Jumbo Kenya

Domenica nella provincia di Milano, dove vivo, è stata una giornata uggiosa, di quelle che ti fanno venir voglia di stare rintanata in casa. Per ingannare il tempo ho tirato fuori dal cassetto le foto dei nostri vari viaggi, con la voglia di rivivere alcuni dei momenti più felici della mia vita. Quando sono arrivata a guardare quelle della nostra vacanza in Kenya sono stata colta dalla malinconia, quella che ti prende quando ripensi a un luogo che ti ha regalato emozioni incredibili e del quale hai nostalgia. Per abitudine raramente torniamo nello stesso luogo più di una volta, il mondo è talmente grande e il tempo a disposizione per visitarlo talmente poco che cerchiamo sempre di cambiare meta, ma per il Kenya farei volentieri un’ eccezione. Nel frattempo vorrei rivivere le mie esperienze e condividerle con voi tramite questo diario di viaggio. Siamo atterrati a Mombasa verso le 10 del mattino del 1 settembre 2005, fuori ci attendeva il pulmino turistico che ci avrebbe accompagnato al nostro villaggio: il Temple point di ventaglio distanza 2 ore e mezza circa. Fin dai primi minuti di viaggio siamo rimasti molto colpiti dal panorama che scorreva dal nostro finestrino, non eravamo mai stati prima a cosi stretto contatto con quella cosa terribile chiamata povertà. Case diroccate e bambini bellissimi che giocavano su cumuli di spazzatura, poi mano a mano che ci avvicinavamo a Watamu dove era ubicato il nostro villaggio il paesaggio cambiava dalle case, fatiscenti, di muratura della periferia cittadina, a capanne di fango sprovviste di tutto. Naturalmente inframezzate da spettacolari paesaggi tropicali, ma in quel momento non ci hanno colpito più di tanto. Siamo partiti consapevoli della povertà del paese in cui andavamo ospiti, ma vederlo coi propri occhi è un’altra cosa. Sopratutto se sai che ad attenderti c’è una struttura con tutti i comfort, ti senti un po’ in colpa e un po’ un intruso. Arrivati al villaggio ci attende l’animazione al gran completo che ci offre un aperitivo e ci invita,dopopranzo, a un incontro informativo. Noi ci defiliamo presi dalla voglia di esplorare il villaggio e di lavarci via di dosso la stanchezza del viaggio. La struttura è molto carina composta da unità abitative a 2 piani col tipico tetto in makuti, ci sono 2 piscine una grande ‘animata’ ed una piccola relax. L’unica vera pecca del villaggio è che la spiaggetta è davvero piccola e in questo periodo invasa dalle alghe! Non siamo certo venuti fino a qua per starcene in piscina! Ci rassicura sapere che c’è una navetta che porta tutti i giorni alla cosi detta ‘spiaggia lunga’ un tratto di spiaggia deserto dove è possibile fare il bagno e soprattutto fare lunghissime passeggiate. Dopo qualche giorno decidiamo di partire per la nostra prima escursione: safari di 2 giorni allo tsavo east. Levataccia alle 4 e 30 del mattino colazione al volo e poi via verso quella che è e rimarrà per sempre una delle più belle esperienze della mia vita. Dopo circa 3 ore di pulmino vediamo il cartello che indica l’ accesso al parco, si comincia! Ed ecco dopo qualche centinaio di metri ci accoglie una leonessa coi suoi cuccioli, non c’è niente da dire questa giornata sembra iniziare sotto i migliori auspici, non ci sono parole per descrivere l’emozione di vedere zebre, antilopi,ippopotami,bisonti,leoni,giraffe,elefanti…nel loro ambiente naturale, i colori della savana con quella sua terra cosi rossa…per pranzo ci fermiamo in un campo tendato dove abbiamo il piacere di osservare molto da vicino una coppia di elefanti e qualche zebra. Il pomeriggio proseguiamo col nostro safari e la sera prendiamo possesso della nostra stanza nella