Sopra le nuvole il cielo è sempre sereno…

Quando si pensa alla Canarie vengono sempre in mente le 4 isole principali: Fuerteventura, Tenerife, Lanzarote e Gran Canaria. Le altre 3 vengono sempre snobbate. Noi però da anni nutrivamo interesse per esse e quindi, quando è stato il momento di scegliere la meta per la vacanzina invernale e abbiamo visto, per La Palma,  orari e prezzi dei voli abbordabili ci siamo detti: “ Perché no?”

 

VOLI

Da Milano non ci sono voli diretti per l’isola di La Palma, ma sul sito di Iberia è possibile comprare il volo combinato Milano – Madrid – La Palma, con scalo di circa due ore tra un volo e l’altro sia all’andata sia al ritorno. La spesa non è stata bassissima (354 euro) ma alle Canarie il costo della vita è ancora basso e si riesce ad ammortizzare. Il volo Milano – Madrid, operato da Air Nostrum, è stato effettuato su dei piccoli CRJ; le cappelliere hanno uno spazio limitatissimo quindi i bagagli a mano più grossi di uno zaino venivano stipati di default in una zona della stiva a essa dedicata (ma restituiti subito alla discesa dell’aereo, senza quindi dover sorbire l’estenuante attesa dei bagagli); Madrid – La Palma operato invece da Iberia Express.

Su tutti questi voli cibo e bevande sono a pagamento.

Un altro modo per raggiungere La Palma potrebbe essere quello di arrivare a Tenerife, magari con un low cost, e da lì prendere un volo interno (che hanno una frequenza elevatissima nel corso della giornata) tendendo però presente che a Tenerife ci sono due aeroporti e quindi non è detto che quello di arrivo e di nuova partenza coincidano.

 

ALLOGGIO

Dopo la consueta ricerca su Booking abbiamo optato per Apartohotel Brenas Garden (http://www.brenasgarden.com/) nella località Di Brenas Baja, a pochissimi km dall’aeroporto e da Santa Cruz, il capoluogo dell’isola, ma leggermente in collina. Il posto non ha deluso le aspettative: personale cortese, appartamenti molto spaziosi, pulito, in mezzo al verde, in una zona tranquilla e con parcheggio sempre disponibile… e una vista spettacolare sull’oceano e su Santa Cruz dal balcone (peccato che nell’unico giorno di bel tempo non avessi scattato la foto: ora dobbiamo accontentarci di questa).

 

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Gli unici inconvenienti potevano essere: un po’ di freddo nelle stanze (soprattutto la notte, ma c’era una stufetta) e il fatto che si è un po’ isolati dal mondo, quindi auto assolutamente necessaria!

Io personalmente ci tornerei al volo, soprattutto vista la cifra spesa (245 euro in due per tutta la settimana, comprensivo di cassetta di sicurezza e pulizie giornaliere).

 

MEZZI DI TRASPORTO

Abbiamo prenotato l’auto tramite Autoeurope all’ottima cifra di 120 euro per tutta la settimana (con rimborso totale della franchigia); il noleggiatore di riferimento era  Avis. Un inconveniente: avevamo prenotato un auto di categoria economy e ci siamo ritrovati con una C4 Picasso perché le auto più piccole erano terminate! Probabilmente pensavano anche di farci felici dandoci allo stesso prezzo un auto più grande, ma noi avremmo decisamente preferito una macchina più piccola! Comunque è andata bene lo stesso, fortunatamente pur essendo La Palma un’isola montuosa le strade sono perlopiù larghe e ben tenute. La benzina costa ancora meno 1.2 € al litro.

Sull’isola abbiamo visto parecchi autostoppisti e abbiamo anche dato un passaggio a uno di questi (tedesco) che ci ha spiegato il perché: la maggior parte di essi sono escursionisti che, una volta fatta la loro camminata, cercano un passaggio per tornare dove hanno lasciato l’auto o dove alloggiano; l’alternativa sarebbero i pullman, ma non arrivano ovunque e non sono frequentissimi.

