Crociera: “Le perle del Caribe”

Questa crociera l’abbiamo progettata insieme ai nostri amici Daniela, Stefano e annalisa, conosciuti nella crociera in Norvegia nel 2009. Nelle settimane prima della partenza ho anche preso contatti con altri “internauti”. Siamo partiti sabato 16/3 col sorriso per il piacere di avere incontrato già in aeroporto dei naviganti di questo ed altri siti: perla, col marito, ed Eleonora, con la mamma. Nelle varie tappe forzate che si affrontano in aeroporto ci siamo aspettati ed alleggeriti l’attesa parlando di quello che avevamo letto in merito alla vacanza e alle notizie che avevamo raccolto, tutti nell’intento di fare solo escursioni fai-da-te. Finalmente l’aereo è partito da Malpensa, con una mezz’oretta di ritardo. All’aeroporto d’arrivo l’assistenza costa ci guida verso il controllo documenti e poi al bus per il porto. Cominciamo ad avvertire il caldo, ma c’è l’aria condizionata che ci aiuta. All’arrivo foto di rito al timone della nave, che non compriamo! Alle 18.30 siamo in cabina da pochi minuti e arrivano i bagagli. Per ora tutto ok! Ormai abbiamo perso il primo turno della cena per cui chiediamo di essere inseriti nel secondo turno, magari al tavolo con perla e il marito tommy, con Eleonora non riusciamo a metterci in contatto. Il maître molto cortesemente è riuscito a sistemarci, così cominciamo a prendere accordi per il giorno dopo. Dopo cena registro la carta di credito alla reception, così per le spese di bordo non devo portare la carta di credito o soldi con me, ma basta la carta della camera. Finalmente verso le 22 incontriamo i nostri amici Daniela, stefano e la loro figlia annalisa, arrivati più tardi di noi con l’aereo da Fiumicino. Alle 23 esercitazione: tutti sul ponte con il giubbotto per una mezz’ora nell’attesa che ritirino tutti i tesserini, obbligatoriamente diano le istruzioni in tutte le lingue e finalmente ci mandino a dormire. E’ stato piuttosto pesante stare in piedi quando per noi erano praticamente le 4 di mattina ed eravamo svegli da 22 ore ormai.

Domenica 17/3 St. Maarten sosta prevista ore 13-18, sosta effettuata per rifornimento carburante dalle 9 alle 16.30. valuta: dollari nella parte olandese e euro nella parte francese. Al mattino oltre a noi 6, Perla, il marito Tommy, Eleonora con la mamma, si sono uniti anche Paola col marito, compagni di tavolo di Eleonora, che hanno già fatto la crociera lo scorso anno. Scendiamo dalla nave alle 9.30 circa e non ci rechiamo ai gazebo con le indicazioni delle destinazioni che si trovano davanti al molo ormai pieni di gente in fila. Guidati da Paola ci spostiamo sulla destra seguendo il marciapiede che porta verso Philipsburg e arriviamo nella zona in cui arrivano i taxi. Essendo in 12 riempiamo un pulmino, così un autista si sfrega le mani e passiamo davanti a tutte le file! Troviamo un bel pulmino da 12 guidato da Easy Joe, un taxista che conosceva praticamente tutti, infatti durante il nostro giro ha salutato praticamente tutti!

Con il taxi per 6$ a testa ci facciamo portare a Orient bay qui ci accordiamo con l’autista che ci ritorni a prendere alle 14. Sulla spiaggia abbiamo contrattato per 5 ombrelloni e 10 lettini, che invece di 100$ abbiamo pagato 80$ più 2 bottiglie d’acqua (costo ciascuna 5$!!) Daniela ed io abbiamo preso un buonissimo frullato mango, banana e frutto della passione (5 $ l’uno, con rum 7$). Alle 14 tutti, tranne noi 6, decidono di tornare alla nave (per 6$), noi vogliamo proseguire il giro dell’isola, sarà per 25$ per gli adulti e 20$ i bambini, con una perdita di tempo di mezz’ora per noi, ma l’autista è stato contento di prendere i soldi degli uni e degli altri. Questo cambio di idea direi che ha separato i nostri destini per i giorni successivi. Dopo abbiamo attraversato il Border Monument che segna il confine tra la parte francese e quella olandese, siamo arrivati a Marigot, la capitale francese, carina è la Place du Marché da lì si vede il West Indie Mall e sopra la collina il Fort St. Luis. Qui abbiamo preso per 3 € un ottimo frullato di frutta frasca tropicale, finalmente!

 

Poi siamo passati per la Baie Rouge, veramente bella, quel giorno però il mare qui era più mosso che a orient Bay. La cosa che ci ha colpito è che il ristorantino sulla spiaggia era proprio di cucina casalinga!

