Viaggio nell’isola di Creta (parte orientale)

1° giorno: arrivo all’aeroporto di Iraklio – Ammoudara – Aghios Nicolaos
Appena atterrati abbiamo trovato un impiegato dell’Alianthos, una delle tante agenzie che affittano le auto sull’isola che ho trovato su internet. Nonostante non possedessimo carte di credito non ci hanno fatto problemi. Avevamo prenotato un Opel Agila invece ci hanno fatto trovare una Suzuki Wagon (costo 198 euro). Il nostro piccolo trattore – come la descrive Stefano – ci ha comunque portato a destinazione, Ammoudara beach, nei dintorni di Aghios Nicolaos. Lì ci attendeva la signora Rosa, dai modi cortesi anche se sbrigativi, che gestisce gli studios (piccoli monolocali) di Villa Italiana (http://www.villaitaliana.gr ). Da buon italiana ci ha offerto un caffè e ci ha fatto conoscere le altre coppie che avrebbero soggiornato nel nostro stesso periodo. Villa Italiana è incantevole, micro appartamenti circondati da giardini molto curati, sfortunatamente non c’era più posto e ci hanno quindi accompagnato ad altri più bruttini ma che hanno comunque la comodità di essere di fronte ad un’incantevole spiaggetta.
La sera l’abbiamo passata gironzolando nella vicina Aghios Nicolaos, che ci ha fatto una bella impressione. Il centro si snoda attorno ad un laghetto artificiale molto suggestivo, su cui si affacciano la maggior parte dei ristoranti e dei locali modaioli.

2° giorno: Vai Bay – Palekastro – Kouremenos Bay – Moni Toplou – Sitia – Mochlos
300 km percorso tutti in un fiato nella prima vera giornata di vacanza. Seguendo il consiglio della signora Rosa siamo arrivati a Vai Bay la famosa spiaggia delle palme, direi modaiola ma comunque piacevole. Siamo rimasti poco, il tempo di un bagno e di asciugarci al sole, e abbiamo ripreso la nostra Suzuki in direzione sud. Per pranzo ci siamo fermati a Palekastro città direi anonima ma molto tranquilla. Risalendo verso nord abbiamo fatto una deviazione a Kouremenos Bay, che incanto, un mare meraviglioso, un gran panorama e pochissime persone. A questo punto ci siamo diretti verso il monastero di Moni Toplou, che pare essere uno dei più interessanti. Si paga un’entrata di 3 euro, che da accesso ad un piccolo museo con icone, incisioni, vesti e libri. A noi comunque non è piaciuto un gran che. Sulla strada per arrivare abbiamo però trovato alcune Kri Kri, le tipiche capre selvatiche di Creta. Una meraviglia, sono magre magre ma con che forza si arrampicano sulle colline rocciose dell’isola. Sulla strada del ritorno ci siamo fermati a prendere un dolce a Sitia, in una delle golosissime ed economiche pasticcerie che si affacciano sul porticciolo. Sitia è una cittadina graziosa che offre bar molto eleganti e negozi forniti. Verso il tramonto siamo arrivati al villaggio dei pescatori di Mochlos, dopo aver percorso una tortuosa strada di circa 5 km che scende al mare dall’alto della strada principale. Sarà per il rosseggiare del mare al tramonto, sarà per la tranquillità del paese contrapposta alla vitalità del porticciolo, sta di fatto che ce ne siamo innamorati. Dopo aver gironzolato tra i vari ristorantini abbiamo scelto con grande soddisfazione finale “Bogazi”. Ottimo pesce e antipasti, i cosiddetti Kalitsounia fagotti ripieni di formaggio di capra o di verdure selvatiche.

