Due settimane a Cuba

27 dicembre 2007: Il volo da Milano per Havana è con la Iberia via Madrid, arriviamo ad Havana verso le 20h30. Le pratiche all’aeroporto sono particolarmente rapide ed efficienti. Ci sono ben 23 funzionari di polizia al controllo passaporti e la faccenda si sbriga veramente in pochi minuti. La seconda bella sorpresa è all’uscita dall’aeroporto, una imponente signora ci affida il nostro taxi, ci informa sul prezzo che dobbiamo pagare e via si parte.
Le luci sulle strade sono scarse e fioche, un grande contrasto rispetto allo spreco cui siamo abituati sulle strade europee. Iniziamo i primi incontri con le mitiche auto cubane. Sembra di essere in un parco preistorico di autoveicoli, si tratta di auto americane che datano ormai di 60 e piú anni. Alcune sono incredibilmente ben conservate. Nel nostro percorso verso il centro di Havana, una prima occhiata a Plaza de la Revolucion con la statua di Marti e l’effige del Che.
Le prime due notti saremo all’Hotel Nacional, monumento storico di Havana, in cui hanno soggiornato tutti i personaggi famosi di passaggio ad Havana, inclusi i gangster della mafia americana. Al pian terreno un paio di sale sono dedicate a tutti i personaggi famosi che hanno soggiornato nell’Hotel. Lasciamo i bagagli in camera e subito un primo Mojito nel giardino del Nacional, con una spettacolare vista sul Malecon e appena in tempo per salutare un primo quartino di luna che scende dietro El Castillo de la Real Fuerza.

28 dicembre 2007: Havana
La colazione al Nacional é veramente uno spettacolo, un enorme buffet con di tutto un pó. Siamo veramente pronti per l’attacco alla Habana Vieja.
Passiamo peró prima per confermare l’auto che abbiamo prenotato per il giorno successivo, il garage é stranamente vuoto ed il responsabile anticipa “abbiamo grossi problemi con le auto, venite comunque domani”. Questa frase sibillina ci lascia un pó sulle spine, ma per il momento partiamo in “Coco Taxi” verso la cittá vecchia.
Iniziamo la visita da Plaza de la Catedral, questa parte della cittá é una vera delizia, le antiche case coloniali restaurate conservano un fascino indescrivibile. Passando per Plaza de Armas, Plaza S. Francisco, arriviamo a Plaza Vieja, in tempo per uno spiedino di gamberi e per un metro di birra alla taverna de la Muralla. Qui la birra é venduta a metri, si tratta di cilindri in vetro con del ghiaccio in una camera interna e la birra nella parte esterna. Un metro di birra corrisponde a circa sette boccali.
Appena fuori dalle vie restaurate di Habana Vieja, si entra nella vera Habana, case degradate e fatiscenti, uomini i strada che giocano a domino, meccanici che quasi scompaiono nei cofani delle vecchie Buick. Dopo il Capitolio arriviamo al Museo de la Revolucion nel cui giardino si puó ammirare il Granma, la barca con la quale nel 1956 Fidel insieme ad altri 81 compagni lasció il Messico per raggiungere Cuba.

