Il verde e l’azzurro di Minorca

Amo molto le isole del Mediterraneo e non essendo ancora stata alle Baleari quest’anno ho deciso che sarebbe stata l’occasione buona. Inizialmente ero più orientata su Formentera (che desidero visitare da sempre) ma alla fine a marzo trovo una superofferta su Todomondo per Minorca e decido che a Formentera ci andrò un’altra volta… tra l’altro tutti mi hanno parlato benissimo di Minorca.
Nei mesi antecedenti la partenza mi son molto documentata sull’isola e la mia curiosità è aumentata.
Saremmo dovuti partire il 22 giugno (domenica) ma il venerdì mi giugnge un email per informarmi che il volo era anticipato al sabato mattina. Non avendo particolari impegni per il sabato ho preso benissimo la notizia (un giorno di vacanza in più! gratis!) e appena tornata dal lavoro ho fatto la valigia.
Partenza avvenuta alle 7.20 del mattino (con una ventina di minuti di ritardo) su un volo Eurofly. Volo tranquillo durato 1 ora e 20 durante il quale come mio solito ho anche un po’ sonnecchiato.
Alle 10 eravamo già al nostro residence: il Sol Parc a Son Parc. L’avevo scelto perché mi piaceva l’idea che fosse immerso in una pineta, ma devo dire che si presentava molto meglio di quanto mi immaginassi: complesso su 2 piani bianco, immerso in questa pineta di pini marittimi in una zona molto tranquilla; l’appartamento era ben tenuto e ampio, un bilocale con balcone… c’erano pure un sacco di pentole e di stoviglie. Rispetto ai nostri standard eravamo commossi!

