Da Jerash ad Aqaba in 10 giorni

GIORDANIA (Da Jerash ad Aqaba in 10 Giorni)
Dal 01/05/08 al 11/05/08

Niente da fare: il mondo arabo ci affascina troppo, per cui, decidiamo di partire alla scoperta della Giordania.
Prenotiamo i voli con la Royal Jordanian (euro 552,73 a testa) e ci aggiungiamo un’assicurazione di euro 155,00 in due (la facciamo sempre per scrupolo, non si sa mai)
Prenotiamo dall’Italia anche la prima notte ad Amman affidandoci ai consigli della mitica Lonly Planet. La scelta cade sul Palace Hotel.
Partiamo da Milano, il volo dura circa 3 ore e mezza e arriviamo ad Amman alle 21. Il fuso orario è + 1 ora.
All’arrivo si paga il visto pari a 10 Dinari Giordani (JD) a persona (non accettano altre valute, per cui sei costretto a cambiare in aeroporto). Noi abbiamo cambiato 300 euro e ci hanno dato 312 JD trattenendone 6 per commissioni.
Per fare prima devi considerare 1 euro = 1 JD
Taxi mandato dall’hotel 15 JD
L’impatto con Amman è come me lo aspettavo, direi tranquillo.
L’albergo, abbastanza centrale (JD 24 a notte + colazione) è un tantino rumoroso, la stanza un po’ sporchina, niente asciugamani nel bagno. Per una notte va bene. Non manca il collegamento a Internet:1 ora costa 1 JD
Usciamo subito in strada ceniamo in una viuzza poco distante dall’Hotel.
Imbarazzo totale per me donna. Un mondo di uomini arabi che mangiano alla loro maniera, senza posate, con le mani e che mescolano su tutto dello yogurt. Sguardi un po’ strafottenti , risatine fra i denti, ma…si dai che va bene così…per 2 buoni e abbondanti Kebab con annessa coca cola e sottaceti, abbiamo speso 2 JD, neanche 2 euro.

02/05/08 venerdì
W., la guida contattata su internet dall’Italia, alle 9 del mattino arriva puntualissima. Partiamo alla volta di Jerash. Non mi soffermerò a descrivere questo sito, ormai famosissimo. Vi dirò che da Amman ci vuole circa 1 ora di viaggio in auto e che sono da evitare qualsiasi tipo di acquisti, persino l’acqua. E’ tutto molto caro.
Qui conosciamo A., persona seria, efficiente, che nel giro di mezz’ora, seguendo le nostre istruzioni, e attaccandosi al telefono, ci prenota le notti nei posti che vogliamo visitare. Non e’ stata un’impresa piccola, perché a maggio la Giordania straripa di turisti e tutto e’ pieno, ma noi non vogliamo hotel con tante stelle, ci basta poco, quindi…ecco il preventivo per 2 persone:

1 notte B&B a Madaba 30 JD
3 notti B&B a Petra x 35 JD
1 notte B&B,Dinner & Jeep nel Wadi Rum 80 JD
3 notti B&B+Dinner a sud di Aqaba x 45 JD
Il tutto trasformato in Dollari (100 USD= 70 JD) Totale $ 460
Trasporto (auto+autista) Totale $ 930

Insomma tutto il tour ci è costato 1390 dollari in 2.
Sicuramente ci hanno guadagnato, e noi avremmo speso meno girando da soli con autobus locali e cercando i luoghi dove dormire, ma avremmo anche perso più tempo. E per noi il tempo è sempre troppo poco per la sete di vedere che abbiamo.

Quindi via, dobbiamo riuscire a vedere più cose possibili. Per fortuna che le distanze in Giordania sono piccole (Jerash/Monte Nebo 90 km.- Jerash/Mar Morto 95 Km.- Monte Nebo/Mar Morto 40 km.)

