, siamo felici di non essere obbligati a dare retta a qualcuno. Comunichiamo il nostro arrivo ad un banchetto recante la scritta Asdu, ci sediamo in attesa della barca veloce e ci facciamo fregare volentieri 4 dollari a testa per un succo di frutta. L’area arrivi si svuota, solo un altra coppia attende sotto gli ombrelloni, anche loro diretti ad Asdu. Dopo una mezz’ora ci comunicano che attendiamo una famigliola Svedese in arrivo con un altro aereo. Tempo un’oretta e ci imbarchiamo. Il ritardo non ci fa innervosire anzi ne approfittiamo per conoscere le altre due coppie (gli Svedesi erano con 2 splendidi bambini). Paola e Dario, veronesi, festeggiano il loro 20° anno di matrimonio, Michael e la sua famiglia sono in viaggio di piacere. Nel tragitto vediamo diversi resort vicini all’aeroporto ed anche al bruciatore, sorvolati da idrovolanti e con un sacco di barche che fanno avanti e indietro. Siamo contenti di aver scelto un’isola lontana! Dopo 50 minuti e 2 avvistamenti di delfini iniziamo ad intravedere la nostra isola: e’ li sola soletta in mezzo all’oceano, le sue vicine si intravedono all’orizzonte, e’ piccola e stupenda, da lontano la vegetazione pare alta e rigogliosa, attendiamo ancora qualche minuto ed attracchiamo al pontile. E’ in cemento ma coperto di sabbia. Guardando l’isola da questa posizione possiamo subito farci una idea del suo lato Sud. A sinistra si possono vedere alcune spiaggette che continuano, intervallate dalla vegetazione, fino all’estrema punta (Ovest) dell’isola, caratterizzata da una lunga lingua di sabbia. Anche a destra del pontile ci sono una serie di spiaggette, proprio davanti ad alcuni bungalow, tra i quali l’unico singolo, il famoso 111.
Attraversiamo il pontile, all’ombra delle palme e di altra vegetazione vi sono numerosi tavoli appoggiati sulla sabbia, a volte si pranza qui, altre volte sotto il tetto della struttura centrale che ospita all’aperto (per cena e pranzo), micronegozio, reception, tavolini per il dopocena, scaffale con romanzi in varie lingue, carambola maldiviana, ping pong e bancone bar. Fine della strutture dell’isola: No teatri, no piscine, No negozi, No centri benessere, No TV. Null’altro fatta eccezione per quattro mura (3 metri x 3 ad essere generosi) contenenti il centro diving italiano SubMaldive, gestito da Riccardo.
Ci accomodiamo davanti alla reception, ci offrono un cocktail di benvenuto, compiliamo i documenti richiesti ed in men che non si dica ci accompagnano alle camere.
La nostra e quella dei compagni di viaggio di Verona sono dalla parte opposta rispetto al pontile (bungalow 120).
Come vedrete dalle foto, da questo lato dell’isola la vegetazione e’ particolarmente folta e le camere (tutte in strutture a piano terra con verandina) sono sempre all’ombra. E visto che ad Asdu l’aria condizionata NON ESISTE, questo e’ un bene. Dicevo le camere sono abbastanza spaziose, sicuramente spartane: letto molto grande (materassi duri al punto giusto, grazie a Dio!), una mensola alle spalle del letto, un armadio senza ante (c’e’ una tenda), niente vetri alle finestre (antine in legno), una pala sul soffito. Una parte del muro (quello di ingresso) non e’ tutto in cemento, nella parte piu’ alta infatti si trova un intreccio in legno (paglia? boh!) che permette un buon riciclo d’aria. Il bagno… beh abbastanza spartano anche quello, senza acqua calda (ma usciva tiepida! il desalinizzatore si trova al sole!), un lavandino, uno specchio, sanitario e doccia. Anche in questo caso scordatevi docce Maldiviane (mi viene da ridere, provate a vedere se il bagno dei maldiviani e’ dotato della famosa e apprezzata “doccia maldiviana all’aperto…) idromassaggio o altro.

