Da Isla Mujeres a Punta Allen – Agosto 2008

Rieccomi a Quintana Roo. Sbarco a Cancun alle 3 di mattina dopo un volo Eurofly un po’ travagliato e con 5 ore di ritardo, ma dopo soli tre mesi, rimetto piede sul suolo messicano.
Il Messico mi era rimasto nel cuore. Il primo viaggetto era stato troppo breve, troppe cose lasciate indietro da vedere. Non ne potevo fare a meno.
Nonostante l’ora antidiluviana, usciamo dall’aeroporto e trattiamo con un taxista. La trattativa e’ un po’ noiosa (siamo stanchi, affamati ed e’ tardissimo): dobbiamo andare solo nella zona hotelera di Cancun al km 17, dove abbiamo prenotato un hotel 5 stelle. Non abbiamo dollari, ne’ pesos: ci facciamo turlupinare e con 20 euro arriviamo finalmente in albergo in 10 minuti. Pazienza dai, siamo in vacanza.
La camera e’ spettacolare, una club-suite con doppia jacuzzi vicino ai letti (?) e balcone ocean view all’undicesimo piano. Troviamo in camera un piatto di frutta fresca ed una bottiglia di prosecco.
Mica male….
Volendo si puo’ anche mangiare qualcosa di piu’, c’e’ un ristorante aperto 24 ore su 24.
Ma abbiamo gia’ gli occhi chiusi. Il brutto del Messico e’ il volo di andata…lungo, lungo, lungo.
Il mattino ci trova gia’ in costume. Apriamo le finestre e vediamo il paradiso. Il mare e’ un po’ mosso ma azzurro che piu’ azzurro non si puo’. Scendiamo per la colazione (salsicce, tacos, bacon, uova, torte, brioches, frutta, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta sul piatto). Andiamo in spiaggia, di fronte al vicino Hilton, perche’ c’e’ l’accesso senza rocce.
Vento. Caldo, caldissimo. Il sole cuoce.
Pranzo e riposino. Lunghissimo, il jet lag si fa sentire.
Il mattino successivo abbiamo la gita a Isla Mujeres. Prendiamo il collectivos fino a Porto Juarez: vediamo la zona hotelera con un milione di alberghi tipo americani, bellissimi, bianchissimi, altissimi. Svetta su tutti il Riu. Spettacolare. Dalla parte opposta vediamo la laguna. Dicono con i coccodrilli. E’ vero.
Negozi a go-go, centri commerciali, locali, bar ecc. ecc. Ovviamente ancora tutto chiuso…e’ abbastanza presto.
Cancun citta’ e’ diversa: traffico caotico, sembra Milano.
Arriviamo al porto e attendiamo il traghetto. Dopo un quarto d’ora di traversata, eccoci a Isla Mujeres.
Andiamo subito subito a piedi a Playa Norte: 5 minuti di passeggiata. Il mare e’ trasparente, ma la spiaggia purtroppo mi fa un brutto effetto: trascurata, sporca, piena di alghe…sento un odore che non mi piace…un paio di pesci morti, spazzatura in giro…ma perche’ ?? Che peccato. L’ultimo uragano probabilmente ha anche decurtato l’arenile, ora a ridosso degli alberghetti.
Facciamo comunque il primo bagno, perche’ l’acqua invoglia assai e il caldo ammazza.
Dopo un paio d’ore decidiamo di visitare l’isola affittando una golf cart al costo di 450 pesos.
Ci dirigiamo verso il Garrafon (a sud). Arriviamo alla punta estrema dove c’e’ il faro. Una zona rocciosa stracolma di iguane belle cicciotte. Occhieggiando il mare all’infinito, vediamo qualcosa che si muove al largo: due delfini che sguazzano! e via con le macchine fotografiche !
Torniamo indietro e ci fermiamo al Garrafon che ci presenta un mare da fa-vo-la. Sosta obbligata e secondo bagno sublime con i pesciolini tropicali tutt’attorno a noi.
Solo per questo e’ valso la pena fare ore e ore di volo.
Giriamo l’isoletta, restituiamo la macchinetta e riprendiamo il traghetto. Per oggi basta cosi’, siamo gia’ arrostiti.
Torniamo in hotel, il tempo per un cambio d’abito e per la cena e via di nuovo in vita. Zona hotelera di notte. Un caos.
Tutti in fila davanti al CocoBongo e all’Hard Rock. La zona e’ davvero carina, colorata, piena di turisti, negozi e negozietti, entriamo in un centro commerciale (semmai ne avessimo nostalgia…), fuori dai bar si balla, si beve, c’e’ un traffico che nemmeno a Natale. Roba per ragazzi. Tutto bello e molto artificiale, caratteristico, divertente.
Questo non e’ il Messico, ma lo sapevo. Volevo solo vedere, prima di tuffarmi nella giungla.
Comunque Cancun vale la pena di essere visitata ed il mare e’ davvero molto molto bello.

