Minitour all’LSD

La droga è una sostanza.
Sentirsi drogati è una sensazione..uno stato dell’animo e della psiche..

Mesi prima io e la mia ragazza abbiamo iniziato a pensare ad una meta più particolare e diversa dalle mete classiche del “turismo giovvvine”
Potevamo programmare un viaggio senza doverci preoccupare della sua età (finalmente maggiorenne!!!) e dei divieti familiari…
La scelta è caduta sulla Tunisia,e su un viaggio organizzato:
avevamo solo una settimana,non volevamo spendere troppo ( e prendere il solo biglietto aereo per Tunisi costa come il pacchetto intero!:-( ), ci piacciono il sole forte e fare un po’ gli alternativi.
Perchè sarebbe fare gli alternativi?Alla fine è una meta normale, ma per una coppia di 21 e 18 anni lo è meno, e per una coppia che sceglie di fare un mini tour al posto del solito “Super.mega-villaggio mare-con super piscine-animazione italiana siiimpaticissima” lo è ancora meno.

Scegliamo un pacchetto “2×1” dei “Viaggi del Turchese”,minitour verso il deserto e soggiorno balneare, un pacchetto che fanno sempre.
In verità ci sarebbe piaciuto prendere un pacchetto classico in un qualche hotel verso Sousse e girarci un po’ noi la Tunisia, ma vista la piccola differenza di prezzo, la comodità di non dover cercarsi i mezzi di trasporto, il risparmio conseguente di tempo e la conseguente possibilità di vedere più cose…beh, abbiamo scelto così!Costo:750 + spese di agenzia varie= 950 euro in due per una settimana. Spesa totale sui 1300, in due..
Forse,a saperlo, se avessimo prenotato in tempo saremmo potuti partire da Torino, con Carambola, a meno…ma oramai era tardi..
Ci siamo armati di guida (la Rough, e non la Lonely, principalmente perché era meno colorata ma più spessa, quindi più notizie..) che è stato il mezzo più semplice per capire cosa c’era da vedere e da fare, e come sarebbe stato l’ambiente, e di medicinali…
Il pacchetto era: miniTour con visita: El Jem,Gabès,MatMata Douz – Chott-El-Jerid,Tozeur,Gafsa – Sbeitla,Kairouan in tre giorni, e infine soggiorno mare: tutto in alberghi 4-5 stelle pensione completa senza bevande per il tour, e albergo in pensione completa 4 stelle per il mare,ma con formula roulette.
Aerei da Malpensa, volo charter: un panino e bibita per cena, tutto qui, niente di che.
La moneta è il dinaro, dieci euro sono 17 dinari e qualcosa.
L’ora è la stessa, solo in inverno loro non adottano l’ora legale ma mantengono quella solare.
Un viaggio non allucinante, ma in qualche modo allucinato, mai completamente a fuoco, mai definito..

03/09/07
Siamo partiti da Malpensa, naturalmente in ritardo, dopo aver messo già a dura prova i miei nervi molto sensibili:
– ma è possibile non riuscire a segnalare come si deve l’aeroporto dall’autostrada?
-ma è possibile che il percorso suggerito da via michelin non esistesse ancora?(l’autostrada è un cantiere unico,credo stiano facendo inoltre nuovi svincoli e tangenziali o simili..)
– ma è possibile che mi sia di nuovo perso?o sono queste strade che girano senza un senso preciso e si imbucano in paesini sperduti?
-ma dove c***o è il parcheggio convenzionato?
-ma dove sono le donnine dell’agenzia che ci devono dare i biglietti?
-ma come fa l’aereo a partire alle 21.45 se alle 21.00 siamo ancora tutti in coda a fare il check-in, e dopo dobbiamo fare la coda per il metal detector e quella per il controllo documenti?

Cioè..già si delira, più allucinante che allucinato, ma pazienza…
Arriviamo a Monastir alle 23 passate, l’aria mi colpisce con forza i sensi:
L’odore, il SAPORE, mi assalgono. Sento “puzza!!!” Puzza di umido, di sabbia, di un altro ambiente.
Premetto che più lontano dell’Olanda e di Praga non sono mai andato, ma è stata una sensazione non piacevole, sicuramente. Di aria malsana, o comunque non la Mia.
Ma non c’era tempo di pensarci…allora via a prendere i bagagli, poi a salire su un pullman con destinazione ignota per noi scemi che andavamo a fare il tour.
Riusciamo a capire che ci porteranno fino ad Hammamet.
Il viaggio dura quasi altre due ore, Giulia cerca di dormire,io sono troppo elettrizzato per chiudere gli occhi. Sbircio dai vetri nell’oscurità, per scorgere le case, le strade, questo nuovo mondo..mi sento drogato, ho voglia di vivere questa nuova esperienza.
Arriviamo all’hotel, senza essere neanche sicuri che fosse quello giusto per noi (avevamo formula Roulette 4 stelle per gli hotel al mare). Hammamet Serail…
Ci danno una camera spersa, triste e brutta, senza balcone e con una finestra con persiana non apribile.
Chiedo dell’acqua: Non è possibile averne, devo andare a comprarla fuori. Chiedo di scambiare i soldi: Non è possibile è troppo tardi. Dopo aver rotto le p***e a questo gentilissimo personaggio dalle occhiaie nere e dalla sigaretta sempre accesa, mi scambia 5 euro e manda un ragazzo a prendermi due bottiglie d’acqua alla modica cifra di 5 dinari (3,5 euro circa,che per noi non è neanche tanto,ma lì..).
Finalmente,alle 4 del mattino possiamo..ehm..dormire e bere, ma anche l’acqua ha quel sapore, quell’odore, puzza cavolo!!!Ma mi adatto,però un po’ inizio a preoccuparmi..

