Log Book – Diario subacqueo – Australia

Log Book – diario di viaggio subacqueo – Australia

Queensland, nord est dell’Australia, lo stato del Great Barrier Reef, la grande barriera corallina: un condominio di polipi del corallo lungo 2000 km. Io sono uno dei tanti backpacker con lo zaino in spalla. Mi sistemo nel Gone Walkabout hostel di Cairns, uno dei gioiellini da 10 $ a notte della Lonely Planet travel guide. Mi iscrivo subito al corso da sub Open Water del Diving Deep Sea Divers Den. Sono sette giorni full immersion, mattina teoria e pomeriggio esercizi in piscina per il primi quattro. Comincio a prendere confidenza con le apparecchiature e respiro per la prima volta sott’acqua, ma non è niente in confronto a quello che mi succederà…
… nei giorni seguenti!
Il quinto giorno parto per l’Outer Reef, la barriera più distante dalla costa, quella che separa il mare interno dal profondo blu dell’Oceano Pacifico. Destinazione Norman Reef a circa 40 miglia marine da Cairns. Navigo sulla Tropic Queen, un catamarano di 18 metri. L’istruttore è un campione di sensibilità e coraggio, il suo nome è Tony, da lui imparerò tutto.
Il quinto giorno, è l’11 ottobre 1992, inauguro il Log Book, un diario su cui devo riportare i parametri di ogni immersione più qualche commento.

Il Log Book australiano:
1.
Luogo: Pontoon Mooring, Norman reef – Data:11/10/1992 – Num.: 1
Tempo: soleggiato – Mare: calmo – Visib.: 12 m
Barca: Tropic Queen – Ora entrata/usc.: 14.35/15.20 – Prof.: 12 m
Commenti:
Preparazione sulla barca, check dell’attrezzatura col mio “buddy”, il compagno di immersione Mike che viene dagli Stati Uniti. Poi il tuffo col passo del gigante, piego il ginocchio per non avere “problemini” di impatto, splash! Bolle, spruzzi e bollicine, tutto confuso. Compenso per la pressione sui timpani e rilascio aria dal giubbotto. Plano dolcemente sulla sabbia dieci metri più sotto. In ginocchio, respiro. Altri sub arrivano come mongolfiere e atterrano lì attorno. Un cerchio vivente inginocchiato sulla sabbia bianca. Sopra è un cielo di acqua blu che inebria e stordisce. Bolle argentate si rincorrono fino alla superficie. Estasi. Tony arriva per ultimo. Il cerchio è completo. Ci saluta e aspetta, come se attendesse qualcosa. Arriva un ombra da dietro e ci gira attorno, ci sfiora e fa le piroette: il gigantesco pesce napoleone mascotte di Norman Reef. Tony sorride, poi inizia la serie di esercizi preparatori per l’esame. Tony insegna la calma e il sorriso, sott’acqua e fuori dall’acqua.

2.
Luogo: Pontoon Mooring, Norman reef – Data:11/10/1992 – Num.: 2
Tempo: soleggiato – Mare: calmo – Visib.: 10 m
Barca: Tropic Queen – Ora entrata/usc.: 16.35/17.20 – Prof.: 11 m
Commenti:
Continuano gli esercizi preparatori (tra cui far riempire e svuotare la maschera sott’acqua che manda in crisi qualcuno)

3.
Luogo: Tropo’s Loong, Norman reef – Data:12/10/1992 – Num.: 3
Tempo: soleggiato – Mare: calmo – Visib.: 15 m
Barca: Tropic Queen – Ora entrata/usc.: 8.30/10.15 – Prof.: 15 m
Commenti:
Continuano gli esercizi preparatori (tra cui respirare con Mike alternandosi sullo stesso erogatore, una manovra che fra poco salverà la pelle a un amico tedesco…)

