Tour della Grecia Continentale (7 giorni) – aprile 2008

Ciao a tutti!
Volevo raccontarvi del mio viaggio alla scoperta delle bellezze della Grecia continentale. In un gruppetto di sei persone ci siamo avventurati lungo un percorso di 1.520 km, alla ricerca delle tappe più significative e caratteristiche di questa nazione.
Spesa totale 450 euro tutto incluso (per me che non pagavo gli ingressi).
Prima di tutto vi riporto il programmino che avevo preparato prima di partire.

PRIMO GIORNO: domenica 13 aprile
Aeroporto (arrivo volo per le 11) → metropolitana → Atene
visita di Atene: Acropoli, area attorno all’Acropoli, Antica Agorà, quartiere di Monastiráki , Biblioteca di Adriano, Agorà Romana e Torre dei Venti, Anafiotika, Agios Nikólaos Ragavás, Platea Lysikrátous, Arco di Adriano e Tempio di Zeus Olimpio, Plaka, Panaria Gorgoepikoos, Metropoli.
pernottamento ad Atene: Hotel Aristoteles.
SECONDO GIORNO: lunedì 14 aprile
Atene → Sounio
visita di Sounio: Tempio di Poseidone.
Sounio → Termopili
visita alle Termopili
Termopili → Kalambáka
pernottamento a Kalambáka: Hotel Arsenis.
TERZO GIORNO: martedì 15 aprile
visita delle metéore: monasteri di Agia Triada, Agia Stephanos, Agia Rousánou, Varlaam, Megalo Meteoro, Agios Nikolaos Anapafsas.
Kalambáka → Delfi
pernottamento a Delfi: Hotel Athina.
QUARTO GIORNO: mercoledì 16 aprile
visita di Delfi: Santuario di Apollo e Recinto della Marmaria.
Delfi → Olimpia
visita di Olimpia: Antica Olimpia e Museo Archeologico.
pernottamento ad Olimpia: Hotel Inomaos.
QUINTO GIORNO: giovedì 17 aprile
Olimpia → Mystrás
visita di Mystrás: Mitrópolis, Moni Perivléptou, Moni Pentánassas, Vrontóchion, Palazzo dei Despoti, Kástro.
Mystrás → Náuplia
visita di Náuplia.
pernottamento a Náuplia: Hotel Dafni.
SESTO GIORNO: venerdì 18 aprile
visita di Náuplia: fortezza di Palamidi.
Nauplia → Micene
visita di Micene: Acropoli, Tesoro di Atreo e Tomba di Clitemnestra.
Micene → Loutraki
pernottamento a Loutraki: Hotel Marko.
SETTIMO GIORNO: sabato 19 aprile
Loutraki → Aeroporto (partenza volo ore 11)

