Mau, mau…Mauritius!

Dopo varie indecisioni, partendo da Tenerife fino a Capo Verde, decidiamo di dedicarci una settimana alle Mauritius in un villaggio all inclusive, il Villas Caroline Hotel (della Eden) a flic en flac; l’agenzia a cui ci affidiamo ce lo consiglia e non si sono sbagliati in merito!

Partenza il 20 settembre da Malpensa, parcheggiamo l’automobile al ParkingGo, un parcheggio a cinque- minuti-cinque dagli arrivi/partenze dell’aeroporto (costo per 8 giorni, al coperto, 51€): quando arriviamo, paghiamo, lasciamo loro l’auto con le chiavi, carichiamo le valigie nei loro pulmini e dopo poco arriviamo con largo anticipo al Terminal 1! Aspettiamo un paio di ore, finchè aprono i check-in di Eurofly e ci posizioniamo in fila; al check-in chiedo dei posti nella fila da 2, quella vicino ai finestrini (le file sono da 2_4_2 e in fondo all’aereo da 2_3_2), vengo accontentata e belli felici ci appropinquiamo al gate! Era la prima volta che mettevo piede a Malpensa, l’area dopo i controlli è molto carina, con negozi fashion e super cari!Incredibile come negli aeroporti ci siano le confezioni, ad esempio di M&M’s, così grandi, mi affascinano sempre!….ma andiamo oltre!
Ci accomodiamo ai nostri posti 38A e 38C (sì sono attaccati, ma hanno una numerazione per conto loro!), e ci prepariamo per le dieci ore e passa di viaggio, pranziamo con del cibo italiano discreto (la crew è tutta italiana) e magicamente riesco pure a dormicchiare!Negli schermi dell’aereo trasmettono film, musica e giochini.
Arriviamo alle 8.30 a Mauritius, dall’alto notiamo che l’isola ha mare e vegetazione stupenda!dopo aver sbrigato i documenti della dogana e ritirato le valige (al piccolo aeroporto fanno ancora tutti gli spostamenti delle valige con la forza umana!) ci avviamo all’uscita e ci accoglie un ragazzo di colore con la scritta Eden; credendo che fosse un indigeno comincio a presentarmi con il mio “fluidissimo” inglese, ma il ragazzo mi risponde in romanesco e ridendo ci avviamo verso l’uscita vera e propria dell’aeroporto dove ci attende Antonella che si occupa dell’assistenza Eden nel villaggio; carichiamo le valigie su un camioncino, mentre noi ci accomodiamo in un pulmino che parte subito per flic-en-flac!
Comincio da subito a guardare fuori dal finestrino e a scattare foto mentre l’assistente ci spiega l’isola e la struttura alberghiera; mi affascinano le distese di canna da zucchero (una delle loro principali fonti di guadagno assieme al tessile e poi, solo al terzo posto, il turismo), passiamo davanti a molte fermate degli autobus (i quali sono tutti fatiscenti) a forma di casetta e tutte colorate, mi soffermo a guardare i grandi alberi che costeggiano la strada che stiamo percorrendo. Poi passiamo per la trafficata cittadina di Quatre Bornes e qui vedo la gente mauritiana nella loro vita quotidiana, come passeggia per le strade, come si comporta, quali tipi di negozi ci sono; vedo cani che hanno tutti un collare (e quindi un padrone, come mi han poi confermato) ma che scorrazzano liberi per la strada, vedo farmacie nelle quali non compreresti un’aspirina, vedo tantissime automobili Micra che mi fanno tornare un po’ all’occidente. Vedo, soprattutto, tanta gente a piedi, in motorino, in automobile con la faccia serena: molti di stirpe indiana, altri africana e pochi orientali.
Costeggiamo delle montagne, una a forma di testa di king-kong e l’altra assomigliante ad una fanciulla dormiente; dopo un’oretta e tanti campi di canna da zucchero arriviamo nella simpatica cittadina,in riva al mare, di flic-en-flac, varchiamo l’ingresso dell’hotel e scendiamo dal pulmino: ci accolgono con uno spuntino e ci consegnano le chiavi della camera, le valigie ce le portano loro e se le verrano pure a prendere al nostro rientro in italia.
Dopo un rinfresco facciamo due passi verso la spiaggia e la vista della distesa di sabbia bianca prima, e del mare cristallino poi, ci fanno emozionare. Saliamo in camera, l’hotel è strutturato in abitazioni a due piani (piano terra e primo piano), ogni piano una stanza con terrazzino, una camera accogliente con tv, un bel bagno grande con vasca/doccia, una cassetta della sicurezza in camera, un frigorifero piccolo e un armadio a vista: ci piace! solo la vista che mi offre il terrazzino basterebbe per decidere di vivere lì!Ammiro gli uccellini giallo e arancione intenso, e scruto le diverse tipologie di piante verdi che compongono il giardino del villaggio, insieme a tanti fiori colorati!
E’ ormai arrivata l’ora del pranzo: i pasti sono tutti a buffet con cibo italiano mischiato a quello mauritiano e indiano (ci sono anche serate a tema!), il cuoco è italiano e il cibo è ottimo, squisito, delizioso e in grande quantità. Le bibite sono incluse ai pasti e sono “al bicchiere”; nei fuori pasti cè la possibilità di prendere bibite al bar ma a pagamento, gratis ci sono, sia in spiaggia che vicino al bar, dei boccioni di acqua: attenzione l’acqua dei rubinetti non è propriamente potabile!
La giornata è splendida, e dopo un riposino andiamo in spiaggia a tastare l’acqua, peccato che per i miei gusti fosse fredda. Il tramonto arriva presto e così anche il giorno successivo.

