Seychelles, 12 giorni a La Digue

12 giorni a La Digue, il nostro paradiso

Abbiamo iniziato a cercare la meta della nostra vacanza di settembre 2008 circa 4 mesi prima… in realtà non avevamo un’idea precisa di dove andare pero’, reduci da una vacanza del 2005 fai da te a Capoverde / Boavista, cercavamo una meta simile, un posto a portata di persona dove non ci fosse confusione e dove potersi rilassare e godere le spiagge e il panorama.
Inizialmente abbiamo valutato le maldive anche se forse molto turistiche ma poi le abbiamo scartate perchè a settembre eravamo dubbiosi sulle condizioni climatiche che avremo trovato.
Cosi poi Alessandro mi ha proposto le seychelles! se devo essere sincera le avevo sentite nominare ma ero totalmente ignorante su questo tipo di isole, sapevo solo che si trovavano nell’Oceano Indiano.

Cosi iniziamo ad leggere qualcosa sul sito seychelles.travel.it che devo dire è davvero completo e riporta molte informazioni utili.
Prima di decidere di organizzare tutto “fai da te” ci siamo informati anche in agenzia ma onestamente se fate più di una settimana non conviene e poi ovviamente le agenzie tendono a mandarvi nei villaggi tipo La digue Island Lodge oppure il Patatran, che per carità… belli.. ma a noi piace di più, se possibile, appoggiarci a qualche struttura locale più integrata nel posto, mangiare nei loro ristoranti ed evitare le vacanze “tutto incluso in stile italiano”.
Abbiamo scoperto pero’ che le seychelles sono molto care, sia come viaggio ma soprattutto come mangiare e alloggi e in particolare tra le 3 isole La Digue è la piu’ cara ma a nostro avviso li vale tutti.
Tra le 3 isole piu’ famose delle syechelles: Mahè, Praslin, La Digue abbiamo scelto la più piccola e tranquilla, abbiamo letto che è l’unica che si puo’ girare a piedi o in bicicletta e che ci sono poche auto e uno stile di vita molto diverso dalle altre isole. Ci sono altre isole ancora più piccole, Cerf island ad esempio, Silouette o altre ma sono molto costose…
Decidiamo quindi di soggiornare tutto il tempo a La Digue, vuoi perchè non ci piace passare la vacanza sempre con la valigia pronta alla prossima destinazione e vuoi perchè ci è sembrata l’isola che più si addicesse al nostro stile di vacanza. Ripeterei sicuramente questa scelta di cui non mi sono per niente pentita, soprattutto dopo aver trascorso il mio ultimo giorno a Mahè.

Verso Maggio/giugno iniziamo quindi a cercare una struttura, potrete scegliere tra piccoli alberghi (guest house) molto convenienti, oppure bungalow tutti vostri, o condivisi, dove fare il self catering. Si tratta di bugalow che all’interno hanno una piccola cucina dove potrete preparare voi stessi da mangiare. Abbiamo optato per il self catering, non solo perchè era presente la cucina ma anche per avere un bungalow tutto nostro, con una veranda fuori in cui poter stare al ritorno dalla spiaggia o dove poter mangiare prendendo la cena al take away per risparmiare un po’ (ve lo consiglio).
Abbiamo anche letto altri racconti di viaggio, e in particolare in un racconto era stata ben descritta una struttura nuova che si chiamava Villa Creole, la trovate anche sul sito seychellestraver sopra citato. E’ un self catering composto da solo 4 bungalow più la reception.
E’ un po’ piu’ costosa delle altre strutture ma ne è valsa davvero la pena!!! E’ una scelta che rifarei ad occhi chiusi e che sono proprio felice di aver fatto!
Avevamo un bungalow fronte spiaggia, proprio davanti ad un pezzo molto carino di Anse la Reunion. Un bungalow di circa 60 mq tutto per noi, con un piccolo salottino e cucina nuovissima con microonde e tutto cio’ che serviva, una camera molto spaziosa e nuova con condizionatore, un bagno enorme (quanto quello di casa mia) e tutto nuovo! Fuori poi c’era una veranda con due sdraio e un tavolo di legno dove spesso mangiavamo guardando il mare… meglio di cosi non ci poteva capitare! Ve lo consiglio. Se ci andate chiedete dei bungalow 1 o 2 che sono quelli davanti dove si vede il mare.
Dal momento che passavamo ben 12 giorni a La Digue ho trattato un pochino il prezzo del bungalow. Prenotiamo tutto e siamo pronti a partire, vi consiglio di prenotare con un po’ di anticipo perchè i posti gia 3 mesi prima iniziavamo ad esaurirsi, un’altra struttra carina dovrebbe essere Fleur de Lys oppure ci hanno detto anche Anse Severe Bungalow. Da fuori abbiamo visto molte strutture passando per la passe o per l’altra strada interna, anche Yang Ylang dovrebbe essere molto carino ma l’idea di vedere il mare dalla veranda del bungalow ci affascinava troppo e abbiamo preferito spendere qualcosina in piu’ per stare a Villa Creole.
Il volo lo potete fare con airseychelles oppure con Qtar che pero’ fa scalo. Noi abbiamo prenotato il volo direttamente su http://airseychelles.it/cosi anche il volo interno che viene gestito sempre dalla stessa compagnia, è molto comodo.

