New York Keys… 11 anni dopo!!

L’idea per le nostre vacanze estive 2008 è quella di trascorrere qualche giorno nella ‘grande mela’ per poi spostarci in Florida per un po’ di relax… una sorta di proseguimento di un viaggio iniziato 11 anni fa, quando da Boston arrivammo fino a Miami (in macchina) e non riuscimmo, per questioni di tempo, a farci stare anche le keys… questa volta non ci scappano!

Nonostante la preventiva organizzazione del viaggio iniziata con largo anticipo, ci siamo ritrovati poco prima della partenza a dover gestire una spiacevole situazione: il nostro bel sogno di ‘vivere’ a New York in un appartamento al ‘village’ se ne è andato in fumo… la prenotazione si è rivelata una bella truffa!

Accantonata la delusione e la rabbia, e trovata velocemente un’alternativa, partiamo venerdì 1 agosto da Milano Linate alle 11.30 con un volo BA che ci porta prima a Londra, per poi proseguire con destinazione Newark.

E’ la prima volta che voliamo BA ed apprezziamo da subito la scelta di porre al bagaglio a mano soltanto un limite di dimensioni ma non di peso che ci consente quindi di portarci tranquillamente a bordo il nostro trolley bello pieno, anche a salvaguardia dell’eventuale smarrimento bagaglio (BA non ha una fama felice al riguardo!!)

Pur non essendo riusciti a preassegnare i posti, quelli che al banco ‘self check-in’ risultano a nostro nome sembrano essere buoni e infatti, saliti a bordo constatiamo con piacere che sono nella zona ‘worldtravel plus’, una via di mezzo fra la business e l’economy… quindi sedili più spaziosi (ci sono due posti in meno per ogni fila) e con poggiapiedi… chissà a cosa dobbiamo questo ‘regalo’?!?

Arriviamo a New York intorno alle 17.30 e una volta ritirato il bagaglio, seguiamo le indicazioni per arrivare al treno che da Newark porta a Pennsylvenia Station.

Per l’acquisto dei biglietti (cortesemente assistiti da una hostess del customer service) tentiamo di utilizzare la nostra nuova carta di credito ricaricabile, ma l’esordio non è stato dei più felici… il nostro pin a 4 cifre sembra non andare bene… rimandiamo così il debutto ad un’altra occasione affidandoci alla cara vecchia ‘visa’ che in un attimo ci stampa i biglietti del treno al costo di $15 a testa… che non è proprio pochissimo! Quanto ci sarebbe costato un taxi che ci avrebbe scaricato direttamente davanti all’albergo?!? Va beh, andiamo alla scoperta dei mezzi pubblici…!!

Aspettiamo una ventina di minuti l’arrivo del treno che ci impiega circa mezz’ora per arrivare a Penn Station… da qui, cartina alla mano, in 10 minuti arriviamo in Madison Av. dove all’altezza fra la 28^ e la 29^ c’è l’albergo che abbiamo prenotato per le nostre prime 3 notti newyorkesi… The Carlton on Madison Avenue.

Una volta abbandonato il ‘sogno’ dell’appartamento al village, abbiamo optato per un’alternativa che fosse il più possibile ‘garantita’… per quanto potesse esserlo! Abbiamo quindi individuato la zona che ci interessava, cercato un albergo leggendo il maggior numero di recensioni possibile ed effettuato la prenotazione con Expedia.

Già dal primo colpo d’occhio la scelta fatta sembra essere promettente… entrando la grande hall rimane in basso con luci molto soffuse, scendiamo la scalinata per arrivare alla reception dove una ragazza sorridente ci accoglie molto cortesemente dandoci il benvenuto.

Ci viene assegnata una camera al 9° piano dove, ci dice, hanno ultimato da poco i lavori di ristrutturazione e noi siamo fra i primi ospiti… bene, mi sento già un pochino ripagata della truffa subita!!

La camera è molto bella, nuova e ben arredata… non è enorme ma vivibile e ben organizzata… c’è una grande finestra, che si affaccia su un cortile interno dalla quale ci possiamo godere i fantastici scorci dei grattacieli di New York… in proporzione il bagno è molto grande e dotato anche di finestra!

Per una cena veloce ci spostiamo di pochi isolati in un locale messicano proprio ai piedi dell’Empire State Building.

2 agosto 2008 – sabato- New York

L’effetto jet lag ci fa svegliare abbastanza presto, ma comunque riposati e pronti per affrontare la nostra prima giornata newyorkese.

Innanzitutto dobbiamo raggiungere il Planet Hollywood in Time Square dove ritirare le ‘New York pass’, acquistate tramite Expedia.

Facciamo colazione in una sorta di ‘self service’ davvero fornitissimo di ogni tipo di alimento da poter soddisfare qualsiasi gusto e voglia per il breakfast… si va dai classici croissant e dolci vari, dalle dimensione decisamente americane ossia circa il doppio di quanto siamo abituati, alla frutta per prepararsi gustosissime macedonie, poi succhi di frutta e bevande energetiche e aromatizzate e ovviamente caffè disponibile in vari gusti… non ci lasciamo troppo attirare dal reparto ‘salato’ anche se la scelta è davvero molto molto ricca.

Dopo aver ritirato le nostre tessere dalla validità di 2 giorni (che però decidiamo di far partire l’indomani) ci dirigiamo verso il palazzo delle Nazioni Unite, passando per il Rockfeller Center… camminare con il naso all’insù fra tutti questi grattacieli è davvero molto bello e affascinante… ogni angolo offre una prospettiva ed un panorama diversi… è difficile trattenersi dal fotografarli!!

Al Palazzo dell’ONU la visita è abbastanza breve perché essendo sabato l’accesso è purtroppo limitato al solo piano terra… quindi niente sala dell’Assemblea Generale, peccato!

All’uscita il cielo si è fatto scuro e minaccioso di pioggia, infatti pochi minuti dopo si scatena un temporale e così ne approfittiamo per un caffè accompagnato da gustosi cookies!

Ci chiamano degli amici che sono anche loro a New York e riusciamo a metterci d’accordo per incontrarci… troppo ghiotta l’occasione di trovarsi a migliaia di km da casa!!

Fra una goccia e l’altra, riparandoci in qualche negozio quando gli scrosci si fanno più insistenti, ci dirigiamo verso la 7^ dove, a partire da Time Square fino a Central Park, c’è una sorta di mercato con tantissime bancarelle di vario genere, alimentari ma anche abbigliamento, articoli artigianali e oggetti diversi… incontrarsi in Time Square non è proprio semplicissimo senza aver stabilito un punto ben preciso… alla fine però ci riusciamo e, se pur veloce, è stato un saluto molto piacevole e indimenticabile.

Pranziamo con un gustosissimo ‘gyro’ preso da una delle bancarelle per strada e poi gironzoliamo un po’ per la città camminando verso sud. Passiamo prima per Chelsea, dove si accantonano per un po’ i grattacieli di midtown per un paesaggio più dolce e residenziale… arriviamo fino al village e le sue affascinanti vie alberate e ricche di locali interessanti… per poi risalire passando per Washington Park, con gli immancabili giocatori si scacchi e artisti di strada (peccato che sia parzialmente chiuso a causa di alcuni lavori )… e poi Union Square, dove ci mescoliamo fra le bancarelle di un mercato di prodotti alimentari freschi e biologici… per rientrare quindi in albergo stanchi ma molto soddisfatti.