Prima tappa la Betania a 1 ora da Jerash dove si visita il fiume Giordano.(Entrata 7 JD a persona)


Qui si ritiene sia stato battezzato Gesù da Giovanni Battista.
Siamo a due metri dalla frontiera Palestinese-Israeliana. Si notano le differenze di armamenti.
La visita naturalmente è guidata…c’è addirittura una navetta che ti porta all’inizio del sito. Da soli non si può.
E’ un peccato dover dividere con tante persone questo piccolo angolo di fiume. Non riesci ad immergerti nella sacralità del posto. Ma l’impatto è comunque forte, soprattutto per chi, come me, ama i racconti biblici e continua imperterrita a guardare film sull’argomento.
Essere lì. Sentire improvvisamente che quello che credevi fosse una favola forse è realtà. Ci credi. Allora e’ vero. Esiste.

E’ un caldo!!!

Pranziamo on the road (4 JD in 2)

Percorriamo la strada del Mar Morto che continua a correre lungo il confine con Israele.
Bisogna tenere sempre alla portata di mano il passaporto, lo chiedono continuamente.
Breve sosta al Monte Nebo (2 JD) Ovunque si paga.
Su questo monte sembra sia morto Mose’:

“ Sali su questo monte Nebo, che è nel paese di Moab, di fronte a Gerico, e mira il paese di Canaan che io do’ in possesso agli Israeliti. Tu morirai sul monte sul quale stai per salire…”

Effettivamente da quassù si vede Gerusalemme e Gerico, una lieve foschia li rende un pò offuscati.

Pernottiamo a Madaba , di fronte alla chiesa di S.Giorgio.
E’ molto carina, e tollerante. Ci sono sia cristiani che musulmani e vivono in pace.
Esiste un problema però. Alle 4 del mattino la prima preghiera del muezzin (che io di solito adoro) riecheggia non solo sui tetti delle case, ma anche nelle orecchie di chi dorme, il resto lo fa il suono delle campane della chiesa.

03/05/08 sabato

Visitiamo la valle del Mar Morto. Entriamo in una delle tante spiagge. Ma dai, anche qui si paga, 7 JD a testa. Si galleggia, ci si sporca di fango, mi taglio un dito…e il sale nella ferita…haiiiii!!!!
Abbiamo fame, ma siccome per loro oggi e come la nostra domenica, tutto e’ chiuso. Saltiamo il pranzo..mannaggia.

Pazienza, andiamo a visitare il Wadi Mujib e qui ci dimentichiamo la fame.
Per entrare, la bellezza di 12 JD a testa per il sentiero più corto di 2 km.
All’entrata controllano che tu abbia scarpe o sandali appropriati e sportine di plastica per gli effetti personali e macchina fotografica.
Ok, ci dicono di andare.
Si scende verso il sentiero da una scala di ferro. E qui sono già bagnata fino alle ginocchia.

Un fiume dalle acque azzurre si snoda fra delle rocce altissime che a tratti non fanno passare la luce del sole. Stupendo e inizialmente rilassante (infatti non capisco tutte quelle precauzioni iniziali) fino a che non arrivi alle prime cascatine. L’acqua e’ impetuosa, travolgente. Devi arrampicarti, tenerti per non scivolare. Una bella avventura. Arrivati alla seconda cascata, mi arrendo. Sono zuppa e se non ci fosse stato mio marito, forse sarei ancora là.
Non ancora stanchi (anche se affamati) vogliamo vedere la Lot’s cave (grotta di Lot).
E qui ci scappa ancora la leggenda. Davanti a un tratto di mare morto c’è una statua di pietra che si dice sia la statua di sale della moglie di Lot, la donna che si era voltata a guardare la distruzione di Sodoma e Gomorra nonostante il divieto da parte di Dio e per questo da Lui tramutata in statua di sale.
Al di là di tutto, il paesaggio è da mozzare il fiato.


Qualche km. più avanti, sulla montagna ecco la grotta dove Lot si rifugiò con le figlie dopo il fattaccio. L’ingresso è chiuso. Ci fanno entrare lo stesso, poi naturalmente chiedono la mancia, ma almeno siamo solo noi. Si sale abbastanza. Fa impressione sapere che la grotta risale a circa 3300 anni a.C. Ma anche qui stanno costruendo una sorta di museo..mah!! Non commento.