Il giorno dopo si riparte verso Playa del Carmen, Tulum, Akumal e dintorni. Il taxi, preso fuori dall’hotel -lungo il Boulevard Kukulcan- costa meno. Trattiamo per 700 pesos.
Addirittura l’autista (un ragazzo di 18 anni) accetta di fermarsi 20 minuti a Playa del Carmen perche’ dobbiamo andare sulla 5a Avenida per un cambio valuta. Gli lasciamo una mancia perche’ e’ stato carino.

Eccoci al Barcelo in un lampo.
Di nuovo in costume: staro’ in pareo e infradito per i prossimi 11 giorni. Via in spiaggia. Una baia meravigliosa con un mare bellissimo e azzurrissimo. Direi caraibico…ma va’ ??
L’hotel e’ bello, colorato, con una parte di foresta all’interno e giardini curati. Non molti turisti. Meno male.
Sfodero tutto il mio inglese: sembra che quasi nessuno parli l’italiano, nemmeno alla lobby.
Inizia la seconda parte della vacanza.
Prendiamo a noleggio due jeep automatiche. Costo 90 USD al giorno con Buster Rent-a-Car. Nessuno parla ne’ inglese ne’ italiano. La trattativa e’ un po’ contorta: vogliamo capire bene ma alla fine non capiremo tutto al 100%. Vabbe’ dai, siamo in vacanza…
Abbiamo le auto e siamo in autonomia.
La benzina (Magna della Pemex) costa – meraviglia delle meraviglie- solo 7 pesos al litro, pari a 50 centesimi di euro…e fare il pieno e’ davvero un piacere.

Primo tour: il sito archeologico di Muyil a 20 km da Tulum Pueblo -una mini avventura con le rovine immerse nella flora lussureggiante, con piramidi abbastanza basse e che si possono ‘scalare’ facilmente. L’entrata costa 27 pesos.
Il sito e’ tutto all’ombra. La foresta ci avvolge. Siamo ai bordi della Biosfera di Sian Ka’an.
Proprio dietro le piramidi, ci si può inoltrare nella foresta camminando su una piattaforma in legno…tipo Indiana Jones: un cartello dice ‘vi state inoltrando in una zona a vs. rischio e pericolo’….oddio, ci sara’ da fidarsi ?? La passerella in legno sembra solida, ma sotto cosa vi si nascondera’ ?? Mostri strisciananti ? Questo e’ il mio pensiero.
Il cammino dura cira 15 minuti. Non c’e’ nessuno, i cellulari non prendono. Mamma aiuto. La foresta fa un po’ paura: e’ fitta fitta. Fa un caldo e siamo bagnati fradici fino alle ossa. Nemmeno in una sauna finlandese.
Alla fine si arriva alla laguna di Muyil che offre un’acqua trasparente e un paesaggio di assoluta calma. Spettacolare. Si può eventualmete affittare una barca per effettuare un giro della laguna. Ma e’ pomeriggio e c’e’ vento e il barcaiolo ci dice che la laguna ospita anche i coccodrilli (per la verita’ dice che escono di notte quando non c’e’ nessuno, ma io non ci penso nemmeno).
Torniamo indietro…e sulla passerella troviamo un opossum, cosi’ giusto per gradire. Mai visto uno dal vivo. Piacere.

