Un viaggio tanto atteso… Malesia e Singapore

15 agosto ore 16:00: Stefy, Ciro, Francy, Nico, Giò e Laura. Eccoci tutti e 6 in prima fila al chek in con i nostri valigioni carichi all’inverosimile, con gli zaini in spalla e soprattutto con le farfalle in pancia per l’emozione, pronti per questo tanto atteso e desiderato viaggio. Itinerario scelto KL, Perhentian, Redang e Singapore.
Il viaggio di andata risulta alquanto lungo… soprattutto per chi in aereo non riesce a dormire!!!! :( Due scali, Istanbul (scalo d’obbligo viaggiando con la Turkish Airline) e Singapore che visiteremo solo alla fine del viaggio.

Tutto fila liscio, tutto è perfetto fino all’arrivo a Singapore dove all’aeroporto consumiamo il nostro ennesimo pasto della giornata… non sappiamo neanche più di cosa si tratta… forse la colazione, o pranzo??? Comunque manca solo l’ultimo volo di un’ora con la Singapore Airlines, ormai siamo quasi arrivati…Saliamo a bordo, l’aereo è immenso, bellissimo, quasi vuoto e vicino a noi c’è solo qualche asiatico (vai a capire di dove) che dorme o legge il giornale. Bene si parte, siamo tutti pronti, alziamo i tavolini e allacciamo le cinture di sicurezza, l’aereo comincia a prendere velocità… ma ecco che proprio nella fase di decollo, proprio in quel momento, proprio quando non riesci a staccarti dal sedile, proprio un attimo prima che l’aereo si sollevi da terra … ci ritroviamo tutti con la faccia spiaccicata al sedile davanti :shock: L’aereo sta frenando disperatamente e non si sa perché!!! Fuori la pista è già invasa dai pompieri… noi abbiamo tutti i capelli in piedi, la bocca spalancata, gli occhi fuori dalle orbite e il cuore ci sta uscendo dal petto.
Ci guardiamo in faccia senza dire niente… Guardiamo gli altri passeggeri a bordo e… continuano a leggere il giornale. :shock: Sentiamo la voce del comandante che blatera velocemente qualcosa in inglese… ci riguardiamo ancora senza dire niente… Blocchiamo la hostess che sta passando vicino a noi e riusciamo a capire che il pilota si è accorto all’ultimo momento di un guasto da qualche parte. Ci dicono che dobbiamo attendere un tecnico, nessuno di noi dice una parola. Sentiamo nuovamente la voce del comandante ma ancora una volta non capiamo…qualcuno lentamente si alza. Fermiamo ancora la povera hostess che ci dice che dobbiamo cambiare aereo perché il tecnico non sa riparare il guasto. Di fretta e furia prendiamo le nostre cose e scendiamo dall’aereo, ci ritroviamo in coda dietro a qualcuno che in piedi… legge il giornale!!!
In qualche modo raggiungiamo il gate dal quale dovremmo prendere l’altro aereo e per scusarsi del disagio la compagnia aerea offre anche un pasto caldo…un altro!!! Così dopo che qualcuno ha mangiato, qualcuno ha chiacchierato e qualcuno…ha letto il giornale, finalmente ci fanno imbarcare per partire e dopo un volo perfetto di un’ora circa atterriamo finalmente a Kuala Lumpur.

Quasi a mezzanotte del giorno 16 arriviamo al nostro Hotel, il Crown Princess, distrutti ma contenti!! Sbrighiamo con qualche difficoltà le pratiche e poi dritti a letto, per svegliarsi carichi ed essere accolti da questo paese!!!
Il primo giorno subiamo subito il grande impatto con questa città…immensa, caotica, frenetica e permettetemelo anche puzzolente.
Little India e Chinatown non soddisfano del tutto le nostre aspettative, anche se di acquisti se ne sono fatti… ECCOME!!!! Contrattare di sicuro è la parola d’ordine, in inglese ma anche in italiano, non importa, basta avere una calcolatrice alla mano e si può essere abili a portare a casa qualunque cosa al prezzo desiderato!!! Nicola in questo risulta essere un maestro!! :D
Tappa serale d’obbligo ovviamente ai piedi delle Patronas…


maestose, imponenti, affascinanti, incantevoli, credo che si potrebbe stare ore ed ore ad ammirarle senza stancarsi.
Scattiamo decine e decine di foto da ogni angolo, sgattaiolando qua e la e fuggendo dalle guardie che continuano ad inseguirci e maledire per dove camminiamo e posiamo i nostri bei sederini. Uffi le torri non vogliono entrare per intero nelle nostre macchine fotografiche!!! Sono enormi!!!
Proviamo in ogni posizione… in piedi, seduti, sdraiati, accucciati, ammucchiati, con la testa fra le gambe, sottosopra, con i piedi all’aria, ma niente…finalmente scopriamo che Giò riesce a tenerci tutti nell’inquadratura grazie alla sua macchina super tecnologica, così ci mettiamo il cuore in pace e andiamo cenare in un posticino ai piedi della torre.