Nel residence c’erano anche bar, ristorante, piscina, animazione per bambini (perlopiù i clienti erano famiglie olandesi e tedesche; qualche inglese, pochi italiani e pochi spagnoli) campo da tennis, da minigolf, salagiochi, supermercato… devo dire che di tutte queste cose abbiamo usufruito solo del bar! Nonché del maxischermo adiacente dove la sera si proiettavano le partite dei mondiali (è stato divertente vedere Russia-Olanda in mezzo ad un’orda di Olandesi… un po’ meno vedere Italia-Spagna…)!
Riposiamo un po’ in quanto essendoci svegliati alle 4 eravamo un po’ stanchi e poi siamo andati alla spiaggia dietro il residence, l’Arenal de Son Saura (foto), molto graziosa, sabbiosa e bel mare azzurro (come il cielo tesissimo di quel giorno)… diciamo che la vacanza promette bene!
Dal giorno dopo, invece, ci siamo noleggiati l’auto (presso il residence) e abbiamo iniziato a girare l’isola, guida e cartina alla mano!
Per il primo giorno abbiamo deciso di restare in zona: dapprima siamo stati a Cala Tirant (sabbia, mare pulito, ma se devo proprio scegliere credo che forse sia stata una delle spiagge che meno mi è piaciuta tra tutte), poi al Capo di Cavalleria (dove c’è anche un faro) ad ammirare il paesaggio e in seguito, passando per strade completamente immerse nei campi, alla spiaggia di Binimel.la (camminata sotto il sole per raggiungerla che ci ha quasi ucciso… erano le 14 d’altronde!)… da lì, dopo un bel bagno refrigerante e un po’ di svacco, ho deciso di raggiungere la cala Pregonda (il mio ragazzo stavolta ha preferito restare sotto l’ombrellone che ci eravamo comprati la mattina a 6 euro)… camminata sotto il sole in mezzo ad un terreno rossissimo che faceva molto contrasto col turchese del mare e il verde della vegetazione. Ne è valsa la pena: la Pregonda è davvero bella! Molto frequentata dai nudisti, ma c’è da dire che a Minorca i nudisti li ho visti un po’ in tutte le spiagge… Tornando verso Son Parc siamo passati con l’auto da Fornells, che a dire il vero non mi ha fatto una grande impressione. Ci siamo tornati anche una sera e non ho molto cambiato idea: alle 22 poi era già tutto chiuso… oddio non pretendevo un posto vivace, ma da quello che avevo letto mi aspettavo un po’ meglio…
Il giorno seguente ci siamo mossi nella direzione opposta e siamo prima di tutto andati ad Arenal en Castel: una caletta con una bella sabbia e un’acqua trasparentissima, “rovinata” dalla vista dei megahotel che si affacciano sulla spiaggia… comodo per le famiglie con bambini ma decisamente poco bucolico. Dopodiché ci siamo spinti nella zona a NE e siamo andati a visitare il paesino di Es Grau, che si affaccia su una zona un po’ paludosa; poi altra puntata al mare, a Cala d’Alcalfar, dove però il mare era un pochetto algoso.
Il giorno successivo purtroppo il tempo non era un granchè: il cielo era grigino, c’era molto vento umido ed era afoso. Dopo un breve bagno a Cala n’Bosch (altro posto simile ad Arenal en Castel: bella sabbia, bel mare, ma in mezzo ai complessi turistici) e a Cala Blanca, abbiamo deciso visto che la giornata non era un granchè di andare a farci un giro a Ciutadella, visto che in quei giorni si svolgeva la festa di San Joan. Ciutadella è una cittadina graziosa, i Minorchini erano tutti elettrizzati dalla festa (che dura 3 giorni) e siamo anche riusciti a vedere gli sfilanti a cavallo… erano tantissimi, non credevo! Poi è tornato il sole e in città si iniziava a soffocare, quindi ancora in auto, direzione nord: Cala Morell. E’ stata una piacevole sorpresa: una caletta incuneata tra le rocce, con poca gente intorno. Acqua trasparentissima.
Tra le calette che più desideravo vedere c’era la Mitjana (foto), e il mercoledì ci siamo andati. Abbiamo lasciato l’auto all’inizio della strada e poi abbiamo camminato un quarto d’ora su una strada tra gli alberi prima di raggiungerla. Era davvero bella come me l’aspettavo: una spiaggetta completamente circondata dalla vegetazione e con un mare da urlo. Speravo solo ci fosse meno gente, ma d’altronde come ero lì io, anche gli altri avevano diritto di starci! Dopo aver mangiato un panino (rigorosamente portato da casa, anche perché non c’erano bar) siamo partiti alla volta di Sta Galdana, una località turistica della zona con un bel mare, ma degli hotel osceni a deturpare il paesaggio (sono fissata, lo so!); da lì partiva il sentiero che arriva fino a cala n bosch e decidiamo di intraprenderlo per arrivare a Cala Macarella. La passeggiata è abbastanza tranquilla e in parte ombreggiata e dopo un’oretta o poco più arriviamo alla Macarella, che è la spiaggia che compare in pratica in tutte le foto di Minorca che avevo visti su internet o sulle guide: anch’essa è circondata dalla pineta e ha un bel mare turchese, ma devo dire che mi aspettavo di meglio… brutta no, assolutamente, anzi, ma forse le aspettative erano troppo elevate!
Il giovedì ci accoglie una bella giornata tersa ma con un vento molto forte. Dapprima andiamo a fare un salto sulla cima del Monte Toro (monte è una parola grossa, son neanche 400 metri) da cui si gode il panorama dell’intera isola, e poi bagno a Son Bou! Questo è il classico paese turistico con bar, ristoranti, locali, ma non m’è dispiaciuto; la sabbia è lunga e sabbiosa e il mare in stile caraibico… peccato che il forte vento rendesse difficoltosa la permanenza in spiaggia. Essendo in zona ci siamo poi spostati a Cala Coves (il nome deriva dall’alta presenza di caverne) (foto): ecco, mi sono innamorata perdutamente di quel posto! Un angolo di mare trasparente circondato da roccia e vegetazione, con poca gente e senza alcun edificio a perdita d’occhio. Paradisiaco! Poi non ci siamo risparmiati una visita alla Cova de Xoroi (foto), un locale discoteca costruito interamente in una grotta a picco sul mare: davvero suggestiva!
Il venerdì inizia a cogliermi la tristezza: la vacanza è agli sgoccioli. Il tempo non era un granchè (ha pure piovuto per ben 5 minuti!) e quindi ci siamo dati al turismo culturale, con visita alla fortezza della Mola e alla città di Mahon (graziosa, ma Ciutadella ci è piaciuta di più). infine a Punta Prima.
La sera mi chiama l’assistente Todomondo per chiederci se volevamo rientrare il lunedì anziché la domenica, facendo un giorno in più a loro spese, ma stavolt5a ho dovuto rifiutare avendo il lunedì un impegno lavorativo inderogabile… sigh…
Sabato: ultimo giorno di vacanza. Voglio assolutamente visitare Cala turqueta. Ma quando arriviamo alla strada che conduce alla cala, la ragazza addetta al passaggio auto ci dice che non si può passare perché il parcheggio è al completo, a da lì a piedi son 5 km di strada sotto il sole a picco. Rinunciamo, ma solo momentaneamente. Andiamo quindi a Son Saura (che malgrado il nome non ha nulla a che vedere con la spiaggia di Son parc), uno spiaggione lungo e con un mare azzurrissimo, e da lì imbocchiamo il sentiero che si dirige verso la Turqueta. La strada è in buona parte sotto il sole, che quel giorno è anche particolarmente cattivo (per fortuna, almeno, era ventilato); tra son Saura e la Turqueta c’è un altro piccolo angolo di paradiso, cala Talaier(foto), dove ovviamente facciamo una sosta e mi faccio un bagno refrigerante. Quando finalmente arriviamo alla turqueta, stanchi e accaldati (erano le 14…) mi rendo conto che non avrei proprio potuto andarmene da Minorca senza averla vista: il nome già indica il colore delle sue acque, i pini marittimi arrivano sino a bordo spiaggia… una meraviglia!(foto)
E così la vacanza a Minorca è finita e il giorno dopo alle 8.15 ci passa a prendere il pulmino per andare in aeroporto, dove il nostro volo (stavolta Blupanorama) fa però 3 ore e mezzo di ritardo, quindi solo alle 14.30 arriviamo a malpensa, dove ci accoglie un’afa che toglie il fiato.
Assolutamente soddisfatta di questa vacanza: il mare di Minorca è molto più bello di come lo immaginassi, l’ìsola dal punto di vista naturalistico offre molto. Credo che due settimane di vacanza lì non siano affatto sprecate. In più la vita non è particolarmente costosa, paragonabile a qui su alcune cose, inferiore su altre. Insomma, consiglio questa vacanza a tutti quelli che cercano bel mare, natura e relax!

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Ci sono 9 commenti su “Il verde e l’azzurro di Minorca

  1. Bellissima isola, sicuramente diversa da come me l’immaginavo (molto turistica); mi verrebbe voglia di partire anche domani. Unico neo è che mi confermi che todomondo sposta continuamente partenze e arrivi (io non avrei potuto spostare la partenza da domenica a sabato…)

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