Fernando De Noronha: le più belle spiagge del Brasile

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Fernando De Noronha: le più belle spiagge del Brasile

DOMENICA 20/01
Da circa 10 giorni siamo in giro per il Brasile e ora ci prepariamo a trascorrere l’ultima settimana a Fernando De Noronha. E’ domenica e da un po’ troppo tempo stiamo aspettando nel moderno aeroporto di Salvador il volo per Fernando. Fino ad ora anche nei trasporti e’ andato tutto bene senza ritardi o imprevisti. Ora però scopriamo che il nostro volo e’ annullato e dobbiamo imbarcarci sul successivo. Voliamo con la compagnia aerea Trip (volo AR ca 500 euro) e nella circostanza non ci è apparsa impeccabile: scarsa informazione sul volo annullato, ritiro della carta di imbarco con conseguente obbligo di ritorno alla zona imbarchi per la sostituzione dove chiediamo ragguagli ma nessuno sa nulla, nemmeno l’impiegata della compagnia di volo che tra l’altro ci dice dispiaciuta di non parlare l’lnglese. Poi finalmente troviamo un volenteroso impiegato agli imbarchi che dopo le opportune telefonate risolve il problema e ci imbarca sul volo che dopo tutto quel tempo perso prendiamo veramente … al volo.
Vabbè dopotutto siamo in vacanza e il tutto non ci fa perdere che alcune ore. Il volo dura ca 2 ore e mezza; verso le 17 atterriamo nel piccolo aeroporto dell’isola. Prima del ritiro bagagli bisogna pagare la tassa di soggiorno che varia in proporzione ai giorni che si intende rimanere sull’isola (taxa de preservacao ambiental ca 45 real al giorno). Si poteva pagare anche via internet sul sito ufficiale dell’isola www.noronha.pe.gov.br (ce ne siamo dimenticati) ma tutto sommato facciamo presto pagando con carta Bancomat allo sportello dedicato. Poi provvisti di cartina e di altro materiale turistico che gentilmente ci offrono, ritiriamo le valigie e usciamo. Per la prima volta nel nostro viaggio in Brasile abbiamo l’appuntamento con il gestore della pousada che abbiamo prenotato. Questa ultima parte del viaggio l’abbiamo organizzata tramite l’agenzia locale Yourway che si e’ occupata con efficienza sia del collegamento aereo che del pernottamento. www.yourway.com.br. Siamo in clamoroso ritardo sull’ora fissata, chissà se ci ha aspettato! Chiediamo in giro e velocemente ci indicano Joab, il proprietario della pousada, che con il suo Buggy (tipico mezzo di trasporto dell’isola) ci attende per condurci alla sua casa che per 5 giorni sarà anche la nostra. L’aeroporto non e’ lontano dal principale centro abitato Villa Remedios che raggiungiamo percorrendo l’unica strada asfaltata che attraversa l’isola. Da qui abbiamo ancora 10min ca di strada sterrata un po’ scomoda per chi si trova sommerso dalle valigie nella parte posteriore del Buggy. La pousada e’ sicuramente spartana ma comunque dignitosa e si trova proprio sulla spiaggia di Conceicao e questo ci permette, appena arrivati e dopo aver gustato il primo dei favolosi succhi di frutta appositamente spremuto, di avere un primo contatto con il mare. Il sole sta tramontando la temperatura si fa solo un poco più fresca e perciò godibilissima. La spiaggia è animata da pescatori che fatti alcuni passi nel mare gettano le loro reti, ragazzini che buttano agli uccelli gli scarti del pescato (per lo più acciughe) e uccelli che al volo beccano il pesce lanciato e a volte lo prendono addirittura dalle mani dei ragazzini. Non c’è male come inizio. La sera ci spostiamo a piedi (in una ventina di minuti) in centro per andare a cenare al Flamboyant dove mangiamo abbastanza bene.

LUNEDI 21 GENNAIO
Sveglia presto alle 7 (qui è già chiaro dalle 6) appuntamento in terrazza della pousada per la colazione preparata al momento e veramente completa. Mangiamo abbondantemente e invitati da Joab ci portiamo via alcuni panini e della frutta che ci serviranno nel corso della giornata. Abbiamo in programma una gita in barca nel mare di Dentro cioè quel tratto di mare davanti alla costa che guarda il continente brasiliano, escursione prenotata per noi ieri da Joab per 150 real a testa. Qui il mare e’ abbastanza calmo e dalla barca osserviamo le baie della costa, un bel gruppo di delfini che nuotano e saltano vicini a noi e perfino la nostra prima tartaruga marina. Facciamo una sosta davanti alla Baia Do Sancho per un bel bagno rinfrescante e relativo snorkeling che però si rivela deludente. Il pranzo a bordo è compreso e a self service, dopodichè si torna al porto, ma non e’ ancora finita. Ci trasferiamo su un’altra barca e in molti meno di prima (ca 12 persone) ci prepariamo per l’acqua planning, sempre compresa nell’escursione ma facoltativa (noi l’abbiamo prenotata ma non sapevamo bene cosa fosse). Ci buttiamo in mare solo con la maschera e veniamo trainati dalla barca attraverso una corda che termina con un volano che teniamo saldamente in mano. Cosi si può fare snorkeling (passando anche sopra un relitto) senza fare la fatica di nuotare, è divertente ma attenzione perchè dopo un po’ viene male alle braccia e alla schiena. Si fa ritorno alla pousada per ancora un po’ di mare sulla nostra spiaggia e poi a cena. Prima di provare la carne alla piastra al solito ristorante Le Flamboyant ci indirizziamo poco lontano verso un chiosco/ufficio del Parco Marino di Fernando de Noronha dove acquistiamo il permesso necessario ad accedere a diversi siti compresi nel parco che comprende circa i 2/3 del territorio dell’isola e tutte le più belle baie e spiagge. La tessera costa 130 real a persona, e‘ valida per 10 giorni e sarà controllata all’ingresso delle spiagge importanti. In pratica, a meno che non vogliamo rimanere a prendere il sole sulla spiaggia della pousada siamo “obbligati” a farla (a dire il vero è necessaria anche per la gita in barca che abbiamo fatto oggi, ma ce l’hanno abbuonata perché non siamo riusciti a farla).

