Islanda : la quinta dimensione

L’Islanda è una terra che mi ha sempre affascinato. Era dal 2000 che la sognavo e la desideravo, dopo aver letto un articolo riguardante il Laugavegur, lo spettacolare trekking da Lanmannalaugar a Porsmork descritto come uno dei più belli al mondo. Finalmente nel 2007 mi sono deciso. Dapprima da solo, poi assieme a persone trovate su internet, ho affrontato questa avventura!

Destinazione : Islanda

Periodo: 29/7 – 19/8

Descrizione: Reykjavik, Trekking Laugavegur, Giro orario dell’isola.

l top del viaggio: Landmannalaugar, Kerlingarfjoll, Lakagigar, Namafjall.

I rimpianti: Snaeffelsjokull, Mt. Hekla, fiordi nord-occidentali, Askja.

Trasporto: volo charter diretto da Trieste (Monfalcone)

Trasporti interni: piedi la prima settimana e macchina le altre 2

Costo: Pagati dall’Italia: Volo 500 €, Trekking 400€, noleggio auto 500€. Spese in loco: 800€ (mangiare, dormire, extra)

DIARIO DI VIAGGIO 29 Luglio: Mestre – Keflavik

Partenza alla mattina da Mestre. Orietta mi ha gentilmente ospitato a casa sua e mi ha accompagnato, col mio zaino da 38 kg, alla stazione. Viaggio in treno perfetto. Arrivare all’aeroporto di Monfalcone è piuttosto semplice: la fermata dell’autobus è di fronte alla stazione. Il problema è il biglietto dell’autobus… sfrutto la mia piaggeria e una gentile signora mi regala il biglietto! Il pullman mi lascia a 50 metri dalle partenze e vado istantaneamente a scaricare il bimbo da 38 kg che ho in spalla… Come supponevo, nessun problema, nonostante i 20 kg massimi ammessi! Il volo è tranquillo, ma è pieno di Islandesi! Il volo è diretto e dura circa 4 ore. L’arrivo a Keflavik, con i miei braghini corti e maglietta è agghiacciante, nel vero senso della parola. Sono le 16.00 e comincio ad aspettare il responsabile della guesthose in cui alloggio, di cui purtroppo non ricordo il nome. Attesa vana, perché l’infame si era dimenticato! Contattato via telefono con immensa spesa, l’infame arriva e mi porta al mio alloggio. Il posto non è male, anzi decisamente buono rispetto a quanto incontrerò successivamente, e i 60 euro sganciati ne sono la prova! Keflavik è la città più triste del mondo, non ci sono dubbi.
Me la passo via passeggiando sul lungomare, ma la pioggerellina non aiuta. “Provo la gamba” sul promontorio sopra il porto ma in 10 minuti sono già in cima! Scopro che c’è un market aperto 24 ore su 24 (è la catena 1011) e che ovunque posso pagare con la carta di credito, anche per piccolissime cifre. Cosa molto interessante visto che in 3 settimane la Corona Islandese si è svalutata di circa il 20% nei confronti dell’euro. Grazie al cielo domani vado a Rejkyavik. Addio scassapallopoli, e a mai più rivederci!

30-31 Luglio, 1 Agosto: Reykjavík

Reykjavík, capitale più settentrionale del mondo, si visita in 12 minuti e 35 secondi circa… No… A parte gli scherzi… Quello che intendo dire è che Reykjavík non va “visitata” ma va vissuta. In soli tre giorni si possono apprezzare i monumenti, le case colorate, i locali… ma l’atmosfera che permea questa città può essere compresa solo vivendoci. In confronto alle città occidentali è una palla, questo non ci piove, ma vista Keflavik non stento a credere che la capitale rappresenti per gli islandesi un divertimentificio! Il flybus da Keflavik è comodissimo. Consiglio di fare il biglietto (1200 Isk) nel distributore automatico con la carta di credito. Veloce. E’ quello che ti serve quando arrivi e hai il flybus lì che ti aspetta. Il pullman passa davanti agli alberghi principali e poi ti scarica alla “stazione centrale” BSI. Da lì ci si divide su altri autobus piccolini che ti portano negli altri alberghi. Io ho alloggiato alla “Salvation Army Guesthouse”. Molto comoda, pulita, ben gestita e gli ospiti sono tranquilli. In più è in centro e offre un servizio deposito bagagli gratuito che mi è stato molto utile.

La visita è decisamente subordinata al tempo. In questo periodo il sole tramonta verso le 22 e sorge verso le 4 di mattina. Un incubo soprattutto per quelli che non hanno le tende in guesthouse!
I primi due giorni ha piovuto e vi assicuro che questo può rovinarvi la vacanza. Ho passato diverso tempo in guesthouse a leggere la guida e quando spioveva uscivo un po’. Il terzo giorno invece finalmente è uscito il sole!

