Mauritius – l’isola dai mille colori

Mauritius

Quando si pensa e si parla di Mauritius, spesso la si associa solo a spiagge bianche con mare trasparente, sterminati palmeti e alberi da cocco, hotel di lusso, insomma, la meta ideale per un viaggio di nozze.

Non che ciò non corrisponda a verità ma, a mio parere, questa isola è molto di più, è un insieme di colori, profumi e suoni che non possono sfuggire, anzi, dapprima stupiscono e successivamente ammaliano il viaggiatore attento.
Sorprende quanto un’isola lunga 70 Km. e larga 45 Km. possa racchiudere in sé tante meraviglie, splendide spiagge, barriera corallina, foreste dalle mille sfumature di verde, montagne, cascate, crateri spenti, mille tipi di fiori, una fauna variegata, piantagioni di the e canna da zucchero, ananas, banani, cocchi e altre qualità di alberi da frutta fino a questo momento a me sconosciuti.
E’ inoltre un magnifico esempio di società multietnica, qui convivono pacificamente culture e religioni profondamente diverse frutto di flussi immigratori provenienti da Europa, Africa, India e Cina. Qui è naturale veder chiacchierare musulmani con cristiani, indù con musulmani, ecc..

22-04-2008 Dopo mille incertezze riguardo al volo con cui avrei viaggiato, all’una circa della notte, parto con la compagnia Eurofly. Volo tranquillo ma piuttosto lungo dato lo scalo a Roma.
Atterro all’aeroporto Plaisance di Mauritius alle 15.30 circa ora locale. Il fuso orario rispetto all’Italia è 3 ore avanti ma, vista l’ora legale in vigore nel nostro paese, le stesse sono ridotte a due.
All’interno dell’aerostazione incontro i vacanzieri che tornano in Italia, bianchissimi e con facce piuttosto tristi. Oddio penso, che tempo mi aspetta? Non ho avuto il coraggio di chieder loro nulla!
Espletate piuttosto rapidamente le formalità doganali, recuperato il bagaglio, mi avvio all’uscita dove, puntualmente, l’assistente Teorema mi indirizza verso il bus della Mauritours, corrispondente locale. Il tempo è incerto ma non piove, iniziamo bene mi dico.
Un’oretta di viaggio, sostanzialmente passata con il viso attaccato al finestrino, ad ammirare ciò di cui avevo sentito parlare, tanta vegetazione e tanti corsi d’acqua. Le condizioni della strada sono accettabili ma l’autista è un po’ pazzerello e non mi risparmia qualche spavento, accidenti alla guida a sinistra e ai suoi sorpassi azzardati!! Anche in seguito ho avuto conferme di questo, i mauriziani sono abituati a guidare su carreggiate a due corsie piuttosto strette ma, secondo me, sono anche un po’ incoscienti.
Alle 17 circa arrivo all’Hotel Bouganville del quale ho già parlato nel topic dedicato.

Il tempo è grigio, a tratti piove ma, considerata l’ora, non mi preoccupo più di tanto, oramai la giornata è andata! L’accoglienza è gradevole e in poco tempo tutti i viaggiatori vengono informati sui servizi dell’hotel ed indirizzati alle proprie camere.
Concludo la mia giornata con la cena e, nell’occasione, riconosco e saluto Monica (biru78) Paola** e Micky (kira) con i suoi simpaticissimi fratelli.
23-04-2008 Ancora provata dalla notte insonne in volo, mi alzo insolitamente tardi (alle 8.30). Caratteristica piacevole della sveglia mauriziana è il canto degli uccelli, ve ne sono molti, di varie specie e colori e mi hanno fatto compagnia tutte le mattine! Corro a fare colazione e, alle 9.15, puntuale e curiosa, mi presento alla riunione fissata da Federica l’assistente Teorema. Nell’occasione, oltre a conversare un po’ con Kira (deliziosa), conosco quelli che diventeranno i miei quasi inseparabili compagni di vacanza, una gentile coppia di Pavia e due simpaticissimi amici di Como. Deboli del fatto di essere ancora un po’ spaesati decidiamo di acquistare alla modica (si fa per dire) cifra di 58 euro una escursione che faremo venerdì 25, il tour del Sud. Col senno di poi avremmo potuto tranquillamente organizzarla autonomamente come abbiamo fatto col resto. Nei prossimi viaggi, ognuno di noi, ci penserà un po’ di tempo prima di prenotare escursioni col T.O.
La giornata è bella e, ancora un po’ stanchi, decidiamo di trascorrerla in parte sulla spiaggia dell’hotel, ed in parte passeggiando sulla chilometrica spiaggia, con magnifica pineta alle spalle, alla sinistra di quella dell’hotel, verso Belle Mare. Ringrazio Stefysea per avermela indicata.

