Da Oslo a Capo Nord – Un viaggio dedicato alla luce, all’acqua e …. al salmone!

Un viaggio in Norvegia, Finlandia e Svezia nel periodo estivo significa non dormire mai, o quasi. Infatti é difficile andare a dormire a mezzanotte quando il sole é appena tramontato ed é ancora tutto illuminato a giorno.
Possiamo definire questo viaggio come una corsa panoramica sulle spettacolari coste norvegesi che sicuramente meriterebbero una visita piú dettagliata. Il tempo limitato ci ha infatti costretto a una lunga corsa da Oslo a Capo Nord lungo i fiordi norvegesi e le isole Lofoten, toccando le principali cittá norvegesi, per poi rientrare attraverso la Lapponia finlandese e la Svezia con una rapida visita a Stoccolma e di nuovo a Oslo per il rientro in Italia.
In 12 giorni abbiamo percorso 6463 km, consumato 391 litri di benzina e preso 12 traghetti. Un escursione termica di circa 22º (28º a Stoccolma e 6º a capo Nord) e praticamente 288 ore di luce, qualche migliaio di laghetti e qualche chilo di salmone.
Costo: circa 3800 euro in due.
Le immagini di questo viaggio: paesaggi mozzafiato, i fiordi, i laghetti, la luce di mezzanotte, le fragole, i limiti di velocitá, le renne, i traghetti, il salmone ed il merluzzo, le roerbur.
Top five: Isole Lofoten, Helgeland e la strada costiera, Gerainerfjord, Troolstigveien, Bergen.

Informazioni pratiche:
Il volo Ryanair da Bergamo a Oslo Torp (Sandenfjord) situato a circa 90 km a sud di Oslo.
Auto prepagata dall’Italia con Hertz, attravero le tariffe agevolate di Ryanair. Occhio ai limiti di velocitá. In Norvegia il limite massimo é di 80 km/orari.
Il viaggio é estremamente caro e quindi se non si vuole spendere una fortuna bisogna scegliere soluzioni relativamente piú economiche per l’alloggio e per i pasti.
Noi abbiamo alloggiato in Ostelli, Bungalows (Hytten, Roerbur, Sious) e tre volte in Hotel. Per quanto riguarda i pasti abbiamo prediletto gli acquisti nei supermercati o mercati e qualche volta ci siamo concessi i ristoranti.
Meglio pagare con la carta di credito o bancomat (accettati per qualsiasi spesa) per avere un tasso di cambio piú vantaggioso. Tenersi qualche riserva di corone per i pedaggi autostradali (spesso automatici) o per alcuni alloggi presso privati che non accettano le carte di credito.

Il viaggio:
19 luglio 2008; Sabato
Sandenfjord – Bergen. 545 km, nuvoloso e pioggerellina.
Partenza da Bergamo con Ryanair, con un paio d’ore di volo siamo all’aeroporto di Oslo Torp, ritiriamo la Opel Corsa dalla Hertz e alle 13h00 si parte.
I primi km ci immergono in un paesaggio vellutato, il verde é il colore dominante, la temperatura è gradevole (18º-20º), la presenza dell’acqua, che sará il carattere dominante di questa vacanza, si fa notare sin dall’inizio con una serie di laghi e laghetti. Sará forse la velocitá limitata o il traffico pressoché inesistente, ma ci sentiamo estremamente rilassati. Imbocchiamo quindi la nº 40 attraversando la regione del Telemark. Prima di giungere a Geilo si passano un paio di passi di montagna intorno ai 1000 metri di altezza e la temperatura inizia a scendere. Geilo é una localitá sciistica circondata dalle montagne da qui si imbocca la nº 7 che ci condurrá sino a Bergen. Dopo il passo di Voringfoss si scende tra una gola spettacolare ed una serie di gallerie scavate nella roccia sino al primo contatto con i fiordi della costa occidentale sullo Hardangerfjord che si costeggia sino al traghetto tra Brimsen e Bruravik. Il sistema dei traghetti in Norvegia é estremamente efficiente ed in genere si attende solo qualche decina di minuti. Il traghetto (103 NOK, 10 minuti) ci porta sull’altra costa del fiordo. Si continua sulla nº 7 e nei pressi di Norheimsmund ci si imbatte nella spettacolare cascata di Steinsdalfossen.
Giungiamo a Bergen verso le 24 ed inizia appena a diventare un po piu scuro. Alloggiamo al Montana Vandrerhjem (ostello) situato in una posizione con una magnifica vista sulla cittá (750 NOK la doppia).

