Il triangolo delle meraviglie: Rio-Iguazu-Buenos Aires

IL TRIANGOLO DELLE MERAVIGLIE: RIO, IGUAZU E BUENOS AIRES.
Come si può dedurre dal titolo, questo nostro ennesimo viaggio ha toccato i due più grandi Paesi del Sudamerica (Brasile e Argentina), con brevi puntate in Uruguay (Colonia) e Paraguay (Ciudad del Este).
Il viaggio si è svolto fra il 29 marzo e il 12 aprile 2008 ed è stato organizzato in totale autonomia.
29 marzo
Partiamo alle 07.35 da Genova e dopo uno scalo di circa due ore al bellissimo ed efficientissimo aeroporto di Madrid alle 12.10 decolliamo con un volo Iberia (senza infamia e senza lode…) con destinazione Rio de Janeiro dove arriviamo alle 18.40 locali, dopo quasi 11 ore di volo.
Una volta atterrati e ritirati gli zaini, usciamo dallo scalo alla ricerca del bus che ci condurrà a Copacabana. Per fortuna appena usciti, dopo aver declinato alcune offerte di tassisti, troviamo subito l’autobus (linea Real), facciamo il biglietto (6.5 reais a testa cc.2.5€) e dopo circa un’ora arriviamo sul lungomare di Copacabana.
Il nostro albergo, prenotato su internet, in realtà è sito in Avenida Ns Senora de Copacabana 995, sulla prima parallela di Av.Atlantica (il famoso lungomare), quindi cartina alla mano devo capire esattamente dove scendere per fare meno strada possibile con gli zaini alle 9 di sera a Rio de Janeiro…faccio fermare l’autista all’altezza del Posto 5 e per fortuna ci ritroviamo abbastanza vicini all’hotel. Due minuti a piedi e ci siamo. Saliamo in camera e decidiamo che per questa sera non si esce. Scendo solo io 5 minuti per fare la spesa in un supermercato (un paio di banane, uno yoghurt e qualcosa da bere) e quindi alle 23 (per noi sono già le 4 del mattino…) spegniamo le luci….
Hotel: Savoy Othon, Av.Ns.Senora de Copacabana 995, 53€ la doppia con colazione luculliana.
30 marzo
Non avendo ancora completamente smaltito il fuso, ci svegliamo molto presto, divoriamo l’eccellente colazione fornitaci dall’Hotel (con della frutta buonissima:mango, avocado, papaya, anguria,ecc), quindi usciamo alla scoperta di Rio. La giornata è stupenda ed essendo domenica il lungomare è trasformato in isola pedonale, invasa da una moltitudine di persone di tutte le età che corrono, vanno in bicicletta o che semplicemente passeggiano. Passo dopo passo arriviamo sino ad Ipanema dove ci fermiamo a bere un cocco fresco (2reais, nemmeno 1€) e dove ci godiamo l’atmosfera “da spiaggia”. Lasciamo Ipanema e torniamo a Copacabana dove affittiamo un ombrellone e due sdraio (12R cc.4.5€) e ci rilassiamo per 3 ore fra qualche bagno (acqua freddina, non limpidissima ma con onde divertentissime) e un po di tintarella (occhio al sole…picchia forte!).
Intorno alle 14 lasciamo la spiaggia e andiamo a mangiare al Bar Ramos in Rua C.Ramos, il pranzo è abbondante e di buona qualità e la spesa non eccessiva (12€ a testa). Torniamo in hotel a riposare un’oretta quindi ri-usciamo per andare a goderci il tramonto all’Arpoeador, una formazione rocciosa che divide le spiagge di Copacabana ed Ipanema. Con una Caipirinha in mano (3R poco più di un euro) e lo sguardo rivolto verso il mare ci godiamo un sensazionale tramonto quindi dopo qualche foto e qualche ripresa facciamo ritorno in hotel.
Per cena ci limitiamo a due succhi di frutta bevuti presso un baretto sulla strada. La prima giornata a Rio è stata volutamente impostata in modo molto soft, per riprenderci dal lungo viaggio, fuso compreso, da domani inizieremo a visitare “sul serio” la città.
Hotel: Savoy Othon, Av.Ns.Senora de Copacabana 995, 53€ la doppia con colazione luculliana
Pasti: pranzo:Bar Monaco, Rua C.Ramos 12€ a persona
Cena: Frutteria in Av.Ns.Senora de Copacabana 1.5€ a pp.

31 marzo
Sfruttiamo il fatto di non aver ancora completamente smaltito il fuso per partire prestissimo (intorno alle 7.30) direzione Corcovado. Sotto l’hotel c’è la fermata dell’autobus che ci serve per arrivare sino alla partenza della funicolare, è il n°583. Paghiamo 2.25R (cc.0.86 cent. di €) e dopo 30 minuti, siamo a Cosme Velho, dove parte la funicolare che porta al Cristo Redentore. Paghiamo 36R a testa (13.8€) e in circa 20 minuti, dopo aver attraversato parte della Foresta di Tijuca, arriviamo a destinazione.
Dall’alto dei suoi 710mt Il Cristo Redentore, una delle “nuove” 7 Meraviglie del Mondo, è impressionante, ma ciò che colpisce di più è il contesto, la vista abbraccia tutta la città, che da quassù, grazie anche alla bellissima giornata di sole, sembra un’immensa cartolina, con scorci di una bellezza indescrivibile.
Senza ombra di dubbio è la città con le viste più belle del Mondo, un susseguirsi di baie, spiagge, colline aguzze (i famosi morros), grattacieli e foreste, indimenticabile, peccato solo per l’eccessivo affollamento del Corcovado (e sono solo le 10).
Dopo circa due ore, a malincuore (ma ormai c’era troppa gente) torniamo a Cosme Velho con la funicolare e da qua con un autobus raggiungiamo Largo de Machado, dove prendiamo la modernissima metropolitana (2.4R) sino a Carioca. Facciamo un breve giro per il centro, degustiamo un succo d’acerola in Rua Senador Dantas (buonissimo) quindi andiamo a prendere il famoso Bonde di Santa Teresa. Facciamo Il biglietto (0.6R cc 0.2cent di €) e ci accomodiamo su questo pittoresco tram che collega il centro con il quartiere di Santa Teresa. Attraversiamo subito l’”arcos de Lapa” l’antico acquedotto, da dove si domina buona parte della città, quindi ci inerpichiamo per le stradine del quartiere fra bellissime villette e fatiscenti baracche. La gente del quartiere sale e scende al volo dal bondinho (così facendo non sono tenuti a pagare il biglietto), rischiando di cadere o di rimanere in mezzo alle rotaie. Santa Teresa è un bellissimo quartiere, solcato da affascinanti stradine di porfido e da scalette riccamente decorate, ci sono anche un sacco di negozietti e ristorantini, insomma un’oasi di pace, poco turistica a pochi passi dal congestionatissimo centro. Tornati al capolinea, ritorniamo in Largo Carioca per prendere il metrò sino a Siquiera Campos, la fermata più vicina a Copacabana e da qua a piedi ritorniamo in Hotel.
Dopo nemmeno mezz’ora torniamo in strada e con un autobus (il n°511) raggiungiamo la partenza della funivia che porta al Pan di zucchero. Paghiamo 35R a testa (cc.13.5€) e in pochi minuti arriviamo al Morro da Urca (bellissima vista sul Pan di zucchero), da qui prendiamo la seconda teleferica e in 6 min. arriviamo alla meta. Dall’alto, il grandioso panorama permette di abbracciare un paesaggio assai diverso da quello che si gode dal Corcovado. A sinistra si ammirano la praia Vermelha, la baia di Copacabana e i morros che circondano la spiaggia di Ipanema, a destra invece la spiaggia di Flamengo, il Centro con i suoi grattacieli e Niteroi, a dominare il tutto l’onnipresente Cristo Redentore che dall’alto abbraccia l’intera la città.
La luce del tramonto con il sole che lentamente si spegne alle spalle del Cristo, rende l’atmosfera magica, lo sguardo si perde fra una moltitudine di bellezze, scegliere su cosa concentrare lo sguardo risulta un’impresa ardua, è un bombardamento di emozioni positive, un momento indimenticabile….
Scendiamo a malincuore e torniamo, sempre in autobus, in zona Copacabana, ci fermiamo a mangiare in un anonimo ristorante “al chilo”in Av.Ns.Senora de Copacabana. Ci saziamo con pochi reais (12 a testa, cc.4.6€) quindi raggiungiamo una frutteria e ci beviamo due freschissimi succhi di cocco e mango, un salto su internet e quindi a nanna, domattina si parte presto, destinazione Buenos Aires….