24-04-2008 Tempo brutto. Dopo colazione, ore 8.00 circa, decidiamo di andare coi bus locali a Pamplemousse e Port Louise. Fin dall’inizio, avevo manifestato l’intenzione di girare un po’ coi mezzi pubblici, mi piace il contatto con la gente del posto e, in virtù di questa scelta, da questo momento in poi, divento una sorta di guida per il gruppo.
La fermata è proprio davanti all’hotel, laddove stazionano anche i taxisti che, per circa 45 euro al giorno, ti portano dove vuoi. Ricordate però che, in genere, la giornata di un taxista termina alle 17 – 17.30 ed è ben difficile che vi riporti all’hotel oltre quest’orario. Occorre tenere conto che, ad aprile, il sole sorge intorno alle 6.30 e tramonta intorno alle 18.
Sconsiglio il noleggio dell’auto (35 euro al giorno circa per auto di media cilindrata) poiché, sull’isola, la segnaletica, è piuttosto carente e l’illuminazione è pressoché inesistente.
Alcuni audaci clienti dell’hotel mi hanno raccontato di autentiche avventure per riuscire a ritrovare la strada maestra!
Tornando a noi…arriva un bus, antidiluviano, rumoroso e semi avvolto nel fumo. E’ sorprendente! Qui il bus ti si avvicina, il bigliettaio ti chiama e ti invita a salire, un po’ come fanno i taxisti… E’ diretto a Flacq, principale snodo, per la costa est, dei bus diretti alle città principali. Lo prendiamo.

Il biglietto si fa a bordo, passa l’addetto con una macchinetta a manovella che stampa un biglietto sul quale, faticosamente, si intravede un numero corrispondente alle Rupie pagate, in questo caso 18.
Cambio bus, Flacq-Pamplemousse un’oretta circa (21R).
Il tempo pare migliorare, pertanto, senza guida, giriamo il parco in libertà e con assoluta tranquillità.
Evito la storia e la descrizione tecnica dei giardini, i particolari sulle ninfee giganti o sui fiori di loto poiché, di queste informazioni, è piena la rete. Preferisco, piuttosto, riportare le mie impressioni. Non sono appassionata di botanica, anzi, peggio, vuoi per pigrizia, vuoi per pollice nero, non riesco a curare in maniera adeguata neppure le piante da appartamento, ad oggi sono transitati e morti ben 5 ficus benjamin in casa mia, tuttavia, sono rimasta incantata da questo parco. La varietà delle piante, l’imponenza degli alberi, la ricchezza di colori (fra i quali le mille sfumature del verde, risultato, quasi certamente, dell’alternanza rapida e continua di sole e pioggia), il profumo degli eucaliptus, della noce moscata, della canfora, del sandalo, li porto ancora con me.

