Horn please: India del Nord

HORN PLEASE
INDIA DELNORD
3-14 OTTOBRE 2007

Solo due righe per spiegare il perché di questo titolo: in un qualsiasi paese civilizzato l’uso del clacson è disciplinato dal codice della strada che ne vieta l’abuso. In India no… le macchine ma soprattutto i camion “chiedono” con adesivi a caratteri cubitali posti sul retro del veicolo, di utilizzarlo il più possibile e vengono sistematicamente accontentati dagli altri automobilisti creando un concerto di clacson che supera ogni limite di rumore umanamente sopportabile. Questa, per me, è l’immagine dell’India, l’immagine che rappresenta meglio che cos’è questa nazione-continente: un gran casino…
Il nostro viaggio si è svolto dal 3 al 14 di Ottobre ed ha seguito questo itinerario: Delhi-Jaipur-Pushkar-Agra-Varanasi-Delhi. Ma andiamo con ordine:

MERCOLEDI 3 OTTOBRE
GENOVA-DELHI

Partiamo alle 8.10, in ritardo di 40 minuti, dall’aeroporto di Genova per arrivare alle 9.30 a Parigi. Dopo una frenetica corsa all’interno dell’immenso aeroporto francese ci imbarchiamo al “volo” sul nostro aereo Air France per Delhi. Per la prima volta nei nostri innumerevoli viaggi ci vengono assegnati due posti separati. Nonostante i vari tentativi di cambiarli con i nostri vicini e l’aiuto delle hostess non riusciamo a riunirci. Il volo scorre piuttosto tranquillamente (molto buono il servizio della compagnia di bandiera francese) e dopo circa 8 ore, con un ritardo di circa un’ora, atterriamo alle 23.20 all’aeroporto internazionale di Delhi. Passiamo abbastanza velocemente il controllo passaporti, ritiriamo il primo zaino, ma dopo un ulteriore attesa di 1 ora scopriamo di aver perso l’altro (il mio!!!). Facciamo la denuncia all’ufficio dei bagagli smarriti e finalmente all’una usciamo dallo scalo indiano.
Via internet avevamo contattato Karni Singh (i giudizi a dopo…) mettendoci d’accordo per l’affitto di una macchina con autista per i nostri primi 4 giorni in India (Delhi-Rajastan). Nel prezzo era compreso anche il pick-up dall’aeroporto a Delhi città. Troviamo, nonostante il mega ritardo, il driver ad attenderci, il quale in circa 40 minuti ci porta al nostro hotel (prenotato anche questo sul web). Giusto il tempo di compilare i mille formulari di rito, di entrare in camera e di una veloce rinfrescata che siamo gia a letto. Sono le 2.30 domani alle 8.30 abbiamo l’appuntamento con il nostro driver per raggiungere il Rajastan.

HOTEL CHAND PALACE: Arakashan Rd. 54 (Pahar Ganj) doppia con bagno 750R(cc 13.5€)
http://www.budgethotelsindelhi.com

GIOVEDI 4 OTTOBRE
DELHI-JAIPUR 280km 6h

Ci svegliamo alle 7.30 e dopo una veloce colazione in hotel, alle 8.30 puntuali partiamo col nostro autista Baba direzione Jaipur. Le strade sono congestionate da un traffico che definire assurdo è poco (non esistono regole stradali vige la legge della “giungla”…) e solo per uscire da Delhi ci mettiamo quasi due ore!!!
Lungo la strada vediamo di tutto, dalle stereotipate mucche indiane, ai cammelli che trainano carretti, dai camion ribaltati alle capre investite. Facciamo una breve sosta per bere un the in un’area di servizio (se così si può definire…) e finalmente alle 14.20 arriviamo nella capitale del Rajastan.
Alloggiamo al Pearl Palace Hotel (anche questo prenotato via internet), una bellissima location con un delizioso ristorantino sul tetto. Molliamo i bagagli in camera (decente, non eccezionale…), mangiamo un boccone al ristorante dell’hotel (ottimo e a buon mercato…), quindi intorno alle 17 ci dirigiamo verso il cinema Raj Mandir, dove assistiamo per poche rupie (66R cc 1.2€) ad un film in lingua hindi fra le urla di giubilo, i canti e i balli dei presenti, in una bellissima sala cinematografica “old style”. Senza dubbio un’esperienza da consigliare, un altro mondo rispetto all’occidente…”resistiamo” alla visione del film per quasi due ore, dopodichè scappiamo e raggiungiamo in risciò l’albergo. Veloce doccia e cena al Ristorante sulla terrazza dell’hotel. Mangiamo di nuovo molto bene, spendendo poco in un’atmosfera bellissima, fra decine di ragazzi provenienti da tutto il Mondo e con una vista stupenda sulla città.

HOTEL PEARL PALACE. Hatroi Fort, Ajmer Road doppia con bagno 550R cc. 10€
http://www.hotelpearlpalace.com
PRANZO: Ristorante dell’hotel 100R a pp. cc.1.8€
CENA: Ristorante dell’hotel 85R a pp. cc.1.6€