Siamo arrivati ad Atene verso le 11 della mattina con un volo lowcost della volareweb (prezzo di circa 95 euro andata/ritorno). Dall’aeroporto, per raggiungere la città, basta prendere la metropolitana che, con un costo di 6 euro (10 andata e ritorno), conduce direttamente in città in meno di un’ora (partenze ogni mezz’ora).
Il nostro hotel era in zona Omonia, praticamente dove si trova la maggior parte degli hotel prenotabili in internet ad un prezzo conveniente. Abbiamo pernottato all’hotel Aristoteles (http://www.aristoteleshotel.gr/) per 20 euro a testa (colazione inclusa). L’hotel non è male dato il prezzo. L’unica pecca la zona in cui è situato: ad ogni ora del giorno e della notte le strade sono piene zeppe di gente strana, tossici, ubriachi e prostitute. A noi non è successo nulla ma eravamo un gruppo di 6 persone. Sconsiglierei vivamente di andarci da soli!
Sistemate le valigie, siamo ritornati in metropolitana (80 centesimi a biglietto) e siamo scesi ai piedi dell’Acropoli. Uno spettacolo nonostante la giornata grigia e afosa! Purtroppo i Propilei e il Partendone erano parzialmente coperti da impalcature ma l’emozione di trovarsi di fronte a tanta meraviglia è impareggiabile. Mi sono rivisto bambino, mentre studiavo l’antica Grecia, perso ad osservare e fantasticare sulle foto dei libri di scuola! Il prezzo d’ingresso è di 12 euro ma tenete in considerazione che il biglietto comprende l’ingresso ai principali monumenti della città. L’ingresso è gratis, invece, per gli studenti universitari.
Da li ci siamo diretti all’Agorà (bello il tempio di Efesto), alla Biblioteca di Adriano e all’Agorà Romana. Un po’ deludente la passeggiata per la Plaka: mi aspettavo qualcosina di più caratteristico. Si, ci sono numerosi ristorantini all’aperto dall’aspetto carino e, qua e là, si incontrano delle chiesette ortodosse, ma pochi sono, a mio avviso, gli elementi significativi che la contraddistinguono da una qualsiasi città.
Il vicino tempio di Zeus Olimpio l’abbiamo visto solo fuori dai cancelli perché chiudevano prima del previsto. Peccato!
Sulla via del ritorno ci siamo fermati nei pressi della metropolitana di Monastiraki a gustare un fantastico souvlaki kebab (pane pita con carne di spiedino, pomodorini e cipolle). Era di una bontà indescrivibile!
Lavati e sistemati in hotel, siamo usciti in cerca di un buon piatto tipico per cenare. Siamo scesi dalla metropolitana in piazza Syntagma e, per puro caso, abbiamo assistito al cambio della guardia. Davvero molto simpatico visto che i due omoni sono costretti a marciare agilmente con tanto di zoccoli e gonnellino!
Per la cena ci siamo fermati nella Plaka in un locale all’aperto in cui, nel pomeriggio, siamo stati fermati da un ristoratore piuttosto appiccicoso (passate velocemente davanti ai ristoranti altrimenti vi fermano ad ogni passo!). Abbiamo mangiato moussaka, insalata greca e dolce a 12 euro (bevande incluse). I prezzi e i menu turistici sono più o meno uguali in tutta la zona.
Per rientrare in hotel ci siamo incamminati verso la fermata Acropoli della metropolinata. Da qui la vista notturna sul Partenone è stupenda e suggestiva.
Seppure con un po’ di fatica, a mio avviso, in un giorno si possono vedere tranquillamente le principali attrazioni della città. Peccato non essere riusciti a vedere il museo nazionale, mi sarebbe piaciuto davvero.

Il mattino di lunedì siamo ritornati in aeroporto a prendere il pezzo mancante della comitiva e abbiamo ritirato l’auto noleggiata prima di partire (http://www.economycarrental.com.ky/). Abbiamo pagato circa 300 euro per un Transporter Volkswagen (9 posti comodi + spazio per le valigie), per 5 giorni con polizza casco. Il prezzo è conveniente e l’unico “disagio” (se così si può chiamare) è che l’ufficio noleggio non si trova all’aeroporto ma nei dintorni. Ti aspettano con un furgoncino e ti accompagnano direttamente loro.
Prima tappa della giornata il tempio di Poseidone a Sounio (prezzo 4 euro, gratis per studenti). La giornata era stupenda, c’era pochissima gente nei dintorni e ci siamo goduti la vista e la suggestione del posto. Merita sicuramente! E c’è stato anche qualcuno che è sceso lungo la scogliera fino al mare, per immergere i piedi!
Per raggiungere le meteore il viaggio è stato piuttosto lungo. Avevamo fissato una tappa alle Termopili ma quasi non ci siamo accorti del monumento (comunque non mi è parso granché). Finendo in una strada sterrata proprio accanto alla statua di Leonida, ci siamo ritrovati vicini ad una ruscello di acqua calda. Consigliati da alcuni “bagnanti” abbiamo proseguito alla ricerca della sorgente (missione fallita) e abbiamo trovato una bella pozza tranquilla in cui ci siamo rilassati per una mezz’oretta! La povera signora che già si stava pregustando il suo buon relax si è dovuta sorbire le chiacchiere rumorose di un gruppetto di turisti in mutande!
Ripreso il viaggio (l’autostrada finisce) non si incontrano molte case e la strada attraversa montagne e pianure di un verde brillante. Siamo soliti associare la Grecia all’aridità delle sue isole e, invece, all’interno si presenta sotto tutt’altro aspetto: prati verdissimi, terra di un bel marrone intenso, fiori primaverili sparsi ovunque!
Il tempo che ci ha accolti a Kalampaka era decisamente pessimo: aria gelida e acquazzone! Abbiamo mangiato qualcosa di veloce in paese (souvlaki e kebab) e siamo tornati in hotel. Situata fuori dal paese, facile da raggiungere e molto segnalata, la pensione Arsenis (http://www.arsenis-meteora.gr) è un posto carino (sembra un hotel tirolese!) con un simpatico gestore (che a noi ricordava Fra Tac) che regala cartoline, cartine e souvenirs. Prezzo 15 euro senza colazione.