20 Luglio 2008; Domenica
Bergen – Bergen – 41 km – Temperatura 16º, sole e pioggerella nel pomeriggio.
Dopo un abbondante colazione all’ostello inizia la visita della cittá
Bergen è la seconda città più grande della Norvegia. Nel 2000 è stata la capitale europea della cultura. È detta anche la porta dei fiordi. La sua posizione, nella Norvegia meridionale, affacciata sull’oceano atlantico, nel punto più occidentale del paese, la rende il punto di partenza ideale per esplorare la vasta regione dei fiordi.
Bergen è stata fondata nel 1070 da re Olav Kyrre. Sorge su una penisola, circondata da sette colline. È stata la capitale della Norvegia per due secoli, fino al XIII. La sua storia e la sua cultura sono essenzialmente legate la mare.
Bergen, durante il medioevo faceva parte della Lega anseatica, la lega mercantile che riuniva le più importanti città portuali e commerciali del Nord Europa. Bergen era infatti la città più ricca e potente della Scandinavia.
Il suo cuore è tutt’oggi Torget, la piazza affacciata sul Vaagen, il porto. Qui si svolge l’animato e colorato mercato del pesce. Il Bryggen è l’antico centro commerciale della città all’epoca della lega anseatica. Si trova sul lato settentrionale del porto ed è costituito da bellissime case di legno colorate, allineate lungo la banchina. È il simbolo della città ed è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1980. Anche se le case originali vennero per lo più distrutte da un incendio all’inizio del ‘700, le attuali mantengo la struttura e lo stile medievale. Un tempo era la residenza dei mercanti tedeschi, ora le sue stradine strette ospitano musei, ristornati e negozi.
Tra i musei da visitare sono il Museo Anseatico, che offre uno spaccato della vita dei mercanti medievali, e il Bryggens Museum, il museo archeologico dove è possibile vedere le antiche fondamenta del quartiere.
Per il pranzo niente di meglio di un assaggio di gamberetti, salmone marinato, aringhe e granchi in una delle tante bancarelle della piazza Torget.
Nel pomeriggio viista alla Troldhauhghen, la casa dove morì il compositore norvegese Edvard Grieg, che si trova vicino al lago Nordaass, ad un decina di km dal centro della città. Ora ospita un museo dedicato all’artista e una sala da musica.

21 Luglio 2008; Lunedi
Bergen – Alesund. 633 km – Temperatura 14º, sole
Il programma di oggi prevede l’attraversamento di alcuni dei fiordi piu famosi, una parte del ghiacciaio Josteldasbreen e la famosa strada dei Trolls, la Trollstigveien, non c’é quindi tempo da perdere.
Partenza di primo mattino da Bergen, imbocchiamo la E39 e tiriamo dritti sino al primo traghetto ad Oppedal sul Sognefjord (121 NOK), cercando di non farci prendere troppo dalla voglia di fotografare i paesaggi che si manifestano subito da mozzafiato. Continuiamo sulla E39 dal lato opposto del Sognefjord e a Byrkjelo deviamo sulla 60 in direzione di Olden e Loen per addentrarci nelle vallate glaciali dello Josteldasbreen. Optiamo per lo Kjendalsbreen a cui si accede da Loen, dove una strada di circa 20 km porta sino alla lingua glaciale, raggiungibile con una breve escursione di 1 ora. Il paesaggio è incantevole ed i laghi glaciali presentano un’acqua color di giada. Rientrati a Loen raggiungiamo la 15 a Stryn per poi imboccare la 63 in direzione Gerainger. A Dalnibba (1500 metri di altezza) si dovrebbe avere una vista spettacolare sul Gerainger, ma siamo completamente avvolti dalla nuvole, che si diradano solo qualche centinaio di metri piú in basso regalandoci una vista spettacolare. La 63 si inerpica di nuovo dall’altro lato del fiordo offrendo altri scorci spettacolari. Raggiunto il traghetto di Eidsdal (78 NOK), attraversiamo il Nordalsfjord e continuiamo verso la strada dei Trolls. Poco dopo Valldal, la cascata di Gudbransjuvet, merita una sosta.
Verso il passo l’atmosfera é da Trolls e non ci meraviglierebbe troppo vedere spuntare qualche ometto con il naso lungo, codino e quattro dita per mano, siamo avvolti dalle nubi e possiamo solo sentire il rumore delle cascate che si schiantano qualche centinaio di metri piú in basso. Dopo qualche tornante sulla Trollstigveien le nubi si diradano e ci si offre lo spettacolo di questa strada sinuosa costellata da imponenti cascate. Lungo la strada vari trolls ci osservano da sopra le rocce, si devono essere esposti al sole e si sono pietrificati. Raggiungiamo Alesund verso le 22, con gli occhi sazi di paesaggi e spazi a non finire. Durante il percorso scorpacciata di fragole e ciliegie e chiaramente l’immancabile salmone. Ad Alesund alloggiamo presso l’ostello che ci offre un appartamento a pochi metri dal mare (750 NOK).