VENERDI 5 OTTOBRE
JAIPUR E DINTORNI

Giornata interamente dedicata alla cultura. Raggiungiamo di prima mattina il bellissimo Amber Palace (ingresso 100R a testa più 100 R per la videocamera) che dista circa 10 km dal centro di Jaipur.
Per salire al Palazzo decidiamo di non seguire la massa di turisti all-inclusive che “torturano” i poveri elefanti e saliamo a piedi. Ci avvaliamo di una guida parlante italiano per goderci appieno le bellezze di questo meraviglioso monumento. La visita dura circa due ore e ci soddisfa appieno. Lasciamo l’Amber Palace e ci fermiamo lungo la strada che ci riporta a Jaipur per vedere un bellissimo Palazzo immerso per metà in un lago, imperdibile…quindi, dopo una breve pausa pranzo, raggiungiamo il centro per visitare il Palazzo dei venti (purtroppo invisibile in quanto completamente ricoperto dalle impalcature…), il City Palace (bello ma non eccezionale, ingresso 200R a pp.) e facciamo anche un breve giro per il mercato, lottando contro decine di avventori che ci propongono le cose più disparate. Prima di finire la serata, Baba, ci porta da Karni Singh per saldare il conto pattuito via mail (215€ per 4gg di macchina col driver più pick-up aeroporto-Delhi) e qua nascono i problemi, in quanto il “simpaticone” solo ora, dopo più di un mese dalla data del versamento in suo favore, ci dice che invece di 130€ ne sono arrivati solo 107€.
Breve postilla: vista l’impossibilità di acquistare dall’Italia un volo interno della Spice Jet da Varanasi a Delhi, avevo chiesto a Karni, con il quale avevo pattuito l’affitto di macchina e driver, di comprarmi i due biglietti aerei. I biglietti costavano 55€ l’uno per un totale di 110€. Lui già ce ne ha chiesti 130€ inventandosi non ben specificate tasse. Non pago di questo semi-furto, ha avuto il coraggio di chiederci altri 23€ perché, incomprensibilmente pur avendo in mano il fax della ricevuta del bonifico bancario da 130€, a lui ne erano arrivati solo 107€.
Punto A- mi puzza il fatto che se io faccio un bonifico di 130€ sul quale già pago una commissione di 15€, in India ne arrivino 107€, mai sentita…
Punto B-anche se fosse realmente successo, visto che il versamento è stato fatto un mese prima, poteva avvisarmi in tempo, per far si che io facessi i miei controlli in Italia e non mettermi di fronte al fatto compiuto a più di 10mila Km da casa.
…no Karni, nonostante i precedenti giudizi positivi ci hai deluso…Niente da dire sul driver, che ha fatto bene il suo lavoro (anche se più di una volta ha provato a portarci a fare “shopping” o in ristoranti “amici”). Io vi sconsiglio di rivolgervi a Karni, ci sono altre agenzie che fanno prezzi migliori. Noi abbiamo preferito spendere un po di più ma andare sul sicuro con Karni, ma alla fine abbiamo speso di più e siamo stati anche fregati….bocciato!!!!
Lasciamo abbastanza “incarogniti” (non tanto per i soldi, ma per i modi furtivi utilizzati) “Karni house” e decidiamo di andare a rilassarci in un centro Ayurvedico. Andiamo, consigliati da un ragazzo italiano incontrato nel pomeriggio, al Kerala Ayurveda Kendra in Jamnal Bajaj Marg. Passiamo un’ora e mezza sotto le mani di due eccezionali massaggiatori che ci fanno dimenticare tutto lo stress accumulato. Consiglio vivamente il trattamento completo, un po caro, ma decisamente imbattibile (fantastica la sensazione dell’olio caldo che cola lentamente sulla fronte per mezz’ora…ho iniziato a dormire e sognare dopo 5 minuti!!!).
Lasciamo il centro ayurvedico intorno alle 21.30 e raggiungiamo in risciò l’hotel dove ceniamo a lume di candela godendoci anche uno spettacolo di marionette del Rajastan.
Per fortuna nel pomeriggio mi è arrivato lo zaino perso in aeroporto a Parigi, ottimo…

HOTEL PEARL PALACE. Hatroi Fort, Ajmer Road doppia con bagno 550R cc. 10€
http://www.hotelpearlpalace.com
CENA: Ristorante dell’hotel 80R a pp. cc.1.4€

SABATO 6 OTTOBRE
JAIPUR-PUSHKAR 150Km 3h

Dopo un’abbondante colazione in terrazza, lasciamo l’hotel e ci dirigiamo in stazione per acquistare due biglietti per il treno notturno del 9 ottobre da Agra a Varanasi. Ultimato l’acquisto saliamo sulla nostra Ambassador e partiamo alla volta di Pushkar. Il viaggio dura circa 3 ore (ottima autostrada sino ad Ajmer). Nonostante le insistenze di Baba per portarci al Pushkar Palace (bello ma caro: 60€ a notte), optiamo per il Sarovar Tourist dove spendiamo 700R (12.5€) per una camera piuttosto grande, con TV, aircooler e giardinetto vista piscina. Disfiamo le valigie e andiamo subito a pranzare da Om Shiva lungo la via che conduce al Pushkar Palace. Il servizio è a buffet e si pranza su di una simpatica terrazza. Spendiamo 130R in due (1.1€ a testa) mangiando in abbondanza. Lasciamo il ristorante ed iniziamo ad esplorare questa piccola cittadina in riva al lago. La via principale pedonale è piena di negozietti alternativi che propongono merce di ogni genere ma soprattutto chillum e altre pipe ad uso caratteristico…si, perché a Pushkar s’incontrano parecchi “fricchettoni”…a parte questa nota di colore, questa cittadina è famosa per essere l’unica dedita al culto di Brama il Creatore, il primo Dio della trinità indusita. Noi andiamo subito a visitare il Tempio a lui dedicato (carino), quindi scendiamo ai ghat del lago dove, dopo aver rifiutato i vari “battesimi di Pushkar”, ci godiamo la bellezza del luogo e i vari rituali induisti.
Torniamo sulla via principale e giriamo un po a zonzo (l’India riserva le più belle sorprese proprio in questi casi…), quindi intorno alle 17 andiamo a prenderci un “masala tea” sulla bellissima terrazza del Pushkar Palace per poterci godere, da una prospettiva privilegiata, il tramonto.
Passiamo due ore fantastiche: prima con il sole che tramonta sul lago e dopo con il buio che cala su Pushkar accompagnato dalle preghiere dei fedeli e dai lumini che galleggiano sull’acqua, insomma veramente un’esperienza fantastica…lasciamo a malincuore le sponde del lago, rientriamo al vicino hotel, una veloce rinfrescata, quindi usciamo per la cena. Scegliamo il Moon Dance Garden Restaurant posto di fronte al Vishnu Temple, sulla via principale. Scegliamo di accomodarci sotto una grande tenda dove ci abbandoniamo sugli ampi cuscini, allietati durante l’ottima cena dalle percussioni di un musicista locale. Mangiamo bene in un’atmosfera informale ma caratteristica, consigliato…usciti dal locale facciamo ancora un breve giro per la cittadina, quindi intorno alle 22.30 torniamo in hotel per il meritato riposo.

