A spasso per la Danimarca

Era da tempo che fantasticavamo di andare nel Nord Europa e finalmente quest’anno abbiamo fatto questo bellissimo viaggio in Danimarca.
Prima di partire abbiamo letto parecchie pagine web per programmare un viaggio che comprendesse sia la capitale, Copenhagen, sia alcune zone interessanti della Danimarca.
Sicuramente il racconto che ci ha ispirato di più di quelli presenti sul sito di Turisti per Caso è stato quello di Chicco, Stefania e Pierino: abbiamo visitato alcuni luoghi e mangiato in alcuni posti da loro consigliati trovandoci molto bene e condividendo il loro giudizio.
Anche il sito del loro ufficio turistico è stato utile ( http://www.visitdenmark.it ) : abbiamo scritto e dopo pochi giorni ci hanno inviato un pacchetto informativo con un’utile mappa della danimarca, elenco di alberghi e notizie utili per il turista.
Abbiamo quindi costruito un programma con tre tappe: Copenhagen, Odense e Roskilde dove abbiamo soggiornato e che facevano da fulcro per le gite nei dintorni in un raggio di circa 100 km. Ovviamente avevamo noleggiato un’auto, il tutto in un pacchetto su misura prenotato dall’Italia con la Giver …… per semplicità, ma penso sia tutto facilmente prenotabile direttamente con internet.

1° giorno: Bologna – Copenhagen
Volo diretto da Bologna a Copenhagen con la SAS, partenza ore 15.10 del 13 agosto 2007 ed arrivo alle 17.20 ……poi abbiamo aspettato quasi un’ora per ritirare le valigie (primo sintomo che anche i danesi non sono poi così perfettini come pensavamo). Da qui treno, 28.50 corone (che abbreviano in kr) a testa, fino alla stazione centrale (che è di fronte al Tivoli), poi da qui in taxi fino all’Hotel Admiral (70 kr). Probabilmente è più semplice e di poco più caro prendere direttamente il taxi dall’aeroporto.
L’Hotel Admiral ( http://www.admiralhotel.dk ) è fantastico, si trova direttamente sul porto ed è stato ricavato in un fabbricato utilizzato come magazzino navale. La camera è veramente ampia e oltre al letto hanno ricavato anche un piccolo salottino. TV satellitare con anche 2 canali italiani (mai più visti negli altri hotel). Sono rimasto stupito dal fatto che nei letti non ci fossero le lenzuola, ma solo il piumino che faceva un caldo esagerato. L’albergo è superlusso ed ha tutti i confort; la cosa più apprezzata è il mitico buffet della colazione dove si poteva trovare veramente di tutto: tanti tipi di pane con miele e marmellate, frutta fresca, verdura fresca, uova sode, alla coque e strapazzate, pancetta e salsicciotti, vari tipi di yoghurt e cereali e poi ovviamente caffè, vari tipi di thè, di succhi di frutta e di latte.
Dopo esserci sistemati siamo andati sul Nyhavn, a circa 200 metri dall’albergo, per cercare un localino dove mangiare: ovviamente c’era l’imbarazzo della scelta perché quello che era nato come nuovo porto, poi diventato luogo di bordelli, oggi è la passeggiata turistica per antonomasia ed è un susseguirsi ininterrotto di ristorantini. Ovviamente, soprattutto a Copenhagen, essendo Agosto si sentiva ovunque parlare in italiano.
Abbiamo mangiato al Færgekro ( Nyhavn 5) un bella insalatina condita con loro salsina, semini di zucca e pinoli e poi un’entrecote con patatine fritte io salmone alla griglia con riso bianco e nero l’Elisa; bevendo solo acqua in caraffa (qualcosa in 10 giorni a Parigi l’avevamo già imparata e cioè che all’estero l’acqua minerale è considerata una bibita e costa come una bibita) abbiamo speso la modica cifra di 390 kr pari a 52 €. Così abbiamo subito imparato due cose nuove: la prima è che a CPH (Copenhagen abbreviato) puoi pagare ovunque con la carta di credito, ma con una commissione aggiuntiva che può andare dal 3% fino al 6%: fortunatamente al di fuori di CPH l’usanza è ben diversa e nessuno ci ha più chiesto tale commissione. La seconda è che, ovunque si vada a mangiare, è impossibile scendere sotto i 20/25 euro a testa: anche i ristorantini o piccole osterie più modeste hanno il “main course”, cioè il loro piatto principale completo di contorno ed equivalente a circa un piatto e mezzo dei nostri italiani, per non meno di 11/12 euro a cui vanno aggiunti da 3 a 7 euro per bere un mezzo litro d’acqua, una coca o una birra.

