Lanzarote, meravigliosa.

e appena la calca si fa davvero insostenibile.
Subito dopo il mercato, poco prima dell’ora di pranzo, decidiamo di vedere dal basso lo spettacolo che abbiamo ammirato il giorno prima dal Mirador del Rio, e andiamo pertanto alla Playa De Famara, che ci lascia senza parole. Questa spiaggia mi ricorda molto Playa Jandìa di Fuerteventura, con la differenza che qui non ci sono ombrelloni (appare difficile riuscire a tenerli su, causa il vento incessante e a raffiche). E’ bellissima, lunghissima e anche profonda, facilmente accessibile dalla strada, parcheggio comodo e gratuito, sabbia bianchissima e sassi e scogli neri arrotondati. Perfetta insomma, e non parliamo del mare: verde, spumeggiante, onde lunghe ed emozionanti, solcato da tanti surfisti…a mia figlia brillano gli occhi appena lo vede…adora aspettare che l’onda le si infranga addosso, e va detto, le onde alle Canarie sono più belle che nel mare italiano, sono potenti ma dolci, ti travolgono con premura…
l’unico neo di questa spiaggia è che è molto frequentata, e questo non è un problema in termini di tranquillità in quanto lo spazio è davvero moltissimo, ma se ne risente in termini di rifiuti, è un peccato trovare in giro sporcizia, anche se non in modo esagerato. Camminare in un paradiso del genere fa sembrare una bestialità anche qualche lattina che si incontra…noi comunque decidiamo di ucciderci con una passeggiata interminabile, del resto è molto più bello camminare contro il vento che sdraiarsi facendosi ricoprire di sabbia effetto “sofficino”…anche il cielo è meraviglioso in questa spiaggia, ha uno spessore inusuale, colori indicibili, dovuti al fatto che in questo punto le nubi tendono ad addensarsi…ci sono stati momenti in cui il lato assolato illuminava l’altro pieno di nubi scurissime…veramente un paesaggio irreale, e per questi colori mi è invece venuta in mente Cofete, a Fuerteventura.
Nel secondo pomeriggio, un po’ fiaccati dal vento, ripartiamo con l’intenzione di fare ritorno nei prossimi giorni in questa meravigliosa spiaggia, e iniziamo qualche giretto in auto.
Attraversiamo un paesino che sembra fermo nel tempo, Soo, completamente incontaminato dal turismo. Ci spingiamo fino alla zona di La Santa, località a metà della costa occidentale dell’isola, Questa zona è parzialmente turistica, vi sorge infatti l’hotel Club La Santa. Si tratta di un’area molto vicina al Timanfaya, pertanto il terreno è ovunque impervio, pieno di massi taglienti fin sulla spiaggia, che in pratica non esiste, e il mare fa la sua parte con le grandi onde. Presso il suddetto hotel esiste una sorta di laguna racchiusa da un piccolo istmo detto La Isleta, che forma uno spazio accessibile per il bagno, e libero anche per chi non soggiorna presso l’hotel. A noi non piace molto, non ha niente delle caratteristiche che finora ci sono piaciute di quest’isola, per cui decidiamo di rientrare, attraversando anche il paesino di Tinajo.