SAROVAR TOURIST HOTEL: sul lago,doppia con bagno e aircooler 700R (cc.12.7€)
PRANZO: Om Shiva Buffet Rest. 65R a pp. (cc.1.1€)
CENA: Moon Dance Garden Rest. 80R a pp. (cc.1.4€)
DOMENICA 7 OTTOBRE
PUSHKAR-AGRA 350Km 8.5 ore

Oggi si prevede una giornata pesante, con un trasferimento di 350 km sino ad Agra che date le condizioni delle strade indiane ci porterà via tutta la giornata. Alle 7 siamo già per strada, sino a Jaipur tutto sommato il viaggio scorre abbastanza tranquillamente e su strade decenti, ma da qui in avanti è il delirio…camion, carretti e trattori, rallentano la marcia, abbassando la media oraria in maniera incredibile. Fra Jaipur e Agra ci fermiamo a visitare il Tempio di Balaji, un’esperienza incredibile!!!siamo gli unici turisti in coda fra centinaia di indiani per entrare nel Tempio. Capiamo grazie all’aiuto di un indiano che ha vissuto in Italia, incontrato per caso in coda, che dobbiamo acquistare delle offerte da donare a Balaji una volta entrati dentro. Compriamo del cibo da offrire per poche rupie, continuiamo la fila e appena entrati assistiamo a delle scene che rimarranno per sempre impresse nella nostra memoria: donne in preda alle convulsioni sbattono la schiena contro il muro con una violenza incredibile, altre in estasi si trascinano urlando frasi senza senso, altre ancora avanzano con la bava alla bocca e gli occhi fuori dalle orbite, insomma un delirio totale…arriviamo di fronte alla statua del Dio e in una calca ingestibile doniamo le offerte di cibo poco prima acquistate. La gente ci guarda come se fossimo alieni ed in effetti anche noi ci sentiamo un po fuori luogo! Torniamo all’ingresso con la speranza di ritrovare le scarpe lasciate alla mercè di chiunque, per fortuna le ritroviamo. Lasciamo questo tempio ancora scossi per quello che abbiamo visto e risaliamo in macchina. Ci fermiamo per pranzare presso un hotel-ristorante lungo la strada, ma una volta entrati notiamo con disappunto che i prezzi sono vergognosamente alti. A pranzare ci sono solo occidentali, mentre i vari driver sono in un’altra sala, probabilmente ad aspettare le nostre ordinazioni in base alle quali i proprietari del ristorante forniranno loro il cibo…decidiamo di prendere solo due lassi fra il disappunto dei camerieri, ma onestamente non ci andava di essere presi in giro a questo modo. Si che siamo dei bei polli da spennare, ma a tutto c’è un limite, non si possono spendere 300 rupie per un thali quando ne abbiamo sempre spese massimo 60, siamo fuori da ogni logica!!!! Lasciamo, praticamente a pancia vuota, questo posto, facendo anche le nostre rimostranze a Baba che ci aveva portato qua, quindi riprendiamo il viaggio in direzione di Agra.
Intorno alle 15 arriviamo a Fatehpur Sikri, la famosissima città fantasma. Un autobus ci porta dal parcheggio all’ingresso principale, paghiamo 250 rupie d’ingresso a testa più 25 per la videocamera, quindi entriamo. Il sito è molto carino e anche ben tenuto. Senza stare a descrivere tutto quello che abbiamo visto, segnalo il bellissimo Cortile della Pachisi, il Palazzo di Birbal e la Jama Masjid. Lasciamo il sito e riprendiamo la strada per Agra. Appena entrati nell’Uttar Pradesh arriva “finalmente” l’inevitabile, visto lo stile di guida degli indiani, incidente stradale. La nostra macchina viene investita da un camion in retromarcia!!! Il danno è tutto sommato limitato, ma lo spavento è stato forte, comunque dopo quest’esperienza negativa raggiungiamo finalmente Agra. Salutiamo per l’ultima volta il nostro driver Baba e raggiungiamo in tuk tuk il nostro hotel, prenotato qualche giorno prima via internet.
E’ l’Hotel Sheela, situato a 100 metri dall’ingresso est del Taj Mahal, nel quartiere di Taj Ganj in un contesto verdeggiante; un’oasi di pace e tranquillità in una città caotica, davvero un’ottima location!! Disfiamo i bagagli e usciamo per andare a cenare. Scegliamo il Gulshan restaurant sulla piazza principale di Taj Ganj. La pulizia lascia molto a desiderare, il cibo è discreto ma i prezzi sono eccezionali, spendiamo infatti 130 rupie in due mangiando in abbondanza.
Torniamo in hotel, beviamo un drink, facciamo una veloce telefonata in Italia quindi crolliamo vinti dalla stanchezza.