Si parte il 31 agosto 2008 con air seychelles, compagnia delle seychelles molto seria, partenza da Milano Malpensa e atterraggio a Mahè. Il volo dura circa 8,30 ore. A bordo vi verrà offerta una cena creola, potrete scegliere tra carne o pesce, io consiglio vivamente il pesce perchè se vi capita il manzo è buono ma molto duro. Il viaggio è andato bene anche se personalmente viaggiare di notte non mi piace, ne io ne Ale siamo riusciti a dormire in aereo se non per mezz’ora al massimo, cosi siamo arrivati a Mahè la mattina presto davvero stanchi.
Appena scesi dall’aereo sentiamo subito un’ondata di moderato caldo ma davvero molto umido rispetto al nostro, d’altra parte siamo arrivati in un’isola tropicale!
Consiglio: i seychellesi hanno la mania di tenere sempre l’aria condizionata molto alta, sia in aereoporto che in banca ad esempio e cosi anche in aereo! Portatevi una felpa, io non ce l’avevo e ho patito un po’ di freddo.
Alle 8:30 ora locale delle seychelles avevamo la coincidenza per il volo interno per Praslin. Reduci dal viaggio a Capoverde ci aspettavamo gia un piccolo aereo molto traballante quindi appena atterrati abbiamo preso entrambi la xamamina, sapendo che poi avremmo anche dovuto sopportare il traghetto.
Prendiamo questo piccolo bimotore turbopropulsore, ovviamente rispetto all’aereo internazionale si sentono un po’ i vuoti d’aria e vi farà un effetto strano se non l’avete mai preso, ma per fortuna il volo è molto meno scosso di quanto ci ricordavamo a capoverde, oppure la xamamina aveva gia fatto effetto! Arriviamo a Praslin e fuori dall’aereoporto ci sono una serie di taxi in fila pronti a ricevere i turisti. Prendiamo il taxi che per arrivare al porto ci chiede 20 euro.
Il taxista ci ha chiesto se volevamo cambiare euro in rupie.. con il cambio state attenti! Il cambio in nero è conveniente, se si contratta bene si puo’ arrivare a cambiare anche a 1euro=16 rupie se invece volete essere tranquilli di poterli poi ricambiare in euro alla partenza allora affidatevi al cambio ufficiale in banca, tenete la ricevuta cosi prima di ripartire in aereoporto potrete rifare il cambio. Il cambio ufficiale è poco conveniente, quasi 1 a 10,8.
A la Digue, ove possibile cercate di pagare sempre in Rupie, cambiatene poche per volta ma evitate il più possibile di affidare il cambio ai gestori di ristoranti o piccoli market perchè applicheranno il cambio 1 euro = 10 rupie e comunque se anche pagate in euro nella maggior parte dei casi vi daranno il resto in rupie.
Alle seychelles sono molto “affamati di euro” quindi ovviamente lo preferiscono e tendono sempre a fare dei cambi poco piacevoli.

A La digue ci sono diversi piccoli market ben forniti, ovviamente è una piccola isola non vi aspettate il grosso supermercato. In particolare pero’ da Gregorie’s, uno dei piu’ grossi market presenti sull’isola potete trovare di tutto. L’acqua, nonostante venga fatta a mahè o praslin, è molto cara, circa 1 euro la bottiglia. Io vi sconsiglio di acquistare carne che comunque è importata e spesso molto dura. Noi a La digue non abbiamo trovato gran che per fare dei panini, non abbiamo mai trovato prosciutto ad esempio o qualcosa di simile cosi, le poche volte in cui abbiamo mangiato dei sandwich in spiaggia, ci siamo arrangiati con tonno e mayonese.
Spesso vendono delle confezioni molto grandi e non troverete le “vie di mezzo”. Devo dire che le cose sono piuttosto costose ma dobbiamo sempre pensare che è un isola e tutto viene importato. Se possibile sempre per lo stesso motivo prediligete il pesce alla carne, siete sicuri che sarà fresco e tenero.