Hotel: Savoy Othon, Av.Ns.Senora de Copacabana 995, 53€ la doppia con colazione luculliana.
Pasti: Pranzo: 2 succhi di acerola in una frutteria in Rua Senador Dantas 1.5€ a pp.
Cena: ristorante “al chilo”in Av.Ns.Senora de Copacabana 4.6€ a pp.

1 aprile
Ci svegliamo intorno alle 6.30 e dopo la solita abbondantissima colazione raggiungiamo in taxi l’aeroporto internazionale (45R cc.17€). Il volo per Buenos Aires parte regolarmente alle 9.50 e dopo 3 ore arriviamo nella capitale argentina, ma questa parte del viaggio la troverete nella sezione argentina del ns resoconto.

arriviamo a Buenos Aires con un volo Aerolinas Argentinas proveniente da Rio de Janeiro intorno alle 12.50 dopo 3 ore di volo. Usciti dallo scalo, saliamo su di un remis e raggiungiamo in circa mezz’ora il centro città (15€).Risiediamo all’Hotel Frossard in Tucuman 686, un alberghetto ospitato in un affascinante edificio d’epoca, in una posizione eccellente fra le vie pedonali Florida e Lavalle, in pieno Microcentro.
Tempo di disfare gli zaini e siamo già in giro, vista l’ora (sono le 14) cerchiamo da subito un locale dove mangiare qualcosa. Seguiamo il consiglio della Routard e andiamo al “Palacio de la Papa Frita” in Lavalle 735. Io non vedo l’ora di mettere sotto i denti una succulente bistecca argentina, ma al momento di ordinarla, scopro che da ben 15 giorni uno sciopero degli allevatori sta bloccando tutti i rifornimenti…che iella, venire in Argentina e non poter mangiare una bistecca sarebbe come venire in Italia e non mangiare una pizza…non ci posso credere!!! fatto sta che ripiego su una tortillas (e per una intendo una intera…sarà stata 1kg) e ovviamente sulle patatine fritte specialità della casa. Il pranzo ci soddisfa e la spesa non è eccessiva (37P a persona cc.7.4€), con la pancia piena iniziamo a passeggiare per il microcentro, soprattutto lungo Florida e Lavalle, entrambe animatissime, entrando e uscendo da molti negozi e caffè. Il pomeriggio passa veloce, anche perché abbiamo finito di pranzare alle 16 (ma a BA diventerà un’abitudine…) e intorno alle 20 facciamo ritorno in hotel. Ci riposiamo un attimo, quindi ci cambiamo e raggiungiamo in taxy (super economici…) il quartiere di San Telmo. Vorremmo passare la serata al “mitico” Bar Sur, ma oltre ad essere troppo presto (sono le 22), ci dicono che non sanno se apriranno perché una troupe cinematografica sta girando le riprese di un film sulla piazza. Decidiamo quindi di cambiare programma e raggiungiamo Pl.Dorrego dove ci sediamo ai tavoli esterni del “Todo Mundo” dove fra una birra e alcuni picados (piccoli piattini, tipo tapas spagnole) assistiamo ad un esibizione di tango. La serata passa piacevolmente, anche perché la temperatura è molto mite (alla sera ci sono circa 20°), lasciamo San Telmo intorno a mezzanotte e sempre in taxi (7P cc. 1.4€) raggiungiamo l’hotel .

Notte: Hotel Frossard, Tucuman 686, 37€ a notte la doppia con colazione
Pasti: Pranzo: El Palacio de la papa frita, Lavalle 735 7.4€ app.
Cena: Todo Mundo, pl.Dorrego 6.5€ a pp.

2 Aprile

In Argentina, il 2 di Aprile è un giorno festivo, in quanto ricorre l’anniversario della guerra delle Malvinas(Falkland), quindi scesi in strada troviamo la tipica atmosfera di un giorno festivo: strade vuote, negozi chiusi e poca gente per strada. Raggiungiamo subito l’Avenida 9 de Julio una delle strade più larghe del Mondo con i suoi 125 metri di larghezza. Al centro dell’Avenida svetta l’obelisco, un monumento piuttosto pacchiano, ma ottimo punto di riferimento, sempre sull’Avenida diamo un’occhiata all’esterno del Teatro Colon, quindi torniamo sui nostri passi e attraverso Lavalle prima e Florida poi, raggiungiamo Pl.de Majo l’anima di Buenos Aires. Ammiriamo la Casa Rosada e il balcone da dove Evita Peròn arringava le folle, la piramide de Majo, Il Cabildo e la Cattedrale Metropolitana. Le manifestazioni delle celebri madri della Plaza de Majo, per un giorno sono sostituite da un assembramento, di non più di 50 persone, di reduci della guerra delle Malvinas, con decine di bandiere argentine e in sottofondo le note di “Don’t cry for me Argentina”. Anche se non colgo il nesso fra i reduci e la canzone, l’atmosfera è unica: essere in Pl.de Majo in una bellissima giornata di sole, girando fra le bellezze della capitale e avere come sottofondo musicale “Don’t cry for me Argentina” è sicuramente emozionante e rimarrà un ricordo indelebile del mio viaggio.
Lasciamo la piazza, imbocchiamo Avenida de Majo e raggiungiamo il famosissimo Cafè Tortoni, il più celebre dei grandi caffè di Buenos Aires. Appena entrati ci colpiscono le splendide vetrate sul soffitto, i bellissimi tavolini in marmo e in generale una latente atmosfera da “Belle epoque”. Pur essendo mattina inoltrata (le 11.30), facciamo una seconda colazione con le buonissime “medialunas”(mini-croissant ricchi di burro). Ci godiamo per un’oretta questa “botta” di belle epoque, quindi torniamo verso pl.de Majo e visitiamo la Manzana de las Luces(Perù 272),una serie di chiese e altri edifici di epoca gesuitica-missionaria.
Lasciamo definitivamente la zona della Piazza e ritorniamo in centro, precisamente in Lavalle dove ci fermiamo a pranzare da “Los Immortales”, dove riesco a mangiare finalmente un bife de lomo (sembra che lo sciopero sia stato revocato ieri sera…). Lasciamo soddisfatti il locale e passiamo il resto del pomeriggio a girovagare per i negozi del microcentro. Un annotazione particolare alla Galeria Pacifico in Calle Florida: è stato dichiarato Monumento storico nel 1989, al proprio interno spicca una bellissima cupola decorata con bellissimi affreschi, senza dubbio esteticamente un bel posto, non altrettanto per fare shopping: i prezzi sono decisamente più alti rispetto al resto della città. Quindi fateci un giro (ne vale la pena)ma comprate in altri posti. Finite le “vasche” lungo le vie pedonali del centro, ritorniamo in hotel per prepararci alla serata.
Usciamo intorno alle 21.30 e a piedi raggiungiamo la Confiteria Ideal in Sulpacha 384. Il locale è ancora più retrò del Cafè Tortoni e sicuramente meno turistico. Ci accomodiamo al tavolino ordiniamo due coppe di champagne (che signori direte…assolutamente no, ma visto che la consumazione costava uguale, fra una coppa di champagne e un bicchiere di coca cola abbiamo preferito la prima…) e ci godiamo la bella atmosfera d’epoca che si respira fra un tango e l’altro. Altra garanzia di qualità di questo vecchio caffè sono i ballerini, tutti di una certa età e non professionisti e la presenza al piano superiore di una milonga dove entrano decine e decine di portenos. Lasciamo la Confiteria intorno a mezzanotte e sempre a piedi raggiungiamo l’hotel.