4.
Luogo: Tropo’s Loong, Norman reef – Data:12/10/1992 – Num.: 4
Tempo: soleggiato – Mare: calmo – Visib.: 15 m
Barca: Tropic Queen – Ora entrata/usc.: 11.50/12.30 – Prof.: 16 m
Commenti:
Esame. Iniziano gli esercizi, tutto bene fino a… a un certo punto non riesco più a scendere, dolore alle orecchie, non riesco a compensare, invece dovrei scendere assolutamente per completare gli esercizi, l’esame è a rischio. Mi agito e dispero, vedo tutto fallire. Tony accorre veloce ma calmo. Fa un cenno. Mi calmo e lo seguo. A metà dell’esame risaliamo, gli altri continuano sotto. In superficie toglie l’erogatore e mi dice “Togli la maschera, metti il naso sotto e inala un po’ d’acqua (*)”, lo guardo perplesso, poi il suo sorriso mi convince, tolgo la maschera e provo a tirar su un po’ d’acqua salata, non ce la faccio, mi incoraggia, l’acqua mi entra nel naso e immediatamente esce sotto forma di starnuti, tosse e lapilli. Bruciore e brutta sensazione, ma il naso è libero, respiro bene e posso compensare. Tony mi fa segno di ok, battiamo 5 e siamo di nuovo sotto. Finisco gli esercizi, poi in barca gli ultimi quiz e via col brevetto…
(*) Attenzione manovra pericolosa in mare: da non fare se si è da soli e soprattutto non bisogna “respirare” acqua, si tratta di farla solo risalire per un brevissimo tratto nel naso.

5.
Luogo: The Mountain, Norman reef – Data:12/10/1992 – Num.: 5
Tempo: soleggiato – Mare: calmo – Visib.: 10 m
Barca: Tropic Queen – Ora entrata/usc.: 15.35/16.10 – Prof.: 10 m
Commenti:
Mike ed io siamo liberi dagli esercizi e possiamo fare il giro che più ci piace. Forte corrente da nord e quindi iniziamo andando a nord per essere a favore di corrente quando torneremo stanchi verso la barca. Facciamo il primo pezzo con due simpatici danesi. Siamo tutti euforici. E’ il regno della biodiversità, forme, dimensioni e colori. Entriamo in una specie di canyon e chi ci aspetta immobile a mezz’acqua? E’ il nostro primo incontro con il signore dei mari: lo squalo. E’ un piccolo pinna nera, ma essendo il primo che vediamo è un incontro molto intenso. Stranamente non si muove e rimaniamo a scrutarci a vicenda per alcuni attimi, poi un colpo di coda e sparisce. Siamo immersi in un mare colorato di pesci di barriera di ogni tipo tra cui preferiamo un buffissimo pesce palla.

6.
Luogo: The Mountain, Norman reef – Data:12/10/1992 – Num.: 6
Tempo: vento moderato – Mare: increspato – Visib.: 5 m
Barca: Tropic Queen – Ora entrata/usc.: 20/20.40 – Prof.: 12 m
Commenti:
La prima immersione notturna. Pila in mano e giù nell’acqua buia. Grande emozione! Forse scorgo le silhouette di due squali che Tony diceva di aver visto attorno alla barca, ma forse è solo suggestione perchè non vedo i mitici occhi verdi che hanno di notte. Incontro molte murene di cui una gigante. Pesci pappagallo che dormono circondati dalla loro strana gelatina protettiva. Se agito una mano si illuminano tante palline subacquee: zooplancton. Vedo un barramundi cod, non il barramundi di acqua dolce, quello marino a puntini col muso allungato, molto carino!

7.
Luogo: Saxon reef – Data:13/10/1992 – Num.: 7
Tempo: soleggiato – Mare: increspato – Visib.: 8 m
Barca: Tropic Queen – Ora entrata/usc.: 8.50/9.20 – Prof.: 14 m
Commenti:
Tortuoso giro in un dedalo di pinnacoli e isolotti. Incontriamo una grossa cernia e due bei barracuda contro una parete di corallo, anche loro ci scrutano per un po’ immobili come lo squaletto del num. 5. Leggero problema all’orecchio sinistro mentre compenso, faccio la manovra del num 4 ed è tutto ok: grazie Tony! Mike ed io riusciamo a non perderci e a trovare la strada del ritorno.

