Zanzibar agosto 2008

Zanzibar 2008

Sono appena tornato da Zanzibar e desidero raccontarvi, ancora con i ricordi ben impressi nella memoria, della vacanza appena trascorsa con la mia ragazza, in questa magica isola.

Partiamo il 4 agosto da Verona, con ritorno su Milano, unico modo per consentirci una vacanza di 10 giorni. Il tour operator è Azemar, a noi ignoto fino a quel momento. Ci ispira uno dei villaggi del catalogo, il Neptune Pwani Beach resort, il buon rapporto qualità prezzo e soprattutto l’ ambiente internazionale, visto che vogliamo evitare i classici villaggioni italiani all’ estero, riconoscibili da 1 km di distanza per il casino.
L’ inizio del viaggio non è il massimo, il volo è in ritardo di 2 ore e un quarto, senza che nessuno ci avvisi di nulla. Partendo alle 2 di notte inoltrate anziché le 00, 45 previste, potete immaginare. Un po’ di pazienza, dormiamo cos’ così ma alle luci dell’alba, mentre il Kilimangiaro appare dai finestrini del volo air italy, appare la costa dell’ isola.
L’ impatto con gli zanzibarini e il loro aeroporto (?) scorre velocemente. Avevamo letto tutti i commenti sui vari siti ed eravamo un po’ timorosi, temevamo confusione, caldo, valigie smarrite. Niente di tutto ciò. Ci vuole solo un po’ di pazienza perché la consegna delle valigie è manuale e bisogna essere disposti a tollerare l’assillante richiesta di mance degli addetti, poliziotti compresi. Io decido, più per sfinimento che reale necessità, di concedere un paio di euro alla quarta persona che mi chiede la mancia, poco prima di uscire.

Fuori della dogana, si entra davvero nell’‘ambiente africano. Mentre sorridenti zanzibarini cominciano a farmi conoscere il detto più famoso dell’ isola (hakuna matata – nessun problema) portandomi le valigie, la povertà ci sovrasta con tutte le sue mille sfaccettature. Sotto i piedi terra battuta, intorno cartelli fatiscenti tra le palme, bambini scalzi ovunque, sacchetti e spazzatura ad ogni angolo. E’ tutto molto più desolante di quanto previsto. Il pulmino Azemar ci porta in un’oretta al resort ed io non riesco a smettere di guardarmi intorno: decine e decine di persone ai bordi delle strade ci guardano con un misto di curiosità annoiata, mentre i più piccoli ci salutano.

L’ impatto con il villaggio è positivissimo.Già dalla reception e dall’ accoglienza capiamo che ci piacerà, e molto. In pochi minuti siamo in camera, bellissima e accogliente, non resistiamo e cominciamo a fare foto dentro e dal terrazzino. Il primo pomeriggio lo dedichiamo a perlustrare la spiaggia e il mare. Non dimenticherò mai i colori dell’oceano indiano: sono stato in tanti luoghi del mondo ma questo è il mare più affascinante che abbia mai visto. C’è la bassa marea e approfittiamo per andare con uno dei beach boys che sì “offre” di accompagnarci a vedere la barriera corallina.

Il pomeriggio decidiamo per il giorno dopo la nostra prima escursione, insieme a Luca e Roberta, conosciuti in aereo e futuri compagni della nostra vacanza, insieme a Roberto e Rita, conosciuti il giorno dopo. Decidiamo di andare con il villaggio e non con i beach boys, contrariamente a quello che sceglie la maggior parte degli ospiti. Il poco prezzo di differenza (15 dollari) ci fa pensare che sia meglio effettuare le gite con Azemar.

Ci dirigiamo a Prison Island, dove si possono vedere le tartarughe giganti, e di seguito alla sand bank, la famosa lingua di spiaggia che rimane emersa solo durante la bassa marea: uno spettacolo meraviglioso. L’ oceano è cristallino e il bianco della duna e l’azzurro dell’oceano ci invitano ad un bagno che sembra uscito direttamente da un sogno. Io e la mia ragazza non crediamo ai nostri occhi e sensi, anche perché la nostra è ‘unica barca sull’isola, completamente isolata, senza nessuno a trasformare tutto in un’attrazione turistica.
Dopo aver mangiato e fatto snorkeling, numerosi bagni e dieci milioni di foto, il pomeriggio andiamo a visitare Stone Town, la città vecchia di Zanzibar Town, la capitale dell’isola, dove, come ci spiega la guida, musulmani, ebrei e cristiani convivono pacificamente. Minareti, portali, bambini, gatti, odori, bancarelle, mercati, tutto qui è così diverso da noi. Un misto di curiosità e timore ci accompagna lungo i meravigliosi scorci e vicoli. Non perdetevela.

Il giorno successivo totale relax in spiaggia con i nostri nuovi e simpaticissimi amici, tra una birra Kilimangiaro, una Krest Lemon e bagni a non finire (sulla spiaggia del nostro resort anche quando la marea è bassa si riesce sempre a nuotare).

