Perù: Diario di viaggio con un magico andino

Ciao! Vi propongo questo diario di viaggio scritto da due amiche che hanno viaggiato assieme a me in Perù lo scorso anno.
Gabriele
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Perù: diario di viaggio con un magico andino

7 Agosto 03 Il giorno fatidico è arrivato. Dopo due lunghi mesi di sogni ad occhi aperti, finalmente si parte! Il volo verso Lima è davvero interminabile, ma il pensiero che presto vedremo il lago Titicaca, il Machu Picchu, Arequipa, Cuzco e altre meraviglie, ci aiuta a sopportare la noia e la stanchezza di oltre 14 ore di volo. Ore 17.oo (ora locale) comincia la fase di atterraggio, non stiamo più nella pelle: siamo finalmente in Perù! Come promesso, Gabriele, è ad attenderci in aeroporto. Ci trasferiamo all’hotel e facciamo un piccolo incontro con tutto il gruppo Magie delle Ande: siamo in 20, (più Gabriele).

8 Agosto 03 Lima. Il primo contatto con la realtà peruviana è scioccante; la città è caotica e la ricchezza si mischia tranquillamente con una povertà evidente. Ai margini dei quartieri ricchi è tutto un susseguirsi di baracche con il tetto di lamiera e per le strade non asfaltate gira una moltitudine di cani. Siamo in inverno e tutto è avvolto dalla garùa, una sottile nebbia. Cristina ed io ci chiediamo se era questo il Perù che volevamo vedere……………………………. Nel pomeriggio arriviamo a Paracas e, dopo aver visitato il Parco Nazionale e fatta una rilassante passeggiata in riva all’oceano che ci toglie un po’ di stanchezza e ci mette di buon umore, ci dirigiamo al nostro hotel. Alla sera Gabriele racconta la visita fatta domenica 27 luglio nel carcere di massima sicurezza di Canto Grande dove sono detenuti gli appartenenti al MRTA (Movimiento Revolucionario Tupac Amaru) e davanti a noi si apre un mondo sconosciuto ma molto affascinante.

09 Agosto 03 ore 7,30 della mattina. Al molo di Paracas ci attende un motoscafo per un’escursione alle isole Ballestas. L’esperienza è indescrivibile: il primo incontro è con un gruppo di delfini che nuotano a poca distanza da noi. Tutti gli isolotti sono popolati da foche, leoni marini e pinguini, oltre ad innumerevoli esemplari di uccelli. La “musica” prodotta da questi animali giunge chiara alle nostre orecchie anche se la barca rimane abbastanza lontana dalla riva. Proseguiamo per Nazca, lungo la strada Panamericana che corre tra i paesaggi della pampa desertica; con un piccolo aereo facciamo il sorvolo delle famose “linee”. La giornata à splendida e lo spettacolo di questo paesaggio visto dall’alto è stupendo. Durante la visita nella zona degli acquedotti incaici, incontriamo una scolaresca peruviana. Cristina, essendo un’insegnante, familiarizza subito con i ragazzi. I loro volti sono meravigliosi e gli occhi pieni di gioia. Alla sera, al ristorante, conosciamo Caterina, anche lei fa parte di Magia delle Ande. Racconta la sua esperienza in questo paese ed il nostro interesse aumenta sempre di più.

10-11 Agosto 03 Siamo dirette ad Arequipa e ci attendono 560 Km in pullman; Gabriele approfitta per raccontarci con dovizia di particolari la storia del Perù soffermandosi soprattutto sul periodo incaico e quello della invasione spagnola. Finalmente ad Arequipa! La “città bianca” come la chiamano i peruviani per i suoi monumenti e palazzi coloniali costruiti con una pietra vulcanica di colore chiaro. Siamo a 2360 m. di altitudine, il clima è primaverile ed è molto rilassante passeggiare per le vie di questa bellissima città (e magari….. perdersi……!!), visitare il Monastero di Santa Catalina e le belle chiese barocche. In Plaza de Armas, seduti su una panchina, notiamo quattro anziani, le donne indossano i vestiti tradizionali e noi rimaniamo affascinate da tutti questi colori così sgargianti. I loro visi rugati con la pelle bruciata dal sole, esprimono una grande serenità. Da questa splendida piazza ammiriamo in lontananza il vulcano El Misti che con la sua vetta (5822 m.) si erge maestosamente dietro i monumenti. Tutto questo ci fa sentire finalmente in Perù. A fine serata, grazie a Gabriele, riusciamo ad intrufolarci in una festa di ragazzi universitari provenienti da diversi paesi dell’America Latina. L’accoglienza è semplicemente sorprendente e, tra canzoni e pisco sour (più di uno…), arriva a malincuore l’ora di andare a dormire.