04/09/07
La sveglia è alle cinque e mezza, come all’incirca per i prossimi tre giorni.Da infarto.
Senza aver quasi chiuso occhio arriva un pullman a prenderci,dopo aver mangiato solo un uovo che mi sembrava fosse l’unica cosa decente.
Non è stata una buona idea.
Io soffro il pullman.
Mi maledico, e intanto soffro…
La guida è un tunisino, assomiglia a Freddy Mercuri più scuro, sembra simpatico, il nome non lo ricordo, Abdel, qualcosa del genere, sono negato per i nomi…
Ci fermiamo a visitare El Jem, l’anfiteatro romano.
Ricomincio a respirare, mentre i venditori, che sanno bene che questa è la nostra prima tappa, iniziano a martellarci tutti quanti.
Mi piace El Jem, esprime forza e potenza, duro e ruvido, un bel giallo potente,sabbia che si alza.. Mi ricorda Il Gladiatore, anche se è scontato..
Sono le sette e mezza del mattino ma è già pieno di turisti, e il caldo inizia a sentirsi.
Risaliamo in autobus, andiamo a Gabès,dove ci fermiamo al mercato delle spezie.
Giulia deve andare in bagno.
Questo è un maledetto problema in Tunisia.
I bagni sono qualcosa di abbastanza terrorizzante e indisponente, forse ti ci abitui,ma non è un caso che la guida ci faccia poi sempre fermare in un bar “per turisti”.In questi bar dovresti trovare dei bagni decenti,ma già sono pessimi,immagino gli altri.
Ma ora siamo in città e il bagno adatto era a El Jem.
Chiediamo in una banca dove scambiamo intanto dei soldi.
Sono molto simpatici e disponibili, e sono seduti dietro a una bassa scrivania senza vetri e altre cose simili da “difesa” (e noi che siamo civili dobbiamo barricarci per la paura delle rapine…).
Così ci mandano al bagno della moschea,dove non so nemmeno se possa entrare una donna…ma..Giulia entra..è una costruzione vecchia, il pavimento è pieno d’ acqua, credo a causa delle purificazioni che bisogna fare prima di pregare, e in effetti,alla fine, mi dice che è abbastanza pulito. Allungo una moneta a un ragazzino che sembrava fosse di guardia e ci sorridiamo..
Compriamo del sapone e qualche souvenir.
Risaliamo sul pullman e arriviamo a MatMata. Mangiamo in un discreto ristorante un discreto cous cous, poi arriviamo in albergo,anche se era previsto di dormire a Douz. Hotel Diar El Berber, 4 stelle.
E’ una nuova costruzione in stile “antico”,come se fosse anch’esso ricavato nelle rocce.
La stanza è piccola ma pulita, il bagno è decente, non ci si può lamentare.
C’è anche una piscina con vista sul paesaggio roccioso.
Mi sento bene, sto meglio, la puzza inizio a non sentirla più,il mio stomaco si rilassa mentre nuoto insieme alla mia Metà.
E’ bello essere qui, in un’altra dimensione, con una famigliola di tunisini sotto a un ombrellone, e le loro figlie che fanno il bagno vestite. In una piscina in montagna, con il sole caldo e il silenzio attorno.
Per rovinare l’atmosfera, rilevo la puzza di fogna che a tratti arriva,speriamo che l’acqua della piscina sia pulita! Ma poi, chi se ne frega, sto bene e questo basta.
Abbiamo lasciato le piante di fichi d’india e gli uliveti per ritrovarci qui, in questo paesaggio che dicono lunare,che come dice la guida assomiglia di più a un Nazareth o simili, roccia e sterpaglie, qualche palma e qualche casetta, un asino e della sana immondizia abbandonata in giro.
Verso le sette di sera la guida ci porta a visitare le case scavate nella roccia, beviamo il thè in una casa berbera, i cui proprietari,con i proventi delle visite, si sono costruiti una bella casa moderna.
E’ proprio l’emblema della commercializzazione e della globalità, del nostro sentirci turisti, portatori di possibilità, ma non sempre di buone conseguenze..siamo modificatori di abitudini,di spazi, di vita, arriviamo e cambiamo, modifiche radicali, “globalizzazione”, e spesso perdità di identità…
Arriviamo in cima a una collina giusto per gustarci il tramonto, ed è qualcosa di irreale e splendido, mi sembra di assistere a qualcosa di grande, di raro, di prezioso.
Stringo Giulia e ci facciamo le foto di rito.
Alla sera restiamo in hotel,non c’è niente in giro.Fumiamo la shisha e andiamo a..ehm..dormire!!!