2° giorno: CPH: sirenetta, Amalienborg, giro in battello, Stroget
Oggi siamo usciti a piedi dall’albergo e, seguendo la banchina, ci siamo diretti verso la Sirenetta. Siamo passati davanti alla sede della Maersk (foto 201), grossa compagnia navale commerciale, che è un bell’edificio bianco che si staglia in questo bellissimo cielo azzurro che ci è stato concesso oggi (per una giornata così dovremo aspettare altri 8 giorni). Siamo passati di fronte alla fontana di Gefion (foto 205) ed alla chiesa di St. Alban’s entrambe assediate da un’orda di giapponesi urlanti ed appena scesi dal pulmann: chissà perché guardando i servizi televisivi sul giappone sembrano così seri e compunti, poi quando sono in gita turistica all’estero si scatenano!!??
Procediamo poi, sempre costeggiando la banchina, verso la sirenetta (foto 207). Anche lei è assediata da turisti di tutto il mondo che fanno la fila per farsi fotografare insieme a questa statua che è diventata il simbolo di CPH, ma che non ne è certo rappresentativa. Continuiamo aggirando il Kastellet che è una roccaforte circondata da un fossato dove si trovavano le guarnigioni e che ancor oggi è sede di uffici militari. Si può attraversare completamente per poi sbucare nel parco della chiesa di St. Alban’s. Qui ho fatto la mia prima amicizia danese con una paperetta che, proprio come in Italia, appena ha sentito il rumore della confezione dei krackers si è sfacciatamente avvicinata per averne un pezzetto … che ha ovviamente ottenuto.
Dopo ci siamo incamminati per il viale che conduce direttamente ad Amalienborg: si tratta di una piazza ottagonale circondata dall’omonimo castello, o per meglio dire palazzo che è la residenza della regina (foto 216). Stando al centro si può vedere la nuova Operà (foto 233), oltre un ramo del porto, ed esattamente dirimpetto la Marmor Kirken che ha una bellissima cupola, si dice ispirata a San Pietro a Roma.
Poiché si avvicinava l’ora di pranzo, ci siamo diretti verso lo Strøget (la principale via commerciale) e dopo aver scartato qualche locale siamo scesi (di qualche gradino) allo Skindbuksen, consigliato dalla Guida Routard, che in tema di consigli per locali tipici non ha mai sbagliato (personalmente l’ho testata a Londra, Parigi, Toscana e ora in Danimarca). Il locale ha molto l’aria del pub (mi verrebbe da dire fumoso, ma solo per spiegare l’atmosfera in quanto anche qui vige il divieto di fumare nei locali pubblici) è frequentato dai locali che vengono a farsi un bicchierino o il pranzo.
Abbiamo ovviamente mangiato alla danese: smørebrød che letteralmente significa pane imburrato. Si tratta sempre di piatti che comprendono una fetta di pane già imburrato o con burro a parte, pesce o carne e verdure, una specie di antipasto abbondante.
Il mio si presentava con un tripudio di gamberetti piccolini (i più presenti in danimarca), asparagi bianche sottolio e maionese delicata; l’Elisa invece ha preso “lo spuntino del veterinario”: patè di fegato, manzo saltato, insalata, pomodoro fresco, cipolla, aspic e ovviamente pane di segale imburrato.
Poi siamo tornati verso il Nyhavn (foto 305) con l’idea di farci un giro in battello: qui potete scegliere fra diverse compagnie, noi abbiamo scelto la Netto che si è dimostrata molto valida ed economica (30 Kr), con guida in inglese, tedesco e danese. Un consiglio spassionato: se la giornata è bella fate subito il giro in battello perché il tempo è molto variabile e potreste non avere un’altra occasione!!
Il giro dura circa un’ora e vi porterà nel quartiere di Holmen, una volta zona militare, costeggia Christiania (il quartire degli yippies che non abbiamo visitato), passa al fianco dello yacth della regina per poi raggiungere la sirenetta (anche stavolta assediata dai turisti), poi ritorna verso il Nyhavn per poi virare verso Christianshavn un quartiere attraversato da un canale sul quale sono ormeggiate le barche dei suoi abitanti. Successivamente sbuca in fronte al “Diamante Nero”, un bellissimo fabbricato moderno sede della biblioteca nazionale e si rinfila in un canale che costeggia la zona del parlamento per poi rientrare al punto di partenza nel Nyhavn. Consiglio a tutti i viaggiatori di prendere sempre i battelli nelle città con canali perché la città vista dal battello assume connotati differenti e sempre affascinanti.
Ora siamo di nuovo sulla terraferma e riprendiamo a camminare verso lo Strøget: questa lunga strada pedonale e commerciale è segnalata su tutte le guide e va vista, anche se io ho avuto la stessa sensazione di un grande parco commerciale “stile outlet” che ebbi sugli Champs Eliseé che ebbi a Parigi. Circa a metà abbiamo girato per arrivare alla Rundetårn (foto 268): una bellissima torre rotonda in muratura faccia a vista che si innalza sopra CPH ……per chi ne ha voglia vi si può salire, a piedi ovviamente, ed ammirare il panorama di tutta la città.
Un po’ stremati dalla camminata siamo entrati in un Netto (catena di supermarket a basso costo) a cercare qualche genere di prima necessità: acqua a basso costo (si fa per dire se raffrontata all’Italia) e cibo per uno spuntino pomeridiano. Dopodichè siamo rientrati in albergo per riprenderci.
Questa sera ritorniamo sul Nyhavn cercando un altro ristorante per la cena ed approdiamo al Nyhavn 37 dove sperimento delle buonissime frikadeller (polpettine) di salmone con contorno di patate novelle non sbucciate (buonissime), capperi, senape dolce ed insalatina di cipolle e cetriolo. Elisa prende le frikadeller di carne anch’esse accompagnate dal medesimo contorno, il tutto con una bottiglia d’acqua per “modiche” 278 Kr, quasi 40 euro. Abbiamo mangiato molto bene e penso che torneremo, ma non credo che mangeremo fuori perché la sera la temperatura cala bruscamente ed al ristorante sono piuttosto lenti nel servire cosicchè a fine serata il congelamento è quasi assicurato!