12 Agosto 03 Il soroche ci attende. Si parte per la valle del Colca e lungo il percorso attraversiamo un immenso altopiano circondato da vulcani dove pascolano indisturbati branchi di alpaca e lama. Siamo ormai in alta quota (5000 m. circa) e qui cominciano i primi problemi con l’altitudine. Cristina arriva a chiedersi: “………ma cosa sono venuta a fare in Perù?……..” …………io ho la testa che scoppia………………………………………………………. In poco tempo il pulmino si trasforma in una piccola infermeria dove Liz (la nostra guida per questa zona) si prodiga con i suoi massaggi miracolosi, Carlos, il nostro accompagnatore, è pronto con la mini- bombola dell’ossigeno, mentre Gabriele raccomanda a tutti di muoversi molto lentamente, di non fumare (….noi….) di bere solo acqua (….noi…..). Fortunatamente tutto passa in poco tempo e alla sera, nel lodge di Chivay dopo svariate tazze di mate de coca, gran parte di noi va a letto con la borsa dell’acqua calda per la temperatura non troppo………… estiva!

13 Agosto 03 Sveglia ore 5,oo e partenza ore 6,oo per la Valle del Colca dove ci aspetta il volo del condor. Dopo un percorso su strada sterrata in salita con sobbalzi annessi, alle 7,30 arriviamo alla meta. Anche qui lo spettacolo è sublime: la spaccatura tracciata dal fiume Colca ci lascia incantate. Dal punto denominato “Cruz del Condor” lo sguardo spazia sull’impressionante solco. Le pareti del canyon raggiungono la profondità di 1200 m. e……. forse premiate per aver superato brillantemente il soroche ed aver sopportato una levataccia, riusciamo finalmente a cogliere a pochi metri di distanza da noi il volo maestoso del condor. Gli eleganti volteggi fatti con fuggente rapidità confermano ai nostri occhi la bellezza di questo magnifico uccello, simbolo andino della libertà.

14 Agosto 03 Siamo a Puno e ci stiamo imbarcando per la gita sul lago Titicaca un vero e proprio “mare “ a 3812 m. di altitudine; Quanto abbiamo sognato questo momento! Con il tempo siamo proprio fortunate: anche oggi splende il sole ed il cielo è terso. Dopo un’ora di navigazione da Puno, raggiungiamo le “Isole Galleggianti” degli Uros (nella lingua aymara significa “indomiti” perché si rifiutavano di toccare la terra fema) facciamo un giro con una balsa la tipica imbarcazione realizzata con le canne di totora. Parliamo con la traghettatrice che ci racconta di avere 35 anni, di essere sposata e di avere 3 figli. Prima di salutarci ci chiede in regalo un paio di calze perché ha freddo ai piedi. Addosso non ha né scarpe né calze. A distanza di giorni ripenso spesso a questa donna…… La nostra navigazione prosegue per l’isola di Taquile. Facciamo una bella camminata e arriviamo sulla sommità dell’isola a 4100 m.. Qui troviamo una comunità che vive in case di pietra con i tetti in paglia dove manca acqua e luce; la piazza è un via vai uomini e donne con abiti colorati. Ci incuriosiscono alcuni uomini in costume intenti a lavorare all’uncinetto e a maglia. Ci guardiamo intorno e ci rendiamo conto che qui regna una tranquillità fuori dal normale, siamo capitate in luogo incantato, dove il tempo si è fermato.