 

Ritornando verso il porto ci siamo fermati a Maho beach dove nel giro di mezz’ora abbiamo visto 4 aerei atterrare!

Lunedì 18/3 La Romana, Rep Dominicana: sosta ore 13-23. valuta: dollari. Oggi ce la prendiamo comoda, colazione con calma, pranzo alle 12 con i nostri amici Stefano e Daniela che fanno l’escursione di Costa all’Isola di Saona e piscine naturali. Facciamo anche un riposino dopo pranzo, la giornata è nuvolosa e quello che ci interessa è vedere il tramonto a Baiahybe! Usciti dalla nave intorno alle 15 vediamo che la zona è supersorvegliata, ci sono guardie ogni 20-30 metri! Si arriva a un piazzale dove ci sono persone che ti indicano di andare sulla sinistra dove ci sono i taxi collettivi con tanto di tariffe esposte e tempi per andare nelle varie destinazioni. Noi chiediamo di andare a Baiahybe fino alle 18.30 ci fanno 75$ per 5 persone andata e ritorno, si paga al ritorno. Siamo arrivati nella spiaggia libera di fianco al vivadominicus dove siamo stati accolti da un ragazzo che ci ha fatto da “guida” chiedendoci solo alla fine di andare a vedere il negozio dei suoi quadri.

Abbiamo preso lettini a 5$ l’uno e ci hanno offerto il cocco gratis, aprendolo davanti a noi. Lì ho visto anche il negozio con la scritta Mamma Olga (quello che viene citato come uno di quelli a cui rivolgersi per essere portati all’isola di Saona), in quel pomeriggio c’era un signore scarno e con la pelle cotta dal sole. Il pomeriggio nuvoloso è stato piacevolmente fresco ed è stato piacevole aspettare il tramonto, le nuvole si erano alzate e il sole è sbucato da sotto alle nubi! Bellissimo!

In nave la sera era previsto alle 23 il “Tropical party”. Ci aspettavamo un tripudio di frutta tropicale, invece sempre solo ananas, banana, melone giallo e melone verde! Un appuntino da fare a Costa è che mango e papaia o guava mai visti nei buffet e neppure nella selezione di frutta del menù al tavolo dove invece abbondavano mela e pera! Le sere che un qualche frutto tropicale compariva in qualche piatto (nelle insalate in genere) ci affrettavamo a chiedere al cameriere la cortesia di fare arrivare dalla cucina papaia o mango da mangiare come frutta.


Martedì 19/3. Isola di catalina
. Sosta ore 9-17. Abbiamo deciso di non fare escursioni, ma di passare la giornata tranquilli sull’isola. Dalle 8.30 alle 10.30 davano il numero del gruppo con cui andare al trasporto per l’isola. Siamo saliti su dei battelli coperti con posti a sedere per tutti. Arrivati alla spiaggia la cosa singolare in negativo è stata che i beach boys incaricati di sistemarti con lettini e ombrellone (con distintivo della Costa, quindi presumibilmente pagati da Costa) chiedevano una mancia per ogni ombrellone, anzi la pretendevano perché rimanevano lì ad aspettare finché non l’avevi data. Sulla spiaggia l’organizzazione Costa ha trasferito il bar dove si può consumare pagando con la carta della stanza e c’è anche il buffet e tendoni bianchi in cui hanno messo tavoli di legno con panche di legno. Al buffet servivano frutta (banane, ananas, melone verde e melone arancione!), panini con hamburger, salsiccia e spaghetti “alla bolognese” (questo famoso piatto che in realtà esiste solo all’estero, da modenese dico che nessuno in emilia si sogna di mettere il ragù di carne con gli spaghetti!) Noi abbiamo mangiato solo frutta, solo mio figlio si è avventurato sugli hamburger, ma lui da adolescente…. Il buffet apriva dalle 12 alle 14: alle 12,05 i tavoli erano ormai quasi completi e c’è stata fila ininterrotta fino alle 14! Qui c’è anche una baracchina per il cocco! Volevano 3 euro per ognuno che ti aprivano! Ci abbiamo rinunciato perché quando hai pagato un dollaro per un cocco, hai già pagato abbastanza. Siamo stati in spiaggia fino alle 16, poi veramente cotti ce ne siamo tornati in nave per fare una bella “merenda”!. Cena di gala, niente di ché come menù, affatto italiano e per di più senza dolce e senza frutta!!