Degna di nota è stata anche la sosta al ‘ABC Carpet & Home’ sulla Broadway vicino a Union Square, un negozio di arredamento e oggetti per la casa, punto di riferimento di designer d’interni alla ricerca di oggetti particolari: 7 piani, con bellissime ambientazioni tutte diverse, di articoli di ogni provenienza, alcuni davvero molto particolari e di stile… i prezzi non sono proprio da ‘ikea’ però si sa che l’originalità non ha prezzo!

Anche questa sera per cena non ci allontaniamo molto… andiamo all’Artisanal in Park Av., un bistro & fromagerie francese dove ci gustiamo un ottimo mix di formaggi accompagnati da marmellate e frutta.

3 agosto 2008 – domenica – New York

Uno degli obiettivi che ci siamo posti per i nostri 5 giorni a New York sono i canti Gospel.

Usciamo di buon ora, quando la città non è ancora in piena attività, essendo poi domenica c’è molta meno frenesia per le strade e questo ci da anche modo di notare che c’è la città non è poi molto pulita… occorre prestare un po’ di attenzione a dove si mettono i piedi… e questa volta non sono da colpevolizzare i poveri cani ma sembra frutto del frettoloso e poco accurato ritiro dell’immondizia … di giorno con tutta la gente che si riversa per le strade il fenomeno diventa meno evidente!

Dovendo arrivare ad Harlem, che non è proprio dietro l’angolo, prendiamo la metro e scendiamo una fermata prima (alla 103^) per fare 4 passi in Central Park.

Central Park è molto di più di un parco e, soprattutto la domenica, rimane uno dei principali punti di riferimento per i newyorkesi che vogliono godersi le attività all’aria aperta… c’è chi corre a piedi, ognuno con il proprio passo, chi in bicicletta o con i pattini, chi semplicemente si gode un po’ di tranquillità seduto su qualche panchina all’ombra o sdraiati a terra… bellissimo, un posto così è davvero invidiabile!!

Lo attraversiamo per una piccolissima parte fino all’uscita nord, proprio di fronte alla Malcom X / Lenox Av ad Harlem.

Per assistere ai canti Gospel non abbiamo voluto prendere in considerazione un tour guidato, preferendo qualcosa di meno turistico e più calato nella realtà locale…così prima di partire, ci siamo presi alcuni riferimenti di chiese dove poter assistere alle funzioni e la domenica mattina siamo andati sul posto.

In giro per Harlem non c’è molta gente, ma quella che si incontra notiamo che è particolarmente elegante, molti indossano abiti bianchi che a contrasto con la pelle scura (gli unici bianchi siamo noi turisti) risaltano di un candore particolare!!

Le prime chiese che incontriamo sono ancora chiuse, in effetti è ancora presto perchè le celebrazioni della domenica mattina sono generalmente intorno alle 11.00… siamo arrivati un po’ in anticipo con l’intento di perlustrare la zona alla ricerca del posto che più ci ispirasse.

Non avendo ancora fatto colazione, cerchiamo dove poterci bere almeno un caffè, ma la zona non sembra offrire molto!!
Girovagando fra una via e l’altra ad un certo punto vediamo una fila lunghissima di persone che sembra proprio essere in attesa di entrare in una chiesa… non ci possiamo credere, non pensavamo a una cosa così turistica… no, non fa per noi! Probabilmente è una di quelle dove vengono portati coloro che si affidano ai tour organizzati!

Troviamo una buonissima pasticceria dove soddisfare la nostra voglia di caffè accompagnato da favolosi dolcetti e proprio all’angolo di fronte vediamo una chiesa dove ci sono comunque turisti in fila, ma la cosa ci sembra più accettabile e visto che il tempo passa e non ci lascia più molto spazio per la ricerca di altre alternative… entriamo in questa che è la First Corinthian Baptist Church.

Percorrendo una serie di scale e corridoi, entriamo nella galleria di un vero e proprio teatro… al piano di sopra ci siamo noi turisti, mentre in platea ci sono i fedeli … ci saranno in tutto un migliaio di persone!

Sul palco ci sono le postazioni del coro con diverse persone con i loro bei abiti bianchi in attesa dell’inizio della celebrazione e nel ‘parterre’ c’è un palco con alcune sedie ed una vera e propria orchestra, con tanto di batteria e chitarra elettrica!!

Rimaniamo abbastanza sconcertati dall’ambiente… ammetto l’ignoranza e la scarsa informazione preventiva, ma io mi aspettavo una sorta di chiesa… qui sembra di essere ad un concerto rock!!

Quando sono le 11.00 iniziano a suonare e cantare, mentre i fedeli che continuano ad entrare e non trovano più posto al piano inferiore cominciano ad accomodarsi nelle prime file della galleria, appositamente tenute libere per loro.

Le musiche ed i canti sono davvero strepitosi… iniziano abbastanza pacati e vanno via via crescendo con un coinvolgimento molto forte… i canti sono alternati dalle parole del pastore che riscuote sempre un’acclamazione totale da parte dei fedeli e questa è stata sicuramente la cosa che mi ha affascinato e colpito di più… non ho mai visto così tanta partecipazione… abituata alle nostre messe spesso un po’ più ‘sopportate’ che partecipate! Qui tutti, uomini, donne, adulti e bambini indistintamente entrano e si calano completamente nella celebrazione.

Usciamo dopo un paio d’ore, anche se la celebrazione non è ancora terminata e andiamo a visitare la chiesa di St. John Devine, poco distante… una chiesa abbastanza imponente dallo stile gotico… non l’abbiamo trovata particolarmente interessante!

Da Harlem scendiamo verso Central Park (lato ovest) e lo attraversiamo all’altezza della 97^ per poi scendere ancora un po’ ritrovandoci di fronte al Guggenheim (89^) dove entriamo inaugurando le nostre New York Pass (ingresso standard $18).

La struttura del museo è di per se un’attrazione… questa scala che si affaccia sulla hall principale e che sale a spirale lungo tutti e 6 i piani con le diverse esposizioni, è davvero molto bella!

La mostra temporanea in corso è quella di Louise Bourgeois, con una serie soprattutto di sculture e ricostruzioni mooolto particolari… che a noi però non fanno decisamente impazzire!!

Il Metropolitan non faceva parte del nostro programma perché talmente vasto che per apprezzarlo minimamente occorre del tempo sicuramente maggiore di quello che noi abbiamo a disposizione… ma visto che non è molto distante, rimane sulla strada e rientra nella New York Pass (ingresso standard $ 20)… decidiamo di entrare, dedicandoci soltanto alla parte delle opere di alcuni artisti contemporanei.

Anche qui, così come al Guggenheim, non facciamo alcuna fila (che comunque non è molta) grazie alle casse dedicate ai possessori della New York Pass… anche questo è un bel vantaggio!!