I luoghi visitati:

Laugavegur: via principale. Negozi di qualunque tipo, ovviamente carissimi. Da Cintamani c’è un internet point gratuito. C’è anche il centro visitatori dove potete prenotare tutte le escursioni che il vostro portafoglio vi permette…

Hallgrímskirkja: La “Hallgrímskirkja”, chiesa luterana nei pressi del centro pedonale, è anche l’edificio più alto d’Islanda. Situato in cima d una collina sovrasta il centro della città. Con la sua torre alta 73 metri può essere considerata il simbolo della città. Un ascensore porta fino in cima alla torre che offre come anche l’Öskjuhið la miglior vista panoramica sulla città fino allo Snæfellsjökull. (Wikipedia)

Municipio e lago adiacente: molto bello passeggiare attorno a questo specchio d’acqua. Vicino c’è anche un cimitero molto interessante che non ho visitato perché temevo (a torto) che non si potesse.

Lungomare: non attratto dai souvenir e dai negozi, ho passato la stragrande maggioranza del tempo a girovagare avanti e indietro sul porto di Reykjavík e sul lungomare. Davvero si respira un’atmosfera dell’altro mondo, mai e poi mai penserete di essere nel porto di una capitale europea. Attualmente ci sono dei lavori di ampliamento.

Sólfar: Scultura molto famosa che si trova sul lungomare di Reykjavík, in concomitanza dalla strada che scende dalla Hallgrímskirkja.

Alping: il parlamento islandese. In Islanda i parlamentari sono 40 e quindi il parlamento è decisamente meno impegnativo del nostro!

Il secondo giorno, esasperato dalla continua acqua che scendeva dal cielo, ho deciso che da sopra o da sotto era lo stesso e ho prenotato al centro informazioni un rafting (9590 Isk). Tinna, l’assistente che per puro **** parlava italiano, è arrivata 15 minuti in anticipo davanti alla guesthouse, ma per fortuna ero già pronto e non ho fatto fare la figura dei ritardatari al mio popolo! Due ore di auto per arrivare alla base, vestizione, un paio d’ora di rafting con livello di difficoltà infimo, ma paesaggi mozzafiato. Abbiamo sceso un fiume attraverso una gola alta 6-7 metri. Sembrava di essere a Gardaland solo che era vero! Ma l’apice lo si è toccato quando ci hanno permesso di accostare, salire su una rube e tuffarsi di sotto… ovviamente in mezzo a fighetti del nord non ho potuto fare a meno di fare l’italiano e mi sono tuffato per primo nelle gelide acque del fiume Hvìta.
Sebbene il prezzo sia proibitivo lo consiglio vivamente, assieme ad altre magnifiche escursioni, tutte sopra i 100 euro…

Link Utili

Salvation Army Guesthouse: http://www.herinn.is/herinnis/Gistiheimilid/English/
Arctic Rafting: http://www.arcticrafting.com/Iceland/Home/
Visit Reykjavík: http://www.visitreykjavik.is/

2-3-4-5-6 Agosto: Laugavegur

Il Laugavegur (in islandese “il sentiero delle sorgenti calde”) è un popolare sentiero di trekking dell’Islanda sud-occidentale, lungo circa 55 chilometri e attrezzato con cinque rifugi. Parte dalle sorgenti calde di Landmannalaugar e giunge alla valle glaciale di Þórsmörk, attraversando un’ampia varietà di paesaggi. Il sentiero viene normalmente completato nell’arco di 2-4 giorni, fermandosi presso i rifugi intermedi di Hraftinnusker, Álftavatn e Botnar i Emstrum. (Wikipedia)

Abbiamo diviso il viaggio in 4 tappe: Landmannalaugar – Hrafntinnusker, Hrafntinnusker – Hvangill, Hvangill – Botnar (con deviazione alla falde del Myrdalsjokull), Botnar – Porsmork (Basar). La parte in blu è l’estensione fino a Skogar effettuabile in giornata, ma scomponibile in due parti, con sosta allo scenografico rifugio di Fimmvorduhals.

Il quinto giorno dopo aver dedicato la mattina ad un piccolo giro di esplorazione abbiamo ripreso l’autobus per Rejkyavik.

