Braika Bay a Marsa Alam: un incantevole giardino tra mare e deserto

Sabato 5 luglio 2008: alle due del mattino suona la sveglia, alle tre siamo più o meno pronti e partiamo per Malpensa. Al Terminal 1 lunghe code, poi ci imbarchiamo alle 5,45 per Marsa Alam, ma l’aereo della Livingstone non decolla alle sei, come previsto, a causa della mancanza di alcuni pasti a bordo. Nonostante i 40 minuti di ritardo alle 11,40, ora locale, atterriamo in Egitto. Volo tranquillo. Servizio buono. Molto assonnati affrontiamo anche le varie code all’aeroporto egiziano e superiamo i numerosi controlli, quindi, dopo mezz’ora di tragitto in pullman, arriviamo al Brayka Bay Resort. In brevissimo tempo ci assegnano le camere e Grazia, dello staff Turisanda, ci dà alcune indicazione di massima mentre ci accompagna alla nostra palazzina (Sport Inn). Essendo quattro adulti (genitori e due ragazze di 18 e 24 anni) ci assegnano due camere vicine e molto funzionali per noi: una porta ci immette in un ingresso comune che a sua volta permette l’accesso alle due stanze indipendenti ma contigue; sono spaziose, arredate bene, ma non lussuosamente, con un gran bel balcone vista mare.
Il ristorante ci dà subito l’impressione di una mensa, con le tende scozzesi e un buffet che non corrisponde certamente ai nostri gusti. Ci sono molti stranieri, notiamo in prevalenza tedeschi.
Solo la parte riservata a pane e dolci è abbondante e varia. Anche la sera abbiamo avuto questa impressione, nonostante ci sia piaciuto di più mangiare all’aperto: scenografico il buffet con grigliate che viene allestito ogni giorno dalle 18,30.
Abbiamo trascorso in questo villaggio due settimane e ci teniamo a sottolineare che ci piace assaggiare sempre ogni specialità locale e che non siamo soliti, quando ci troviamo all’estero, reclamare cibi italiani, ma nel corso dei giorni il giudizio negativo sul ristorante si è rafforzato: sostanzialmente non riuscivamo ad apprezzare niente e nulla ci ingolosiva; i piatti erano ripetitivi, con abbondanza di patate soprattutto fritte, wurstel dal gusto cattivo e pollo; non c’è mai stata varietà di pesce, l’unico tipo proposto veniva presentato fritto o in umido con varie spezie e solo due volte alla griglia. Abbiamo provato veramente tutto, però abbiamo ripiegato sulla pasta (al ragù e al pomodoro) e sul riso (in bianco), accettabili, ma li abbiamo dovuti scegliere perché ritenevamo immangiabile tutto il resto, che pure avevamo assaggiato…
Durante la prima settimana a turno siamo stati tutti male, chi per forti crampi addominali con qualche linea di febbre, chi per problemi gastro-intestinali più o meno intensi. Non possiamo affermare con certezza che la causa sia stata il cibo, ma nei giorni successivi abbiamo preferito evitare le pietanze “non del tutto identificate” anche perché la mancanza di rispetto delle più elementari norme igieniche e il “ritrovamento” nella pastasciutta di un ricciolo di latta, sinceramente, ci indispettivano, viste le 5 stelle assegnate al resort ed il costo della vacanza.
Abbiamo dovuto chiedere esplicitamente, più volte, ai camerieri di cambiare le tovagliette americane piene di briciole lasciate da chi aveva mangiato prima di noi e anche di pulire il tavolo….che invece secondo loro era già pronto per i clienti successivi!
I camerieri sicuramente lavorano moltissimo, sono sorridenti e disponibili nonostante le tante ore di servizio, ma evidentemente la gestione della sala è male organizzata perché tutti fanno tutto dappertutto, mentre sarebbe indispensabile suddividere i compiti (chi sparecchia deve essere seguito da chi riordina e apparecchia; chi deve essere attento alle bevande o occuparsi delle richieste dei clienti seduti dovrebbe fare solo quello ecc…), ma anche gli spazi di questo grande e a volte caotico ristorante (un cameriere, secondo noi, non può seguire tutta la sala e magari anche qualche zona all’esterno, ma devono essergli assegnati un certo numero di tavoli di cui occuparsi).
Organizzazione a parte dobbiamo dire che a colazione abbiamo quasi sempre fatto onore al buffet con brioches e torte varie, pane tostato e no, burro e marmellata, thè e caffè americano.
Oltre al ristorante principale ce ne sono due a pagamento: “Da Mario”, italiano, la cui specialità è la pizza; “Hemingway”, di pesce. Abbiamo provato entrambi: la pizza è discreta, l’abbiamo mangiata più volte e abbiamo anche voluto assaggiare altri piatti del menù (abbastanza vicini alla nostra cucina, ma confondono le erbette con le onnipresenti patatine fritte; prezzi accettabili grazie allo sconto Turisanda del 50% se si prenota prima, altrimenti evitare; peccato nessuno capisca davvero l’italiano…si creano gli equivoci di cui sopra…).