8.
Luogo: Saxon reef – Data:13/10/1992 – Num.: 8
Tempo: soleggiato – Mare: increspato – Visib.: 7 m
Barca: Tropic Queen – Ora entrata/usc.: 10.45/11.35 – Prof.: 10 m
Commenti:
Ultima immersione dalla Tropic Queen, commiato un po’ strano e piatto. Rimaniamo nell’acqua bassa perchè non vogliamo perderci proprio prima della partenza e perchè c’è una corrente fortissima. Il fondale a tratti emerge e i coralli sono quelli bianchi e morti. Spicca solo una stella marina gigante e blu.

La Tropic Queen ritorna al suo ormeggio di Cairns. Faccio qualche giro a terra, ma non posso resistere e quindici giorni dopo sono di nuovo in mare. La barca si chiama Sandra, la missione è raggiungere il Cod Hole lassù al nord della Grande Barriera e dei Ribbon reefs a circa 150 miglia nautiche da Cairns, per trovare i potato cod, le cernie giganti a pallini…

9.
Luogo: Pixie pinnacle – Data:30/10/1992 – Num.: 9

Tempo: nuvoloso – Mare: increspato – Visib.: 25 m
Barca: Sandra – Ora entrata/usc.: 9.35/10.05 – Prof.: 17 m
Commenti:
Un pinnacolo subacqueo, una specie di torre che parte dal fondo e arriva in superficie, di 30 metri. Si trova tra il Ribbon Reef numero 9 e il 10. Con Michael, il mio nuovo buddy tedesco, scendiamo fino circa a 18 e lo risaliamo lentamente a spirale. Acqua cristallina, uno spettacolo, nonostante la forte corrente. Molti “soft corals” variopinti, un barracuda ci fissa incuriosito. Entriamo in una piccola caverna, ci accoglie un placido pesce scorpione. Non lo disturbiamo di certo. Un gigantesco banco di pesciolini rosa, degli anthias, ci circonda. Quando saliamo a bordo passiamo il tempo con Michael e i suoi amici tedeschi a ritrovare sui libri i pesci che abbiamo appena visto nella realtà.

10.
Luogo: Cod hole – Data:30/10/1992 – Num.: 10
Tempo: nuvoloso – Mare: increspato – Visib.: 20 m
Barca: Sandra – Ora entrata/usc.: 12.30/13.10 – Prof.: 17 m
Commenti:
Siamo arrivati al covo delle cernie giganti a pallini. Ce ne sono tantissime. Quelli della barca hanno portato del pesce e lo diamo alle cernie che ce lo strappano dalle mani con morsi famelici. Bello spettacolo ma un po’ troppa “frenesia alimentare”, sarebbe meglio non nutrire gli animali selvatici! Michael ha affittato una macchinona foto sub con mega flash e me la passa per farsi immortalare con un “Potato cod”. Provo a inquadrare ma all’ultimo le cernie guizzano via lasciando solo sotto il flash il povero buddy. Dopo l’Australia non l’ho più visto, solo un giorno mi è arrivata una foto che mi ritraeva mentre risalivo in questa immersione. Io avevo chiesto a Michael una foto con le bolle, le bolle non c’erano, chissà se ero riuscito a prenderlo con una cernia…

11.
Luogo: Cod hole – Data:30/10/1992 – Num.: 11
Tempo: soleggiato – Mare: increspato – Visib.: 10 m
Barca: Sandra – Ora entrata/usc.: 15.00/15.40 – Prof.: 16 m
Commenti:
Le cernie giganti sono sparite. Ne troviamo solo una che sonnecchia. Poco più in là un pesce trombetta nella fase gialla (può diventare marrone o a strisce in un istante). Con Michael ci dirigiamo verso un punto del reef che chiamano “shark alley”. In effetti vediamo due squaletti sotto di noi a circa 30 metri di profondità. Michael vorrebbe scendere verso di loro, ma a 16 metri finisce improvvisamente l’aria della sua bombola. Mi nutro del sangue freddo che mi ha trasfuso Tony e mi avvicino a Michael che è agitato ma è riuscito a non entrare in panico (non è una bella sensazione aver bisogno di respirare senza poterlo fare ed avere sedici metri di acqua sopra la testa). Passo a Michael il mio secondo erogatore. Respiriamo tutti e due dalla stessa bombola. Sorridendoci e facendoci segno di ok risaliamo lentamente verso la superficie. Attimi immortali…

