Cuba "a la carte"

Dopo una lunga riflessione abbiamo deciso: Cuba! Mia moglie pero’ non vuole farsi 10 ore di volo solo per “andare al mare”, quindi faremo una settimana in tour di gruppo alla scoperta dell’isola ed una settimana balneare, a Cayo Largo. Il tour operator prescelto e’ la Eden Viaggi.
Si parte il 19 Aprile da Malpensa. Il viaggio inizia decisamente bene. Sono le 6 del sabato mattina, i charter in partenza sono tantissimi ed il terminal 2 è strapieno ma la nostra coda, al check-in di business class della Livingston, è zero e in un’attimo siamo oltre i controlli di polizia. Fuggiamo dal caos rifugiandoci nell’oasi tranquilla della lounge Livingston, il volo è in perfetto orario ed alle 8.55 stiamo gia’ rullando sulla pista 35R di Malpensa, destinazione L’Havana via Holguin.
Il volo è davvero lungo e noioso (alla fine saranno 13 ore), ma la business class è impareggiabile nell’offrire almeno un viaggio confortevole. Allo scalo di Holguin veniamo accolti da uno slogan scritto a caratteri cubitali su una recinzione dell’aeroporto, così che possa essere ben visto da tutti i passeggeri in arrivo: “socialismo o muerte!”… nessuna considerazione politica, semplicemente comprendiamo di essere davvero arrivati a Cuba! Lunga attesa per le operazioni di sbarco/imbarco passeggeri diretti a Guardalavaca e rabbocco carburante, quindi via, verso l’Havana. Sbarchiamo alle ore 16.30 locali. Passiamo rapidamente i controlli ed ecco che incontriamo l’assistente di Eden Viaggi, ci chiede il nome e ci affida subito ad una guida della Gaviota Tour. Gli chiediamo dove si trovi il bus del gruppo, ci risponde “quale bus?”. Passiamo dalla perplessità per la risposta allo stupore totale per la spiegazione quando scopriamo che tour non sarà di gruppo, ma verrà effettuato tutto in auto con guida ed autista personale: mia moglie ed io siamo gli unici due partecipanti!!! In realtà questo è frutto di una casualità, il tour era sì di gruppo, ma questa volta i partecipanti prenotati erano solo 4 e per giunta gli altri due hanno rinunciato all’ultimo per problemi familiari. Così faremo un tour fantastico durante il quale la guida e l’autista dormiranno sempre nel nostro albergo e saranno sempre a nostra disposizione. Veramente splendido. Ci trasferiamo all’Hotel “Habana Libre”. Non male anche se mostra tutti i suoi anni . Circa 500 camere, La nostra, al 12° piano è grande e con vista mare. Ceniano in hotel e poi a nanna, abbiamo sulle spalle un volo intercontinentale e in Italia sarebbero le 4 del mattino, siamo svegli da 24 ore.
La mattina dopo iniziamo a visitare, in parte in auto e in parte a piedi, l’Avana. Devo essere sincero, la città non ci colpisce in modo particolare e l’aria inquinatissima fa sembrare quella di Milano arietta fresca di montagna. Del resto il parco auto dei Cuba è famoso: vetture americane anni 50 (bellissime anche quando sono dei rottami!) oppure vetture russe tipo Moskovic e Lada, tutte alimentate a carburante raffinato a Cuba. Ovviamente inquinano moltissimo. La visita dura sino a tardo pomeriggio, poi liberi.
Lunedì partiamo per Pinar del Rio e Vinales. In totale circa 300 km. L’impatto con l’autostrada cubana è stupefacente, praticamente vuota, frequentata da ciclisti, carretti trainati da muli e gente che fa l’autostop sulla carreggiata. Ci fermiamo da “Ernesto Vitamina”, un rudimentale chioschetto per strada che vende frutta e che ci prepara degli incredibili cocktail di succo di frutta usando al posto dei bicchieri dei grossi pompelmi svuotati ed utilizzando sottili canne di bambu’ al posto delle cannucce. Spiegare ciò che fa è davvero difficile, il sapore indescrivibile, buonissimo!. Visitiamo la grotta degli indiani e, dopo pranzo, le pitture rupestri di Vinales. Al rientro giriamo ancora un po’ per i fatti nostri poi cena in hotel e nuovo giro per l’Havana.
Martedì mattina altro bel pezzo di strada (circa 300 km): si parte verso Trinidad passando prima dalla zona di Matanzas e fermandoci a Cienfuegos. A Matanzas ci fermiamo alla Fiesta Campesina, una sorta di parco con fauna locale. La moglie si fa fotografare con il cucciolo di coccodrillo in mano ma si rifiuta di prendere il serpente. Io mi rifiuto di prendere entrambi!