Abbiamo visto anche le tartarughe giganti e i cervi ma, personalmente, non apprezzo gli animali chiusi nei recinti.
Nel pomeriggio riprendiamo il bus (18R) e andiamo a Port Louise.
Riusciamo a girare solo per il mercato, sia quello all’aperto, in mezzo all’odore nauseabondo del pesce secco, che quello della frutta, al chiuso.
Inizia a piovere. Ci spostiamo verso il porto e qui l’aspetto cambia. La zona dei centri commerciali come il famoso Caudian Center Waterfront è moderna ed estremamente curata. Vi si trovano birrerie, pub, bar (in uno di questi riusciamo a bere un buon caffè Lavazza 75R) il casinò.
Facciamo incetta di magliette dopodiché ritorniamo alla stazione dei bus, saliamo su uno diretto a Flacq (22R). L’ultimo bus diretto a questa località parte da Port Louise alle 19.
Arriviamo a Flacq intorno alle 17.45. E’ buio, piove, la piazza è deserta. Non vi sono più bus per Trou d’Eau d Douce, l’ultimo parte intorno alle 17, e non c’è ombra di taxi in giro. Ancor prima di scendere i nostri sguardi si incrociano smarriti. L’autista coglie al volo tutta la nostra incertezza e, pronto, ci offre di accompagnarci all’Hotel col bus!! Col mio zoppicante francese tratto un po’ sul prezzo e, infine, ci accordiamo per 600 R in 5, 3 euro a testa per il servizio di taxi bus, non c’è male!! Arriviamo all’hotel in un quarto d’ora circa, i presenti davanti all’entrata ancora si chiedono come mai fosse ancora in servizio un bus a quell’ora!!
25-04-2008 Oggi abbiamo in programma la visita dell’Isola dei Cervi. I prezzi applicati dai BB sono altini per cui, considerata la nostra vicinanza all’isola, decidiamo di andarci prendendo la barca dal paese, magari con Vicky Tours 100R a persona A/R. Dopo colazione ci incamminiamo verso Trou d’Eau Douce.
Lungo la strada, costeggiamo una spiaggia. Ci ferma Boby (si scrive con una B soltanto, raccomanda!) una sorta di manager degli skipper locali. In breve, contrattiamo l’escursione che comprenderà: visita e tour intorno all’isola, tappa snorkelling, una puntata alla cascata di Grand Riviere Sud Est. Ci chiede 500R a testa, questa volta siamo in 7, ok, accettiamo.
Nell’occasione, trattiamo e prenotiamo anche il giro che faremo l’ultimo giorno, di cui parlerò più avanti.
Si parte con un motoscafo veloce da 15 posti. E’ bello osservare, durante il breve viaggio, le acque cristalline dai colori mutevoli, dall’azzurro più intenso al verde smeraldo, e le mangrovie spuntare dalla laguna.

Sbarcati sull’isoletta ciò che si presenta ai nostri occhi è un vero Paradiso, alberi di casuarina e pietre laviche contrastano in maniera suggestiva col bianco della sabbia e i colori dell’acqua. Sugli scogli molti granchi e sulla spiaggia ricci e stelle marine. Complice la giornata feriale l’isola è semi-deserta. Passeggiamo a lungo fermandoci per il bagno, qua e là.
Incontriamo un venditore di ananas, ne compriamo una per uno. E’ velocissimo a sbucciarle, un paio di minuti per ognuna.

Nel pomeriggio risaliamo sul motoscafo e ci dirigiamo verso la cascata di Grand Riviere Sud Est.
Ci fermiamo a fare un po’ di snorkelling ma, anche a causa della presenza di molte imbarcazioni a motore, nel posto scelto dal nostro skipper, non c’è grande varietà di fauna marina da vedere.
In realtà qualcosa c’era ma noi siamo MOLTO esigenti…
In breve raggiungiamo il piccolo fiordo che sfocia nelle acque turchesi della laguna. Il salto è poca cosa ma il panorama circostante è mozzafiato. Bellissimo l’arcobaleno!!

Scendiamo e, camminando con attenzione da una pietra all’altra, saliamo al laghetto dove facciamo il bagno.