10/09:
Decidiamo di dirigerci oggi verso Costa Teguise, nella zona centrale della costa orientale, non possiamo non vedere le numerose spiagge che la costellano, anche se partiamo avendo il sospetto che non rispecchino affatto la natura dell’isola; la giornata è perdipiù molto nuvolosa, e quindi ci limitiamo ad attraversarle passeggiando, ma senza soffermarci granché: Playa del Charco, Playa de las Salinas, Playa de Las Cucharas, sono evidentemente molto turistiche, con moli e porticcioli.
Oggi è anche la giornata che abbiamo deciso di dedicare alla visita del Jardin de cactus (ingresso 5€ che include la consumazione al bar), un giardino botanico che rappresenta anche l’ultima opera di Manrique, ricco di piante grasse provenienti da tutto il mondo, e che comprende al suo interno anche un vecchio mulino visitabile. E’ molto bello, organizzato con un occhio speciale per l’armonia di forme e accostamenti, e dall’alto del mulino c’è una bella vista sulle coltivazioni di cactus.
Dopo una tranquilla visita del parco e un veloce pranzo al sacco subito fuori dal parco stesso, decidiamo di spostarci in una zona molto meno nota, corrispondente alle località di Mala e Guatiza (zona centro-nord della costa orientale). Vi si trovano alcuni agglomerati di case che sorgono su una costa impervia, con un mare splendido; appare difficile pensare di sostarvi (anche se presso Los Cocoteros esiste una diga con una spiaggetta artificiale): a noi non importano bagno e spiaggia a tutti i costi, preferiamo ammirare il paesaggio e scattare numerose foto ai meravigliosi scorci, con la schiuma del mare che predomina, e godere di quella tranquillità.
Proseguiamo verso nord fino ad Arrieta, fermandoci per il relax a Playa de la Garita, che sorge vicino al paese, tuttavia molto tranquilla, frequentata solo da qualche famiglia spagnola. E’ una spiaggia di sabbia marrone, che prosegue poi con massi arrotondati, e rappresenta un’insenatura abbastanza riparata, quindi con poche onde. C’è un lungo molo, e appena arrivati passeggiamo fino alla sua cima, imbattendoci in un ragazzino esultante….e capiamo presto perché: è appena riuscito a pescare il suo primo squaletto!
Anche questa giornata è stata ricca di soddisfazioni, e le località meno turistiche ci hanno davvero fornito ore di paradiso fuori dal mondo.

11/09:
è il grande giorno, quello della fantomatica escursione che ci siamo convinti ad intraprendere, il cammino de “Los Gracioseros”: ci spingiamo di nuovo, prestissimo, all’estremo nord dell’isola, esattamente al Mirador del Rio, ma stavolta con l’obiettivo di scendere giù lungo questo muraglione di oltre 600m per arrivare ad una spiaggetta che si trova proprio di fronte all’isoletta de La Graciosa. Abbiamo letto che, proseguendo giù per la strada panoramica che parte dal Mirador e costeggia il Risco, esistono ancora i resti di un antico percorso, che un tempo veniva effettuato dalle donne de La Graciosa. Gli abitanti de La Graciosa approdavano con le loro barche nel punto più stretto di mare tra Lanzarote e La Graciosa e, mentre gli uomini restavano a vigilare le barche (no comment), le donne, cariche di ceste di pesce, salivano su per questo ripidissimo percorso a tornanti fino in cima al Risco, per vendere i propri prodotti presso Lanzarote. Oggi il percorso è in parte rovinato, sicuramente privo di manutenzione, quindi in molti punti è pieno di sassolini generati da piccole frane, si rischia di continuo di scivolare anche se con le scarpe giuste. Inutile dirlo, è assolutamente sconsigliato provare a scendere con ciabattine, questo è un percorso piuttosto duro, da affrontare solo se si ha voglia di una bella passeggiata in un paesaggio incredibile. Mentre si discende piano piano, ci si sente sospesi tra cielo e terra, continuamente tentiamo di fare foto per rendere l’idea del posto in cui ci troviamo, ma senza riuscire a rendere giustizia a questa meraviglia. Impieghiamo un’ora per scendere giù con tutte le attenzioni, il nostro scopo, oltre alla camminata in sé, è raggiungere la deliziosa e isolata spiaggetta che si trova ai piedi del Risco stesso, dove contiamo di trascorrere la giornata in completa solitudine.
Questo è ciò che effettivamente avviene, la spiaggia è davvero il luogo più incontaminato che potessimo immaginare (anche se pure qui i rifiuti di qualcuno che via via vi si reca a bivaccare si vedono), al nostro arrivo i gabbiani ci vengono vicino mostrandoci chiaramente il loro risentimento per la nostra violazione…passiamo quasi l’intero giorno in questo posto bellissimo con il mare verde, con la sola presenza di una coppia di giovani in tenuta da trekking che sostano a circa 1km da noi…il paradiso, letteralmente, la nostra piccola tenda piantata nella sabbia e nient’altro se non la natura.
Non vogliamo fare tardi per il rientro, la risalita richiede un’ora come la discesa, in quanto se pur molto faticosa è comunque meno a rischio di scivoloni.
La giornata non è ancora terminata, siamo nel tardo pomeriggio e non paghi decidiamo di passare di nuovo per Teguise per una…passeggiata…nel paese, giusto per vederlo quando è privo della calca della domenica di mercato. Ci piace molto, sobrio e tranquillo, davvero bello e a misura d’uomo.