Già dall’esterno si ha l’impressione di una struttura enorme, ma è entrando e attraversando le diverse sale del piano terra, che l’idea dell’imponenza si concretizza… credo che molti musei (soprattutto in Italia) sono grandi quanto una sala di questo… incredibile!!

Quando usciamo, attraversiamo nuovamente Central Park per arrivare a Strawberry Field, luogo voluto dalla moglie di John Lennon in memoria del cantante ucciso poco distante da qui.

Devo dire che le indicazioni dentro Central Park non sono particolarmente dettagliate… anzi non ce ne sono proprio!! Pur sapendo di essere nella zona giusta, perché al Dakota ci eravamo arrivati, non riusciamo a trovare il punto esatto… poi seguendo un po’ di gente ci ritroviamo proprio sopra il mosaico adornato da coloratissimi fiori e ci fermiamo ad ascoltare un complessino che canta canzoni dei Beatles (neanche a dirlo!)… diffondendo nell’atmosfera molta commozione!

Scendiamo quindi verso sud fino alla 5^ strada, dove facciamo tappa all’Apple Store … entriamo scendendo una scala che porta al piano inferiore che è un vero e proprio delirio… c’è gente ovunque, ci sono diverse postazioni a disposizione per giocare, vedere filmati, ascoltare musica, navigare nella rete…non è stato facile trovarne una libera ma ci siamo riusciti e ne abbiamo approfittato per dare un’occhiata alle mail.

Arriviamo in albergo dopo aver percorso tutta la 5th Av., accontentandoci di guardare le vetrine perché i negozi stavano ormai per chiudere.

Certo che di km ne abbiamo fatti oggi … e non è finita qui perché per cena andiamo, sempre a piedi, fino al village per cenare in uno dei ristoranti adocchiati il giorno prima, dall’atmosfera tanto tranquilla e romantica… ‘La Focaccia’ che dal nome si desume facilmente si tratta di un ristorante italiano anche se, a parte l’ottima focaccia che ci viene servita tanto per iniziare e qualche piatto di pasta (che però noi non prendiamo), il resto del menu non è tradizionalmente italiano… comunque ottime proposte! La carta dei vini è ricca di produzione italiana e incredibilmente troviamo anche il bianco delle 5 Terre… pensare che non è facile trovarlo in Italia!!

Ebbene si, per il ritorno in albergo prendiamo un taxi… e in 10 minuti siamo già in Madison Av… comodo eh !?!

4 agosto 2008 – lunedì – New York

Oggi termina la nostra permanenza al Carlton… purtroppo non abbiamo trovato disponibilità per tutti i 5 giorni e così per le prossime 2 notti ci trasferiremo più a sud, in zona Chinatown.

Facciamo subito il check-out lasciando i bagagli in deposito, passeremo nel tardo pomeriggio a ritirarli.

Questa mattina la colazione la facciamo in una caffetteria dal nome e dai colori italiani, ma dalle proposte assolutamente americane… noi il caffè espresso preferiamo gustarcelo in Italia perché spesso all’estero occorre mooooolto accontentarsi… e poi a noi piace anche quello americano!!

Oggi che è lunedì i ritmi della città sono un tantino cambiati rispetto ai giorni precedenti… molti si fermano oltre che per fare colazione anche per procurarsi il pranzo!

La prima tappa la facciamo all’Empire State Building, che è davvero a pochi passi dal nostro albergo. E’ aperto da poco e quindi la fila per entrare è ancora abbastanza ragionevole anche se ci mettiamo circa mezz’ora prima di riuscire ad affacciarci dal 86° piano… (qui la New York Pass non dispone di casse dedicate – ingresso standard $19). Passando nel tardo pomeriggio di ieri avevamo visto che la fila iniziava già dalla strada e si allungava addirittura oltre l’angolo… facendo due conti veloci l’attesa sarà stata come minimo di un paio d’ore!!

Lo spettacolo è davvero mooolto interessante… guardando verso sud si vede proprio che fra midtown e downtown c’è una fascia di costruzioni più ‘basse’, la zona di Chelsea e del village, che poi riprende a rialzarsi nel financial district… verso nord invece si impone decisamente lo spazio occupato da Central Park e ci si rende facilmente conto di quanto sia grande!!

Ci piacerebbe tornare quassù anche per il tramonto ma, con la New York Pass, è possibile si entrare una seconda volta, ma soltanto in giorni differenti… dovevamo pensarci ieri, peccato!

Il MoMA non poteva mancare nel nostro programma di visite. Entriamo anche qui evitando la coda (ingresso standard $20) e, come consigliato, saliamo all’ultimo piano per poi scendere visitando le esposizioni. Le opere e gli artisti sono tantissimi e, ovviamente, c’è una prevalenza di modern art e design, che a noi piace molto!

Quando usciamo è giusto l’ora di pranzo e passando da Time Square ci fermiamo da ‘Bubba Gump Shrimp’… si è proprio il ristorante di Forrest Gump!! e ovviamente non possiamo che mangiare gamberi!!

La New York Pass comprende anche una crociera attorno a Manhattan, da scegliersi fra le diverse proposte. Non eravamo certi di riuscire a farcela rientrare invece arriviamo al Pier 83 giusto in tempo per quella di 2 ore (costo standard $27).

Siamo fra gli ultimi a salire a bordo e ovviamente i migliori posti a sedere, soprattutto quelli all’aperto del ponte superiore, sono tutti occupati… presto scopriamo però che per godersi il panorama è possibile stare in piedi a prua, dove non c’è molto spazio, ma con un po’ di pazienza riusciamo a guadagnarci il nostro angolino… sarebbe stato impensabile stare tutto il tempo seduti all’interno!!

Le 2 ore passano velocemente.. affascinati dallo skyline offerto da Manhattan con i suoi grattacieli del Financial District, la statua della Libertà, il ponte di Brooklyn e il Manhattan Bridge… non si contano le foto scattate…!

Sulla strada del rientro facciamo l’ultima tappa al Madam Toussoud, il Museo delle Cere (ingresso standard $18), dove ci divertiamo a riconoscere i diversi personaggi, soprattutto del mondo dello spettacolo e dello sport, ma anche della storia americana.

Arriviamo quindi al Carlton per recuperare i bagagli e prendiamo un taxi che in circa 15 minuti ci porta a Chinatown, scaricandoci davanti all’Hotel 91… certo che arrivando da Madison Av. l’impatto con la zona è abbastanza ‘impegnativ0’… anche il taxista sembrava incredulo di doverci lasciare li!!

Entriamo e percorriamo un lungo corridoio affiancato da una sorta di ‘vetrine vuote’ per salire al 2° piano dove c’è la piccola reception. La camera che ci danno è al 7° ed ultimo piano… al primo impatto non sembra male, carina, ben arredata, sufficientemente spaziosa con un bagno altrettanto messo bene… ma c’è qualcosa che non ci convince, ci sembra un po’ buia… ci guardiamo un po’ intorno e presto realizziamo che non esistono finestre!! Stentiamo a crederlo, ma come può essere possibile?! Dopo una brevissima esitazione, torniamo in reception per chiedere un’altra camera… anche se solo per 2 notti non ce la facciamo proprio a rimanere in una sorta di scatola buia!!