3° giorno: Eluonda – penisola di Kolokitha – Spinalonga – Sisi e scavi di Malia – Krista – Aghios Nicolaos
Ancora un po’ stanchi per l’intensa giornata precedente abbiamo optato per qualcosa di più tranquillo (solo circa 100 km!): i dintorni di Elounda. Dalla cittadina seguendo una suggestiva strada letteralmente a filo d’acqua si arriva alla penisola di Kolokitha. Ci siamo fermati per un’oretta in una spiaggia rocciosa da cui era abbastanza agibile la discesa a mare, mare di un meraviglioso turchese ma senza l’ombra di vegetazione marina o di coralli, solo qualche pesce, caratteristica di tutta l’isola che ci ha molto colpito. Tornando a Elounda abbiamo proseguito per Plaka, un paesino da cui si gode un’ottima vista dell’isola di Spinalonga, un ex lebbrosario e fortezza. Da Plaka partono molti battelli per l’isola, ma ci sembrava una cosa un po’ troppo turistica e abbiamo optato per un gustoso Gyros Pita a Elounda, una specie di kebab, con l’aggiunta di tzaziki e patatine. Dopo pranzo ci siamo diretti alla zona archeologica di Malia, che sfortunatamente chiude alle 15 (ma possibile!), come molti altri siti archeologici. Da fuori abbiamo intravisto gli scavi che comunque non sembrano però particolarmente interessanti. Nei pressi della zona c’è la spiaggia di Sisi, che da lontano ci è sembrata molto carina, non ne abbiamo però approfittato e ci siamo diretti alla cittadina di Krista, nell’entroterra. Un villaggio che gode di un bel panorama, famoso per le botteghe artigiane in cui si vendono molti prodotti per turisti. Un tempo era famoso per le sue ricamatrici e tessitrici. Come suggerito nella guida, i prodotti sono molto spesso non artigianali. Allontanandoci dalla via principale, abbiamo gironzolato per le parta vera del paese, tra casette bianche molto curate e terrazzi fioriti, La serata l’abbiamo passata ad Aghios, per una passeggiata con dei ragazzi romani conosciuti in aereo.

4° giorno: Koutsouras – Aghios Fotias – Ierapetra – Pachia Ammos – Mardati
Per la quarta giornata a Creta abbiamo optato per la costa a Sud. Da Ierapetra ci siamo diretti seguendo gli spunti della Lonley Planet verso Koutsouras, un paese che secondo la guida si affaccia su una spiaggia con sabbia bianca e finissima. Bugia!!!! Non è vero, la sabbia era grigia e il litorale non particolarmente interessante, come d’altronde il paese. Tornando verso Ierapetra ci siamo allora fermati ad Aghios Fotias, un delizioso villaggio incastonato tra pendici di una collina. La discesa al paese non è molto agevole, ed è segnalata anche piuttosto male, ma vale la pena provare a scendere. Alla spiaggia e al mare hanno meritatamente assegnato la “bandiera blu”. Ombrelloni ricoperti di paglia, un bar gestito da ragazzi simpatici e anche una rete di beach volley regolare. Verso il tramonto ci siamo diretti a Ierapetra, città carina ma senza grandi pretese. Sulla strada del ritorno ci siamo fermati nella graziosa Pachia Ammos alla ricerca di un ristorantino, non ce ne convinceva neanche uno così ci siamo ricordati di uno visto sulla strada per Krista, superato il supermercato Lidl proseguendo nella salita per altri 4-5 chilometri, fino al paese di Mardati. Ottima decisione il ristorante era ancora più carino di come ce lo ricordavamo, i tavoli sono circondati da ulivi e peri e illuminati da fili di lampadine come se fossimo in un locale degli anni sessanta. Abbiamo mangiato bene spendendo 15 euro per uno. Un dei pochi ristoranti non turistici, con cucina ottima. Molto cordiale Micael il giovane proprietario che consiglia di non prendere piatti tipici o turistici, ma piuttosto piani cucinati dalla madre e diversi ogni giorno.