HOTEL SHEELA: a 50mt dalla porta est del Taj Mahal doppia con bagno 500R (cc.9€)
http://www.hotelsheelaagra.com
CENA: Gulshan Restaurant, sulla piazza principale di Taj Ganj 65R a pp. (cc.1.1€)

LUNEDI 8 OTTOBRE
AGRA

Dopo una corroborante colazione in hotel, usciamo alla scoperta di Agra. Prendiamo un tuk tuk e raggiungiamo il Baby Taj, non prima di esserci fermati alle Poste per acquistare i francobolli e spedire alcune cartoline. Posto sull’altra riva dello Yamuna questo bellissimo monumento (ingresso 110R a pp. più 25R per la videocamera) ignorato dalla maggioranza dei turisti (eravamo gli unici…) è il precursore del più conosciuto Taj Mahal. Per raggiungerlo bisogna percorrere il ponte di Agra, già da solo un vero spettacolo…visto che siamo sull’altra sponda del fiume ne approfittiamo per farci portare ad un view point di fronte al Taj Mahal. Scattiamo decine di foto e facciamo molte riprese da una prospettiva eccezionale per godere la bellezza di questa meraviglia. Dopo mezz’ora lasciamo il view point e torniamo a Taj Ganj dove pranziamo da Yash Cafè: bell’ambiente, cibo ok e prezzi ragionevoli. Passiamo il primo pomeriggio al bar-ristorante dell’hotel a chiacchierare e a programmare i prossimi giorni di viaggio, quindi intorno alle 16.30 entriamo finalmente al Taj Mahal (ingresso 750R a persona, carissimo!!!). Il monumento in marmo bianco si staglia sullo sfondo di un lungo giardino ed è affiancato da due edifici in arenaria rossa (la moschea e la sua copia), è una visione abbagliante e quasi irreale, l’impatto è molto forte e mozza il fiato. La bellezza di questa “meraviglia del Mondo” è ancora più valorizzata dalle luci del tramonto che colorano il Taj di rosa. C’è ancora molta gente, ma l’atmosfera è unica. Dopo decine di scatti, ci avviciniamo al monumento e ci sediamo ai suoi piedi in contemplazione. Inutile descrivere tutti i dettagli, per questo basta leggere una guida, vi dico solo che venire in India e non vedere quest’opera d’arte è un vero e proprio sacrilegio…lasciamo il Taj quando ormai è già buio in un’atmosfera da sogno e in cinque minuti raggiungiamo l’albergo. Questa sera decidiamo di non uscire, ma di fermarci a mangiare al ristorante dell’hotel. Ceniamo bene spendendo poco, quindi raggiungiamo la camera e ci mettiamo dormire, domani sarà un giorno pesante…

HOTEL SHEELA: a 50mt dalla porta est del Taj Mahal doppia con bagno 500R (cc.9€)
http://www.hotelsheelaagra.com
PRANZO: Yash cafè, Chowk Kagjyan (Taj Ganj) 110R a pp. (cc 2€)
CENA: Ristorante dell’hotel Sheela 110R a pp. (cc 2€)

MARTEDI 9 OTTOBRE
AGRA + AGRA-VARANASI in treno 16 ore (7 di ritardo!!!!) 577Km

Prevedendo una giornata , ma soprattutto una nottata, pesante, questa mattina decidiamo di prendercela comoda. Usciamo solo intorno alle 11 dopo un’ottima colazione e con un tuk tuk raggiungiamo l’Agra Fort (ingresso 250R a pp più 25R per la videocamera). Il forte è piuttosto grande, ma la visita si rivela piacevole e istruttiva. E’ molto ben preservato, con sontuosi giardini, bellissimi palazzi in marmo e moschee. Passiamo due interessantissime ore a zonzo per il forte, quindi in tuk tuk ritorniamo a Taj Ganj, dove torniamo a mangiare allo Yash Cafè. Passiamo il pomeriggio in un dolce far niente, fra internet point, giri a zonzo per Taj Ganj ed infine in hotel, dove aspettiamo l’ora fatidica per caricarci gli zaini in spalla e raggiungere la stazione ferroviaria.
Intorno alle 19.45 lasciamo l’hotel e in tuk tuk raggiungiamo l’Agra Red Fort Station. L’interno, ma anche l’esterno, della stazione è pieno di gente che dorme sdraiata per terra fra cumuli d’immondizia e topi. Dopo aver controllato la nostra prenotazione nella hall della stazione (anche questa invasa da gente che cerca di dormire…) raggiungiamo una sala d’aspetto dove passiamo più di 3 ore assistendo a scene che solo in India si possono ammirare: treni strapieni con gente appesa al treno alla Fantozzi , topi che scorazzano indisturbati per la stazione, gente che banchetta e dorme sui marciapiedi dei binari, ecc. Il treno che doveva arrivare alle 21 arriva solo alle 23.30.
Saliamo sul vagone assegnatoci (fuori dalla porta del treno c’è un cartello con scritti i nomi di chi ha prenotato) e ci sdraiamo nelle nostre due cuccette di seconda classe. Sono molto simili a quelle dei treni italiani, l’unica differenza è che non c’è la porta, che divide lo scompartimento dal corridoio, ma solo una tendina. Lo scompartimento è da 4 persone, con noi viaggia un ragazzo indiano. La nottata scorre senza problemi e ci svegliamo intorno alle 7. Alle 8 arriviamo in una stazione, che vista l’ora, pensavamo essere Varanasi, in realtà era Lucknow…il nostro compagno di viaggio ci saluta dicendoci che mancano ancora 5 ore a Varanasi!!! Decido allora di scendere dal treno per comperare qualcosa da mangiare e da bere. Le stazioni indiane sono sempre un delirio, con gente ammassata sui marciapiedi, venditori ambulanti di qualsiasi cosa e in generale personaggi stranissimi. Risalgo sul treno e mi sdraio, il viaggio sarà ancora lungo…