La nostra visita alla città prosegue poi tra il parco degli uccelli


le Batu Caves che meriterebbero un capitolo a parte, 272 gradini

sovrastati dall’imponente statua dorata della dea della guerra Murugan, per raggiungere il santuario indù che è custodito all’interno di questa immensa caverna, popolata da pipistrelli e soprattutto da decine e decine di scimmiette.

Si prosegue con la visita all’interno delle Petronas Tower, dello Sky Bridge e cena al ristorante della Menara Tower… romanticissima e una vista a 360° che toglie il fiato!!!

Diciamo che Kuala Lumpur è una città molto giovane, non ha molta storia da raccontare e in effetti, a parte le meravigliose torri, non ci ha entusiasmato più di tanto. Forse dedicare alla città 4 giorni interi è un po’ troppo, però una visita la merita comunque.
Partiamo quindi alla volta delle Perhentian. Il viaggio ci spaventa un po’… diciamo che il mezzo con cui dovremmo partire non ispira molta fiducia. Si vola con la Berjaya Air. Ma in un modo o nell’altro arriviamo a Redang. Qui attendiamo per più di un’ora l’arrivo di Mama che con la sua barchettina trasporterà noi e i nostri immensi bagagli al Coral View Resort.
Quello che ci attende è il paradiso

la prima cosa che facciamo è toglierci le scarpe e assaporare a pieno la sensazione di avere quella sabbia fine e calda tra i piedi…dal quel momento in poi non sapremo neanche più che cosa sia un paio di scarpe!!!
Sbrighiamo molto velocemente le pratiche per l’assegnazione delle camere e corriamo subito a vederle… 3 deliziosi bungalow vista mare, praticamente quasi sulla sabbia stessa, tutti interamente costruiti in legno e veranda con tavolino e sedie!!! Bellissimi!!

Posate le valige infiliamo su il primo costume e corriamo riempire lo stomaco con qualsiasi cosa… sono quasi le 16.00 e non abbiamo fatto neanche colazione!!! :???: Mangiamo quello che capita, perché non vediamo l’ora di fare il primo bagno in mare… ma prima di andare in spiaggia fermata allo Shop del Coral… non l’avessimo mai fatto… qui la Francy nota una graziosissima collana di perle viola… sarà il nostro tormento per tutta la vacanza!!! :shock:
Nell’isola il tempo sembra fermarsi, tutto si muove lento, noi stessi ci adeguiamo ai suoi tempi. Sveglia mattina presto, poi mare, pranzettino, poi ancora mare, cena non troppo tardi perchè altrimenti rimane ben poco e alle 23.00 luci spente e tutti a dormire…
se vien sonno, altrimenti si fa come noi che ci troviamo quasi ogni sera in veranda a giocare a carte, a fotografare gechi, oppure semplicemente a ridere e scherzare insieme.
Anche se piccola, l’isola ha molte cose da offrire e noi ovviamente non ci facciamo scappare niente… grandi mangiate, per chi piace la loro cucina, pisolini sulla spiaggia a tutte le ore, massaggi, passeggiate nella giungla, castelli di sabbia e soprattutto grandi nuotare in quel mare favoloso, ricco di pesci e coralli di ogni tipo. Facciamo conoscenza anche con le due tartarughe marine che abitano proprio davanti alla spiaggia… giocare e nuotare con loro è una sensazione che non scorderemo mai!!!

