L’incantevole eleganza di Dresda

L’incantevole eleganza di Dresda

“And even now part of me flies over Dresden at angels one five” .

(The Hero’s Return-Pink Floyd)

 

Dresda (Dresden), è semplicemente spettacolare, una delle città di provincia più belle che mi sia capitata di vedere.

La citazione iniziale dei Pink Floyd, introduce fin da subito il tema dei pesanti bombardamenti subiti dalla capitale sassone durante la seconda guerra mondiale. In pratica rasa al suolo nel 1945, è veramente stupefacente vedere quanto i tedeschi sono riusciti a recuperare in poco tempo degli eleganti palazzi storici che rendevano (e fortunatamente sono tornati a rendere anche oggi) così unica questa città.

Oggi Dresda può vantare uno splendido centro storico fedelmente ed interamente ricostruito pietra su pietra.

 

Capitale della Sassonia, la bellissima “Firenze sull’Elba” come viene spesso denominata per le affinità rinascimentali con la città toscana, Dresda è invece geograficamente vicinissima al confine con la Repubblica Ceca. Essa può essere facilmente raggiungibile in treno oltre che da Berlino anche da Praga (due ore e mezza circa per entrambe i collegamenti).

Noi giungiamo a Dresda da Lipsia sfruttando il Länderticket della Deutsche Bahn (DB). Il modo migliore per muoversi a Dresda è a piedi oppure in tram, soprattutto per raggiungere la stazione o per spostarsi dalla città vecchia a quella nuova. Nel Länderticket utilizzato per il treno sono compresi per il tempo di validità del biglietto, anche i mezzi di trasporto pubblico cittadino.

 

Dresda è ingiustamente meno nota al turismo rispetto ad altre città tedesche, ma impressiona per le sue sontuose architetture barocche, la sua atmosfera colta e l’incantevole posizione geografica che la vede circondata da vallate e gole profonde e da una campagna da fiaba.

 

All’arrivo, la città ci accoglie con un cielo grigio ed una temperatura attorno ai 16° (preciso che eravamo nel mese di Agosto). A riscaldare l’atmosfera troviamo la Stadtfest, la festa cittadina di mezza estate, con decine e decine di stand gastronomici, oggetti d’artigianato vario, concerti, un numero impressionante di giovani e fuochi d’artificio sul fiume Elba previsti per la notte seguente.

Per le avverse condizioni meteo, ci copriamo con tutto quel che abbiamo e cominciamo a conoscere la parte più antica di Dresda (Altstadt), lasciando all’indomani, quando fortunatamente saremo graziati dal sole, la scoperta della parte nuova, che si rivelerà molto interessante.

A separare la parte nuova (Neuestadt) da quella antica, il fiume Elba, su cui si affaccia uno degli scenari più fotografati: la promenade, chiamata Brűlische Terrasse,  con i suoi ricchi palazzi e le torri svettanti, non a caso definita da Goethe “Il balcone d’Europa”.

Da vedere:

  • Zwinger: la scoperta più interessante della parte antica ma forse anche di tutta l’intera città è stato questo enorme complesso barocco. Abbiamo trascorso diverso tempo nei pressi dello Zwinger, percorrendone le mura esterne in buona parte circondate da fossati con tanto di cigni e papere galleggianti ma soprattutto il suo interno, composto da più palazzi, fiancheggiati da padiglioni e collegati da gallerie. Qui si trovano sei musei abbastanza eterogenei ed i favolosi giardini del Re, con fontane zampillanti, aiuole fiorite ed il gigantesco carrillon, costituito da campane di ceramica bianca posto sopra uno degli ingressi principali. Qui architettura e natura si fondono in un tutt’uno di grande effetto.

  • il Castello Residenziale Sassone (Residenzschloss) con la Nuova Volta Verde (Neues Grűne Gewölbe), si trovano vicino allo Zwinger.

  • il Teatro dell’Opera (Semperopera) elegante e austero.

  •  la Brűlische Terrasse,  dove molti musicisti di tutte le età improvvisano concerti di musica classica rendendo ancor più romantico questo scorcio di città.

  • la vasta Piazza del mercato vecchio (Altmarkt), circondata da centri commerciali e dalla KreuzKirche (detta anche Nikolaikirche), la chiesa protestante fra le più grandi di Sassonia. Interni sobri e ottima acustica per il suo famosissimo coro che qui si esibisce regolarmente.

  • Sull’Altmarkt si trova la Frauenkirche (Chiesa di Nostra Signora), il simbolo della ricostruzione di Dresda; dopo la distruzione avvenuta nel 1945, le sue rovine sono state conservate per anni sui banchi nel mezzo della piazza come monumento commemorativo di guerra. Dopo la riunificazione ha avuto inizio il progetto di ricostruzione, terminato nel 2005. Il suo altare è unico al mondo perchè frutto di una meticolosa giustapposizione di oltre 2000 frammenti di pietra.

 

Nella parte nuova siamo giunti attraversando il caratteristico Augustus Brűcke, dove è inevitabile sostare più volte per fotografare la Brűlische Terrasse. Da qui abbiamo camminato in un dedalo di stradine interessanti, con negozi e localini alla mano e dove si trovano anche la maggior parte delle sistemazioni economiche e degli ostelli di Dresda.