Proseguiamo quindi con il nostro viaggio…
Arrivati a Praslin veniamo scarrozzati dal taxista al porto per 20 euro, facciamo il biglietto per il traghetto. Potete prendere andata e ritorno oppure solo andata, Andata e ritorno è conveniente perchè vi costerà 20 euro a testa. Invece prendendo singolarmente la tratta costa 12 euro. Se prendete andata e ritorno dovrete pero’ dire gia l’ora e giorno in cui tornerete, noi non eravamo in vena di fare calcoli cosi abbiamo preso solo andata!

Il traghetto al contrario di quello che avevo intuito dai vari racconti non è per niente vecchio, è più bello dei traghetti che possiamo vedere sui nostri Lago di Garda o di Como ad esempio, molto comodo. L’unica pecca è che il mare è abbastanza mosso quindi il traghetto vi farà fare dei bei sussulti. Se soffrite un po’ vi conviene stare all’interno.
Finalmente alle ore 11:00 di mattina, cotti come non mai, siamo al porto di La Digue (jetty).
Ci viene proposto di prendere un taxi. La Digue ora non è proprio senza auto, c’e’ qualche taxi motorizzato forse una diecina e i mezzi delle strutture private o aziende, i privati invece non possono avere un auto. Troverete anche i classici taxi/carretti trainati dai buoi che sono molto carini.
Noi decidiamo per il risparmio pensando che la strada da fare sia poca! Cosi valigia a rotelle alla mano, due zainetti e partiamo alla ricerca del Villa Creole.
Lise, la proprietaria mi aveva detto di prendere il taxi se avessimo avuto dei bagagli pesanti, ma noi abbiamo provato a farcela a piedi, con tutte queste coincidenze non sapevamo l’ora esatta del nostro arrivo cosi, a differenza di chi va al Patatran o a La Digue island Lodge nessuno ci attendeva al porto, ma abbiamo preferito cosi.
Ci incamminiamo per la strada e ogni passante ci saluta e ci da una mano a trovare la strada, che comunque non era per niente difficile. Mentre passiamo molte persone ci chiedono dove siamo diretti fino a che, ad un certo punto, si ferma una signora e un signore in bici e ci chiede dove siamo diretti, e noi: Villa Creole, loro iniziano a ridere! era proprio Lise.. la proprietaria e il marito!
Ci dice di fermarci e chiama con il cellulare il figlio che dopo 5 minuti arriva in bicicletta, prende la nostra valigia e la trascina per le ruote guidando la bicicletta mentre noi lo seguiamo a piedi. Eccoci finalmente al bungalow, una piccola struttura che si trova a metà strada tra La digue Island Lodge e il Paradyse Flycatcher’s Lodge.
Sono solo 4 bungalow tutti nuovi con un giardino molto ben tenuto davanti, tutti bianchi, con lo spazio per la bici, la doccia esterna davvero molto molto belli! All’arrivo ci aspettano due bicchieri con acqua di cocco che io avevo gia assaggiato in Brasile, a me piace molto, Alessandro invece ne è rimasto deluso! Forse si aspettava più un succo che un acqua dolce! Diamo una breve occhiata al bungalow e di fronte a noi un pezzettino molto carino di Anse La reunion, eravamo veramente sbalorditi!
Purtroppo eravamo troppo stanchi per renderci bene conto dove ci trovavamo, avevamo un leggero arretrato di sonno, cosi dopo una spiegazione di come funzionava il bungalow Lise ci lascia riposare, apriamo la valigia al volo, ci infiliamo il costume, prendiamo i teli mare che Lise ci aveva fatto trovare nel bungalow e ci buttiamo in spiaggia subito a riposarci un po’.
Ci eravamo appena addormentati all’ombra di un grosso albero quando iniziamo a sentire un forte vento e qualche goccia d’acqua… da li a poco ha iniziato una specie di tempesta! Vento fortissimo e pioggia, addirittura alcuni pezzi di rami si staccavano e cadevano a terra. un tempo davvero brutto. Cosi ci ritiriamo nel bungalow e dormiamo 2/3 ore giusto per riprenderci un po’.
Quando ci siamo svegliati verso le 17:30 stava ancora piovendo e ha continuato anche il giorno successivo!!! Abbiamo subito data per spacciata la vacanza ma fortunatamente il tempo poi è migliorato.
La sera alle 18:30 è gia buio, se volete girare senza investire nessuno o senza essere investiti da una bicicletta che gira senza luci portatevi una torcia. Noi ne avevamo acquistata una a led per la modica cifra di 5 euro che faceva molta luce e ci ha fatto davvero comodo. Se ve la dimenticate non vi preoccupate la troverete da Gregoire’s!
Dimenticavo di dire che è importante che vi portiate un adattatore della corrente perchè li troverete le spine inglesi, il voltaggio invece per fortuna è uguale. Nel bungalow c’era gia un adattatore e con il nostro eravamo a due.