La cena di pesce a lume di candela in riva al mare è stata piacevole e suggestiva: un brodino di pesce, spaghetti ai frutti del Mar Rosso, grigliata mista davvero buona e fin troppo abbondante, frutta mista, vino bianco e un ottimo servizio, 25 euro a persona. Peccato che nella pasta anche questa volta abbiamo trovato varie striscioline di plastica arancione….
Nei giorni trascorsi a Marsa Alam la temperatura è stata sempre attorno ai 45°, un bel caldo fin dal primo mattino, mitigato però da un vento piacevole e dalla mancanza di umidità: non abbiamo sofferto né sudato come a volte a Milano.
Il resort è proprio molto grande, le camere sono dislocate in varie palazzine. Ci sono tre belle piscine: una coperta, ma utilizzabile sempre, quella principale e una per le immersioni, usata dal diving. C’è anche un centro benessere, con massaggi a pagamento, che abbiamo sperimentato (bravi i ragazzi e vantaggiosi i prezzi soprattutto se si concordano altri massaggi dopo il primo); la palestra è aperta a tutti; centro estetico e parrucchiere: anch’essi propongono sconti e promozioni.
Il villaggio è molto curato, c’è sempre tanto personale in giro che si occupa della manutenzione. In particolare i grandi giardini sono tenuti molto bene: come già detto il Brayka si estende su una superficie davvero vasta e le bellissime zone verdi sono numerose e sempre ampie. Sia durante il giorno sia la sera tanti giardinieri si dedicano alla cura di questo spazio che si trova fra il mare e il deserto.
La spiaggia del villaggio è ampia e lunga oltre 1km, non c’è pontile perché dal centro della baia si accede direttamente al mare e lo si può fare in più punti, alcuni più sabbiosi, altri con qualche fastidioso sasso per i primi metri. Già con l’acqua ai polpacci ti fanno spesso compagnia pesci sergente piccoli e grandi e altri pesci. Proprio la tipologia del mare ci ha permesso di fare lunghi e frequenti bagni per rinfrescarci, divertirci, giocare, ma abbiamo anche nuotato piacevolmente e fatto molto spesso snorkeling nella baia, prima guidati dalla bravissima Alessandra, biologa di Turisanda disponibile ogni giorno alle 11 e alle 16 per tale attività, e poi da soli .
E’ stato bellissimo… ogni giorno questo mare ci ha regalato sensazioni diverse ma sempre di un piacere immenso: lontano dalla barriera o in quello spettacolare acquario a pochi metri dalla riva abbiamo apprezzato la limpidezza dell’acqua , la temperatura, la tranquillità, la fauna e la flora. Il mare, però, è molto più bello la mattina, nel pomeriggio l’acqua diventa più calda e torbida.
Sulla spiaggia ci sono pure un bar, un ristorante dove si può pranzare all’aperto con alcuni dei piatti offerti dal ristorante principale, la tenda beduina dove la sera si fuma il narghilè, i responsabili delle passeggiate a cavallo o sul cammello e l’originale postazione dei ragazzi che organizzano le bellissime uscite con i quad, le moto a quattro ruote.
I ragazzi dello staff di animazione si sono dimostrati simpatici, disponibili, chiacchieroni, ma discreti.
Molto apprezzata la presenza di Amro, ottimo intermediario arabo-italiano, e della biologa, della quale conoscevamo peraltro già la fama, a livello personale, e il tipo di intervento, perché durante un’altra vacanza con Hotelplan ne avevamo usufruito. Alessandra ha tenuto per tre sere alla settimana un interessante corso di biologia marina: relatrice esauriente e preparatissima si è rivelata anche una guida esperta e una piacevolissima compagnia all’interno del villaggio e durante l’escursione organizzata da Turisanda a Paradise Beach. Questa stupenda spiaggia si trova a 1ora dal villaggio, verso Berenice. L’abbiamo raggiunta in pullman; lungo il percorso le infinite distese azzurre a sinistra e il paesaggio del deserto roccioso a destra correvano paralleli… un incanto interrotto solo raramente dal paesino di Marsa Alam (purtroppo in via di paurosa espansione visti i cantieri…) e da qualche isolatissimo villaggio. A Paradise Beach la sabbia è corallina, perciò bianchissima e non scotta i piedi; il mare sembra caraibico, digradante, con l’ingresso e il fonddo sabbiosi. Che spettacolo… invitante! Protetti da solari con fattore 30 e 50 abbiamo trascorso alcune ore dentro e fuori dall’acqua e fatto snorkeling con Alessandra e Mohamed, giovane ed espertissima guida locale che parlava molto bene italiano. Ovviamente era con noi anche un fotografo che ci ha seguiti pure sott’acqua… Alle 14,30 pranzo al villaggio. Costo dell’escursione 30€ a testa, il video 15€.