05/09/07
Alla mattina si riparte per il deserto..
Maledico la simpatica sveglia che ci viene data ogni giorno con il telefono in camera. Scendiamo a far colazione, ma qui in Tunisia la colazione è proprio uno schifo.
Arriviamo a Douz accolti dalla sabbia e dall’oasi.. Qua facciamo la cammellata nel deserto,anzi: la dromedariata! Ah ah ah!!!Perchè, come vi diranno tutti “in Tunisia non cammelli,dromedari!una gobba!non due!”.
Ci fanno salire tutti sui dromedari e ci accompagnano camminando nella sabbia. Ciò che sto apprezzando di più è il silenzio, l’essere sempre un po’ stordito e avere quella visione lievemente distorta, non avere bene il controllo della situazione e non preoccuparsene, devo solo seguire gli altri, e respirare l’aria fresca del mattino.
Il ragazzo che ci accompagna prende in giro una ragazza..ehm..formosa! Io me la rido.
Poi inizia a parlare con Giulia, lei tutta contenta sfodera il suo francese frutto di anni di studio, io cerco di seguire con i miei tre anni delle medie, e più o meno me la cavo. Specialmente perché anche lui non è un mostro. Quindi capisco lui e intuisco le risposte che Giulia gli da.
Naturalmente esce fuori con “quanti cammelli per la tua ragazza?”..io gli rispondo “non è mia, è lei che decide cosa fare..” e così me la cavo…
Poi ci parla delle gare dei dromedari che fanno, della sua ragazza, del suo lavoro, e intanto ci fa le foto..Scendiamo, mancia, e lo ringraziamo. Mi spiega come si dice grazie in arabo, mi piace sto ragazzo. Rude e spigoloso, ma simpatico.
Qua nel sud, passando per i paesini, trovi ancora i macellai che mettono la carne appesa in strada (al nord non glielo lasciano più fare per questioni igieniche), trovi i barbecue dei bar all’aperto per chi ha fame, trovi i ragazzini che vendono taniche di benzina della Libia (che ha un costo molto basso rispetto a quella tunisina,che è su 1 dinaro/litro), trovi centinaia di motorini scassati che girano senza targa o simili (ecco perché i miei vicini di casa marocchini avevano sempre sti motorini distrutti! Li portavano al Paese,tanto qua si gira lo stesso..), trovi tanti uomini al bar che ciondolano, poche donne per strada, e coperte!qualche gatto e nessun cane.
Attraversiamo il lago salato, immensa distesa bianca.
A tratti affiorano delle pozze di acqua che assume un colore rossastro,a causa di qualche reazione chimica.
Ci si sente proprio soli qui, ma così in pace, così rilassati..
E’ strano vedere questa striscia di asfalto che taglia in due questo paesaggio piatto e immobile.
Non è un deserto, ma sembra che lo sia.
Risaliamo sul pullman e ci dirigiamo verso l’oasi di Tozeur.
La percorriamo con un calesse trainato da un cavallo, sballonzolati continuamente, il mio stomaco continua a soffrire ma ce la caviamo. E’ come un grande bosco diviso come una scacchiera, dove si coltivano limoni, banane,datteri, tutto su più livelli, con canali d’acqua che vengono aperti e chiusi come da noi con campagna. Qua naturalmente con più attenzione vista la scarsità della materia prima. Ci troviamo in compagnia di due signori toscani che non avevo ancora notato, sulla sessantina passata.
Ritorno con la mente là, dove una parte di me vive, il loro accento provoca allegria in tutta la combriccola.
Solo ora inizio a capire chi sono i nostri compagni, a capire che sul pullman ci siamo noi del mini-Tour, quelli del super-Tour,quelli del super-Tour da Djerba che si sono uniti quest’oggi a noi.
Un casino!!!
Un signore sale su una palma senza aiuti, tutti a fare “ohhh” e “uao”.Io sto zitto, questi spettacoli per turisti mi imbarazzano alquanto.
La guida ci racconta di quanto poco guadagnino questi “contadini”,e di quanto guadagnino tanto i latifondisti, la storia feudale è anche qui, la storia del potere e dei padroni è anche qui, l’uomo è st***zo ovunque.
Ci fanno assaggiare dei datteri e delle piccole banane.
Ne mangio poco,ho paura di cosa possa succedere al mio pancino, e anche Giulia concorda…
Infine facciamo un giro per la parte vecchia della città, con i suoi muri dai mattoni piccoli e bianchi che formano dei motivi geometrici.
Ci portano a mangiare in un hotel, self service, molta coda ma è buono.
Certamente i menù dei posti turistici non sono molto vari, sempre patate e insalatine di pomodori e cipolla che evitiamo, riso, della pasta e a volte del cous cous, del pesce di dubbia bontà e della carne di dubbia provenienza. Frutta lavata che evitiamo e dolci…dolci!
Tutti gli altri del gruppo vanno a fare una mini gita in fuoristrada nelle oasi di montagna.
Io e Giulia decliniamo, sia perché comporterebbe altri 50 € (sommati agli altri dati per cammellata e calesse),sia perché vogliamo riposarci e girare per negozi, sia perché il mio stomaco è meglio lasciarlo un po’ tranquillo.
Su consiglio della guida restiamo clandestinamente nell’hotel, andiamo a farci il bagno in piscina e prendiamo il sole in mezzo alle palme.
Ci rivestiamo con il costume ancora bagnato e ci facciamo portare da un taxi in centro, una uno gialla, costo un dinaro per un paio di chilometri,perfetto!
La strada principale è vuota, finiamo in un negozietto pieno di bigiotteria made in china (si, made in china!), babbucce inguardabili, e souvenir.
Il signore è simpatico, parliamo un po’ e alla fine Giulia compra delle bottigliette di sabbia colorata.
Lui ci presenta il proprietario, che dovrebbe avere un casino di figli per quello che abbiamo capito.
Ci offrono il thè ma decliniamo l’invito,abbiamo poco tempo per girare.
Entriamo in un negozio più grande, dove uno sui 35 anni ci invita parlando italiano.
Ci chiede se siamo di Torino. Ha indovinato, mi stupisce! Che c**o che ha avuto!
Ci dice che è stato in Italia e così ha imparato la lingua.
Adocchio subito una maglietta della nazionale tunisina adatta per mio fratello, e un bellissimo narghilè in cristallo, sfumato di blu-azzurro, non i soliti di vetro con i dromedari e le palme dipinti, tutti storti e tristi.
Iniziamo a contrattare, spara subito un 160 dinari per quelle due cose e poco altro (un paio di braccialetti e un ampollina per il profumo).
Arriva anche il proprietario, continua a scrivere su un foglietto quanto costa ogni cosa, il totale e lo sconto.
Mi chiedono quanto voglio pagare.
Questo succederà quasi sempre. Ti mettono in difficoltà e ti prendono in giro se offri poco, come se fosse quasi un insulto quello che vuoi dare. Anche se poi magari scopri che il suo valore è proprio quello.
Dopo un quarto d’ora riusciamo a spuntarla per 50 euro con resto di 17 dinari, cioè 41 euro circa, la metà.
Si poteva fare di meglio forse, ma…star a contrattare per ore per cinque euro in meno mi sembra un’inutile fatica, visto che poi in Italia ne spendiamo molti di più per delle cavolate, arricchendo gente già ricca.
Salutiamo, qua sono molto simpatici, ne siamo felici.
Compriamo due bottiglie d’acqua in una specie di pizza al taglio, a due dinari in tutto, gelate. Peccate che puzzino terribilmente di fritto o qualcosa del genere. Poi travaseremo l’acqua.
Il tempo passa veloce, così ritorniamo in albergo per farci prendere dal nostro guido, direzione: Gafsa.
Aspettando gli altri davanti a un distributore della benzina parliamo un po’ con l’autista.
Deve essere stanco di tutti questi turisti, o forse è solo che conosce poco l’italiano, ma sembra rèstio a parlare.
Riprendiamo il viaggio e arriviamo verso le sette di sera in Hotel a Gafsa, un cinque stelle-spatusso, con il biglietto sul water “è stato igienizzato per voi”.Hotel Gafsa Palace.
Scendiamo a mangiare, e visto lo spatusso decido che si può mangiare la frutta lavata perché qui “sicuramente la laveranno con l’acqua che non ci fa male al pancino..”.
Mangiamo un casino parlando con una coppia di Milano,lei medico, lui a capo di qualche ente di controllo inquinamento se non mi sbaglio. Ci raccontano un po’ di tutti i loro viaggi, sono stati veramente dappertutto.
Alla sera usciamo dall’hotel in cerca di un bar.
La strada è buia, polverosa, il silenzio anche qui la fa da padrone.
Arriviamo davanti a una costruzione bassa, con quel classico bianco sporco sui muri, spartana.
Non ci fai neanche più caso che questi posti sono così polverosi e sporchi, che i tavolini saranno anch’essi pieni di polvere, che sicuramente non c’è l’igiene italiana..un po’ come non fai caso che il bar in spiaggia è pieno di sabbia.
Siamo guardati e osservati da tutti gli uomini seduti fuori, chiediamo un narghilè e ci dirigiamo nello spiazzo buio dove ci sono ancora dei tavolini e delle sedie vuote.
Qua incontriamo qualche nostro compagno, l’autista e la guida.
Ci uniamo a loro, il clima è allegro, fumiamo insieme e ci raccontiamo barzellette in italiano e in arabo con traduzione simultanea.
Siamo qui, in penombra, in mezzo al deserto, in mezzo al rumore nel silenzio, seduti su sedie di plastica, con in mano un bicchiere di thè, a fumare la shisha, sentire parlare arabo, in mezzo a tunisini che chissà che lavoro fanno quaggiù, chissà come sono le loro case, le loro comodità, le loro mogli e i loro figli..
Stranieri, turisti, dobbiamo essere la barzelletta della giornata, chissà cosa dicono quando vedono Giulia al mio fianco, così piccola e carina..
Torniamo in albergo felici e tranquilli, facciamo una partita a carte con le altre tre turiste che si sono azzardate ad uscire e poi nanna.