ECCO LA SECONDA PUNTATA, A PRESTO PER LA TERZA!!!

Facciamo una doccia veloce e ci rechiamo a pranzo: bistecche di pesce alla griglia, riso, verdure, condimenti speziati a parte, bananine per frutta.
Per tutta la settimana abbiamo avuto pesce e riso a mezzogiorno e alla sera. Conditi e preparati in mille modi diversi ed accompagnati da pane classico oppure da particolari piadine (passatemi il termine) fritte e non. Mia moglie che in Italia mangia poco pesce li ad Asdu l’ha mangiato 2 volte al giorno. Anche per il cibo siamo quindi lontani anni luce dai canoni classici dei villaggi. Ogni tanto, a cena, tra le varie ricette Maldiviane spuntava una pasta, qualche pezzo di pizza, dei ravioli, tentativi discreti per accontentare quelli che meno si adattavano ai sapori particolari della cucina Maldiviana. Il tutto servito a buffet. I tavoli vengono assegnati dal personale, e noi ci siamo ritrovati con i veronesi, con i quali abbiamo Instaurato un bel rapporto di amicizia.
Dopo il nostro primo pranzo ci siamo fiondati a fare il giro dell’isola. Davanti al nostro bungalow la vegetazione era talmente fitta che si faticava a vedere l’azzurro del mare: minuscole aperture naturali (con annessa microspiaggia) ci permettevano di affacciarci sulla laguna, abbastanza ampia ma di indubbio interesse. Camminando con l’acqua che ci arrivava alle ginocchia facciamo il nostro primo incontro, uno squalo pinna nera che, a detta dei “locali”, ha preso possesso di quel lato della laguna. Approposito di camminate marine: bisogna fare MOLTA attenzione ad pezzi di corallo morto che si trova sul fondo sabbioso. Io non ho mai messo le scarpette ma alcuni potrebbero sentirne il bisogno (ripeto SOLO PER CAMMINARE IN LAGUNA). Mia moglie e’ un po’ stanca, quindi procedo da solo alla prima escursione verso la barriera, sempre da questo lato dell’isola (per gli altri punti dell’isola c’e’ tempo, chi ci corre dietro in fondo???).
Ho un po’ di timore reverenziale, forse dovuto allo squaletto appena incontrato, forse perche’ in fondo e’ la mia prima volta in un mare NON italiano. Procedo quindi molto lentamente verso la vicina barriera, guardandomi intorno e spesso anche alle spalle… fidarsi e’ bene…
(Ora probabilmente raccontero’ delle ovvieta’ per chi e’ gia’ stato in mari tropicali, ma abbiate pazienza, per me era tutto nuovo!)
Man mano che mi avvicinavo alla barriera il numero e la misura dei pesci aumentava: non sto’ a scrivere i nomi dei pesci che si possono incontrare, direi TUTTI quelli che vi vengono in mente (pappagallo, chirurgo, angelo ecc…), ma memore di alcune discussioni su questo forum, quello che piu’ mi e’ rimasto impresso nel corso della mia prima snorkelata e’ stato il famoso/famigerato Balestra titano. Mi ha visto lui per primo ed avra’ pensato: chi e’ sto brutto ceffo di 85 kg che osa nuotare nel mio territorio? Cosi ha deciso di farsi un’idea di chi fossi, girandomi intorno 2 o tre volte. Per fortuna non e’ il periodo di schiusa delle uova quindi mi ha risparmiato!
Arrivato sulla barriera ho dovuto darmi piu’ di un pizzicotto: non potevo credere al numero e varieta’ di pesci presenti. Senza parole.
Due considerazioni sulla barriera: e’ decisamente messa male (ed Asdu, a detta dei locali e’ una delle piu’ sane). Il corallo collassato su se stesso e’ molto triste da vedere ed e’ ancora piu’ triste sapere come doveva essere prima dell’infausto ’98. Comunque si vedono i primi segni di rinascita, con i coralli nuovi che crescono su quelli morti. Comunque grazie alla quantita’ stupefacente di fauna e flora presente il paesaggio rimane mozzafiato.
Finisce cosi il primo giorno (anzi mezza giornata) alle Maldive.
Ci svegliamo di buon’ora, colazione classica (composta sempre da: the o caffe, pane tostato, burro, marmellata, un dolce loro, un succo ed un frutto), e via a prenotare una immersione da Riccardo: tutti i nuovi ospiti che vogliono fare immersioni devono fare il Check Dive che si svolge inizialmente in laguna (svuotamento maschera + recupero erogatore) ma che diventa una normalissima immersione lungo il bel reef di Asdu (profondita’ max 26 metri, avvistate numerose Murene, Cernie, piccoli barracuda e ovviamente tutti i pesci di barriera possibili ed immaginabili). Subito dopo la mia prima immersione (fatta con Paolo 63 e con Michael), ho fatto con mia moglie la prima escursione snorkelistica. Visto che lei non e’ molto esperta abbiamo rifatto lo stesso percorso che avevo fatto da solo il giorno prima. Anche lei e’ rimasta incredula davanti alla miriade di pesci e di vita della barriera (interna). Sulla via del ritorno abbiamo fatto l’incontro piu’ emozionante di tutta la vacanza: un enorme barracuda si era avventurato in laguna e, per niente impressionato dalla nostra presenza, ha iniziato a girarci intorno. E vero che se ci fossimo tirati in piedi ci saremmo trovati con l’acqua sotto la vita, pero’ non lo abbiamo fatto e siamo rimasti immobili fianco a fianco, ad osservare con rispetto questo stupendo ed elegante predatore girarci intorno incuriosito. Rispetto ad i numerosi racconti divorati su vari forum, questa e’ la cosa che piu’ mi e’ piaciuta di Asdu: l’assoluta imprevedibilita’ degli eventi. Niente appuntamenti fissi con le razze attirate dal cibo offerto loro dai responsabili del villaggio a favore dei turisti, nulla ad Asdu e’ preparato o artificiale: tutto e’ in mano al volere del grande zeus…