Notte: Hotel Frossard, Tucuman 686, 37€ a notte la doppia con colazione
Pasti: pranzo, Los immortales, Lavalle 746, 8.5€ a pp
Cena + tango, Confiteria Ideal, 10€ a pp.

3 Aprile

Di prima mattina raggiungiamo la stazione marittima per fare i biglietti dell’aliscafo che domani ci porterà a Colonia del Sacramento in Uruguay (36€ a/r), tornati in centro facciamo la “solita” seconda colazione a base di medialunas e “vero caffè italiano” al bar “Le 3 caravelle” in Lavalle, quindi in taxi raggiungiamo il quartiere della Boca (12pesos cc.2.5€). Questo quartiere si trova nell’area in cui venne fondata la prima città di B.A. ed è stato segnato dalle varie ondate immigratorie d’inizio secolo soprattutto da quella italiana ed in particolare dei miei concittadini genovesi. La nostra visita non poteva che iniziare dal famosissimo Caminito, un ex scambio ferroviario che oggi è diventato un vero e proprio teatro di strada: le vecchie case in lamiera grigia si sono coperte di colori vivaci: rosa, giallo, verde, blu…con un effetto cromatico eccezionale (e nelle nostre foto si vedono i risultati…).
L’unica nota stonata è l’eccessiva trasformazione turistica del luogo, con pullman stracarichi di turisti che invadono le strade del quartiere, finti ballerini di tango (non ballano, si mettono solo in posa per le foto…), sosia di Maradona, ecc. lasciamo per un attimo il sovraffollato Caminito e ci dirigiamo verso la Bombonera, il mitico stadio del Boca Juniors. Diamo un’occhiata dall’esterno (nei prossimi giorni avremo modo di vederlo anche internamente…), quindi ci fermiamo a mangiare a “La Cancha”(letteralmente “lo stadio”in argentino),in Brandsen 697. Il locale è piuttosto anonimo, ma mangiamo bene (fantastici i gamberetti al curry…) beviamo tanto (un litro di Quilmes) e spendiamo poco (35P. app. cc.7€), consigliato…finito di pranzare torniamo al Caminito e giriamo lungo le vie del quartiere alla ricerca di qualche angolo particolare da fotografare (e vi garantisco che se amate la fotografia qua c’è da sbizzarrirsi..), quindi dopo una pausa al Cafè Flora riprendiamo un altro taxi per il centro (15p cc.3€).
Questa sera decidiamo di non fare troppo tardi, visto che domattina la sveglia è all’alba!!! Giriamo un po per le vie del centro, mangiamo due calzoni al volo, quindi concludiamo la serata in una bar-gelateria di Lavalle dove assaggiamo per la prima volta il famosissimo “dulce de leche” (latte al caramello), una folgorazione….diventerà il nostro incubo per il resto del viaggio: crepe al dulce de leche, biscotti al dulce de leche, gelato al dulce de leche, pizza al dulce de leche…no questa no….ma vi garantisco che per un amante dei gusti dolci (anzi dolcissimi…) è un vero delirio…
Comunque intorno alle 23 torniamo in hotel per riposarci.

Notte: Hotel Frossard, Tucuman 686, 37€ a notte la doppia con colazione
Pasti: pranzo, La Cancha (la Boca), Brandsen 697, 7€ a pp.
Cena, 2 calzoni e 2 birre in Lavalle 2€ a pp.

4 Aprile

Raggiungiamo in taxi la stazione marittima e alle 8.45 partiamo con l’aliscafo in direzione di Colonia del Sacramento (Uruguay)dove arriviamo un’ora dopo.
Quest’antica città coloniale, inclusa dall’Unesco nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità, è caratterizzata da romantiche stradine perpendicolari al mare, affascinanti abitazioni in pietra e vicoletti con il pavè in scisto. Passeggiamo tutta la mattina fra la stretta Calle de los suspirios, con il suo accottolato grezzo e le case coloniali decorate con stucchi e mattonelle, la Plaza Major e molte altre bellissime stradine, in una pace indescrivibile, lasciandoci trasportare solo dal nostro istinto. Saliamo sul faro che dall’alto domina il Rio de la Plata e tutto il Barrio Historico di Colonia e sempre molto tranquillamente raggiungiamo il Convento de San Francisco e la romantica Plaza San Martin. Intorno all’ora di pranzo (che x noi ormai sono le 14…)ci fermiamo a mangiare a la Pulperia de Los Faroles in Misiones de los Tapes 101, un ristorante con muri in pietra e archi di mattoni dove degustiamo dell’ottimo pesce e un buon piatto di gnocchi, il tutto per una cifra ragionevole (cc.8€ a pp.). Ci rilassiamo un’oretta sulle panchine della Pl.major, sotto un bellissimo sole e un cielo azzurrissimo, quindi raggiungiamo il Puerto Viejo, passeggiando fra le romantiche e desolate stradine della città. Intorno alle 15.30 ci riavviamo verso il porto dove alle 16 ci imbarchiamo alla volta di Buenos Aires, dove arriviamo intorno alle 17.
Facciamo un passo in hotel, ma ri-usciamo subito per raggiungere La Boca dove abbiamo un appuntamento con Sergio, un nostro amico, nonché dirigente del Boca Juniors . Entriamo alla Bombonera e lo raggiungiamo all’interno dello stadio dove sta per iniziare una riunione dei soci del Boca. Facciamo giusto in tempo a salutarlo, poi dovendo iniziare la riunione, lo ri-salutiamo dandoci appuntamento al giorno dopo per la partita, non prima però di aver visitato il Museo de la Historia boquense. Lasciamo la Boca con il buio e raggiungiamo in taxi la zona di Puerto Madero (12P), facciamo un giro per questo nuovo, ma molto vivace quartiere di B.A., quindi andiamo a cenare in centro da Broccolino, in Esmeralda 776, un ottimo ristorante italo argentino che offre delle porzioni molto generose ad un prezzo competitivo ( 9€ a pp.). Con la pancia piena e soddisfatti dall’ennesima fantastica giornata raggiungiamo l’hotel per il meritato riposo.

Notte: Hotel Frossard, Tucuman 686, 37€ a notte la doppia con colazione
Pasti: Pranzo: Colonia (Uruguay)Pulperia de Los Faroles, Misiones de los Tapes 101, 8€ a pp.
Cena: Broccolino, Esmeralda 776, 9€ a pp.