Andiamo anche a visitare isole e spiagge vicine come Turtle beach, e Rawa

posti incantevoli assolutamente da non perdere!!!
Un bel giorno abbiamo anche l’onore di intraprendere una bella discussione animata con altri 2 turisti inglesi il tutto per un pezzetto di spiaggia che a sentir loro, ritenevano essere privata!!! Dunque…dopo aver superato l’ultimo scoglio raggiungiamo la nostra spiaggetta preferita dove qui troviamo questa coppietta appartata. Appena accenniamo a mettere giù anche noi i nostri teli mare vediamo uscire fumo nero dalle orecchie di lei. *-) Tutta agitata prende altri teli che aveva nella borsa (è normale andare in spiaggia con altri 3 teli di scorta!) e stende sulla sabbia anche quelli. Poi sposta il suo più vicino al mio facendo andare la sabbia sopra… a quel punto Giò chiede se c’è qualche problema…e li scoppia il finimondo:D loro rivendicano il LORO spazio, dicendoci che noi non dovevamo invadere la LORO spiaggia… la LORO spiaggia!!! Noi rispondiamo per le rime, dandogli “The King and the Queen of the beach”, dicendo loro che ovviamente se volevano la spiaggia dovevano comprarsela e il battibecco continua per alcuni minuti… diventa quasi una scena comica, noi con il nostro inglese cerchiamo in qualche modo di far capir loro che stanno sbagliando, che sono in torto… sfido chiunque a dagli ragione!! E per concludere in bellezza la discussione, parte un bel “Don’t break my balls!!!” :D in risposta ad un loro insulto… Fantastico!!! A quel punto non gli rimane altro da fare che prendere le loro cose ed andarsene…
Non era questo in nostro intento ovviamente, la spiaggia non è di nessuno, tanto meno nostra … ma credo che ormai non potevano far altro!!!

Così i giorni trascorrono piacevolmente, il tempo passa, il nostro passatempo preferito è prendere il sole, e appisolarci sulla spiaggia ma soprattutto dopo alcuni giorni già trascorsi qui la Francy ancora non ha comprato la sua collana di perle o meglio dire, Nicola ancora non gliel’ha regalata.

Comunque, litigata con inglesi a parte, la nostra permanenza alle Perhentian è stata divina, tutto è stato perfetto credo che da una vacanza non ci si possa aspettare di meglio.
Forse per qualcuno di noi l’unico problema è stato il cibo … Ciro è andato avanti per 15 giorni a forza di hamburger e French fries… scoprire che dopo il suo ormai tanto odiato pasto poteva anche gustarsi un Milk Shake Chocolat è stata come una manna dal cielo!!! Peccato l’abbia scoperto solo il giorno prima della partenza!!!! :flirt: Io e Franci campiamo grazie ai Tuna Sandwich e Tuna salad a pranzo, e tanto per rimanere un po’ legati a casa, spaghetti alla bolognese per cena. Ogni tanto io mi lancio con qualche gamberone alla griglia…lei invece azzarda con qualche zuppetta che… a vedere dalla faccia non gradisce molto. Nicola, Laura e Giò invece se la passano meglio… pesce fresco scelto al momento, pesato e cucinato alla griglia tutte le sere!!! Beati loro!!!
Comunque tutto sommato diciamo che la cucina italiana per noi rimane la migliore, ma per trovarci dall’altro capo del mondo di sicuro poteva andarci peggio.
Dopo 6 giorni trascorsi qui alle Perhentian ci dobbiamo trasferire nell’isola di Redang per altri 2 giorni, e la Francy non ha ancora la sua collana di perle viola. Nicola ormai esausto di sentir nominare questa collana :D prima di salire sulla barchetta entra nel negozietto… la collana di perle non c’è più!!!!!!!!!!! Una signora tedesca l’ha comprata poco prima!!! Arrrgggghhhh poveri noi, anzi Povero Nicola!!!! La Francy sbraita!!! :shock:
Ma dobbiamo andare… Mama ci sta aspettando per portarci a Redang.
Non so, forse perché le Perhentian sono più incontaminate, o forse perché ormai ci eravamo abituati a quei ritmi ma quest’isola ci ha un po’ delusi.
Noi alloggiamo al Redang Beach Resort,. E’ invaso dai turisti, per di più orientali.
Qui è tutto programmato al minuto, alle 8 colazione, alle 10.00 snorkeling time, alle 12.00 pranzo, alle 15.00 snorkeling time, alle 19.00 cena :shock: E tutti uno dietro l’altro in fila come tante formichine, tutti che fanno le medesime cose, tutti che si muovono allo stesso modo… Ma dove siamo capitati!!! No no…noi ce ne stiamo belli e rilassati da soli sulla spiaggia… così prendiamo i lettini a disposizione e li spostiamo in avanti vicino alla riva… tutti ci guardano male. Stendiamo i nostri teli mare e tutti ci guardano ancora peggio. Ma che vogliono questi…
Poi li guardiamo bene. Sono tutti uno accanto all’altro con giubbottino rosa già indossato e mi raccomando ben allacciato e maschera con boccaglio in mano…aah…ma è lo snorkeling time…
e noi non siamo ancora pronti!!!!