 

ESCURSIONI E TREKKING

La Palma è l’isola perfetta per chi ama il trekking e le escursioni: vi sono centinaia di sentieri segnati, punti informativi, disponibilità di guide e cartine. Esistono anche taxi-fuoristrada che su richiesta portano gli escursionisti alla partenza dei sentieri più difficili da raggiungere. Tutto è pensato a misura di escursionista. L’unica pecca? Nella maggior parte dei casi si tratta di escursioni difficili o impegnative, con molto dislivello o particolarmente lunghe, perciò serve un discreto allenamento.

Uno dei percorsi più famosi è la “ruta dei vulcani” che attraversa tutta l’isola da nord a sud… inutile dire che non l’abbiamo neanche preso in considerazione!

 

CLIMA E METEO

Le Canarie sono le isole dell’eterna primavera, è vero. Ma primavera non significa 30°C e sole perenne, perciò a febbraio trovare tempo instabile e temperature anche inferiori ai 20°C è normale. La Palma tra l’altro è l’isola più occidentale e quella più soggetta alle piogge (d’altronde è un’isola molto verde…). Inoltre l’interno è montuoso, si superano abbondantemente i 2000 metri, quindi l’abbigliamento pesante è d’obbligo.

La costa occidentale è decisamente più riparata e soleggiata di quella orientale, più adatta a chi vuole farsi anche un po’ di mare. In ogni caso l’ideale per girare l’isola è vestirsi a strati e mettere nel bagagliaio della macchina qualche indumento pesante: nei nostri giri siamo passati tranquillamente dai 3-4 °C sulla cima del Roque de Los Muchachos ai 23°C di Tazacorte nel giro di due ore!

Siccome a noi non piace farci mancare nulla, durante il nostro soggiorno abbiamo anche avuto due giorni di Calima: un vento che spira dal Sahara apportando con sé la sabbia; le particelle di polvere restano in sospensione creando un atmosfera quasi aliena e riducendo drasticamente la visibilità ( e creando problemi alle vie respiratorie). Alle Canarie è un fenomeno comune, ma quella che abbiamo vissuto noi deve essere stata abbastanza intensa, visto che alla radio e alla tv locale non hanno parlato di altro per giorni! Ovviamente le isole più colpite sono quelle orientali, ma anche a La Palma si sono avuto parecchi effetti, come abbiamo potuto vedere noi una mattina affacciandoci al balcone:

 

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CIBO  E RISTORANTI

Tra i piatti tipici della cucina delle Canarie ci sono le Papas arrugadas, delle patate novelle cotte nell’acqua salata da mangiare col mojo o con qualche altra salsina simile; da assaggiare, ma per quello che mi riguarda una intera porzione è già pure troppa! La paella si trova un po’ ovunque ma a La Palma l’abbiamo vista sempre e solo mista  (carne e pesce).

Tra i ristoranti dove siamo stati consiglio la Casa del Vulcano a Funcaliente: essendo proprio sulla strada che conduce al centro vulcanologico ci era venuto il dubbio che potesse essere il classico posto truffa-turisti dove si mangia male e si spende tanto, invece abbiamo mangiato bene spendendo una cifra onesta e il locale era molto rustico ma carino!

A Santa Cruz invece ci è piaciuta molto La Placeta, in una delle piazzette principali: su due piani (il piano terra fa da bar), all’interno di una delle classiche case coloniche canarie dai balconi fioriti, con tavoli anche all’esterno; cucina particolare: oltre ai piatti tradizionali sono presenti sul menu anche piatti vegetariani elaborati e originali; arredamento insolito. Pensavamo di spendere un po’ più dei nostri standard e invece ce la siamo cavata con meno di 40 euro in due. Assolutamente consigliato!

 

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A Santa Cruz abbiamo trovato anche un ottimo panettiere dove rifornirci per i pranzi al sacco (consigliabili se si va a camminare). In generale, comunque, i prezzi per mangiare e bere sono ottimi!