15-16 Agosto 03 Arrivo alla città di Cuzco , città andina capitale dell’impero Inca e……….città di Carlos, il nostro simpatico accompagnatore peruviano. Dopo una breve sosta in albergo, cominciamo a gironzolare per le vie della città e abbiamo subito l’impressione di trovarci in un posto visitato da moli turisti: infatti veniamo continuamente affiancate da bambini che insistentemente cercano di venderci qualcosa o ci chiedono di pulirci le scarpe: Viene spontaneo chiederci se è questo che porta il turismo. Decidiamo di regalarci un pisco sour su una bella balconata affacciata su Plaza de Armas. Siamo fortunate perché riusciamo ad assistere alla processione in onore della Madonna. Terminata la processione inizia una festa popolare con musiche e danze tipiche peruviane. Tutto è molto coinvolgente. Passiamo una bellissima serata in un locale caratteristico dove suonano dei musicisti peruviani gli “Arco Iris” che ci fanno ascoltare musiche e canzoni semplicemente splendide. Ci diamo la buona notte con un altro pisco e……..un mate de coca…… Il giorno successivo, Gino, la nostra guida (per la città di Cuzco) ci porta a visitare il tempio di Coricancha “Tempio del Sole”, il pittoresco quartiere di San Blas e la Cattedrale (all’uscita riusciamo a prenderci anche un po’ di pioggia ………l’unica in 16 giorni) Cuzco è sicuramente la città più antica del Sud America ed i suoi reperti archeologici lo confermano.

17 Agosto 2003 Oggi siamo dirette a Chinchero per visitare il mercato settimanale. Il villaggio è situato a 3760 m. di altitudine ed il suo nome significa “arcobaleno” . Infatti intorno a noi vediamo un arcobaleno di colori veramente originale. La gente è vestita con costumi coloratissimi e l’artigianato esposto è molto caratteristico. Mi colpiscono i modi gentili di che ogni venditore ha nell’offrire la propria merce. In questo mercato di origini antichissime, il commercio tra i locali avviene ancora attraverso il baratto. Grazie alla mediazione di Gabriele visitiamo una casa del villaggio. Ad accoglierci c’è Nic, un ragazzo di 16 anni. Entriamo in cucina: pavimento in terra battuta, un tavolo, qualche sedia e alcuni porcellini d’India (cuy) che scorrazzano sul pavimento. Di certo l’insieme non è lussuoso, ma Nic lo mostra con dignità. Ecco, questa è sicuramente una prerogativa del popolo peruviano. Proseguiamo per Maras dove andremo a visitare le Salinas di costruzione incaica. Il paesaggio che si presenta davanti ai nostri occhi è spettacolare: ci sono infatti centinaia di vasche dalle quali gli abitanti della zona estraggono il sale. Il bianco abbagliante del sale crea un contrasto con l’ocra della terra di notevole bellezza. Dopo una camminata di circa un’ora lungo un sentiero che costeggia le Salinas, arriviamo al fiume sacro per gli Incas il Rio del Sole chiamato oggi “Urubamba”, che è un affluente del Rio delle Amazzoni. Nel pomeriggio visitiamo il complesso archeologico di Ollantaytambo ultimo baluardo usato dagli Incas contro gli spagnoli. Per raggiungere la sommità di questa fortezza (mai portata a termine a causa degli invasori) si devono salire circa 200 gradini alquanto sconnessi. Sulla sommità della fortezza fantastichiamo….. e per un po’ ci sembra di veder spuntare, da un momento all’altro, un guerriero inca nei suoi costumi tradizionali.

18 Agosto 03 Ore 9 partenza con il Treno delle Ande che ci condurrà a Machu Picchu città perduta degli Incas. Il percorso di un’ora e mezza si snoda lungo la valle dell’Urubamba tra gole spettacolari rivestite di fitta vegetazione tropicale. Cristina ed Io facciamo tutto il viaggio con la testa fuori dal finestrino; il paesaggio è davvero fantastico. Arriviamo alla stazione di Aguas Calientes e proseguiamo in pulmino fino al sito archeologico tanto atteso. L’emozione è grande e non è facile esprimere con le parole la nostra meraviglia. Guardiamo dall’alto le strade, le scalinate, i templi ancora ben conservati e ci rendiamo conto della bellezza di questa città. Scendiamo e visitiamo questo luogo avvolto ancora da tanti interrogativi; giriamo per ore tra i labirinti e quello che rimane delle case e dei templi. Purtroppo a pomeriggio inoltrato riprendiamo il treno per il ritorno. Scendiamo dal treno immerse in un buio pesto ma alzati gli occhi ci troviamo davanti lo spettacolo del cielo andino;la quantità di stelle e la loro lucentezza ci fa rimanere estasiate, vorremmo poter rimanere immobili ad osservare tanta bellezza ma dal pullman ci chiamano e a malincuore lasciamo questo spettacolo celeste. Prima di rientrare in albergo facciamo visita ad uno scultore peruviano “Pablo Seminario” dove ammiriamo la tecnica e i disegni delle antiche culture del Perù.

