Un salto veloce (ma sorprendente) a Cracovia!

Cracovia è una delle più grandi e importanti città della Polonia e, neanche a dirlo, una delle più belle! Non a caso il suo centro storico, scampato ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è entrato a far parte del patrimonio dell’UNESCO già dal 1978.

Con quel suo leggero sapore di paese dell’est (ma giusto accennato in quanto sembra più una città dell’Europa Occidentale), la sua bella manciata di monumenti dal fascino notevole (come, per esempio, la chiesa di Santa Maria e il castello del Wawel), la vicinanza ad altre attrazioni certamente interessanti dal punto di vista turistico (Wieliczka e Auschwitz), l’invitante gamma di piatti tradizionali e di ristoranti innovativi, il conveniente valore del cambio (l’euro non è ancora arrivato), la sorprendente cortesia e ospitalità dei suoi abitanti e l’efficienza dei servizi…  Cracovia è una città che non mancherà di meravigliarvi!

Il mio viaggio è stato davvero molto breve, una toccata e fuga di due giorni. Ma ritengo siano sufficienti per una buona visita della città (seppur non approfondita) che, tutto sommato, è piccola e a misura d’uomo. Se avete poco tempo a disposizione, tenete presente che la città si può visitare anche in un solo giorno. I dintorni sono però davvero accattivanti e offrono molte possibili attrattive come le miniere di sale di Wieliczka, le escursioni sui monti poco lontani dalla città e una visita riflessiva al campo di concentramento di Auschwitz. Cercate, quindi, di fermarvi qualche giorno di più!

Nel mio racconto ho riportato alcune informazioni su costi e orari di visita dei monumenti ma, prima di partire, vi conviene effettuare un controllo su internet.

Vi lascio adesso al mio diario di viaggio!

 

 

PRIMO GIORNO (giovedì 23 maggio)

Atterriamo in terra polacca verso le ore 23.15 dopo un affollato e turbolento viaggio sul volo Ryanair con partenza da Bergamo (prenotato 3 settimane prima al prezzo andata/ritorno di circa 50€ a persona). L’aeroporto di Balice (www.krakowairport.pl) dista circa 10 km dalla città di Cracovia che è comodamente raggiungibile sia mediante i bus della linea locale e sia tramite la linea ferroviaria. Dato l’orario tardo di arrivo, pur essendo disponibili alcuni bus notturni, preferiamo prendere un taxi che, in circa 20-30 minuti, ci conduce comodamente al nostro hotel. L’efficienza di tale servizio è incredibile: appena usciti dall’aeroporto veniamo indirizzati verso un taxi che, in pochi secondi, parcheggia dinnanzi a noi, ci aiuta a caricare le valigie e, prima di partire, ci informa sul prezzo della tratta (89 zloty). Siamo rimasti impressionati dall’efficienza, dalla qualità del servizio (auto pulita e conducente in divisa con tanto di giacca e cravatta) e dalla cortesia.

Come consigliato on-line da alcuni viaggiatori, abbiamo convertito solo pochi euro in zloty presso i cambiavalute dell’aeroporto per via della loro poca convenienza. Una volta ottenuta la quota necessaria per raggiungere la città potrete cambiare i vostri soldi in una delle numerose postazioni che potrete trovare nel centro storico. Ricordatevi che, in Polonia, gli euro non vengono di norma accettati e che non è possibile effettuare la conversione direttamente in Italia.

L’hotel Columbus (www.hotelcolumbus.pl), nel quale siamo alloggiati, è una bella struttura di 3 stelle recentemente rinnovata e con ottime recensioni (vincitore dei premi Travellers’Choice 2013). Abbiamo speso circa 100€ a notte per una camera doppia/matrimoniale con colazione inclusa. Il prezzo non è bassissimo per lo standard polacco ma abbiamo fatto davvero fatica a trovare una struttura di medio/alto livello con camere libere nei pressi del centro storico (la prenotazione è stata fatta tramite Booking.com circa 3 settimane prima della partenza). La cortesia e la disponibilità del personale, la pulizia e l’arredamento delle camere e del bagno (recentemente rinnovati) e la colazione (anche se più che altro di tipo continentale) sono stati sicuramente oltre i normali servizi offerti da un hotel a 3 stelle. L’albergo si trova nei pressi del quartiere ebraico e, in circa 10-15 minuti è possibile raggiungere la piazza del Mercato Centrale (ancor meno per la collina del Wawel).