Martedì mattina ci siamo svegliati con un sole fantastico e il cielo di un blu inteso. La vista sul paese e sulle montagne che si poteva godere dalla camera dell’hotel era davvero bella.
Prima di lanciarci nel programma ci dirigiamo in paese, in una delle piazzette principali, per la colazione. Probabilmente la cameriera ha creduto fossimo a digiuno da una settimana perché, non conoscendo le porzioni, abbiamo preso ciascuno uno yogurt con miele (super coppa) e una brioches spalmate di cioccolata (erano lunghe almeno 20 centimetri, non scherzo!). Con il pancino pieno e l’umore alle stelle eravamo ormai pronti per affrontare la giornata!
Le meteore sono sicuramente la parte più affascinante e mistica del viaggio. Ne abbiamo visitate cinque, per la sesta era il giorno di chiusura (fate attenzione perché sarà probabile trovare i monasteri chiusi per via degli orari e dei giorni di chiusura differenti che, spesso, non vengono riportati in modo corretto sulle guide). Ingresso 2 euro in ciascuna. Bellissime le chiesette dipinte, l’atmosfera che si respira e le vedute mozzafiato sulle vallate! Cercate di farle tutte perché meritano (anche se i meno allenati, in alcune, faranno un po’ di fatica)!
Verso metà pomeriggio siamo partiti alla volta di Delfi. Il viaggio ripercorre per buona parte la strada del giorno precedente (infatti siamo riusciti, sempre per puro caso, a trovare la sorgente di acqua sulfurea nei pressi di Termopili che il giorno prima non riuscivamo a trovare). La seconda parte invece attraversa montagne deserte e vallate sonnecchianti fino ai pressi di Delfi. Gli unici esseri viventi che abbiamo incontrato sono stati due greggi di capre!
Per la notte, ci siamo sistemati nelle nostre camere all’hotel Athina (http://www.athina-hotel.com), su di una delle due strade principali di Delfi. Prezzo circa 15 euro con colazione. Gestori non troppo cordiali ma, dato il prezzo, non potevamo chiedere di più!

Dopo colazione, mercoledì mattina ci dirigiamo al vicino sito archeologico di Delfi. Anche qui ingresso 6 euro + 3 museo (gratis studenti). Il sito è collocato in una bella vallata e, pur non restando molto dell’antico splendore, io l’ho trovato molto affascinante. A differenza di quanto visitato finora, qui abbiamo trovato diversi gruppi di turisti. Ma, nonostante questo, è facile immaginare lo splendore dei tempi andati. A me è piaciuto molto lo stadio in cima alla scarpinata (conservato benissimo). Direi di non perdere anche il vicino recinto della Marmaria con ciò che resta del tempietto circolare. Immancabile anche il bel museo con alcuni pezzi davvero interessanti. Il percorso non è lunghissimo, quindi non ci si stanca affatto!
Da qui partenza alla volta di Olimpia. La strada per buona parte del viaggio regala bellissime vedute sul mare fino al nuovissimo ponte che vi permetterà di raggiungere il Peloponneso (costo circa 11,20 euro per attraversarlo!). Prima dell’attraversamento ci siamo fermati a “pranzare” (erano le 15.30 del pomeriggio) in un mega fornaio stracolmo di dolcetti, pasticcini, panini e torte salate. Mi pare che nel nome del locale ci fosse un riferimento al ponte… Ottimo posticino e prezzi invitanti!
Arrivati a Olimpia la triste sorpresa: il sito chiudeva alle 17 contrariamente a quanto indicato sui siti e sulle guide. Molto tristi (io in particolar modo) ritorniamo in albergo e cogliamo l’occasione per riposarci un poco e per dedicarci allo “shopping” di souvenirs in paese. L’hotel è situato in paese, si chiama Inomaos (prenotato su http://www.hostelworld.com) e il costo è di circa 20 euro con colazione. Non male!
Per cena, invece, ci sediamo in uno dei tanti ristoranti in paese con menù a prezzo turistico (anche qui abbiamo speso poco, circa 10 euro).