La sera mentre pioveva ci armiamo di ombrellone che abbiamo trovato nel bungalow (portatevene uno) e ci incamminiamo verso la passe per andare a mangiare qualcosa, incontriamo il cartello di zerof che indica 600 mt e cosi ci incamminiamo.
Dopo un po’ di strada a piedi sotto la pioggia eccoci arrivati, il posto è molto carino, ha un’ampio spazio esterno coperto. Zerof è sia un ristorante che un take away e affitta anche camere.
Ci sediamo e notiamo subito che ci sono molti turisti tedeschi! Una simpatica e allegra signora canticchiando ci porta al tavolo la classica lavagna dove con il gessetto è scritto il menù della serata, io e Alessandro ci siamo simpaticamente messi a ridere, lo abbiamo trovato molto caratteristico!.
Zerof ha sempre un menù fisso dove propone una zuppa o antipasto, due tipi di pesce e o carne e un dolce. Si spendono circa 150 rupie a testa.
La prima sera non avevamo ben capito che quello era un menù fisso, abbiamo provato a chiedere alla signora ma ne abbiamo capito ancora meno, sbirciando un po’ nelle portate altrui poi abbiamo capito che ci porgeva il menù solo per capire se andava tutto bene o volevamo saltare o sostituire qualcosa. Diamo il via al menù…
All’inizio ci porta un piattino di breadfruit, che loro usano piu’ o meno al posto delle patatine fritte, lo troverete preparato in vari modo, a filettini, a pezzi grossi, a sfoglia, è molto buno.
Poi ci porta una zuppa di verdure che con la pioggia ci stava anche bene, c’erano carote, sedano e patate, anche quella molto buona. Poi ci porta un piatto di pesce grigliato con patate senza salse, altrettanto buono! Un piatto con del manzo al curry con patate, un po’ duro come di sovente (spesso la carne viene fatta con il curry) e una esagerata quantità di pesce rosso in salsa creola (pomodoro, cipolla e non so che altre spezie o verdure) che pero’ non siamo riusciti a terminare.
Per finire una fetta di ananas credo sciroppato e per ultimo un te’ al limone.
Nonostante avessimo fame perchè avevamo saltato il pranzo eravamo pieni e non siamo riusciti a terminare tutto. Ci è piaciuta molto questa prima cena.
La cucina creola è molto speziata, la carne in particolare la troverete quasi sempre al curry quindi piccante e il pesce potete trovarlo grigliato oppure in salse creole che a quanto ho capito sono a base di pomodoro, varie verdure e qualche spezia ma poco o per niente piccante. Tutto sempre accompagnato da riso. Ovviamente loro non hanno la cultura del primo o secondo ma portano un piatto unico accompagnato da riso.