5° giorno altopiano dei Lasithi – Dikteon Andro/grotta di Zeus – Malia
Che fatica arrivare a Dikteon Andro, circa due ore per strade strette a picco su dirupi protette solo da micro guard rail. Il paesaggio però merita lo sforzo. La strada (la provinciale presa da Neapolis, città veramente inutile,) attraversa una miriade di paesi di montagna, la parola paese è sicuramente eccessiva dato che la maggior parte sono costituiti da poche abitazioni. Superate le montagne siamo giunti su una strada che costeggia l’altopiano del Lashiti, enorme e colorato, dato le molte coltivazioni. A Psyhrò abbiamo lasciato l’auto, in un parcheggio a pagamento 2 euro, per proseguire a piedi lungo un sentiero ripido e non asfaltato per visitare la grotta dove secondo la leggenda Rea nascose il neonato Zeus per sottrarlo al padre Crono, che divorava i figli. E’ possibile arrivare a Dikteon Andro anche a dorso dei muli che tutto il giorno portano faticosamente i turisti sulla loro sella al costo di 15 euro. Noi abbiamo evitato, ci facevano un po’ pena. La grotta, costo 4 euro ciascuno, è abbastanza profonda con stalattiti e stalagmiti, ma non particolarmente interessante. A questo punto ci siamo diretti a Malia, per andare a trovare una coppia conosciuta in aereo che soggiornava al Kernos un bellissimo resort. Che postaccio Malia, è piena di inglesi e tedeschi che svestiti e ubriachi girano per la cittadina sui quod, gli scooter a 4 ruote. E poi una marea di locali dove si offrono cibo e serate a tema messicane, italiane, inglesi, strip tease e quant’altro…siamo scappati!!!

6° giorno: Knossos – Spiaggia Ammadoura
Dopo un po’ di giri in tondo causati da errate indicazioni stradali siamo arrivati intorno l’ora di pranzo a Knossos (ingresso 6 euro), durante la lunga fila abbiamo mangiato un ottimo gyros pita. E’ meglio andare il pomeriggio, ci sono pochissime persone e si entra subito, ovviamente l’abbiamo capito dopo! Per visitare l’area abbiamo affittato per 10 euro cadauno una guida…e che guida…un personaggio!!! Vestito completamente di arancione ad ogni tappa fuggiva in cerca di altri italiani da inglobare nel gruppo, cercandogli di convincere in qualsiasi modo, neanche fosse un venditore di pentole. Comunque vale veramente la pena di andare a visitare il labirinto di Minosse, forse l’unica cosa obbligatoria da vedere; il palazzo è per il 50% ricostruito dallo scopritore Sir Evans, sarà dal punto di vista archeologico non corretto ma grazie a questo riesce a rendere l’idea di come poteva essere nel 2.000 a.c. Un’ora e mezzo circa di visita e poi ad Ammadoura a fare un bel bagno rigenerante.

7° giorno: Myrtos – Mardati
Tornando dalle parti da Ierapetra ci siamo diretti a Myrtos, un villaggio di frikkettoni e artisti veramente carino. Tutti baretti molto sopra le righe, ci ha colpito in particolare uno fatto completamente di sassi bianchi, anche i tavolini. Per pranzo seguendo un odore appetitoso abbiamo trovato un’ottima panetteria…mmm che buoni i panini caldi con formaggio di capra!!! Per l’ultima serata ci siamo concessi una altra cenetta nel ristorante di Mardati, ci siamo andati con gli altri ragazzi che soggiornavano a Villa Italiana, abbiamo mangiato un bel misto di carne e vari antipasti. Il proprietario, felice del nostro ritorno, ci ha fatto un conto davvero scontatissimo … 9 euro a persona!!!

8° giorno: Spiaggia Ammadoura – partenza
Un ultimo bagno nella spiaggia di Ammadoura davanti all’appartamento e poi di corsa all’aeroporto, una sola parola … Sigh!!!
In totale abbiamo fatto quasi 1.000 di chilometri, le strade non sono un granchè e non si capiscono bene i limiti. A volte abbiamo incontrato posti di blocco della polizia con 3-4 macchine, che praticamente fermano chiunque transiti. Lungo tutte le strade ci sono delle piccole chiesette che testimoniano l’insicurezza delle strade dell’isola e la pessima guida dei locali. Comunque Creta vale veramente la pena…

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Ci sono 1 commenti su “Viaggio nell’isola di Creta (parte orientale)

  1. Ei Ciao Lucy
    anche qui tu!! Io partecipo al forum da iu’ di un anno
    il tuo diario l’ho gia’ letto sul blog, vi siete proprio divertiti tu e Stefano a quanto pare!!!
    Vabbe’ poi quando ci vdiamo mi spieghi dove hai trovato un viaggio per Creta a cosi’ poco in pieno agosto!!!!
    un bacio a presto

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