La seconda escursione e’ dedicata al sito archeologico pre colombiano di Ek Balam (Giaguaro Nero), nel mezzo della foresta yucateca.
Partiamo al mattino presto, negli zaini solo bottiglie d’acqua che diventano calde bollenti dopo 5 minuti. Ci vogliono 170 km e circa 2 ore e mezza in direzione Valladolid/Temozon. L’entrata al sito costa sempre sui 25/30 pesos a testa. Anche qui tre turisti in croce, sono le 10 del mattino. Entriamo. Un gioiello nascosto nella selva che mostra stucchi, bassorilievi e statue ancora in perfetta conservazione. Bellissimo. In fondo al sito arriviamo alla piramide principale. Eccezionale, alta, con la classica scala svettante. Non esitiamo nemmeno un secondo e siamo su su in alto. Mi siedo sull’ultimo gradino e mi sento la regina maya. Tutto attorno un mare verde a perdita d’occhio per 360 gradi. Non ho parole. Mi fermo un attimo e penso. Sotto di me solo la foresta intricata e le altre costruzioni del sito alcune ancora nascoste. Meraviglia delle meraviglie. Da visitare senza ombra di dubbio. Meglio di Coba’. Le macchine fotografiche scattano a manetta. WOW.
Usciamo dal sito e ci dirigiamo a Ek Balam pueblo a 2 km di distanza. E’ un paesello povero povero tra distese di mais. I bambini girano a piedi nudi, si vendono solo amache di tutti colori e i tutte le misure (anche per bebe’).
Ci fa specie trovare un ristorante italiano ‘Dolcemente’, troppo strano, troppo italiano: domanda, che ci fa un ristorante cosi’ la’ in mezzo al nulla ?? Boh…
Torniamo verso il nostro hotel. Guido io la jeep automatica per un bel pezzo. Facile facile.
Arriviamo in tempo per uno spuntino al grill e per un bagno rinfrescante. La giornata e’ stata sensazionale ed emozionante.

Terza gita: cenote Dos Ojos (due occhi) non lontano da Akumal.
L’entrata costa un po’ di piu’ (se non sbaglio 100 pesos a testa). Si fa la strada in macchina per circa un quarto d’ora. Il cenote chiude alle 5 di sera.
Arriviamo al primo ‘occhio’…mi affaccio nella grotta e rimango abbagliata: l’acqua e’ blu cobalto… innumerevoli bagliori riflettono la luce in un caleidoscopio di immagini multicolori. Il soffitto della grotta e’ pieno di murcielagos (pipistrelli di dimensioni grossine…troppo grossine per me) Non ce la faccio a tuffarmi.
Gli altri si buttano e l’acqua e’ freddissima.
Un quarto d’ora di choc. Il posto e’ un incanto. Ci dirigiamo verso il secondo occhio.
Un’altro choc. Un altro incanto. La luce del sole serpeggia fra la vegetazione e si rifrange nell’acqua del cenote in un altro arcobaleno di colori, ma l’acqua e’ piu’ azzurra del cielo, e trasparentissima. Bimbi maya fanno il bagno come fossero in una qualsiasi piscina. Ma siamo in una gola dentro la foresta, sottoterra. Stalagtiti e stalagmiti.
Bello da schianto. Il cuore si ferma piu’ di un attimo. E’ pura esaltazione per i nostri occhi.
Alcuni sub temerari sono in fondo al cenote, nel buio piu’ totale, sott’acqua… Risalgono con un sorriso stampato in faccia. Deve essere ancora piu’ bello li’ sotto.
Ma noi usciamo. Sono le 5 passate, fra un po’ si fa buio. Il posto e’ incantato, fatato. Questa e’ la mia impressione riassuntiva. Una farfalla gigante azzurra si affaccia sull’acqua….per me e’ lei la fata del cenote.