Il secondo giorno ci alziamo presto speranzosi che la bufera sia passata e invece ha continuato a piovere!
Ci viene servita una ricca colazione a base di caffe’, fette tostate di pane con burro e marmellata fatta in casa (non ho idea di cosa). Un piatto con uova e Breadfruit e un piatto di frutta con 4 bananine piccole e due grosse fette di papaja o altre volte mango e un succo, a volte di mango, goiaba, cocco o altri strani frutti esotici. Non sempre riuscivamo a finire la colazione quindi spesso conservavamo le bananine e le portavamo con noi nello zaino per il pranzo.
Verso mezzogiorno sembrava si schiarisse un po’ ma ancora non abbastanza per andare in spiaggia cosi ne abbiamo approfittato per fare un giro all’interno del parco dell’Union Estate.
Mi raccomando conservate i biglietti di entrata perchè se entrate due volte a pagamento e alla terza mostrate i biglietti entrate gratis, noi non lo sapevamo e fortuna vuole che li avessimo conservati.
All’interno del parco l’attrazione più esilarante è sicuramente il recinto con le tartarughe giganti, sono veramente grosse, si trovano all’interno di un grosso recinto con un enorme masso granitico nel mezzo. Proseguendo c’e’ la zona con i cavalli, che volendo è possibile cavalcare, una piantagione di vaniglia e il vecchio cimitero. All’interno del parco ci sono anche dei bungalow (chalet) ma molto costosi e ovviamente proseguendo si passa da ANSE UNION per raggiungere la meravigliosa ANSE SOURCE D’ARGENT. Il tempo non era dei migliori quindi le spiagge erano completamente deserte. Non potendo sdraiarci al sole abbiamo attraversato tutte le spiagge da sorse d’argent, ad anse pierrot, anse aux cedres dove abbiamo incontrato un micio nero molto coccolone che ci ha condotti fino ad anse bonnet carrè e all’imbocco di un sentiero in pietre che probabilmente poi sfociava in anse marron che pero’ è abbastanza impervia da raggiungere.
La Digue e’ piena di cani randagi che comunque sono molto miti e coccoloni e non attaccano certo l’uomo, uno di questi ci ha seguiti e ha fatto scappare il micio attraverso una serie di palme. Se siete sensibili agli animali come me ed Alessandro portatevi un po’ di croccantini nello zaino, troverete sempre un cane da sfamare in spiaggia.

Torniamo indietro e decidiamo di fare una camminata anche per vedere LA PASSE e tutta la zona nord fino ad ANSE SEVERE e al PATATRAN, uno dei più grossi hotel dell’isola con il suo ristorante OCEAN aperto anche agli esterni. Decidiamo poi di tornare indietro.
Tornati al bungalow il tempo non si era ancora rimesso e ci siamo resi conto dal male di piedi che avevamo gia girato a piedi mezza isola. Le mie ciabattine infradito nuove prese da Bata mi hanno fatto venire un grosso mal di piedi e anche le ciabatte di Ale lo hanno presto abbandonato ( si sono rotte) cosi siamo stati in uno shop molto prima di La passe dove vendevano di tutto e ci siamo dovuti comperare le ciabatte alle seychelles! pagato con carta di credito senza commissioni aggiuntive del commerciante circa 20 euro. E felici e con i piedi risanati eravamo pronti ad una nuova camminata per il giorno successivo !!!
La sera abbiamo deciso, anche per non spendere proprio tutti i soldi, di provare il take away. Questa volta pero’ anziché andare da Zerof siamo andati a La passe e proprio in piazza c’e’ un insegna di un take away. Io ho preso il pollo al curry con patate e alessandro il pesce grigliato sopra al quale hanno messo un po’ di salsa al pomodoro.
Mettono uno strato di riso in una vaschetta di polistirolo e sopra la carne o il pesce. Il tutto per una spesa totale di 80 rupie! Il take away è davvero molto conveniente se avete una cucina e un microonde in cui scaldare il tutto. Torniamo al bungalow a piedi, mettiamo tutto nel microonde e gustiamo la cena in veranda.
Loro mangiano sempre verso le 19:30 quindi vi consigliamo di non andare troppo tardi al take away perchè, essendo frequentato anche da molti locali, rischiate di trovare poca scelta.

Il giorno dopo sveglia alle 8:30 e finalmente esce il sole, decidiamo di tornare a pagamento ad Anse sourge d’argent per vederla come si deve con il sole! e per fare finalmente un bagno!
Lo spettacolo è davvero mozzafiato, questi massi appoggiati sulla sabbia e l’acqua turchese che li ha levigati rendono il panorama davvero unico. Questa volta ci sono un po’ di turisti, per un po’ intendo forse una ventina di persone ma bisogna sempre considerare che questa è la spiaggia più famosa e che molte persone si spostano anche dalle altre isole per visitarla.
Fare il bagno non è semplicissimo perchè il fondale è molto basso e spesso pieno di piante, non so se siano alghe o altri tipi di piante ma sicuramente avrebbero fatto comodo le scarpine apposite. Noi non siamo amanti dello snorkeling e dopo aver visto il fondale del mar rosso onestamente qui abbiamo trovato pochissimo pesci, ma non siamo in grado di giudicare il fondale proprio perchè non abbiamo mai indossato pinne e maschera alle seychelles.
Se potete restate ad Anse Sourse d’argent fino al tramonto, molti turisti se ne andranno e la spiaggia sembrerà tutta per voi.
Usate delle creme con fattori di protezione molto alta e se avete paura di scottarvi prendete il sole dalle 15:30 in poi. Se per caso ve le dimenticate le hanno anche da Gregoire’s.
Per il pranzo avevamo preso delle pizzette la mattina sempre da Gregoire’s perchè a noi restava comodo, ma le vendono un po’ ovunque. Pranziamo quindi ad anse sourse d’argent con 3 pizzettine a testa e le banane prese dalla colazione della mattina. Volendo all’ingresso della spiaggia c’e’ anche un ristorante che personalmente non abbiamo mai provato.
Per cena decidiamo di fare la pasta (spaghetti che vendono sempre in ogni market) e sugo al pomodoro nel nostro bungalow.

