Mozambico – Racconto di viaggio

Ed eccoci qua, nuovo viaggio, il Mozambico con piccola anticipazione del Malawi e del Sud della Tanzania, periodo Agosto 2007
Membri del gruppo:
Io (federico)
Anita (la mia compagna)
Cinzia (roma)
Cinzia (milano)
Monica (milano)
Gianni (bologna)
Elisabetta (firenze)
Stewart (autista del malawi che ci accompagna per tutto il viaggio)

Ci si incontra con il resto del gruppo all’aeroporto di FCO e si parte alla volta di Lilongwe in Malawi, ci si arriva dopo un piccolo scalo ad Addis Abeba, breve sosta di un giorno in un albergo di Lilongwe per sbrigare le pratiche inerenti l’affitto della Jeep e per trovare una bombola di gas per cucinare.
Ed ora tutto pronto finalmente ha inizio il viaggio, prima destinazione il Lago Malawi a Cape McClear campeggio Fat Monkey.
Si arriva in tarda serata giusto il tempo di montare le tende e di goderci il primo vero tramonto africano di questo viaggio.

1 AGOSTO io anita e gianni ci prepariamo per la nostra prima gita sul Lago Malawi.. Qui siamo nel cuore del Parco Nazionale del Lago Malawi, creato per proteggere i pesci del lago e la naturale bellezza di questi luoghi. Come riconoscimento della sua unicità, l’UNESCO lo ha inserito nella lista dei luoghi e monumenti che compongono il patrimonio dell’Umanità. prima tappa l’isola di Domwe per un po’ di snorkeling ad osservare la moltitudine di pesci colorati che vi è al suo interno e poi dopo esserci asciugati ci allontaniamo con la barca di un centinaio di metri dalla riva, dove i due ragazzi che ci accompagnano iniziano a sbracciarsi..e a fischiare in direzione della vetta…a quel punto lanciano alcuni pesci in acqua e vendiamo le aquile lanciarsi in picchiata per prenderli…
Si riparte per l’ultima delle tre destinazione della gita arrivando fino al confine del parco .. a questo punto si inizia a rientrare con la barca costeggiando la riva…emh…puff..è finita la benzina…ok…ok…si torna a piedi passando per il villaggio.
Nelle prime ore del pomeriggio si parte destinazione Chiponde piccola cittadina del malawi al confine con il mozambico.
Arriviamo in tarda serata e non troviamo un campeggio dove poterci fermare ad un certo punto ci accorgiamo di aver parcheggiato davanti ad una chiesa..chiediamo a qualcuno del villaggio se possiamo montare le tende nel cortile…dopo un po’ arriva il responsabile con la chiave e ci dice che possiamo dormire al suo interno…uniamo le panche e fra Cicci con il mal di stomaco che sistema il materassimo a mo di esequie davanti all’altare e io che piazzo i lumini a petrolio..ci prepariamo una spaghettata e poi tutti a nanna domattina sveglia presto.

2 AGOSTO si passa la frontiera e si entra in mozambico..ci aspetta un lungo viaggio in macchina per attraversarlo arrivando fino alla costa le notizie che leggiamo dalle altre relazioni suggeriscono di non fermarci a Nampula in quanto considerata pericolosetta come cittadina a quel punto prima di arrivare in questa città visto che era il tramonto e visto che avevamo gia’ dato con una chiesa..incontriamo una missione lungo la strada e potevamo forse lasciarcela sfuggireee ?!?!?…naaaaa..chiediamo ospitalita’ a Padre Orlando.. e anche questa sara’ una saaanta notte..non per tutti pero’…elisabetta la notte passeggiando dopo solo 3 birre e un litro di vino bevuti nel giro di un paio d’ore si sdraia inesorabilmente dentro un tombino aperto…medicazioni del caso e…’notte a domani !!!

3 AGOSTO..si parte molto presto..con Stewart che ci guarda con un po’ di sospetto, capiremo piu’ tardi che avevamo dimenticato di rimettere il fuso orario del mozambico un ora avanti e quindi sveglia alle 4…passeremo per Nampula dove cambieremo i dollari in valuta locale e poi viaaaa destinazione ilha de Mozambico
Arriviamo nel primo pomeriggio dopo aver attraversato il ponte che la unisce alla terra ferma e troviamo da dormire nella guest house del vice sindaco dell’isola..molto gentile e ospitale…primo giretto veloce veloce dell’isola passando per la fortezza e le strette vie piene di ricordi di antiche colonizzazioni portoghesi.
Primo aperitivo al tramonto al Reliquiem caratteristico bar ristorante dell’isola..e poi cena..piccola passeggiata e tutti a dormire..