 

ASTROFISICA E GEOFISICA

Sulla cima del Roque de los Muchachos, il monte più alto dell’isola, sorge uno dei più importanti osservatori astrofisici dell’emisfero boreale: lo scarso inquinamento luminoso unito al fatto che le notti serene sono tantissime nel corso dell’anno (le nuvole tendono a fermarsi al di sotto della cima della montagna) rendono il luogo particolarmente adatto alle osservazioni.

http://www.iac.es/eno.php?op1=2&lang=en

Vi sono tanti telescopi appartenenti a diverse nazioni (anche uno italiano: Galileo) e sono organizzate  anche delle visite guidate; purtroppo quando ci siamo stati noi in febbraio esse erano solo di sabato mattina e quindi non ci è stato possibile andarci, arrivando e ripartendo di sabato. In ogni caso l’area esterna dell’osservatorio è aperta al pubblico di giorno e quindi vi si può comunque transitare.

 

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Sull’isola sono inoltre presenti tre vulcani, di cui uno attivo e la cui eruzione più recente è degli anni 70. Ovunque si percepisce l’origine vulcanica dell’isola.

 

Insomma La Palma è un’isola perfetta per chi ama il trekking, l’astronomia, la geologia… un po’ meno per chi desidera la classica vacanza di mare! Le spiagge si contano sulle dita di una mano e sono perlopiù piccole, di sabbia scura… detto sinceramente, abbastanza imbarazzanti rispetto a quello a cui siamo abituati nel Mediterraneo. In estate un bagno ci sta anche, come no, ma andare a La Palma per farsi la classica vacanza di mare lo sconsiglierei! Non per nulla il turismo sull’isola è sempre rimasto abbastanza “di nicchia”, perlopiù rappresentato da Inglesi e Tedeschi appassionati di escursionismo (in un’intera settimana abbiamo incrociato solo due italiani).

 

2 febbraio 2013: Milano-Madrid-Santa Cruz de La Palma

La partenza non è stata esente da imprevisti: causa guasto al sistema informativo di Iberia, io e un altro gruppetto di persone ci siamo ritrovate con una carta di imbarco scritta a mano su un pezzo di carta bianco (il cosiddetto check-in manuale); comunque poco male, l’importante è partire, anche una tavoletta d’argilla sarebbe andata bene!

Lo scalo a Madrid è passato abbastanza rapidamente e poi via, in direzione Canarie.

A La Palma ci ha accolto (o sarebbe meglio dire: ci ha illuso?) una bellissima giornata di sole. Un po’ di attesa per il ritiro auto e poi partenza alla ricerca del nostro alloggio, trovato non senza qualche difficoltà sebbene fosse a pochi km di distanza. Dopo esserci sistemati, un bel giretto per Santa Cruz, che distava da noi solo qualche chilometro, per prendere familiarità col luogo.

La sera, dal balcone di casa, abbiamo assistito ad una delle stellate più belle che ci sia mai capitato di vedere: pareva di essere in alta montagna da tanto era ben visibile e sembrasse vicina la Via Lattea; se era così lì, sul nostro balcone, chissà che spettacolo su in cima al Roque de Los Muchachos (beh se ci hanno costruito un osservatorio astrofisico un motivo ci sarà!)

 

3 febbraio 2013: costa sud-orientale e Funcaliente

Con grande delusione ci attendeva una giornata grigia e uggiosa… la stellata della sera prima era solo un lontano ricordo. Ci siamo diretti verso sud, lungo la costa orientale, per arrivare a Funcaliente. Prima però abbiamo fatto una sosta al parco ecologico di Belmaco dove, dopo aver percorso un breve sentiero, si arriva ad una scavatura nella roccia dove è possibile ammirare delle antiche incisioni rupestri. Peccato che durante il tragitto ci ha colto un forte rovescio e malgrado i k-way siamo tornati alla macchina tutti zuppi.

Funcaliente è il villaggio più meridionale di La Palma. Lì abbiamo pagato 5 euro a testa per accedere al vulcano di Sant’Antonio: una breve camminata che costeggia il cratere del vulcano; nel frattempo era anche uscito il sole, peccato che ci fosse un vento veramente forte che rendeva anche difficile camminare e qualcuno cadeva anche… vi dico sole che nel tempo che siamo stati lì abbiamo visto arrivare due ambulanze!