Il primo giorno intero decidiamo di passarlo in loco, facciamo un giro per la cittadina: le loro case per la maggior parte sono un po’ malandate come le strade, ma a me piace molto questo loro modo di vivere, che non è un accontentarsi ma è proprio uno stare bene con cosa possiedono e con quel che fanno.
Andiamo al supermercato Spar a comprarci dell’acqua da tenere in camera e le cartoline, poi in posta compro i coloratissimi francobolli mauritiani. Il ritorno verso il villaggio lo facciamo per la bella spiaggia di flic-en-flac, il tempo non è ottimo, nuvoloso, ma non si sta male!La giornata passa tra spiaggia, tornei organizzati dall’animazione che è soft (per fortuna la sigla non è sparata dagli altoparlanti ogni cinque minuti, anzi l’ho sentita talmente poco che neanche me la ricordo!) e chiacchiere con gli altri ospiti che sono tutte coppie giovani!E così arriva un altro giorno.

Decidiamo di dedicare la mattina alla capitale, dopo colazione noleggiamo un taxi (30 € a/r, potevamo contrattare meno ma ci ha fatto da guida e quindi mi è andata bene così) e ci avviamo verso Port Louis.
Attraversiamo la cittadina di Beu Bassin, il taxista ci fa da Cicerone: il fiume sacro, la chiesa cattolica, i vari tempietti indù, le varie tipologie di mango e altre piante che incontriamo per la strada. Passiamo vicino a scuole, campi da calcio (sport più praticato assieme alle scommesse sulle corse dei cavalli!), contadini che raccolgono la canna da zucchero e donne che vendono la loro frutta coloratissima per strada!
Con l’avvicinarsi alla capitale il taxista ci porta per stradine “perse”, per evitare il traffico, e che ci ha fatto vedere altre realtà: piccole viuzze con case bianche “malandate” e gente che è seduta fuori a parlare con i vicini. Ci porta in due negozi, uno che vende magliette/polo/maglioncini firmati e l’altro oggettistica indiana, ma sono troppo cari e noi vogliamo solo andare alla capitale.
Finalmente ci siamo, eccola, Port Louis!
Il taxista parcheggia e ci accompagna per un pezzo del Caudan Waterfront (un centro commerciale moderno e colorato) e ci indica dovè il mercato tipico della capitale. Scendiamo in un sottopassaggio e subito dopo eccoci immersi nella confusione e nella particolarità del posto. Il luogo dico subito non è dei più puliti e ben profumati, soprattutto dove vendono le verdure e la frutta, ma è troppo caratteristico per non farci un giro. Prima passiamo attraverso la parte della frutta e verdura poi, visto l’odore molto forte di spezie, ci inoltriamo nella parte di stoffe che dopo pochi metri è talmente stretta tra le due file di bancarelle che perdi il fiato e il senso dell’orientamento!Tutti i venditori tentano di accalappiarti; una commessa di flic-en-flac mi ha svelato che quel mercato caratteristico è molto caro perché se ne approfittano dei turisti!
Decidiamo di fare un giro un po’ più largo verso il centro della capitale dove si trova un piccolo parco (sconsigliato nelle ore notturne) con baobab e alberi dalle lunghe liane (o rami) che arrivano fino a terra. Comincia a piovere, è una pioggia fina che cade lieve sulla pelle, mi trasmette una sensazione di pace, tant’è che non faccio nulla per proteggermi e mi lascio picchiettare dolcemente la faccia e le braccia!
Continuiamo il giro nella parte dove ci sono strade con gioiellerie e negozi di stoffe. Continua a piovigginare!
Si è fatto tardi, torniamo dal nostro taxista che ci riporta all’hotel. Sono molto contenta di aver visitato la capitale, era come me l’aspettavo, con l’impronta orientale che speravo di trovare e di guastare con gli occhi!