La vera scoperta è stato il Kunsthofpassage, una serie di cinque cortili progettati in maniera estrosa e bizzarra da diversi artisti ricorrendo a temi legati agli animali e alla natura in genere. Sembra impossibile che dietro un normale ingresso di una banale via, si apra questo strano luogo, con facciate coloratissime, locali (molti con menù bio-vegetariani) e negozi originali. Non è facile trovarlo, si entra da Alaunstrasse 70 oppure da Görlitzer Strasse 21.

Un’altra particolarità della Neustadt è la Pfunds Molkerei, oggi definita la latteria più bella del mondo (ed anche fra le più antiche). Tutto il negozio si snoda su più ambienti, dove si trovano anche tavolini per le consumazioni. L’interno è ricoperto di piastrelle coloratissime, decorate da diversi artisti di Dresda ed abbellito da sculture smaltate. Nel negozio è in vendita una vasta scelta di prodotti caseari, marmellate, miele in graziose confezioni anche se non proprio a buon mercato. Il personale chiede cortesemente di non fotografare.

Un poco fuori dalle rotte più turistiche incontriamo lo Yenidze, un grande edifico in stile arabeggiante, la cui cupola tondeggiante in vetro colorato ricorda una moschea. Il progetto, ispirato alla tomba dei califfi del Cairo, suscitò tanto scalpore all’epoca della sua costruzione, da determinare (in maniera esagerata) l’espulsione dell’architetto dall’associazione degli architetti di Sassonia. Oggi l’edificio ospita un centro culturale ed alcuni ristoranti che, posti agli ultimi piani, offrono una meravigliosa vista sulla città.

 

Come arrivare:

 

Dresda è facilmente raggiungibile in treno da Berlino e da Praga, città su cui è più facile arrivare con un volo diretto proveniente dall’Italia. Non mi risulta che ci siano al momento collegamenti aerei diretti verso Dresda da nessuna città italiana, mentre con uno più scali si può volare su Dresda con Lufthansa, Germanwings  (scalo a Colonia), AirBerlin ed anche Vuelig.

Noi siamo giunti a Dresda da Lipsia sfruttando il Länderticket della Deutsche Bahn (DB) al costo di 24 € per due (un’ora di viaggio). E’ un biglietto che per la stessa cifra consente di viaggiare fino a 5 persone, acquistandolo con anticipo, anche on-line, si può risparmiare (due settimane prima costava, infatti, 19 €).

 

Alloggio a Dresda

 

  • Etap Hotel Dresden City, Wilsdruffer St.25, 49 € in solo pernottamento durante la settimana, 59 € il fine settimana. Prenotato direttamente dal sito dell’Hotel. I prezzi degli alberghi a Dresda sono abbastanza elevati rispetto alle altre città della Germania ed ho faticato un po’ a trovare una sistemazione economica. L’Etap è un budget hotel della catena Ibis, situato all’interno di un grande centro commerciale, in posizione strategica per la vicinanza ai siti di maggiore interesse. La stanza sembra una navicella spaziale, solo il wc è racchiuso dalle pareti, mentre la doccia (a vista) ed il lavandino si trovano in camera. Tutto è molto pulito e funzionale ad eccezione delle prese che non caricavano le nostre batterie.

 

Cibo a Dresda:

 

  • Soup cafè: un localino moderno e particolare, vicino alla stazione centrale, specializzato in zuppe che considerando la temperatura esterna ci sarebbero state proprio bene. Peccato avere inconsapevolmente scelto l’unica servita fredda.
  • Caffè Ristorante Pfunds, Bautzner Strasse 79. E’ il ristorante della famosa latteria descritta più sopra. Il menù offre molti piatti contenenti prodotti caseari in un ambiente gradevole e rilassante.
  • Gänsedieb an der Kreuzkirche, Weisse Grasse 1. Locale molto frequentato dai turisti, cibo senza lode e senza infamia, birra bavarese Paulaner (!) e servizio cortese.
  • BrennNessel, Schűtzengasse 18. Viene definito il miglior ristorante vegetariano della città, abbiamo cercato di andarci almeno due volte, trovandolo sempre pieno  pur essendo in zona abbastanza defilata rispetto al centro. Ciò ci ha indotto a pensare che qui si mangi davvero bene anche se non abbiamo avuto la fortuna di provarlo personalmente. Dalla nostra esperienza posso suggerire che è meglio prenotare.

In conclusione:

 

Dresda è un luogo magico che non può non impressionare chiunque si trovi a passare di qui. Impressiona per la ricchezza del suo barocco che insieme alla natura circostante dipinge scenari  caratteristici della vecchia Europa.

Una città che mostra strati su strati di arte e storia pazientemente ricostruiti in  un’atmosfera ammaliante ed elegante e che offre anche possibilità di svago e di socializzazione. Certo non ha l’apertura mentale e nemmeno lo spirito filantropico di Berlino. Inoltre l’accento sassone rende il tedesco di qua parecchio ostico agli stranieri, ma le occasioni di divertimento non mancano. Nella Altstadt si trovano molti locali dove tirare le ore piccole, animati dai numerosi giovani che qui si recano per studiare nell’università o nel famoso conservatorio i Dresda.

Chissà se sono gli stessi ragazzi, di una bravura commovente, che di giorno si esibiscono suonando il violino sulla Brűlische Terrasse? Poco importa, i giovani di Dresda in genere incarnano bene la doppia anima della città, colta di giorno e divertente la notte.

 

F&M

Pin It

Ci sono 3 commenti su “L’incantevole eleganza di Dresda

Lascia un commento

Commenta con Facebook