Sea Club Dhiggiri – Maldive

Finalmente…dopo aver sognato a lungo le Maldive, dopo aver aspettato 95 giorni da quando è stato prenotato il viaggio e dopo le fatiche del matrimonio, il giorno 21 del mese di Giugno si parte, Atollo di Felidhu, Sea Club Dhiggiri.

Alle ore 19:00 io e Ilaria siamo all’aeroporto di Milano Malpensa Terminal 2, l’imbarco è previsto per le 20:45. Va tutto bene, non ci sono ritardi, solo il tempo volge al brutto; infatti fuori comincia a diluviare ma, tanto noi andiamo al mare.

In perfetto orario, alle ore 21:30 si decolla. L’aereo è un AIRBUS 330 del gruppo Volare, molto grande con file da due posti ai lati ed una fila da quattro posti al centro. E’ pulito e l’equipaggio è gentile. Dopo il decollo ci aspetta uno scalo a Roma, sia per imbarcare altri passeggeri che per fare rifornimento di carburante. Terminate le operazioni, dopo il decollo da Roma, il comandante avverte che verrà servita la cena, sono circa le 2:00 del mattino. Non è un gran che, ma del resto non si può pretendere di più. Il volo prevede una rotta sulle coste della Grecia, passaggio su Beirut, penisola Arabica, Yemen e poi atterraggio a Malé.

Si cerca di dormire, il tempo sembra che non passi mai e quando sono le ore 9:00 in Italia, viene servita la colazione, direi buona.

Eccoci finalmente, dall’alto appaiono già i primi anelli azzurri circondati da un blu intenso, ogni tanto una lingua di sabbia, poi i primi sperduti villaggi turistici. Si scorge quasi subito la capitale, in quanto è l’unica isola ad avere abitazioni varie compreso qualche piccolo grattacielo ma, subito lo sguardo va verso il piccolo aeroporto, una striscia di asfalto circondata dal mare. Penso che in quel momento tutti abbiano pensato come si poteva atterrare proprio lì. Sono le 12:15, perfetto orario.

Detto fatto, l’aereo è atterrato e sui volti di tutti i passeggeri si legge la voglia di prendere subito contatto con il clima delle Maldive. C’è il sole, si aprono le porte, ecco…una cappa di afa, comunque sopportabile, ci avvolge.

Espletate le operazioni di controllo dei passaporti ed incontrati Alessandra e Marco, altri sposini come noi, conosciuti su internet nei vari forum sulle Maldive e con i quali ci eravamo dati appuntamento (solo una settimana più tardi sarebbero arrivati anche Florinda e Pier, anche loro conosciuti sul forum).

All’uscita dal terminal veniamo dirottati verso delle curiose bancarelle, una per ogni tour operator. Troviamo quella di Francorosso e ad accoglierci c’è Manuela, l’assistente Francorosso che sarà sempre presente sull’isola.

Dopo alcuni minuti di sosta al bar dell’aeroporto, Manuela raggruppa i turisti che vanno a Dhiggiri e con lei ci dirigiamo verso il porto da dove partiremo con la barca veloce. Ci aspetta un viaggio di circa un ora e mezza.

Da parte nostra, abbiamo escluso di prendere l’idrovolante, non avendo nessuna fretta di arrivare all’isola e visto la durata del soggiorno pari a 15 giorni. Ok, si parte e durante il viaggio si vedono isolotti vari, bungalow e spiagge; Alessandra e Ilaria restano all’interno della barca, io e Marco siamo sul ponte, dopo aver messo la crema solare. Ci scotteremo comunque, Marco il collo ed io i gomiti.

Il mare è calmo, il cielo è azzurro, il sole scotta!!!

Dopo un tratto di mare dove non si scorgeva niente all’orizzonte, ecco nuovamente un isola; è un isolotto molto piccolo, nessuno di noi pensa che sia il nostro e invece, la barca vira e ci dirigiamo proprio verso di lui. Sì, siamo arrivati a Dhiggiri. In quello stesso momento arriva al molo un Dhoni che porta a terra i turisti che sono atterrati con l’idrovolante. Subito pensiamo che non c’è stato nessun vantaggio per chi ha scelto l’idrovolante. Hanno solo speso 180 Euro in più.

Ad attenderci ci sono dei maldiviani in camicia e pareo e lo staff dell’isola; si sbarca e dopo aver controllato che i nostri bagagli venivano scaricati, procediamo sul lungo pontile che porta alla terra ferma.E’ un continuo guardare a destra e a sinistra per scorgere qualche pesce colorato.

Veniamo ricevuti al bar dove ci viene consegnato un asciugamano fresco e profumato e ci viene offerto un cocktail di benvenuto. Sono circa le 15:30 ora locale, in Italia sono le 11:30. Rispetto all’Italia ci sono tre ore di differenza ma al Dhiggiri c’è un’ora in più, per guadagnare luce.