Il giovedì mattina presto (molto presto), con un gruppetto di temerari, facciamo la levataccia per non guastare il programma prefissato. Alle 8 in punto siamo i primi ad entrare nel sito di Olimpia (sempre 6 euro + 3 il museo). Fa freddino e il cielo è grigio ma ci godiamo la tranquillità del posto, la suggestione delle rovine, la bellezza del colonnato del gymnasium, l’enormità delle colonne del tempio di Zeus e il fascino delle piante in fiore. Assolutamente da non perdere il museo. Seppur visitato di fretta, l’abbiamo trovato fantastico con i suoi fregi e l’Hermes di Prassitele! Emozionante!
Alle 10 siamo pronti per raccogliere il resto del gruppo sul furgone e per partire alla volta di Mistra. Il viaggio è stato abbastanza lungo (circa 3 ore) più che altro per via delle strade che, ad un certo punto, passano per gole e montagne sperdute. Non passa assolutamente nessuno! Nemmeno le capre che abbiamo visto su altre strade nel nord!
L’incantevole cittadina di Mystras chiudeva alle 15 e, per questo motivo, abbiamo dovuto organizzarci in fretta e girarla altrettanto di corsa. Ingresso 5 euro (gratis studenti), se non sbaglio. Tenete presente che per visitarla ci vogliono almeno 2-3 ore e che vi sono due entrate: quella alta (da cui siamo entrati noi) e quella bassa. Avevo letto di altri turisti che hanno iniziato dall’entrata superiore, hanno visitato la parte alta e, ritornati alle macchine, sono poi rientrati nella porta della città bassa (stesso biglietto). Noi (fanciulle escluse) siamo risaliti a piedi. Certo, è una bella sudata, ma non è poi così terribile!
Abbiamo iniziato la visita dal castello. Le ragazze hanno perso tutte le energie per raggiungere la prima tappa! Ma in effetti è più o meno l’unica faticata perché poi si può visitare tutto in discesa. L’atmosfera è appassionante: la natura sembra lottare per sopraffare le rovine della città bizantina. Le tante chiesette affrescate concorrono con i muri di edifici caduti per creare un insieme armonioso e stimolante. L’unica cosa che non ho apprezzato è l’intervento di restauro del sito. Non me ne intendo molto ma la mano dell’uomo moderno era un po’ troppo visibile. Non commentiamo un intero edificio in fase di completa ricostruzione! Mi chiedo che fine abbiano fatto quelli delle Belle Arti! Ma, a parte questo, il sito merita sicuramente di essere visitato. Suggerirei di metterci più tempo di quello impiegato da noi per poter gustare meglio la complessità del luogo e per giocare un po’ ai piccoli esploratori tra i ruderi!
Necessario a questo punto il pranzo nel paesino ai piedi della cittadina. E’ piccino ma carino, a differenza dei tanti paesi incontrati sulle strade e che non hanno nulla di caratteristico. Abbiamo mangiato in un ristorante (da cui un pesantissimo ristoratore continuava a chiamarci) un’ottima moussaka con le patatine fritte e siamo ripartiti.
Il viaggio verso Nauplia non è stato particolarmente lungo, salvo la tappa forzata da qualcuno che voleva assolutamente visitare un cimitero greco di un anonimo paesino sulla via! Niente di spettacolare ma ci hanno incuriosito molto alcune differenze rispetto ai nostri campisanti.
Consigliatissimo l’alberghetto a Nauplia: hotel Dafni (http://www.pensiondafni.gr), circa 20 euro a testa con colazione (fai-da-te nella cucina a disposizione), in pieno centro storico. Noi 4 ragazzi eravamo in una stanza-appartamentino al piano terra ma le due ragazze avevano una bellissima stanza con vista sui tetti della città!
La cittadina, pur essendo molto turistica, è davvero graziosa e raffinata. Case eleganti e ristrutturate si alternano ai negozi e alle piazzette, ai ristoranti e alle passeggiate lungo il mare. A me è piaciuta tantissimo proprio perché era in forte contrasto alle solite abitazioni stile dopoguerra che si trovano ovunque.