Nota positiva di questi 2 giorni è il cibo.. A pranzo ce la caviamo con hamburger ed hot dog, mentre per la cena andiamo al Laguna Resort, proprio accanto al nostro, dove c’è un delizioso ristorantino alla carta dove si mangia davvero divinamente. C’è addirittura un’ottima pizza!!


Il tempo non è neanche dalla nostra parte, nuvoloni neri sovrastano l’isola e a noi non rimane altro da fare che gironzolare qua e là. Ne approfittiamo anche per comprare souvenir e regalini vari allo shop del Laguna… qui c’è davvero di tutto, tranne la collana di perle viola che voleva la Francy!!! Ci divertiamo anche a sfilare e provare abiti e cappelli in vendita :D, in qualche modo dobbiamo far passare il tempo.

Così, in un modo o nell’altro, trascorrono così questi 2 giorni. Siamo pronti per partire alla volta di Singapore… un po’ ci dispiace lasciare quel mare… ma sotto un certo punto di vista non vediamo l’ora di andare via da li. Redang ci ha un po’ delusi. Così sempre con l’aereo della Berjaya raggiungiamo la nostra ultima destinazione. Singapore.
Alloggiamo al Link hotel. Molto grazioso e arredato in stile orientale. Lasciamo i bagagli e partiamo alla scoperta di questa città. Andiamo subito alla ricerca di un posto dove sfamarci, ancora una volta siamo partiti senza aver fatto colazione. Dopo parecchie indecisioni decidiamo di dirigerci verso Ochard road, forse li troviamo qualcosa. Dobbiamo quindi prendere la metropolitana…Rimaniamo sbalorditi da come sia tutto lindo e pulito. Sui muri non vi sono graffiti ma mosaici e i pavimenti di marmo splendono. Arriviamo in centro, non sappiamo dove girarci, con il naso all’insù si vedono solo i grattacieli di questa strana città. Singapore, la città dei divieti assurdi, dell’ordine e pulizia per eccellenza. Qui tutto deve funzionare alla perfeziona e tutto funziona alla perfezione. Entriamo in un centro commerciale. Noi dobbiamo ancora mangiare. Il 4° piano è tutto riservato ai ristoranti… peccato siano tutti stile orientale. No, io non ce la faccio a mangiare quelle cose. La Francy butta l’occhio fuori dal vetro… vede una M enorme gialla. Forse la nostra salvezza. Ci dividiamo, qualcuno mangia orientale, noi ci dirigiamo verso il Mac. Capire come si fa ad attraversare la strada è un’impresa… chiediamo informazioni e scopriamo che ogni negozio ha un sottopassaggio. Scendiamo le scale… sotto terrà c’è un’altra città!!! Finalmente riempiamo le nostre pance e aspettiamo i nostri amici… anche loro devono capire come si arriva dall’altra parte della strada.
Di nuovo insieme decidiamo che forse è arrivata l’ora di fare del vero shopping!!! Si aprono le danze :D Da questo momento in poi le uniche parole che escono dalle nostre labbra sono : How much? Nooooo. Ok!!!
Ovviamente questo però non vale per Nicola, lui imperterrito domanda in italiano, ricevendo risposte in inglese!!! E il bello è che lui è quello che contratta meglio!!! E’ uno spasso guardarlo!! :serenata:
Alla fine della giornata siamo talmente sfiniti che riusciamo anche a perderci dentro un centro commerciale… ci ritroviamo in scale segrete e sgabuzzini nascosti che dobbiamo farci scortare fuori da una guardia!! :D
Il giorno seguente è dedicato a Sentosa! Se avessimo saputo che si trattava semplicemente di un grande parco di divertimenti, avremmo dedicato la giornata certamente ad altro. Comunque facciamo un pacchetto con le attrazioni principali, ormai siamo qui! Prendiamo la Cabol Car. Qualcuno soffre di vertigini


Arriviamo all’altra sponda. Spuntino d’obbligo perché ancora una volta non abbiamo fatto colazione e intanto cerchiamo di capire dove dobbiamo andare. Una guida con annesso gruppo di 50 vecchietti circa dovrebbe accompagnarci nelle varie strutture… non se ne parla. Li abbandoniamo subito dopo l’acquario. Poi cinema 3d