Il terzo giorno, sempre nuvoloso con queste brevi piogge di tre minuti che portano alla formazione di stupendi arcobaleni!Ancora un po’ di relax in spiaggia per noi, tento di fare un po’ di snorkelling ma resisto poco; a mio avviso il mare, almeno quello di flic-en-flac, è più bello guardandolo da fuori, i fondali all’interno della barriera corallina sono carini ma non chissà che cosa!L’animazione ci tiene compagnia alle sera e ci troviamo molto bene, alcune sere fanno esibizioni della danza tipica Segà! Inolte ogni sera, all’entrata dell’hotel, ci sono sempre dei banchetti di magliette/pashmine/collane/velieri in legno che tentano tutti all’acquisto!

Il quarto giorno saremmo dovuti andare alle terre colorate ma un super crampo al polpaccio del mio boy (causa troppo snorkelling e beach-volley!) ci “costringe” a passare la giornata in villaggio, il tempo sempre variabile ma accettabile!

Il quinto giorno al mattino lo dedichiamo ancora al riposo, perché sappiamo che ci attende un’avventura fantastica al pomeriggio: un giro in quod (motorini giganti per due persone) al Caselà Park, vicino a flic-en-flac!
L’escursione l’abbiamo prenotata con l’Eden in loco, è l’unica che abbiamo fatto con loro perché c’erano problemi di prenotazione se andavi per conto proprio; le altre gite della Eden non le abbiamo fatte sia perché troppo care e sia perché non ci interessavano (l’isola dei cervi, di cui ho sentito parlare prima della mia partenza, ai più non ha entusiasmato, sì carina ma non eccezionale, soprattutto c’è stato il problema che l’han dovuta rimandare per maltempo e che quando vai lì trovi una marea di altri turisti!).
Arriviamo al parco in taxi e prima visitiamo a piedi una parte del parco sotto una pioggerellina; tra laghetti, alberi, fiori uccelli, tigre, cerbiatti, pavoni, fenicotteri e altri volatili dai colori accesi ci passa un’oretta, poi ci dirigiamo verso il punto di incontro dell’escursione con i quod che si terrà nell’altra e vastissima parte del parco.
Ci spiega come funzionano questi motoroni, ci dice di stare attenti agli animali che incontreremo al nostro passaggio e di seguire il percorso nel quale lui sarà il capofila per tutta la durata, per fortuna ha smesso di piovere nel frattempo, ma tanto gli acquazzoni durano il tempo di un batter di ciglia!
Facciamo prima un giretto di prova su un piccolo circuito e poi via spediti per il Parco: che belle sensazioni!Sei elettrizzato quando prendi velocità, preoccupato e spaventato quando ti fanno percorrere tratti in ripide discese o salite e poi sei affascinato dagli animali che sono a un passo da te e dal panorama mozzafiato della natura mauriziana! Dopo una mezz’oretta ti fanno fare una pausa ristoro e poi ti dividono in due gruppi più piccoli; noi siamo andati con la guida più spericolata: e su e giù, e dentro l’acqua e fuori, è stato gentilissimo perché ci ha fatto lui le fotografie quando andavamo dentro l’acqua con i quod!Abbiamo fatto un incontro ravvicinato col le zebre e con una tartaruga gigante che si è lasciata coccolare sotto il mento!
Dopo due orette di giro ero la più inzozzata di fango!Esperienza magnifica!

L’ultimo giorno volevamo andare a visitare le Terre Colorate e le cascate del Sud, invece è uscita una giornata a dir poco splendida e quindi abbiamo optato per passare l’ultimo giorno al sole, tant’è che mi sono bruciata la schiena e le labbra!

Il giorno della partenza ci han svegliati all’alba per essere in tempo al chek-in dell’aeroporto!Abbiamo fatto le ultime spese al duty free e poi abbiamo atteso l’aereo. La giornata non era bella quindi abbiamo lasciato Mauritius con un pochettino di nostalgia in meno, salutandola dall’alto!
Al ritorno abbiamo fatto scalo alle Seychelles, bellissime anche quelle dall’alto…quasi quasi un altro anno, forse… e poi tutto un dritto fino a Malpensa. All’arrivo le valigie ci sono arrivate magicamente subito (l’aeroporto è famoso per terribili trascorsi sui bagagli!) e abbiamo salutato i nostri amici di viaggio!poi abbiamo chiamato il parcheggio-auto che sono giunti immediatamente, abbiamo aspettato due minuti la nostra automobile e siamo filati a casa dove siamo arrivati distrutti!

