…di ritorno dal Senegal

Ciao,
sono appena tornato dal 12° viaggio in Senegal e come sempre è stato un viaggio molto interessante.
Non so se influisce anche il fatto che uno stacca con quei piccoli problemi quotidiani per qualche tempo, ma fatto sta che spesso, durante questi viaggi, nascono idee e grandi sogni iniziano a piantare le fondamenta, mentre una forte sensazione di “sintonia” con ogni essere della terra mi accompagna.
Sono accadute molte cose interessanti, che se vuoi ti racconterò, ma non in questa mail.
Una sera, mentre sono tornato da un lavoro di 4 giorni, mi sono messo a parlare con un ragazzino di quasi 14 anni. Parlava pochissimo francese e ci siamo capiti mescolando le nostre reciproche conoscenze di wolof (la lingua madre del Senegal) e francese.
Insomma per farla breve, ho scoperto che non studia da diversi anni e che lavora dalle otto del mattino fino a mezzanotte come fattorino di un albergo, perché suo padre, un amico che è morto qualche mese fa, non poteva permettersi di mandarlo a scuola.
Gli ho chiesto quale era il suo più grande sogno, inizialmente non mi ha capito, ma poi mi ha risposto “un orologio”.
Tutto questo mi ha fatto riflettere molto…
Poi ho scoperto che il container che abbiamo spedito qualche mese fa, ancora non è stato scaricato, per motivi burocratici che io preferisco definire “mafiosi”.
E anche questo mi ha fatto riflettere molto…
Uno degli ultimi giorni mi sono incontrato con tutti quegli amici con cui, da 4 anni, organizziamo la rete di reciprocità sulla sanità e sull’educazione con oltre mille persone attive e 10.000 aderenti ed è lì che grandi sogni che tenevamo chiusi nei cassetti da troppo tempo, sono saltati fuori.
Abbiamo deciso che inizieremo ad aprire, in ogni quartiere di Dakar dove siamo presenti, una scuola completamente gratuita, per tutti quei bambini che invece di studiare, sono costretti ad andare a lavorare. Inizieremo con una classe di 30 studenti per ogni quartiere. Gli insegnanti volontari riceveranno un corso dal direttore della scuola di Diammaguene (uno dei quartieri) ed abbiamo già iniziato tutto l’iter legale per il riconoscimento a livello statale della scuola.

Cercheremo in Italia persone che vogliono aiutarci a costruire tutto questo, cercando famiglie che vogliono adottare un bambino senegalese, dandogli la possibilità di studiare, a costi veramente irrisori (con € 10 al mese possiamo coprire sia le spese in Senegal che in Italia). L’obiettivo a breve termine è quello di ampliare le classi, fino ad arrivare a scuole complete, dando nuovi modelli (nelle nostre scuole la violenza non è considerata una buona forma per alzare l’attenzione e la disciplina dei bambini). Mensilmente, nelle classi, si tratterà un tema che ha a che vedere col futuro, con le proprie aspirazioni, col mondo, con i diritti umani ed ognuno potrà esprimere la sua idea attraverso la forma che più desidera (un disegno, una poesia, una storia, ecc.) per poter condividere tutto questo con la famiglia in Italia.
Poi abbiamo pensato di organizzare una carovana di camion, ambulanze, furgoni, ecc. cariche di quel materiale che da anni tanta gente ci dona per appoggiare i nostri progetti. Organizzeremo una carovana errante che partirà da Firenze per arrivare al centro di Dakar e continuare anche nei villaggi. Durante il percorso ci fermeremo in tutte quelle città d’Europa che ci daranno disponibilità a diffondere la nostra iniziativa, in modo che la gente possa aiutarci a riempire la carovana con altri materiali medici e scolastici.
Chiederemo l’appoggio dei mass-media in Europa ed in Africa ed il lavoro è già iniziato.
Mi scuso per la lunga lettera che ti ho scritto, ma se in queste parole hai trovato qualcosa che ti ha fatto sognare un po’, ti invito a realizzare tutto questo assieme, basta che mi contatti.
Con la gente si può fare tutto, senza la gente niente.
Ciao Gabriele
per info: [email]gabriele@etnie.org[/email]

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