Torre panoramica e giretto sui mini go-kart dove ci siamo divertiti da matti. Torniamo in albergo. Dobbiamo andare a fare il Safari notturno allo zoo di Singapore. Esperienza positiva e bello anche lo spettacolo subito dopo. Ma non vediamo l’ora di uscire di li per andare a mangiare in un ristorante italiano scoperto la sera prima!!!! Ristorante Il mondo mio, sulla Riverside View (sito) . Ormai sono quasi le 22.00. Chissà se ci danno ancora da mangiare. A Singapore uno dei tanti strani divieti è quello di non poter servire da mangiare la sera tarda. Ma arriviamo li e il cameriere italiano ci accoglie come se fossimo amici da anni!!! Sfogliare quel menù è per noi come leggere un libro sacro. Pasta alla carbonara, mozzarella di bufala, gnocchi alla sorrentina, tagliata di manzo con rucola e grana… stiamo sognando!!!!:serenata: Arriva il cuoco, è anche paesano di Ciro!!! Ci consiglia cosa prendere e che tipo di cottura desideriamo. Mangiamo divinamente e i nostri uomini gustano anche un buon vino rosso.
Scopriamo anche che il cameriere è Barese come Nicola… sentire 2 baresi parlare in dialetto a Singapore, è qualcosa di indescrivibile :D
Rimaniamo solo noi nel ristorante, il cuoco e il cameriere si siedono al nostro tavolo, offrendoci e bevendo con noi grappa e vino. Si parla di tutto, dell’Italia, di Singapore e il tempo passa senza neanche accorgersene. Si sono fatte le 2:30 di notte. E’ davvero ora di andare. Domani ci aspetta una lunga giornata… Si torna a casa.
Prendiamo 2 taxi. Lungo la strada vediamo forse un altro lato di Singapore. Gente che barcolla ubriaca, che si sdrai a terra, che rimette. In fondo Singapore è una città creata a misura di turista. Quello che vediamo è solo quello che ci vogliono far vedere, la bella facciata. Singapore è la città dei divieti assurdi, della pulizia quasi ossessiva, forse l’unica dove una volta alla settimana passano a buttare pesticidi con aerei sopra la città per non far nascere mosche e zanzare. Come dice un caro e saggio amico, la città dove per assurdo anche le foglie per cadere dagli alberi devono chiedere il permesso alle autorità e guai se cadono in modo sbagliato. Si, Singapore oltre a essere tanta tecnologia a prezzi folli è anche tutto questo. Tutto sommato però Singapore piace, attira. Anche essa merita comunque una visita.
Alla fine però arriva anche per noi il giorno della partenza. Lasciamo le valige nella hall dell’hotel per andare a visitare Little India e ChinaTown. Sulla prima poco o niente da dire, chinatown invece ci piace proprio. Meno caotica di quella malese e con più varietà di prodotti. Forse ci piace anche di più perché lo giriamo trasportati su questi trabiccoli

con sottofondo musicale decisamente occidentale!!
Visitiamo anche il Tempio d’oro che si trova proprio prima dell’entrata al mercatino. Bellissimo. Entrare ci fa un certo effetto. I monaci buddisti stanno pregando e quella strana cantilena risuonerà per qualche giorno nelle nostre menti.

Fuori dal tempio mangiamo il nostro ultimo pasto a base di hot dog con carne di maiale!! Soddisfatti quindi ci rendiamo però conto che ormai è ora. Dobbiamo tornare in hotel, prendere le valige e andare in aeroporto.
Il nostro viaggio è giunto al termine. Si tirano le somme e si fanno le considerazioni.
Sicuramente questo viaggio ci ha arricchito molto, ma dobbiamo tornare alla vita di tutti i giorni.
Una cosa è certa però, il rientro a casa per una di noi sarà reso un pò speciale da una piacevole sorpresa. Dentro la sua immensa valigia arancione, in fondo ad una tasca, dentro un sacchettino di plastica, si nasconde per lei…
una collana di perle viola!!!!

Pin It
Tags:

Ci sono 27 commenti su “Un viaggio tanto atteso… Malesia e Singapore

  1. Brava! Brava! Brava! :ok::rose:
    L’ho letto tutto d’un fiato, mi è piaciuto tanto!!

    :D …..Lina Wertmuller ci potrebbe tirare fuori un film “a colori”: “Il mistero della collana viola scomparsa nell’azzurro mare delle Perenthian e ritrovata nella valigia arancione”!!!

Lascia un commento

Commenta con Facebook