5 Aprile

Dedichiamo l’intero sabato mattina e buona parte del pomeriggio allo shopping, girando a zonzo per le vie del microcentro sotto uno splendido sole, intervallando gli acquisti con alcune rilassanti pause caffè-medialunas. Il primo pomeriggio lo passiamo a casa di un parente del nostro amico Sergio per vedere in diretta Roma-Genoa…giornata interamente dedicata al calcio (per la gioia di Cristina…), anche se purtroppo la prima partita va male…il Genoa perde 3-2, speriamo di rifarci questa sera con il Boca… Lasciamo l’appartamento e torniamo in albergo, ci cambiamo e in taxi raggiungiamo il quartiere della Boca dove abbiamo appuntamento con Sergio per entrare allo stadio. La partita inizia alle 19, ma alle 17 siamo già in zona, grazie a Sergio prendiamo posto (gratis..) in tribuna centrale (di fronte al palchetto personale di Maradona…)e ci godiamo il bellissimo spettacolo offerto dalle gradinate della Bombonera (fanno un casino infernale…). “La doce”, la curva dei tifosi del Boca è uno spettacolo, fantastico l’ingresso in campo delle squadre e l’esultanza al gol di Martin Palermo…nell’intervallo fra i due tempi veniamo invitati nella saletta vip dove si tiene un buffet che definire luculliano è riduttivo, io e Cri ci ingozziamo di cibo e beviamo come due struzzi…torniamo sugli spalti, assistiamo al secondo tempo (la partita finisce 1-1), quindi invece di lasciare lo stadio, Sergio ci accompagna alla conferenza stampa post-partita. Assistiamo fra la curiosità dei giornalisti sportivi argentini alla conferenza stampa dell’allenatore del Boca, facendo anche alcune riprese/foto. Alle 22 finalmente usciamo dallo stadio, ma non è ancora finita in quanto Sergio insiste per farci visitare la cittadella dello sport del Boca. Vediamo decine di campi da calcio, alcune piscine, un campo da basket e una foresteria dove vivono i giovani calciatori del Boca. Intorno alle 22.30 finiamo questo giro istruttivo e insieme a Sergio cerchiamo un taxi per tornare in centro. Ci troviamo a passare nelle zone più malfamate del quartiere, con pochissime persone in giro, Sergio sembra essere tranquillo, ma io non lo sono, anche perché alcuni gruppuscoli di ragazzi ci iniziano a scrutare con fare interessato…ci passano vicini alcuni taxi, ma Sergio non riesce a fermarli, allora prendo la situazione in mano e mi catapulto in mezzo alla strada per fermarne uno che sta sopraggiungendo…incredibilmente si ferma, ne approfittiamo e saliamo al volo. Sergio scende dopo 5 minuti dandoci appuntamento per domani a pranzo, io e Cristina arriviamo sino in centro. Ci fermiamo a fare un veloce spuntino in una simil-pizzeria in Lavalle, prendiamo un calzone e una birra a testa (1.4€ a pp.), quindi raggiungiamo l’hotel e andiamo a nanna.

Notte: Hotel Frossard, Tucuman 686, 37€ a notte la doppia con colazione
Pasti: cena: pizzeria da asporto in Lavalle, 1.4€ a pp.

6 Aprile

Di prima mattina raggiungiamo in taxi (10p. c.2€), il quartiere della Recoleta per andare a visitare il famoso cimitero dove riposa Evita Peron. La tomba, massiccia, scura e in fondo a un vicolo cieco, non è niente di eccezionale, sicuramente per l’importanza del personaggio, meritava qualcosa di meglio…il resto del cimitero invece è carino (per quanto possa esserlo un cimitero…). Usciamo e iniziamo a visitare il quartiere, sarà la bellissima giornata di sole e il cielo azzurrissimo, sarà l’atmosfera festaiola domenicale, ma a noi la Recoleta ha fatto un’ottima impressione…edifici in stile europeo, prati verdi, parchi, un bellissimo mercatino etnico in Pl. Pellegrini (dove facciamo un paio d’acquisti…), insomma un bel posto! Lasciamo la Recoleta e in taxi (8P. 1.5€) raggiungiamo Pl.Dorrego a San Telmo dove si tiene il famosissimo mercatino dell’antiquariato (Feria de San Telmo). E’ molto turistico (abbiamo contato ben 15 pullman di turisti all-inclusive), ma merita lo stesso di essere visitato, anche solo per curiosare tra pezzi d’argenteria, vecchi libri ,vinili di tango e bottiglioni di selz. L’ambientazione è assai pittoresca, con le piccole orchestre di tango che si esibiscono sulla strada, i cantanti e soprattutto i ballerini di tango. Giriamo a zonzo per alcune ore, riposandoci ogni tanto con qualche pausa caffè, facendo anche alcuni acquisti, quindi intorno all’una raggiungiamo sempre in taxi Pl.de Majo per assistere al cambio della guardia. Purtroppo arriviamo tardi e ci perdiamo la parata, comunque ci godiamo la piazza illuminata dal sole e piena di vita. Torniamo a piedi in hotel, ci cambiamo e alle 14.30 ci vediamo con il nostro amico Sergio e la moglie per andare a pranzo assieme. Ci portano a mangiare in Lavalle alla “Estancia”, un ristorante specializzato in carni alla griglia.
Io prendo un “fantasmagorico” bife de chorizo (un filetto dal taglio spesso, tenero e succulento…), accompagnato da un ottimo vino rosso di Mendoza. Fra un discorso e l’altro, terminiamo il pranzo quasi alle 18…salutiamo definitivamente Sergio, dandoci appuntamento in Italia, quindi passiamo il tardo pomeriggio in giro per le vie del centro per fare gli ultimi acquisti.
Rientrati in hotel, saldiamo il conto, ci facciamo una doccia, quindi intorno alle 22 raggiungiamo San Telmo, per l’ultima “dose” di tango…arrivati in Pl.Dorrego assistiamo allo spettacolo di tango“più vero” di tutta la vacanza: un centinaio di persone “normali” che ballano il tango accompagnati da un orchestrina (un pò come le nostre vecchie balere, però in una piazza…). Rimaniamo mezz’oretta ad ammirare questo spaccato di vita argentina, quindi raggiungiamo “El Balcon”(fa angolo con Pl.Dorrego), dove ceniamo allietati da un altro spettacolo di tango. Intorno a mezzanotte sempre in taxi (8p.cc.1.5€) facciamo ritorno in hotel.

Notte: Hotel Frossard, Tucuman 686, 37€ a notte la doppia con colazione
Pasti: pranzo: La Estancia, Lavalle 941, offerto da Sergio, cmque la mia bistecca costava cc.6€
Cena: El Balcon, Humberto Primo 461 (angolo Pl.Dorrego), 40p a pp. 8€