TERZA BREVE PUNTATA DEDICATA AL DIVING E AD ALCUNE IMMERSIONI, SE NON SCOCCIA IO ANDREI AVANTI, MI AIUTA A RICORDARE E A SOFFRIRE UN PO’ MENO…

Passo ora a descrivere il diving: come gia’ detto e’ gestito da Riccardo un ragazzo molto in gamba con oltre 2.000 immersioni sul gobbone coadiuvato da Riccardo2, un altro istruttore. Numerose e di qualita’ le attrezzature disponibili “for rent” ed io ovviamente ho dovuto usufruirne visto che il mio Mares Air Trim mi ha mollato dopo la prima immersione, anzi mi ha mollato in barca appena prima di gettarmi in acqua per la seconda! (o-ring difettoso, nessun ricambio solo o-ring classici!).
Comoda la barca utilizzata per gli spostamenti, gentilissimi i due uomini (Maldiviani) dell’equipaggio, numerosi i punti di immersione raggiungibili.
Alla seconda immersione, caratterizzata da tre splendide grotte tra cui anche la Grotta di Garibaldi (stanza ampia, sul soffitto un camino da attraversare per uscire qualche metro piu’ in alto), ho avuto la fortuna di vedere un nutrice bello grosso, ed uno squalo grigio di “buone dimensioni” nuotare alla nostra destra nel blu. E poi Murene di tutti i tipi e tutte le misure, una bella tartaruga, un trigone impressionante, e ovviamente tutti i pesci di barriera.
La terza immersione e’ stata una notturna nell’house reef, anche qui Murene, un Barracuda, una Cernia DA PAURA, Stelle marine enormi (ma di giorno dove si imboscano?), gamberi grandi e piccoli, pesci palla e istrice a go go, acqua calda e visibilita’ perfetta grazie anche alla luna piena. Tra le altre da sottolineare la mia prima immersione “in corrente” comoda ma troppo rapida visto che in alcuni punti pareva di andare in autostrada tantoi era forte (mi ricordo un Napoleone ENORME ed un pesce Angelo anabolizzato!) e assolutamente da raccontare la scena preimmersione della seconda immersione: l’istruttore si butta in acqua per controllare l’intensità della corrente e la correttezza della posizione rispetto al reef, iniziamo ad entrare (ero tra i primi) quando lui inizia ad urlare “SHARK!!! SHARK!!!”, beh io non sono un fifone pero’ devo dire che per un attimo (facciamo 2 va…) mi sono letteralmente c….o sotto!!!! Per fortuna lo shark in questione si e’ mostrato poco interessato alle nostre chiappe e se ne e’ andato. Ma sono proprio queste le emozioni che ricordo con maggior piacere: l’adrenalina che scorre, il senso di potenza e mistero offerto dall’oceano, il sentirsi piccoli di fronte al blu, rispettarlo talmente tanto da sentirsi riappacificati con se stessi. Questo mi da’ la subacquea.

QUARTA PUNTATA:

Torno alla descrizione dell’isola dopo la parentesi immersioni
Non ho ancora descritto le notti, o peggio, le mattine ad Asdu. Avete presente la giungla del Borneo? Ecco il rumore che si sente e’ paragonabile! Corvi, aironi, uccelli di tutti i tipi si uniscono in coro per dare la sveglia (intorno alle 5:30) agli ospiti del villaggio. E noi poveri cittadini abituati al dolce suono del tram, abbiamo faticato ad abituarci allo splendido rumore della natura! Quindi siete avvertiti: se avete il sonno leggero… portatevi i tappi per le orecchie!!!!
Il terzo giorno e’ cominciato con una bella immersione fuori dal reef di Asdu: i punti interessanti erano abbastana vicini all’isola, distanza massima di navigazione, 1 ora.
