Maldive – Madoogali dicembre 2004

PREMESSA: Il racconto è quasi scritto interamente da mio marito (utente su questo forum sting), io ho approvato, apportato qualche modifica e l’ho messo qui sul forum in modo che sia di aiuto a chi volesse soggiornare su questa bellissima isola.

Questo è il racconto del nostro viaggio a Madoogali, isola che abbiamo lasciato proprio la mattina del 26 Dicembre, tre ore prima che arrivasse l’onda provocata dal devastante terremoto in Indonesia. Noi, fortunatamente, non ne abbiamo subito nessuna conseguenza, se non un ritardo, assolutamente irrilevante rispetto a quello che era successo, nella nostra partenza da Male, investita dall’ondata pochi minuti prima che l’aereo che doveva riportarci in Italia ottenesse il via libera per il decollo. La tragedia è stata immane: le Maldive hanno subito meno danni degli
altri paesi del Sud-Est asiatico così tragicamente colpiti e adesso sono in piena ripresa.
Purtroppo adesso alcune isole verranno trasformate in hotel super lussuosi e di sicuro su queste isole si perderà un po’ della magia che rende le Maldive meravigliose.

Di nuovo alle Maldive, dopo neanche un anno…per noi, il 2004 è stato l’anno della scoperta delle Maldive, ma anche del ritorno. Dopo essere stati a Gennaio a Rannalhi, decidiamo di fare “la pazzia” di ritornare alle Maldive per trascorrervi il Natale.
Detto fatto, riusciamo a prenotare per Madoogali, venduto in esclusiva dal TO Skorpion Travel, anche se, a dire il vero, avevamo provato ad andare a Thudufushi, ma là bisogna prenotare ben prima che escano i cataloghi. In ogni modo, nonostante Madoogali abbia vinto negli ultimi anni il premio speciale per la migliore occupazione di posti alle Maldive (il che significa spesso tutto esaurito), e nonostante la nostra richiesta fosse per il periodo di Natale, alta stagione, riusciamo a trovare il posto.
La scelta, devo dire, non è stata assolutamente un ripiego…Madoogali, da ciò che leggevamo su internet e dalle foto che, numerose, avevamo già visto, si prospettava come un’isola molto bella…e così è stato. Inoltre c’era e c’è tutt’ora un ottimo diving.