La mattina di venerdì le ragazze hanno optato per una tranquilla mattinata di shopping mentre noi baldi giovani ci siamo avventurati lungo i 999 gradini per raggiungere la sommità della fortezza di Palamiti. Il prezzo di ingresso è di 4 o 5 euro ma il 18 aprile si entrava gratis in tutti i siti perché era la giornata internazionale della cultura (o qualcosa di simile, perdonate la mancanza). La vista da lassù è molto bella e la salita è decisamente meno faticosa del temuto. Anche qui era pieno di fiorellini e passeggiare tra le varie fortezze è stato davvero piacevole. Diciamo che è stato un diversivo alle classiche rovine greche! Ah, per i più pigri, è anche possibile arrivare alla fortezza direttamente in auto (anche se vi perdete un bello spettacolo)!
Tornati alla base, siamo risaliti sul furgoncino e in poco tempo abbiamo raggiunto Micene. Purtroppo non rimane molto dell’antico splendore ma la grandezza delle mura ciclopiche, la porta dei leoni e le sorprendenti tombe di Clitemnestra e Atreo vi lasceranno sorpresi! Sono passati più di 3.200 anni da allora! Degna di nota l’avventura nel cunicolo della cisterna. Siamo scesi lungo i 99 gradini, immersi nel buio rischiarato solo da una torcia di un collaborativo turista italiano (solo noi italiani possiamo fare queste cose!). Non ho ben capito se si poteva scendere o meno, comunque è stato molto Indiana Jones!
Pranzo veloce in un ristorantino del paese (buonissimi i pomodori ripieni di riso!) e via di corsa verso Loutraki, nei pressi di Corinto. Ci siamo velocemente infilati il costumino al nostro hotel Marko (prenotato su hotels.greece-bookings.com, 20 euro con abbondante e gustosa colazione, ottima posizione, cortese la proprietaria) e ci siamo goduti la spiaggia sassosa per 2-3 ore! Abbiamo letto, sonnecchiato, immerso i piedi nel mare, goduto il tramonto e rivissuto alcuni momenti del nostro viaggio che ormai volgeva al termine.
Degna di nota la cena. Dopo una passeggiatina in paese, ci siamo fermati in un ristorante lungo il mare, verso l’estremità est. Non ricordo il nome ma era piuttosto grande e molto frequentato. In poco tempo si è riempito di greci che si abbuffavano con quantità infinite di pesce! Con 12 euro abbiamo fatto una bella scorpacciata di calamari fritti e affini!

Triste è stato il risveglio (salvo per l’abbondante colazione) all’alba di sabato mattina. Caricati i nostri averi per l’ultima volta, siamo saliti sul furgoncino e, passando un paio di volte sullo stretto di Corinto, ci siamo diretti verso l’aeroporto (partenza alle 11.00 circa).
Abbiamo fatto “ciao” con la manina a questa terra antica ed affascinante e siamo decollati verso la nostra cara, vecchia ed amata Italia!

Un saluto a tutti e grazie per aver letto il mio racconto!

Fabio
(il Tus-operator del gruppo)

Ps: alcuni consigli:
– avevo cercato le distanze e i tempi di percorrenza tra una località e l’altra su viamichelin.it ma ve lo sconsiglio perché in quasi tutte le tappe abbiamo impiegato molto meno rispetto a quanto riportato (a volte anche la metà!);
– noi abbiamo visitato la Grecia ad aprile. Il periodo è ottimo sia per le temperature, sia per la fioritura di miriadi di piante e sia per la poca gente in circolazione. Il problema è che, essendo un mese a cavallo tra gli orari invernali e quelli estivi, molte volte i siti chiudono alle 15 o alle 17 (a differenza di quanto indicato in internet e su tutte le guide). Conviene informarsi prima (anche se non ho capito come) ed essere abbastanza elastici!

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Ci sono 7 commenti su “Tour della Grecia Continentale (7 giorni) – aprile 2008

  1. Comeilmare wrote:
    Io e mia moglie ci andiamo ad Agosto. Di certo farà più caldino :shock:

    Noi visiteremo anche Monemvasia e l’isola di Elafonissos.

    Dici che si trova dove dormire senza prenotare anche se siamo in agosto? :o

    Eh già, ad agosto farà più caldo e ci sarà la possibilità di godersi con più calma qualche spiaggetta!
    Monemvasia attirava moltissimo anche me ma, dati i tempi ristretti, ho dovuto toglierla dal programma.
    Io ho preferito prenotare prima proprio per via del tempo ristretto. Avremmo perso troppo tempo a cercare stanze libere e prezzi adatti al nostro budget limitato.
    Ho letto in altre recensioni che ad agosto altri viaggiatori hanno avuto un po’ di difficoltà a trovare stanze libere. Il problema, credo, sia dovuto al fatto che spesso, accanto alle località turistiche, non vi sia proprio nulla e i paesini possono distare parecchi chilometri (tipo Delfi e Micene).
    Però se siete in due e se vi adattate, direi che potete rischiarla! :)
    Buon viaggio!
    Fabio

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