7 Aprile

Sveglia alle 5, carichiamo gli zaini in spalla, scendiamo in strada e con un taxi raggiungiamo l’Aeroparque (15 min. di strada dal centro), dove alle 7.20 parte il nostro volo delle Aerolinas Argentinas per Iguazù.
Il volo è tranquillo e alle 9 atterriamo all’aeroporto di Iguazu (versante argentino). Raggiungiamo con un pulmino della “4 tourist travel” il nopstro ostello (il banchetto dove fare i biglietti, 15 pesos cc. 3€, è a destra subito dopo il ritiro bagagli ). Alloggiamo all’Albergue Residencial Uno, un ostello carino con un’atmosfera multiculturale e molto familiare situato a 200mt dal centro.
Tempo di disfare gli zaini e ci mettiamo subito in moto per raggiungere il terminal degli autobus. Facciamo un veloce pasto al Restaurant La Rueda in Av.Cordoba n°8, quindi saliamo sul primo bus che parte in direzione Brasile. Il biglietto si può pagare indifferentemente in pesos argentini o reais brasiliani, visto che il pesos è più svalutato (3 pesos sono cc0.6€, mentre 3 reais sono1.15€), optiamo per i primi. Superiamo la frontiera argentina (dove si deve timbrare l’uscita), quindi quella brasiliana. A questo punto il bus si dirige verso Foz de Iguazù, in direzione opposta alle cascate, noi ci facciamo lasciare all’incrocio posto 200mt dopo il confine e li aspettiamo l’altro autobus (direz.Parque Nacional) che arriva dopo 5 minuti. In questo caso pur potendo pagare sia in reais, che in pesos che in dollari, la cifra varia in base al cambio, quindi paghiamo in reais (4 a testa). L’autobus dopo aver superato l’aeroporto in circa 20 minuti di strada raggiunge l’ingresso del Parco.
Paghiamo alla biglietteria 20R a testa (cc.7.7€) e saliamo su di un autobus a due piani scoperto che in circa 20 minuti ci conduce all’inizio della passeggiata. Il sentiero s’inoltra nella vegetazione costeggiando il fiume ed alcune cascate. Facciamo anche interessanti incontri faunistici: tucani, centinaia di farfalle, varani e soprattutto coatì (adorabili mammiferi simili a dei procioni).
La passeggiata è davvero semplice, agevolata da continue passerelle che ci portano in circa 40 minuti (con ripetute soste…) ad un belvedere che domina tutto il complesso delle cascate, Garganta del Diablo in testa.
Il fragore delle cascate, il materializzarsi di continui arcobaleni e la rigogliosa vegetazione rendono questi momenti magici, una gioia per gli occhi e per i sensi. Saliamo con un ascensore(!!!) ad un altro belvedere e la sensazione di essere in un paradiso aumenta di minuto in minuto, senza ombra di dubbio uno dei più belli spettacoli che la natura può offrire…lasciamo a malincuore le cascate e torniamo all’ingresso del parco.
Ripetiamo l’iter dell’andata: bus brasiliano dal parco all’incrocio con la strada che conduce al confine e bus dall’incrocio al confine brasiliano, dove però facciamo l’errore di scendere per farci timbrare i passaporti.
Infatti il bus non ci aspetta e ci ritroviamo alla dogana brasiliana a dover aspettare un altro mezzo che ci porti sino a Puerto Iguazu. Dopo 10 minuti di attesa mi “lancio” e fermo un camion per chiedergli un passaggio sino alla frontiera argentina (cc.3-4Km), il camionista ci accoglie a braccia aperte e nel breve tragitto facciamo anche due chiacchere. Arrivati al confine argentino salutiamo il gentile amico camionista, timbriamo i passaporti in entrata e prendiamo al volo un autobus in direzione centro.
Invece di tornare in ostello, decidiamo di andare a vedere l’”Hito 3 Fronteras”, un belvedere che domina il Rio Iguazu e il Rio Paranà e da dove lo sguardo spazia dall’Argentina al Brasile e al Paraguay.
Ci godiamo un bellissimo tramonto, quindi sempre in autobus torniamo in centro dove ci fermiamo a mangiare da Pizza Color in Av.Cordoba 135, prezzi ragionevoli in una bella terrazza allietati da buona musica. Finita la cena torniamo al nostro alloggio per il meritato riposo pronti ad un’altra giornata immersi nella fantastica natura di Iguazu.

Hotel: Albergue Residencial Uno, Fray Louis Beltran 116, 11€ la doppia con colazione e internet gratis
Pasti: Pranzo: Restaurant La Rueda in Av.Cordoba 36 pesos a pp. (cc.8, 3€)
Cena: Pizza Color in Av.Cordoba 135, 15 pesos a pp. (cc.5€)

8 Aprile
Dopo una veloce colazione in ostello,raggiungiamo il terminal degli autobus dove prendiamo al volo il bus per le cascate lato argentino (4P a pp 0.8€), ma a metà del viaggio incrociamo un blocco stradale. Sono circa un centinaio di persone che bloccano, per protesta, completamente la strada che collega Puerto Iguazù con le cascate e l’aeroporto. Attendiamo circa 1 ora cercando di capire come si potrebbe evolvere la situazione, ma quando il “capo-sciopero”comunica dal megafono che si riunirà in commissione per decidere entro mezzogiorno se togliere o meno il blocco, noi decidiamo di cambiare programma (scopriremo solo in serata che il blocco stradale è poi durato tutta la giornata…).Raggiungiamo in taxi Puerto Iguazù e da qui prendiamo un pullman in direzione di Foz de Iguazù (lato brasiliano). Dopo circa un’ora arriviamo nella cittadina brasiliana (bruttina a dire il vero…soprattutto in confronto a Puerto Iguazù, molto più piccola e a misura d’uomo). Dal terminal dei bus raggiungiamo a piedi la fermata degli autobus per Ciudad del Este. Saliamo su un altro autobus(3Reais, c.1.15€) e in meno di mezz’ora arriviamo al confine, ci facciamo timbrare i passaporti da un assonnato doganiere paraguayano e iniziamo la visita di questa strana cittadina. L’impressione entrando in città non è delle migliori, sin dal primo passo in terra paraguayana, siamo assaliti da una serie di venditori ambulanti che ci offrono qualsiasi cosa, dall’elettronica, ai jeans, agli occhiali da sole, ecc. Per evitare le loro continue “avances”affrettiamo il passo e non ci godiamo il posto(anche se c’è poco da godere…grattacieli, strade trafficatissime, smog,sporcizia…), insomma l’impressione iniziale è negativa, aggiungeteci il fatto che siamo circondati da tipi loschi e il quadretto è completo.Per riposarci un attimo entriamo in un centro commerciale iper-pubblicizzato anche in Argentina e Brasile: “La Monnalisa”, strapieno di articoli griffati a prezzi piuttosto convenienti. Io non compro niente ma per un patito dello shopping è un vero paradiso (Cristina infatti si comprerà un portafoglio Lacoste per “soli”20€). Usciti dal Mall,cerchiamo disperatamente un ristorante dove pranzare, ma la città offre poco o niente, allora decidiamo di cercare qualcosa a Foz. Saliamo su di un autobus direzione Brasile, salutiamo il Paraguay e dopo una ventina di minuti siamo al terminal degli autobus di Foz, mangiamo in un ristorantino a fianco del Terminal e intanto decidiamo cosa fare per il resto del pomeriggio. Le opzioni sono 2: visitare la Diga di Itaipù o il Parque das Aves? Siamo molto indecisi, ma alla fine optiamo per quest’ultimo. Dal Terminal prendiamo un bus direzione “Parque Nacional” e in circa un’ora arriviamo all’ingresso del Parco, che detto per inciso si trova di fianco all’ingresso delle cascate. Paghiamo 12$ a testa (c.7.8€) e iniziamo la visita di questo parco dedicato ai volatili. L’impressione non è delle migliori, vedere splendidi uccelli rinchiusi nelle voliere(anche se in alcuni casi immense…)non mi piace, soprattutto in un posto come questo, dove si vedono con un po di fortuna volare liberamente tucani, pappagalli, ecc. Insomma abbiamo toppato sarebbe stato meglio andare alla Diga di itaipù…comunque dopo aver passato un’ora allo “zoo” perché è di questo che si tratta, aspettiamo l’autobus per tornare a Puerto Iguazù. Facciamo i soliti “200” cambi di bus per cercare di fare meno traggitto possibile e intorno alle 18 arriviamo finalmente in ostello. Facciamo due chiacchere con la proprietaria(molto simpatica) che ci conferma che anche domani sarà ripetuto il blocco stradale e che l’unico modo per poter visitare le cascate sarà quello di partire prestissimo (infatti il blocco inizierà alle 8). La proprietaria ci fa conoscere 3 ragazze norvegesi con le quali ci accordiamo per dividere in 5 la spesa del taxy, unico mezzo che ci permetterà di raggiungere il lato argentino delle cascate senza rimanere bloccati (il bus sarebbe stato troppo rischioso…)Salutiamo la comitiva e dopo una rinfrescata usciamo per andare a cenare da “El Charo”, dove io mi gusto l’ultima succulenta bistecca argentina del viaggio, innaffiata da un litro di Quilmes e per finire in bellezza una crepe al dulce de leche…che dire? Un delirio, se ci aggiungete che siamo all’aperto in mezzo alla selva e a pochi chilometri dalle cascate, potrete capire quanto si possa essere contenti in certi momenti…
Hotel: Albergue Residencial Uno, Fray Louis Beltran 116, 11€ la doppia con colazione e internet gratis
Pasti. Pranzo in un ristorantino di fianco al terminal dei bus di Foz de iguazù(BRA) 5 reais a pp (cc.1.9€)
Cena: El Charo, Cordoba 118: 35 pesos a pp. Cc.7€