Sistemati nelle nostre camere, abbiamo voglia di bere qualcosa così decidiamo di uscire a fare due passi nel quartiere ebraico. E’ giovedì sera e, a mezzanotte, per le strade non c’è quasi nessuno e i bar ormai stanno spegnendo le luci e abbassando le saracinesche. Riusciamo a trovare un piccolo locale di giovani, senza particolari pretese, con tanti libri alle pareti e con un’aria di tempi passati. Prendiamo una birra e qualche succo di frutta (ci guardano perplessi) e brindiamo al compleanno di Giorgio!

 

SECONDO GIORNO (venerdì 24 maggio)

La mattina inizia con una piccola sorpresa per il festeggiato nella sala delle colazioni dell’hotel: infilziamo un’asciutta fetta di torta con alcune candeline e facciamo arrossire il povero Giorgio che, piuttosto imbarazzato, non riesce a fermare il coro spontaneo di un gruppo di turisti inglesi intento ad intonare “happy birthday”.

L’obiettivo principale della giornata è la visita delle miniere di sale di Wieliczka in cui il tour guidato in italiano inizia alle 13.10 (è l’unico in tutta la giornata). Per oggi, quindi, la visita della città ruota attorno a tale appuntamento.

 

 

Sotto un cielo triste ed uggioso che promette pioggia (ma che si limiterà ad una leggera e poco fastidiosa pioggerella) ci dirigiamo verso l’immensa e splendida piazza del Mercato Centrale, il cuore della città. Il colpo d’occhio è sicuramente d’effetto anche se, su tutti gli edifici affacciati sulla piazza, svetta la rigorosa ed affascinante facciata della chiesa di Santa Maria (orario visite dalle 11.30 alle 18; costo 10zl;www.mariacki.com). Ci dirigiamo subito al riparo delle sue possenti mura e scopriamo un incantevole interno gotico in cui l’oro sembra voler prevalere sul blu intenso del soffitto stellato e sul rosso della pietra utilizzata per le pareti. C’è poco da fare, la bocca rimane spalancata mentre gli occhi si soffermano su questo e quel particolare. Ci dirigiamo verso la splendida e fastosa pala dell’altare maggiore quando ci viene ordinato, in rigoroso polacco, di uscire dalla chiesa. Poco dopo, nella piazza arriva un corteo militare che, dopo un’esibizione accompagnata dalla banda, entra in massa nell’edificio religioso. Ecco perché non avevamo pagato il biglietto di ingresso e ci hanno poi invitato ad uscire!

 

 

Allo scoccare dell’ora, dalla torre più alta della chiesa di Santa Maria, vediamo aprirsi una finestrella dalla quale esce poi una tromba. Viene suonata, per quattro volte (una ad ogni punto cardinale), il hejnal,  una melodia che pare venne suonata come segnale di allarme durante l’attacco dei tartari alla città avvenuto nel XIII secolo.

Proseguiamo l’esplorazione della piazza visitando la piccola e semplice chiesa di Santa Barbara, passeggiando attorno alla torre del Municipio (orario visite dalle 11.30 alle 18; costo 7zl) senza però salire dato il brutto tempo, curiosando tra le bancarelle stracolme di souvenir per turisti sotto il bel porticato interno del Mercato dei Tessuti e spiando all’interno della piccola e romanica chiesa di Sant’Adalberto, in mezzo alla piazza.