Purtroppo l’albergo è pieno e l’unica stanza disponibile con finestra ha due letti singoli… ovviamente accettiamo! E’ praticamente un ‘corridoio’ largo qualche cm in più della lunghezza dei letti… la finestra c’è e si affaccia direttamente sul Manhattan Bridge… quindi, a meno che non si voglia dare spettacolo, le tende è meglio tenerle chiuse… ma almeno sappiamo che la finestra c’è!!

Per fortuna il nostro bagaglio è ridotto perché lo spazio è davvero molto limitato… c’è un piccolo armadio, un tavolino d’appoggio e un bagno che in proporzione è molto più grande della camera stessa… vorrà dire che non disferemo troppo i bagagli!!

Per cena andiamo ad esplorare la zona di Soho/Nolita. Ci incamminiamo attraversando una Chinatown dall’aria abbastanza ‘spenta’, qui il pieno dell’attività è di giorno, la sera i negozi sono per la maggior parte chiusi, anche dal punto di vista ‘sicurezza’ la zona sembra tranquilla!

Passando per la coloratissima e vivacissima Little Italy, ridotta ormai a poche vie a causa dell’’avanzata’ cinese, arriviamo nella zona di Soho… facciamo un giro di perlustrazione prima di fermarci al ‘The Kitchen Club’ in Prince St..

5 agosto 2008 – martedì – New York

La vicinanza al Mahnattan Bridge, che ci aveva in un primo tempo preoccupato, non ci ha dato alcun problema… nonostante il traffico del ponte, sia stradale che ferroviario, di notte non l’abbiamo proprio sentito!

Con il trasferimento a downtown, abbiamo programmato di lasciare per oggi le attrazioni di questa parte di Manhattan e così ci dirigiamo prima verso il ponte di Brooklyn (che però non percorriamo), per poi procedere verso il Financial District.

Avvistato uno Starbucks, entriamo per la colazione… in questi giorni ne abbiamo visti tantissimi, davvero in ogni angolo, ma per noi è la prima volta che entriamo. In fila ci sono tutti gli impiegati della zona che si prendono il caffè da portarsi in ufficio… e c’è chi addirittura arriva con una serie di ordinazioni anche per i colleghi!!

Passiamo poi davanti a Wall Street (che ora non è più possibile visitare) e da li ci dirigiamo verso Ground Zero, dove arriviamo senza quasi neanche rendercene conto.

Come è noto la zona è sottoposta a lavori di costruzione e infatti quello che si vede non è niente di più che un cantiere, con camion che vanno e vengono e operai al lavoro… c’è un percorso pedonale tutt’attorno all’area che prevede anche il passaggio nella hall di un edificio, dalla quale si vede la zona dei lavori.

L’unica cosa che commemora l’11 settembre è una sorta di Museo/memorial e nella via accanto, vicino alla caserma dei vigili del fuoco c’è un murales in bronzo di qualche metro a ricordo dei ‘firemen’ caduti.

Sinceramente ci aspettavamo qualcosa di diverso… anche se è pur vero che non è necessario avere molto oltre ai ricordi per onorare chi non c’è più!

Finora non ci siamo molto dedicati allo shopping e qui, al Century 21, troviamo delle ottime occasioni… dopo un po’ che giriamo per i vari piani ci ricordiamo che anche 11 anni fa avevamo fatto acquisti qui… e proprio come allora, per pranzo ci gustiamo degli ottimi gyros insieme ai numerosi impiegati che per la pausa si godono ‘l’ora d’aria’ nella piazzetta ombreggiata, che una volta era proprio di fronte al World Trade Center!!

Per il pomeriggio abbiamo un programma molto romantico… la gita in barca sul lago di Central Park!! Prima però facciamo sosta a Time Square alla Levi’s… 60$ per un paio di jeans quando mai ci ricapita?!

Dopo aver trovato il posto dove affittano le barche… ci allontaniamo da riva avventurandoci alla scoperta di questo lago che non è poi così tanto piccolo… in un’ora siamo riusciti giusto giusto a farne il giro, tranquillamente, ma senza concederci troppe soste…!!

Siamo molto contenti di aver colto questa opportunità di passare qualche ora in quest’oasi di pace e tranquillità… davvero molto piacevole!

Ci godiamo anche un’ultima passeggiata in Central Park prima di riprendere la metro e rientrare in albergo.

Anche questa sera per la cena andiamo in zona Soho e ci fermiamo al ‘Spring Street Natural’, grazioso ristorante dall’atmosfera molto accogliente e gradevole, e prendiamo gustosi piatti vegetariani.

6 agosto 2008 – mercoledì – New York / Key West

Ahimè è giunta l’ora di lasciare New York… si parte alla volta di Miami!

Alla reception ci hanno detto che il costo del taxi per Newark è intorno ai $70, quindi decidiamo di spenderne la metà utilizzando la metro fino a Penn Station e poi il treno per l’aeroporto.
Sono circa le 8.00 quando lasciamo l’Hotel 91… l’orario è quello di chi va al lavoro e la metropolitana è abbastanza affollata ma riusciamo facilmente a gestire il nostro bagaglio.

Come già avevamo avuto modo di verificare la metropolitana newyorkese è un vero e proprio attentato alla salute… in strada ci sono circa 30°C, si scende sulla banchina e se ne trovano almeno 40°C per poi passare a circa 20°C quando si sale in vettura… davvero terribile!!

A Penn Station, scendendo i gradini per accedere alla stazione restiamo letteralmente impressionati dal flusso di gente che cerca di guadagnarsi l’uscita… un vero e proprio fiume in piena!!

Facciamo velocemente i biglietti e dopo aver saputo che il treno è in partenza, corriamo verso il binario riuscendo per un soffio a salire prima che si chiudessero le porte… quello successivo non ci avrebbe consentito di arrivare in tempo per il nostro volo!

E’ abbastanza presto ma la fila per il check-in del nostro volo è già lunga e non particolarmente veloce… del resto Miami è un punto di smistamento per i voli verso il sud America e ci sono molte famiglie con diversi bagagli al seguito.

Dopo circa 3 ore di volo arriviamo a Miami, ritiriamo il bagaglio e usciamo dall’area arrivi alla ricerca dello shuttle che ci accompagni alla Dollar per ritirare l’auto.

Non siamo i soli e quando arriviamo agli uffici dell’autonoleggio è inevitabile un po’ di coda, nonostante gli addetti siano numerosi ed efficienti, ma le pratiche per il ritiro non sono particolarmente celeri.
Quando è il nostro turno non facciamo che confermare quanto avevamo prenotato e con le chiavi che ci danno andiamo nel parcheggio in cerca di scoprire quale sarà la nostra compagna di viaggio per i prossimi 8 giorni… una rossa fiammante Kia Spectra… i km, o meglio le miglia, ci dicono che non è nuovissima (ha alle spalle circa 20.000 km), ma l’aspetto e le condizioni sono davvero perfette!!

