Mauritius,l’isola dei colori

Dopo aver valutato se era il caso di effettuare un viaggio in un villaggio tutto incluso, oppure in fai da te in piccole pensioni, abbiamo optato per quest’ultima opzione, e, trovato un volo conveniente con Eurofly, non ci restava altro che valutare attentamente le zone e le strutture da utilizzare come basi alle quali appoggiarsi per la scoperta di questa meravigliosa isola. Con l’aiuto essenziale della Lonely Planet, abbiamo cominciato a studiare già da 3 mesi prima le varie opzioni di alloggio, e le innumerevoli attrattive di Mauritius. Abbiamo così deciso di passare la prima delle 2 settimane a disposizione presso Villa Kissen, a Trou aux Biches, struttura molto carina ed economicamente assai vantaggiosa. La seconda settimana la passeremo da Asso, nella sua Villa in località Belle Mare, quindi una settimana a nord-ovest, e una ed est, scelta rivelatasi “azzeccatissima” per la comodità di visitare tutte le zone costiere e per le gite verso l’interno dell’isola. Partiamo da Milano Malpensa alle 19:15 del 04/10/2008, volo Eurofly puntualissimo sia in partenza che all’arrivo. Siamo primi al chek-in, benissimo, così mi faccio dare due posti al finestrino e magari anche un po’ larghi, vista la mia stazza! Grandi sorrisi da parte della gentilissima addetta, che ci augura buon volo. Saliamo e mi ritrovo in un posto strettissimo, e senza finestrino. Che simpatia, mi faccio subito spostare, spiegando le mie ragioni e mentendo sulla mia finta fobia di dover avere il finestrino per non stare male. Sul pranzo a bordo non mi dilungo, si sa. 2 parole sul famigerato joystick e sugli lcd che a volte vanno e a volte no; stanno provvedendo ad aggiustare il tutto e i comandi li stanno attaccando alla sedie, onde evitare le frequenti rotture. A noi funzionava tutto. Purtroppo non mi andava però giù il sedile, e quindi mi sono fatto tutto il viaggio praticamente sveglio, non potendo nemmeno utilizzare il mio cuscinetto, poiché col mio sedile eretto, e quello abbassato della persona davanti, mi ritrovavo a fissarla negli occhi… Una volta arrivati a destinazione il tempo è magnifico, un gran bel sole ci da il benvenuto. Subito dopo aver varcato l’uscita, l’autista del nostro primo alloggio ci accoglie con un cartello con scritti i nostri nomi. Saliamo sul van, e senza proferire parola arriviamo dopo poco più di un’ora a Villa Kissen, la nostra casa per una settimana. La struttura è molto carina, pulita con cambio asciugamani giornaliero. Firmiamo una carta di informazioni sulle nostre generalità, ci cambiamo e decidiamo subito di prendere conoscenza della zona. Ci accorgiamo ben presto che il posto è indicatissimo per un viaggi come il nostro, con molti ristoranti, fermate del bus e pasticceria nelle vicinanze. Il mare poi, a due passi sulla spiaggia pubblica, è tra i più belli dell’isola. Compriamo una stuoia e 2 asciugamani da spiaggia per 7 euro senza contrattare, siamo stanchi e infatti dopo una lunga passeggiata in spiaggia e il primo pranzo consumato lungo la strada di Mont Choisy, decidiamo che è meglio fare un riposino. 2 ore di sonno e siamo di nuovo in strada, smaniosi di tuffarci anima e corpo in questa nuova avventura. Cena all’Assiette du Nord, ottimo ristorante a 30 metri dall’alloggio. Spesa media calcolata anche nelle successive visite 10-12 euro in 2 persone, con antipasto, secondo piatto e 3-4 birre Phoenix, veramente ottima. E’ domenica e le spiagge sono uno spettacolo di pic-nic variopinti e di bimbi Mauritiani che corrono e giocano nell’acqua. Infatti nei week-end è usanza per loro riversarsi in massa lungo i litorali, ma non ci sono problemi di spazio come si scrive e si dice, anzi, le spiagge sono immense e lunghissime, non si vede né inizio né fine. Il lunedì sveglia di buon’ora, colazione abbondante con 2 ottime brioches a testa, un succo, una bottiglia d’acqua e due cappuccini con spolveratina di cacao al modico costo di 180 rupie, poco più di 4 euro totali e poi via ci facciamo il tour del nord, con visita a Grand Baie, dove acquistiamo il tour delle isole del nord per giovedì e ci dirigiamo sempre in bus pubblico, molto comodo, verso le spiagge di Pereybère e Cap Malheureux, dove si trova la famosa chiesetta dal tetto rosso. Ci siamo fermati quasi tutti il pomeriggio a fare il bagno e a godere della splendida giornata di sole. Verso sera siamo ritornati a Trou aux Biches per ammirare uno degli splendidi tramonti che allieteranno la nostra permanenza li.