Nuovi cocktail di frutta a base di lime e succo di canna da zucchero che mai avrei immaginato potessero essere così gustosi. Ripartiamo verso Cienfuegos. Il panorama è abbastanza verde e dopo mezzogiorno arriviamo e ci fermiamo davanti ad un hotel abbastanza lussuoso. Pensiamo che pranzeremo lì, ma la nostra guida improvvisamente, uscendo dalla macchina, ci dice di attendere che va a vedere se c’e’ la barca. Mia moglie ed io ci guardiamo in faccia perplessi chiedendoci se abbiamo capito bene. Torna dopo pochi minuti e ci dice di seguirlo. Attraversiamo la zona piscina al termine della quale c’e’ il molo privato dell’hotel, al quale è attraccata “la barca”… un battello a due piani da un centinaio di posti, ed è tutto per noi due! La moglie mi da di gomito e mi sussurra che tutti gli ospiti dell’hotel che sono in piscina ci stanno guardando: ci credo! L’equipaggio del battello (3 uomini piu’ il comandante) sono schierati ad attenderci e noi siamo scortati dalla nostra guida. Ci sentiamo dei vip che ovviamente non siamo. Il battello lascia il molo ed inizia la navigazione della baia quindi il pranzo sull’unico tavolo piazzato al centro del ponte. Antipasto di verdure, gamberetti freschi in salsa pomodoro e patatine fritte, gelato. Dopo un paio d’ore rientriamo e ripartiamo per Trinidad dove arriviamo nel tardo pomeriggio, Hotel Ancon, direttamente sulla spiaggia, a pochissimi chilometri da Trinidad. Qui la qualità dell’hotel cala moltissimo. Se dall’esterno è carino, appena si entra in camera si scopre che queste sono vecchiotte, piccolissime e molto spartane anche nei servizi, fortunatamente sono pulite. Qui resteremo tre notti e sarà l’unico posto in cui soffriremo un poco per il cibo abbastanza scadente.
Mercoledì è una giornata speciale, il nostro anniversario di matrimonio. In programma c’e’ un’uscita in catamarano per tutta la giornata, destinazione Cayo Iguana. Questa volta non siamo soli (meno male, iniziavamo ad essere imbarazzati!), ci sono tedeschi e norvegesi ma noi due siamo gli unici italiani, in totale una dozzina di passeggeri più l’equipaggio. Il sole splende ed alle 9 lasciamo il molo. Dopo un paio d’ore il catamarano si ferma e l’equipaggio si tuffa per pescare delle aragoste. Lo confesso, non avevamo mai mangiato l’aragosta in vita nostra ne’ sentivo l’esigenza di provarla, ma la moglie mi ricorda che è il nostro anniversario e forse potremmo fare un’esperienza culinaria nuova. L’equipaggio mi evidenzia che la paella di pesce è compresa nel servizio ma l’aragosta è un’extra. So che a Milano costa un’occhio nella testa, qui costerà certamente molto meno, ma insomma, un’aragosta è un’aragosta quindi ritengo utile chiedere quanto sia l’extra: 10 CUC, praticamente 7 Euro!!!! Ci fermiamo per un po’ di snorkeling sulla barriera quindi arriviamo a Cayo Iguana, un’isola deserta a parte il guardiano, una cosa da cartolina, spiagge bianchissime, palme basse e lagune azzurre, ovviamente, come si deduce dal nome stesso, piena di iguane. Festeggiamo pranzando con aragosta su un tavolo sulla spiaggia, sotto le palme. Meraviglioso. Dopo pranzo rientriamo e verso sera siamo di nuovo ad Ancon. Vista la situazione cibo proviamo a fare una cosa che non si dovrebbe mai fare quando si è all’estero, andiamo al ristorante “italiano” dell’albergo. Pessima, davvero pessima scelta. Chiediamo spaghetti aglio e olio, ci arrivano spaghetti con gamberetti e pomodoro. Rinunciamo a protestare, mangiamo e facciamo finta di niente. Chiediamo una pizza che sul menu’ e’ descritta come vegetariana… lasciamo perdere, immangiabile, a metà pizza ci scusiamo e ce ne andiamo. L’errore è stata la nostra scelta.