3° giorno: CPH: Christiansborg, Strøget, Rådhuspladsen, Christianshavn
Ecco a voi, anzi ecco a noi la tipica giornata danese: pioggia a intermittenza più volte al giorno, vento e poi, verso sera un pò di calma ed un pò di sole.
Iniziamo la giornata incamminandoci verso Christiansborg Palace che è la sede del parlamento: molto austero e “istituzionale”, costituita da una serie di palazzi che racchiudono un’ampia corte interna. Dopo ci dirigiamo verso lo Strøget (penserete che ci piaccia molto, ma in realtà ci torniamo più volte perchè è molto lungo e lo visiteremo a pezzetti) per poi lasciarlo quando Elisa vede un’antica pasticceria in cui ci concediamo una pausa dal maltempo della giornata. Si tratta della pasticceria “La Glace”: aperta nel 1870 si presenta con un ambiento retrò, tranquillo e pulito. Scegliamo alcuni dolcetti al banco, poi ci portano tutto al tavolino. Per i nostri gusti i dolcetti sono un pò molto “burrosi” e ricchi, ma consigliamo una sosta a chi si trovi nei paraggi.
Gironzoliamo ancora un pò in zona, poi stremati dalla continua pioggia ci rifugiamo nuovamente allo Skindbuksen per il pranzo. Oggi, forse anche a causa del tempo, è pieno e questo ci permette di vedere alcune tavolate di danesi che si prendono il mega piatto di assaggi: super bellissimo, ma essendo solo in due non possiamo affrontarlo.
Così ci dobbiamo accontentare: io prendo una gustosissima insalata di pollo, mayonese e bacon … che detta così appare una cosa molto “maialosa” ma in realtà non lo è perchè la mayonese è sempre molto delicata e il bacon non poi così grasso. L’Elisa invece si attenta a prendere le aringhe preparate in tre modi, tutti ovviamente del tipo marinato: sinceramente non cattive, un pò dolciaste, ma non sono una specialità così gustosa (devo inoltre capire come fanno a mangiarle a colazione, visto che erano sempre presenti nei buffet degli alberghi!).
Dopo pranzo ci dirigiamo verso Christianshavn, un modesto quartiere residenziale situato dalla parte opposta del portocanale e percorso da canali minori in cui sono attraccate le barche, grandi e piccole, dei residenti. E’ molto tranquillo ed è bello vedere le famigliole che stanno su le barche e le curano come se fossero il loro giardinetti. Ad un certo punto vediamo delle vetrine con bancone e persone sedute e sul retro un enorme bancone di dolci e pani di questo magnifico fornaio che si chiama Lagkagehuset (in via Torvegade). Si vede subito che siamo fuori dai percorsi turistici perché sentendoci parlare in inglese rimangono momentaneamente spiazzati (lo saremmo anche noi qui in Italia), ma poi, come sempre, lo capiscono e lo parlano. Decidiamo di fare acquisti per poi mangiarli in albergo: una splendida pasta con crema e fragole, una focaccia e qualche pane. Qui hanno il culto del pane e dei prodotti da forno e se ne possono trovare di molti tipi anche nel più piccolo forno del più sperduto paese.
Nei nostri viaggi ci piace ogni tanto mangiare “al sacco” se il tempo lo permette o nella stanza d’albergo: è un modo per mangiare in modo più leggero e per poter assaggiare qui prodotti locali, anche semplici come il pane, che nei ristoranti non ti vengono proposti.
Oggi la pioggia non ci molla, così decidiamo di prendere un autobus per dirigerci verso Rådhuspladsen che è il loro municipio. Viaggiare in autobus è veramente facilissimo: scordatevi quelli italiani dove per capire dove scendere ti devi studiare la mappa e chiedere all’autista, qui c’è un bellissimo visore che ti dice il nome della fermata successiva e sull’autobus c’è la mappa delle fermate: banale, efficiente, comodissimo per il turista! …unica nota dolente il prezzo di 19 Kr (quasi 3 euro) del biglietto valido per 1 ora.
Scesi dal bus ci viene concesso un timido raggio di sole … tanto timido che il caratteristico barometro posto sull’angolo di un palazzo non sa che pesci prendere: far vedere l’omino con l’ombrello o la ragazza in bicicletta ??
Decidiamo di goderci questo raggio di sole su una panchina assaggiando un “mitico” pølsevogen. E’ da quando abbiamo messo piede in CPH che vediamo ovunque questi box ambulanti che vendono wurstel di vario genere, fanno praticamente parte del paesaggio urbano, tanto che anche a Legoland vengono rappresentati.
Optiamo per quello più simile al tedesco, ma però molto più sottile (circa 1 cm di diametro), che viene servito su un vassoietto di carta con senape e ketchup (in quantità da farci quasi il bagno dentro) e un panino soffice a fianco (il pane si paga a parte): gustosissimo!! E’ il loro cibo da strada e ti risolve quel “buchino” nello stomaco a metà giornata.
Ora ci occorre però qualcosa per completare la cena in albergo così entriamo in un 7eleven: si tratta di una catena omnipresente in CPH che vende un po’ di tutto a costi ragionevoli. C’è il distributore di caffè di vario genere: si può scegliere la miscela e la tipologia (espresso, lunga, capuccino, mokaccino, ecc). Vi sono poi le porzioni di pasta fredda, insalata fredda, sandwich tutti in confenzioni di plastica e in vari gusti. Vi è poi ampia scelta di bibite di ogni genere.
Devo dire che apprezzeremo molto il tutto a cena, sia le cose normali che quelle un po’ “diverse” dalle nostre abitudini.