Mercoledì 20/3 Tortola. Sosta ore 9-18. valuta: dollari. Ex colonia britannica, fa parte delle Isole Vergini. Siamo andati a Virgin Gorda con un traghetto veloce Speedy’s che ci impiega ca 30 minuti per arrivare, con trasferimento in taxi incluso per arrivare in spiaggia.

Esattamente appena si scende dalla nave si procede fino al semaforo e poi si gira a sinistra e si trova il terminal ferry , ci sono varie compagnie che attraccano per le varie isole (tutto a piedi dura circa 15 minuti, l’unico tratto un po’ pesante sotto il sole anche se sono le 9,30 del mattino). Si chiede all’ufficio biglietteria di Speedy’s il biglietto a/r con taxi (38$ gli adulti e 28$ i bambini). Scesi dalla nave il primo che si riesce a prendere è alle 10.30. Il ferry però è arrivato verso le 10.40, il tragitto dura circa 30 minuti e poi quando si arriva al molo del Virgin Gorda ci sono taxi collettivi che portano al parco protetto (altri 15 minuti) e da lì si paga 3 $ a testa gli adulti e 2$ i bambini per l’ingresso al The Baths and Devil’s Bay National Park. Ci sono due itinerari via terra di cui uno va direttamente a Devil’s Bay e l’altro direttamente a Baths. Da Baths a Devil’s ho letto che c’è un altro itinerario via mare molto caratteristico tra le rocce, ma noi non abbiamo provato. The Baths si raggiunge a piedi con un bel percorso tra i massi e alberi, molto piacevole. Noi siamo arrivati effettivamente in spiaggia circa a mezzogiorno, ci qui siamo fermati, la gente stava andando via e verso l’una, probabilmente l’orario di pranzo dell’escursione costa, ci siamo trovati la spiaggia quasi libera! Quel giorno il sole era fortissimo, è stato un vero piacere fare il bagno in quelle acque favolose. Abbiamo ricevuto l’invito per il Cocktail del capitano (in quanto con questa crociera siamo passati al livello Coral), quello con foto in omaggio, non è niente di ché tutti seduti in teatro con cocktail a scelta in omaggio tra mimosa, prosecco, bellini e uno alla frutta analcolico, poi discorso di benvenuto del capitano nelle varie lingue.

Giovedì 21/3 Antigua. Sosta ore 9-18. valuta: dollari. Quel giorno ce la siamo presa con calma, siamo scesi verso le 10,30. Fuori dal porto (significa proprio appena fuori dal cancello sorvegliato si trova la zona commerciale, con souvenir, gioielleria, bar ecc…), proprio lì ci sono anche i taxisti: alcuni abusivi e altri con una camicia azzurra con cucito sul taschino la stessa scritta dell’associazione taxisti. Si è avvicinato uno di questi e ci siamo accordati per il giro dell’isola per 140$ in 6 persone con fermata al Devil’s Bridge, a long Bay, attraversare l’interno per arrivare a Shirley Heights (per la vista imperdibile sulle baie e le vicine isole di Guadalupa e Montserrat) poi spiaggia di Darkwood Beach, ritorno alla nave per le 17.30. In realtà siamo stati così bene a Long Bay nella zona di spiaggia vicino a La tartaruga, un ristorantino zona spiaggia attrezzata con ombrelloni gestito da italiani, che siamo rimasti lì quasi fino alle 15, dopodiché attraversare l’interno è stato un po’ lungo, ci siamo fermati ad una baracchina per la frutta fresca, abbiamo deciso di saltare Shirley Heights (anche se so che è bellissimo), per paura di dover fare tutta una corsa per arrivare in tempo alla nave e poi erano venute su un po’ di nubi. Siamo andati direttamente a Darkwood Beach, spiaggia bellissima, ormai deserta già alle 15.30, con bar della spiaggia che noleggia anche lettini. Ci siamo fermati al bar e abbiamo visto che anche questo forniva lettini a pagamento, ma nel poco tempo che stavamo abbiamo pensato di fare solo l’ultimo bagno della giornata. Siamo rimasti sino a verso le 16.30, poi via in nave con appena un’occhiata a Valley beach, molto bella, senza però lettini o altro.

