Giro del Mondo – report 04 -il mio Peru

Arequipa, 5 Maggio 2004

Dopo i vaneggiamenti di San Pedro sono andato praticamente direttamente in Peru’, a parte uno stop-over (di bus) a Iquique in Cile.
Andando verso Nord, quindi verso il caldo, e avvicinandomi sempre piu’ al mondo tropicale, ho potuto assaporare gli impercettibili cambiamenti che ti portano dal mondo industriale al mondo, appunto, tropicale.
Mi sono reso conto che l’esperienza e’ simile a quella che si prova in Asia passando dalla Cina alla Thailandia, e probabilmente simile a quella che si prova in qualsiasi parte del mondo.
Mentre percorri la strada verso il tropico, innumerevoli segni te lo confermano, segni dei quali non ti rendi spesso conto, cambiamenti talmente leggeri che ti scivolano addosso.
E così, senza quasi accorgertene, ecco che ti ritrovi in un ambiente tropicale e le priorita’ dell’uomo sono diverse.
Cominci a vedere cose che avevi dimenticato e dimentichi cose alle quali ti eri abituato: il personaggio che vende anguria tagliata a fette col suo carretto, il tipo che alla 10 di mattina si fa una pennichella sdraiato sotto un albero che sembra morto, la signora che vende il pane seduta per terra, i bus dove il bigliettaio grida continuamente il destino e cerca di accaparrare passeggeri, e un’infinita’ di altre cose che testimoniano un atteggiamento piu’ rilassato, disorganizzato, fatalistico.
Respiri la mancanza di fretta e ti rendi conto del miracolo che ne deriva: che il tempo e’ un amico che non sfugge ma che ti sta vicino.
E la poverta’: piu’ evidente, piu’ estrema, piu’ invadente, risultato anche di quell’atteggiamento e difficile da eliminare in quanto richiederebbe una rivoluzione soprattutto della mentalita’.

Il passaggio dal Cile al Peru’ in definitiva e’ il momento piu’ marcato del passaggio dall’industriale al tropicale e a chi dovesse fare l’esperienza suggerisco un’attenzione particolare a questo aspetto.

Il Peru’ e’ molto piu’ povero e mal gestito del Cile, gli indios sono ancora presenti in maniera visibile e cio’ rende il paese interessante.
C’e’ molta delinquenza e perfino i telefoni pubblici, pieni di monete, sono incatenati.
C’e’ pochissima fiducia nei politici, dediti in gran parte a rubare e a svendere il paese alle nazioni potenti.
La gente e’ simpatica e aperta.
Le spiagge non sono un granche’ perche’ l’acqua e’ fredda (c’e’ una corrente oceanica) tranne molto a nord e le spiagge piene di immondizia nonostante il peruviano ami la vita in spiaggia. Le spiagge di Lima per esempio potrebbero essere bellissime ma l’acqua e’ inquinata.
Le citta’, specialmente quelle piccoline, sono carine. Io sono stato a Ilo, turisti zero, e il paesino era gradevole.

Dopo Ilo sono andato direttamente al Nord, Chimbote, la citta’ piu’ puzzolente del mondo ma anche questa a turisti zero. Poi Chuanchao e Trujillio, un po’ di spiaggia e poi a Lima, dove avevo paura di andare perche’ tutti dicevano che era pericolosissima, ma essendomi piazzato in un quartiere ricco, Miraflores, mi sembrava di essere a Buenos Aires.

Cuzco, 9 Maggio 2004
Dopo qualche giorno ad Arequipa, la citta’ bianca, dove un sacco di case e mura sono fatte con la pietra lavica bianca del vulcano Mist, sono venuto a Cuzco o Cusco (un giorno si decideranno come si chiama).
Tutti, assolutamente tutti i peruviani, mi dicevano che era bellissima, ma per una volta devo dire che le aspettative sono state superate: e’ un posto davvero speciale.
Dato che non sono molto bravo in descrizioni lascero’ che siano le foto a parlare.
A livello feeling/atmosfera posso aggiungere che c’e’ qualcosa di particolare…sara’ che le montagne attorno sono verdi come quelle Heidi (pero’ al posto delle caprette che fanno ciao ci sono i lama che sputano), sara’ che in giro ci sono un sacco di indiani vestiti come indiani, sara’ il colore della luce o le mura costruite dagli Inca mescolate con l’architettura coloniale…sara’ quel che sara’ il posto e’, come dicono i giovani peruviani, “chevere” (trad: figo, cool, forte).
Sara’ ,infine, che ero in buona compagnia essendomi magistralmente inserito nel tessuto sociale ed essere uscito la sera con un gruppo di peruviani locali e di Lima, riuscendo così in una missione quasi impossibile in questa “gringo area” dove il 50% delle persone per strada sono turisti.