4° giorno: CPH: ritiro auto, Rosenborg, giardini botanici
Dall’Italia abbiamo noleggiato un’auto e, seguendo i consigli di Stefania (vedi racconto su turisti per caso), abbiamo chiesto la consegna in città anziché all’aeroporto: cosa che consiglio a tutti.
Poiché a noi serviva per 6 giorni, ma noleggiandola per 7 giorni si spende meno, la dobbiamo ritirare oggi anche se da CPH partiremo solo domani. Questa è una cosa che sconsiglio in quanto in CPH è facile trovare parcheggio, ma ti pelano: oggi spendero 215 Kr (circa 30 euro) per parcheggiarla. Perfino il percheggio dell’albergo è a pagamento!
Ho scoperto così la soluzione di CPH per il problema del traffico, che qui è praticamente inesistente, rendere economicamente impossibile parcheggiare l’auto in città: sarà la strada giusta? … i risultati però ci sono! (e qui chi mi legge si infervorerà pro o contro tale metodo).
Ritirata l’auto (e sono già le 11!!) ci dirigiamo a Rosemborg (foto 327) dove sono custoditi i gioielli della regina. Con soli 65 Kr (chi ha visitato i Castelli della Loira o altri Castelli capirà perché dico “solo”) possiamo entrare a vedere alcune stanze (le altre sono in ristrutturazione) ed i gioielli della regina. Questo è l’unico castello in cui siamo entrati e penso che ne valga la pena, soprattutto per i gioielli della regina che sono costituiti sia dai vari doni ricevuti da altri capi di stato in varie occasioni sia dalle corone reali. Mi ha affascinato molto vedere da vicino le corone e pensare a cosa hanno rappresentato.
Nota generale sui castelli: ovunque abbiamo trovato castelli visitabili gratuitamente nelle aree esterne, compresi le corti interne, permettendoci così di vedere quella che per me è la parte migliore. Solo per entrare nelle stanze interne si doveva pagare il biglietto.
Ci siamo fermati a pranzo nel barettino situato nel cortile di Rosenborg: molto carino, curato e con prezzi assolutamente nella media. Io ho preso la Caesar Salad (che si trova in molti menù): pollo, bacon, crostini di pane, parmigiano, mayonese e lattuga … ottima. Elisa invece ha preso un’insalata con verdure grigliate, blu cheese (simile al gogonzola) e marmellata di cipolle rosse … molto buona anche questa!
Ci siamo poi spostati al vicino giardino botanico. Ultimamente abbiamo visto il giardino botanico di Castel Trauttmandorf (Merano, BZ, Italia) che è enorme e fantastico per cui questo appare un po’ “piccolino” ma consiglio al viaggiatore che ha un po’ di tempo in più di venirci, anche solo per gustare l’effetto di entrare, fare pochi passi e trovarsi immerso nella natura come se si fosse a mille miglia dalla città.
Visto il clima hanno ovviamente una grande serra: poiché io ne destesto il clima equatoriale, lascio questa parte di racconto ad Elisa.