Si parte, destinazione Key West!

Seguendo le indicazioni che ci hanno dato alla Dollar prendiamo il Turnpike in direzione sud e poi la 1, sotto un sole cocente ma un clima non particolarmente umido come invece ci aspettavamo… meglio così!

Il panorama che intravediamo e che, soprattutto sui ponti, non è facile da godere per via delle barriere, sembra essere interessante… ogni tanto attraversiamo dei centri abitati che però non sembrano essere particolarmente ‘attivi’… sui ponti dismessi, che in alcuni tratti corrono a fianco della 1, ci sono qua e là persone che pescano, in alcuni punti si scorgono delle spiagge, mentre il traffico in mare sembra abbastanza vivace.

Dopo quasi 3 ore e dopo aver percorso circa 200 km lungo i numerosi i ponti che collegano le keys, arriviamo a Key West… sono quasi le 20.00 e come prima cosa dobbiamo cercarci una sistemazione!

Bypassiamo la zona dei grandi alberghi che si trovano proprio all’ingresso del paese e ci dirigiamo verso il centro storico dalle costruzioni in stile coloniale davvero molto attraenti… il criterio di scelta è essenzialmente quello della ‘prima impressione’ e il primo b&b in cui ci fermiamo sembra confermare il nostro buon gusto!

Noi vorremmo fermarci per almeno 3 notti, ma purtroppo li c’è posto soltanto per 2 e quindi valutiamo qualche altra struttura, ma dopo aver constatato che la situazione è la stessa un po’ ovunque per via del week-end della Lobster Fest, torniamo al Paradise Inn.

La struttura, all’interno di un cortile privato, è costituita da diverse costruzioni a due piani in stile coloniale dal colore bianco… c’è anche una piccola, ma davvero graziosissima, piscina con zona relax. La nostra camera è al piano terra ed è molto molto accogliente, spaziosa e completa anche di un ‘angolo cucina’ con tanto di microonde per caffè e popcorn gentilmente offerti…

Per cena ci dirigiamo nella zona centrale in Duval Street dove incontriamo gente di ogni tipo, e vediamo negozi e locali per ogni gusto… musica dal vivo che esce dai locali ma anche dalle macchine che percorrono questa via a passo d’uomo in una sorta di sfilata… chi poi ha una macchina cabrio sembra proprio aver trovato il posto più adatto per mettersi in mostra!!

Ceniamo al ‘Gran Cafe’ a circa metà di Duval Street, attratti dai tavolini con tovaglie bianche dall’aria elegante, che in realtà pare essere più famoso per i cocktail… che però noi non testiamo!

Notiamo che per la strada quasi tutti indossano collane colorate, alcuni in quantità davvero esagerata, e poco dopo ne scopriamo la provenienza… alcune drag queen, sopra una macchina che passa per le vie centrali con musica a tutto volume, distribuiscono generosamente queste collane, come una sorta di pubblicità al loro locale… non potremmo pensare di essere in un posto diverso, siamo proprio a Key West…!!

7 agosto 2008 – giovedì – Key West

Al Paradise Inn per la colazione viene allestito un buffet nella hall accanto alla reception… la proposta non è vasta ma completa e di buon gusto, sia di dolce che di salato.

In macchina andiamo alla scoperta di Key West ed arriviamo al Southernest Point, il punto più a Sud del territorio americano, da dove Cuba è distante soltanto 90 miglia.

Anche se il sole oggi non sembra essere molto protagonista, l’intenzione è quella di stare in spiaggia e così ci guardiamo un po’ intorno per poi approdare al Fort Zachary Taylor Park, un parco che occupa un’area molto grande proprio nella zona sud.

Raggiungiamo la spiaggia e ci troviamo una posizione comoda non lontana dalle postazioni pic-nic all’ombra della pineta.
La sabbia e il mare hanno i colori tipici caraibici, bianco e azzurro con diverse gradazioni… l’acqua ha una temperatura davvero ottimale… è un vero piacere rinfrescarsi un po’.

Non sta proprio benissimo la cornice di alghe che si è accumulata sul bagnasciuga e che pare nessuno si preoccupi di togliere… certo molto meglio di tanta sporcizia che spesso si trova sulle spiagge, però se non ci fosse si apprezzerebbe di più il posto!.

Il tempo non ci da molta tregua perché presto inizia a piovere e visto che con il biglietto che abbiamo possiamo rientrare per tutta la giornata, decidiamo di sfruttare la situazione meteo per andare alla ricerca della sistemazione per altre 2 notti… abbiamo poi deciso di fermarci per il week-end dell’aragosta!!

La situazione sembra alquanto critica, questo appuntamento sembra davvero attrarre molta gente!! Non so quanti b&b abbiamo visto, ma la risposta è sempre la stessa ‘no vacancy’!

Alla fine decidiamo per il ‘Blu Parrot’, che avevamo in un primo tempo scartato perché l’unica camera disponibile non aveva il bagno in camera (ma comunque privato).

Nel frattempo si è fatto pomeriggio e il sole è tornato a splendere… in realtà di piovere ha smesso nel giro di 10 minuti! La piscina del Paradise Inn sembra proprio essere degna del suo nome… chi ci torna più in spiaggia…?!?

Una delle attrattive principali di Key West è sicuramente il tramonto che tutte le sere si ‘celebra’ a Mallory Square. Purtroppo arriviamo quando ‘l’evento’ è già finito e per questa sera ci accontentiamo di bere un margarita ad uno dei colorati tavolini del molo…

Per cena ci fermiamo al ‘Fogarty’s‘ più o meno di fronte al Gran Cafe, dove scegliamo dei piatti yankee (hamburger) che non riusciamo neppure a finire tanto sono abbondanti!

8 agosto 2008 – venerdì – Key West

Facciamo colazione e prima di lasciare la camera ci godiamo qualche ora di sole e relax in piscina per poi trasferirci nella nuova sistemazione, che rimane poco distante proprio nella via parallela.

Anche il Blue Parrot è in stile coloniale, la nostra camera è al piano superiore, è molto spaziosa e carina… certo il Paradise Inn era un’altra cosa!!

Il pomeriggio lo dedichiamo alla scoperta delle spiagge della zona sud dove c’è il piccolo aeroporto e una lunghissima costa senza costruzioni a ridosso del mare… parcheggiamo in uno dei tanti parcheggi con parchimetro, trovandone uno con un residuo di oltre un’ora… occasione da prendere al volo!!

Non c’è molta gente, anche perché nell’aria aleggia una ‘fragranza’ non proprio gradevole… sarà forse a causa della palude salmastra che si trova proprio al di là della strada…?!?

Scendendo in spiaggia la prima scena è proprio da film… un matrimonio celebrato sotto una palma!! E non sono i soli ad aver scelto questo posto e questo giorno per convolare a nozze… e ognuno lo fa a proprio modo: chi in perfetta solitudine con la sola presenza del celebrante e fotografo, chi in costume da bagno in acqua, chi sotto un sorta di bersò adornato di fiori e tulle preparato appositamente per l’occasione… insomma ce n’è per tutti i gusti!!