06/09/07
Stamattina partiamo più tardi, verso le otto.
Finalmente abbiamo dormito almeno cinque ore.
Anche se dormire poco per me è meglio, almeno dormo sul pullman e non sento la nausea che sale.
Così oggi mi sento nuovamente male, ma arriviamo a Sbeitla e riprendo fiato.
A Sbeitla ci sono delle rovine romane, e dei personaggi che cercano di venderti “monete antiche”..
Sulla guida ne avevano parlato, noi ce la ridiamo.
C’è un anfiteatro con una vista mozzafiato, su una collinetta con un po’ di vegetazione, e in mezzo un letto asciutto di un fiume,a dividere il teatro umano dal teatro naturale.
Girovaghiamo in mezzo alle rovine di un bagno termale, di templi pagani e di una chiesa cristiana, tutto racchiuso in una piccola aerea, cose così diverse tra loro ma qui così vicine.
Facciamo una foto davanti a un arco di trionfo e ripartiamo verso Kairouan, la città santa.
Mangiamo in un ristorante, malissimo, molti non toccano quasi cibo, io mangio ma non sto troppo bene, anche Giulia non è in forma.
Prendiamo il pass per gli ingressi alle moschee &C. all’ufficio del turismo. Saliamo sulla torre che si trova lì per vedere i bacini aghlabidi, che nessuno mi sembra di capire sappia cosa veramente servano. (raccogliere l’acqua dicono,ma che acqua?non piove praticamente mai!).
Ci spostiamo a vedere la Grande Moschea, imponente e spoglia.
Per entrare bisogna essere coperti fino a sotto il ginocchio e fino alle spalle, se non lo sei, un uomo ti mette una velo o una tunica …
Non si può entrare nella sala di preghiera ma ci affolliamo all’ingresso per fotografare l’interno.
Ah si, certo che così proprio non li disturbiamo quelli che stanno pregando! Mah…
Pochi sembrano rispettare il luogo, io per quanto cinico e strafottente mi sento in imbarazzo per loro.
La guida parla e spiega, come sta facendo sempre in questi giorni, io a dire il vero ascolto poco, molto l’ho già letto sulla guida.
Poi ci spostiamo alla Moschea del Barbiere, delirio di colori e pitture.
Un bambino esce tenendosi la veste con le mani ben larga davanti a se, accompagnato dalla madre e da altre signore. E’ stato appena circonciso…La guida ci ha spiegato che prima della circoncisione viene fatta una grande festa, così il bambino è stordito e felice e non inizia già a terrorizzarsi.
Dopo,spesso, il bambino viene portato al mare, in vacanza. Lui è felice, ma appena si butta in acqua lo è meno! (e intanto si disinfetta..)