Poco distante, il Collegium Maius merita sicuramente una visita. Si tratta della sede dell’antica università di Cracovia dove è possibile visitare il medievale cortile interno (ingresso gratuito), ristrutturato in modo impeccabile (forse fin troppo!) verso fine ‘800. Su un lato del cortile si trova un grande orologio e, a determinati orari (mi pare alle 11 e 13), è possibile assistere allo spettacolo delle figure in movimento. E’ inoltre possibile visitare gli interni dell’università che, a quanto ho letto in alcune recensioni, dovrebbero essere molto interessanti. Noi purtroppo non avevamo tempo e, in ogni caso, abbiamo avuto qualche difficoltà a reperire informazioni sugli orari di visita in italiano dato che il sito internet è esclusivamente in polacco (www.mariacki.com). Proseguendo per 50 metri sulla stessa via è possibile ammirare i barocchi interni della chiesa di Sant’Anna.

Ci dirigiamo a nord del centro, in direzione della stazione dei treni e delle autolinee, percorrendo via Floriańska, contornata da antichi palazzi e numerosi negozi di ogni genere.

In fondo ad essa si erge l’imponente torre di San Floriano che attraversiamo accompagnati da alcuni allegri motivetti suonati da due improbabili individui in abiti tradizionali. Subito oltre ci imbattiamo nel medievale e circolare edificio del Barbacane (orario visite dalle 10.30 alle 18; costo 8zl), un avamposto militare che, insieme alle mura, faceva parte del sistema difensivo della città prima che queste venissero quasi completamente rimosse durante il periodo di dominazione austriaca per far posto ad un bel parco ricco di vegetazione, statue e fontane.

Addentati alcuni pretzel (ne vendono ovunque agli angoli delle strade), ci avventuriamo nel mega complesso della stazione Dworzec Główny e cerchiamo di orientarci tra binari, sottopassaggi e il grande centro commerciale. Sta di fatto che non riusciamo a trovare i minibus diretti a Wieliczka così torniamo parzialmente sui nostri passi e prendiamo il pullman di linea n. 304 (costo andata/ritorno 4 zloty; biglietti acquistabili o alle macchinette della pensilina o direttamente sul bus; partenze ogni 20 minuti da via Kurniki nei pressi del centro commerciale Galeria Krakowska; www.mpk.krakow.pl) che, in circa 30-40 minuti, ci conduce proprio davanti all’ingresso principale delle famose miniere di sale. Attenti che le fermate del bus a Wieliczka sono numerose e non dovete scendere alla prima! Mi pare fosse la terza o la quarta… comunque chiedete informazioni ai pendolari locali che sono disponibilissimi e, anche se non parlano la vostra lingua, sanno già dove state andando e vi daranno volentieri una mano!

Come dicevo poco fa, la visita guidata in italiano è solamente alle 13.10 quindi organizzatevi per raggiungere il sito per tempo. Acquistiamo il ticket alla biglietteria (costo di 73 zloty per la visita guidata in italiano mentre, per quella in polacco, il prezzo è molto inferiore; www.wieliczka-saltmine.com) e attendiamo con ansia di scendere sotto terra. L’organizzazione è davvero eccellente e, ad ogni turista, viene consegnata una radiolina che permette di sentire la voce della guida anche se distante. La visita è davvero interessante e, nell’arco delle 2.30 ore, permette di percorrere 2.5 km di gallerie, rigorosamente scolpite nel sale, e di scendere fino a 135 m di profondità. Lungo il percorso ci si imbatte in sculture di sale, antiche strutture di sostegno risalenti addirittura al XVII secolo, ricostruzioni del lavoro svolto in miniera, la splendida e sorprendente cappella di santa Kinga con le sue statue e i suoi fini bassorilievi scolpiti nel sale, negozi di souvenir, un paio di laghi artificiali, un ristorante …. insomma un vero e proprio mondo sotto terra!

