Viaggio di nozze in Sri-lanka e Maldive di Cris77 e Mirco

Agosto 2003

Per il nostro viaggio di nozze, abbiamo scelto come meta lo Sri-Lanka abbinato alle Maldive. Non conoscevamo molto questa isola rivelatasi poi splendida, o meglio, come la chiamavano gli inglesi, splendente.
Attratti dall’isola di Bodu Huraa (Maldive), abbiamo deciso di viaggiare con Hotelplan. In generale, siamo rimasti soddisfatti di questo t.o.
Ma ora basta con le chiacchiere…si parte…

Domenica 3 Agosto: stanchi dal matrimonio e da tutto quello che ne concerne, ci rechiamo a Malpensa per “pigliare” l’aereo ??? L’emozione per la partenza era così forte che l’ora di ritardo sembrava non passare più. Viaggiamo di notte e mentre Mirco si guarda tutti e tre i film, io mi faccio dei bei sonnellini. Arriviamo nella mattinata a Negombo (aeroporto di Colombo) dopo circa 10 ore di volo. All’uscita conosciamo la ns. guida George (il re degli indovinelli) e saliamo in corriera (mitico pullman n. 2) per recarci all’Hilton hotel. Un albergo molto lussuoso, completo di piscina, campi da tennis, centro fitness e dove l’aria condizionata non manca mai, ANZI!!! George ci lascia solo qualche ora per riposare e già nel pomeriggio partiamo per una visita in pullman della capitale. Come in tutte le città, ci sono quartieri ricchi e quartieri con le fognature a cielo aperto. La cosa che ci ha stupito di più è stata il miscuglio di religioni che, contrariamente a quanto si possa credere, coesistono ed ognuno ha rispetto per le credenze altrui. Come accade in tutto il mondo la gente di città, soprattutto le donne, hanno la possibilità di vestirsi in modo occidentale e quindi incontriamo gente che indossa il saari e gente con i jeans. Visitiamo un tempio Indù, un tempio buddista e passeggiamo in un mercato di frutta e verdura locale. A partire da quel momento, ci rendiamo conto della varietà di colori e odori molto forti tipici dello Sri-Lanka. Cena nel ristorante a buffet internazionale del Hilton.

2° giorno: Dambulla/Sigiriya: come ogni mattina, la sveglia è molto presto (almeno per essere in vacanza), verso le 7.00, ma a questo ci eravamo già rassegnati. Tutto ciò perché le condizioni delle strade non sono molto buone e per percorrere 100 km. ci vogliono quasi due ore. Arriviamo a Dambulla, con le sue cinque grotte scavate a mano nella roccia. La salita per arrivare alle grotte è abbastanza ripida, ma non abbiamo paura perché siamo accompagnati da babbuini e ragazzi che fanno il possibile per venderci qualche loro prodotto. Le visitiamo tutte e 5, ognuna delle quali è arricchita con statue di Buddha nelle varie posizioni (insegnamento, benedizione, addormentato, etc.). Sono state dipinte tutte con colori naturali ed è molto interessante sentire George che ci spiega come viene utilizzata questa tecnica. Vediamo anche la statua che è stata ripulita e dipinta nuovamente a causa di una turista tedesca che, senza nessun rispetto per gli altri, salì sopra e si fece fare una foto. Dopo questo fatto, il tempio rimase chiuso per 1 anno e la statua fu purificata molte volte con incensi ed oli. Prima di andare a visitare la rocca di Sigiriya, portiamo tutti i nostri bagagli nel hotel The Lodge, nel quale pernotteremo per 3 notti. Questo posto è molto particolare in quanto all’interno si trova un parco naturale (sembra uno zoo) con scoiattoli, babbuini, varani, uccelli di varie razze, etc. I locali sono abbastanza semplici e la pulizia non è eccelsa: le lenzuola vengono cambiate solo se le togli e le butti per terra, anche i sanitari nn vengono puliti benissimo ma in fondo bisogna avere un po’ di spirito di adattamento.
Il pomeriggio doveva essere libero e invece, con ns. grande sconforto, George ci annuncia che visiteremo Sigiriya in quanto al mattino ci sono tante scolaresche e si rischia di perdere tempo. Partiamo per la grande roccia, che non dista molto dal Lodge. Appena arrivati ci troviamo di fronte un grande masso colorato color mattone e nero e tutti ci chiediamo:” nn dovremo mica salire a piedi fino a lassù?” In tutto sono circa 1.200 scalini e la guida ci avvisa che ci saranno dei ragazzi che, per guadagnare qualcosa, ci aiuteranno durante la salita. Infatti fu così… A Sigiriya si visitano i resti di 2 fortezze (una sotto la montagna e una sopra) fatte costruire su ordine del principe perché aveva ucciso il padre e voleva proteggersi da suo fratello illegittimo. Dopo aver capito come funzionava il sistema di purificazione dell’acqua, la quale scendendo, scorre attraverso delle piscine riempite di carbone e di mattone, che servono per purificarla dalle impurità, ci avviciniamo alla grande roccia e saliamo. Siamo aiutati un ragazzo poliglotta che ci spiega di nuovo la storia di questo luogo magico. Il vento è forte e salita è faticosa, però la visuale che si ha dall’alto è meravigliosa. Visitiamo anche una piccola grotta nella quale si possono apprezzare degli affreschi di donne nude e prosperose. Ora stanchi ma felici, torniamo al Lodge e giochiamo a pallavolo in piscina!!!