4 AGOSTO Escursione a bordo di una “Dhow” (la tipica imbarcazione del paese) all’isola di Goa. Qui ci dedicheremo esclusivamente a prendere il sole..un po’ di snorkeling e una breve passeggiata lungo il perimetro, comprendente anche una visita al vecchio faro insieme al suo guardiano unico e solo abitante dell’isola.

5 AGOSTO giornata dedicata all’escursione di Ila de mozambico, antico crocevia di tante diverse culture: quella indigena, quella araba e quella occidentale e quindi, per questa ragione, chiamata anche l’”isola della memoria”. L’antica città-fortificata di questa isola, tappa delle rotte portoghesi che conducevano all’India ha vari monumenti legati al passato portoghese come pure segni tangibili della presenza musulmana – amanita, quali la moschea ed altri segni sparsi per la città. proclamata dall’UNESCO meraviglia del mondo nel 1992, fu raggiunta per la prima volta da Vasco de Gama nel 1498. Anche se oggi gli splendori coloniali passati sono solo un pallido ricordo
Sulla punta settentrionale dell’isola si trova il Forte di São Sebastião, anch’esso in sorprendenti buone condizioni, utilizzato ora come aule scolastiche per i ragazzi dell’isola.
Al suo interno possiamo trovari i resti della vecchia chiesa, dell’abitazione del governatore e le strutture che ospitavano i militari portoghesi camerate, cucine sale mensa..barbiere..stanze per le armi..Tutti i tetti della struttura erano fatti in modo che l’acqua piovana confluisse tutta in una grande cisterna tutt’ora funzionante.
Vicino alla fortezza c’è la Cappella di Nossa Senhora de Baluarte, che si dice essere il più antico edificio dell’emisfero meridionale risalente alla seconda meta’ del XVI° secolo

6 AGOSTO lasciamo Ilha e ci dirigiamo verso Pemba dove pernottare per poter proseguire il giorno dopo, destinazione Quissanga da li ci imbarcheremo alla volta di Ibo ma lungo la strada ci rendiamo conto che siamo in tempo per andare direttamente a Quissanga e pernottare li..certo..non sapremo cosa troveremo..ma si andiamo…dopo una chiesa e una missione potrebbe forse andar peggio ?!?!!?…ebbene si..monteremo le tende in un pollaio..e la mattina siamo stati noi a svegliare il gallo alle 4 per sfruttare il vento favorevole..e arrivare cosi’ a Ibo alle prime luci…
Appena arrivati cerchiamo una sistemazione e riusciamo a far muovere a compassione un certo Luis e sua moglie una giovane coppia spagnola che si è trasferita a vivere qui..ci lasciano utilizzare il loro spazio davanti alla casa per montare le tende e il loro meraviglioso bagno..un solo errore hanno commesso..farci fare la colazione con loro il giorno dopo, mentre tutti cercavamo di darci un contegno la dea Kalì in arte Cinzia targata Milano..lanciava braccia contro qualsiasi cosa portassero che fosse solida o liquida..fino al momento in cui gli ho fatto notare che avrebbero voluto mangiare e bere anche loro…a quel punto ha rimesso qualche briciola nel paniere e messo il tappo a quel che rimaneva di una meravigliosa marmellata di pomodori verdi..non senza prima aver fatto scendere una lacrimuccia da coccodrillo sul suo volto..
Dopo aver piantato le tende si parte alla scoperta dell’isola
L’isola di Ibo era un punto d’appoggio per i commerci arabi fin dal settimo secolo, verso la metà del sedicesimo l’isola passò sotto il controllo dei portoghesi che, nel 1752, la elessero a capoluogo della regione. Risale a questo periodo la costruzione degli edifici coloniali che oggi, abbandonati ma intatti, rendono unica l’atmosfera di Ibo. Tre forti, una chiesa cattolica, il palazzo del governatore e numerosi altri edifici amministrativi, commerciali e privati, danno la sensazione di come dovesse apparire la città nel pieno del suo fulgore prima che, nel secolo scorso, i portoghesi decidessero di trasferire l’amministrazione del distretto a Pemba e di abbandonare, piano piano, l’isola. Resta oggi lo scheletro silenzioso di una città un tempo abitata da 35mila persone che gli odierni 4mila abitanti sembrano rispettare, scegliendo di vivere in villaggi costruiti tra la vegetazione ai margini della città.