29 dicembre: Havana – Vinales
L’auto prenotata e pagata dall’Italia, non c’é! Sembra che non ci siano piu auto disponibili sino a metá febbraio. Prendiamo d’assedio l’agenzia di affitto auto e talloniamo tutto il personale, dopo un paio d’ore appare una Atos, non é quello che ci aspettavamo, ma meglio non perdere l’occasione. Partiamo, o meglio nel piazzale del Nacionale facciamo la prova carico. Entrare in 5 in una Atos potrebbe essere semplice per un gruppo di smilzi, ma noi abbiamo 2 calibri pesanti, senza parlare dei bagagli. Incredibilmente riusciamo a stipare tutto ed a entrarci in 5. Via verso Vinales.
L’autostrada che conduce a Pinar del Rio, da tre a quattro corsie per senso di marcia, ha l’aspetto di un opera faraonica incompiuta. Iniziata verso la fine degli anni 80 con l’appoggio sovietico, non è mai stata conclusa, la maggior parte dei sovrappassi sono rimasti sospesi nel vuoto ed i carretti, le biciclette e pedoni attraversano tranquillamente l’autostrada in ogni punto. In alcuni tratti, riusciamo comunque a lanciare la Atos alla folle velocitá di 120 km orari. Ai bordi venditori di aglio, pollo grigliato e per chi é piú affamato c’é anche la possibilitá di comprarsi un quarto di maiale alla brace. “Naturaleza e Revolucion” é la frase di benvenuto nella valle di Vinales. Prima di entrare a Vinales si puo godere di una ottima vista sulla vallata dal terrazzo dell’Hotel Los Jazmines. Abbiamo l’indirizzo di una casa particular “Casa de Lucy”, situata su una parallela della strada principale, é un’ottima sistemazione. Purtroppo per noi le due stanze sono giá occupate, ma Bartolo ci accompagna in una casa di amici. Le casas particulares sono un ottima soluzione per l’alloggio a Cuba, piú economiche e accoglienti degli Hotel, ti permettono di entrare in contatto diretto con le famiglie cubane ed avere nella maggior parte dei casi un accoglienza formidabile. Le famiglie cubane possono avere un massimo di due camere ed ospitare 2 persone adulte per camera. È comunque ammesso un letto supplementare per i minori.

30 dicembre: Vinales – Cayo Jutias – S. Diego los Baños
Percorrendo la valle di Vinales costellata da “Mogotes” (formazioni basaltiche) raggiungiamo Cayo Jutias ed il primo approccio con le spiagge caraibiche di sabbia bianchissima. Cayo Jutias é poco conosciuto e non esistono praticamente installazioni turistiche. Si tratta di decine di chilometri di spiagge bianche con la vegetazione fitta che le rende quasi irragiungibili. Pernottiamo all’Hotel Mirador, della catena Isla Azul a San Diego de Los Baños, una vecchia localitá termale, ora poco frequentata (le terme sono chiuse).

31 dicembre: S. Diego los Baños – Cienfuegos – Trinidad
Lasciamo S. Diego Los Baños di buon mattino, si fa per dire visto che sono giá le 9h30, ma i ritmi sono da ferie! Il nostro obiettivo di oggi é raggiungere Trinidad. Dobbiamo quindi ritornare a Avana e proseguire verso est. Sosta a Cienfuegos, visita al Parque José Marti con il teatro Tomas Terry, la catedral e il Palacio del Gobierno. Un salto a Punta Gorda e poi via verso Trinidad. Su indicazione di Bartolo di Vinales ci sistemiamo nella casa di Juan Carlos Orbea y la China, Calle Francisco Pettersen #183, Trinidad, una vecchia casa coloniale con cortile interno veramente molto accogliente. Alle 18 si festeggia l’ultimo dell’anno italiano (6 ore di differenza) con l’immancabile mojito. La cena del 31 é al ristorante Plaza major, com musica dal vivo. Dopo la cena tutti in piazza in attesa della mezzanotte cubana. A lato della cattedrale una serie di gruppi musicali si esibiscono dal vivo, poco lontano nella “Casa della Musica” altri gruppi e ballerini.

1 gennaio 2008: Trinidad
La cittá di Trinidad, dichiarata patrimonio dell’umanitá dall’Unesco, merita grandemente la sua fama, dovuta alle splendide case coloniali con gli ampi cortili interni. Una visita al museo romantico, al museo municipal, ma soprattutto é bello bighellonare tra le via acciotolate. Nel pomeriggio relax sulla Playa Ancon, tramonto e mojito fantastico al Grill Caribe che ci mette quasi KO. Per ora questo mojito é largamente in testa alla graduatoria!!