3° giorno: Mihintale / Anuradhapura: giornata molto afosa, circa 30° con 80% di umidità!!! Dalla temperatura ci accorgiamo che stiamo visitato la zona secca dello Sri-Lanka.
Mihintale: assonnati, partiamo per il luogo nel quale si dice sia conservato un capello di Buddha. Come nella maggior parte del Paese, dobbiamo salire per una scalinata fatta di roccia e terra ed arriviamo ad una delle più belle daghobe del Paese…questa è una costruzione che può essere fatta di vari materiali, generalmente tonda alla base e appuntita nella cima. Mentre viene costruita, il re ed altre persone ricche, lasciano all’interno dei gioielli e delle pietre preziose come forma di ringraziamento a Buddha. Qui vediamo la nostra prima Pietra di Luna, una roccia a semicerchio che viene decorata con disegni di animali/piante/nani, ognuno dei quali ha un significato ben preciso. Il sunto del discorso è la spiegazione di come bisogna cercare di vivere per arrivare al Nirvana (paradiso).
Anuradhapura: è stata una delle capitali del Paese, ma ai giorni nostri non è rimasto molto, in quanto le costruzioni dell’epoca erano fatte di legno e argilla…potete ben capire come possano mantenersi intatte con il passare degli anni, specialmente con le piogge torrenziali che ci sono nei Paesi tropicali, come lo Sri-Lanka. I resti risalgono al ‘500 a.C. Possiamo ammirare solamente le costruzioni buddiste perché erano fatte di pietra. Passiamo anche per “l’albero dei pipistrelli”: un albero molto grande con appesi centinaia di pipistrelli molto grandi, personalmente mi facevano un po’ di impressione…Ci fermiamo anche a vedere la via principale della città: nulla di particolarmente significativo…fognature a cielo aperto, crepacci sulla strada, etc…

4° giorno: Polonnaruwa / escursione in elefante: Al mattino visitiamo Polonnaruwa. Uno dei luoghi più belli e inimitabili del pianeta. Innanzitutto ammiriamo l’insieme di resti di templi, palazzi e una piscina per i monaci fatta a forma di fiore di loto (fiore puro per il buddismo). Purtroppo non abbiamo la possibilità di ammirare tutte le 4 imponenti statue all’interno del Gal Vihara (tempio di roccia) in quanto stanno costruendo una copertura alla statua lunga 14 mt. rappresentante il Buddha disteso all’ingresso del Nirvana. E questo dicono che precluda in parte la bellezza del luogo. Prima di pranzo George ci porta nel monastero di un monaco buddista (alla pari di un vescovo cattolico) e, attorniati da un’atmosfera meditativa, riceviamo dei saggi consigli di vita. Dopodiché, sempre da seduti, ognuno di noi fa passare una spola di cordoncino bianco e con questo tra le mani, dobbiamo cercare di rilassarci e di meditare. Prima di salutarci, i monaci ci benedicono con un rito buddista: ci legano al braccio destro con 3 nodi, il cordoncino di prima. E’ stata un’esperienza molto particolare e che ricorderemo. Grazie George!
Pranziamo al Lodge e nel pomeriggio ci attendono gli elefanti!!! Camminiamo per poche centinaia di metri, in mezzo al fantastico parco del Lodge e arriviamo dalla ns. Kumari. E’ un’elefantessa di 32 anni (anche se non li dimostra!). Con noi salgono in trono anche Roberto e Maura. Per un tratto costeggiamo un fiume e poi lo attraversiamo…si provano delle sensazione strane a cavalcare un elefante, da provare…è molto simpatico darle da mangiare…ERA GOLOSSIMA DI BANANE…