 

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E’ presente un centro vulcanologico dove è possibile vedere dei plastici dell’isola e viene anche proiettato un filmato sulla storia geologica di La Palma, in diverse lingue (non Italiano però).

Prima di riprendere la strada principale, siamo scesi fino alle saline, lungo una strada caratterizzata solo, sui lati, da un terreno nerissimo. Eravamo proprio in mezzo al nulla.

Per tornare, anziché la strada dell’andata, abbiamo costeggiato la costa occidentale per poi attraversare l’isola a El Paso. Qui abbiamo visto il secondo arcobaleno della giornata, nascosto dietro agli alberi.

 

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Visto che era ancora presto, abbiamo poi fatto due passi a Los Cancajos, piccolo centro turistico non lontano da Santa Cruz: è forse l’unico paese della costa orientale dove è pensabile alloggiare se si vuole fare una vacanza balneare (fermo restando che se si viene a La Palma solo per fare una vacanza balneare… si resterà molto delusi!)

 

4 febbraio 2013: costa nord-orientale, settentrionale e El Paso

Stavolta anziché a sud ci siamo spinti verso nord; la strada, tutta a curve e a ridosso dell’Oceano, è molto suggestiva. Peccato che anche quel giorno il tempo non fosse un granché, però almeno non pioveva.

 

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A La Zarza abbiamo visitato il Parco Culturale: anche qui, un video (in Inglese) sulla storia di La Palma, qualche souvenir e poi la possibilità di fare una passeggiata nella foresta, raggiungendo, come nel caso del giorno precedente, una zona con incisioni rupestri e petroglifi.

Ripresa la strada, abbiamo poi scollinato verso la costa occidentale (dove ci attendeva un bel cielo azzurro) e da lì siamo ripassati da El Paso, facendo però stavolta una sosta: a El Paso, infatti, sorge il centro informazioni del Parco della Caldera de Taburiente, quindi vi sono plastici, poster e molto materiale informativo (l’ingresso è libero). A El Paso nel pomeriggio si può osservare direttamente l’effetto degli Alisei, con il vapore che, nel risalire le montagne, condensa, dando luogo alla tipica formazione nuvolosa in cima ai monti.

 

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5 febbraio 2013: Los Tilos e Las Fajanas

Risalendo verso nord-est ad un certo punto si trova una deviazione per la località di Los Tilos: percorrendo una strada in una valle verdissima, e che diventa via via sempre più stretta si arriva in una radura dove è presente un centro visitatori. Da qui partono diverse escursioni ed è anche possibile ammirare l’omonima cascata. Credo che negli ultimi tempi le cose siano un po’ cambiate perché prima la visita alla cascata era libera, ora l’accesso al sentiero è chiuso da un cancello e bisogna pagare l’ingresso (3 euro a testa). Siamo stati guidati dalla ragazza del negozio dei souvenir, che ci ha anche fornito copritesta usa e getta e casco. Per arrivare alla cascata, che si raggiunge in pochi minuti, si attraversano delle gallerie nella roccia, dove son però stati posti dei faretti quindi le torce non son più indispensabili come si diceva invece nella nostra guida, forse un po’ datata. Una passeggiata alla portata di tutti (attenzione solo a non scivolare) e che conduce comunque in un angolo molto bello.

 

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Come già detto, da Los Tilos partono diversi sentieri: noi abbiamo imboccato la strada per il mirador de las Barandas. Il sentiero, che si snoda tutto all’interno della foresta di laurisilva, in sé è tranquillo, ma quasi interamente in salita e il dislivello notevole perciò siamo arrivati in cima, dopo circa 40 minuti, decisamente spompati! Su ci attendeva una radura soleggiata e tavoli e panche dove ristorarsi; peccato che, a causa della calima, la vista non fosse un granché.