Quindi la giornata “sull’isola” cominciava alle 11:00 / 12:00, ora di ritorno dalle immersioni. Il sole a picco non disturbava piu’ di tanto in acqua quindi ne ho approfittato per fare il primo giro sul reef esterno con Camilla. Un punto di partenza di indubbio interesse e’ il pontile. Sia a sinistra che a destra del pontile stesso si trovano dei comodissimi accessi al reef esterno. Partiamo dal lato sinistro (spalle all’isola, fronte al pontile): Da una bella spiaggetta ci si immerge in una parte di laguna poco ampia e sufficientemente profoda per nuotare fino al punto che prenderemo come riferimento, un pilone di cemento appoggiato su una formazione corallina cicondata da un gruppo di Pappagallo e da un Balestra Titano poco aggressivo che utilizza il loco come tana. Qui spesso si incontra una murena ed e’ possibile vedere una numerosa famigliola di pesci pagliaccio gingillarsi nella loro anemone. Proseguendo lungo il reef, tenendolo a sinistra, si raggiunge velocemente uno dei punti piu’ “popolosi” del reef esterno di Asdu: qui infatti la corrente e’ piuttosto forte (ci troviamo infatti all’estremita’ dell’isola) e con un po’ di pazienza e altrettanta fortuna e’ possibile vedere, oltre che una infinita’ di pesci di barriera, anche parecchi altri bestioni quali tonni, cernie e barracuda. Tornando verso il pontile, anzi direttamente sotto il pontile, e’ possibile nuotare tra una miriade di pesci pappagallo, angelo e balestra: basta fermarsi immobili nell’acqua e subito si viene circondati da questi curiosoni che fanno a gara, per nulla spaventati, per venire a vederti da vicino!
Torniamo a riva e ci dirigiamo al bungalow per una doccia veloce pre pranzo. Due parole sull’abbigliamento da utilizzare: ovviamente informale, pareo e maglietta per le donne, costume e maglietta per gli uomini bastano e avanzano. Io ho girato TUTTA la settimana assolutamente scalzo anche nelle aree pavimentate del ristorante (vi ricordo che e’ all’aperto). Il pranzo era l’occasione per vedere qualcuno, infatti nonostante l’isola sia minuscola volendo si riesce a passare l’intera giornata senza vedere nessuno se non da lontano. Ed e’ una cosa che non riesco assolutamente a spiegarmi! Deve essere una sorta di magia che aleggia su alcune isole maldiviane!
Dopo pranzo approfittiamo della fitta vegetazione presente dal lato del nostro bungalow per fare due passi: due gentili maldiviani che non spiccicano una parola di italiano/inglese/tedesco/spagnolo ci offrono un cocco. Grazie all’uso di un coltello/scalpello pelano, aprono e separano il cocco offrendocelo perfettamente spaccato a meta’ succo compreso! Con il mio prode coltello da sub la sera prima ci avevo impiegato circa 45 minuti, accoltellandomi la gamba in almeno un paio di occasioni! Ovviamente ho portato una “mancia” come ringraziamento ai due maldiviani che gentilmente ci hanno rifornito di cocchi per tutto il resto della vacanza.
Non so come funziona su altre isole ma ad Asdu se vuoi fare una escursione la devi chiedere. MOLTO insistentemente! Il trucco e’ mettersi daccordo con un gruppetto di persone ed il gioco e’ fatto! Viene affisso un foglio nella sala da pranzo e chi vuole partecipare aggiunge nome e numero di stanza. Io e Camilla abbiamo partecipato solo alla snorkelata fuori dall’house reef: devo dire che e’ stata molto, molto interessante. Abbiamo visitato tre diversi reef, ognuno con una particolare caratteristica: aragoste, tartarughe, coralli particolarmente vivi e colorati, pesci napoleone, un bel polipo (Ahmed ha provato ad estrarlo dalla tana ma aveva i tentacoli da culturista quindi ha immediatamente desistito). Molto emozionante il paesaggio, sopratutto nei pressi del reef, quando il blu dell’oceano diventa azzuro e verde e sabbia, stupendo ed indimenticabile