22 Luglio 2008; Martedí
Alesund – Trondheim – Levanger; 350 km Temperatura 12º, sole e poco nuvoloso
In mattinata visita del centro storico di Alesund, con i suoi edifici Art Noveau ricostruiti con il sostegno di Guglielmo II, dopo che era stata completamente distrutta da un incendio nel 1904. Sicuramente da non perdere è la vista della cittá dalla collina dell’AKSLA acui si accede con una interminabile scalinata o molto piú comodamente con un percorso di un paio di km in auto.
Da Alesund continuiamo sulla E39 in direzione di Trondheim, sul percorso 2 traghetti, il primo a Vestres (137 NOK) ed il secondo a Kanestraum (98 NOK), si deve poi pagare il pedaggio sul ponte a Giemnes e alcuni tratti di autostrada nei dintorni di Trondheim su cui ci si puó lanciare sino a 90 km orari, in compenso “l’autostrada” è a corsia unica.
Giunti a Trondheim visitiamo la cattedrale di Nidaros, l’edificio medievale piú grande della Scandinavia e meta di pellegrinaggio dei norvegesi in quanto qui, fu martirizzato nel 1030 re Olav il santo.
Da non perdere il suggestivo quartiere di Bakklandet a cui si accede attraversando lo storico ponte di Gamle Bybro.
A Trondheim chi viaggia verso nord deve scegliere tra la spettacolare strada costiera (Kystriksveien) piú lenta e costosa (6 traghetti) e la strada artica piú veloce e diretta. Noi optiamo per la strada costiera e non ce ne pentiremo! Quindi cambiamo il nostro programma iniziale di pernottare a Trondheim e proseguiamo per un centinaio di km verso nord, verso le 21h30 troviamo una capanna (Hytten) in un campeggio nei pressi di Levanger (450 NOK). Pranzo e cena con il solito salmone, formaggi e prosciuttini acquistati alla SPAR e chiaramente le immancabili fragole.

23 Luglio 2008; Mercoledí
Levanger – Halsa (Foroy); 565 km¸ Temperatura 14º, pioggia
Ci si riveglia con una pioggerellina leggera. Dopo Steinkjer lasciamo la E6 (strada artica) per imboccare la 17 o strada atlantica. Sul primo traghetto da Holm a Vennesund (98 NOK), a circa 220 km da Steikjer, recuperiamo la guida della Kystriksveien, un libretto gratuito che riporta tutte le informazioni necessarie per percorrere la strada atlantica, alloggi, campeggi, luoghi di interesse, orari dei traghetti, etc.. Entriamo cosí nella regione dell’Helgeland, una serie di isole e penisole con montagne a picco sul mare e viste panoramiche mozzafiato. Purtroppo la giornata uggiosa e le nuvole basse non ci permettono di sfruttare a pieno le bellezze del paesaggio. La giornata continua con un saliscendi continuo dai traghetti. Dopo 64 km raggiungiamo il secondo traghetto da Horn a Andalsvag (90 NOK) 20 minuti, dopo soli 17 km il terzo traghetto da Forvik a Tjotta (162 NOK) ci costringe a quasi 2 ore di attesa. Questo traghetto é piú piccolo degli altri per causa dei fondali non profondi e inoltre il tragitto da percorrere é di circa un’ora. Considerando che noi siamo scesi per ultimi dal traghetto precedente ci siamo trovati in una lunga colonna ed il risultato é stato un attesa di un paio d’ore.
71 km sulla Sandnessjoen ci conducono al quarto traghetto tra Levang e Nesna (109 NOK) 25 minuti. Da nesna 91 km della 17 conducono a Killboghamm dove arriviamo poco dopo la partenza del penultimo traghetto, non ci resta che attendere l’ultimo traghetto alle 21h30 che ci condurrá in circa un’ora e quindici a Jektvik (168 NOK). Con questo traghetto si passa il Circolo Polare Artico, il paesaggio é suggestivo sembra di navigare tra le alte vette delle Alpi. Durante l’attesa del traghetto di Killboghamm, consultando la guida della strada atlantica telefoniamo per prenotare una camara ad Halsa, subito dopo l’ultimo traghetto da Agskardet a Foroy (78 NOK) 15 minuti. Troviamo posto al Kvittbrygge una serie di roerbur destinati ai pescatori. Il tratto tra Jektvik e Agskardet (28 km) é forse tra i piú spettacolari di tutto il percorso. Purtroppo non abbiamo il tempo sufficiente per un escursione sul ghiacciao dello Svartisen, il piú vasto della Norvegia ed il piú a bassa quota d’Europa. Ad Agskardet attendiamo l’ultimo traghetto delle 0h15 in compagnia di un gruppo di gabbiani che riposano sul molo. La luce é ancora ottima e permette di fotografare senza flash. Arriviamo alle roerbur del Kvittbrygge verso le 00h30, ad attenderci una volpe che si aggira nei dintorni delle casupole. La sistemazione é veramente gradevole (600 NOK).