Venerdì 22/3 Martinica. Sosta ore 9-22. valuta: euro. La nave approda nel molo di Tourelles a circa 20 minuti a piedi dal centro della città. Non ci sono navette quindi o a piedi o in taxi. Sempre col taxi si può visitare una parte dell’isola dato che è piuttosto grande. Subito alla fine del molo di attracco delle navi si trova l’ufficio informazioni e ci sono dei cartelli con scritti in euro i prezzi dei taxi, molto più cari rispetto alle altre isole: 10 € per andare in città; per escursioni per 4-8 persone 10€ l’ora per persona. Appena scesi dalla nave subito siamo stati assaliti da un taxista in particolare che alla nostra richiesta di andare alla spiaggia del club med ci ridirezionava a Les salines, soprattutto perché voleva riempire il suo pulmino da 12 posti. Les Salines è considerata una delle più belle spiagge della Martinica, ma noi non volevamo andare lì anche perché piuttosto lontano. Noi ci siamo allontanati e quando abbiamo visto che c’erano alcuni taxi da 4 e da 12 e solo una auto da 6 persone, mi sono sbrigata a chiedere chi fosse il proprietario per non rischiare di rimanere troppo tempo in attesa di una vettura per noi. Con quel taxista siamo riusciti a mettersi d’accordo per 6 ore 200€. La spiaggia a fianco del club med e quella del club è stata un po’ sotto alle nostre aspettative. Poca sabbia, poche palme e soprattutto alberi dalle foglie tonde di cui non so il nome, ma molto tipici delle zone calde (il taxista ha detto che si chiama arbre du voyager = albero del viaggiatore), al club sotto agli alberi hanno il pratino, mentre terra battuta nella zona di fianco dove stavamo noi, nella zona di confine tra la guardiola con guardia di sorveglianza per gli ingressi dalla spiaggia e l’inizio dei lettini, che non potevamo occupare. Nelle foto risulta molto più bella!

In compenso ho potuto fare una doccia di acqua dolce, che ho apprezzato, durante i miei spostamenti ho notato che la guardia ha controllato che non mi avvicinassi alla struttura.

Alle 13.30 già ben cotti siamo tornati verso il parcheggio della spiaggia in cui il taxista ci aveva lasciato con appuntamento alle 14. Ci siamo fermati in un localino alla buona per prendere dei “Jus de fruit” a 3€ l’uno, fatti di frutta freschissima provenienti dalla bancarella di frutta che teneva proprio la ragazza del ristorantino. Ho preso anche un antipasto creolo composto di accras (ottime frittelle di pesce in pastella), boudin (una specie di insaccato fatto con della carne di stracotto) e crudité (verdure fresche come carota julienne, verza, zucca cruda a julienne, cipolla, pomodori a fettine). Dopo siamo partitti per un’altra spiaggia e ci siamo lasciati consigliare, ci ha proposto Saint-luce. Zona carina, ma sempre poca sabbia, terra battuta sotto agli alberi e palme. Posto molto tranquillo, ci siamo trovati molto bene. Siamo rimasti fino alle 16.30 poi abbiamo chiesto di fare un giro per la città, prima di tornare in nave a … preparare le valige purtroppo! In realtà arrivati al porto ci siamo fermati in un negozio di souvenir e così dopo valige in fretta e furia all’ultimo minuto! Entro l’una di notte si devono mettere fuori dalla porta le valige, riesco a finire alle 00,50!

Sabato 23/3 Guadalupa. Arrivo ore 11 entro le 17,30 è previsto lo sbarco definitivo. L’unica isola che non siamo riusciti affatto a vedere. Abbiamo deciso di non fare neppure l’escursione alle cascate di Carnet, un po’ per pigrizia, un po’ perché mia suocera che ha fatto questa crociera 2 settimane prima di me, ci ha detto che è una gran sfacchinata, perché la guida ti mette sempre l’ansia che devi andare in aeroporto! Eleonora e Perla incontrate di nuovo proprio la mattina dell’ultimo giorno tra le 11 e l’orario di incontro per andare in aeroporto sono andate a sainteAnne, in una spiaggia splendida, tra le più belle di Guadalupa, in aeroporto mi hanno mostrato le foto. Per chi resta in nave e non Costa mette a disposizione un deposito sorvegliato per il bagaglio a mano al ponte 2, nella discoteca Altari, inoltre nella zona sopra il Samsara al ponte 10 (che non centra niente con il Samara), alcuni locali (piccolissimi) con doccia e sauna nei quali ci si può sistemare per il ritorno in Italia.

Note pratiche: Bevande: acquistiamo il pacchetto acqua da 11 bottiglie per un totale di 29 euro. Non abbiamo fatto l’all inclusive perché in questa crociera si sta fuori dalla nave troppe ore, non l’avremmo sfruttato, tenuto conto anche che come vino abbiamo preso solo una bottiglia (con le tasse è costata 32 euro) e un calice di vino (da 7 euro), più 2 cocktail noi e 2 offerti per altri 30 euro circa, una lattina di fanta da 4 euro. Il resto l’abbiamo bevuto mentre eravamo in giro, frullati soprattutto perché l’acqua ce la portavamo dalla nave, quella dei dispenser.

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