QUINTA PUNTATA E CONCLUSIONI
Rieccomi a raccontare Asdu, dopo una pausa che ha un po’ offuscato i ricordi di quella breve ma indimenticabile vacanza!
Ancora non ho descritto l’estremita’ ovest dell’isola: qui troviamo una lunga ligua di sabbia, ideale per mettersi ad oziare in assoluto silenzio oppure per fare una bella passeggiata al tramonto. La “lingua” si anima solo alla sera, appena prima del tramonto, da qui infatti e’ possibile fare delle foto stupende grazie anche alla presenza di un minuscolo isolotto utilizzabile come sfondo.
Per il resto a livello di snorkeling c’e’ da dire che la barriera in questo punto e’ piuttosto lontana (raggiungibile comunque a piedi!) ma ,grazie alla presenza di una corrente piuttosto sostenuta, anche molto interessante.
Proprio da questo lato infatti, il quarto giorno, mentre eravamo impegnati in una faticosissima ed impegnativa attivita’ (apertura del cocco) abbiamo avuto la fortuna di vedere il passaggio di un foltissimo gruppo di delfini che, con gran gioia nostra e degli altri ospiti, ci hanno fornito uno spettacolo privato di salti, capriole, ed evoluzioni varie. Emozionante ed indimenticabile. Devo dire comunque di essere stato molto fortunato visto che in due occasioni distinte, tornando in barca da una immersione, abbiamo avvistato un paio di Marlyn ed altri delfini che hanno surfato sulle onde della barca.
Le giornate ad Asdu passavano cosi, tra una snorkelata, una immersione, un po’ di sole e due chiacchiere con gli amici trovati sull’isola.
Abbiamo fatto piu’ di una partita a pallavolo contro i ragazzi Maldiviani (con esiti alterni), numerosi giri dell’isola giusto per il gusto di perdere tempo, un sacco di partite a carambola maldiviana. Ed una settimana e’ letteralmente VOLATA. Consiglio a chi puo’ di farne 2: non ci si annoia e si risparmia
Arriviamo cosi all’ultimo giorno, ovviamente dedicato al mare ed allo snorkeling con Camilla. Ed Asdu anche in questo caso non ci ha deluso.Stavamo nuotando verso il reef esterno quando ci siamo accorti della presenza di una tartaruga ENORME. Ci siamo avvicinato con circospezione temendo di farla scappare, invece la tartaruga, per nulla impaurita, ha continuato a cibarsi ed a spaccare corallo! E quando ha terminato si e’ girata, mi ha dato un colpetto di corazza, e se ne e’ andata.
Ma Asdu e’ veramente perfetta???
ASSOLUTAMENTE NO e sono felice che sia cosi.