Sabato gita a Nungwi, a nord dell’ isola, preceduta dalla visita ad un villaggio di pescatori e relativi animali, tra cui un pitone! Ultimo tratto in barca, che ci consente di vedere tutta la costa non interessata dal fenomeno delle maree. Nulla di che, in confronto alla nostra. Siamo ben contenti di non aver prenotato da quelle parti. Pranziamo a base di pesce fresco e ci dedichiamo alle foto di rito.

Domenica decidiamo di affidarci ad un beach boys per la prima volta, ed andiamo a visitare il villaggio dei pescatori di fianco alla nostra struttura; ci addentriamo tra le capanne (si, capanne), e in pochi attimi surreali escono e corrono verso di noi urlanti di gioia bambini in cerca di qualsiasi cosa li faccia sentire meno poveri… un pennarello, una penna, una caramella.
Sapevamo di tutto ciò, tanto da esserci attrezzati con uno zaino di regali portato dall’ Italia, soprattutto di cose utili. Quaderni, matite, gomme per cancellare, evidenziatori, vestiti e occhiali che abbiamo consegnato ad un maestro. Ma anche se psicologicamente preparati, vi assicuro che è stata un’ esperienza indimenticabile, che porterò sempre nel cuore. Non avete idea di quello che ho provato nel vedere la gioia negli occhi di una bambina quando la mia ragazza le ha regalato un vestito che aveva portato dall’ Italia… e quando un bambino si è messo i miei vecchissimi occhiali da sole e si credeva un principe, portandoli con fierezza….

Il giorno dopo scegliamo la gita che ci porta questa volta nel sud dell’isola, prima per cercare di nuotare con i delfini, poi alla volta di un parco nazionale, dove tra la foresta si possono vedere da vicino le scimmie red columbus. Nonostante il brutto tempo ed il mare un po’ agitato non ci scoraggiamo e siamo premiati da un gruppo di sette delfini che decide dopo averci fatto penare un po’ di nuotare vicino alla nostra barca. Bellissimo! Molto meno timide le scimmie, viste in una parte di foresta tropicale che per qualche ora ci ha fatto sembrare i personaggi di Lost.

E così arriviamo piano piano, anzi “pole pole”, come dicono a Zanzibar, agli ultimi giorni, passati prevalentemente in spiaggia a goderci l’ oceano, la sabbia bianca che sembra borotalco da asciutta e crema da bagnata, a chiacchierare con i masai sempre presenti sul bagnasciuga, a passeggiare verso gli altri villaggi, a gustarci aperitivi al bar e a goderci le serate in compagnia al buffet.

Zanzibar rimarrà sempre viva nei miei ricordi, perché non è una destinazione commerciale come pensavamo…. Questo ci ha consentito di vivere una vacanza un po’ speciale, in parte come un meraviglioso anticipo di luna di miele, in parte come avventura e in parte come scoperta dell’ Africa, di un mondo così particolare, povero ma allo stesso tempo così capace di amare, di sorridere, sempre con un pensiero positivo nello sguardo, come il sorriso della bambina che teneva stretto stretto il vestitino che le avevamo regalato….. raggiante.

Pin It
Tags:

Ci sono 4 commenti su “Zanzibar agosto 2008

  1. Davvero un racconto fantastico. Mi ha fatto emozionare…. :serenata:

    E’ una delle mie mete preferite che ancora mi manca perchè ho due ragazzini e per ora voglio evitargli le antimalariche. Tuttavia ci andrò appena possibile. Grazie per la tua testimonianza!!!!:rose:

    Lilly

  2. :cool: grazie! è difficile trasmettere a parole certe emozioni, se solo avessi un pc decente inserirei qualche foto, ma non riesco a caricarle.

    Ti auguro di andarci presto, anche se capisco le legittime titubanze per i ragazzi.!

    E’ stata sicuramente una delle mie vacanze più belle.

    Un saluto,
    Angelo

    lilly wrote:
    Davvero un racconto fantastico. Mi ha fatto emozionare…. :serenata:

    E’ una delle mie mete preferite che ancora mi manca perchè ho due ragazzini e per ora voglio evitargli le antimalariche. Tuttavia ci andrò appena possibile. Grazie per la tua testimonianza!!!!:rose:

    Lilly

  3. gingino75 wrote:
    :cool: grazie! è difficile trasmettere a parole certe emozioni, se solo avessi un pc decente inserirei qualche foto, ma non riesco a caricarle.

    Ti auguro di andarci presto, anche se capisco le legittime titubanze per i ragazzi.!

    E’ stata sicuramente una delle mie vacanze più belle.

    Un saluto,
    Angelo

    Grazie per il tuo bellissimo racconto!!!
    Io e la mia futura moglie partiremo il 10 settembre per Zanzibar (Dongwe Village) e le info che ho trovate su questo sito grazie ai vostri interventi le ritengo davvero utilissime!!!

Lascia un commento

Commenta con Facebook