La notte e’ stata lunga e mi ha lasciato quella sensazione di vuoto energetico e completezza spirituale che solo una all-night-long puo’ dare.
Eravamo in sei e abbiamo iniziato in un bar chich-cool-modern con sgabelli dondolanti, tavoli rotondi e inquietanti segni inca sui muri, sorbendoci una bottiglia di whisky e red bull.
Dopo questo lieve riscaldamento, siamo passati ad una discoteca di musica latina, 50% gringos, dove ho conosciuto un tipo peruviano che parla italiano e vive in Svizzera. Era felicissimo di parlare italiano e far vedere agli amici quanto bravo era.
In effetti era bravo, tanto che mi stava ad insegnare modi di dire in piemontese, sardo e romano che io, figlio ingrato della nostra terra, non ho mai sentito.
A parte i dialetti, il contenuto era interessante ed e’ giusto che tutti possano compartire un po’ di questa conversazione, perche’ altrimenti qualcuno potrebbe illudersi di vivere in un mondo bello e sano:
Allora, abbiamo gia’ iniziato a parlare, lui mi guarda, vede che sono con dei ragazzi e delle ragazze, una di loro e’ piu’ vicina a me:
-“E’ la tua fregna?”, dice.
-“Come?”
-“La ragazza, e’ la tua fregna?”, sorride a bocca larga
-“Ehm..no, siamo tutti assieme”
Altro stacco:
-“Io sono spacciatore: coca, maria, exctasi”
Lo dice con un tale entusiasmo che sembra un bambino che ha ricevuto “ottimo” in pagella.
-“Ah…complimenti”, gli dico
-“Ma io sono sicuro, lavorano per me e io sono al sicuro”
-“Ah..”
-“guarda, vedi quello?”
Guardo e vedo un suo amico abbastanza alto e grosso per essere peruviano.
-“E’ un poliziotto, lavora con me”.
Il poliziotto si avvicina e gli dice qualcosa in gergo, probabilmente qualcosa tipo:
-“non gli dire troppo che seno’ dobbiamo eliminarlo”
Allora io dico a Riccardo:
-“Non mi dire troppo che poi mi dovete eliminare”
-“No, no non ti preoccupare, sono pulito”

Intanto si erano aggiunte altre amiche del gruppo, eravamo, credo fosse un caso, tutti vestiti di nero.
Glug, glug, intanto la birra continua a scendere (birre a 1,2 euro per la cronaca, vodka orange a 2,3 euro) e d’improvviso il gruppo decide di cambiare posto.
Scendiamo in strada, cinque minuti a piedi con gli spiriti degli inca che ci guardano probabilmente inca-zzati, ed eccoci in un posto con musica gringa/tecno/gispy-king e un sacco di salti impossibili tra un tipo di musica e l’altro.
A questo punto siamo tutti piu’ o meno cotti e inizio a vedere sciamani inca nascosti tra la folla immorale, per cui decido di sedermi e cercare di recuperare un po’ di buon senso.
Ding!! Suona il campanello virtuale del “live it cool” ed eccoci a cambiare posto ancora.
(Ahh.devo dire che per entrare non si paga da nessuna parte o quasi).

Entriamo in una discoteca, questa sara’ l’ultima, dove facciamo l’alba. Verso le sei andiamo a mangiarci dei sandwich. Siamo rimasti in 5 dei 9 che eravamo al top della serata, le facce sono abbastanza indecorose ed e’ bene che le nascondano dietro un panino.
Usciamo, e’ l’alba, il sole sta per spuntare e noi, i leoni della notte, decidiamo che il momento del giusto riposo e’ giunto.

Mentre camminiamo sotto i portici coloniali che sembra di essere a Bologna, incontro indovinate chi? I due britannici della terra del fuoco. Riporto qui un pezzo di report nel quale ne parlavo:

“…un nordirlandese che aveva capito tutto mi ha ordinato dell’acqua. A quell’ora era in vena di confidenze:
– Sai, sono piccolo, e l’unico modo per stare dietro agli altri a bere e buttar giu’ acqua.
Infatti ha funzionato e mi ha rimesso in sesto.”

Insomma due tipi che mi erano rimasti in mente perche’ positivi e simpatici. Ottimo, i locali se ne sono tutti tornati a Lima, e mi stavo pregustando una settimana all’insegna della natura con camminate e te’ di foglie di coca, adesso so che con quelle due spugne, purtroppo, non sara’ così

Cuzco, 10 maggio
Come ieri anche oggi mi sono messo al balcone del mio Hotel da vip, in piena Plaza des Armas, ad osservare il mondo. La mia postazione e’ ottima, vedo tutto e pochi mi vedono, per cui osservo senza influenzare, in pieno disaccordo con la teoria quantistica, e mi accorgo di una cosa che avevo dimenticato: quanto e’ bello osservare la gente.
Decido così di accendere il computer e descrivere, mentre ogni 5 minuti circa, scatto una foto dalla stessa posizione, per vedere l’effetto che fa’ il tramonto in divenire.