Risaliamo in barca e torniamo all’hotel.
E’ ancora presto pertanto facciamo una lunga passeggiata verso Belle Mare alla ricerca di un outlet che ci è stato indicato. Cavolo, avrebbe dovuto essere a due, massimo tre Km, invece, fra una chiacchiera e l’altra, maciniamo parecchia strada. Arrivati sul posto restiamo delusi dalla merce esposta, non facciamo acquisti. Torniamo indietro percorrendo, questa volta, la strada sterrata che attraversa la pineta e costeggia il mare. Che dire? Una meraviglia!! Nel buio assoluto solo uno spicchio di luna e le stelle illuminano il nostro cammino. Il rumore del mare da una parte, il profumo della salsedine unito a quello degli eucalipti e dei pini dall’altra, mi regalano una strana ed indescrivibile sensazione di benessere e libertà, e sul viso scende la prima lacrima della vacanza…
26-04-2008 Ed ecco il tour del Sud organizzato da Mauritours per Teorema. Abbiamo scelto quello senza shopping che prevede, in alternativa, la visita alla tenuta coloniale di Les Abineax..
Partiamo alle 8 dall’hotel.
La prima tappa è alla tenuta coloniale, residenza del proprietario delle piantagioni, ancora ben arredata e ricca di quadri e foto d’epoca. Sono ben tenuti anche i giardini ma, a mio avviso, troppo a misura di turista, non mi entusiasma granchè. Proseguiamo per Troux aux Cerfs (tana degli Schiavi) vicino a Curepipe dove si trova un cratere spento, profondo m.65 e largo m.200, ricoperto da bassa vegetazione e circondato da una foresta verde e fittissima. Intorno si gode di un bellissimo panorama sulla città di Curepipe.
Riprendiamo il nostro giro e, in breve, siamo al famoso Grand Bassin e tempio indù di Shiva.

Si racconta che Shiva abbia portato qui le acque sacre del fiume Gange.
Il lago, un enorme cratere spento, è pieno di pesci e circondato dal verde e da numerosi piccoli templi. Entriamo nel tempio principale avendo la precauzione di togliere le scarpe. Ci facciamo dipingere in fronte un simbolo indù e scattiamo alcune foto. Pranziamo in un ristorante, Le Ranch, posizionato in mezzo ad una foresta verdissima.
Ripartiamo e proseguiamo il nostro giro attraversando un paesaggio magnifico, foreste a non finire, felci, ebani, eucalipti e alberi da canfora. Arriviamo a Gorges de la rivière noire, oggi parco naturale dopo che, nel corso del 700, i francesi introdussero la coltivazione della canna da zucchero causando un imponente disboscamento. Dal belvedere si vede il picco più alto dell’Isola, il Piton de la Petite Rivière Noire 830 m.
La guida ci informa dell’esistenza, nei dintorni, di alcune famiglie di macachi e ci prega di fare attenzione a borse occhiali e macchine fotografiche. Accidenti, penso, come faccio a vederli se tolgo gli occhiali? E non fare foto?!? Non se ne parla proprio! In fondo abbiamo le banane prese apposta in hotel stamattina, basteranno per tenerli buoni spero…
Seguendo un viottolo che entra nella foresta riusciamo a vederne uno di una voracità incredibile, in men che non si dica divora decine di banane e, prima che le finisca tutte, vista la sua agitazione, gambe in spalla scappiamo tutti!.

La guida, un po’ preoccupata per il nostro ritardo, ci chiama, tutti in bus, si va a Chamarel.
Arriviamo alle famose terre colorate nel tardo (per Mauritius) pomeriggio. Non c’è molto sole ma riusciamo ugualmente a vedere i diversi colori, magari non proprio 7!!

Qualcuno dice che mescolando i 7 tipi diversi di terra in un bicchiere, i colori tornino a dividersi dopo un po’ di tempo, ciò a causa del diverso peso specifico, risultato questo del raffreddamento non uniforme della roccia fusa.
All’interno del parco di Chamarel, vediamo le cascate, queste si impressionanti, il salto è notevole!

Anche qui, come a Pamplemousse, troviamo le tartarughe giganti, e anche a loro regaliamo qualche banana..
Alle 17 circa riprendiamo la strada del ritorno, le foreste, pian piano, lasciano il posto a coltivazioni di ananas caffè e the.
27-04-2008 E’ domenica, c’è il mercato a Flacq e non possiamo partire senza vederlo. Subito dopo colazione prendiamo il bus e in un quarto d’ora giungiamo al centro di Flacq. Il mercato, uno dei più importanti dell’isola, è all’aperto ed è frequentato prevalentemente dai locali. E’ molto ordinato e vi si trova di tutto a prezzi realmente bassi. Compriamo un po’ di magliette col dodo da regalare al prezzo di Euro 2.50 cad, spezie e, la sottoscritta, compra due ananas da portare in Italia al prezzo di 15 rupie!