24 Luglio 2008; Giovedí
Halsa (Foroy) – Reine (Lofoten); 240 km; Temperatura 13º, pioggia
Risveglio con la solita pioggerellina e cosa di meglio in una casa di pescatori che una colazione a base di aringhe crude marinate nel limone? Una vera delizia.
Il percorso di oggi prevede l’ultimo tratto della strada atlantica sino a Bodo. Le nuvole che si fondono con il mare creano un atmosfera misteriosa e da fiaba. Durante il periodo estivo ci sono 6 collegamenti giornalieri tra Bodo e Moskenes alle isole Lofoten. Arriviamo a Bodo verso le 14 e ci mettiamo in fila per il traghetto delle 15. La traversata dura circa 4 ore ed il costo di una auto con 2 passeggeri é di 716 NOK. Secondo la Lonely Planet il posto piú suggestivo delle Lofoten è Reine e probabilmente non si sbaglia. Ci dirigiamo verso Reine per trovare una sistemazione per la notte, all’entrata di Reine troviamo la solita indicazione Hytten con un numero telefonico, chiamiamo e troviamo una camera in una Roerbur in una posizione invidiabile, che giustifica il prezzo un pó piú caro del solito (800 NOK). Visita serale al villaggio di A, con la solita pioggerellina che ci accompagna ormai da tre giorni. Le previsioni prevedono comunque un miglioramento per domani, speriamo! Cena a Sorvagen al ristorante Holmen dove abbiamo l’onore di provare le lingue di merluzzo impanate, una leccornia locale che non ci lascia comunque molto entusiasti, molto meglio i gamberetti, gli scampi ed il merluzzo alla piastra.

25 Luglio 2008; Venerdí
Reine (Lofoten) – Harstad; 385 km; Temperatura 14º, nuvoloso con schiarite.
Il mattino ci regala un arcobaleno fantastico proprio fuori dalla finestra della rourbur, mai visto un arcobaleno che inizia cosí vicino a noi, un vertice é infatti sulla barca ormeggiata nel porticciolo sottostante e l’altro vertice termina sul molo sotto casa. Ci alziamo in fretta per non perdere questo favoloso spettacolo sulle Lofoten, la pioggerellina continua, ma ci sono alcune schiarite che colorano il paesaggio. Rientriamo per la colazione e ripartiamo verso le 10h45. Il tratto piú suggestivo e panoramico delle Lofoten é probabilmente quello tra A, all’estrema punta meridionale e Reine sull’isola di Moskenes. Lasciamo Moskenes per passare sull’isola di Vestvagoy, dove lasciamo la E10 per una deviazione piú panoramica sulla 815. Giunti sull’isola di Austvagoy prendiamo la deviazione a destra sulla 816, una deliziosa strada ci conduce al simpatico e vivace villaggio di Henningsvar. Merenda con torta di mirtilli in un bar cereria e proseguiamo verso Svolvaer, che dopo gli incantevoli villaggi visitati in mattinata ci lascia un pó delusi. Un lungo tunnel sottomarino, aperto recentemente, ci permette di lasciare le Lofoten e passare sull’isola di Hinnoya appartenente all’arcipelago delle Versteralen. Raggiungiao quindi Harstad che sará la nostra tappa per questa notte. Pernottamento all’ostello Harstad Verderheim (590 NOK).