DALLA TERRAZZA SULLA PLAZA DES ARMAS DI CUSCO
Un giapponese con capelli lunghi e occhiali da sole parla con un peruviano e si allontana da lui gridando:
– “es mentira!” (balle)
il peruviano lo segue dicendo:
– “amigo, aspetta”
– “no, no xyxyxxxy (qui non sento piu’ cosa dice)
Poi si fermano e il giapponese gesticola ampiamente, ovviamente inca-zzato, mentre il peruviano lo guarda, poi se ne vanno assieme.
Sposto lo sguardo su di un poliziotto pluridecorato che parla con una signora e le due figlie, si fanno delle foto, parlano, ridono, restano li’ una mezz’ora e poi la signora se ne va con le figlie mentre il poliziotto si rimette a guardare in giro ovviamente felicissimo ed orgoglioso di indossare quella divisa.

Passa una ragazza bionda rasta, vestita da hippie a piedi nudi, fa freddo, per la cronaca. Ovviamente si sente osservata, evidentemente tutti la osservano. Passa e sparisce.

Intanto si fa sera, passa un centinaio di collegiali che attraversa la piazza come un gruppo di paperette blu.

Attorno alla piazza passano auto, quasi tutti taxi, in continuazione, sembra un carosello, nel centro camminano gringos e locali.
Adesso siamo in diretta…due ragazzine si siedono si di una panchina di fronte a me, e si mettono a parlare.
un turista scatta una foto appoggiato ad un lampione acceso.

Qualcuno, suppongo un vigile, fischia in continuazione, probabilmente inutilmente.
La fontana continua a zampillare, illuminata anche quella.

Tutte le panchine sono piene di persone che parlano e da un po’ non succede niente, forse perche’ scrivendo non guardo.
Ok, un attimo che guardo.

Ormai e’ scuro e il Cristo della collina e’ li bianco con le braccia aperte come a ricordare che ormai comanda lui e non piu’ gli dei della luna e del sole.

Un ragazzo con il pullover GAP tiene per mano la sua ragazza e le parla, adesso si baciano, adesso guardano entrambi verso la cattedrale, poi se ne vanno.

Una bambina gira la piazza vendendo cioccolata e abborda i turisti probabilmente con un’abile voce spezzacuore.

Il bus turistico a forma di tram passa per l’ennesima volta.

Ormai fa freddo, la sera si e’ affermata, il giorno e’ finito, pian piano si inizia a pensare alla cena e alla notte, forse stasera’ usciro’ a cercare i britannici o i due baschi che avevo conosciuto in Patagonia che ho ritrovato oggi durante il giro a cavallo.

Tremo dal freddo, chiudo.

SUPER TRIPLUCA

Cusco, 17 Maggio 2004
Nei giorni scorsi sono andato a Machu Picchu Ovvio, se uno viene a Cusco, poi va a Machu Picchu. La fregatura e’ che nonostante si trovi a circa tre ore di treno, devi sborsare almeno 100 dollari per visitare le antiche rovine degli inca.
Il trucco sta nel treno: non c’e’ una strada e il treno, per gli stranieri, costa minimo 60 $ andata e ritorno. Poi se vuoi spendere 300 U$ sei libero di farlo, esistono carrozze piene di americani e giapponesi maturi dove si godono il viaggio con tanto di banda musicale.
Il treno ti porta a Aguas Calientes, il villaggio piu’ vicino alle rovine. Da li’ il bus fino in cima costa 9 U$ a/r. , altra enormita’ se proporzionata al resto. L’entrata poi costa 20 U$.
Insomma, abbiamo il Machu Picchu, approfittiamone.

Adesso pero’ immaginatevi un tripluca sperduto nella piazza di Cusco dopo aver visitato varie agenzie e non essere sceso sotto i 100 U$ di preventivo.
Eccolo che va in una cabina del telefono, la chiude, fllasshhh un lampo di luce e ne esce trasformato con un mantello rosso con sopra scritto STL: SuperTripLuca. Ma cosa fa? Prende un taxi e sparisce.
SuperTripLuca e’ partito in missione speciale “Missione Machu Picchu per i poveri” ed ecco i risultati.
Bus da Cusco a Ollantaytambo = 1,2 euro
Treno da Ollantaytambo a Aguas Calientes = 12 U$
2 notti a Aguas Calientes = 10 euro
Bus per Machu Picchu = a piedi (2 ore)
Entrata a Machu Picchu = 20 U$
Treno da Aguas Calientes a Ollantaytambo = 12 U$
Bus da Ollantaytambo a Cuzco = 1,2 Euro

totale: una 50ina di euro, la meta’

Missione compiuta.

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Ok, a parte l’aspetto venale Machu Picchu e’ davvero spettacolare (vedere foto)
Per fare la salita mi sono mangiato delle foglie di coca miste a un pezzo di pietra di cenere salata (storia di far agire certi enzimi/alcalini ecc..) e, giuro, ho volato! Mi vedevo le gambe andare e sembrava non fossero le mie!
Avevo gia’ preso del te’ di coca o masticato delle foglie ma evidentemente non fanno un gran effetto se il tuo unico esercizio e’ battere i tasti.
Per i disinformati, vi informo: l’uso di foglie di coca non ha niente a che vedere con la cocaina, non e’ una droga, ma solo no stimolante, tipo il caffe’.

http://www.tripluca.com/gdm/report04.htm

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