Quarto tour: Biosfera di Sian Ka’an fino a Punta Allen.
E’ un tour conosciuto e un po’ inflazionato. Lunghe file di jeep che partono dai vari resort con decine di turisti. Noi facciamo tutto in autonomia. Partendo sempre molto presto al mattino. Alle 9.00 siamo sotto l’arco maya dell’entrata. Paghiamo (22 pesos cadauno) e via sulla strada sterrata per 40 km. A dire la verita’ pensavo che la strada fosse piu’ panoramica, invece e’ proprio dentro la foresta e ne’ a destra ne’ a sinistra si vede nulla, qualche piccolissimo scorcio di mare e nemmeno troppo bello. Le spiagge sono colme di detriti portate dagli ultimi uragani. Peccato. Le palme quasi tutte piegate dai venti, molte rinsecchite. La delusione serpeggia. All’ingresso ci fa un certo senso vedere lotti di foresta completamente circondati dal filo spinato con cartelli ‘proprieta’ privata – on sale’. Mi domando: ma si puo’ vendere parte di una biosfera patrimonio dell’Unesco ? Boh, strano.
Sian Ka’an significa l’origine del cielo in lingua maya. Sara’ anche l’origine del cielo, ma e’ pieno di piccoli eco-resorts privati per un bel pezzo… mah….
A meta’ strada si arriva sul ponte di Boca Paila. Stop tassativo. Il ponte attraversa la laguna dai colori incantevoli. Ci sono mille pesci in fila indiana e mangrovie sull’acqua. Una vista sensazionale. Bello da paura.
Riprediamo il cammino….la strada e’ attraversata da mille e mille iguane. E alla fine, dopo un paio d’ore alla velocita’ di 30-40 km arriviamo al Pueblo di Punta Allen. Poche case e cabanas colorate, un asilo e una scuola primaria, un paio di ristorantini. Vogliamo andare alle piscine naturali. Chiediamo il costo di un passaggio in barca e ci chiedono 600 pesos per un’ora. Mumble mumble. Ci pensiamo. Un’ora forse e’ troppo poco. Facciamo una sosta di mezz’ora, beviamo una birra e ci viene in mente di chiedere ad una ragazza del posto se le piscine naturali sono raggiungibili senza barca. Ebbene si’, giusto a 4 km risalendo la strada che ci ha portati li’. Ma noi non abbiamo visto nulla….da dove si passa? Teniamo sotto controllo il contachilometri. Giusto 4 km dopo vediamo un passaggio tra la fitta vegetazione con una macchina posteggiata sotto le palme. Il mare azzurro si intravede. Posteggiamo anche noi alla bell’e meglio. Eccoci arrivati in Paradiso.
Il mare piu’ trasparente mai visto e’ li’ davanti ai nostri occhi. Una famigliola maya sta facendo un pic-nic, le mogli sotto una tenda, gli uomini in acqua a pescare. E’ tutto. Per il resto una spiaggia deserta ed il mare tutto per noi.
Entro immediatamente in acqua. E’ caldissima, giuro. Impressionante. Il mio bagno nelle piscine naturali dura esattamente tre ore di orologio. E chi mi sposta di li’ ?? Solo con la forza. Raccolgo pezzettini di corallo, trovo una spirale di conchiglia opalescente rosa, un uccello fregata vola sopra di me vicinissimo, si tuffa, pesca piccoli pesciolini. Ma cos’e’ questo posto, il paradiso perduto? Una sensazione indescrivibile… L’acqua del mare e’ pazzesca e copre una gamma di tonalita’ dal bianco al blu con tutte le sfumature possibili. Chi nuota verso il vicino reef vede la coda di una tartaruga. Lasciatemi qui vi prego. C’e’ silenzio. In un nano-secondo penso alla prossima settimana quando saro’ di nuovo nella metropolitana milanese. Cancello i brutti pensieri immediatamente. Ora sono qui. E tutto intorno solo natura: sole, mare, cielo. Madre de Dios!
Ce ne andiamo a forza. Bisogna tornare e la strada e’ quella che e’. Silenzio in macchina, ognuno assorto nei propri pensieri, intensi….tutto nel cuore. Non dimentichero’ mai.

Rieccoci in hotel. Nei giorni tra un’escursione e l’altra abbiamo visitato anche Tulum pueblo cenando in un tipico locale messicano (El Mariachi), abbiamo cenato in un eco-resort sulla spiaggia a due metri dal mare tra Playa Paraiso e la Biosfera di Sian Ka’an (spaghetti con vongole gigantesche della Bassa California, un bicchiere di vino, un caffe’ – costo abbastanza salato), abbiamo fatto il bagno a Playa Paraiso (incasinata come Formentera), un paio di giretti serali a Playa del Carmen e soprattutto siamo stati nella spiaggia del Barcelo che, l’ultimo giorno ci ha regalato un mare piatto come l’olio e stupendo.