Anche qui le alghe la fanno da padrona, non tanto a riva quanto proprio in acqua… per riuscire a godersi un bagno occorre galleggiare per diversi metri perché appoggiare i piedi nel ‘prato’ sottostante non è particolarmente piacevole.

Rientrando al b&b e ci tuffiamo in piscina per un po’ di relax, prima di uscire di nuovo per la serata… oggi non possiamo proprio perderci il tramonto!

Arriviamo a Mallory Square con largo anticipo e ne approfittiamo per curiosare nei vari negozietti di souvenir, prima di goderci il meraviglioso spettacolo… tutto ad un tratto inizia a piovere, ma fortunatamente soltanto per pochi minuti… il momento che tutti stanno aspettando non è compromesso!

Ci sono diversi ‘artisti di strada’: funamboli, ‘domatori’ di animali domestici, giocolieri, saltimbanchi, mangiafuoco… tutti molto bravi, ci lasciano davvero a bocca aperta!

Quando il sole scende all’orizzonte, la piazza è particolarmente gremita di gente e pian piano comincia anche la processione di rientro delle barche di ogni genere e dimensione, di chi ha ammirato il tramonto in crociera.

Già da questa sera c’è ‘odore di festa’, ma per l’aragosta noi aspettiamo domani quando ci sarà il vero clou dei festeggiamenti e per cena scegliamo il ristorante Bagattelle, sempre in Duval St.

9 agosto 2008 – sabato – Key West

La colazione al Blue Parrot è decisamente essenziale e soprattutto completamente self-service… su un tavolino accanto alla piscina c’è tutto il necessario: croissant, pane (eventualmente da tostare) con burro e marmellata, macedonia, succo e caffè o te.

Oggi la giornata sembra promettere bene dal punto di vista meteo… torniamo quindi al Zachary Taylor Park con l’intenzione di goderci un po’ di relax in spiaggia.

In un primo tempo pensiamo di visitare la casa di Hemingway, dalla quale siamo già passati diverse volte ma sempre in orari di chiusura… poi però ci accontentiamo di vederla dal di fuori, anche perché da quanto abbiamo letto, non sembra essere poi così imperdibile!

Anche oggi arrivando in spiaggia non troviamo molta gente… ma col passare delle ore però si riempie anche se, essendo molto grande, non è comunque mai affollatissima!

Molti arrivano attrezzati per il picnic, carichi di borse frigo e accessori vari, altri invece hanno come obiettivo il mare e lo snorkelling e visto che anche noi oggi ci siamo messi in borsa la nostra maschera, ci buttiamo in acqua anche solo per giustificare il fatto di averla portata… ma non ci mettiamo molto a realizzare che non c’è proprio niente… non dico di interessante, proprio niente! Il fondo è sabbioso con qualche pescetto qua e là, neanche troppo colorato!!

Vediamo che alcune barche diving si fermano proprio li davanti, dove probabilmente c’è barriera, ma purtroppo a nuoto non è possibile oltrepassare il limite di balneazione e sarebbe oltretutto molto pericoloso per via delle barche che passano in quantità e molte a velocità folli!!

Sempre più stupiti di quanti rimangano con la testa sott’acqua pur senza esserci il nulla, alcuni attrezzati come se dovessero fare una vera e propria immersione, riponiamo le nostre maschere contenti di averle almeno bagnate!!

Ci fermiamo fino a metà pomeriggio, poi ci trasferiamo nella piscina del b&b non prima però di aver fatto sosta in un supermercato della zona commerciale verso nord per fare un po’ di provviste per i nostri pranzi veloci e snack.

Anche questa sera usciamo in tempo per goderci il sunset e in un primo tempo pensiamo di godercelo al Fort Zachary Park, ma poi essendo arrivati con largo anticipo abbiamo preferito tornare a Mallory Square e prima di arrivarci ci mescoliamo fra la folla in Duval St., dove ha preso decisamente il via la Lobster Fest 2008.

La strada è stata ovviamente chiusa al traffico e adibita a una sorta di mercato con stand e bancarelle di vario genere, dall’artigianato e articoli vari a quelli di enogastronomia che sono sicuramente l’attrazione principale, soprattutto quelli dei ristoranti che propongono gustosissimi piatti di aragosta cucinata sulle griglie poste direttamente sulla strada.

Ammirato il tramonto, ritorniamo nel mezzo della bagarre ed individuiamo il posto che più ci ispira per gustarci la protagonista della serata… l’aragosta! ci fermiamo al ‘Cheesburger Key West‘ e non ci facciamo neanche portare il menu perché abbiamo le idee già molto chiare!! Poi, prima di rientrare, concludiamo degnamente la cena in una pasticceria con un mega chocolate cookie, davvero molto buono!

10 agosto 2008 – domenica – Key West / Key Colony

Facciamo colazione e con molta calma lasciamo Key West, diretti verso nord, godendoci il più possibile il panorama offerto dalla 1.

Al Paradise Inn ci avevano segnalato come una delle spiagge più belle delle keys il Bahia Honda Park, che si trova nei pressi di Marathon, poco prima del ‘Seven miles bridge’. Anche questo è un parco molto grande che comprende delle immancabili aree picnic e delle spiagge, oltre ad un campeggio ed una marina.

Dopo un primo tour per renderci conto delle diverse possibilità di sosta, ci fermiamo in un punto dove la spiaggia sembra essere interessante… il posto però non è proprio tranquillo perchè ci sono un gruppo di ragazzi con poca voglia di relax ma tanta di musica a tutto volume!! Cambiamo quindi zona e ci spostiamo nella parte più centrale… perlustriamo prima l’area della marina per poi salire lungo un sentiero che porta ad un vecchio ponte in disuso dal quale si gode un interessante spettacolo di colori e sfumature… da quassù individuiamo anche un bel posto dove fermarci!

Abbiamo proprio scelto la giornata sbagliata per goderci questa che sembra proprio essere una bella spiaggia con un bel mare… giusto il tempo per un tuffo e poi inizia a piovere!!

Quando, dopo circa mezz’ora chiusi in macchina, constatiamo che la situazione non sembra essere di passaggio… decidiamo di proseguire il nostro cammino verso nord e cercare una sistemazione dove fermarci una notte prima di arrivare a Miami.

Arriviamo fino Key Colony Beach, poco distante da Marathon, dove dovrebbe trovarsi un alberghetto, trovato su una guida sulle keys, che sembra fare al caso nostro… l’Ocean Front Beach Resort.

La zona è prevalentemente residenziale, ricca di belle ville, tutte con posto barca per la maggior parte in canali interni più protetti rispetto alla costa. Troviamo il posto senza difficoltà e dopo aver verificato la disponibilità scegliamo una camera ocean view… visto che si trova proprio sulla spiaggia, sarebbe un peccato non approfittarne!

La struttura è di 2 piani in stile motel, cioè con una balconata comune a tutti gli ingressi… la camera è abbastanza spaziosa e dall’arredamento direi essenziale, non particolarmente curato… e pensare che la breve recensione parlava di un boutique hotel… beh, noi abbiamo un concetto un po’ diverso per questo aggettivo!!