Dopo il cocktail, andiamo alla reception per ritirare le chiavi del Bungalow, il telecomando del climatizzatore ed i teli mare. Le nostre valige vengono portate da un ragazzo maldiviano fin dentro la stanza. Siamo al nr.44. Non disfiamo neanche le valige, indossiamo subito il costume e via in acqua. E’ incredibilmente calda, trasparente… è un sogno.

Dopo aver provato l’acqua, facciamo un giretto camminando su sabbia bianchissima, in alcuni punti molto fine tanto da sembrare di camminare sul velluto. Incontriamo Alessandra e Marco che fanno un giro dell’isola, loro sono al Bungalow nr.28, a sud dell’isola, il nostro è a nord.

Dal nostro bungalow, immerso nel verde, si vede il mare che è veramente a due passi, l’interno della stanza è in parquet di legno di cocco ed anche il mobilio è di legno di cocco. Il letto è a baldacchino, c’è anche la zanzariera ma non ne abbiamo fato uso in quanto zanzare non ce ne sono.

Alle 19:30 c’è il briefing con l’intero staff del villaggio, dopo aver conosciuto Manuela, conosciamo Cristian, che si occupa del “Catamarano” dell’isola, è romano de Roma e si mostra subito molto simpatico, sarà sempre alla ricerca di giocatori di beach-volley tra i nuovi arrivati; c’è poi Max, di Gallarate, che si occupa dello snorkeling guidato; Massimo che “dovrebbe” essere colui che si occupa del risveglio muscolare e acquagym, in realtà è stato davvero bravo. Prima che arrivasse Simona, la sua tipa, che ne sa davvero di più di lui in tema di acquagym.

Ci sono poi i ragazzi del Diving, con i quali Ilaria e Alessandra faranno una prova di respirazione con le bombole da sub. Resterà solo una prova. E poi c’è Gianni, il musichiere incompreso dell’isola.

Al termine del l’incontro, si va tutti al ristorante, in maglietta, pantaloncini e… scalzi. Sì, le scarpe non sapremo cosa sono per ben 15giorni. C’è sabbia anche al bar ed al ristorante.

Il cibo è abbondante e vario, si mangia davvero bene e si può scegliere sia carne che pesce. Ci sono anche i dolci, impossibile non ingrassare. Tenete presente che tranne il pesce ed il cocco, tutto è importato. I tre cuochi, sono davvero bravi, sanno cucinare molto bene anche la pasta.

Le nostre giornate trascorrono al lento rosolare al sole. Tra le uscite comprese nel nostro pacchetto turistico, c’è il giro in Dhoni (barca tipica maldiviana) al tramonto con aperitivo. Che dire, può sembrare poca cosa se non fosse che nel girare attorno all’isola di Alimathà, incrociamo un gruppo di 8/9 delfini che escono ed entrano nell’acqua e ad un certo punto fanno balzi veloci fuori dall’acqua come a volerci regalare un chiusura in gran stile della loro apparizione.

Indimenticabile!!!

L’isola è popolata da alcuni granchi giganti, presenti soprattutto sui muriccioli dei pontili, granchi trasparenti piccolissimi, un airone grande e due piccoli bianchi che venivano spesso al ristorante alla ricerca di cibo. Vicino al nostro bungalow erano poi di casa due iguana o meglio, due lucertoloni che sono un incrocio tra le iguana ed i camaleonti. Vi sono poi molti paguri, merli (indiani?), corvi e poi c’è lui… Batman. No non vi sto prendendo in giro, c’è sull’isola un pipistrello gigante che al tramonto scorazza tra una palma e l’altra.

Tranquilli è vegetariano.

In acqua durante lo snorkeling, è facile incontrare tartarughe, razze, aquile di mare, murene, pesci pagliaccio (Nemo), pesci pappagallo, pesci napoleone, cernie; abbiamo avvistato anche aragoste, pesci scorpione, barracuda, una manta e lui, lo squalo. Alcuni di questi erano ben visibili dai pontili dell’isola, senza bisogno di entrare in acqua. Per chi ha visto il film del pesciolino Nemo, vi avviso che è presente anche Branchia e Doris.

E’ buffo come in molte parti del mondo, al grido di presenza dello squalo si cerchi di scappare via mentre, alle Maldive corrono tutti in acqua.

Continuano a trascorrere i giorni, tra sole, mare e giri dell’isola Con passo da vacanza ci volgio no 9 minuti a percorrere tutto il suo perimetro. Al Dhiggiri non ci cono vere e proprie palafitte sul mare, ma ci sono Water-Villa a metà tra terra ferma e mare. Sono carine, alcune in posizione migliore rispetto ad altre. Se vogliamo trovare un punto a sfavore, il generatore dell’isola è proprio lì vicino, anche se non è molto rumoroso.