Alle 11.30 il caldo e la confusione diventano insopportabili, lascio gli amici continuare lo shopping e rientro al Bouganville., accaldata come sono, non vedo l’ora di tuffarmi in quel mare cristallino!
28-04-2008 Ed eccoci all’altra escursione in motoscafo prenotata con Boby. Questa volta siamo in 9. Il giro prevede: partenza dal Bouganville – Blue Bay – l’isola dei due Cocchi – l’isola del Faro e ritorno, ancora una volta, all’isola dei Cervi, costo 9000 R, 25 euro a testa.
Non siamo stati molti bravi nella contrattazione, a mio avviso, con un po’ di pazienza, si può spuntare un prezzo migliore.
Sveglia alle 7.30. Accidenti! Il tempo è brutto. Chissà se Mark (lo skipper) verrà lo stesso?
Facciamo colazione e, anche questa mattina, troviamo gli uccellini sul tavolo ad attenderci.
In spiaggia i mauriziani ci dicono che il tempo, pochi Km più a Sud, è bello. Del resto si sa, qui il clima è pazzerello, può piovere da una parte ed esserci il sole a 20 Km, salvo invertirsi le condizioni a distanza di poco tempo. Non sembra proprio di essere su un’isola così piccola!
Mark arriva puntuale. Partiamo e, per un po’, saltiamo letteralmente sulle onde. Arriviamo alla Riserva di Blue Bay, un vero e proprio acquario vivente, una laguna dai colori indimenticabili.

Dalla barca vediamo una grossa tartaruga, purtroppo non riusciamo a fotografarla. Facciamo la prima tappa snorkelling, è incredibile la quantità e varietà di pesci che ci circondano e pizzicano. I fondali sono quasi interamente ricoperti da corallo.
Proseguiamo il nostro giro dirigendoci verso l’isola privata dei Cocchi. Qui c’è solo una villa/ ristorante convenzionata con i T.O.

L’escursione, pranzo incluso, costa 85 euro!! Mark chiede ed ottiene il permesso di farci scendere e accedere alla spiaggetta libera dove restiamo per circa un’oretta. Il tempo stringe e l’isoletta del faro ci aspetta. Ripartiamo ma, prima di abbandonare la Blue Bay, convinciamo Mark a fare un’altra tappa snorkelling.
Il tempo è incerto, il mare cambia colore. Con un giro un po’ lungo teso ad evitare correnti e/o fondali troppo bassi raggiungiamo l’isolotto del Faro, faro oramai abbandonato da diversi anni. La scala interna è crollata per cui è impossibile salire. Resta, si fa per dire, l’emozione di ammirare a lungo le onde alte infrangersi sulla barriera, sentire gli spruzzi dell’acqua sulla pelle e osservare, dall’altra parte, il mare calmo come una tavola.

Il nostro giro volge al termine. Navighiamo per l’ultima volta verso l’isola dei Cervi dove ci aspetta un pranzo, un po’ tardivo vista l’ora (sono le 14), a base di pesce, aragosta e altro (14 euro).
Sentiamo un rumore fragoroso. Qualcuno urla, l’elica urta contro qualcosa. Ci fermiamo, controlliamo, fortunatamente risulta piegata solo una pala dell’elica.
Ripartiamo e, in breve tempo, arriviamo sull’isola dei sogni. Mangiamo, facciamo ancora un bagno, una passeggiata sulla spiaggia piena di coralli, ricci e stelle marine, salutiamo e rientriamo. Purtroppo anche questa giornata è terminata.
Alla sera dopo cena, la nostra ultima cena mauriziana, l’immancabile spettacolo di sega, musica cantata e ballata dagli schiavi per mitigare le ingiustizie cui erano sottoposti durante il lavoro nei campi di canna da zucchero.
29-04-2008 E’ arrivato il giorno della partenza. Il volo è alle 16.50 con partenza dall’hotel alle 13 circa. Alle 12 devo liberare la camera. Il tempo è splendido pertanto mi godo l’ultima mezza giornata di mare.