Nella moschea vi è un personaggio che ti spruzza acqua di rose e qualcos’altro sulle mani, tu annusi, sorridi, e lasci la moneta.
Infine siamo andati in un negozio di tappeti, quello Ufficiale..un signore aaaalto e maaagro, con accento quasi russo ci ha mostrato le trame, gli stili, le dimensioni e i prezzi.
Tutto condito da un thè e una sigaretta, visto che qua si può fumare ovunque.
Non è riuscito a vendere niente, anche perché hanno dei prezzi abbastanza alti, ma è tutto un lungo lavoro fatto a mano, quindi comprensibili.
Prima di andare via ci infiliamo nella medina, ma veniamo subito bloccati da due ragazzi.
Compro una scacchiera artigianale, da 80 dinari a 30, Giulia si intrattiene su un braccialetto in “argento”.
Il tipo parte da 80 dinari, lei dice di no, lui
“Voi italiani, poveri come noi, ad americani faccio 150 e loro comprano…”
Noi sorridiamo, lui “Quanto dai?”
Giulia, “Non so, magari ti offendi, ma..tre dinari?” dice con un fiolo di voce.
Lui ride, sembra un po’ arrabbiato quasi.
“Non scherzare, facciamo 70!”
Lei ribadisce il suo prezzo, io mi metto a parlare con l’altro ragazzo dell’Italia, sento che il prezzo viene abbassato, poi un:
“Faccio scrivere il nome in arabo, solo quello cinque dinari”
“Giulia è tentata, ma ci scusiamo e facciamo per andarcene, lui ci ferma..
“Dai quanto dai?”
“Cinque dinari”
“No” e ride..” “trenta perché sei bella..quanti anni hai?”
“18”
“sembri più piccola, e bravo tu” guardando me..
Ridiamo tutti e quattro..
Lui insiste con prezzi alti, noi salutiamo e ce ne andiamo…tre metri e ci richiamano..
Ora i cinque dinari vanno bene,con anche il nome inciso in arabo.
Giulia deve dirgli il nome, lui porta il braccialetto a far incidere, quando torna tutta la stradina sa che lei si chiama Giulia, sentiamo tutti che dicono “Giulia” e ci sorridono.
Non siamo in imbarazzo, stranamente.
Quello con cui stavo parlando mi chiede se ho qualcosa di italiano da dargli,tipo una penna o un accendino.
Tutto made in china, non ho niente, se non un 50 cent che si fa regalare.
Dobbiamo già tornare al pullman, non abbiamo fatto in tempo neanche ad iniziare la nostra visita alla medina, pazienza!Faccio in tempo a vedere che il negozio dopo ha delle scacchiere molto più belle..c***o!
Chiedendo poi alla guida scopriamo che il prezzo giusto per quel braccialetto erano 3-4 dinari, c’eravamo quasi…
Torniamo verso il mare, Hammamet, e si torna all’hotel della prima notte.
Io e Giulia siamo già preoccupati, anzi, terrorizzati.
Ci rifilano una camera in un ala vecchia e polverosa, senza balcone, ma almeno abbiamo finalmente delle finestre da cui passa luce e un salottino.
Il bagno non è granchè, mezzo scrostato, ma ci siamo abituati.
La moquette è consunta e sporca, ma pazienza. Certo che se fossero così i quattro stelle in italia…
A cena c’è la festa tunisina in discoteca, c’è un casino da mangiare e tanto vino che ora è compreso.
Bevo e mangio, mentre conosciamo una giovane coppia bergamasca..
Alla sera usciamo con quelle tre turiste nostre compagne, andiamo ad Hammamet Yasmine, la zona nuova, in taxi. Prezzo: 6 dinari non trattabili, tanta strada e tariffa notturna maggiorata..va beh..
Giriamo per la nuova medina, che sembra di essere su un set cinematografico, tutto di finti mattoni di roccia, o di roccia troppo perfetta da sembrare finta, non lo so. Molto turistico, molto finto, con il tipo con il dromedario, l’altro con il falco, tutte foto ed esperienze a pagamento si intende!
Ci sediamo in un bar, un ragazzino ci serve e si innamora di una nostra compagna, fa lo scemo e porta il narghilè e il thè.
Non sto molto bene, anzi, per niente.
Salutiamo e io e Giulia ci incamminiamo a piedi, ho troppo paura di salire su un taxi e vomitargli addosso.
Arriviamo su una strada buia, c’è un ragazzo che sembra completamente sverso che biascica qualcosa che non capisco, altri più avanti a gruppetti.
Decidiamo che è meglio fermare un taxi e farci portare in Hotel, non si sa mai.
Qua c’è sempre moltissima polizia che fa blocchi stradali, molta veramente! Ma, chissà se poi fanno qualcosa, sembrano giusto di rappresentanza, anche se in effetti non mi sembra ci sia molto da fare…
Andiamo a dormire, poi mi sveglio e corro in bagno, Giulia mi segue.
Il famoso Mal di Pancia tunisino è arrivato!!!NOOOOOOOOO!!!
Ciò che temevamo, che non ci faceva mangiare cose crude, che non ci faceva prendere bibite in giro, il nostro incubo, si è avverato.
Prendiamo Imodium e ci addormentiamo.