Ci sono anche delle camere superior che sono grandi praticamente il doppio e dispongono anche di zona soggiorno. L’albergo è frequentato da diverse persone, molti di lingua francese, che sembrano averlo scelto per un periodo di vacanza stanziale.

La spiaggia è attrezzata con lettini e ombrelloni e c’è anche una bella piscina proprio vicino al mare, completa anche di una vasca idromassaggio… nonostante il tempo non sia proprio bellissimo, ci mettiamo un attimo ad infilarci il costume e scendere in spiaggia… ma presto ricomincia a piovere!! Oggi è così, va un po’ ad intermittenza e fra uno scroscio e l’altro ci facciamo 4 passi lungo la spiaggia.

Per cena andiamo alla ricerca di un ristorante e ci fermiamo, subito al di là della strada principale (la 1), al ‘ The Island fish company‘ che sembra promettere bene! Il ristorante si affaccia direttamente sul mare e, dopo una breve esitazione per via delle zanzare (che in effetti non ci hanno creato alcun problema!), scegliamo un tavolino proprio a ridosso dell’acqua… visto che tutto il locale è in realtà all’aperto perché anche gli spazi al coperto non hanno pareti, tanto vale godersi lo spettacolo migliore!!

Al piano superiore c’è anche una sorta di pescheria dove la mattina viene venduto il pesce appena pescato e il piatto principe è ovviamente il pesce.
Scegliamo qualcosa dal menu, mentre altri piatti li ‘copiamo’ dai tavoli vicini… e cercando di non esagerare pur volendo assaggiare cose diverse riusciamo a farci stare anche una key lime pie, la torta al limone tipica di Key West… non potevamo lasciare le Keys senza averla assaggiata!

11 agosto 2008 – lunedì – Key Colony / Miami

Per la colazione ci accontentiamo di bere un caffè messo a disposizione nella hall dell’albergo, dove c’è anche una postazione internet che sfruttiamo per aggiornarci sulle notizie dalla nostra patria… nulla di eclatante a parte i meriti sportivi alle Olimpiadi!

C’è il sole e ce lo godiamo fino alla tarda mattinata, poi riprendiamo la strada verso Miami.

Ci fermiamo in un Wal-Mart… ne ho sentito parlare così tanto che voglio proprio buttarci l’occhio! Con la scusa di prendere qualcosa da bere entriamo e quando poi inizia a piovere abbiamo anche un pretesto in più per curiosare fra i vari reparti in attesa che smetta… all’uscita, nella borsa oltre all’acqua abbiamo anche delle creme solari, l’autan (che finora ci è andata molto bene, ma in previsione dell’escursione alle Everglades sembra essere indispensabile), dei mini contenitori spray (che costavano il 90% rispetto a quanto li avevamo pagati prima di partire) e addirittura uno spruzzino per irrigazione, al quale non abbiamo saputo resistere!!

Proseguiamo quindi verso Miami Beach e ad un certo punto realizziamo di aver svoltato ad un incrocio sbagliato e ci ritroviamo alla barriera del ponte che conduce a Key Biscayne, senza alcuna possibilità di inversione… chiediamo fiduciosi al casellante che, molto candidamente, ci dice che da li non si a Miami Beach… occorre tornare indietro al primo svincolo!

Investiamo il costo del pedaggio per fare un paio di foto allo skyline dei grattacieli del quartiere Brickell, che non sono proprio niente male!

Arrivati a Miami Beach troviamo subito l’albergo prenotato ‘The Angler’s Boutique Resort’… ci aspettiamo molto da questa scelta e dal primo impatto le premesse sembrano esserci tutte!!
Dopo aver lasciato la macchina per il ‘valet parking’ facciamo check-in e visto che la camera non è ancora pronta, ne approfittiamo per fare due passi fino al mare.

Entrando in camera realizziamo in un attimo che le nostre aspettative sono state decisamente superate… è bellissima, oltre che molto grande… a destra c’è la zona notte con il letto e davanti una panchina in legno, mentre a sinistra un vero e proprio soggiorno con divano, e poltrone e sullo sfondo un enorme specchio… il pavimento è in parquet, con due enormi tappeti in fibra di cocco nelle zone letto e soggiorno… accanto al letto c’è un’ampia porta finestra che si apre sul balcone ed un’altra finestra si trova nella zona soggiorno… rispetto alla camera il bagno non è enorme, la doccia è spaziosa con un semplice vetro divisorio, proprio come piace a me… e non possono mancare dei soffici accappatoi bianchi dall’aria molto chic… c’è un sistema audio-video che collega la tv, lo stereo e la dockstation per ipod e un fornitissimo frigo bar con tanto di lavandino sovrastante.

La piscina che si intravede dalla finestra è molto invitante, peccato che la giornata non sia delle migliori e quindi la zona relax non è allestita di tutto punto.

Come benvenuto troviamo un bigliettino, manoscritto dalla direttrice, insieme a due bottigliette d’acqua ed un aquilone… ma che bell’accoglienza!!!

Prima di cena camminiamo lungo tutta l’Ocean Drive ormai avvolta dalle mille luci colorate degli alberghi e diverse macchine che fanno lo ‘struscio’ davanti ai tavolini dei numerosi locali… sono passati 11 anni da quando siamo stati qui, ma il fascino di Miami Beach è rimasto intatto!!

Ci fermiamo all’Atlantic, uno dei ristoranti con i tavolini proprio sul passeggio, cedendo alla tentazione di un cartello che propone ‘steak a 15$’… poi però noi accettiamo, molto ingenuamente senza neanche chiedere il costo, la proposta di una grigliata di carne e nell’attesa ci facciamo portare 2 mojto… il piatto di carne è davvero molto abbondante e particolarmente gustoso, la voglia di carne ce la siamo soddisfatta… quando arriva il conto però realizziamo che la nostra ingenuità ha un prezzo particolarmente caro… d’accordo la qualità e la quantità del cibo, mettiamoci pure anche il posto in piena Ocean Drive… ma 198$ sono davvero un po’ tantini, anzi è proprio una bella ladrata!!

L’ultima chicca della giornata ce la riserva l’Angler’s facendoci trovare in camera un foglietto personalizzato con le condizioni meteo per il giorno dopo… questa si che è customer vision!!

12 agosto 2008 – martedì – Miami

La giornata non si presenta bellissima, però tentiamo comunque un timido approccio con la spiaggia!! L’escursione alle Everglades l’abbiamo quasi accantonata… oggi non sembra la giornata più indicata … magari domani!

Chiediamo alla reception la possibilità di avere i teli mare e qualche indicazione per la spiaggia e non solo ci viene data una borsa con teli e bottigliette d’acqua, ma ci vengono illustrate le diverse possibilità che abbiamo: noleggiare lettini e ombrelloni in una delle postazioni della spiaggia oppure andare in una sorta di ‘club’ (molto molto attraente!) dove, fermandosi a pranzo, si ha diritto ad usufruire dei loro servizi sulla spiaggia… per oggi decidiamo di andare in esplorazione ‘libera’!