9 Aprile
Ci svegliamo di prima mattina per evitare il blocco stradale e poter visitare il lato argentino delle cascate. Ci incontriamo a colazione con le 3 ragazze norvegesi e alle 7.15 partiamo verso le cascate. Lungo il percorso non incontriamo ostacoli e alle 7.40 siamo già all’ingresso del parco. Facciamo i biglietti 40P. a pp.(cc.8€) e entriamo nel parco. Il primo treno parte alle 8.30 dalla stazione principale e in circa 30 minuti raggiungiamo la stazione “Garganta del diablo” che dista circa 1,5km dalla piattaforma che da sulle cascate. Abbiamo davanti una trentina di persone, ma accelerando il passo, sin quasi alla corsa le superiamo quasi tutte e arriviamo per primi a godere di uno spettacolo che definire divino è poco…siamo così contenti che non ci curiamo neanche dei litri d’acqua che ci si stanno riversando addosso…stiamo alcuni minuti in trance, poi il continuo afflusso di gente rende il posto meno magico e troppo affollato…facciamo qualche ripresa e alcune foto bagnando videocamera e digitale, ma non potevamo veramente farne a meno…ci allontaniamo di qualche metro dalla piattaforma inzuppati d’acqua come se ci fossimo fatti un bagno vestiti!!! Ammiriamo la garganta da un po più lontano intanto ci asciughiamo in men che non si dica sotto un bellissimo sole…gli arcobaleni spuntano da tutte le parti e il fragore delle cascate copre le nostre parole, non vorremmo allontanarci più, ma il tempo a nostra disposizione è poco. Ripercorriamo le passerelle che collegano la Garganta del Diablo con l’omonima stazione, questa volta molto lentamente ammirando il fantastico paesaggio circostante, fra le tante cose vediamo anche un coccodrillo disteso sul fiume e una piccola tartaruga. Riprendiamo il treno e dopo 15 minuti scendiamo alla stazione Cataratas e imbocchiamo il Circuito inferiore. Il sentiero conduce fino al bordo delle cascate attraversando una lussureggiante vegetazione tropicale. Scendendo il sentiero(piuttosto semplice) si ammirano le cascate del lato brasiliano da diversi punti d’osservazione, infine si arriva alle cascate Bolzetti, che offrono il più bel panorama d’Iguazù: una serie di cascate immerse nel verde, con delle palme a fare da sfondo e gli onnipresenti arcobaleni ad incorniciare un capolavoro di Madre Natura. Il panorama è a dir poco eccezionale e ci sbizzarriamo in una serie di foto impressionanti, facendone alcune strabilianti(non per merito nostro, ma grazie alla natura…). Dopo quest’ennesimo shock emozionale (personalmente ritengo il lato argentino molto superiore a quello brasiliano…), scendiamo sul fiume, visitiamo l’Isola di San Martin, quindi facciamo i biglietti per la tanto agognata gita in gommone sotto le cascate. Ci lasciamo convincere dall’addetto all’imbarco a provare la “Gran Aventura” che prevede in un’ora: il passaggio in gommone sotto le cascate, la discesa delle rapide e 8km su di un camion aperto in mezzo alla selva lungo il sentiero Yacaratià. Paghiamo 120P(cc.24€) e saliamo sul gommone. Ci denudiamo completamente rimanendo in costume (avevamo notato altre persone di ritorno da questo giro bagnate all’inverosimile…), quindi partiamo a tutta velocità verso le cascate…un bagno incredibile…ma anche una sensazione stupenda, che ripetiamo per altre 3 volte divertendoci come dei matti…lasciamo le cascate e iniziamo la discesa del fiume ad una velocità folle, superando planando una serie di rapide abbastanza semplici, dopo altri 15 minuti attracchiamo al molo e saliamo sul camion che attraversa una zona di selva abitata da coatì, pappagalli, tucani e scimmie, la persona che ci accompagna ci fa anche vedere un filmato sul suo cellulare dove si vede un giaguaro incontrato dalla guida solo 2 gg prima lungo lo stesso percorso, noi non siamo così fortunati e dopo circa 20 minuti arriviamo al capolinea. Che dire? Se volete un consiglio limitatevi all’”Aventura Nautica” che prevede solo il passaggio sotto le cascate, costa la metà 60P e vi farà fare la parte più bella…anche la discesa delle rapide e il tratto in camion non sono male, ma secondo la mia esperienza il prezzo non vale la candela, poi fate voi…Ridendo e scherzando il tempo è volato, è l’una e dobbiamo assolutamente tornare in hotel, infatti alle 16.30 parte il nostro volo per Rio, dall’aeroporto del lato brasiliano. Aspettiamo l’autobus, ma quando arriva posteggia e chiude le porte non facendo salire nessuno. Chiediamo il perché e ci dicono che la strada per Puerto Iguazù è bloccata dai soliti manifestanti. Il panico ci assale (ricordo che abbiamo il volo per Rio…), chiedo ad un tassista di accompagnarci sino al blocco stradale contrattando alla morte il prezzo…arrivati al blocco, scendiamo dal taxy facciamo gli gnorri attraversando a piedi il blocco e grazie all’intercessione di qualche santo riusciamo a passare. Fermiamo un altro taxy dal lato opposto del blocco, con centinaia di persone disperate in attesa di passare…e finalmente alle 13.50 arriviamo all’ostello. Facciamo una velocissima doccia, carichiamo gli zaini e ci facciamo chiamare un taxy per andare in aeroporto. Attraversiamo per l’ultima volta il confine e in circa mezz’ora siamo all’aeroporto del lato brasiliano(spesa taxy 20$ cc.13€). Facciamo il ceck-in mangiamo qualcosa e alle 16.30 puntualissimi partiamo con un volo Tam (ottima impressione) per Rio, dove atterriamo alle 18.
Ritiriamo gli zaini e una volta usciti dallo scalo cerchiamo l’autobus della Real per raggiungere Copacabana. Questa volta siamo sfortunati in quanto l’autobus è appena partito e per non aspettare un’ora in aeroporto decidiamo di prendere un taxi. Contrattiamo strenuamente il prezzo con vari tassisti e arrivati ad una cifra accettabile(45reais cc.17€)partiamo verso l’hotel dove arriviamo dopo mezz’ora. Alloggiamo anche questa volta al Savoy Othon in Av.Ns.Senora de Copacabana 995.
Posiamo gli zaini in camera e raggiungiamo subito il lungomare dove ci fermiamo a cenare in un ristorante. Il posto è turistico i prezzi un po gonfiati, ma tutto sommato mangiamo bene. Lasciamo il ristorante e ci rechiamo alla “solita”frutteria dove ci prendiamo un succo di acerola e un insalata di mango e papaya, un salto su internet quindi torniamo in camera a riposarci.