Il giorno successivo decidiamo di andare a GRANDE ANSE nella costa sud dell’isola, per andarci pero’ è decisamente consigliabile utilizzare la bicicletta. C’è solo un piccolo particolare tecnico, io non salivo su una bicicletta da ben 15 anni e guidare per quelle strade talvolta sterrate mi ispirava davvero poco. Decidiamo di provarci, affittiamo le bici ma tengo presente che probabilmente avrei buttato via i soldi.
Faccio un po’ di prove come un’impedita e credo di potercela fare e cosi si parte, sempre pranzo con pizzette e banane nello zaino, piantina stampata dall’Italia per non perdersi, asciugamani o parei, un ombrellino acqua e via verso grande anse. Bisogna fare la strada per anse sourse d’argent e un po’ prima dell’ingresso troverete una strada a sinistra.
Il tragitto è davvero molto bello, si passa dall’interno dell’isola tra la folta vegetazione, tra case di locali con piantagioni di banane o qualche mucca, il paesaggio è mozzafiato e molto molto verde. Io che non andavo in bici da molto tempo nelle salite più ripide me la trascinavo a mano, considerando anche che la mia rampichino aveva solo 3 marce e non era cosi moderna diciamo!
Dopo un po’ di saliscendi e un finale in stradina sterrata iniziamo a sentire un forte rumore di onde e dopo poco eccoci arrivati. Vediamo subito un ristorante e li parcheggiamo i nostri potenti mezzi di trasporto (le biciclette). Grande Anse è molto bella, molto ventilata e con un mare blu/turchese con queste bellissime onde alte. Il mare è piuttosto mosso ma è molto divertente fare il bagno tra le onde e si sta molto bene perchè è sempre ventilata cosi come tutta la parte dell’isola opposta a La Passe. L’unico inconveniente è che la mattina non c’e’ molta ombra, il sole è dietro di noi e la poca ombra che fanno i massi sulla spiaggia è stata gia accalappiata dai pochi turisti presenti.
Stiamo al sole con la nostra protezione 30 che pero’, nonostante rispalmata ripetutamente, non ci ha salvati del tutto. Li per li non ci siamo resi conto che ci stavamo ustionando perchè il vento è molto forte e si sta bene, ma tornati a casa avevamo la pancia ustionata e un po’ anche la schiena.
Restiamo fino alle 16 e poi cotti dal sole ci incamminiamo verso i nostri bungalow. Una volta arrivati sorseggiamo un succo d’arancia acquistato al market per la modica cifra di quasi 5 euro!! ma ci andava molto! Giochiamo un po’ con il cagnolino pulcioso soprannominato da noi Zecca per la sua insistenza e poi ci prepariamo per la cena. Questa sera tocca alla pizzeria da Gregoire’s, a lato del market. Qui accettano gli euro ma se possibile pagate in rupie altrimenti vi applicano il cambio 1/1. Da Zerof invece abbiamo pagato in euro e sono stati piu’ onesti cambio 1/12.
La pizza è buona, teniamo sempre presente dove siamo! meglio di altre pizze mangiate qui in Italia! e vi consiglio la torta al cocco! spesa di circa 24 euro in due.

Nelle spiagge di Grande Anse, Petite Anse se volete trovare ombra andate il pomeriggio. Ad anse Reunion invece c’è più ombra la mattina ma li trovate sempre degli alberi o palme che vi salveranno. Anse Severe è più ombreggiata la mattina ma anche il pomeriggio troverete sempre qualche albero per ripararvi, è la spiaggia meno ventilata che abbiamo trovato.
Anse Gaulette, anse grosse roche, anse banane e anse fourmis invece hanno piu’ ombra il pomeriggio ma sono abbastanza assolate. In queste ultime cosi come a Grande Anse c’e’ sempre molto vento e si sta molto bene.