MERCOLEDI 10 OTTOBRE
VARANASI

Il treno fa mille fermate e va lentissimo senza un apparente motivo, prolungando l’agonia di questo interminabile viaggio! arriviamo infine a Varanasi alle 15.30. Solito caos in stazione, usciamo e con un tuk tuk prepagato raggiungiamo in 15 minuti la zona dei ghat. Il tuk tuk ci lascia in Chowk Road, abbastanza distanti dal nostro hotel, che raggiungiamo a piedi in mezzo ad una fiumana di gente. E’ l’Alka Hotel, un albergo situato direttamente sul Gange a metà strada fra il Dashashwamedha Ghat (il principale della città) e il Manikarnika (il ghat delle cremazioni). Questa volta decidiamo di rompere il salvadanaio e prendiamo una bellissima camera con aria condizionata e terrazzino privato vista Gange. Tempo di disfare gli zaini e siamo già sulle sponde del fiume sacro. Raggiungiamo subito il Ghat delle cremazioni. L’impatto è molto forte: su di una piattaforma cinta per tre lati dal fiume ardono i roghi, il cui fuoco secondo alcuni brucerebbe da migliaia di anni senza mai spegnersi. Saliamo sulla terrazza di un palazzo nei pressi delle pire e da qua guardiamo in religioso silenzio, senza scattare foto (vietatissime!!!) i rituali induisti della cremazione. Il cadavere, avvolto in un sudario, rosso per le donne, bianco per gli uomini e giallo per gli anziani (senza distinzione di sesso), arriva trasportato su di una lettiga di bambù dai familiari maschi . Viene letteralmente messo in fila sulle sponde del Gange, nell’attesa che si liberi un rogo, quindi viene bagnato nel fiume e posizionato sulla legna nell’attesa di essere bruciato. A questo punto il primogenito del morto (rasato a zero e vestito di bianco in segno di lutto) accende il rogo girandogli attorno cinque volte. La scena è impressionante. La salma arde lentamente (ci vogliono dalle 2 alle 3 ore perché la cremazione sia completa), mentre l’odore di carne arrostita avvolge le persone che si trovano nelle vicinanze (noi compresi…). Ultimata la cremazione, le ceneri sono sparse sulle acque del Gange e l’anima raggiunge il cielo. Solo i Sadhu, i neonati, le vittime del vaiolo e dei serpenti, le vacche e le donne gravide, che sono ritenuti puri, sono esentati dalla decontaminazione delle fiamme. Queste categorie sono immerse direttamente nel Gange oppure sepolti. Se la famiglia non ha i mezzi per acquistare legna sufficiente, il corpo viene gettato mezzo carbonizzato nel fiume alla mercè di corvi e avvoltoi. La visione delle cremazioni non ci lascia indifferenti, ancora oggi rimane il ricordo più “forte” di tutto il viaggio. Lasciamo dopo circa un’ora il Manikarnika Ghat e raggiungiamo, costeggiando il Gange, il Dashashwamedha Ghat per assistere alla puja serale.
La cerimonia si svolge al suono dei canti sacri e rappresenta l’offerta della luce al fiume. Vi officiano cinque sacerdoti rivolti al fiume e accompagnati da un gruppo di musicisti. L’atmosfera è irreale con decine di lumini che fluttuano sulle acque, accompagnati dai canti propiziatori dei sacerdoti, semplicemente eccezionale…lasciamo a malincuore il ghat e torniamo nel buio più completo in albergo.
Mangiamo al ristorante dell’hotel su di una bellissima terrazza vista Gange. Il cibo è ok e anche il conto è ragionevole. Ci godiamo per tutta la durata della cena il fiume con i suoi ghat, quindi torniamo in camera e stiamo una mezz’oretta sul nostro terrazzino privato ad ammirare Varanasi da una prospettiva eccezionale, quindi andiamo a dormire, domani sveglia all’alba!!

ALKA HOTEL: Mir Ghat, in riva al Gange, doppia con a/c e terrazza vista Gange 950R (cc 17€)
CENA: Ristorante dell’Alka Hotel 80R a pp. (cc 1.4€)
GIOVEDI 11 OTTOBRE
VARANASI-DELHI