Martedì mattina ci siamo incamminati verso il templio indù di Trou, coloratissimo, e poi in bus ci siamo diretti, alla modica cifra di 40 rupie, cioè un euro in 2, verso il giardino botanico di Pamplemousses dove abbiamo potuto ammirare una grande varietà di piante, tartarughe e cervi. Consigliata per questa visita una dose massiccia di repellenti per zanzare!!! Usciti dal giardino abbiamo contrattato con un tassista, che per 40 euro ci ha scarrozzati tutto il giorno fino a Bel Ombre per ammirare l’imponenza de Le Morne. Siamo stati a Port Louis dove abbiamo seguito il tragitto consigliato dalla Lonely (moschea, chinatown, ecc..), ristorante compreso. A Flic & Flac ci siamo concessi un bel bagno e un po’ di snorkelling. Niente a che vedere con il mar Rosso ma comunque c’erano molti pesciolini, anche se lo scorrazzare delle varie imbarcazioni vicino alla riva impediscono uno snorkelling più approfondito vicino alla barriera e distruggono i coralli. Sulla strada del ritorno ci siamo fermati ai factory outlet di Arsenal ma i prezzi sono tutt’altro che convenienti.
Mercoledì ci siamo concessi una giornata di riposo in spiaggia con un’uscita in barca col fondo di vetro e snorkelling sulla barriera. Niente di che! Serata trascorsa a Grand Baie con cena al Alchemy, ristorante carino ma molto caro e poco abbondante. Dopo cena trascorso al B52, dove abbiamo assaggiato degli ottimi cocktail.
Giovedì ci siamo diretti a Grand Baie dove ci aspettava il catamarano per il tour delle isole del nord. Eravamo noi due più l’equipaggio e due francesi e un mauritiano amici loro. Una volta partiti con mare abbastanza mosso, abbiamo costeggiato il Coin de Mire, maestoso nella sua imponenza, e ci siamo diretti verso Ile Plate e Gabriel, mentre a bordo scorrevano fiumi di Rum e si pescava al bolentino. Approdati alle isole sembrava di stare in paradiso, poco turistiche e selvagge al punto giusto da trascorrere una giornata fuori dal mondo reale. Li abbiamo cucinato il pescato e ci sentivamo come dei naufraghi! Dopo il ritorno siamo stati ospitati per l’aperitivo dagli ormai amici francesi, Loli e Gilles, e a noi si è aggiunto anche Mike il simpatico mauritiano. L’aperitivo si è trasformato in una festa e uno scambio di idee e conoscenze sui nostri paesi, nonché un appuntamento per ritrovarci la serata seguente.
Venerdì, oggi piove per la prima volta ma non ci scoraggiamo, la capitale è piena di meraviglie da vedere che nelle poche ore in cui l’abbiamo visitata martedì non siamo riusciti a godere appieno e quindi si riparte per la città. Bus, 40 rupie, 45 minuti e ci siamo. Tra la frenesia della gente che si affretta a fare la spesa e che va al lavoro, noi ci immergiamo completamente, mettendoci in fila con loro alle bancarelle nelle ore di pranzo e contrattando un po’ su tutto. Ennesima visita al mercato, per un po’ di souvenir e poi salita alla cittadella per una vista panoramica sulla città. Serata trascorsa con gli amici francesi e mauritiani al ristorante, poi in un bar e per finire la serata siamo finiti al casinò.
Sabato è il nostro ultimo giorno a ovest e a pranzo siamo invitati a casa di Mike il mauritiano che ci presenta la sua numerosa famiglia, cani e gatti compresi. Sono molto accoglienti e disponibili verso l’ospite e a noi hanno fatto veramente una grande festa. Abbiamo mangiato, bevuto e riso in compagnia con il nostro francese-inglese molto “maccheronico”!! Congedandoci da loro ci siamo ripromessi di rivederci.
Domenica mattina il furgoncino di Asso Villa alle 9 già ci attendeva. Un saluto a Kissen che ci ha mostrato il suo sorriso per la prima volta. Tutto sommato da lui ci siamo trovati veramente bene. Arrivati da Asso ci accolgono con drink di benvenuto e collana di fiori, ci offrono una colazione super abbondante che non ci aspettavamo,e infatti ne avevamo già fatta una nella nostra mitica pasticceria preferita a Trou. Fatta anche questa siamo sazi fino a sera, quando ci rechiamo in un ristorantino molto umile e non tanto buono a Belle Mare, dopo un’intera giornata di sole. Da notare che mentre a ovest si può restare in spiaggia fino alle 18 per i bellissimi tramonti,a Belle Mare il sole scompare già alle 16, vista la presenza di una bellissima pineta proprio a ridosso della spiaggia pubblica. Dopo cena ci uniamo al resto della comitiva che da Asso ha optato per la mezza pensione,e tra una chiacchera e l’altra viene l’ora di andare a dormire.