struttura che abbiamo scelto: il Ngutuni lodge una struttura molto carina con le camere tipo palafitte. Ma la cosa, dal mio punto di vista, più bella è l’enorme veranda poco illuminata in cui si può passare ore a osservare gli animali che vengono a bere nel laghetto artificiale posto di fronte al lodge. Dopo cena ci hanno accompagnato a fare un safari notturno, ecco questo lo sconsiglio, non si vede niente,avrei preferito rimanere in terrazza! IL mattino dopo ci alziamo di buon ora pronti ad affrontare il nostro secondo e ultimo giorno di safari, mattinata ancora in giro per il parco quindi da favola, pomeriggio cosi cosi,dopopranzo la nostra guida ci chiede se ci piacerebbe vedere un villaggio Masai, siamo in Africa, vuoi non coglier questa occasione? Peccato che l’ingresso fosse a pagamento, e fin qui niente di male, devono pur vivere anche loro, ma l’atmosfera era decisamente rarefatta molto a misura di turista per intenderci. L’ impressione che ci ha dato è che non fosse un vero villaggio, ma una semplice attrazione turistica, bellissimo per scattar foto, ma emozionalmente ci ha lasciato davvero poco. L’altro lato negativo è stato dato dal comportamento di alcuni nostri compagni di viaggio, che dal mio punto di vista, non hanno mostrato un gran rispetto per le persone che abbiamo incontrato. In primo luogo continuando a fotografare adulti e bambini nelle loro incombenze quotidiane SENZA chiedere prima il permesso. Questa è solo una mia opinione, ma il safari si fa con gli animali, alle persone si chiede se hanno piacere di essere fotografate. E poi avevano portato con se vari oggetti da regalare hai bambini, carino se glieli dai di persona o li porti a scuola o in orfanotrofio, l’abbiamo fatto anche noi, grottesco se li lanci dal finestrino del pulmino in corsa e li lasci li a picchiarsi per una biro, ma sopratutto li metti in pericolo di finire sotto una ruota del pulmino. I bambini non si trattano cosi! Manifestare disapprovazione non è servito a molto quindi abbiamo fatto tutto il viaggio di ritorno con un po’ di magone e un vago senso di vergogna. Piccoli incidenti a parte è stata un’ esperienza incredibile. Ritorno in villaggio in tarda serata, cena e subito dopo ‘sveniamo’ sul letto. Ci prendiamo i successivi 3 giorni di relax con puntate mattutine alla spiaggia lunga per goderci un po’ di mare, e serate nella piscina relax dove riusciamo ad avere sempre incontri ravvicinati con le scimmiette che hanno preso dimora li intorno. Come seconda escursione facciamo un giro in barca per il ‘canale’ vicino il nostro villaggio per osservare le mangrovie e i fenicotteri. Puntata in un villaggio li vicino ,quello dei Griama, dove ci mostrano i loro usi e costumi, e io e altre turiste veniamo invitate a partecipare alle loro danze. Grigliata in un lembo di spiaggia deserta e per finire snorkeling a watamu che è un parco marino, purtroppo ci eravamo dilungati un po’ troppo nelle altre attività ed essendo sera non c’era molta luce e l’effetto era un po’ lugubre, abbiamo visto comunque dei bei pesci colorati. Altri 3 giorni di relax dopo di che abbiamo fatto la nostra ultima escursione, compere a Malindi, non fa per me, e visita alla fabbrica del legno, una cooperativa dove diversi bravi artigiani producono varie sculture di legno ed è anche possibile vederli al lavoro, sono eccezionali. Qui non ho saputo resistere e ho comprato davvero di tutto! Gli ultimi 2 giorni li abbiamo passati tranquilli in villaggio, a goderci il mare e il sole, ad ammirare le scimmiette ed i tramonti e già preda di quella sorta di malinconia che molti chiamano mal’d’Africa. Ary

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