Ci svegliamo alle 5.30, scendiamo al Mir Ghat, sotto il nostro hotel e concordiamo con un barcaiolo un giro in barca di un’ora (110R cc. 2€) per ammirare lo spettacolo delle abluzioni mattutine sul fiume. Ci godiamo un’alba incantevole, quindi iniziamo a risalire il Gange assistendo a scene indimenticabili. I pellegrini si lavano, nuotano, lavano la biancheria, si puliscono i denti, pregano, insomma “vivono” il fiume. Sui ghat si vedono anche i sadhu che fanno yoga, i barbieri che radono le barbe, astrologi che interpretano il futuro e una varietà infinita di personaggi stranissimi che fanno le cose più disparate, un vero mondo parallelo. Raggiungiamo anche il ghat delle cremazioni, dove si iniziano a preparare le pire per i primi cadaveri.
Dopo un’ora passata sul fiume (non commento lo stato di pulizia del Gange, una vera e propria fogna a cielo aperto…), salutiamo il nostro barcaiolo (un consiglio:affittate una barca solo per voi e non partecipate ad escursioni organizzate, dove sarete imbarcati con altre 30 persone su barconi allucinanti che vi faranno perdere almeno il 90% dell’atmosfera magica), quindi risaliamo al nostro hotel dove facciamo una buonissima colazione.
Facciamo un ultimo giro per il quartiere e tornando verso il Manikarnika ghat, ci ritroviamo per caso in mezzo ad un corteo funebre. I familiari portano sulle spalle la salma intonando canti quindi arrivati al fiume l’adagiano sulla riva nell’attesa del rogo. Noi stiamo un’altra mezz’ora sul ghat a vivere quest’esperienza così spirituale, peccato per i soliti seccatori, che con la scusa di volerti conoscere, cercano in tutti i modi di estorcerti dei soldi o di portarti in un negozio di sete, va bè l’India è anche questo…impressionanti sono anche tutte le signore anziane che bazzicano intorno al ghat; abbiamo scoperto che sono donne che vivono in una casa nelle vicinanze e che aspettano di morire per essere bruciate a Varanasi!!
Lasciamo il Manikarnika Ghat e dopo aver attraversato i vicoli della città vecchia, completamente invasi da vacche sacre e relativi “ricordini”, incrociando fra l’altro l’ennesimo corteo funebre, prendiamo un tuk tuk per andare a visitare tre templi induisti: il Sankat Mochan Temple (pieno di scimmie…), il Tulsi Manas Temple e il Durga Temple.
Sono tutti e tre carini, ma trascurabili. Se avete poco tempo rimanete sul Gange ad ammirare la vita che scorre sul fiume.
Torniamo in hotel, facciamo i bagagli, quindi dopo aver mangiato qualcosina al ristorante dell’albergo, intorno alle 14 partiamo in tuk tuk alla volta dell’aeroporto, che raggiungiamo dopo un’ora di strada.
Il volo è in ritardo e invece di partire, come previsto alle 16.15 parte solo alle 16.55. La Spice Jet compagnia low coast indiana si rivela comunque efficiente e sicura, recuperando buona parte del ritardo in volo.
Atterriamo alle 18 a Delhi, prendiamo un taxy prepagato per Pahar Ganj (190R cc. 3.4€) e arriviamo in hotel intorno alle 19.20. Per non sbagliare torniamo al Chand Palace Hotel, dove avevamo alloggiato la notte del nostro arrivo in India.
Vinti dalla stanchezza ci fermiamo a mangiare in albergo, quindi dopo due chiacchere crolliamo a letto

HOTEL CHAND PALACE: Arakashan Rd. 54 (Pahar Ganj) doppia con bagno 750R(cc 13.5€)
http://www.budgethotelsindelhi.com
PRANZO: Ristorante dell’Alka Hotel (Varanasi) 65R a pp. (cc.1.1€)
CENA: Ristorante dell’Hotel Chand palace 110R a pp. (cc.2€)

VENERDI 12 OTTOBRE
DELHI

Dopo la solita colazione in hotel, esco da solo per fare un giro al mercato di Pahar Ganj in Main Bazar, la via principale del quartiere, di fronte alla stazione ferroviaria di New Delhi. Il bazar offre l’intera gamma dell’artigianato indiano, dai tessuti agli oggetti in legno, dai gioielli agli strumenti musicali. Giro per circa un’ora, dopo di che torno in albergo, “recupero” Cristina ed insieme raggiungiamo in tuk tuk Connaught Place, punto focale dei commerci e dell’animazione a New Delhi. E’ un grande piazzale rotondo da cui s’irradiano otto vie che intersecano tre cerchi concentrici. Qui sono riuniti molti negozi alla moda, ristoranti e… mendicanti a caccia di rupie.
In tutta onestà a noi la Piazza non piace, ma ci adattiamo e iniziamo a girare a caccia di regali da portare in Italia. Per pranzo ci fermiamo da Wimpy, una specie di fast food indiano, quindi nel pomeriggio visitiamo il Tibetan market, carino anche se molto turistico ed entriamo per un giro conoscitivo all’Imperial, un hotel da favola con lussi occidentali (ma come si fa a venire in India, vedere tutta la povertà che c’è e poi alloggiare in questi super-hotel? incomprensibile…). Lasciamo la Piazza e in metropolitana (pulita, efficiente e nuovissima) raggiungiamo Old Delhi ed in particolare la zona di Chandi Chowk. Vediamo il bellissimo Red Fort (ma quello di Agra è più bello), la Jama Masjid (la moschea più grande dell’India), il Town Hall di Delhi e la Fatehpuri Masjid, (un’altra moschea del XVIII sec.) ma soprattutto ci godiamo (!!!) il caos allo stato puro del Bazar. La via principale è un delirio di tuk tuk, risciò, pulmini e macchine che suonano ininterrottamente il clacson in una calca indescrivibile…le zone pedonali sono un “formicaio” di persone che spingono, urlano e gesticolano, si viene praticamente trasportati dalla folla e non si riesce nemmeno a dare un’occhiata alla merce venduta. Lasciamo, senza acquistare niente, il quartiere e in metro raggiungiamo New Delhi Station. La stazione è il solito “casino” incredibile con gente che dorme ovunque, altri che girano a zonzo senza una meta e i soliti mendicanti che ti si attaccano alle gambe. Usciamo da quest’ “inferno” e raggiungiamo a piedi in cinque minuti il nostro hotel. Anche questa sera preferiamo rimanere a cenare in hotel, Delhi è veramente stancante….