12.
Luogo: Watson bay, Lizard island – Data:30/10/1992 – Num.: 12
Tempo: – Mare: increspato – Visib.: 4 m
Barca: Sandra – Ora entrata/usc.: 20.05/20.45 – Prof.: 12 m
Commenti:
Seconda immersione nella notte australiana. Siamo in una baia dell’isola dei lucertoloni e dei resort super esclusivi. Evidentemente però ci orientiamo male al buio e non riusciamo a trovare la barriera, quindi solo sabbia, sabbia, sabbia… la sensazione di essere immersi nelle tenebre con un deserto di sabbia sotto di noi è bellissima.

13
Luogo: Pieces of eight – Data:31/10/1992 – Num.: 13
Tempo: soleggiato – Mare: calmo – Visib.: 15 m
Barca: Sandra – Ora entrata/usc.: 11.10/11.55 – Prof.: 12 m
Commenti:
Incontriamo molte sgargianti “trote corallo”, dei grossi pesci pappagallo, una grande murena che sporge dalla sua tana e grossi banchi di pesciolini bianchi e neri, dei chromis, che si nascondono ed escono tutti insieme dai coralli.

14
Luogo: Picture postcard – Data:31/10/1992 – Num.: 14
Tempo: nuvoloso – Mare: mosso – Visib.: 14 m
Barca: Sandra – Ora entrata/usc.: 14.30/15.00 – Prof.: 12 m
Commenti:
Meraviglia! Il grande blu, mai visto un blu così. Un pinnacolo che scompare nel profondo. Scendiamo e poi lo risaliamo a spirale tra banchi di barracuda, pesci scorpione e cavallucci marini.

15
Luogo: Cod Bonnie – Data:31/10/1992 – Num.: 15
Tempo: coperto – Mare: increspato – Visib.: 7 m
Barca: Sandra – Ora entrata/usc.: 19.55/20.35 -Prof.: 15 m
Commenti:
Immersione notturna. Due grandissimi granchi. Tantissimi gamberetti nascosti nei coralli da cui protendono gli occhi rossi fosforescenti. Si vedono i polipi dei coralli. Delle antennone spuntano da una tana, un’aragosta? Vediamo anche la temibile “Crown of thorn starfish”, la stella marina che divora i coralli. Mi graffio leggermente sulla gamba sinistra (ma per fortuna non con il corallo di fuoco!)

16
Luogo: Steve’s Bommie – Data:1/11/1992 – Num.: 16
Tempo: soleggiato – Mare: calmo – Visib.: 15 m
Barca: Sandra – Ora entrata/usc.: 8.25/9.00 – Prof.: 19 m
Commenti:
Un altro pinnacolo che sprofonda nel blu. Molti pesci pagliaccio. Per continuare la serie mi graffio anche il braccio sinistro. Uno squalo pinna bianca mi viene vicino, sembra un po’ arrabbiato. Si avvicinano anche dei barracuda. E’ un caso o mi sono graffiato troppo? Torno dopo l’immersione a fare snorkeling con la mia macchinina foto sub e “sorvolo” lungamente una bellissima testuggine che mi saluta prima della partenza.

Anche Sandra fa ritorno verso il porto di Cairns. A terra resisto di nuovo una quindicina di giorni. Poi salpo ancora, questa volta verso gli squali di un atollo in mezzo all’oceano o meglio al Mar dei Coralli a 120 miglia nautiche di distanza, l’Holmes reef. Il Rum Runner, uno splendido due alberi di venti metri, parte nel pomeriggio, si viaggia tutta la notte con mare agitato. Il mattino lo spettacolo dalla coffa dell’albero maestro è impagabile. Siamo ormeggiati in una baia di un’isoletta o meglio di un banco di sabbia incontaminata circondato da mare turchese e barriere coralline pullulanti di vita. Un dugongo nuota in una pozza distante. Un gabbiano mi guarda fisso reggendosi al parapetto. Ci terrà compagnia per tutto il viaggio. Attorno oceano a perdita d’occhio.