Ecco una ricapitolazione delle caratteristiche che fanno di Asdu un’isola non per tutti:
– Scordatevi di essere accolti a Male da un incaricato di Asdu che vi viene a cercare con il tipico cartello da Tour Operator, vi dovete arrangiare da soli, trovare il banchetto corretto ed attendere l’arrivo della barca
– Ad Asdu NON si arriva in Idrovolante: 1 ora di barca veloce o 2 di Dhoni
– Niente aria condizionata, niente vetri alle finestre, niente bagno maldiviano, NIENTE ACQUA CALDA
– Niente animazione, musica, discoteca, moto d’acqua, piscina
– Le camere sono sono SPARTANE e piuttosto vecchiotte
– La cucina non e’ internazionale, quindi se non vi piace il pesce ed i sapori orientali troverete POCHE alternative
– Non vi danno fantomatiche conchiglie posacenere da portare in spiaggia, quindi evitate di fare le bestie spegnendo e abbandonando i mozziconi sotto la sabbia!
– Se volete fare un corso di vela, dello sci d’acqua o altri sport da fighetti vi conviene cambiare isola

Ed ecco invece i PRO di Asdu:
– Scordatevi di essere accolti a Male da un incaricato di Asdu che vi viene a cercare con il tipico cartello da Tour Operator, vi dovete arrangiare da soli, trovare il banchetto corretto ed attendere l’arrivo della barca, e cosi evitaterete di ritrovarvi come se partecipaste ad una gita aziendale
– Ad Asdu NON si arriva in Idrovolante: 1 ora di barca veloce o 2 di Dhoni, quindi per tutta la vostra permanenza sull’isola non vedrete ne sentirete volare idrovolanti, aerei o altri oggitti non identificati!
– Niente aria condizionata, niente vetri alle finestre, niente bagno maldiviano, NIENTE ACQUA CALDA. L’acqua e’ tiepida, ci sono 30° e passa costanti la camera e’ sufficientemente ventilata e non vi sembrera’ di stare in albergo
– Niente animazione, musica, discoteca, moto d’acqua, piscina, ma silenzio, pace e relax
– La cucina non e’ internazionale, quindi se non vi piace il pesce ed i sapori orientali troverete POCHE alternative, grazie a Dio non mangerete come a casa vostra, il pesce viene pescato tutte le sere, i piatti vari e sufficientemente abbondanti

Concludendo:
Asdu e’ l’isola di Robinson Crusoue ma non cosi estrema da poter essere goduta solo dagli avventurieri.
Se volete farevi una vacanza fuori dai classici canoni imposti ormai da tutti i T.O. occidentali allora Asdu fa per voi.

Al prossimo viaggio

Andrea e Camilla

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