La partenza è fissata per il 18 Dicembre: noi partiamo da Catania, e, comunque, la Skorpion Travel ci organizza, con un piccolo sovrapprezzo, anche il trasferimento aereo per Malpensa. Da lì, saremmo dovuti partire con Air Europe per Male, ma, per le note vicende legate al suo fallimento, il volo previsto sarebbe stato Eurofly. Dico sarebbe stato, perché in realtà, all’andata, anche se il volo era effettivamente etichettato come Eurofly, l’aeromobile era Star Airlines, una compagnia francese. Purtroppo; perché l’aereo era vecchiotto e ricordo la tasca della poltrona di fronte a me quasi completamente staccata, i sedili piccoli con poco spazio per le gambe, ed anche il servizio che lasciava un po’ a desiderare: non parlo dei pasti, quelli si sa che, in aereo, non sono il massimo, ma proprio dell’effettiva presenza degli assistenti di volo tra i passeggeri. Piccola nota che non riguarda me, visto che non l’avevo comprata: l’aereo era sprovvisto di prima classe, quindi chi l’aveva acquistata, si è trovato con il servizio esattamente uguale a quelli che occupavano la classe economica.
Ad ogni modo, dopo nove ore e mezza circa di volo, atterriamo a Male. Alla discesa dell’aereo, primo impatto con il calore dell’aria…comunque, non soffocante. Sbrigate le formalità doganali, e ritirati i bagagli, un impiegato della Skorpion Travel ci accoglie fuori dell’aeroporto, e ci accompagna al pulmino che, dopo aver attraversato la pista dell’aeroporto, ci porta alla stazione degli idrovolanti. Qui ci pesano i bagagli, compresi quelli a mano, e ci consegnano un pass d’imbarco. Nell’attesa di partire, ci sediamo nella sala d’aspetto, all’aperto, e con la sabbia. Dopo un po’, ci chiamano per l’imbarco, e saliamo nel nostro piccolo idrovolante. Siamo un po’ preoccupati, è la prima volta che prendiamo un aereo di questo tipo. Ma le nostre preoccupazioni svaniscono presto, non appena ci alziamo in volo, ed incominciamo a vedere lo spettacolo del mare, ed i suoi colori, cangianti in prossimità delle varie barriere coralline che sorvoliamo.
Dopo un volo di una ventina di minuti, atterr…ops, ammariamo vicino Madoogali. L’idrovolante si ferma accanto ad una piattaforma galleggiante. Mentre i piloti, rigorosamente a piedi nudi, scaricano le valigie, vediamo avvicinarsi il dhoni che ci porterà fino all’isola. Uno di noi chiede, in inglese al pilota, credo canadese, l’orario di Madoogali: questo lo guarda, si mette a ridere, gli indica l’orologio, e gli risponde: “Just throw it: you don’t need any watch here”, vale a dire “Buttalo: non hai bisogno di orologi, qua”. A parte gli scherzi, come sapete, alle Maldive ci sono quattro ore in più che in Italia…ma a Madoogali, così come in molte altre isole turistiche maldiviane, si preferisce portare avanti l’orologio di un’altra ora (cinque ore in più, dunque), in modo da “aumentare” le ore di sole fruibili. Portati, dunque, i nostri orologi avanti di cinque ore, senza buttarli a mare come suggerito dal simpatico pilota, saliamo sul dhoni, dove facciamo la conoscenza con Maria Giulia, la prima persona dello staff di Madoogali che incontriamo. Notiamo con un po’ di preoccupazione che manca una nostra valigia, ma Maria Giulia ci rassicura che capita, a volte, che alcune valigie siano imbarcate in voli successivi, e quindi l’avremmo sicuramente avuta entro un paio d’ore (e così, in effetti, è stato). Già dal dhoni scorgiamo quella che, per una settimana, sarà la nostra isola (madoogali)…tanto e tanto verde, su una spiaggia bianchissima, in mezzo al mare. Questo è quello che si vede dal dhoni, e, con questi colori negli occhi, arriviamo al pontile. Qua ci accoglie la signora Bruna, responsabile dell’isola, insieme agli altri componenti dello staff. Ci accompagnano subito alla reception dove, dopo averci offerto un cocktail di benvenuto e rinfrescato con una salvietta umidificata, ci consegnano le chiavi della nostra stanza: la nr. 49, sul lato ovest dell’isola; già pregustavamo i tramonti che avremmo potuto ammirare da là . Sistemate le valigie, prima ancora di renderci conto com’era la camera, siamo già col costume, pronti a tuffarci in quelle splendide acque. Fa sempre uno strano effetto fare il bagno a Dicembre…dodici ore prima eravamo in Italia, al freddo, e ora eravamo là, in acqua, immersi in quei colori, tra pesci e coralli. I pesci sono bellissimi, colorati …subito, avvisto il primo pesce chirurgo giallo e blu, ancora tanti altri pesci, e, poco dopo, una tartaruga, non troppo grande, che seguo per un po’. I coralli sono in ottime condizioni, molto meglio che a Rannalhi, dove l’imbiancamento provocato dal niño era molto più pesante. Anzi, qua a Madoogali sembra tutto ripreso bene.
La sabbia è fine, e, naturalmente, essendo di origine corallina, non si riscalda per niente al sole. Si cammina tranquillamente a piedi nudi dappertutto.

Ogni camera, ma dovrei parlare di bungalow, è una struttura a sé stante. Le camere sono spaziose, il letto, molto comodo, ha la zanzariera, anche se non ce n’è bisogno. Ci sono finestre su due lati, e ci sono anche due porte, cosa molto utile per avere una doppia copia della chiave (in realtà, della porta principale, vengono date, in ogni caso, due chiavi uguali). Il bagno, non maldiviano, ha la doccia, ampia, e, piccola chicca, una bilancia. La camera è provvista di aria condizionata, ventilatore a pale, telefono, e non serve portarsi gli adattatori per le prese di corrente, visto che già sono inseriti; c’è poi la possibilità di richiedere, gratuitamente, in reception un asciugacapelli. Non c’è televisione, così come in tutta l’isola…si vive proprio al di fuori del mondo; ma, per chi non sa resistere, c’è sempre il collegamento internet, a pagamento, alla reception che si occupa anche di esporre in una bacheca le notizie rilevanti del giorno prese appunto da internet. Inoltre, negli spazi comuni è richiesto, a mio avviso giustamente, di non utilizzare il cellulare; mi è capitato di vedere i gestori dell’isola richiedere, in maniera cortese, a chi si fosse dimenticato di questa regola (soprattutto, qualche vip presente durante il periodo natalizio) di spegnere il cellulare, a dispetto delle numerose chiamate che si ricevevano.
La camera è pulita due volte al giorno dal room boy, che, ogni sera, fa trovare le lenzuola del letto sistemate in modo da formare disegni sempre diversi Gli asciugamani, come i teli mare, vengono cambiati ogni giorno, le lenzuola ogni due giorni. All’esterno della camera, c’è lo spazio per stendere i costumi, con un rubinetto per pulire la sabbia dai piedi, e, sul lato che da’ sul vialetto che costeggia il mare, una sedia a sdraio ed un divanetto con cuscini. La spiaggia, a pochi metri di distanza, poco oltre uno spazio verde, era un po’ piccola davanti alla nostra stanza, ma sufficiente per mettere le sedie a sdraio, specialmente durante la bassa marea. Queste sedie sono numerate, ogni camera ne ha due (ma c’è la possibilità di chiederne altre, se necessario), e, anche se la spiaggia non è “privata”, in pratica nessun altro viene davanti alla vostra camera, dato che ognuno ha il proprio spazio davanti alla sua.