07/09/07
Stiamo abbastanza male, ma andiamo fino al mare.
Volendo c’è un calesse trainato da un cavallo che ti caga in faccia, ma andiamo a piedi, saranno solo duecento metri.
La sabbia è fine e bellissima, il mare è cristallino, ci sono gli ombrelloni di paglia, sembra tutto bello se non fosse che:
-il bagnino per ogni sdraio vuole due dinari, ma vaff****. Dove era scritto???
-al bar sono tutti acidi e neanche ti salutano.
-il mare è delimitato da delle boe a neanche venti metri dalla spiaggia, dove passano moto ad acqua e gommoni, di fianco ci sono quelli con i ciambelloni che ti trainano e altre cavolate.
-ad appena cinque metri dalla riva l’acqua ti arriva già alla gola ed il fondo è pieno di alghe.
-scopriamo poi che al pomeriggio c’è sempre troppo vento il mare diventa uno schifo con tutte le alghe in movimento..
Sembra di essere quasi in gabbia, anche se sicuramente è bello, ma preferisco gli spazi aperti a cui sono abituato in Toscana, la spiaggia libera senza bagnini che ti osservano, senza boe, senza moto d’acqua etc etc.
La cosa più bella è vedere i giovani sposi che vengono in luna di miele.
Tutti e due vestiti, sotto a un gazebo, lei con i palmi delle mani e dei piedi rossi di hennè e tutti i tatuaggi sulle mani..
Però questa cosa che non si spogliano mi mette una tristezza…
Torniamo in hotel, mangiamo e ci riposiamo.
Passiamo alla Piscina, almeno non dobbiamo camminare troppo e abbiamo le sdraio gratis, non abbiamo il vento e stiamo più tranquilli, visto anche il nostro stato di salute precario.
Alla sera restiamo in hotel, in questi giorni mi farò una cultura rugbystica in tv, c’è il mondiale…