Anche oggi il sole, il vento, la pioggia si alternano continuamente, così decidiamo di sfruttare un pallido sole per riposarci nel bellissimo parco di fronte a Rosenborg, ammirando alcuni alberi secolari che hanno una dimensione a dir poco immensa: lo si può vedere in una foto dove la persona sotto all’albero è piccola come una formica.
Rientriamo in albergo per poi riuscire per la nostra ultima cena in CPH: torniamo al Nyhavn 37, riprendendo lo stesso menù, ma stavolta ci sediamo all’interno visto il clima umido e freddo di oggi.
L’Elisa prova un dolce tipico il rødgrøt: fragole e prugne cotte con panna liquida a parte … ottimo!

5° giorno: direzione Odense passando sul ponte sullo Storebælt e sosta a Kerteminde
Oggi partiamo da CPH alla volta della Fionia! La viabilità è fantastica, in pochi minuti dal centro di CPH raggiungiamo l’autostrada, che è gratuita, e ci dirigiamo verso Odense.
Guidare in autostrada è semplice, le uscite sono numerate e ad ogni uscita i cartelli ti informano di nome e distanza dell’uscita successiva, ma bisogna avere calma in quanto per lunghi tratti il limite è di soli 110 Km/h (il massimo è comunque di 130 Km/h come da noi).
Decidiamo di fermarci all’uscita n° 43 subito prima del ponte sullo Storebælt per ammirare il ponte da lontano (foto 336 e 339): veramente un’opera grandiosa che emerge da un mare increspato. Volendo esiste anche un museo che racconta la storia del progetto per il ponte, che ovviamente incontrò i contrasti della popolazione locale che viveva dell’attività dei traghetti, e della sua costruzione resa possibile da una ditta italiana.
Riprendiamo l’autostrada, paghiamo ben 205 Kr per il passaggio sul ponte, e iniziamo a salire. Ebbene sì, la prima campata si rialza rispetto alla terraferma per consentire di ottenere un’altezza utile sufficiente al passaggio delle navi. Dopodichè riscendiamo verso l’isola artificiale di Sprogø da dove il ponte prosegue in piano con piccole campate.
Nota importante per i viaggiatori: abbiamo imparato solo dopo che vi erano alcune possibilità per avere uno sconto considerevole sul pedaggio del ponte … se avessimo chiesto la ricevuta di pagamento all’andata. Quindi il consiglio è di ricordarsi di chiedere la ricevuta, anche pagando con carta di credito alla biglietteria automatica; dopodichè presso il vostro albergo, presso alcuni castelli e presso Legoland è possibile ottenere un biglietto scontato per il ritorno.
Arrivati a Nyborg abbiamo lasciato l’autostrada per dirigerci a Nord a Kerteminde, un grazioso villaggio sul mare dove ci fermiamo a pranzo al club nautico (lo Sejlklub consigliato sempre dal racconto dei turisti per caso ). Entrando ci è venuta in contro un’anatra che aveva appena ottenuto una pezzetto di pane dalla proprietaria. Ci sediamo e tutto è molto carino: la vista sul porto turistico con il ponte in lontananza, l’arredamento con trofei velici e nodi marinari e la bellissima tovaglietta con disegnato tutto il villaggio … compreso un mulino a vento che ci prefiggiamo di andare a cercare dopo l’ottimo pranzo.
Dopo un po’ di girovagare troviamo questo bellissimo mulino a vento, tutto in legno e con la testata che ruota a seguire il vento. Ci facciamo un giro in spiaggia e nel centro storico: il primo di un tipico paesino danese dove si trovano facilmente supermarket, fornai, pasticcerie, ma non abbiamo mai visto fruttivendoli e macellai.
Riprendiamo la rotta e raggiungiamo Odense e l’Hotel Scandic. La catena Scandic ha Hotel in tutta la Danimarca, si tratta di Hotel molto “funzionali” e dedicati a chi viaggia per affari, un po’ standard e freddini, ma molto efficienti. Gli arredi e le attenzioni per famiglie e bambini ricordano molto la “filosofia IKEA”; sono molto apprezzabili la presenza di postazione internet gratuita, una zona “micromarket” con generi alimentari e non di prima necessità, una colazione a buffet che può soddisfare le esigenze di chiunque e la possibilità di farsi un “lunch-box” dal medesimo buffet (a minimo costo). Inoltre dell’Odense Scandic si apprezza la pulizia, la vicinanza con un supermarket della catena Netto, la possibilità di acquistare i biglietti per Legoland, la vicinanza dell’autostrada e la facilità di raggiungere il centro storico.