Nei pressi di Los Tilos parte anche quella che viene considerata la camminata più bella di La Palma: quella che conduce a Los Nacientes de Marcos y Cordero. E’ una camminata impegnativa (si parla di più di 5 ore) che attraversa la foresta di Laurisilva (che è patrimonio della biosfera) tunnel, gallerie… purtroppo queste cose le sappiamo solo per sentito dire perché non ce la siamo sentita di fare una passeggiata così lunga. Nel caso decidiate di farla, tenete presente che dal centro visitatori partono dei taxi-fuoristrada (chiaramente a pagamento) che fanno guadagnare un pezzo di tragitto percorrendo una strada sterrata sconsigliata da percorrere in auto.

Ci siamo poi spostati ulteriormente verso nord ma spingendoci sulla costa sino alle piscine naturali di Las Fajanas, dove abbiamo potuto rimirare l’oceano nel suo aspetto agitato (e tanti granchietti che correvano sulle rocce). Oceano e rocce creano delle sorte di vasche dove in estate deve essere molto piacevole fare un bagno rinfrescante… ma non era il nostro caso! Comunque luogo molto carino!

 

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6 febbraio 2013: Roque de Los Muchachos e Tazacorte

Anche se permaneva una certa foschia causa calima, abbiamo deciso comunque di salire a Roque de Los Muchachos. Si tratta di una strada tutta a tornanti di più di 36 km che dal livello del mare conduce a 2426 metri di altezza (in ogni caso è una strada ampia e ben tenuta): si passa dalla vista sull’oceano alle foreste, per poi arrivare alla roccia nuda, nel giro di poco tempo… e nel frattempo il termometro dell’auto calava a vista d’occhio (anche se alla fine, sulla cima, c’erano 8°C, quindi diciamo che non faceva particolarmente freddo).

 

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Al mirador poco prima di raggiungere la cima un simpatico e invadente corvo ha cercato più volte di infilarsi nell’auto di due signori!

Arrivati in cima lo spettacolo è notevole, malgrado la foschia: si vede anche in lontananza, fare capolino il Teide, il vulcano di Tenerife. Intorno i telescopi dell’osservatorio astrofisico creano un’atmosfera un po’… spaziale!

Abbiamo fatto due passi lungo il sentiero che parte dal centro informazioni visitatori e ci siamo gustati il paesaggio.

 

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Ci sono due strade che salgono al Roque: al ritorno abbiamo fatto l’altra, quella che anziché verso Santa Cruz scende verso nord-ovest; dopo una sosta in un’area di sosta attrezzata con panchine, abbiamo poi raggiunto Tazacorte, località balneare della costa occidentale, decisamente graziosa. Faceva abbastanza caldo e qualcuno addirittura si spingeva a fare il bagno nelle fredde acque invernali dell’oceano.

 

7 febbraio 2013: El Paso, barranco de Los Angustias e Puerto Naos

Quel giorno c’era in programma di andare nella zona del rifugio del Pilar, dove si diramano tanti sentieri e percorsi… peccato che il tempo fosse pessimo! Non convinti ci dirigiamo in direzione Pilar, ritrovandoci ad un certo punto proprio nel bel mezzo di un nuvolone nero con relativo rovescio e vento fortissimo. Chiaramente passeggiata rimandata!

Senza scoraggiarci siamo scesi verso El Paso e abbiamo imboccato la strada vicino a centro informazioni, quella che conduce alla Cumbrecita ma deviando poi verso sinistra (piccola parentesi sulla Cumbrecita: si tratta di un famoso mirador all’interno del parco della Caldera del Taburiente; essendoci un parcheggio limitato l’ingresso è consentito solo previa richiesta di pass ed essendo queste richieste molto numerose e i posti pochi, una ventina, è consigliabile farlo da internet con largo anticipo; noi purtroppo non lo sapevamo ed ormai era troppo tardi! Una alternativa comunque potrebbe essere lasciare l’auto al parcheggio del centro informazioni e raggiungere il mirador prendendo un taxi-fuoristrada.)

La strada ad un certo punto diventava sterrata e noi abbiamo parcheggiato e proseguito a piedi per una mezz’oretta abbondante: una camminata gradevole in mezzo al verde e sotto il sole (sì perché le nuvole cercavano di scavalcare la montagna ma senza riuscirci, perciò lì cielo azzurro e sole caldo!)