Lunedì decidiamo di andare all’Isola dei Cervi, la meta più decantata di tutta Mauritius, quella che appare in tutte le cartoline. Per noi si è rivelata una delusione totale, una ressa di turisti e l’impossibilità di girare perché ci hanno costruito un campo da golf ed è tutta proprietà del mega hotel per super ricchi Le Touessrok. La laguna è molto fotogenica ma nulla di più, e si può fare il bagno solo lì, per via del via vai continuo di barche per gli sport acquatici, l’unica cosa veramente odiosa che abbiamo trovato in tutta Mauritius. Compresa nell’escursione c’erala visita alle cascate,altra attrazione che a noi non è piaciuta. Sono cascate molto piccole in confronto a quelle degli altopiani centrali, e non hanno niente di interessante. Infatti quando ci arrivi sotto, la barca gira e torna subito indietro. Se si vuole si può arrivare fino a sopra attraccando altrove, ma è già stato troppo così. Giornata di sole e niente di più, troppo turistica e troppo di massa. Meglio le isole del nord sicuramente, meno prese d’assalto e meno pubblicizzate. Sarà forse perché per arrivare all’Isola dei Cervi ci vogliono 15 minuti, mentre per arrivare alle altre ci vogliono 2 ore. La serata l’abbiamo trascorsa da Asso, come tutte del resto, visto che la zona di Belle Mare non offre niente di niente, con soli mega hotel costruiti per far si che gli ospiti trovino tutto all’interno, escursioni comprese, e qualche negozio di roba di marca venduta a prezzi europei. E falsa. Abbiamo cercato di girare un po’ ma non si trova veramente nulla di interessante in zona Belle Mare, e infatti, a parte Asso e il mare meraviglioso, cominciavamo a rimpiangere di esserci trasferiti là da Trou aux Biches. Ma non ci demoralizziamo, e dopo un martedì di sole e passeggiate in spiaggia, decidiamo il mercoledì di effettuare il tour del sud. Visita ad un tempio indù, uno dei tanti, bellissimi e coloratissimi. Attraversiamo la città di Curepipe, la seconda come importanza di tutto il paese, e cominciamo la salita che ci porterà a Trou aux Cerfs, il vulcano spento, ricco di una fittissima vegetazione. Ci rechiamo poi alla fabbrica dei modellini di navi e velieri, classica tappa per far aprire il portafoglio al turista. Non ci caschiamo, e ci rimaniamo pochissimo, niente di interessante. Partiamo alla volta delle terre colorate, e qua si che ci si lustra gli occhi. Le cascate sono veramente scenografiche, anche se si è costretti ad ammirarle da troppo distante, e i colori delle terre sono stupefacenti. Ci beviamo una birra e poi via verso Flic & Flac, e anche se ne abbiamo goduto per un’intera settimana e c’eravamo già stati, ammiriamo l’ennesim o tramonto. La sera approfittiamo della meravigliosa cucina di Asso e gustiamo un’ottima aragosta cucinata davanti a noi sulla griglia. Per finire rum a fiumi e balletto tipico di Segà. Decidiamo che forse è meglio riposare gli ultimi 3 giorni, e così abbiamo fatto, a parte un’escursione sulla costa verso nord offerta da Asso per vedere 2 tempi, uno dei quali fatto costruire da lui per gli abitanti del loco,e un tratto di costa non protetto dalla barriera corallina,dove le onde si infrangono sugli scogli. Uno spettacolo. Ultimi giorni passati a riposare e a pensare a tutte le meraviglie che abbiamo visto e vissuto, dalle grandi cose come le isole, alle piccole come l’immersione quasi totale in mezzo agli abitanti dei posti che abbiamo visitato, pranzando con loro o facendo la fila chiaccherando per avere un panino o altre specialità locali. Abbiamo mangiato di tutto e non abbiamo mai avuto alcun tipo di problema. Dall’ambulante sulla strada a quello del cesto in spiaggia, a casa loro e al ristorante.Quando domenica il van di Asso ci portava verso l’aereoporto, un po’ addormentati ancora, passando sulle strade in mezzo a tutta quella canna da zucchero, ci sembrava quasi di passarci in mezzo la mano, e magari poterci aggrappare per non andare più via, quasi come un senso di appartenenza a una terra che per un po’ abbiamo sentito un po’ anche nostra e che abbiamo cercato di capire ed apprezzare. E che ci ha fatto innamorare di lei, dei suoi abitanti che ti fanno star bene, dei suoi mari, delle sue montagne, dei suoi laghi. Dei suoi chiassi ai suoi silenzi. Mauritius è unica, bellissima, selvaggia e allo stesso tempo tranquilla e sonnolenta. Vederla è bello. Capirla è fantastico. E’ stato un viaggio perfetto sotto ogni punto di vista, e non sto a dire se sia meglio visitare Mauritius in fai da te in piccole pensioni o nei grandi resort. Dico solo che è un’isola talmente bella che deve essere vista, vissuta e capìta. Solo così alla fine ci si accorge di averla anche amata.

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Ci sono 9 commenti su “Mauritius,l’isola dei colori

  1. Veramente un bel diario.. complimenti… colto lo spirito giusto con cui visitare un paese ed immergersi nella sua gente e nei suoi colori e sapori… bravissimo!!!:cool:

    Dev’essere diventata un po’ più turistica di quando ci sono stata io, tuttavia trasmette sempre qualcosa di magico Mauritius!!!

    Grazie per il tuo racconto…
    Lilly

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