Al termine della visita delle miniere vi è poi la possibilità di seguire la guida verso il museo della miniera, sempre nel sottosuolo, che richiede ancora circa un’ora di visita. Per mancanza di tempo non abbiamo proseguito ma ho letto alcune recensioni e dovrebbe essere molto interessante.

Rientrati in città sempre con il bus di linea, gironzoliamo per il centro commerciale della stazione (i prezzi delle grandi catene sono identici a quelli in Italia) e per le vie del centro finché non rientriamo in hotel e ci prepariamo per la cena. Alla reception ci consigliano il vicinissimo ristorante Trezo (via Miodowa,33) e, data una rapida controllata su Tripadvisor.com dove ne vediamo delle ottime recensioni, decidiamo di fidarci e di accomodarci al tavolo. Il locale è molto carino ed elegante, il personale cortese, i piatti molto buoni e ben impiattati, il vino fresco e piacevole… e il tutto accompagnato da un duetto di violino e chitarra che suonavano rigorosamente dal vivo! Una cena favolosa che, tra l’altro, è costata davvero poco (17€ a persona per 3/4 portate ciascuno). Rallegrati un po’ dal vino e un po’ dalla piacevole sensazione di avere la pancia piena, facciamo due passi nel quartiere ebraico, che troviamo carino e molto movimentato, e ci fermiamo in un locale di una piccola piazza affollata di giovani per bere qualcosa.

 

TERZO GIORNO (venerdì 25 maggio)

Al risveglio constatiamo che siamo già arrivati all’ultimo giorno… in un mini viaggio arriva davvero troppo in fretta! Ma la giornata è ancora lunga e abbiamo un sacco di monumenti da visitare.

Depositate le valigie in hotel, dedichiamo la mattinata alla visita del castello di Wawel (www.wawel.krakow.pl).  Adagiato su una collinetta a ridosso del fiume, questo grande complesso edificato in periodi differenti (e lo si nota subito dal differente stile degli edifici) è davvero molto ampio e racchiude, al suo interno, numerose attrazioni, tra cui la cattedrale della città. Appena salita la collina, presso la ben segnalata biglietteria, acquistiamo i ticket per le singole visite. L’operazione è un po’ lunga e richiede qualche minuto perché, per ogni attrazione, è previsto un apposito biglietto e non vi sono dei pacchetti cumulativi.

Iniziamo la nostra esplorazione con le Camere di Stato (orario visite dalle 10 alle 17; costo 18zl) dove la visita è libera e permette di attraversare alcune belle stanze ricche di arazzi e quadri, tra i quali scorgiamo anche diversi pittori italiani di una certa fama (tra cui Botticelli). Calcolate circa 20 minuti per visitarla con calma. Successivamente, all’orario prefissato, ci presentiamo all’ingresso degli Appartamenti Reali Privati (orario visite dalle 10 alle 17; costo 25zl) e seguiamo la nostra guida (la visita guidata è obbligatoria) che, in inglese (la scelta è tra polacco e inglese), ci mostra le numerose sale del palazzo dove un tempo alloggiava la famiglia reale. In realtà si tratta di una ricostruzione storica in quanto, in seguito a saccheggiamenti ed altre disavventure, il palazzo è stato recuperato solo nel secolo precedente attraverso interventi massicci di ristrutturazione e riallestimento (i mobili sono si antichi ma provengono da vari paesi d’Europa). Diciamo che 50 minuti sono stati un po’ troppi dato il modesto interesse suscitato dagli appartamenti. Se avete poco tempo vi consiglio di visitare solamente le Camere di Stato che sono decisamente più belle ed interessanti.

Imperdibile, invece, il famoso quadro di Leonardo da Vinci raffigurante la Dama con l’ermellino che, in occasione della ristrutturazione del museo Czartoryski che solitamente lo espone, è visitabile presso una sala del castello. Per accedervi è necessario acquistare un apposito biglietto (orario visite dalle 10 alle 17; costo 25zl) che permette la sola visita di questo quadro. Il prezzo è un po’ altino (per lo standard) ma ne vale di certo la pena.