Ci dirigiamo verso Petra. La strada è fantastica, ora stiamo percorrendo la Strada dei Re (chiamata così dai nostri Romani) . Un’unica strada in mezzo ad un paesaggio arido, brullo, punteggiato quà e là da accampamenti beduini. Una strada che a tratti è dritta, sale, scende, poi, se ti volti a guardarla dopo che l’hai percorsa, la vedi tutta avvolta alle montagne come uno scialle. Bello, veramente bello.

Ore 18 siamo a Wadi Musa, un agglomerato di case e alberghi nati in fretta attorno al sito di Petra. Per fortuna il posto dove dormiamo è in alto, un po’ isolato, lontano dal caos di questa cittadina ormai divorata dalla febbre della caccia al turista. La nostra stanza dà direttamente sul sito. Non ci sono le lenzuola superiori nel letto, ma…che possiamo farci? Domani chiederemo di darceli.
Tanto in questi posti non rifanno mai le stanze, quindi…ci si arrangia come si può.

04/05/08 Domenica

Un po’ di relax, passeggiata a piedi fino al centro del paese, scendendo abbastanza ripidamente dei sentieri di terra.
Dobbiamo andare in banca a prendere dei dollari. Troviamo uno sportello della Western Union. Accipicchia il 5% di commissioni sul prelievo con carta di credito.
Ma qui a Petra, c’è da farsi spennare ovunque. Pensate che 1 ora di Internet cosa 3,5 JD anzi in alcuni posti chiedono addirittura 7 JD.
Pranziamo con del Kebab comprato per strada e ce lo gustiamo con le mani su una roccia in mezzo a una radura lungo la strada che porta alla piccola Petra (Al-Beidha)
Due ragazzine di una tribù beduina ci chiedono dell’acqua. Portano una bottiglia vuota e se la fanno riempire.
Arriviamo ad Al-Beidha: carina, suggestiva, nata 9000 anni fa. Dico 9000 anni, da non crederci.


Al ritorno mio marito fa amicizia con l’Hammam, il bagno turco con abbinato lo scrub e il massaggio (20 JD)

05/05/08 Lunedì

Sveglia ore 6. Voglio entrare nel Siq di Petra in religioso silenzio. Una serie di contrattempi, tipo il ragazzo dell’albergo lentissimo con la colazione (e dire che eravamo gli unici turisti mangiatori), ci fa fare tardi. Entriamo alle 7.30 e già c’è un po’ di fila. Il tiket? 21 JD a testa.
Bella Petra, bella e stancante. E non ha bisogno di descrizioni ulteriori. Tantissimi ne hanno scritto e io non ho niente da aggiungere. Le foto parlano da sole.

06/05/08 Martedì

Mattina in giro a ciondolare, a scoprire come vive la gente del luogo, ad assaggiare il loro pollo cotto per strada, a tagliarsi i capelli da un barbiere locale (ce ne sono un mucchio, tutti vicini), a prendere un loro thè (mai col cardamomo, non so perché, ma non lo conoscono) e a mercanteggiare con i loro taxisti. Sono dei furbacchioni!!

Spendo due parole per parlarvi del clima: dovunque siamo stati, al mattino e alla sera è freddo, ventilato il giusto, ma anche se non c’è vento l’escursione termica si fa sentire, la mia gola ne sa qualcosa. Non dimenticatevi una felpa.

Altre due parole per il cibo: a colazione non mancano i formaggini, le uova sode, il pane arabo, la loro marmellata dolcissima e i sottaceti. I loro piatti base sono l’Hummus (un purè di ceci con una mare di olio d’oliva forte), il pollo speziato alla griglia, il kebab. Abbiamo assaggiato il mensaf, piatto tipico a base di riso con pinoli con sopra pezzi di agnello e accompagnato da una salsa di yogurt mescolato con il grasso.
Non ci ha entusiasmato più di tanto. Il resto invece buonissimo.
I pasti migliori li abbiamo consumati per strada a degli ottimi prezzi.