12/09:
Di nuovo verso il nord anche oggi, decidiamo di sfruttare fino in fondo ogni ora che ci resta della nostra permanenza su questa meravigliosa isola, nonché del noleggio della Opel Astra, vogliamo recarci stavolta nei pressi di Orzola, costa nell’estremo nord, meravigliosa, piena di spiagge bianche tra i frammenti di Malpaìs, la lava tipica di questa zona. Percorrere la costa in auto è una continua emozione, è tutto un sostare per dire “fermiamoci qui” e poi, vinti dalla curiosità, proseguire per trovare angoli ancor più spettacolari…infatti si incontra una serie di calette di facile accesso, dove il mare forma una sorta di laguna il cui livello risulterà alzarsi rapidamente nel corso della mattinata. Sono presenti i tipici muretti di pietre laviche che aiutano a ripararsi dal vento.
Trascorriamo la mattinata in questa splendida cornice, dopodiché ci spostiamo per tornare per l’ultima volta a Playa de Famara, dove avevamo giurato di fare ritorno. Stavolta il vento soffia un po’ meno forte, per cui è ancora più bello e struggente il nostro saluto a questa spiaggia bellissima.
Siamo davvero tristi e soddisfatti allo stesso tempo, letteralmente affascinati da quest’isola che sa coniugare comodità e natura selvaggia in modo così bello e semplice. Non ci siamo recati nella casa-museo di Manrique, forse con qualche giorno in più di auto l’avremmo inserita tra le nostre mete, o forse avremmo privilegiato di tornare negli angoli più suggestivi. Ho l’impressione che anche Manrique avrebbe fatto lo stesso…
la tristezza all’idea di aver salutato definitivamente il selvaggio e meraviglioso nord dell’isola lascia spazio alla gioia nel rivedere le bellissime baie di Papagayo, che frequentiamo per gli ultimi 4 giorni di permanenza sull’isola.

17/09:
Il giorno della partenza: il nostro aereo non decollerà da Arrecife ma da Puerto del Rosario, a Fuerteventura, pertanto occorrerà prendere il traghetto dal molo di Playa Blanca a El Cotillo, e poi scendere in pulman fino a Puerto del Rosario.
Ci lamentiamo, il viaggio di ritorno rischia di trasformarsi in una serie estenuante di ore….a posteriori, penso invece che sia stato più bello così….allontanarci via mare fa un altro effetto, ho scorto gli occhi lucidi di mia figlia sul traghetto, per poi vederle tornare il sorriso una volta giunti a Fuerte, dove avevamo lasciato il cuore l’anno prima. Abbiamo di nuovo attraversato le dune di Corralejo e scorto gli splendidi colori di quest’isola.
Un viaggio davvero meraviglioso, anche grazie alle dritte e alle dettagliate descrizioni reperite sul sito http://www.pepephelipe.com, che è stato migliore di ogni guida si possa trovare in vendita.

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Ci sono 4 commenti su “Lanzarote, meravigliosa.

  1. non so se sia riuscita a rendere l’idea della bellezza di quel luogo….mi ha davvero lasciata senza parole…e il sito che ho segnalato ha l’enorme merito di fornire un gran numero di dettagli pieni d’amore, che ti permettono di scoprire il sapore più vero dell’isola..

  2. Chelodina wrote:
    non so se sia riuscita a rendere l’idea della bellezza di quel luogo….mi ha davvero lasciata senza parole…e il sito che ho segnalato ha l’enorme merito di fornire un gran numero di dettagli pieni d’amore, che ti permettono di scoprire il sapore più vero dell’isola..

    ciao,
    scusa per il ritardo, comunque grazie per l’informazione sulla spiaggia e grazie per il diario di viaggio, molto bello, complimenti. ciao. mappamoto

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