6° giorno: Legoland !!!!
Per raggiungere Legoland nella città di Billund ci vuole circa un’ora di autostrada nelle bellissime campagne Danesi. Soprattutto nei week-end l’afflusso è molto alto e quindi i consigli sono di premunirsi del biglietto per evitare le file alle casse e di sfruttare i parcheggi gratuiti, anche se un po’ più distanti.
Se avete letto fin qui con attenzione avrete colto che non ci sono bambini con noi, ma quale trentenne di oggi non ha giocato da piccolo con i Lego ? E vi assicuro che ci è piaciuto un sacco.
Nella parte più vecchia ci sono le ricostruzioni di alcune zone tipiche europee con relativi monumenti (foto 368 e 382) ed alcune zone di Cina, Giappone, USA e India. Sono fantastiche e pensare che qualcuno è stato pagato per “giocare” con i Lego e costruire tutte quelle ambientazioni ci fa diventare un po’ invidiosi!
Nelle altre zone sono ricreate delle attrazioni tipiche da parco divertimenti ispirate ai vari temi della Lego: i pirati, il medioevo, i vikinghi, ecc. In queste zone con i mattoncini sono costruiti i personaggi, gli animali, i draghi, ecc. … un po’ difficile da raccontare: dovete andarci!
Senza bambini e senza fare le attrazioni e giochi ci è servita l’intera giornata per vederlo tutto.
Piccolo consiglio alimentare: non lo facciamo mai all’estero, ma qui abbiamo preso la pizza in uno dei vari ristoranti interni al parco e devo dire che era mediamente buona. Se avete bambini non potete non prendergli le crocchette di patate fritte a forma di mattoncino Lego.
La sera abbiamo mangiato nel ristorante dell’albergo che propone alcuni piatti “internazionali” buoni e nutrienti ad un prezzo accettabile.

7° giorno: Egeskov, Odense
Oggi ci dirigiamo verso Sud per visitare Egeskov Slot, non proprio un castello, ma un bellissimo maniero con annesse pertinenze e parco curatissimo (foto 480). E’ domenica ed il parco è pieno di Danesi, soprattutto di famiglie con 2 o 3 bambini: questo è sicuramente un parco adatto a loro, inoltre vengono anche noleggiati degli utilissimi cariolini su cui caricare zaini, borse da pic-nic e bambini.
La parte naturalistica è affacinante, con giardini curatissimi, orto curato come un giardino e zona con mele e pere cotogne. All’interno ci sono un chiosco bibite e panini, una gelateria (fanno gelatidi dimensioni enormi …. qui non è caldo e si riescono a mangiare prima che si squaglino), un ristorante, un museo di motociclette, un museo di bambole e mobili per le case delle bambole, un labirinto, un museo dei mezzi dei vigili del fuoco, un percorso di corde e ponti tibetani fra gli alberi a circa 10 metri da terra. C’è da passarci un’intera giornata molto interessante per grandi e piccini. Per gli amanti del camper offre una zona parcheggio in un bellissimo prato e nei rpessi c’è anche un campeggio.
Veramente un luogo affascinante che consiglio a tutti i turisti.
Nel pomeriggio siamo rientrati a Odense con l’idea di farci un giro in centro. Benchè nel week-end fosse programmata una manifestazione legata al giardinaggio, stavano già smobilitando tutto e la città, sotto una pioggerellina che andava e veniva, sembrava deserta. Solo nei pressi di alcuni pub c’erano dei capannelli di tifosi poiché era in corso una partita importante. La cosa più simpatica è che la città dove visse l’infanzia (peraltro poco felice e assai dura) Cristian Andersen lo celebra ovunque: dai semafori pedonali che, invece della normale sagoma di un omini, hanno una sagoma stilizzata di Andersen, alla sua statua in ferro seduto su una panchina.
Per il resto ci è parsa una città piuttosto anonima.