Non e’ stata una vacanza, e’ stato un sogno.
Ieri sera ho aperto la porta di casa….giuro che ho pianto.
Gabry

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Ci sono 12 commenti su “Da Isla Mujeres a Punta Allen – Agosto 2008

  1. Anch’io ho lasciato il cuore in Messico!!!E’un paese straordinario…Un giorno mi piacerebbe ritornarci (ci sono stata nel 2001)…Su Chicen Itza,si poteva ancora salire,Playa Paraiso era un una spiaggia sconfinata,deserta dal bianco acceccante e il mare azzurrissimo,Sia Kan un paradiso come pure l’isola di Contoy e Mujeres,da quello che sto leggendo le cose sono un pò cambiate…ma dalle tue emozioni ho capito che il Messico è ancora meraviglioso!!!

  2. Liana71 wrote:
    Anch’io ho lasciato il cuore in Messico!!!E’un paese straordinario…Un giorno mi piacerebbe ritornarci (ci sono stata nel 2001)…Su Chicen Itza,si poteva ancora salire,Playa Paraiso era un una spiaggia sconfinata,deserta dal bianco acceccante e il mare azzurrissimo,Sia Kan un paradiso come pure l’isola di Contoy e Mujeres,da quello che sto leggendo le cose sono un pò cambiate…ma dalle tue emozioni ho capito che il Messico è ancora meraviglioso!!!

    In effetti credo proprio che dal 2001 siano cambiate parecchie cose e si sa, il progresso non sempre migliora….ma e’ ancora tutto bellissimo.
    La natura mi emoziona e mi meraviglia sempre.
    Grazie per il commento. Ti auguro un ritorno in Messico al piu’ presto.
    Gabry

  3. Complimenti, bellissimo racconto. Anch’io sono stata al Barcelò dal 3 al 17 agosto ed effettivamente gli ultimi giorni soprattutto il mare era uno spettacolo: non mi ci far pensare, sono in ufficio, una tristezza. Ciao

  4. isolina wrote:
    Complimenti, bellissimo racconto. Anch’io sono stata al Barcelò dal 3 al 17 agosto ed effettivamente gli ultimi giorni soprattutto il mare era uno spettacolo: non mi ci far pensare, sono in ufficio, una tristezza. Ciao

    Grazie x i complimenti. E’ stato ancora piu’ bello dal vivo….
    Caspita, allora eri anche tu li con me…e non ci siamo viste ??? A potersi riconoscere in qualche modo….
    Ho appena ritirato le foto dei pesciolini e delle razze che giravano sotto il molo…anch’io sono di una tristezza!!! e soprattutto voglia di lavorare zero.
    Volo attuale Milano Cancun A/R costo circa 700 euro.
    Quasi quasi………facciamo un tuffo?
    un besito.
    Gabry

  5. Veramente no, Lama…tutto mi interessava di Ek Balam tranne entrare in un ristorante/residence italiano…comunque hanno anche un sito internet, e hanno altre due location a Cancun e Veracruz.
    A me ha fatto davvero impressione. Il pueblo di Ek Balam e’ assolutamente basic, una piccola piazza, una chiesa, le piccole e scarne ‘case’ maya, nulla….non c’e’ nulla. Ma c’e’ il ristorante…e tutto intorno solo la foresta.
    Inquietante.:o

  6. Gabry, il tuo racconto trasmette in pieno le emozioni che hai provato. Non vedo l’ora di partire, anche se temo che una settimana sarà troppo poco per vedere tutto quello che vorrei e approfondire la conoscenza di questo paese come vorrei.
    Ci sono vari elementi del tuo diario che mi intrigano particolarmente e su cui, nei prossimi giorni, ti arriverà una raffica di domande:cattivo:. Per adesso grazie di avermi suggerito la lettura del tuo splendido diario, e grazie anche dei preziosi consigli che mi stai dando, 6 un’amica:ok:!:bacio:

  7. Grazie Fede del tuo commento.
    Avrei potuto scrivere un libro. Ma queste sono le sensazioni che mi sono venute di ‘botto’.
    Ho stampato nel cuore e negli occhi tutti i colori del Messico.
    E darei qualsiasi cosa per poter ripetere una vacanza cosi’, davvero indimenticabile.

    Ti daro’ tutte le informazioni che mi sara’ possibile.

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