Dati i malesseri della prima settimana, forse per un po’ di pigrizia, per il timore di scottature da primi giorni o per il fatto di dover “mettere insieme” quattro teste, siamo stati decisamente più “attivi” solo nella seconda e per il giorno seguente abbiamo prenotato l’escursione di mare con i quad (75€ a coppia e 55€ se si è soli). Questa gita, che si è rivelata esilarante, prevede la partenza alle 10 e il ritorno verso le 15 e comprende il pranzo. Abbiamo cominciato a ridere quando i ragazzi ci hanno “addobbato” con i caratteristici turbanti che stanno bene davvero a pochi (l’efficientissimo responsabile Emad ci aveva colpito fin dal giorno del briefing proprio perché solo a lui dona molto…). Abbiamo cercato di capire come si guida il quad, quindi siamo partiti, rigorosamente in fila indiana, verso il deserto. Qualcuno non ha avuto problemi, altri hanno capito come procedere solo dopo essere finiti fuori strada o con l’aiuto del premuroso Rado; anche la mamma e la nostra Giulia (18 anni) hanno guidato senza problemi in questo ambiente per noi così suggestivo e particolare tra dune e rocce: che ebbrezza!!! La sabbia rossiccia ha lasciato il segno sui nostri indumenti… Dopo circa 1ora e 30 di tragitto, intervallato da 3 soste e per qualcuno anche da salti a tutta velocità sulle montagne di sabbia, siamo arrivati sulla costa. Lasciati i quad, hanno allestito sulla spiaggia, con stuoie e ombrelloni, il luogo dove abbiamo preso il sole e poi pranzato con ottimo pesce alla griglia e atro cibo a buffet di gran lunga migliore rispetto al ristorante. Abbiamo fatto lunghi bagni e chiacchierate con l’assidua compagnia di Rado (che a volte è un filosofo) e dell’affascinante Emad che, più tardi, ha guidato il papà nello snorkeling: mare cristallino, bellissima e ricca la barriera. Che bella giornata!!! Chi lo desidera può acquistare il video anche di questa esperienza (20€).
Visto l’entusiasmo suscitato dalla gita deserto/mare e dalla simpatia dello staff dello Scorpion Desert Motosafary, abbiamo deciso, due giorni dopo, di partecipare anche all’escursione in quad al tramonto (45€ singolo, 55€ in coppia). Siamo partiti dal villaggio verso le 17.00, con gli indispensabili turbanti, e ci siamo addentrati in una zona del deserto dove un tempo c’era il mare che, ritirandosi, ha lasciato resti di fossili, una vera e propria montagna di conchiglie, una di corallo e una di vetro.
Poi siamo saliti sull’unica duna di sabbia del deserto roccioso di Marsa Alam. Dopo aver assistito allo stupendo tramonto nel deserto abbiamo fatto sosta in una tenda beduina, dove ci hanno offerto il thè. La luna piena ha accompagnato il nostro ritorno attorno alle ore 20.00 e la sua luce ci ha offerto lo spettacolo di un deserto totalmente diverso. Anche in questa occasione le guide sono state brave, chiare e la gita è stata organizzata davvero bene!
Ne approfittiamo per ringraziare tutto il gruppo, in particolare l’intraprendente, ma delicato Emad e il carissimo Rado. Purtroppo non abbiamo annotato i nomi degli altri…ma salutiamo tutti!
Un grazie di cuore anche ai due ragazzi del primo piano della palazzina 2000, che hanno avuto grande cura tutti i giorni delle nostre camere, aiutandoci concretamente anche nel trasloco alla fine della prima settimana.
Nonostante parecchie remore relative solo al ristorante, è inutile dire che torneremmo domani, di corsa……anzi, in quad al Brayka Bay!!!

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Ci sono 5 commenti su “Braika Bay a Marsa Alam: un incantevole giardino tra mare e deserto

  1. finalmente qualcun’altro che parla del Brayka… ci sono stata ad agosto 2007 e anche a me è piaciuto molto… non concordo per quanto riguarda il cibo, io mi sono trovata bene e non abbiamo avuto problemi (cmq parlo di agosto 2007) :)

  2. Si, hai letto bene! Uno dei motivi per cui abbiamo scelto il Brayka è stato il fatto che dalla spiaggia del villaggio si potesse accedere direttamente al mare e alla barriera. Non esistono pontili perchè non ce n’è bisogno. Di villaggi così ce ne sono pochi nella zona. Nessuna camera è troppo distante dal mare o dal ristorante, ma, come già detto, il villaggio è molto esteso, perciò si fa qualche ” passeggiata “….

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