Per la cena questa sera proviamo Chez Marston, uno dei più conosciuti ristoranti dell’isola, troverete sempre molti turisti a mangire qui. Il proprietario è un signore molto buffo seduto sempre nel tavolo all’entrata a chiacchierare con qualche amico in creolo.
Leggendo altri racconti siamo giunti alla conclusione che qui è meglio non mangiare il polipo (octopus), molti lo hanno trovato duro. Alessandro ha preso fish and chips mentre io ho preso delle polpette di pesce in salsa creola. Devo dire che abbiamo mangiato molto bene, la mia salsa non era troppo piccante, il tutto accompagnato come sempre da riso e verdure (noi abbiamo mangiato spesso i crauti o insalatina). Per dessert la torta di cocco, io preferivo quella di Gregoire’s ad Ale piaceva di piu’ quella di Chez che viene servita con una salsa sopra, credo miele ma non ci metterei la mano sul fuoco, e una pallina di gelato. Vi daranno un cucchiaio per mangiarla ma chiedete una forchetta perchè è buona ma molto dura da tagliare!
Abbiamo speso circa 26 euro, qui vogliono rigorosamente euro e anche i listini sono in euro.
Nonostate avessimo la bici la sera io non me la sentivo di usarla perchè non c’e’ illuminazione stradale e molti girano in bicicletta senza luci quindi è facile andargli addosso. Se invece troverete la luna piena allora tutto è più illuminato e ce la potete fare!!!

Presa dimestichezza con le bici il giorno dopo decidiamo di fare una bella gita nella parte nord/est dell’isola. Qui la strada è un po’ meno faticosa rispetto a quella per andare a grande anse, anche se più lunga. Passiamo per Anse Severe, Anse Patate e la lunghissima Anse Gaulettes, interrotta ogni tanto da qualche murettino di pietre. Anse Grosse roche, la piccola Anse Banane e infine Anse Fourmis dove ci siamo seduti all’ombra delle due ultime palme infodo, dove poi il sentiero si ferma e se si vuole si puo’ proseguire a piedi, attraversando le rocce per arrivare ad ANSE CAIMAN. Noi non abbiamo proseguito perchè il sentiero sembrava un po’ impervio. La spiaggia era deserta, sembrava l’avessimo affittata noi! anche qui il mare è abbastanza agitato ma si sta molto bene perchè soffia sempre un bel vento. Putroppo eravamo reduci dalla scottatura del giorno prima quindi oggi niente sole!
Correndo in bicicletta per andare alla fine del sentiero un cane che soprannomineremo BANANA inizia a correrci dietro alla bicicletta ovviamente non con cattiveria, si divertiva a correre a fianco a noi in bici. Da quel giorno ha deciso di adottarci, ci ha seguito fino al bungalow e tutte le sere da questo giorno in poi dormiva li fuori sui gradini! era molto educato e non osava entrare, arrivava sempre a testa bassa e in cerca di coccole. L’ho soprannominato Banana perchè inizialmente non voleva prendere i pezzi di banana che gli offrivo, una sera ne ha mangiato uno, ha scoperto che gli piaceva e da li ogni sera si sparava 5/6 bananine! Lui e Zecca da questo giorno hanno fatto coppietta fuori dal nostro bungalow, spesso ci seguivano fino a ristorante e ci aspettavano fuori, o tornavano davanti al nostro bungalow.

Nei giorni successivi siamo tornati piu’ volte nelle spiagge già citate abbiamo solo evitato quelle più impervie come ad esempio anse coco oppure anse maron. Ad anse coco potete accedere dal sentiero per petite anse invece ad anse maron, se volete andare, vi consiglio di farvi accompangare da qualche locale.
Da La digue è possibile fare escursioni in barca anche ad altre isole piu’ piccole, Coco Island e Felicitè, per fare snorkeling, qualcuna è privata quindi se volete scendere dovrete pagare una specie di tariffa di entrata. Noi non abbiamo fatto escursioni perchè non ci interessava fare snorkeling ma le potete prenotare direttamente da piccole agenzia locali che trovate passeggiando verso la passe. A noi ad esempio le aveva proposte un ragazzo che aveva un chiosco di cocco.
A la passe vi proporranno di cambiare soldi, contrattate un po’, noi alla fine abbiamo cambiato poco e abbiamo usato il cambio ufficiale per poi poterli ricambiare in euro, ma a dire il vero siamo riusciti a finirli tutti.