08/09/07
Non siamo ancora in forma, scopriamo che molti del tour sono nella nostra stessa situazione, ciondoliamo al mare e in piscina.
Verso le sei di sera andiamo fino alla Medina vecchia di Hammamet, abbastanza deludente:
Appena arrivati un signore ci dice che lui è il cuoco del nostro Hotel e ci vuole portare a vedere una festa, gli chiedo di quale Hotel è e ci risponde giusto. Se lo deve essere fatto dire dal tassista,
anche perché mi tornano in mente i consigli della guida e così rifiutiamo, e poi:
il nostro Hotel è quasi-italiano, tutti parlano italiano, come mai questo mi parla in francese?
Lui insiste ma poi rinuncia, intanto scende una signora da una taxi,lui si avvicina all’autista,gli parla, e poi attacca la signora…capito tutto…
Magari poi voleva solo farci fare un giro e poi chiederci dei soldi per “l’aiuto”..
Ci addentriamo nella medina, ed è bella davvero: stradine strette, muri bianchi, labirinto impossibile da capire..abbiamo trovato una stradina che si inerpicava sul muro di cinta, da cui si vedeva la spiaggia e il mare, e il cimitero lì vicino, altro che i nostri cimiteri in città, soffocati dai muri, dal cemento,dallo smog che ingrigisce..si muore più liberi qui..
Però, e c’è sempre un però nel mio essere critico, ogni negozio ha le stesse cose, tutte uguali, ogni venditore rompe nello stesso modo, ti tirano, ti chiedono se sei italiano, ti chiedono “come si dice in Italia carambola?” o qualcosa del genere, inventando parole solo per farti fermare e convincerti ad entrare. Scappiamo, terrorizzati, stufi, dopo che qualcuno ci ha chiesto se volevamo andare a visitare la tomba di Bettino, che per me..lasciamo perdere và..
Giriamo per i negozi fuori dalla medina, imitazioni dei nostri negozi alla moda, solo più sporchi e più tristi..entriamo in un negozio di alimentari e compriamo qualche souvenir che abbia senso: spezie per il cous-cous e barattoli di harissa, la salsa piccante.
Usciamo e troviamo un fruttivendolo. Compriamo delle banane, ci dovrebbero fare bene.
Torniamo in albergo, mangiamo, facciamo giusto una passeggiata per poi tornare in albergo,sperando che il nuovo giorno ci porti la salute.
Guardiamo Italia-Francia di calcio, che schifo di partita..

09/09/07
Oggi iniziamo a stare meglio, la mia nausea è diminuita, Giulia ha meno crampi allo stomaco, per precauzione mi prendo ancora dell’imodium, acci! la diarrea è sempre presente!
Visto che è l’ultimo giorno “completo” andiamo a fare acquisti a Yasmine,nella nuova medina.
Prendiamo qualche ceramica a basso costo,anche se sicuramente non è di grande qualità, e ci compriamo le scarpe in uno di questi super negozi di roccoTarocco…la qualità anche qui è abbastanza scadente, ma paghiamo dopo contrattazioni due paia di scarpe da ginnastica 40 €.
In Italia avrebbe fatto almeno 160 € visto i modelli, e se si romperanno subito,pazienza!
Almeno abbiamo un classico paio di scarpe tunisine! Ah ah…tunisine…ma dove?…
Torniamo in hotel,poi piscina,pranzo, cena, foto.
La sera volevamo andare in discoteca, all’Oasis che dovrebbe essere la più famosa. Scopriamo che a Settembre è chiusa, ce ne sono altre, ma tanto non siamo ancora ok, e allora facciamo serata- fumeria, in un bar, il solito narghilè, guardando una partita sul mega schermo del campionato argentino con commento arabo, che scasso!!!Pazienza per le discoteche,tanto non ci sembrava proprio il posto adatto.
Lasciamo la mancia, e il proprietario, dopo averci trattato con il giusto garbo e gentilezza, nonostante fossimo due turisti in un bar prevalentemente per tunisini, ci ha sorriso e ringraziato.
Ed è stato uno dei pochi sorrisi di Hammamet, dei sorrisi veri che tanti ci sono stati dati e ci siamo scambiati più a sud…

10/09/07
Passiamo il tempo in piscina aspettando il pullman, personalmente mi sento sollevato al pensiero di ritornare a casa, non vedo l’ora di poter ritornare a bere l’acqua dal rubinetto, a respirare la mia Aria,anche se a questa ci ho fatto l’abitudine, a non essere più tirato da una parte all’altra dai commercianti di Hammamet, a tornare a Casa mia, intesa come Italia, se non Europa.
Pensavo di andare lì e trovare un paradiso, mi sono accorto che è dura.
E’ diverso.
E’ un’altra vita.
Certo, a stare in hotel te ne accorgi meno, servito e riverito è più semplice, scarrozzato dal pullman ancora più facile, e non so se sia stato anche questo (abituato prima di questa esperienza a far tutto da me) che mi ha alienato, estraniato, mi ha reso un semplice osservatore, TuristaMioMalgrado, come dice Luca Morino in una sua canzone.
Ma..è come se non fossimo realmente lì, come se non stessimo vivendo veramente lì..non so se rendo l’idea. Gli “indigeni” veri, chi ci aveva parlato? Chi li aveva potuti osservare veramente? I contatti che si hanno sono solo legati a persone che del turismo vivono,troppo abituati a noi, come quel tassista che si ascoltava le canzoni napoletane..
Gli altri ti sfuggono, troppo distanti, e ti senti solo un intruso in mezzo a loro..
Arriviamo a Monastir verso le sei, imbarchiamo i bagagli: 39.7 Kg in due, che c**o,niente sovra-tassa..
Saliamo sull’aereo, stile seconda guerra mondiale, e facciamo un salto fino a Djerba a prendere altri turisti: volo non previsto.
Arriviamo a Malpensa, aspettiamo i bagagli, andiamo a prendere la macchina. Oramai sono le undici di sera passate.
Mi fermo a lavare il vetro della macchina:è talmente piena di polvere che non si vede nulla.
Stavolta riusciamo a prendere l’autostrada giusta, torniamo verso casa, domani si dorme,e si ricaricano le pile…