BREVEMENTE…
L’isola è adatta a tutti i tipi di viaggiatori, la gente è simpatica, disponibile e ci si capisce anche se non sai bene la loro lingua (lingua ufficiale inglese ma parlano tutti francese o creolo)!
Io ho scelto comodamente di stare in un villaggio ma ciò non significa che si è chiusi dentro il villaggio a chiave, si può tranquillamente fare vita di villaggio e in più uscire nella vita mauritiana o fare una delle due a scelta; sta alla persona e al tipo di viaggio che vuole fare !!!!!!
Son stata felice di avere tutto “pronto”: il pulmino che mi veniva a prendere, le valige delle quali si occupavano loro, informazioni utili quando mi servivano e tante altre comodità che ovviamente paghi ma sta a te decidere.
Le persone mauritiane sono troppo gentili: ho chiacchierato a lungo con diversi personaggi sia all’interno che all’esterno del villaggio, mi piace molto conoscere come vivono le altre popolazioni, da che parte del mondo arrivano e come mantengono le loro culture e tradizioni anche se sono ormai passate generazioni da quando i loro avi sono sbarcati sull’isola: sono a dir poco carinissimi!Le colf dell’albergo addirittura una mattina mi han messo a posto i vestiti che avevo malamente gettato sulla sedia della camera; a me non piacciono questi servilismi perché mi sembra di sfruttare le persone. Purtroppo, come in ogni viaggio che ho fatto dove ho incontrato altri italiani, mi sono vergognata di esser italiana ed esser rappresentata da certa gente che se ne approfitta delle persone solo perché “paga”!!!!!
Il Villas Caroline è un albergo ottimo sotto tutti i punti di vista, consigliato anche alle famiglie con bambini!….ho già visto sul nuovo catalogo che han aumentato notevolmente le quote, siamo stati molto fortunati ad andare prima!!!!

Il mare in settembre l’ho trovato un po’ freddo ma stando un po’ dentro l’acqua ci si abitua. Ho guardato un po’ i fondali (nella zona dentro la barriera corallina) ed erano carini ma niente di che, probabilmente più a largo saranno splendidi!La sabbia (quella di flic-en-flac) è bianchissimi e con conchigliette pungenti; sono indispensabili scarpette da scogli, occhiali da sole e protezione solare!

Per lo shopping cè di tutto di più: t-shirt, maglioncini, velieri di legno, rhum, thè, pashmine, collanine di corallo ecc ecc. Tutto sta nel contrattare senza paura!

Come mezzi per spostarsi si posso usare i mezzi pubblici, le auto/moto a noleggio (attenti che la guida è a destra!) o i taxi!L’isola non è enorme (poco più grande dell’isola d’elba) e quindi visitabilissima!

Vi conviene portarvi gli Euro dall’italia e poi cambiarli in loco in rupie, pagando il più possibile con la loro moneta!Non ho mai fatto prelievi bancomat ma immagino che puoi prelevare solo rupie…!

Il cibo non comporta nessun problema intestinale ed in ogni parte troverete qualcosa che vi soddisfa!

Gli animali devono essere per voi dei buoni amici, ci sono animali dappertutto!

La temperatura è abbastanza costante tutto l’anno, mi han detto i locali. Loro han solo due stagioni: estate ed inverno, e si sta benissimo in entrambe. Verso febbraio cè il periodo dei cicloni!vestiti leggeri per il mattino e qualcosa di leggermente più pesante (in cotone o lino) la sera!
Il tempo con noi è stato clemente, la settimana prima c’erano stati tre giorni di pioggia consecutiva (una rarità per settembre)!Noi siam stati fortunatissimi, ci sono state piggerelle che duravano al massimo tre minuti e anche piacevoli!Poi sole, nuvole, sole e nuvole! L’assistente ci ha detto che la parte di costa dove si trova Flic-en-flac (ovest) ha una benedizione dai “piani superiori” perché cè meno pioggia e più sole durante l’anno, rispetto ad altre parti!

Buon viaggio a tutti!

p.s. per vedere altre foto visitate il mio album fotografico!

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Ci sono 2 commenti su “Mau, mau…Mauritius!

  1. Bel diario dettagliato, soprattutto per chi deve andare al Villas!
    Sono d’accordo con chi dice rigurardo l’isola dei cervi: non la rifarei, forse complice anche il tempo.

    Vi auguro di poter tornate a Mau per potervi godere ciò che il tempo non vi ha permesso di fare… il tour del sud è una cosa strabiliante (…altro che isola dei cervi!!!).

    :rose:

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