2 gennaio: Trinidad –Sancti Spiritu – Santa Clara – Remedios
Lasciamo Trinidad ed il tempo inizia a cambiare, un forte vento nord fa abbassare la temperatura di diversi gradi, percorriamo la valle dos Ingenios, che non ci sembra essere poi tanto interessante. Breve sosta a Sancti Spiritu, visita al museo de arte colonial, piove e fa decisamente freddo. A Santa Clara pranziamo al ristorante La Concha, economico e con una pizza niente male. Terminiamo la tappa a Remedios dove alloggiamo da Las Chinitas, Calle Independencia nº 21-A, Remedios (tel 53-42)395784 – 395846. Senza dubbio la casa dove abbiamo ricevuto la migliore accoglienza. Il proprietario Gregorio Fong é figlio di madre e padre cinesi, giunti a Cuba agli inizi del 900 si erano dedicati al commercio. Nel bar della piazza principale si possono vedere le fotografie dell’epoca con Gregorio insieme ai genitori.

3 gennaio: Remedios – Cayo Santa Maria – Remedios
Le prime spiagge di Cayo Santa Maria sono riservate ai villaggi all-inclusive, ma verso la fine della strada si giunge a Perlas Blancas, una zona non ancora sfruttata e che ospita una riserva naturale. Peccato che il tempo sia ancora piovoso, con forte vento e abbastanza freddo. Non ci resta che rifugiarci nel ristorante di Las Brujas. Il primo mojito non é male e per verificare se puó battere quello di Playa Ancon, ce ne facciamo un altro paio. Il giudizio non é facile, ma il risultato ben evidente!! Vero Mari?? Si rientra a Remedios intonando canti, stretti stretti dentro la nostra Atos, fuori piove!

4 gennaio Remedios – Varadero
Percorriamo la carretera Central sino a Coliseu, poi tagliamo a destra verso Cardenas per raggiungere poi Varadero. Niente casa particular in questa localitá altamente turistica. Ci tocca adeguarci in un Hotel all inclusive, pieno zeppo di canadesi. Alla reception ci schedano tutti quanti e ci saldano il terrificante braccialetto azzurro al polso, con il nostro numero di identificazione. Per fortuna fa ancora un pó freddo e riesco a nasconderlo sotto la manica del maglione, ma il mattino successivo il sole è cocente e non c’é scampo! In questo villaggio dove tutto é compreso, non siamo nemmeno riusciti a prenderci il nostro irrinunciabile mojito, incredibilmente “non avevano la menta!!”

5 gennaio Varadero – Havana – Pinar del Rio
Mattinata in spiaggia a Varadero, tra orde di canadesi. Doccia e si riparte per quel di Havana percorrendo la carretera blanca. Attraversiamo Matanzas e poi Playa del Este. Inquesta zona spuntano da tutte le parti i pozzi per l’estrazione di gas naturale e l’aria non sempre é molto salubre, raggiungiamo la periferia di Havana e percorrendo il tunnel ci ritroviamo in pieno centro sosta sul Malecon per una pizza niente male.
Lasciamo Anna e Cesare sulla porta del Nacional, il loro volo é previsto in serata. Foto d’addio e ci rilanciamo verso ovest. Prossima meta Pinar del Rio. Raggiungiamo Pinar verso fine pomeriggio, la casa particular “Marti 51” purtroppo é giá occupata, diamo comunque un’occhiata alla biblioteca privata di famiglia con una serie di libri di viaggi e diari di viaggio del padre dell’attuale proprietario. Non ci resta che cercare un’altra sistemazione, dopo aver visitato un paio di case ci adattiamo dalla Dra Mayda Martinez Rodrigues, una camera con servizi e cucina sul tetto della loro abitazione. Non molto pulito, ma per una notte puo andare. Cena in un ristorantino su Colon (terrazzo al primo piano). È sabato sera e le strade di Pinar sono piene zeppe di gente, gruppi musicali dal vivo e musica registrata in ogni angolo.