Per completezza di informazioni: il mio stomaco si è ristabilito dopo una settimana dal ritorno a casa, quello di Giulia per fortuna prima.
Per un po’ vogliamo lasciar perdere viaggi organizzati, non fanno per noi. Ritorneremo alla macchina e alla tenda, liberi e affaticati, nervosi e un po’ disorganizzati, ma decideremo TUTTO noi…
Per quanto riguarda il tour operator nulla da dire, solo ad Hammamet siamo stati trattati un po’ da seconda scelta per quanto riguarda le camere, probabilmente vista la nostra breve permanenza.
L’animazione..non lo so, l’abbiamo accuratamente evitata!
Consiglio assolutamente di non andare in Tunisia per stare al mare, come dicono già altri.
Non è il posto giusto, per niente.
Ricordatevi che praticamente non si beve alcolici, tranne che negli hotel e forse in qualche bar, che ci sono tutti i problemi dell’acqua che ho già ampiamente raccontato e forse anche del cibo (dal puro punto di vista di tollerabilità, perché a me, nonostante tutto, piaceva cosa c’era..il piccante, le alici, i dolci..)
E ah, qua zero droghe, sul serio! Non è il Marocco..solo un ragazzo mi ha affiancato per chiedermi se volevo del fumo, ma chissà cosa mi avrebbe rifilato. In più, c’era giusto un poliziotto a quindici metri..mah..
“Assaggiare” il deserto è forse la cosa più bella, e rispetto al Marocco e all’Egitto è più semplice e meno costoso andare in Tunisia.
Infine,non lo so, l’esperienza del viaggio organizzato in sé, mi ha lasciato dell’amaro in bocca, come se mi avesse tolto qualcosa, sicuramente non è il mio genere, e andare a dormire in Hotel-colata di cemento, vedere cosa portiamo, che mandria di vacche che dobbiamo sembrare, vacche che passano e lasciano terra bruciata intorno..accorgerti di essere anche tu una di quelle vacche.. beh,non aiuta..

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Ci sono 8 commenti su “Minitour all’LSD

  1. Per il titolo…come ho già detto nella mail agli amministratori…
    è difficile trovare un buon titolo, un qualcosa che attiri l’attenzione nelle centinaia di diari che ci sono..e trovare un qualcosa che comunque sia pertinente con ciò che si ha scritto!!! Se l’avessi chiamato “minitour+hammamet” o simili,sarebbe stato ben triste, no?
    Così è più…simpatico!!!

    Saluti a tutti
    E…grazie!:)

  2. Salve, io e il mio ragazzo abbiamo prenotato un mini tour delle oasi con partenza da Bergamo il 18/08/08 al 25/08/08.Siccome vedo tante opinioni negative, Lei che è già stato come l’ha trovato? Grazie mille.Attendo notizie.

  3. grazie molte a Fabiana e bargeld!! :)

    @billokkio:
    più veloce di così a rispondere è impossibile…ah ah!!!:

    beh, se leggi il diario ho scritto cosa ne penso.
    Comunque sia io sono uno molto critico nelle cose, nei sentimenti, nelle persone, in tutto.

    Quindi:
    tante cose non mi sono piaciute, non perchè sono stato trattato male, perchè non ho visto niente, perchè mi hanno fatto pagare caro etc etc..semplicemente non sono tipo da “viaggio organizzato”.
    Resta troppa distanza tra me e l’ambiente che mi circonda, mi sento “turista mio malgrado” a livello profondo, completamente fuori posto…

    Per il resto la Tunisia è bella…
    E’ un viaggio, un’esperienza, ne vale la pena, ma non è un posto di cui mi sia innamorato.
    Però è un qualcosa di abbastanza diverso dai nostri ambienti ed usi nonostante sia vicino.
    E’ un buon compromesso.

    Per come sono io probabilmente mi piacerebbe di più andare in Marocco da solo in auto…(ah ah…chi comincia a pensare male?:D)..ma ca**o: è pur sempre un paese arabo, dove convivono anche tribù “antiche” come i Berberi, dove ci sono le oasi, il deserto, un fracco di cose belle…e il miniTour in pochi giorni ti fa assaggiare tutto.
    Non ti fa stare magari in hotel extra lusso ma chi se ne frega, ti cercano di vendere ogni ca**ata ma sopravvivo..
    ogni posto ha cose positive e negative, ogni viaggio organizzato ce l’ha, ma non ci hanno perso i bagagli, non ci hanno trattato come bestie da soma,non ci hanno poi rotto troppe le pa**e per fare il gioco aperitivo all’hotel…e la parte di tour, fatta con una compagnia tunisina, non ha avuto problemi…

    Forse l’unica cosa è stata la diarrea..ma…che ci vuoi fare?:o

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