Tanto lusso per nulla

Finalmente è arrivato il momento delle vacanze: ultima settimana di agosto. Meta: Egitto, Marsa Alam, Iberotel Coraya. Partenza da Bologna alle 17, compagnia aerea Blupanorama in orario. Volo buono, anche se i sedili sono un po’ stretti per noi alti e il cibo offerto a bordo pessimo.
Appena atterrati, dopo aver sbrigato le solite formalità, molto lunghe in Egitto, veniamo accompagnati dalla responsabile del tour operator “Settemari” al pulman che ci avrebbe portato in albergo, ma purtroppo abbiamo dovuto aspettare un’ora e mezza il volo successivo che avrebbe così riempito dei vacanzieri alloggiati in Hotel molto vicini al nostro, il pulman.. Ci siamo domandati cosa sarebbe costato a “Settemari” accompagnarci subito a destinazione visto che il Coraya dista 4 Km. dall’aeroporto: avrebbe potuto andare e tornare dieci volte. In definitiva siamo arrivati in albergo che era quasi mezzanotte. Pensare che lo avevamo scelto perché era vicino all’aeroporto!
Non ci hanno offerto niente da bere ma, in una sala ristorante torrida, abbiamo potuto mangiare qualche avanzo del buffet e poi subito in camera, pure questa con una temperatura da soffocamento perché nessuno si era preso la briga di accendere l’aria condizionata. Il freddo ci è venuto comunque quando l’abbiamo accesa: era così rumorosa che , guardandoci, pensavamo come saremmo riusciti a dormire. La stanza era comunque ampia, discretamente arredata, con un salottino,(“ de luxe” pagata 49 Euro a persona) pulita, con un terrazzo che guardava un bel giardino. Domani vedremo il mare. Abbiamo pagato un ulteriore supplemento di 98 Euro a persona anche per la “vista mare” e immaginate il nostro stupore quando, alla luce del sole, ci siamo accorti che del mare se ne vedeva un piccolo scorcio. L’albergo è effettivamente molto bello, stile orientale,con grandi piscine (ma di queste a noi non interessava gran che) giardini pieni di piante esotiche, palme, bouganville di vari colori, molto ben curato. Ma a noi interessava soprattutto il mare e qui c’è stata la delusione maggiore. Quando siamo entrati in acqua ci è venuta la depressione: nuotavi, nuotavi ma l’acqua era così torbida per la sabbia in sospensione, che non si riusciva a vedere la barriera, laterale alla spiaggia. Solo dopo circa 200 metri era possibile ammirarla e, comunque la quantità di pesci presente era molto scarsa. Molto diverso da quello che avevamo visto l’anno scorso a El Quseir, al Movenpik dove, in un mare trasparente e turchese, già a riva potevi vedere un’infinità di pesci coloratissimi. In più il pontile e il diving non erano vicini all’albergo, ma per accedere ad entrambi dovevi andare dall’altra parte della baia, al Lamaya, facendo una bella passeggiata di più di un quarto d’ora, lungo la spiaggia, sotto il sole cocente.
Anche la spiaggia non era gran che: varie file di ombrelloni piuttosto vicini, che giravano tutto intorno alla baia e la sabbia scura, quasi terra, brutta. Bisogna dire, tuttavia che non abbiamo mai avuto problemi a trovare l’ombrellone. Tutto questo condito con un caldo assurdo. Non pensavamo certo di andare in un luogo fresco, lo sapevamo, ma bisogna provare per credere; in luglio era molto diverso. Ci rifaremo con il mangiare, pensavamo. Ma anche questo è stato al di sotto delle aspettative: grande abbondanza di cibo, ma di qualità molto scadente. Per fortuna non soffriamo di diabete perché le uniche cose buone erano i dolci e il pane. La pasta discreta, ma spesso scotta. Opinione condivisa anche da altri ospiti italiani dell’hotel. Il personale molto gentile e disponibile soprattutto se davi loro una bella mancia. Il ristorante, diciamo, “a la carte”, annesso all’albergo, non era tanto meglio: 40 Euro a persona per un menu, in realtà, fisso, abbondante ma mediocre. Una menzione particolare per le bevande. Nel prezzo era inclusa una bibita a testa a pasto. L’acqua minerale naturale era compresa, ma non quella gasata che noi preferiamo, per cui in definitiva abbiamo dovuto pagare anche quelle. Meschinerie non ammissibili in un albergo a 5 stelle tra i più cari della zona.
Insomma, in un modo o nell’altro, con grande spirito di adattamento, siamo arrivati alla fine della settimana.Volo di rientro puntuale alle 22, dopo due ore e mezza di coda per il controllo bagagli e documenti: una sola persona li controllava. Pazzesco.

Ore 2,30 finalmente a casa.
Vacanza da dimenticare e da non consigliare.

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