Ci aspetta il deserto, il famoso Wadi Rum. (Immancabile il tiket: 2JD a testa)
Jeep, sosta sotto ad una tenda beduina con musica e thè, esploriamo la sorgente di Lawrence D’Arabia, saliamo su qualche bella duna di sabbia rossa, ammiriamo wadi rocciosi con disegni antichi, e poi ci fermiamo in un accampamento.
Siamo io, mio marito, W. e l’autista della Jeep.
L’autista prepara la cena, mentre il sole tramonta spargendo una luce dorata . Dormiamo all’aperto, sopra un materasso appoggiato su una stuoia e una coperta/piumino addosso.
Le stelle come soffitto, e quante stelle. E’ un’esperienza da fare.

Non importa se al mattino scopri un sacco di impronte strane vicino a dove avevi la testa. Sono solo dei grossi ricci innocui che mangiano gli scorpioni, non ci sono problemi. Cosa? Mica ce lo avevano detto la sera prima!

07/05/08 Mercoledì

Colazione all’alba, che copre di una luce diversa le dune e le rocce di questo deserto rossiccio. Una luce forse meno calda di quella del tramonto, ma piu’ limpida.
Si parte alla volta di Aqaba, ci aspettano 4 giorni di mare, di meritato riposo.
Per fortuna non era nostra intenzione dormire nella città. L’abbiamo solo attraversata e non mi ha ispirato gran che.
10 km. più a sud a ridosso dell’autostrada, l’unica autostrada che dalla Siria porta in Arabia Saudita, c’è il nostro piccolo, sgarruppato resort.
Il nostro bungalow è così piccolo, ma è carino. Anche tutto l’insieme è carino. Meta di turisti locali, e di qualche backpackers. Abbiamo incontrato alcuni giovani Israeliani e anche due Italiani con un vissuto interessante, gente di grande spessore ed esperienza di viaggi. Un giornalista che aveva subito qualche giorno prima un’aggressione nella striscia di Gaza e una ragazza di Torino che aveva già fatto il giro del mondo in nove mesi e mezzo da sola . Questi incontri a volte danno imput importanti per andare avanti nella vita. E’ un’altra sfaccettatura del “viaggio”.

Qui siamo stati 4 giorni.
Relax, bagni, snorkeling. Da evidenziare una bella barriera corallina a neanche 10 mt. dalla spiaggia. La spiaggia non e’ un gran chè, in compenso il mare è il famoso mar rosso dai colori stupendi.
Abbiamo avuto la fortuna di avere sempre giornate diverse: caldo, vento, pioggia (si persino la pioggia dove non piove mai), umido, secco. Qualche zanzara.

E qualche “moscone” in spiaggia. Purtroppo quelle spiagge sono le loro, quindi noi occidentali, con la nostra carne in mostra eravamo un’allettante diversivo per tutti gli uomini della zona che, senza vergogna, ti si piazzavano davanti in osservazione costante.
Di chi è la colpa? Nostra? Loro? Chi sono io per giudicare i loro sguardi?

Ho visto le loro donne fare snorkeling con la maschera e il boccaglio sopra il velo nero e andare a mollo completamente vestite. Anzi, tutti, anche gli uomini e i bambini, facevano il bagno vestiti.
Non poter sentire la carezza dell’acqua sulla pelle, come spiegare loro questa sensazione? E poi capirebbero?

So solo che a sinistra avevo a due passi l’Arabia, di fronte il Mar Rosso con la sponda Egiziana che mi guardava, a destra Israele con Eilat dalla forma di un enorme cimitero , alle spalle e sotto i piedi la Giordania.
Meraviglioso.

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Ci sono 5 commenti su “Da Jerash ad Aqaba in 10 giorni

  1. Bel viaggio e bel diario…Brava…
    Condivido le scelte di chi è disposto a provare le sensazioni più genuine offerte dai paesi che si visitano, ed è disposto ad adattarsi alle eventuali condizioni sfavorevoli.

    p.s. Molto simpatica la descrizione del risveglio dopo la notte sotto le stelle… :)

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