Siamo pochi in spiaggia, la maggior parte delle persone è partita col volo della mattina. C’è il tempo per pensare, ripercorrere i momenti più intensi di questa vacanza, accarezzare, seppur solo col pensiero, le sensazioni vissute in questi giorni.
Ripenso ai mille colori, profumi e suoni ma, ancor di più, penso ai mauriziani con cui ho parlato, alle cose che mi hanno detto. Nella mia mente rieccheggiano frasi come, non correre, ferma il tempo e vivi il momento, oppure, non posso abbandonare la mia terra, come vivrei senza questo mare e questo verde? E mentre, per la seconda volta, scende una lacrimuccia sul mio viso, mi accorgo che è quasi mezzogiorno, devo liberare la camera.

album foto Mauritius

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Ci sono 37 commenti su “Mauritius – l’isola dai mille colori

  1. Mi sembrava di vivere in un film/documentario invece di leggere il tuo resoconto!!!
    Che meraviglie!!!! E che varietà di cose che si possono fare e vedere!!
    Spero che settembre arrivi in fretta perchè non vedo l’ora di partire per Mauritius!!!
    E in due settimane spero di vedere tutto il possibile (tenendo conto del mio bimbo di 19 mesi!!)!!!!
    Ma sento che sarà una vacanza bella anche per lui perchè ci sono cose che lo lasceranno stupito ed incuriosito!!!

  2. grazie del racconto,sei una scrittrice….veramente gradevole. ti potrei fare leggere i miei. un giorno forse, se mi verrà la voglia di condivideli, perchè ne sono a modo mio gelosa.
    Solo una sensazione che però ti voglio dire: c’è nel tuo racconto una sorta di malinconia sottile che scorre sia attraverso il testo, sia attraverso le immagini. Per un single che magari non vive benissimo la propria condizione, e non è il mio caso perchè le cose per me sono un po’ viverse, leggere il tuo diario di viaggio lascia, come dire, un qualche “buchino nel cuore”. Non credi che sia una meta da coppie? credi davvero che di fronte a tanta romantica bellezza un “solo” possa intristirsi???
    Sensazioni…..solo sensazoni.
    Felice per te che ti sei appagata con tanta bellezza, senza sentire la mancanza di condividerla anche in un abbraccio al tramonto.
    grazie

  3. Mariblu, innanzitutto ringrazio te, come tutti gli altri, per il bel commento.
    Riguardo al “vivere benissimo” del single, beh, ci sarebbe molto da discutere, e non è questa la sede giusta:wink:
    La solitudine è, a mio avviso, una condizione interiiore le cui cause prescindono dal luogo in cui ti trovi, Puoi sentirti sola in mezzo a molte persone, e felice e amata, da sola o avendo vicino persone che conosci da poco. Per me solitudine è quella che prova un figlio non amato e, in coppia, un abbraccio senza amore, un dialogo fra sordi…
    Per concludere, a Mauritus non mi sono mai sentita tristemente sola, amo conoscere persone nuove, e la velata malinconia che hai colto nel mio diario, era legata al fatto che, in molti angoli di quell’isola, avrei voluto, almeno per un po’, fermare il tempo:rose:

  4. Ho appena finito di scrivere un diario di viaggio, su Mauritius hotel bouganville, fatto 2 anni fa con la mia dolce metà. Subito dopo ho visto e letto il tuo diario in cui raccontiamo esperienze molto simili! Complimenti per le foto bellissime e per il modo in cui hai saputo rendere l’ idea di questo viaggio speciale:bacio:

  5. Non ho l’artrite alle dita……………………. !!!!!

    Carmen, sono tornata indietro al mio soggiorno a Mauritius e dal tuo racconto mi sembrava di sentire di nuovo odori e vedere colori che questa isola ha in sè.

    Un bacio ed un abbraccio……….. Cris

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