In questa fortezza del 1700 artigiani del posto fondono le antiche monete portoghesi d’argento forgiando collane e bracciali da vendere..

8 AGOSTO dopo la famosa colazione a casa di Luis alle 10 di mattina tutti pronti davanti a questa barca..si caricano i bagagli e si aspetta l’alta marea, destinazione Pangane di solito in Dhow ci si impiegano dalle 4 alle 9 ore dipende dal vento..ma l’armata M. poteva forse trovare una buona giornata ???…naaa..vento..pioggia e un po’ di mare grosso come siamo usciti fuori dal reef..come dimenticare l’espressione stupita di Gianni alla prima ondata che ha spazzato il piccolo ponte dove eravamo seduti sopra questo guscio di noce lungo 10mt che in sole 3 ore alla faccia di tutti i record ci ha condotto alla meta..ed eccoci a Pangane nel campeggio di Ashim..
Qui ci rincontriamo con Stewart che era venuto con la nostra macchina via terra..e visto il brutto tempo decidiamo di andare a fare una passeggiata alla citta’ piu’ vicina per fare rifornimento di carburante che dista 60km..ed eccoci a Macomia.

10 AGOSTO la dea Kalì e Anita in arte la Foca per la sua spiccata manualita’ nel fare le cose..decidono che la popolazione di Pangane non ha mai visto due bravissime vogatrici come loro all’opera e quindi da Ashim si fanno portare una canoa e iniziano a riscaldarsi per il giro..escono frasi come arriviamo all’isola di fronte..ma no..andiamo piu’ in la’..ok ok..pero’ stiamo attente che non sconfinare in quanto non abbiamo il passaporto dietro..e quindi..prove di seduta…scelta del remo..riscaldamento e prove a terra…ok…si parte..spingete popolo che noi andiamo…bedebemm…rovesciate…
ok ok…non eravamo pronte..sapete noi siamo abituate ad utilizzare attrezzature hi-tech..ma non importa ora siamo padroni del mezzo e ne conosciamo i suoi difetti…ok..popolo…spingete…sbedebemmmmm…rovesciate di nuovo…a questo punto sono uscite frasi del tipo…”ma è meglio prendere un po’ di sole”..”ma del resto non siamo venute qui per pagaiare”….si insomma…rinunciano…

11 AGOSTO tutti noi andiamo a fare una passeggiata lungo la spiaggia..si stendono gli asciugamani e alcuni si allontanano..rimaniamo io e cicci entro in acqua e come alzo lo sguardo vedo 5 ragazzi quindicenni che escono dalla boscaglia e rubano lo zaino di gianni..sul gruppo scende il silenzio per tutto il giorno..ma la mattina dopo gianni viene chiamato dalla moglie di ashim dicendogli che avevano trovato i documenti e tutto il cartaceo chiuso in una busta..ok sono spariti i soldi..non importa quello che conta è che gianni prosegue il viaggio con noi..

13 AGOSTO dopo una foto da incorniciare con me e il “guercio” che ci ha rifornito di acqua e protetto la notte con il suo sguardo..emh…vigile.. il viaggio prosegue, si parte presto alla volta di Mueda famosissima citta’ abitata da popolazioni abilissime a lavorare il legno..l’arte Makonde.
Dopo una breve visita si capisce subito che questa arte da quelle parti non sembra piu’ cosi’ importante e quindi rimontiamo in macchina e ci dirigiamo a Mocimboa de Praja..per passare la notte e trovarci cosi’ domani mattina piu’ vicini al confine per entrare in tanzania.

14 AGOSTO..si parte presto la strada per andare a prendere la chiatta che ci traghettera’ in tanzania è brutta..all’arrivo la chiatta sembra evaporata ma dopo varie peripezie e 30$ per andarla a chiamare eccola che arriva e ci porta al di la del fiume..finalmente in Tanzania !!!

15 AGOSTO dopo aver trascorso la notte a Mtwara sbrighiamo le formalita’ del cambio valuta del pieno carburante e si parte alla volta di Kilwa..la strada sarebbe bellissima se fosse finita..purtroppo non è finita e quindi ci fanno passare a fianco su una tutta buche per almeno 250 km..arriviamo la sera e campeggiamo in un lodge molto carino

16 AGOSTO io e gianni decidiamo di andare a visitare il sultanato di Kilwa si mormora siano le rovine piu’ antiche d’africa..e uniti al gruppo di A.W.T. con una barca a motore ci portano sull’isola li possiamo ammirare la vecchia fortezza portoghese risalente al 1500..e da li ci spostiamo nella parte interna mussulmana dove viveva il sultano di kilwa nel 1300 ammirandone le case..le due moschee e il cimitero dove riposa..