26 Luglio 2008; Sabato
Harstad – Diupvik (Lyngenfjord) 520 km; Temperatura 13º, sole.
Da Harstad riconquistiamo la strada artica E6 una cinquantina di km a nord di Narvik. Ci dirigiamo quindi verso Tromso, visita al museo polare, passeggiata nel centro cittá e pranzo allo Skarven pub per degustare l’ottima birra Mack. All’uscita di Tromso, una piccola distrazione e ci facciamo “fotografare” da uno dei tanti rilevatori di velocitá, con il limite di 50 stavamo viaggiando a 60, chissá se ci arriverá la multa?? Continuiamo verso Nord e giunti sul Lyngenfjord cerchiamo una sistemazione per la notte. Come sempre nessun problema e troviamo posto alla prima Hytten a cui chiediamo (500 NOK, Lill Kristin Berg e Jens Simonsen, tel 91815695). Siamo a Djupvik sul fiordo di Lyngen e proprio di fronte alle Alpi di Lyngen con i suoi ghiacciai ben visibili. Ci sembra di entrare in una favola, la Hytten che abbiamo trovato per la notte é una capannna di oltre 100 anni che fu utilizzata come sauna e poi come scuola, ora sembra trasformata in casa dei trolls e tutto é fatto a misura di trolls, comprese le porte che non superano il metro e cinquanta, la capanna é immersa nel verde a pochi passi dal mare con una vista invidiabile sulle alpi di Lyngen. Cena sul terrazzino nonostante gli 8 gradi. Il ragazzino paffuttello che ci ha affittato la capanna ci regala anche un pacchetto di caffé, per riscaldare un po la serata. Mezzanotte ed il cielo azzurrissimo ha da poco nascosto il sole. Comunque tutto illuminato a giorno. Mettiamo le nostre mascherine per creare un pó di buio e ci addormentiamo.

27 Luglio 2008; Domenica
Diupvik (Lyngenfjord) – Skarvag (Capo Nord) 545 km; Temperatura 8º, nuvoloso.
Lasciamo il Nordland per entrare nel Finnmark, l’estrema regione settentrionale della Norvegia. Nonostante sulla strada artica da diverse centinaia di km ci siano cartelli di attenzione alle renne ed alle alci, non ne abbiamo ancora incrociati, ma improvvisamente ecco il primo gruppo di renne proprio a lato della strada e da qui in poi non cio abbandoneranno piú sino al sud della Svezia. Per l’alce dovremo aspettare ancora un pó. Sosta ad Alta per il pranzo alla “Han Steike”. Alta é una cittá assolutamente anonima con un centro cittá moderno ricostruito completamente dopo la distruzione della seconda guerra mondiale.
Il Nordkapptunnelen (a pagamento 192 NOK), passando ad una profonditá di 212 metri sotto il livello del mare ci porta sull’isola di Magaroya dove é situato Capo Nord. Troviamo posto in una capanna del camping Kirkeporten a Skarsvag a soli 12 km da Capo Nord.
Verso le 20h00 partiamo verso il mitico Capo Nord, sono gli ultimi giorni in cui si puó ancora vedere il sole di mezzanotte, ma il tempo non promette nulla di buona, appena la strada inizia a salire, siamo circondati da nuvole sempre piú fitte. Al cartello di Capo Nord la visibilitá é limitata ad un massimo di 30 metri. Per il momento quindi niente sole di mezzanotte, non resta che attendere e vedere se il tempo migliora. Verso mezzanotte le nuvole scendono sino al mare e siamo completamenti avvolti da un velo umido, meglio andare a dormire ed attendere l’indomani.