EQUIPAGGIAMENTO

Sconsiglio caldamente di effettuarlo da soli, in quanto per lunghi tratti i l sentiero non è ben segnalato. Inoltre questa descrizione contempla il trasporto bagagli da un rifugio all’altro. Se ciò non fosse possibile l’equipaggiamento e il cibo cambia completamente. Per info contattatateli
Il trekking con Utivist è perfetto perché include il trasporto del cibo e delle attrezzature da un rifugio all’altro. Pertanto consiglio di riporre il cibo in quelle scatole di plastica rettangolari che di solito si usano per i vestiti così da caricarla più facilmente sulla jeep. In un’altra scatola riponete l’attrezzatura che non vi serve durante il giorno, come sacco a pelo, tenda (se necessaria), ricambi vari …

Abbigliamento: intimo tecnico (due maglie a maniche lunghe e due paia di sottopantaloni), traspira al massimo e tiene caldo. Pile: questo è stato un errore. Infatti il pile deve essere leggerino così da poterci portare sopra la giacca a vento. Anche con molto freddo infatti con intimo tecnico, pile e giacca a vento, fa un caldo bestia. Eccezionali (e costosissimi) sono i pile windstopper di Cintamani. Con l’intimo tecnico, una canottazza di lana e quello fatecaldamente avventurarsi vicino, o peggio sulla lingua di ghiaccio, senza debita attrezzatura. Il centro visitatori di Skaftafell organizza escursioni guidate con piccozza e ramponi.
Verso le dieci partenza per Cape Ingolfshodi. Questo punto dell’Islanda è importantissimo per due aspetti. In primo luogo fu il punto in cui Ingólfur Arnarson, primo colono permanente dell’Islanda, passò il suo primo inverno, prima di insediarsi a Rejkyavik. Secondariamente è universalmente famoso come luogo di nidificazione delle Pulcinella di mare. Ovviamente attratti da questo secondo aspetto andiamo al piazzale dove il padrone del terreno (eh si in Islanda i siti storici possono anche essere di proprietà di privati) arriva col trattore e ci porta al di là del lungo “pantano” che divide il capo dal resto dell’isola. Ovviamente di pulcinella nemmeno l’ombra… “too late!! (troppo tardi)” ci dice. Ci rifaremo la sera del giorno dopo, sulla spiaggia di Vik.
Al pomeriggio trasferimento alla guesthouse nei pressi di Kjrkjuberklaustur. Domani pista di Laki, per diventare veri uomini.

14 Agosto: Pista di Laki – Vik

La pista di Laki è stata, dopo Landmannalaugar, la cosa più bella vista in Islanda. Sarà per la delusione con cui sono venuto di via dall’area naturale di Skaftafell, dipinta come una delle cose più meravigliose dell’isola, e guastata invece dal maltempo, ma questa giornata, conclusa col tramonto in spiaggia a Vik, è stata semplicemente strepitosa. La pista di Laki si snoda per 45 km attraverso una colata che verso la fine del 1700 sterminò il 20% della popolazione mondiale. Si tratta di una spaccatura lunga 25 km di piccoli coni vulcanici allineati e divisa a metà dal monte laki appunto, la cui ascesa è caldamente consigliata. Lascio che le foto parlino per me perché nulla puo’ rendere meglio di loro il susseguirsi di infiniti paesaggi cha abbiamo trovato.
Tempo fa si diceva che compiere quel giro fosse la ”prova” per dimostrare di essere veri uomini. Noi lo abbiamo fatto in 5 ore circa più le due ore per la sosta al Laki. Pochi turisti anche se serviti dai bus 4×4 della compagni islandese.

Ritornati sulla Ring Road ci siamo diretti verso Vik e qui abbiamo avuto la dimostrazione di tutte le nostre teorie. Dipinta come la città più piovosa dell’Islanda (e quindi del mondo probabilmente!) la cittadina di Vik si è dimostrata invece meravigliosa, complice un sole splendido. Ancora una volta il tempo influisce per il 90% alla bellezza dei luoghi. Ma purtroppo l’Islanda non è solo sole, anzi…
La fortuna ci assiste e riusciamo prenotare un meraviglioso cottage sulla famosa spiaggia nera per pochi soldi. Il tramonto è meraviglioso e siamo circondati da centinaia di pulcinella di mare, tanto cercate fino a quel momento. Ad un certo punto dall’acqua spunta anche la testa di una foca!