Hotel: Savoy Othon, Av.Ns.Senora de Copacabana 995, 53€ la doppia con colazione luculliana
Pasti: pranzo: aeroporto di Foz de Iguazù 6 reais a pp (cc.2.3€)
Cena:Ristorante Manoel & Joaquim, Av.Atlantica 1936, 16 reais a pp.(cc.6.15€)

10 Aprile

La meta del mattino è il mitico Maracanà che raggiungiamo in una mezzoretta d’autobus (il n°434). Prima d’entrare ci beviamo un cocco ghiacciato, quindi raggiungiamo l’ingresso (è il n°15) ,facciamo il biglietto (20R a pp. cc.7.7€) ed entriamo. Visitiamo gli spogliatoi, attraversiamo il tunnel e spuntiamo sul prato. Anche se rinnovato, il Maracanà rimane un mito per un amante del calcio, quindi la mia emozione è fortissima (un po meno quella di Cristina…), raggiungiamo anche le gradinate per avere una vista d’insieme, quindi torniamo all’ingresso e ammiriamo le impronte di alcuni grandissimi del calcio brasiliano:Pelè, Garrincha, Zico e il mitico Claudio Branco…lasciamo lo stadio e raggiungiamo in metropolitana (a 100 mt dall’ingresso del Maracanà), il centro città. Scendiamo a Carioca percorriamo Rua G.Dias, una via pedonale, dove ci fermiamo a bere un caffè alla famosissima Confitaria Colombo, uno splendido caffè-ristorante di inizio secolo, con degli interni fastosi ed eleganti. Acquistiamo anche due confezioni di caffè racchiuse in una bellissima scatola di latta con il logo della Confitaria (prezzi decisamente accessibili…), quindi ci “perdiamo” nelle affollatissime stradine del centro carioca, fra negozietti colorati e venditori di qualsiasi genere. Percorriamo Rua de Rosario, Rua do Ovidor, quindi dopo aver visitato le chiese di N.S. de Lapa dos Mercadores e la Antica cattedrale metropolitana (entrambe trascurabili…) raggiungiamo Praca 15, punto di riferimento di tutta Rio. Il bellissimo sole, accompagnato da una temperatura piuttosto elevata (cc.32°), ci “costringe” (con nostra grande gioia…) a fare ripetute pause nelle frutterie del centro, dove proviamo parecchi succhi tropicali…lasciamo il centro e sempre in autobus torniamo in zona Copacabana dove ci fermiamo in Rua Santa Clara dove c’è un magazzino di 12 piani pieno di costumi, parei, asciugamani, ecc. facciamo un po di shopping a buon mercato, quindi passeggiamo lungo Av. N.S.de Copacabana sino all’hotel. Facciamo una doccia, quindi riscendiamo in strada dove prendiamo l’ennesimo succo (questa volta alla clorofilla…niente male!!) e del pao de queijo (buonissimo ed economicissimo). Continuiamo con le compere (fra le altre cose:le mitiche hawayanas, uno zainetto, un altro costume…), quindi andiamo a cenare da Aipo Aipim, un ristorante al kilo in Av.N.S.de Copacabana. Mangiamo bene, spendiamo poco (18R a pp. Cc.7€), quindi raggiungiamo un supermercato in zona dove curiosiamo fra le specialità locali (che invidia la frutta…), facciamo alcuni acquisti, quindi raggiungiamo l’hotel, non prima di aver bevuto l’ennesimo succo nella frutteria di fiducia!
Hotel: Savoy Othon, Av.Ns.Senora de Copacabana 995, 53€ la doppia con colazione luculliana
Pasti: Pranzo 2 succhi di frutta (acerola e kiwi) + un’insalata di mango in centro 3€ a pp.
Cena: Aipo Aipim, Av.N.S.de Copacabana 920, 7€ a pp.

11 Aprile

Purtroppo siamo giunti all’ultimo giorno di viaggio…questa sera alle 19.40 abbiamo il volo di ritorno per l’Europa. Passiamo buona parte della mattinata lungo le spiagge di Copacabana e Ipanema per respirare per l’ultima volta un po d’atmosfera estiva. Entriamo anche al Castello di Copacabana (ingresso 2R a pp.), da dove si gode di una fantastica vista d’insieme dell’omonima spiaggia, quindi intorno alle 11.30 facciamo ritorno in hotel, prepariamo gli zaini, lasciamo la camera (check-out a mezzogiorno) e raggiungiamo in autobus il Rio Sul un mega centro commerciale fra Copacabana e Botafogo. Facciamo shopping per buona parte della giornata, mangiamo qualcosa e intorno alle 15.30 torniamo in albergo, da dove ripartiamo alcuni minuti dopo destinazione aeroporto internazionale. Mezz’ora di taxi (40R cc.15.3€)e arriviamo a destinazione, facciamo il check-in e alle 19.40 puntuali partiamo con un volo Iberia per Madrid.

CONSIDERAZIONI E CONSIGLI

SPESE
VOLI
VOLO A/R GENOVA-RIO DE JANEIRO (VIA MADRID) 635€ A PP.
VOLO RIO-BUENOS AIRES-PUERTO IGUAZU’ 235€
VOLO FOZ DE IGUAZU’-RIO DE JANEIRO 170€
TOT 1040€ (X 7 VOLI)
PERNOTTAMENTI
6 NOTTI A BUENOS AIRES 18.5€ APP.
2 NOTTI A PUERTO IGUAZU’ 5.5€ A PP.
4 NOTTI A RIO DE JANEIRO 22.5€ A PP.
PASTI
Di media a pasto abbiamo speso circa 5€ A PP.

In totale per 15 giorni di viaggio fra Brasile e Argentina abbiamo speso circa 1380€ (voli + pernottamenti + pasti)

TRASPORTI
In questo viaggio, viste le distanze e il poco tempo a disposizione abbiamo privilegiato l’aereo, che si è rivelato essere un ottimo mezzo di trasporto e anche a buon mercato(fatta eccezione la tratta Iguazù-Rio de Janeiro che l’abbiamo pagata un po troppo). Per quanto riguarda gli spostamenti nelle città (in particolare a Buenos Aires), per la prima volta nella nostra vita da routard abbiamo privilegiato i taxi, comodissimi e a buon mercato. Per fare un esempio a Buenos Aires non abbiamo mai speso più di 3€ a corsa, pur avendo fatto spostamenti anche da 20-30 minuti. A Iguazù invece abbiamo privilegiato gli autobus, il che ci ha permesso di risparmiare un sacco di soldi anche perché in questo caso i taxy sono abbastanza cari. Per farvi un esempio per raggiungere Ciudad del Este (Paraguay) da Puerto Iguazù(Argentina) i taxi chiedono 250 pesos (50€), noi prendendo 4 bus (Puerto Iguazù-Foz de Iguazù, Foz-Ciudad del Este, Ciudad del Este-Foz e Foz- Puerto Iguazù) ne abbiamo spesi circa 20 (4€), con un risparmio di 46€, che ci siamo spesi in altri modi…certo il taxi ci avrebbe evitato le soste e avrebbe velocizzato la visita, ma a noi è piaciuto così. I taxi sono altrettanto cari per raggiungere il lato argentino delle cascate da Puerto Iguazù (120 pesos cc24€), lasciateli perdere, il pullman (compagnia El Practico)che parte dalla stazione vi costerà solo 4 pesos e vi condurrà in circa mezz’ora sino all’ingresso del parco.