17 AGOSTO lasciamo Kilwa e ci dirigiamo verso Mbega per pernottare e entrare cosi’ il giorno dopo al gate sud del parco Nazionale del Selous arriviamo giusto in tempo per scattare qualche foto al tramonto sul fiume Rufiji..montare le tende e gustare una buonissima pasta e fagioli preparata da monica.

18 AGOSTO Sveglia all’alba e dopo aver bighellonato per circa 45 minuti fuori dal parco cercandone l’ingresso troviamo un anima pia che ci accompagni li…il Selous un po’ ci delude…pochi animali..e quei pochi non abituati al turismo come sentivano una macchina scappavano..
Si esce al gate di Matambwe e finisce cosi’ il nostro giro nel parco Selous, giusto in tempo ha cominciato a diluviare e mentre ci avviamo alla ricerca di un campeggio a circa due ore di distanza..vedo un posto dove poter appoggiare le tende per la notte evitando cosi’ di bagnare tutti i bagagli legati sulla macchina, mi giro verso il nostro autista e gli spiego che dobbiamo tornare indietro per dormire in quello da me definito in perfetto inglese un Pethio..praticamente un patio o anche una bella giostra nottura per pipistrelli solitari..si cena con l’ultima spaghettata rimasta e tutti a nanna.

19 AGOSTO sveglia prestissimo, per arrivare a Morongoro prima tappa della giornata ci aspettano 160 km di strada fangosa viste le abbondanti pioggie cadute la notte..infatti ci impantaniamo subito ed è solo grazie ad un indiano di nome Ashraf (esteticamente il gemellodi Sayid del telefilm LOST) e ai suoi due uomini che condividono con noi tutta la strada fino alla citta’ che riusciamo ad arrivare in un tempo ragionevole solo 12 ore !!!..da qui proseguiamo su una meravigliosa strada asfaltata per altri 160 km fino alla capitale Dar er Salam dove alloggeremo all’hotel Sleep Inn.

20 AGOSTO giornata libera e qui scatta la ricerca dei mercatini locali sembra una gara a chi riesce a comprare piu’ cose da infilare nella valigia e Anita La foca batte tutti con due maschere formato Gulliver..set di piatti..vassoi..statuette..e molto altro che naturalemente non entreranno tutte da lei e casualmente finiranno nella mia valigia.

Ed eccoci qua…21 AGOSTO..fine del viaggio..incontro casuale all’aeroporto con la mamma di Anita rientrata dal viaggio a Zanzibar..e tutti a casa ricordando il piu’ bel gruppo di viaggio mai incontrato.

CONSIDERAZIONI:
Ora..il Mozambico..che dire..a me ha deluso molto forse lo stato africano che piu’ mi ha deluso.
Si parla di uno stato incontaminato e visitandolo si capisce a cosa ci si potrebbe riferire, non tanto al fatto di trovare posti senza turismo che quella è una coa meravigliosa tanto piu’ il fatto che se una persona lo visitava 300 anni fa avrebbe trovato le stesse identiche condizioni e stile di vita che hanno adesso.
Le lunghe distanze per arrivare nei luoghi considerati nelle relazioni meravigliosi non compensano quello che uno si trova davanti una volta arrivato.
Dal punto di vista pesaggistico..Nulla di particolare.
Dal punto di vista fauna….Nulla di particolare.
Dal punto di vista spiaggie…Nulla di particolare.
Dal punto di vista popolazione..Nulla di particolare (forse è lo stato dove mi sono sentito piu’ a disagio con la popolazione e insicuro)
Molti dei miei viaggi li rifarei ad occhi chiusi, chi per la fauna..chi per le popolazioni..chi per i paesaggi..il Mozambico è lo stato africano dove non tornerei.
Sono convinto che con il tempo questo stato crescera’ molto si stanno ristrutturando luoghi che riportati come alle origini saranno meravilgiosi.
Io ho avuto la fortuna di vederlo adesso, incontaminato e senza la benche’ minima influenza del turismo.

Spero che questo racconto vi sia piaciuto..non voglio offendere nessuno con i giudizi lasciati da me su questo paese, quello che per alcuni puo’ essere bello per altri puo’ esserlo meno..ma sono sempre del parere che ogni cosa è da visitare per poi trarre le proprie conclusioni.

Ringrazio TUTTI i componenti del gruppo che hanno reso questo viaggio meraviglioso e indimenticabile.

Federico

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