8° giorno: da Odense a Roskilde e visita al museo vichingo
Oggi ripartiamo per traferirci allo Scandic Hotle di Roskilde, il tempo è inizialmente variabile con sole e nubi a tratti ma quando iniziamo ad avvicinarci al ponte sullo Storebælt il tempo inizia ad incupirsi. La strada inizia a salire, ad entrare in un temporale per cui dopo poco mi trovo con acqua scrosciante e nubi nere sopra di me, mare nero e incazzato sotto di me, vedo solo i puntini rossi degli stop dell’auto davanti a me: mi pare di essere in un incubo. Per fortuna l’attraversamento sul ponte dura solo alcuni minuti e la strada riprende a scendere, la pioggia cala fino a smettere ed il cielo si rasserena: sono di nuovo sulla terra ferma e tiro un lungo respiro di sollievo!!
Proseguiamo nelle tranquille campagne danesi, prima in autostrada e poi in strada statale fino a raggiungere Roskilde dove ci dirigiamo direttamente al museo vichingo il http://www.vikingeskibsmuseet.dk.
Troviamo un ampio parcheggio, ben segnalato e immediatamente di fronte al museo: ci pare inoltre di riavvicinarci all’Italia viste tutte le auto con la nostra targa.
Qui assistiamo ad un’altra dimostrazione di alta civiltà di questo popolo: il museo è completamente aperto, ovvero non esistono recinzioni e chiunque potrebbe tranquillamente intrufolarsi senza pagare il biglietto. Noi ovviamente paghiamo il nostro biglietto ed iniziamo a visitare questo affascinante museo in parte al coperto ed in parte all’aperto così da potersi immaginare meglio il clima vichingo … vista la sferzante arietta fredda anche in pieno agosto.
Tutto inizia con il ritrovamente nel lungo fiordo su cui si affaccia Roskilde dei resti di ben 4 navi vichinghe affondate secoli fa per impedire l’accesso all’interno del fiordo degli invasori. Con pazienza e l’aiuto del computer gli archeoligi sono riusciti a ricostruire quelle navi che sono esposte all’intenro di un bel fabbricato con vista diretta sul fiordo. Inoltre hanno ricostruito ex-novo alcune di tali imbarcazioni con le tecniche originali ed è possibile fare un giro nel fiordo da veri vichinghi. Per i bambini ci sono anche dei laboratori in cui, piccola ascia alla mano, insegnano a costruire le navi. Veramente affascinante.
Si è fatta ora di pranzo e decidiamo di portarci in centro e di pranzare da Bryggergården a base, ovviamente di smørrebrød: locale molto carino, tipico e frequentato dai locali.
Ci facciamo un giretto in questa cittadina che ha un bellissimo centro storico con la cattedrale che è patrimonio dell’Unesco.
Ci dirigiamo verso l’Hotel Scandic che anche qui è in un’ottima posizione per la vicinanza con la circonvallazione e con un bellissimo parco; peccato che sia tenuto in scarse condizioni di manutenzione: sono visibili ampie macchie nella moquette della sala da pranzo e diverse zone macchiate nei controsoffitti.

Alcune note sulla viabilità danese. I semafori hanno l’arancione anche dal rosso al verde così quando sei fermo che aspetti di ripartire, vedendo l’arancione, ti prepari e non perdi tempo a ripartire quando è verde: non oso immaginare cosa potrebbe succedere in Italia con la gente che partirebbe sull’arancione! Molto funzionali le piste cilcabili perché agli incroci con semaforo il ciclista non svolta a sinistra in mezzo alle auto, ma va prima dritto (restando a destra della corsia di marcia) attraversando l’incrocio poi si ferma, si gira di 90° ed in un secondo tempo procede dritto nella direzione voluta: semplice e geniale …. con ciclisti e automobilisti ben disciplinati!!