HOTEL CHAND PALACE: Arakashan Rd. 54 (Pahar Ganj) doppia con bagno 750R(cc 13.5€)
http://www.budgethotelsindelhi.com
PRANZO: Wimpy, Connaught Pl., 65R a pp (cc.1,1€)
CENA: Ristorante dell’Hotel Chand palace 115R a pp. (cc.2,1€)

SABATO 13 OTTOBRE
DELHI

Oggi è l’ultimo giorno in India, si profila una giornata stressante. Il nostro volo, infatti partirà solo dopo mezzanotte e dobbiamo liberare la camera entro mezzogiorno. Ce la prendiamo molto comoda e usciamo dall’hotel solo alle 12.15. Raggiungiamo in metrò Connaught Pl. per fare gli ultimi acquisti, pranziamo in zona, quindi dopo un gelato “orribile” dal tanto pubblicizzato Nirula’s, raggiungiamo sempre in metrò Chandi chowk ed in particolare la zona di Kari Paoli (vicino a Old Delhi Station) per fare rifornimento di spezie. Anche questa parte del bazar è delirante, ma riusciamo nel nostro intento di acquistarle. Dopo una rinfrescante limonata, raggiungiamo in tuk tuk la fermata del metrò e torniamo a Pahar Ganj dove, dopo più di un’ora su internet, rientriamo in hotel per ritirare gli zaini. Lasciamo definitivamente l’albergo e raggiungiamo in tuk tuk Connaught Pl. Nei giorni precedenti avevamo prenotato due posti sul pullman per l’aeroporto, presso un ufficio che si trova sulla Piazza vicino all’ufficio dell’Indian Airlines. Spendiamo 50R a testa (una miseria…) e in poco più di 45 minuti arriviamo allo scalo indiano. Visto l’anticipo: sono le 19.45 e il nostro volo parte alle 00.40, gli addetti dell’aeroporto non ci fanno entrare nello scalo (cosa mai vista!!!) e ci dirottano in una sala d’attesa esterna all’aeroporto dove dobbiamo anche pagare 20R per poter entrare (roba da pazzi!!!!). Aspettiamo in questa sala un’ora, dopodichè proviamo ad entrare in aeroporto, ma per nostra sfortuna si è creata una fila incredibile…perdiamo circa 2 ore fra code mai viste e controlli ferrei, dopodichè alle 23 arriviamo finalmente al gate. L’aereo parte puntuale a mezzanotte e quaranta per atterrare a Parigi il mattino successivo alle 06.15. Attesa di circa 4 ore per la coincidenza e finalmente alle 12.25 arriviamo a Genova.

CONSIDERAZIONI E CONSIGLI:

SPESE:
tenendo conto che il cambio fluttuava fra le 55 e le 57 rupie per un euro (media 56R per €) abbiamo speso:
Hotel: spesa media a notte per camera doppia sempre con bagno e air-cooler: 650R (cc.11.6€)
Pasti: spesa media a pasto per persona: 86R (cc.1.5€)
Trasporti: Volo Genova-Delhi 840€ a persona
Volo Varanasi-Delhi 55€ a persona
Treno Agra-Varanasi 20€ a persona
Macchina con autista per 4 gg. 107€ a persona (cc 27€ al giorno)
In totale per 11 giorni di viaggio abbiamo speso circa 1300€ tutto compreso (voli, affitto macchina, pasti, hotel, souvenir, ecc).

TRASPORTI
A chi sta per intraprendere un viaggio in India, forse fa comodo sapere la situazione dei mezzi di trasporto in questo paese. Il treno è tutto sommato comodo, peccato per i mega-ritardi che sistematicamente accumula…noi abbiamo preso delle cuccette di 2°classe e siamo stati bene, ma il viaggio che doveva durare una notte (9 ore) è invece durato 16 ore, precludendoci mezza giornata di permanenza a Varanasi. Quindi il treno rimane una soluzione valida solo per chi ha molto tempo. Per chi, come noi, ne ha poco consiglio spassionatamente l’aereo. Ci sono molte compagnie low-coast (noi abbiamo utilizzato la Spice Jet), che hanno prezzi concorrenziali ed offrono un buon servizio. L’unico problema è, che è difficile, se non impossibile, prenotarle dall’Italia. Noi ci siamo appoggiati a Karni Singh, che però ci ha chiesto un’alta commissione per questo servizio, oltre ad aver preteso altri soldi come ho già spiegato in precedenza…
Veniamo ora alla macchina: innanzitutto consiglio il noleggio con l’autista: mettersi a guidare in India è una vera e propria roulette russa…(assenza d’indicazioni in inglese, guida folle degli indiani, stato delle strade indecente…). Pur essendo comoda (si viene portati ovunque senza dover contrattare con i vari tuk tuk & risciò), la velocità di trasferimento è bassissima. Se pensate che per fare 350 km ci abbiamo messo 8 ore e mezza…potete intuire che anche la macchina non è la soluzione ideale!!
Quindi se volete un consiglio utilizzate il più possibile l’aereo e ricorrete alla macchina ed al treno solo se non potete farne a meno.
Per quanto riguarda i trasporti nelle città, a Delhi mi sento di consigliare la metropolitana: comoda, a buon mercato e nuovissima. Nelle altre città sarete costretti a scegliere fra risciò e tuk tuk. In entrambi i casi sarà una lotta per spuntare il prezzo migliore. Fate attenzione a non cascare nel tranello “shopping”. Il prezzo del trasferimento sarà più basso, ma sarete portati in qualche negozio “amico” dove il guidatore prenderà la commissione, siate risoluti, quindi, nel rifiutare.
Il trasferimento dall’aeroporto di Delhi in città è un altro problema. Le alternative fondamentalmente sono due: il bus (lo abbiamo preso per tornare in aeroporto dal centro), comodo e a buon mercato (50R a pp. cc.90 centesimi di €) e il taxy, ancora più comodo ma un po più costoso. Noi abbiamo preso il pre-pagato per non dover contrattare e abbiamo speso 190R in due, quindi 95R a testa (cc. 1,70€). Nelle altre città i trasferimenti brevi (5-10 minuti) li abbiamo pagati dalle 20 alle 40 R quelli un po più lunghi (15-20 minuti) dalle 40R alle 60R.