28 Luglio 2008; Lunedí
Skarvag (Capo Nord) – Rovaniemi (Finlandia) 735 km; Temperatura 8º, nuvoloso, sole.
Risveglio sempre avvolti dalla coltre di nuvole, la vista sulla scogliera da Capo Nord sará per la prossima. Decidiamo quindi di partire verso sud, dato che piú a nord non si puó, o meglio é possibile raggiungere il vero punto piú settentrionale d’Europa che stranamente non é Capo Nord, ma un’altro capo raggiungibile a piedi con un trekking di 9 km. Abbandoniamo l’isola di Magaroya, di nuovo il pedaggio per il tunnel e tantissimi gruppi di renne sulla strada. Il sole inizia ad apparire verso Laknes all’estremitá sud del golfo di Porsangen. Ci chiediamo se anche a Capo Nord si sará tutto schiarito, ma girandoci verso Nord, i grossi nuvoloni all’orizzonte sembrano darci la risposta. Proseguiamo sulla E6 sino a Karasjok, dove la lasceremo per puntare verso il confine finlandese. Nella cittá di Karasjok visitiamo il museo lappone, anche se sará molto piú interessante la visita al museo lappone di Inari in Finlandia. Siamo ora in Lapponia finlandese, le nuvole sono completamente scomparse, il limite di velocitá é salito a 100 km orari, i lunghi rettilinei ondulati costeggiati da laghetti e dalle onnipresenti renne ci permettono di raggiungere rapidamente Inari, situato sul lago di Anar dove visitiamo l’interessante museo Sami. Proseguiamo poi verso Rovaniemi, la nostra meta di oggi. Qualche km prima di entrare a Rovaniemi si attraversa il circolo polare artico o “napapiiri” in finlandes e proprio qui é situato Santa Klaus village, il famoso villaggio di Babbo Natale. Sono ormai le 23h00 e gironzoliamo nel piazzale davanti all’ufficio di Babbo Natale da cui si diffondono melodie natalizie. Raggiungiamo Rovaniemi e troviamo una camera al City Hotel (70 euro) in pieno centro di Rovaniemi. Dopo i prezzi proibitivi della Norvegia, la Finlandia ci sembra un Paese economicissimo.

29 Luglio 2008; Martedí
Rovaniemi (Finlandia)- Stoccolma 1200 km; Temperatura 19º, sereno.
Dovremmo partire subito per Stoccolma considerando i 1200 km che ci separano, ma la curiositá di una visita al Santa Klaus Village é piú forte di noi e quindi rotta verso nord ed eccoci di nuovo al villaggio. Ora tutte le strutture sono aperte, la posta con tanto di letterine dei bimbi da tuttto il mondo, l’ufficio di Babbo Natale, il percorso un pó lugubre nella notte polare e dulcis in fundo nell’ufficio principale, ci troviamo di fronte a Babbo Natale, questa proprio non ce la aspettavamo. Lasciamo le reminescenze dell’infanzia e puntiamo verso Stoccolma. Un lungo percorso tra laghetti e pinete. Stiamo costeggiando il mare Baltico, la temperatura si é alzata notevolmente, siamo ora attorno ai 20 gradi, i ragazzini svedesi sguazzano nel mare. Il tratto piú interessante della E4 é sicuramente quello tra Ornskoldsvik e Sundsvall. Verso le 22 un tramonto rosso fuoco. Raggiungiamo Stoccolma verso le 23 ed in un batter d’occhio troviamo l’Haga Kristineberg Hotel (850 SEK) che avevamo prenotato via Internet.

30 Luglio 2008; Mercoledí
Stoccolma – Sandenfjord; 700 km; Temperatura 24º, sereno.
L’Haga Kristineberg hotel é una buona soluzione per una visita a Stoccolma, é infatti situato a 100 metri dalla stazione della metropolitana di Kristineberg che in circa 10 minuti porta nel centro storico della cittá. Mattinata e primo pomeriggio dedicati alla visita di Stoccolma, il centro sorico, lo Skeppet, il palazzo reale, Riddarholmen, il municipio. Pranzo in un ristorantino della piazza Torget, un magnifico filetto di renna.
Verso le 16 lasciamo Stoccolma con ben 28 gradi di temperatura, per raggiungere Oslo, preferiamo avvicinarci il piú possibile all’aeroporto di Sandenfjord. Gli ultimi km in territorio svedese ci regalano l’incontro con un alce, per lo meno dopo tanti cartelli di pericolo attraversamento alci, per lo meno uno vero lo abbiamo visto.
Arriviamo a Sandenfjord verso le 24 e ci sistemiamo per la notte nel Motel (950 NOK) nei pressi dell’aeroporto (4 km).

31 Luglio 2008; Giovedí
Sandenfjord – aeroporto – Bergamo; 4 km; Temperatura 22º, sereno.
Sveglia con calma, colazione e via all’aeroporto per il volo per Bergamo

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Ci sono 2 commenti su “Da Oslo a Capo Nord – Un viaggio dedicato alla luce, all’acqua e …. al salmone!

  1. Bellissimo questo diario! Quest’estate anch’io ho fatto un viaggio in Norvegia e grazie a te ho rivissuto le stupende emozioni datemi dalla luce, dai tramonti, dai sapori, dal verde di questo magnifico paese. Grazie!:serenata:

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