9° giorno: Frederiksborg, Fredensborg, Jyllinge

Oggi giornata “on the road”: ci dirigiamo verso Nord per visitare alcuni famosi castelli.
Prima tappa a Frederiksborg, nella cittadina di Hillerød: il castello non è segnalato dai cartelli, pertanto consiglio di seguire per il centro e per il lago.
Questo affascinante castello, che vediamo su alcune di quelle belle scatole di biscotti in latta, si affaccia direttamente su un lago che lo separa dai bellisismi giardini. Anche in questo caso ci limitiamo a visitare, gratuitamente, solo l’esterno, il giardino ed il parco e ne vale sicuramente la pena. Poi ci spostiamo in centro per pranzare e per ammirare il castello da un altro punto di vista.
Riprendiamo l’auto e ci dirigiamo alla cittadina di Fredensborg a visitare l’omonimo castello. Poiché è la sede estiva della Regina, in estate non è visitabile, ma si possono solo ammirare gli esterni, le guardie con il caratteristico copricapo ed il parco (che è molto esteso e arriva fino al lago: sarebbe utile una bicicletta per visitarlo).
Rientrando decidiamo di lasciare la strada principale per visitare un piccolo villaggio di pescatori che si affaccia sul fiordo: Jyllinge. Ne vale proprio la pena: possiamo ammirare una caratteristica chiesetta bianca con il fronte a gradini e le tipiche casine con il tetto in paglia. Ovviamente il tutto è curatissimo, sia le case che i giardini.
Rientrando un raggio di sole ci regala una bellissima vista di Roskilde proveniendo dall’alto e dal fiordo. Ci fermiamo nel porto, vicino al museo vichingo, per ammirare le barche e le casette che si affacciano sul mare.
Domani ripartiremo verso Nord per vedere la costa e il castello di Amleto: effettivamente la scelta di Roskilde per fare tappa non è stata felice, sarebbe stato meglio avere l’Hotel più a Nord.

10° giorno: Helsingør, Gilleleje, Frederiksværk
Oggi riprendiamo la strada verso Nord, ma puntando direttamente verso la costa a Nord di CPH. Qui ci facciamo una bellissima strada costiera sulla quale si affacciano una moltitudine di case di vacanza, marinare, colorate, curatissime e tipicamente danesi.
Arriviamo a Helsingør e ci dirigiamo al castello; lasciamo l’auto nei pressi ed entriamo nella prima cinta muraria. Qui vi consigliamo di fare subito il giro attorno al castello che, con un sentierino sulle dune conduce alla spiaggia che si trova dirimpetto al castello: ecco di fronte a voi la Svezia che sembra essere subito lì, quasi di poterla toccare. Voltandoci verso il castello vediamo uno sperone fortificato su cui trionfeggia la bandiera Danese “protetta” dai cannoni puntati verso la Svezia.
Continuando il percorso si arriva all’ingresso al cortile interno del castello: fin qui tutto senza pagare!! E’ possibile fare anche la visita degli interni, anche con guida in italiano: ovviamente a pagamento.
Contenti ed appagati di ciò che abbiamo visto riprendiamo l’auto e puntiamo ancora a Nord, fino al punto più a Nord: Gilleleje.
Si tratta di un borgo marinaro con porticciolo, residenze turistiche ed una bellissima spiaggia: mia moglie si azzarda perfino a mettere i piedi a bagno! Se vado in marzo sulla riviera romagnola ho più caldo che qui oggi!
Ci dirigiamo sul porticciolo in cerca di pesce e fra i vari ristorantini e chioschi scegliamo “Adam’s Fisk” un chiosco che da un lato vende pesce fresco, dall’altro vende pesce fritto e non da asporto. Porzioni enormi di una bontà unica da assaporare sui tavoloni in legno direttamente sul porto.
Vediamo poi una affumicatoio ed andiamo a scuriosare: hanno pesci di ogni genere affumicati, ma anche gamberetti affumicati e delle specie di anguille. Pensavamo che qui, dirattamente dal produttore, il salmone affumicato fosse a buon mercato, ma ci sbagliavamo anche qui costa più che in Italia.
Riprendiamo la strada costiera verso Sud-Ovest passando davanti a bellissimi luoghi di vacanza e bellissime spiagge in cui i danesi stanno tranquillamente facendo il bagno.
Ci fermiamo a Frederiksværk un piccolo paese molto carino, poi rientriamo in albergo.

11° giorno: rientro in Italia
Partiamo di buon ora dall’albergo verso l’aeroporto di CPH e ci arriviamo dritti dritti senza problemi di viabilità o segnaletica. Anche lasciare l’auto al noleggio è piuttosto semplice (ma per sicurezza la sera prima in albergo abbiamo guardato sul sito web dell’aeroporto dove c’erano delle istruzioni molto dettagliate).
Partiamo che a CPH c’è il cielo coperto e arriviamo a Bologna che diluvia e le temperature si sono notevolmente abassate: ci sembra buffo vedere tutti con le giacche a vento e infreddoliti … a noi sembra caldo!!

Per concludere: un viaggio bellissimo, di cui non cambierei quasi nulla e che consiglio a tutti.
Mi è rimasta la mania di guardare le previsioni meteo per CPH: siamo in inverno ma fra Bologna e CPH non c’è una gran differenza di temperature … quasi quasi ci organizziamo per andarci a Natale!!

Ciao.

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