Per chi decidesse di non farsi sfuggire proprio nulla di ciò che il castello può offrire, può visitare anche il Tesoro della Corona e Armeria (orario visite dalle 10 alle 17; costo 18zl), il museo dedicato all’Arte Orientale (orario visite dalle 10 alle 17; costo 8zl), il Wawel Perduto (orario visite dalle 10 alle 17; costo 10zl) e la Torre Sandomierska (orario visite dalle 10 alle 18; costo 4zl).

Per la visita della cattedrale del Wawel dobbiamo attendere parecchio affinché la folla che riempiva la chiesa scemasse finalmente nel cortile esterno. Nell’attesa ci soffermiamo ad osservare le persone, molte delle quali abbigliate in abiti tradizionali, che chiacchierano sul sagrato. Un gruppetto di ragazzi, accerchiati da macchine fotografiche e cineprese, inizia perfino a suonare e cantare alcune canzoni tradizionali. Quando finalmente riusciamo ad entrare nella cattedrale (ingresso gratuito) la gran folla di turisti rende difficoltosa la visita così ci limitiamo ad osservare i ricchi ed opulenti interni senza purtroppo dedicarci all’ulteriore visita della campana di Sigismondo, delle Tombe Reali e del Museo che avrebbero richiesto molto tempo e tanta pazienza (orario visite dalle 9 alle 17; costo 12zl).

Scendiamo dalla collina tramite la torre circolare che conduce alla grotta del Drago (orario visite dalle 10 alle 18; costo 3zl), una grotta dove la leggenda vuole che si nascondesse il drago che infestava la città nei secoli passati. Non è nulla di sensazionale ma, dato il costo, non ci si può aspettare molto di più! All’uscita ci si ritrova nei giardini affacciati sul fiume dove una moderna scultura raffigurante il drago sputa fuoco sopra le teste dei passanti e dei turisti.

Per pranzo decidiamo di fermarci da Pod Wawelem (www.podwawelem.eu), ai piedi del castello, un locale che già il giorno prima aveva catturato la nostra attenzione e di cui ci avevano parlato bene anche alcuni amici che già erano stati a Cracovia. E’ un ristorante molto grande e molto caratteristico dove i camerieri sono in abiti tradizionali e i piatti sono veramente carichi di carne, crauti e patate. L’atmosfera è molto festosa e i prezzi buoni (circa 10-15€ a persona) e, se non temete per la vostra digestione, direi di non perderlo assolutamente!

Decisamente appesantiti (il mio stomaco proprio non voleva saperne di digerire salsicce, bacon e wurstel!), ripercorriamo via Grodzka e osserviamo il Collegium Iuridicum, la chiesa di S. Andrea e quella di S. Martino che si affacciano su di essa. Giusto per censirle tutte, deviamo leggermente e curiosiamo anche nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Raggiungiamo così l’immensa piazza del Mercato Centrale che, per l’occasione, ci si presenta inondata di luce e di gente. Sembra tutto un altro mondo rispetto al giorno precedente!

Ritentiamo la visita della splendida chiesa di Santa Maria ma, mente contempliamo il soffitto con il naso all’insù, un addetto ci sposta di lato e, sulle note di una marcia nuziale, la sposa ci passa accanto per raggiungere l’altare. Insomma è destino non riuscire vederla con calma. Ci mettiamo comunque poco tempo a consolarci: puntiamo verso un bar della piazza e ordiniamo caffè e un fettone di torta!

Rientrati in albergo, usufruiamo del transfer dell’hotel (90 zloty) e, in attesa del volo Ryanair che alle 19.40 ci riporterà a Bergamo, curiosiamo per l’aeroporto che, con nostra grande sorpresa, è davvero molto piccolo!

Il mini viaggio in terra polacca è giunto al termine e, attraversando le nuvole infuocate dalla luce del tramonto, ci ritroviamo a constatare che Cracovia è stata davvero una piacevole scoperta.

 

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