19 Agosto 03 Pisac e il suo mercato. Dopo un breve percorso in pullman siamo a Pisac Qui facciamo una bella passeggiata lungo un sentiero pedonale che ci permette di raggiungere i resti di una città fortificata; dall’alto godiamo di un bellissimo panorama sulla valle dell’Urubamba. Successivamente andiamo a visitare il mercato che è tutto un mescolarsi di uomini e donne con i banchetti stracarichi di merce da vendere; oltre ai veri prodotti dell’artigianato ci sono i contadini che vendono mais, patate, ortaggi vari frutta e cereali. Ci attraggono i volti di queste persone, i loro vestiti dai colori sgargianti, i loro cappelli, le lunghe trecce nere delle donne andine. Tra la gente del mercato si sente parlare una lingua diversa dallo spagnolo, Gabriele ci spiega che questo è “il quequa” la lingua degli Incas. Nel pomeriggio con Gabriele, Adriano, Carlos, Cristina, Franco, Marina e Urbano, grazie alla generosità di tutto il gruppo, andiamo ad acquistare materiale scolastico e magliette da regalare ,domani, a venticinque bambini iscritti ad una scuola speciale e ad un numero imprecisato di alunni di una scuola elementare. Queste scuole sono a Huaro, piccolo villaggio vicino a Cuzco.

20 Agosto 03 Sicuramente la nostra visita a Huaro non passa inosservata. Tutto il villaggio sa del nostro arrivo e sono in molti ad attenderci. Il primo incontro è con il sindaco, Juan Carlos, che ci fa visitare un piccolo museo. Poi l’incontro con uno sciamano invitato dal sindaco proprio per noi. Sicuramente non conoscendo bene le usanze religiose e mediche di questo popolo rimaniamo un po’ perplessi di fronte ai riti di quest’uomo vestito in maniera suggestiva e con un mantello coloratissimo. Come segno di grande ospitalità inizia un rito propiziatorio, e noi riuniti in silenzio attorno a lui, ci sentiamo stranamente coinvolti. Finita questa “cerimonia” visitiamo le scuole. La prima è quella speciale. L’impatto è davvero forte: un edificio cadente che una volta ospitava la scuola elementare e che è stato recuperato grazie alla grande sensibilità di Juan Carlos, il sindaco. I bambini sono ospitati in un’unica stanza arredata con alcuni banchi e alle pareti sono appesi dei cartelloni didattici. Subito ci rendiamo conto che qui c’è molto meno di ciò che si può chiamare ”essenziale”, e ci prende una grande tristezza. Il momento della consegna delle magliette e del materiale scolastico è davvero toccante: i bambini si accalcano attorno ad Antonella, Rebecca e Carlotta per paura di non riuscire a prendere qualcosa e poi con un’eccitazione incredibile cominciano ad estrarre il contenuto e osservarlo. Cristina assiste seduta in un angolo………….io tento di filmare i loro volti……….ma entrambe non riusciamo a trattenere le lacrime. Dopo il pranzo offerto con grande spontaneità dalla comunità, i ragazzi più grandi con i loro costumi tradizionali si esibiscono in alcune danze locali. La giornata, veramente emozionante, finisce con la speranza e la promessa di rivederci…………un giorno…………………

21 Agosto 03 E’ il giorno della malinconia. Dopo il volo che da Cuzco porta a Lima, la mattinata è dedicata alla visita della città. Siamo un po’ stanche e seguiamo la nostra guida molto passivamente. Visitiamo il museo Nazionale di Archeologia e Antropologia, la Cattedrale con la tomba di Pizarro (!!), la bella Chiesa di San Francesco e poi andiamo a pranzo in un ristorante in riva all’oceano. La giornata è grigia e umida. Dopo una sosta al mercato, inizia il trasferimento verso l’aeroporto. Sono le 20,05 inizia la fase di decollo; 20,10 siamo già in volo. Vediamo Lima dall’alto tutta illuminata. Stiamo per allontanarci da un qualcosa che in poco tempo ci è diventato molto caro; chiudiamo gli occhi ed entrambe pensiamo che sicuramente un giorno ritorneremo.
Rosy e Cristina

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