 

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Nascosto tra le rocce abbiamo anche visto una carinissimo gattino selvatico.

 

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Come sempre abbiamo incrociato cartelli che indicavano sentieri, ma sempre di difficoltà abbastanza elevata.

La tappa successiva è stato il Barrancos de Los Angustias (il nome non è casuale: in particolari condizioni il barranco si riempie di acqua e diventa quindi una trappola mortale per chi vi si trova…).

 

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Infine scendendo verso sud-ovest abbiamo raggiunto la cittadina di Porto Naos, che con Tazacorte rappresenta uno dei centri principali per la vacanza balneare sull’isola: nulla di che, Tazacorte e mio avviso è più carina. Anche lì, comunque, faceva molto caldo: nulla da fare, la costa ovest è più calda e soleggiata.

La zona è molto frequentata dai praticanti del parapendio quindi non vi mancherà di vederli.

La sera, prima di cena, abbiamo raggiunto invece il santuario della Virgen de las Nieves, alle porte di Santa Cruz, da cui si dice ci veda un bellissimo panorama: a noi sinceramente non ha colpito più di tanto…

 

8 febbraio 2013: ritorno su Roque de Los Muchachos e Cubo de la Galga

Per il nostro ultimo giorno sull’isola abbiamo deciso di tornare al Roque de Los Muchachos… e mai scelta fu più azzeccata! Difatti, sebbene fosse una giornata all’apparenza nuvolosa, la coltre di nubi si fermava al di sotto della cima del monte, quindi dopo esserci fatti buona parte della strada tra nebbia e piogge, ecco ad un certo punto comparire il cielo azzurro e il sole! Rispetto a qualche giorno prima la visibilità era fantastica, non essendoci più la foschia. Certo, c’erano anche molti gradi di meno e un vento che tagliava la faccia!

 

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Stavolta siamo scesi dalla stessa strada da cui eravamo saliti e abbiamo poi proseguito verso nord-est. Lungo la strada sulla sinistra ad un certo punto compare un centro informazioni e da lì parte una camminata per quello che viene chiamato Cubo de La Galga. Quando siamo arrivati il centro informazioni era chiuso per la pausa pranzo perciò, non avendo grande idea su lunghezza e durata del percorso (la guida non ne parlava) ci siamo incamminati per un po’ e dopo un’oretta abbiamo deciso di tornare indietro: la parte che avevamo percorso era molto tranquilla, praticamente in piano e completamente immersa nella foresta di laurisilva, che praticamente non lasciava filtrare il poco sole che c’era. Ovviamente il livello di umidità nell’aria era altissimo.

Una bella passeggiata completamente immersi nella natura!

 

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Abbiamo poi concluso la giornata con un giretto a Santa Cruz, dove eravamo già stati più volte e che, devo dire, è una cittadina davvero graziosa! Quel giorno poi, essendo venerdì grasso, la cittadina era invasa di persone con parrucche e travestimenti: alle Canarie, difatti, il carnevale è molto sentito, e anche se La Palma non può competere con Tenerife o Gran Canaria in quanto a festeggiamenti, certo è che feste e sfilate non mancano!

 

9 febbario 2013: La Palma-Madrid-Milano

La vacanza si conclude. Alle 11 abbiamo lasciato la stanza e pure con un certo anticipo siamo andati in aeroporto.

Anche i voli del rientro sono stati puntuali e tranquilli. E alle 22 eravamo a Linate.

 

La Palma ha mantenute le sue promesse di isola verde e ancora lontana dal concetto di turismo di massa. Forse a posteriori anziché in febbraio ci sarei andata in un altro periodo dell’anno, ma anche in inverno è una buona opzione per un break mite senza farsi troppe ore di volo e senza spendere un capitale, se non si cercano necessariamente il caldo estivo e il mare cristallino.

E in ogni caso, il cielo stellato della prima sera e la vista dal Roque de Los Muchachos, da soli, valgono il viaggio.

PS: qualcuno sa dirmi il nome di questa pianta??? L’isola ne è piena…

 

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