17
Luogo: Relaxing, Holmes reef – Data:18/11/1992 – Num.: 17
Tempo: soleggiato – Mare: calmo – Visib.: 20 m
Barca: Rum Runner – Ora entrata/usc.: 9.50/10.30 – Prof.: 17 m
Commenti:
Due pinnacoli quasi affioranti separati da un canale di quindici metri. Questa volta non trovo un buddy fisso. Ci immergiamo in un gruppetto di tre (Ralph e Rob). Vedo qualcosa che assomiglia a una pietra e poi scopro che finalmente è il mio primo pesce pietra, bruttissimo, velenosissimo ma senza intenzioni bellicose. Dopo aver capito come sono fatti ne vedo altri due. Entro in un gigantesco banco di grossi carangidi e ammiro un gigante pesce palla grigio.

Nell’intervallo tra un’immersione e l’altra ci ormeggiamo all’incrocio di certe correnti e dalla barca buttano una rete in mare. Fuori dalla rete lanciano secchi di pesce. Dentro la rete invece ci dovremmo entrare noi. E’ una brutta versione di gabbia per gli squali ma tant’è: io entro. Gli squali arrivano. Sembra che delle volte ne arrivino anche di veramente grossi, vorrei capire cosa servirebbe in quei casi una rete da tonni come quella in cui siamo. Questa volta ne arrivano tanti, nessun bestione ma dei whaler come li chiamano qui, squali grigi di discrete proporzioni, vengono a mangiare gratuitamente e a farsi un po’ di passerella. Il succoso contenuto della rete non lo degnano di uno sguardo.

18
Luogo: Amazing, Holmes reef – Data:18/11/1992 – Num.: 18
Tempo: soleggiato – Mare: calmo – Visib.: 15 m
Barca: Rum Runner – Ora entrata/usc.: 12.15/13.10 – Prof.: 16 m
Commenti:
Tantissime grotte, entriamo, usciamo e ci inoltriamo in labirinti in grotta o in mezzo a strane formazioni. Incontriamo due squali, uno dei è un whaler.

19
Luogo: Holmes reef – Data:18/11/1992 – Num.: 19
Tempo: soleggiato – Mare: calmo – Visib.: 15 m
Barca: Rum Runner – Ora entrata/usc.: 15.40/16.25 – Prof.: 13 m
Commenti:
Drift dive: immersione in corrente. La barca ti porta nel punto A, tu t’immergi e poi ritroverai la barca nel punto B dove ti avrà portato la corrente. E’ una favola, non devi far altro che portarti alla profondità desiderata, lasciarti trasportare e ammirare in tutto relax il paesaggio marino (in questo caso stiamo rasentando un splendida parete di corallo). Passiamo affianco a degli squali e delle grosse cernie ma l’immagine clou è un silver shark, uno squalo argentato. Nuota in distanza dalla parte del mare aperto, assieme alla corrente, rimane alla mia altezza, sembra guardarmi, non si allontana, non si avvicina, qualche zig zag contro corrente poi ritorna. Piccoli movimenti precisi ed eleganti e – la cosa più bella – brilla nel sole, diffondendo riflessi argentei nel blu… indimenticabile.