15 Agosto: Vik – Gaysir/Gullfoss

La mattina abbiamo visitato Vik. Come dicevo è stata una visita meravigliosa. La piccola chiesetta, il cimitero con le lapidi a forma di colonna basaltica, il tutto accompagnato da uno splendido sole. Sosta obbligata nel negozio di souvenir che la Lonely Planet dice essere il meno caro dell’isola e a ragione. I prezzi sono in media il 20% più bassi. Da notare che il negozio “nasconde” un’area lavorazione lana visibile dal piano di sopra da un “balconcino”. Tiriamo il pomeriggio passeggiando sulla spiaggia nera, saccheggiandone un po’ da portare a casa, come ogni italiano che si rispetti…!
Verso tardo pomeriggio partenza per Gaysir e Gullfoss, le perle del triangolo d’oro. Andiamo tardi per non trovare ressa e ci riusciamo. Sia il gaysir di Strokkur sia la cascata sono spettacolari. Vale sicuramente la pena una visita nonostante siano trafficate di turisti, in particolare italiani… . Il consiglio è di andarci attorno alle 19.00 quando il centro visitatori chiude, così da trovare veramente poca gente.

16-17 Agosto: Regione del Kjolur

Partenza alla mattina per la remota regione del Kjolur, in cui trascorreremo gli ultimi tre giorni del nostro viaggio. Percorriamo la F35 verso questa regione che ormai, in effetti, molto remota non lo è più, visto che la strada si può tranquillamente percorrere con una normale auto. Alloggiamo in un rifugio, precisamente il nome è Hveravellir. Molto comodo e non c’è tanta gente, e il proprietario è un simpaticone! Pranzo frugale e poi partenza per una camminata di circa due ore e mezza in andata e due ore al ritorno ad un cratere inattivo qui vicino. Si tratta di un lungo falsopiano su campi lavici che, devo dire la verità, dopo un po’ stanca. La vista però è bella La vista non è male, con vedute sul Mýrdalsjökull e una montagna che in lontananza poteva sembrare l’Hekla. Serata passata nella pozza geotermica del rifugio… ti rimette in sesto!
Il giorno dopo decidiamo di puntare più in alto e ci dirigiamo in auto lungo lo sterrato in direzione di Piofafell. La cima di 900 m si estende sulla sinistra della piazzola in cui abbiamo lasciato l’auto. Sulla destra, invece, svettano, si fa per dire…, i 1060 m del Raudkoller. Ci dividiamo e io decido per quest’ultimo, cima più alta della regione. La salita dura circa un’ora e mezza. Io l’ho affrontata molto alla larga salendo su una collinetta a sinistra della cima, cima che presenta, nella parte finale, un picco piuttosto pronunciato. Salita la collinetta (che poi tanto collinetta non era…) intravedo una sella che mi permette di arrivare alla base del ghiaione che sale alla cima. Arrivato alla sella vedo una traccia ben visibile e la seguo fino in vetta. Qui il panorama è spettacolare. Un po’ rovinato dalle nuvole ma molto bello. Si ha una grandiosa vista del Mýrdalsjökull. Scendo, un po’ pericolosamente (non fatelo a casa) lungo un’altra via e mi ritrovo giù in mezz’oretta circa. Ritorniamo in rifugio dopo un lungo giro in macchina a cercare qualcos’altro ma non c’è nulla di interessante nei paraggi. Cena, bagno nella pozza e letto!

18 Agosto: Kerlingarfjoll – Laguna Blu – Keflavik

Ultimo giorno col botto. Ci siamo diretti verso l’area geotermica di Kerlingarfjoll che abbiamo scoperto essere una delle più belle dell’Islanda. Molto simile a Landmannalaugar è sicuramente meno turistica, anche se definire “turistica” la zona di Landmannalaugar è un po’ ingeneroso visto che il massimo che abbiamo visto erano una decina di tende. E’ più corretto dire che è sicuramente meno pubblicizzata (la Lonely Planet addirittura nemmeno la riporta) ma è sicuramente altrettanto bella. E altrettanto interessante da esplorare con diversi sentieri che partono dal centro visitatori, in cui si possono anche affittare dei mini bungalow, e che attraversano tutta la zona, comunque visitabile anche in auto.
Al tardo pomeriggio partenza per la Blu Lagoon. Il posto è molto bello e organizzato. Preso d’assalto dai turisti, soprattutto italiani, è una tappa fondamentale, ma nel nostro piccolo, abbiamo preferito l’impianto vicino al lago Myvatn, più “raccolto” e meno caotico. Finito alla laguna ci siamo diretti all’aeroporto dove abbiamo bivaccato fino al check-in delle ore 4.00!
Il ritorno a casa, come sempre, è stato un po’ triste, ma con la consapevolezza di aver visto qualcosa che difficilmente potremo dimenticare. Sembra banale ma in questo caso è sentito. L’Islanda mi ha catapultato nell’essere vero della natura, nella sua dimensione più mistica. Consiglio a tutti di andare perchè. Nel suo piccolo, anche l’Islanda è ormai meta “classica” e solo l’elevato costo del viaggio tiene lontana la massa di turisti!

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