5° giorno: visite a vari laboratori e partecipazione alle festa dell’acqua di Kandy: lasciamo (purtroppo) il Lodge e visitiamo un laboratorio di batik (è spettacolare vedere con quanta pazienza ogni donna lavora il suo Batik), uno di legno dove capiamo come riescono a unire varie sostanze per ottenere i colori naturali ed infine ci rechiamo a Matale dal medico, re nelle vendite, di prodotti ayurvedici…(attenti a non trovarvi ad aver spese più in prodotti naturali che del viaggio!)… Nel pomeriggio arriviamo a Kandy: siamo emozionati per la spettacolare festa che ci aspetta. Dopo il pranzo e la sistemazione all’hotel The Citadel, dal quale si possono vedere gli uomini sopra delle zattere che raccolgono la ghiaia dal fiume Mahaveli, continuiamo la ns. visita al tempio del dente di Buddha. E’ molto bello, il tetto spiovente (tipica costruzione kandiana) è in oro. Si avverte che la gente è in fibrillazione per l’importante evento e ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati a poter assistere a tutto ciò, anche se nello stesso tempo ci spaventa un po’ l’idea di essere dei turisti in mezzo a 2-3 milioni di singalesi e qualche migliaio di poliziotti. Possiamo assistere al bagno di molti elefanti con le zanne, cosa rara per la razza indiana. Per fortuna la guida ci spiega che in quei giorni è stato fatto un trattato di pace (uno dei tanti!) tra i Tamil e il governo cingalese. Dopo uno spettacolo di danze e canti locali, ci buttiamo nella mischia e ci spostiamo fino ad arrivare ai ns. posti riservati. La festa è magnifica: danzatori, giocolieri, tamburini, elefanti bardati, etc… sfilano i quattro quartieri, ognuno di loro con luci di colore diverso e tra di loro sfila anche un delegato del governatore e una copia del dente di Buddha. Torniamo in albergo molto stanchi ed affamati, ma con occhi che sprizzano di gioia per la bellezza dell’evento.

6° giorno: giardini di Peradeniya e Nuwara Eliya: Innanzitutto visitiamo i giardini di Peradeniya, nella periferia di Kandy. Semplicemente meravigliosi…non ci sono altre parole per descrivere la moltitudine di piante e la rarità delle stesse (alcune esistono solo in Sri-Lanka) che si possono vedere all’interno…una serra di orchidee che crescono spontaneamente e in Italia mai viste, il ficus gigante di Giava che è l’albero più esteso al mondo, un bambù che cresce 30 cm. al giorno e quando raggiunge la sua altezza ottimale si ferma…cose che non si possono descrivere a parole, bisogna vederle…verso mezzogiorno il pullman ci lascia alla stazione di Kandy per poter salire in un treno a 3-4 vagoni, interamente riservato ad Hotelplan. Il cibo non è cattivo però io (Cristina) non riesco ad affrontarlo perché i sedili non mi sembrano molto puliti. A parte questo piccolo inconveniente, il viaggio in treno verso Nuwara Eliya è una delle cose più particolari di questo tour. Attraverso dei finestrini molto ampi, possiamo ammirare un paesaggio molto diverso da quello che avevamo visto ad ora: montagne abbastanza alte, coltivate a thè, dalle quali ogni tanto scorgiamo qualche cascata. La cosa più significativa è però il sorriso e il saluto spontaneo di grandi e piccini che incontriamo lungo il percorso. Arriviamo in N. Eliya e per la prima volta non troviamo la solita afa ma bensì un fresco secco. Dopo una veloce visita alla città tipicamente inglese con campi da golf e ville in stile coloniale, ci rechiamo al Grand hotel (l’unico albergo in Sri-Lanka con il riscaldamento). La notte non è delle più piacevoli in quanto a fianco alla nostra stanza, ci sono degli indiani che cantano e ballano…Sveglia all’alba (ndr 5.30) per il ritorno a Colombo.

7° giorno: Pinnawela/Colombo: partenza in pullman al sorgere del sole per visitare una fabbrica del tè e poi recarci a Pinnawela, dove prima di pranzare, assistiamo al bagno degli elefanti dell’orfanotrofio e poi, dopo un bel po’ di shopping in compagnia dei nostri amici di viaggio, alle poppate dei piccoli elefantini. Quest’ultima cosa ci ha fatto nello stesso tempo tenerezza e pena, in quanto i piccoli mangiano legati ad una catena.
Ritorniamo all’Hilton per l’ultima volta e prima di cena, assieme ai nostri amici, usciamo per fare una passeggiata. La spiaggia è colma di gente…ci guardano come se fossimo degli alieni…delle persone bianche in giro da sole…però non ci sentiamo in pericolo…ed oltre alla natura rigogliosa, è questo uno dei motivi per i quali quest’isola splendente ci è piaciuta così tanto!!!

Il lunedì partiamo per il meritato relax…Bodu Huraa stiamo arrivando!!!
:inlove:

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