20
Luogo: Amazing, Holmes reef – Data:18/11/1992 – Num.: 20
Tempo: soleggiato – Mare: calmo – Visib.: 10 m
Barca: Rum Runner – Ora entrata/usc.: 19.55/20.45 – Prof.: 12 m
Commenti:
E’ una notte buia e prima dell’ingresso in acqua c’è un thriller: l’ecoscandaglio segnala un grosso pesce sotto la barca, due metri e mezzo. Sarà un tonno che si riposa lì sotto o uno squalo che aspetta il primo che si tuffa per cenare? I rudi australiani decidono che ci si butta lo stesso e così succede. Mi butto anch’io. Sento delle piccole punture sulle braccia, deve essere lo zooplancton. Non vedo niente sotto la chiglia, se c’era qualcosa se ne è già andato e i sub ci sono tutti, ma fra pochi minuti…
Stiamo pinneggiando sul fondo, la pila forma uno stretto fascio di luce davanti a noi. Siamo un gruppo di quattro. Incontriamo due aragoste una rossa e una blu. L’immersione sembra divertente… poi li vedo. Due pallini verdi a un palmo di distanza tra loro. Si avvicinano. Sono i miei primi occhi verdi, occhi di squalo nel buio. A questo punto non vorrei drammatizzare troppo, ma siamo sotto la stretta sorveglianza di uno squalo che nuota a una decina di metri da noi. Vediamo la sagoma nei fasci di luce e gli occhi verdi fosforescenti. Sembra indeciso. I miei compagni arretrano. Sono il più vicino allo squalo. Non arretro perchè sono affascinato e ipnotizzato. Poi lo squalo decide e si dirige con un guizzo verso di me, io non muovo un muscolo e gli tengo sempre la pila addosso. Sono millesimi di secondo interminabili, la scena è filmata nel mio cervello e posso rivederla ancora oggi al rallentatore, lo squalo ormai è vicino, mi è quasi addosso, all’ultimo devia, di scatto, sulla mia destra e sparisce nel buio. Era un falso attacco, lo fanno, gli squali. Non era un tigre (penso) e non era grosso, ma anche se falso era pur sempre un attacco notturno di squalo. Io rigurgitavo adrenalina ed eccitazione. Uno dei quattro mi segnala dei problemi e fa segno di risalire, gli altri due continuano il giro. Io risalgo, in superficie cerco di rassicurarlo ma lui torna alla barca che è lì vicino. Io mi immergo e continuo con gli altri. Incontriamo dei pappagallo addormentati e un grosso granchio. Poi usciamo anche noi.

21
Luogo: Holmes reef – Data:19/11/1992 – Num.: 21
Tempo: soleggiato – Mare: calmo – Visib.: 20 m
Barca: Rum Runner – Ora entrata/usc.: 7.25/8.10 – Prof.: 19 m
Commenti:
immersione in mezzo al mare, lì sotto c’è una buca e qualcuno vuole scendere profondo per vedere le mante che ogni tanto passano per i paraggi. Il mio buddy è una ragazza americana. Stazioniamo a una ventina di metri di profondità mentre uno squalo, un pinna bianca, ci nuota davanti. Non mi sembra particolarmente nervoso o interessato a noi: è solo lì davanti. Questo basta alla mia buddy per entrare nel panico, comincia a fare strani gesti e ad avere problemi respiratori. Non è la situazione ideale a venti metri sotto. Cerco di calmarla, le stringo la mano e lentamente risaliamo. Lo squalo ci lascia andare…

22
Luogo: Holmes reef – Data:19/11/1992 – Num.: 22
Tempo: soleggiato – Mare: calmo – Visib.: 20 m
Barca: Rum Runner – Ora entrata/usc.: 7.25/8.10 – Prof.: 20 m
Commenti:
Ultima immersione con le bombole in Australia. Un altro drift dive. Mi scorrono davanti i coralli, il mare blu e ancora qualche squaletto. I buddy americani fanno delle strane piroette sui coralli per salutare l’Holmes Reef.

Il Rum Runner ritorna a Cairns. A sera le condizioni sono favorevoli, issiamo le vele e facciamo un buon tratto nel silenzio del vento e dell’acqua che scorre sulla prua.
Io lascerò per un po’ il mare e mi dirigerò nell’outback australiano sulle tracce dei canguri e delle pepite d’oro australiane…

ciao
barramundi

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Ci sono 5 commenti su “Log Book – Diario subacqueo – Australia

  1. ciao cricy: meduse 0
    in genere sono lungo le coste
    cmq – come dicono gli australiani – ci sono molti più incidenti fatali per le noci di cocco che cadono in testa ai turisti che per le punture delle meduse
    ciaooooo

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