CIBO
Ottimo e a buon mercato. Abbiamo sempre scelto ristorantini tipici, se possibile non troppo turistici. La spesa media a persona è stata di 1,5€, con variazioni fra un locale e l’altro. Fra le cose assaggiate consiglio: il Lassi (una specie di yogurth da bere), il pappadam (una crepe croccante di lenticchie speziata), la samosa (una frittella triangolare farcita di carne o verdure), la kebab e i vari tipi di curry col riso. La pulizia in questi posti non è mai eccessiva, ma basta non formalizzarsi troppo, d’altronde siamo in India, no? Un’ultimo consiglio. Evitate come la peste i ristoranti lungo le autostrade dove vi faranno fermare i vari driver, sono carissimi: tanto fumo (camerieri in divisa) e poco arrosto (cibo dozzinale)…

PERICOLI E SECCATURE
Pochi pericoli, molte seccature…per tutto il viaggio abbiamo avuto l’impressione che l’India sia un paese piuttosto sicuro dal punto di vista della criminalità di strada, anche se abbiamo letto di turisti spariti a Varanasi e di aggressioni a Delhi. Per quanto riguarda le seccature armatevi di pazienza e cercate di non rovinarvi la vacanza per questo motivo. Gli indiani (non tutti ovviamente…) sono pesanti!!!cercano sempre di farvi fessi e a volte ci riescono. Si, perché il problema in India non è farsi fregare, ma farsi fregare il meno possibile…in confronto agli indiani gli arabi sono timidi e riservati!! Non vi sto a raccontare tutti i tentativi di raggiro che abbiamo subito, sappiate solo che ogni giorno era sempre una battaglia…

VISTO E PASSAPORTO
Un vero problema…siamo dovuti andare a Milano di persona presso un’agenzia che detiene l’esclusiva per il rilascio del visto (non si può più andare in Ambasciata…), spendere 65€ (50 x il visto più 15€ di commissione) e pagare altri 15€ per farci spedire i passaporti “vistati” a casa.
In pratica abbiamo speso 80€ a testa, un salasso economico non da poco!!!

CLIMA
Ottimo: sole per 11 giorni e caldo tutto sommato sopportabile. Siamo passati dai 40° di Jaipur i primi due giorni ai 25° di Agra e Varanasi, non ci possiamo di certo lamentare.

BAGAGLIO
Obbligatorio lo zaino, almeno per chi intende viaggiare come noi…pochi indumenti (in India si trova tutto) e niente scarpe alla “moda”, rischiereste di rovinarle su qualche “ricordino” lasciato per strada da una mucca…

DIVERTIMENTI
Calma piatta…se venite in India per questo lasciate perdere…l’unica cosa carina da fare è andare almeno una volta al cinema. I film di Bollywood hanno trame semplici e sono piuttosto scontati, ma l’atmosfera che si respira all’interno della sala cinematografica è imperdibile. L’azione si svolge in contemporanea sullo schermo e tra il pubblico, il quale accompagna le scene del film con grida, risate, commenti, balli e lanci di cibo…decisamente da non perdere…

Un’ultima considerazione: se vedete gli indiani sputare in continuazione una poltiglia rossastra, ciò non è dovuto a problemi di salute, semplicemente hanno appena “gustato” il betel, una foglia ripiena di calce e di alcuni semi. La scena le prime volte appare orripilante, ma una volta che ci si abitua non ci si fa neanche più caso.

…le 10 cose assolutamente da non perdere (oltre i vari monumenti):

-la visione di un film di Bollywood in un caratteristico cinema indiano
-la puja serale a Pushkar
-la visione di un super-affollatissimo treno indiano di 3° classe
-la vista del Taj Mahal dall’altra sponda dello Yamuna
-l’alba in barca sul Gange a Varanasi
-il Manikarnika Ghat (o ghat delle cremazioni) a Varanasi la sera dopo il tramonto
-la puja serale sempre a Varanasi
-il tempio di Balaji lungo la strada fra Jaipur e Agra
-il cibo indiano e il lassi
-un buon massaggio Ayurvedico

…e le 10 da evitare:
-la salita a dorso d’elefante all’Amber Palace
-dare soldi a chi maltratta gli animali (ammaestratori di scimmie, incantatori di serpenti,ecc)
-fotografare o filmare il ghat delle cremazioni
-bere acqua del rubinetto o da bottiglie aperte
-Connaught Pl. a Delhi
-vivere in super alberghi da 100€ a notte
-mangiare nei Ristoranti “consigliati” da guide e driver
-il gelato di Nerula’s
-presentarsi per fare shopping in un negozio con altri indiani “amici”
-visitare l’India con la formula all-inclusive

ed ora buon viaggio…
Alberto

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