L’ultimo giorno putroppo non lo abbiamo potuto passare a La Digue perchè il volo internazionale partiva alle 9:45 di mattina da Mahè il che significava trovarsi la alle 7:45 prendendo traghetto e aereo e non ce l’avremmo fatta. Cosi l’ultimo giorno avevamo prenotato il Daniella’s Bungalow a Mahè, vicino a beau vallon.
Cosi prendiamo traghetto per Praslin, di nuovo taxi, aereo piccolo e siamo a Mahè. Li prendiamo un altro taxi e per 25 euro ci porta ai bungalow. Alla fine costano più i taxi che mangiare fuori.
Arrivati a mahè la signora è stata gentilissima, la stanza ci è costata 110,00 euro con aria condizionata anzichè 90,00 perchè quasi tutti applicano un sovraprezzo se ci si ferma una sola notte! forse avremmo dovuto prenotare direttamente li ma abbiamo preferito fare tutto dall’Italia.
Ci offre un succo alla pesca e ci spiega come raggiungere Victoria per fare un giro. Passava un autobus che costava 3 rupie se vecchio o 5 se nuovo con aria condizionata.
Cosi ci catapultiamo a prendere il bus, gia passando in auto noterete la differenza tra La Digue e Mahè, ci sono industrie, case meno curate e case curate, palazzi grossi e tante automobili!
Prendiamo questo autobus vecchio da 3 rupie a testa, scassatissimo. Gli autisti guidano male e dopo 15 minuti finalmente possiamo scendere.
Arrivare a Victoria da La Digue è stato una specie di SHOCK!!! Macchine, confusione, traffico, tante persone, bus che ti fanno il pelo mentre passano, eravamo ebetiti e frastornati davanti a tutta questa confusione, passiamo dal mercato, molto caratteristico ma eravamo troppo sconvolti per apprezzare anche quello. Ora abbiamo capiti veramente la differenza tra La Digue e Mahè e ancora di piu’ abbiamo apprezzato la nostra scelta di passare piu’ giorni possibili a La digue! è piu cara ma ne vale davvero la pena.
Frastornati da Victoria riprendiamo il bus per farci riportare a Beau vallon.
Passeggiamo sula spiaggia, incontriamo una coppia di ragazzi che avevamo gia visto a La digue e con loro ci incamminiamo poi verso i bungalow e ci lasciamo.
L’unica cosa che ci è piaciuta di Mahè, anche se non possiamo giudicare da un solo pomeriggio, è stato il ristorante. Un ristorante dove si mangiava a buffet, sempre a beau vallon. 20 euro a testa, cena alle 7:30, ci si mette in fila e si prende al buffet quante cose si vuole, potete fare il bis o il tris e il prezzo non cambia, dolci compresi! Tutto molto buono! Dopo tutta questa confusione una cena rigeneratrice ci voleva proprio.

La mattina successiva sveglia alle 6:30 per lasciare le Seychelles, non senza danni!!! La cucina a quell’ora era chiusa ma la proprietaria ci disse che potevamo tranquillamente fare colazione da soli con frutta, pane e caffè. Convinti di saper usare la macchina che usano loro per fare il caffè Ale ci prova, bolle l’acqua butta il caffè e inizia a fuoriuscire un enorme quantità di schiuma marrone che non riuscivamo a fermare!!! Cosi puliamo tutto e abbandoniamo la colazione fai da te per un buon caffè e brioche all’aereoporto!!!
Wcon quasi le lacrime agli occhi lasciamo questo piccolo angolo di paradiso.

Se avete bisogno di informazioni potete scrivere e saremo lieti di darvi tutte le info che vi servono o per vedere le foto che abbiamo scattato… e sopratttutto BUONE VACANZE A CHI STA PER PARTIRE!
Godetevi le Seychelles

Pin It

Ci sono 5 commenti su “Seychelles, 12 giorni a La Digue

  1. Ciao! sto pensando di andare in vacanza quest’estate alle Seychelles e a dire la verità vorrei stare solo a La Digue.. Zucchibiru tu che hai fatto così la consigli questa soluzione?
    Potresti postare qualche foto della Villa Creole? Come cucinano per cenare alla sera lì? La spiaggia davanti alla guesthouse è bella o si è costretti ad andare sempre alle altre sull’isola? hai qualche foto della spiaggia della guesthouse?
    Oddio quante domande, scusa :)
    Grazie dell’aiuto!

Lascia un commento

Commenta con Facebook