Non abbiamo quasi il tempo di rendercene conto, ed è già ora di pranzo. Il ristorante si trova accanto al bar, e subito veniamo accompagnati al tavolo che sarà sempre il nostro per tutta la vacanza. Il cameriere sarà sempre lo stesso, anche se, ad un certo punto della nostra vacanza, sarà cambiato. Il trattamento è di pensione completa, bevande escluse, e prevede, a pranzo, il servizio a buffet, ed a cena il servizio al tavolo. Il mangiare è una piacevole sorpresa. Per niente ripetitivo, pasta immancabile, riso pure…tanti tipi di contorni vari, pane, e sempre pesce alla griglia e cucinato in vari modi. E, immancabili, pizze e focacce. Certo, se non vi piace il pesce, sarete un po’ in difficoltà, anche se qualcosa di carne ogni tanto si trova. Inoltre, molte cose vengono direttamente dall’Italia; sicuramente la pasta, ed è capitato anche che ci fossero salumi e formaggi a volontà (ricordo la bresaola, il prosciutto crudo, il gorgonzola ed il brie). Forse, rispetto al Ventaclub Rannalhi, c’era meno scelta di dolci, ma c’erano anche i biscotti. Di frutta, invece, c’erano ananas, anguria, banane e, qualche volta, la papaia. Il mangiare comunque era sempre abbondante e cucinato bene, anche la sera quando c’era il servizio a tavola, e si finiva sempre sazi.
Le bevande non sono incluse, ma, in fondo, non costano molto più di quanto costino qua in Italia, al ristorante. Una bottiglia d’acqua naturale (rigorosamente italiana) costava circa 4 dollari, un prezzo più che buono, considerato appunto che arrivava dall’Italia e considerato il cambio per noi favorevole.
Durante i pasti, passano sempre i ragazzi dello staff, insieme a quelli del diving, per proporre le escursioni del giorno dopo: le classiche escursioni alle Maldive (isola dei pescatori, pesca al bolentino, uscita in barca al tramonto) insieme alle uscite di snorkelling. A Madoogali, c’è anche la possibilità di andare a visitare l’isola deserta che si trova accanto, a pochi minuti di dhoni. Volendo, ci si può anche fare lasciare là per mezza giornata. Noi non abbiamo mai avuto la possibilità di farlo, per via dei vari impegni che prendevamo ogni giorno…sarà uno dei motivi per cui torneremo a Madoogali.

Le giornate trascorrono tra snorkelling, immersioni, nuotate rinfrescanti e tramonti. Anche se, devo dire, non c’è mai stato veramente caldo, e, in genere, neanche tanto sole (per un paio di volte, ha anche piovuto, anche se mai per più di un’ora). Ammiro la moltitudine di pesci e di colori: cito, tra quelli che mi vengono in mente, pesci chirurgo, pappagallo, balestra, pagliaccio dentro l’anemone, farfalla, angelo, unicorno, murene, fucilieri blu, carangidi, grugnitori ed anche il pesce scorpione. Ci sono, inoltre, tante stelle marine, tridacne e oloturie. Abbiamo fatto anche la gita di snorkelling a Malhos, uno dei punti più belli per il corallo, che specialmente qua sembra essersi ripreso egregiamente dopo il disastro del niño. Lì ammiriamo tanti pesci e branchi senza fine di fucilieri blu e pinna gialla.