CIBO
Ottimo sia in Argentina che in Brasile. In Argentina spicca senza ombra di dubbio la carne, in particolare il bife de lomo (filetto di manzo, di taglio sottile e tenerissimo) e il bife de chorizo(più speso altrettanto tenero e succulento…), fate attenzione alla cottura chiedetelo bien echo (se lo volete ben cotto), a punto (media cottura) o jugoso(se vi piace al sangue), altrettanto tipica è la pasta (viste le origini italiane di moltissimi argentini), in particolare gli “noquis”, tra i piatti meno cari ma fra i più buoni. Fra i dolci come non menzionare il dulce de leche? una marmellata di latte che assomiglia al caramello molle. E’ buonissimo e gli argentini lo mettono dappertutto, a noi è piaciuto da morire il panqueque al dulce de leche…ne abbiamo comprato anche una confezione da far assaggiare agli amici in Italia.
In Brasile oltre alla carne, buona “quasi” come in Argentina, ci sono piaciuti la feijolada (fagioli bolliti con zampe, code e orecchie del maiale salati, costine, salsicce affumicate e carne di manzo secca), i salgados (frittelle salate di carne, pesce e formaggio) e soprattutto la frutta. In qualunque bar e lanchonete si possono trovare succhi di frutta fresca spremuti o frullati al momento. Si consumano al natural con zucchero o con ghiaccio. Sono buonissimi!!!La varietà dei frutti è infinita, si passa dal mango, alla papaya, sino a frutti a noi sconosciuti come l’acerola(che per inciso contiene 140 volte più vitamina C dell’arancia).
Quando sono mescolati al latte si chiamano vitamina, alcuni frullati sono preparati addirittura con le proteine in polvere…insomma un delirio!!!! Da menzionare anche il pao de queijo dei miniscoli panini ripieni di formaggio, il cocco ghiacciato e la caipirinha, economicissima e buonissima…

PERICOLI E SECCATURE
Nessuno sia in Argentina che in Brasile. A Buenos Aires, la situazione è molto tranquilla, abbiamo girato di notte e di giorno senza nessun problema. Certo trovarsi alla Boca alle 11 di sera non è il massimo della vita, ma anche in quel caso non ci è successo niente.
Capitolo Rio de Janeiro: prima di partire il classico terrorismo psicologico ci aveva preparati ad una specie di guerra…in realtà la città non mi è sembrata eccessivamente pericolosa e comunque non più pericolosa di altre città da noi precedentemente visitate (Caracas, Johannesburg, Il Cairo e Lima fra tutte). Certo è necessario comportarsi da viaggiatori responsabili e non da “turisti”, quindi utilizzando tutta una serie di precauzioni: noi per esempio lasciavamo nella cassetta di sicurezza dell’hotel le fedi, gli orologi, i passaporti e quant’altro potesse etichettarci come “turisti occidentali polli”. Giravamo con poco contante, un sacchetto di plastica (dove mettevamo videocamera e digitale)e con abiti semplici, leggeri e non griffati. Abbiamo preso autobus (anche di sera), girato per Av.Atlantica (anche di sera), senza mai avere l’impressione di essere in pericolo, ma il pericolo comunque c’è, le favelas sono a poche centinaia di metri dai luoghi turistici e per strada si vedono spesso ragazzini scalzi che girano senza una meta. Non avendo assistito ad alcun fatto violento, la nostra impressione è stata quella di una città tutto sommato tranquilla, ma i dati sulla criminalità di Rio, sono lì pronti a smentirci, quindi occhi aperti, ma niente paranoie…
Un annotazione sulle famose visite organizzate alle favelas di Rio: dopo averci riflettuto un sacco, alla fine, pur avendone il tempo, abbiamo deciso di non andarci. Siamo arrivati a questa conclusione facendo un semplice ragionamento: vi farebbe piacere se dei turisti stranieri straricchi venissero nel vostro quartiere di periferia a vedere come vivete nel vostro appartamento di 80mq e scattassero delle foto ai vostri figli che giocano a pallone per strada? A noi no, quindi, fatte le debite proporzioni, abbiamo deciso di non visitare queste enclaves di povertà all’interno di Rio, inoltre la visita è veramente carissima (40€ a pp.) e questi soldi non si sa dove vanno a finire…sicuramente una buona parte andrà nelle tasche di qualche trafficante della favela stessa…quindi no ai tour nelle favelas…poi ognuno ha una sua coscienza, quindi è libero di fare quello che vuole….

CLIMA
Ottimo!!!! 15 giorni di sole e temperature gradevoli…
Buenos Aires max 32° min 18°
Rio de Janeiro max 32° min 23°
Iguazù max 32° min 20°, qua attenzione all’umidità veramente altissima…110%

BAGAGLIO
Siamo partiti con due zaini da 70 litri, a posteriori anche la valigie sarebbero state un’ottima soluzione…

SALUTE
…la nota dolente…circa due settimane prima della partenza siamo venuti a conoscenza del fatto che a Rio de Janeiro era in corso un epidemia di Dengue che faceva circa 1100 nuovi infettati al giorno e aveva ucciso già 60 persone da inizio anno. Premetto che nel mio precedente viaggio in India (ottobre 2007)mi ero preso la dengue con ricovero a malattie infettive per 15 giorni ed ulteriori problemi post-ospedalieri. Quindi conoscendo molto bene la malattia e le inutili precauzioni che si possono prendere a riguardo(non esiste vaccino ne profilassi…)ero molto dubbioso se correre il rischio o meno (prendere una seconda volta la dengue aumenta le probabilità di prendere la forma emorragica e quindi di lasciarci le penne…). Dopo molte riflessioni abbiamo deciso di andare lo stesso a Rio ma di anticipare il volo per l’Argentina di 2 giorni, così da limitare il rischio e soprattutto di attuare tutte le precauzioni per non farci pungere dalla “Aedes Aegipty”: abiti chiari con maniche e pantaloni lunghi, litri di autan e aria condizionata a palla in hotel…a più di un mese di distanza dal nostro ritorno posso dire di avercela fatta, ma la situazione a Rio è tragica: i morti sono quasi 200, gli infetti migliaia ed è intervenuto anche l’esercito per montare delle tende da campo, in quanto gli ospedali erano al collasso, insomma una situazione tragica…anche in questo caso niente paranoie, ma attenzione!!! La dengue è una di quelle classiche malattie poco conosciute,per le quali si pensa sempre:”..esiste ma io non la prenderò mai, è impossibile che sia così s****to…”, ecco, prima di andare in India io la pensavo allo stesso modo…….prima di prenderla, ovviamente!!!!!!

… le cose assolutamente da non perdere
A Rio
-la vista di Rio dal Corcovado
-un tramonto all’Arpoador con una caipirinha in mano
-un giro sul bondinho di Santa Teresa
-bersi un cocco ghiacciato sul lungomare di Ipanema
-il tramonto al Pan di zucchero
-un caffè alla Confiteria Colombo

A Iguazù
-la vista, con annesso “bagno”, sulla Garganta del Diablo dal lato argentino
-passeggiare lungo i sentieri del parco di Iguazù fra coatì, pappagalli, tucani,ecc

A Buenos Aires
-una serata dedicata al tango
-una tenera e succulenta bistecca in un ristorante tipico…
-un escursione giornaliera a Colonia del Sacramento(Uruguay)
-una partita di calcio alla “bombonera”
-un caffè e due medialunas al Cafè Tortoni

..e quelle da evitare

Buenos Aires
-pagare 200 pesos (40€)per uno spettacolo di tango

Iguazù
-alloggiare a Foz de Iguazù…100 volte meglio Puerto Iguazù( lato argentino)
-Ciudad del Este

Rio de Janeiro
-il tour delle favelas
-girare Rio de Janeiro con Nike, Levi’s e Lacoste…
-girare la sera o nei giorni festivi nel centro di Rio
-aggirarsi per Copacabana in cerca di facili prede…(le prede sarete voi…)
-farsi organizzare le visite (Corcovado, Maracanà, Pan di zucchero,ecc) dalle agenzie

Buon viaggio a tutti…
Alberto e Cristina

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Ci sono 1 commenti su “Il triangolo delle meraviglie: Rio-Iguazu-Buenos Aires

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