MARTEDI 22 GENNAIO
Sveglia all’alba, solita colazione e poi di corsa all’appuntamento per la seconda escursione concordata con Joab: lo snorkeling alle piscine naturali di Atalaia. Accompagnati dal buggy di Joab raggiungiamo il punto dell’appuntamento dove un gruppo di turisti sta ricevendo istruzioni dalla guida del Parco Marino. Sembrano abbastanza severi riguardo lo snorkeling: le guide autorizzano gli accessi alle piscine, vi è un tempo limitato per nuotare, assolutamente vietato appoggiare qualunque parte del corpo sul fondale che va detto non è più profondo di 40 cm e appunto per questo e’ consigliato l’uso del giubbotto salvagente così si è sicuri di galleggiare e non toccare il fondo, niente creme solari. Naturalmente tutto questo è previsto per preservare il sito dall’impatto del turismo. Per raggiungere la spiaggia facciamo un facile trekking di ca ½ ora. Sono le 8 del mattino e la temperatura è ideale. Il paesaggio e’ brullo e anche selvaggio; la spiaggia e’ sassosa. Indossiamo l’equipaggiamento e attendiamo che il guarda-parco ci autorizzi ad entrare in acqua. Alcuni passi e poi ci fa mettere in ginocchio e via a nuotare nel tratto di mare che contornato da formazioni rocciose sembra proprio una “piscina” rettangolare con acqua bassa e calmissima. Qui i coralli sono molli e si vedono tanti pesci, peccato che si possa stare solo mezz’ora per gruppo. Sono circa le 10 e ci apprestiamo a ritornare. Insieme a Johnny la guida che ci ha accompagnato alla spiaggia di Atalaia concordiamo una visita alla Baia do Sueste dove si possono vedere le tartarughe.
Ci spostiamo in autobus fino all’entrata della Baia e superata la struttura di servizio (bar con tavolini, servizi, docce e negozio di souvenir che affitta anche attrezzatura per snorkelling) ci apprestiamo con maschere, pinne e giubbotto salvagente, che qui è obbligatorio, ad iniziare la ricerca delle tartarughe che Johnny molto ottimista sulla possibillità di vederle (se non le vedi non paghi!) ci indica normalmente trovarsi sulla parte destra della baia un pò al largo. Per non perdersi il sistema e’ semplice: la guida trascina con una corda un grosso salvagente a cui noi ci attacchiamo tenendoci con una mano. Nuotiamo per circa 20 minuti sempre costeggiando la costa vedendo tanti pesci colorati, coralli, una aragosta e un polipo. Poi finalmente le tartarughe, una, poi un’altra .. eccone altre tre, poi un gruppo di cinque insieme! Sono enormi! Ci galleggiamo sopra e possiamo vedere i disegni e il colore dei loro guscio , la loro enorme testa. Poi una sale in superficie e sbuca sul pelo dell’acqua! Ci saluta e si immerge, tentiamo di seguirla ma è velocissima. Che bella emozione. Non è la prima volta che abbiamo la fortuna di vedere il mondo sottomarino (Mar Rosso, Thailandia e altri paradisi caraibici) ma è comunque una grande emozione che ci lascia elettrizzati per tutta la giornata. Per la precisione bisogna dire che Baia de Sueste è “divisa” in tre parti regolate da norme assai precise: la parte più a sinistra è vietata al bagno perché dedicata allo studio e alla ricerca dei biologi marini, la parte centrale è libera e destinata ai bagni, la parte più a destra, quella dove si vedono le tartarughe appunto, è accessibile solo con i giubbotti salvagente (farsi accompagnare da una guida invece è facoltativo, ma noi lo consigliamo, almeno per la prima volta perché loro conoscono bene quel tratto di mare e vi portano a vedere la barriera più bella e sicuramente le tartarughe, se siete interessati rivolgetevi all’ingresso, ci sono sempre molte guide a disposizione, l’escursione costa 75 real).
Ritorniamo in posada per un po’ di riposo sulla spiaggia e a cena stasera andiamo a Cocimba ristorante segnalato dalla guida per risotto ai frutti di mare.

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