L’animazione a Madoogali è molto soft. Ci sono, per chi è interessato, campi di beach-volley e di bocce, tavolo di ping-pong, ed una scacchiera gigante. Inoltre, vengono date, a richiesta, carte da gioco e, a disposizione degli ospiti, c’è anche una libreria riempita con i libri via via lasciati dagli stessi clienti. C’è anche la possibilità di uscire, gratuitamente, in canoa e, a pagamento, in catamarano, ed è presente un centro massaggi di cui, comunque, non abbiamo usufruito. Ogni sera, poi, dopo cena, viene organizzata qualche attività d’intrattenimento. Mentre noi eravamo là, abbiamo assistito alla proiezione di due filmati, entrambi curati dal centro diving: uno sulla genesi delle Maldive e sulla barriera corallina, ed uno sulla puntata di Velisti per caso, che è stata girata proprio a Madoogali.
I bar sono due, uno sulla spiaggia che dà sul lato est dell’isola, ed uno accanto alla reception. Una terrazza di fronte a quest’ultimo permette di ammirare i tramonti sul mare.
Il giro completo dell’isola si fa in quindici minuti circa. All’interno, ci sono i vialetti di collegamento e le utilissime indicazioni poste su paletti.

Il villaggio è a gestione italiana, ed italiani sono la maggior parte degli ospiti (c’era solo qualche francese). In questo particolare periodo, inoltre, tutte le aree comuni del villaggio erano addobbate per il Natale.
L’isola è provvista anche di moschea, visto che le autorità maldiviane hanno voluto che questa fosse la prima costruzione dell’isola. Vicino alla moschea, anche un albero gigante, il banyan tree, nika in lingua divehi, che aveva anche qualche altalena. Inoltre, nell’isola, c’era anche una voliera con tanti pappagallini che erano stati messi là, perché minacciati dalla presenza di numerosi corvi. Non mancavano le famose volpi volanti, praticamente dei grossi pipistrelli, tanto inquietanti nell’aspetto, quanto inoffensivi. Inoltre, anche qua, spesso un airone cinerino passeggiava lungo la battigia alla ricerca di qualche pesce. Non mancavano i gechi, e, sia pure in numero minore rispetto a Rannalhi, le formiche giganti. Di tanto in tanto, qualche piccola iguana passava lungo i vialetti, ma spariva subito tra le foglie non appena si accorgeva della nostra presenza. La sera, poi, dal pontile un maldiviano lanciava del pesce in acqua, e subito arrivavano degli squali nutrice, di dimensioni ragguardevoli, ma del tutto innocui, che facevano a gara per accaparrarsi i pezzi migliori.
Una sera, ci fu offerta anche la cena maldiviana. Tutti (o quasi) vestiti con il pareo. Anche qua c’era di tutto, da mangiare, ma soprattutto, tanto cibo piccante. Per la sera di Natale, invece, dapprima ci fu offerto un aperitivo snack in spiaggia (ricordo la sangria, molto buona), e poi la cena stessa di Natale, con tutti gli ingredienti classici della tradizione, dai tortellini in brodo al panettone. Dimenticavo, quella sera c’era anche l’aragosta. Inoltre, per tutti i bambini presenti nel villaggio, lo staff ha organizzato una sorpresa: l’arrivo di due Babbo Natale, di cui uno maldiviano, direttamente dal mare, su un dhoni illuminato a festa, e portatori di tanti regali. Per noi più grandicelli, invece, ci furono fatti trovare, in camera, due pensierini molto carini.

La sera di Natale, inoltre, è stato consegnato a mio marito il brevetto Open Water Diver. Mentre io nel frattempo, proprio il giorno di Natale, mi decidevo a fare la prima immersione, il Discover Scuba Diving, rimanendone entusiasta.

Ed arrivò la mattina della partenza. Sveglia molto presto, sistemati i bagagli, con tanta tristezza, e di fronte allo spettacolo del sole che sorgeva sul mare, lasciamo Madoogali. Salutati dallo staff, saliamo sul dhoni e poi sull’idrovolante che ci porta all’aeroporto di Male. Il ritorno in Italia, dopo la lunga attesa in aeroporto, con nel cuore l’angoscia per ciò che stava succedendo, avviene con dodici ore di ritardo. Questa volta l’aereo è proprio un Eurofly, con posti notevolmente più comodi, e tutti provvisti di proprio schermo personale.

Siamo già ritornati a Madoogali nel luglio del 2005 e stavolta ho preso anche io il brevetto Open Water Diver e mio marito è passato al brevetto Advanced.

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