Giovedì mattina visita di Trinidad. Veramente molto bella. Nel pomeriggio spiaggia e mare. Venerdì ripartiamo per una tappa lunga e bellissima: da Trinidad a Santa Clara. L’isola è verdissima, ad un certo punto mormoro che mi sembra di essere in Colombia, montagne piene di foreste, coltivazioni di un po’ di tutto. Arriviamo a Santa Clara nel tardo pomeriggio, visita al mausoleo di Che Guevara ed al treno blindato, quindi trasferimento in un resort, il Cubacan, nel quale sembra di stare in Kenia. Tutti bungalow con tetto in palme immersi in un grande parco con fauna libera. Il nostro bugalow è proprio l’ultimo ed è veramente carino. Finalmente ceniamo bene. Sabato mattina partenza per Varadero. Di solito lì finisce il tour ed inizia il soggiorno balneare, ma Varadero è la “Rimini” di Cuba, mentre noi cerchiamo invece tranquillità per riposare, per cui abbiamo scelto Cayo Largo. Questo, costi a parte, comporterà dopo il pranzo a Varadero, l’ulteriore trasferimento a L’Avana, un pernottamento e quindi il volo Avana – Cayo Largo. Arrivati a Varadero pranziamo e ci congediamo dalla nostra guida e dal nostro autista. Noi quattro abbiamo trascorso insieme otto giorni e percorso alla fine 1500 km. si è stabilito un legame. L’autista, chiedendoci garbatamente il permesso, ci ha portato persino a casa di suo cognato visto che era davvero di strada e non lo vedeva da mesi (abitano a 300 km l’uno dall’altro), una sosta di ca. 30 minuti che ci ha permesso di vedere come vivono davvero i cubani. Ci hanno accolti a braccia aperte senza chiedere nulla. Alla fine del pranzo la “mancia” è d’obbligo e dai loro sorrisi intuiamo che è stata molto gradita. La guida ci fornisce il suo telefono e la sua email, quindi ci accompagnano alla navetta che ci scaricherà esattamente di fronte al nostro nuovo hotel dell’Avana, il “Sevilla”. Quest’ultimo si rivelerà un’ottimo hotel, nella hall sono appesi diversi quadri con gli ospiti “illustri”, uno su tutti, Al Capone che soggiorno’ nella camera 615 (avrei preferito vedere la foto di qualche italiano famoso per motivi più nobili ;-). Serata a disposizione che noi sfruttiamo per girare nuovamente la città vecchia. Poi alle 23 a nanna, perché il mattino successivo la sveglia è alle 4,30 per recarci all’aeroporto Baracoa dove prenderemo un “meraviglioso” Antonov-26 con destinazione Cayo Largo. All’aeroporto scopriamo che l’aereo ha due ore di ritardo. Alle 10 finalmente ci si imbarca dalla coda. Per un’appassionato di aeroplani come me è un’esperienza unica e mentre il resto dei passeggeri, con aria preoccupata, si chiede se riusciremo a decollare ed arrivare vivi, io mi godo la spartanita’ degli interni e visito anche la… toilette! Che esperienza!! L’arrivo a cayo Largo avviene dopo 30 minuti esatti. L’aeroporto è piccolo e nuovo. Il bus per il resort Sol Cayo Largo è già lì ad aspettarci. Il resort è davvero molto bello, nuovo, le camere grandissime, tutte con balconcino, i bagni grandi e funzionali, soprattutto la pulizia è molto curata. A noi tocca una camera molto baricentrica nel resort, è comodissima, siamo a pochissima distanza dalla spiaggia, dai ristoranti e dalla piscina, meglio di così non poteva andare! Avevamo scelto il Sol Cayo Largo in quanto le altre strutture dell’isola sono tutte club di tour operator italiani (Ventaglio, Veratour, Eden) mentre noi cercavamo un’ambiente internazionale: ci è andata male, anche qui almeno la metà degli ospiti sono italiani. La spiaggia sembra borotalco ed il mare è tipicamente caraibico, un brodo caldo, peccato che spesso sia un po’ agitato e questo comporta che si strappino le alghe dal fondo e finiscano sulla spiaggia. Per Playa Paraiso e Playa Sirena c’è il trenino gratuito ad orari fissi (curiosità: il trenino che sembra come quelli di Gardaland, è costruito da una ditta italiana di Castelfranco Veneto). Gli spettacoli serali sono splendidi, fatti da ballerini professionisti. La settimana di mare scorre tranquilla ed al sabato abbiamo il rientro. Volo Blue Panorama da Cayo L. per Malpensa, diretto. L’aereo ha quattro ore di ritardo ma francamente non ci importa molto, ci godiamo la piscina sino all’ultimo, poi veniamo portati in aeroporto. Anche questa volta la business è impagabile: check in rapido e posto 1A. Decolliamo alle 20,40 locali e subito viene servita la cena. Il servizio in blue class è impeccabile, degno delle business class dei voli di linea, la prima volta che posso dire di aver mangiato bene in aereo (antipasto caldo, consomè allo cherry, filetto di merluzzo alle erbe fini su zoccolo di polenta, piatto di formaggi comprendente parmigiano con miele e noci calde, frutta, e sfiziosissimo, vin santo con cantuccini, tutta la cena pasteggiata con abbondante spumante Ferrari) quindi le luci si spengono, i sedili si abbassano e buona notte! Due ore prima dell’atterraggio a Milano ci svegliamo, si replica con la colazione, ancora un’ora siamo sulla pista di Malpensa. La nostra vacanza è finita ma è stata una splendida vacanza!

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