La vegetazione presente è rigogliosa, molte palme e piante da fiore e, tutti i bungalow sono sulle rive dell’isola ma nascosti dalle piante. Tutti indistintamente si affacciano sul mare, non c’è ne uno più bello dell’altro. Solo i numeri 45 e 47 hanno il bagno maldiviano, cioè all’aperto.

A differenza di altre isole, al Dhiggiri non ci sono dei veri e propri antiestetici muretti. Le foto presenti sul catalogo sono molto vecchie, probabilmente precedenti alla ristrutturazione avvenuta nel 2000/2001. Ci sono dei pontili ben fatti e curati che si allungano verso il mare e cosa furba, alla fine del pontile c’è un piccolo spazio dove è possibile cenare a lume di candela sotto le stelle, gustando l’aragosta. Prenotatevi per tempo, costa solo 80 dollari a coppia.

Al venerdì c’è la serata maldiviana, per restare in tema sarebbe d’obbligo per tutti il pareo. Vi consiglio anche un estintore. Se adorate il cibo piccante è la vostra festa. Quella sera c’è anche la più ricca scelta di dolci.

Al sabato poi cala il tifo da stadio; come vi dicevo prima, Cristian è sempre alla ricerca di giocatori di beach-volley perché al sabato sera c’è sempre la sfida Italia-Maldive. Cari miei, non abbiamo mai vinto!!! A vederli i maldiviani sono gracilini e debolucci, ma fanno certi salti e certe schiacciate che fanno rabbrividire. Ad oggi ripeto che non è stata mai vinta una partita dagli italiani. Occhio a Nashid, la loro stella.

Altra uscita in barca, compresa nel pacchetto, per l’isola dei pescatori. Ammetto di essere rimasto un po’ scioccato dallo stato in cui si trova l’isola. Non aspettatevi casette carine o villettine a schiera. E’ un villaggio abbastanza povero, dove altre a dedicarsi alla pesca i suoi abitanti costruiscono i Dhoni. E’ presente una moschea, ed una scuola davvero curiosa. Non ha finestre un giardino ben curato ed il solito campetto di pallavolo. Non è lo sport nazionale, ma non essendoci grossi spazi, anziché campi di calcio ci sono campi di pallavolo. Sull’isola è possibile vedere palme da cocco, l’albero del pane ed al costo di un dollaro i ragazzini vi apriranno una noce di cocco per gustarne il succo dissetante. Ricordo di andare all’isola con le ciabatte e le donne con le spalle e le gambe coperte fino al ginocchio. Portatevi anche un antizanzare. Terminata la visita dell’isola si ha una oretta di libertà per visitare i negozietti che vendono souvenir ai turisti.

Purtroppo per noi non è stato possibile fare l’escursione all’isola deserta causa mare mosso; inoltre non abbiamo fatto sia la pesca alla traina che quella al bolentino e neanche quella maldiviana.

Sono tutte escursioni a pagamento, ma quella all’isola deserta a sentire chi l’aveva fatta, meritava davvero.

Alla domenica c’è la cena di gala, non vi fate impressionare… non serve l’abito da sera. Anche in questa sera pancia mia fatti capanna!

Alla fine di ogni cena, passeggiata romantica sotto le stelle intorno all’isola o ritrovo al bar con i giochi organizzati o le sfilate di parei, o le dimostrazioni dei ragazzi maldiviani su cosa si può fare con le foglie delle palme: aragoste, pesciolini, stelline e barchette. Al termine di questa dimostrazione c’erano canti e balli tipici maldiviani.

Una domenica sera è stato organizzato anche un beach-party con balli di gruppo e bagno a mezzanotte finale.

Spettacolari tramonti ponevano fine alle nostre giornate ma, altrettanto spettacolari albe davano il via al nostro sogno.

Nulla e dico nulla non andava bene, le stanze erano pulite. Alla mattina pulitura stanza e rifacimento letti, alla sera, mentre tutti eravamo a cena, nuovamente venivano sistemate le stanze. Ogni sera era poi bello vedere cosa il ragazzo che si occupava della stanza aveva creato con le lenzuola, solo con le pieghe di queste.

Anif, l’ultima sera ci ha fatto omaggio di un piccolo Dhoni fatto con una noce di cocco ed adagiato sulle onde delle lenzuola. E stata per noi una graditissima sorpresa.

Ma purtroppo tutti i sogni hanno una fine, ed il nostro era oramai giunto al termine. La barca veloce compare da dietro l’isola ed attracca al molo per caricarci e portarci all’aeroporto. Lì al momento dello stacco da terra tutto finisce e già si pensa al lavoro.

Grazie a tutto lo staff del DHIGGIRI.

Appuntamento a ZANZIBAR!!!

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