6 gennaio Pinar del Rio – Maria la Gorda
Lasciamo Pinar e ci immergiamo nel paesaggo rurale di Cuba, piantagioni di tabacco, lavori nei campi con i buoi e gli immancabili trasporti pubblici trainati dai cavalli. A Isabel Rubio si deve fare il pieno perché alla stazione di servizio di Sandino non sempre si trova carburante. Con il pieno si raggiunge Maria La Gorda e si puó fare tranquillamente il giro della penisola di Guanahacabibes.
Continuiamo in direzione Maria la Gorda, i villaggi si fanno sempre piú rari e la strada un filo sottile della vegetazione. Facciamo il nostro ingresso nel parco naturale di Guanahacabibes. Questo parco é una delle 6 zone di cuba considerate riserve della biosfera. A la Bajada prendiamo a sinistra in direzione di Maria La Gorda. La strada costeggia un infinita spiaggia di sabbia bianca e ricca di coralli. Il mare caraibico si manifesta nelle sue tonalitá da cartolina. L’hotel Maria La Gorda del gruppo Gaviota offre per il momento l’unica possibilitá di pernottamento in questa zona ancora poco sfruttata, ma che si rivela un vero paradiso per lo snorkeling e per le immersioni. Il centro di immersione é ben attrezzato e organizza almeno 2 immersioni al giorno con una varietá di scelta di oltre 20 punti di interesse. Le camere sono situate direttamente sulla spiaggia, unica nota dolente i fastidiosi moscerini che verso l’ora del tramonto non danno tregua ed i cui segni di punture ci porteremo sino in Italia.
All’Hotel sono diposnibili 2 ristoranti (uno alla carta e uno buffet) ed un piccolo bar.

7 gennaio: Maria la Gorda – parque natural de Guanahacabibes
Mattinata in spiaggia, un pó di snorkeling e dopo pranzo escursione sulla penisola di Guanahacabibes, circa 60 km di sterrato per raggiungere il capo Santo Antonio, la punta piú occidentale di Cuba. Questa zona é ancora piu selvaggia di Maria La Gorda e la vegetazione fittissima, l’unica struttura turistica é L’Hotel Cabo Santo Antonio, 3 km dopo il faro e 4 km prima della marina Gaviota. I malefici moscerini qui sono ancora piú agressivi e dopo le 16, risulta impossibile rimanere in spiaggia. Dentro l’acqua i barracuda si aggirano a pochi centimetri dalla riva. Un mojito e via di ritorno a Maria La Gorda.

8 gennaio: Maria la Gorda – Havana
Mattinata in spiaggia, pranzo e di ritorno a Havana. L’immersione sará per la prossima.
A Havana alloggiamo nel quartiere Vedado dalla Signora Carmen Fernandez Armas, Calle 18 nº 113 tra 11 e 13, tel 537 831 2761,casa molto accogliente con un tranquillo giardino interno. Non poteva mancare il mojito al Bodeguito del Medio, il piú caro in assoluto, ma senza dubbio il miglior mojito di Cuba, a due passi dal Bodeguito ceniamo al ristorante “El Patio”, nella piazza della cattedrale. Un ristorante decisamente romantico, ci sistemiamo sul balcone centrale del primo piano con vista sul movimento della piazza sottostante.
Oggi é anche l’anniversario dell’entrata del Che e di Fidel in Avana e la serata continua con uno spettacolo di fuochi d’artificio sul Malecon.
È l’ultima sera a Cuba e non possiamo perdere lo spettacolo del Tropicana, il piú famoso Nightclub di Cuba. L’ingresso é di 80 CUC a testa comprensivo di stuzzichini, 1 bottiglia di rum, una di spumante e altro. Numeri di buon livello, ma nel complesso forse un pó deludente.

9 gennaio Havana
Giornata ad Havana, ripercorriamo le strade di Havana Vieja, gli ultimi acquisti nel mercatino della fortaleza real, spiedino di gamberetti, mancato alla birreria la Muralla (troppo tardi) ultima corsa in Coco Taxi, preparazione valigie e di corsa all’aeroporto. Volo Iberia su Milano via Madrid.

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