Attraversiamo la Collins e l’Ocean Drive ed eccoci sulla beach di Miami Beach… è davvero immensa, grande in larghezza ed davvero infinita in lunghezza…!! La prima fascia, quella più esterna viene utilizzata per il passaggio dei mezzi di sorveglianza, più vicini al mare ci sono invece delle postazioni per il noleggio di sdraio e ombrelloni, ogni tanto le classiche torrette dei ‘beach boy’ e qualche ‘baracchino’ che vende bevande e snack.

Stendiamo i nostri teli scrutando l’orizzonte abbastanza minaccioso e infatti non passa molto che inizia a piovere… così, non avendo ancora fatto colazione, sfruttiamo il momento per arrivare in fondo all’Ocean Drive dove c’è uno Starbucks e facciamo appena in tempo ad entrare che si scatena il diluvio… ce la prendiamo comoda e aspettiamo che smetta…!!

Con tutta l’acqua che è venuta in spiaggia è meglio non tornare, ci incamminiamo così verso nord percorrendo la strada ciclo/pedonale interna, fra la spiaggia e i ‘retro’ dei grandi alberghi con i loro accessi al mare.

Ritorniamo lungo la Collins e la Washington, passando per la Espanola Way dove ci lasciamo attrarre da una delle gallerie d’arte… non male questa zona!

Vorremmo dedicare il pomeriggio alla visita di Miami downtown, magari andandoci con l’autobus che ferma proprio davanti al nostro albergo… quando però chiediamo informazioni alla reception, dove la cortesia e la disponibilità non mancano mai, cambiamo completamente idea: ‘a Miami non c’è molto di bello (a suo dire), se volete fare dello shopping c’è il Bayside Marketplace, oppure vi consiglio di andare lungo la costa verso sud nella zona di Coral Gable e fermarvi a Cocowalk se volete vedere dei negozi, poi più giù c’è una bellissima zona con un parco di alberi secolari e un giardino botanico… e andate in macchina perchè si guida e parcheggia tranquillamente’. OK ci ha convinti!

Superato il ponte che unisce Miami Beach, dal quale si possono ammirare a destra le mega superville vip di Star, Palm e Hibiscus Islands, ci troviamo in quello che è il financial distric di Miami, il Brickell, dove il traffico è abbastanza sostenuto e gli incroci abbastanza caotici.

Scendendo verso sud presto il panorama cambia, i grattacieli hanno lasciato il posto a strutture più basse e soprattutto a ville che spesso si affacciano direttamente sul mare con tanto di posto barca.

La prima tappa la facciamo a Coconut Grove dove c’è una sorta di centro commerciale… la sosta però è breve perché di particolarmente interessante non c’è nulla!

Proseguiamo quindi verso Coral Gable. La strada che percorriamo è di per se un’attrazione… sembra di attraversare una foresta di alberi secolari, affiancata da abitazioni particolarmente curate e lussuose.
Le indicazioni sono state precise… ci ritroviamo in un parco che sembra avere tutte le caratteristiche di un giardino botanico… siamo al Fairchild Tropical Botanic Garden!

Parcheggiamo ed entriamo attratti da tutto quel verde molto curato… ogni pianta, dalla più piccola alta pochi centimetri a quelle secolari, sono state catalogate e ‘indossano’ una targhetta identificativa… il parco è enorme… c’è un trenino che ogni ora parte per un percorso guidato fra le diverse zone e le varie tipologie di ambientazione.

Sono circa le 16.30 ed è ormai quasi ora della chiusura, ci dobbiamo quindi accontentare di pochi passi che comunque ci regalano una panoramica delle meraviglie offerte da questo posto.

Rientrando lungo la stessa strada ci fermiamo al Bayside Marketplace, per fare un po’ di shopping e, giusto per non smentire anche quest’anno la teoria che ‘il mondo è piccolo’, incontriamo una ex collega che non vedevo da diversi anni… è sempre un piacere quando capitano queste sorprese, mi lasciano addosso una certa euforia…!

Questa sera per cena ci dirigiamo nella zona di Espanola Way che ci era tanto piaciuta. Presa visione di tutti i 5/6 ristoranti presenti, scegliamo ‘Oh Mexico’ dove, ovviamente, ordiniamo piatti tipicamente messicani.

Passano pochi minuti ed inizia a piovere… all’inizio la copertura dei tavoli all’aperto sembra essere sufficientemente ampia e resistente… quando però l’intensità della pioggia aumenta dobbiamo cedere e trasferirci all’interno dove, insieme a tutti gli altri commensali, ci guardiamo le Olimpiadi in tv nell’attesa che il temporale passi…!

13 agosto 2008 – mercoledì – Miami

Nonostante le previsioni trovate in camera parlassero di tempo incerto… oggi sembra proprio una bella giornata, però l’escursione alle Everglades abbiamo deciso di non farla… sarà per la prossima volta!!

Usciamo dall’albergo già con il voucher per lettini e ombrellone con l’intenzione di goderci l’intera giornata di relax… non prima di aver fatto colazione da Starbuck’s.

Siamo sempre fra i primi ad arrivare… diamo il voucher al beach boy e ci scegliamo un posto… la sabbia è quasi bianca ma non particolarmente fine… c’è un mare davvero stupendo e non resistiamo molto fuori dall’acqua che ha una trasparenza e una sfumatura di colori che mai avrei potuto immaginare di trovare a Miami… anche la temperatura è fantastica!

La gente aumenta in continuazione e ce n’è davvero tanta… molti sono in acqua, c’è chi gioca, chi nuota, chi semplicemente si gode la frescura chiacchierando… dal vociare che si sente sembra che gli italiani venuti in US siano tutti qui… sarà che siamo bravi nel farci riconoscere!!

Restiamo in spiaggia fino a metà pomeriggio, poi ci trasferiamo nella zona relax dell’Angler’s, stavolta allestita in versione ‘sole’… i lettini hanno il loro materassino con tanto di asciugamano e ci sono anche delle creme solari nel caso l’avessimo dimenticata… passano pochi minuti e un cameriere ci porta delle bottigliette d’acqua… in questo posto le attenzioni non finiscono mai!

Anche questa sera per cena torniamo alla Espanola Way e questa volta scegliamo l’ultimo dei locali… quello dove tutti fanno retro front… un ristorante francese dal menu un po’ ridotto, ma dall’aria molto semplice e romantica!

14 agosto 2008 – giovedì – Miami / Londra

E’ arrivato anche il giorno della partenza da Miami… !!

Questa mattina la colazione la facciamo in albergo… ieri sera abbiamo trovato un biglietto in camera che ci informava del ripristino di questo servizio… potevamo forse non provarla?!?
Il buffet è semplice ed essenziale… direi classico, nulla di particolarmente sfizioso… comunque buono!

Prima di lasciare Miami Beach, dedichiamo qualche ora ad un ‘art deco’ tour’ seguendo il percorso indicato dalla nostra guida che, per alcuni edifici, riporta informazioni relative a particolari architettonici e di costruzione… ci incamminiamo prima lungo l’Ocean Drive per poi rientrare in parte dalla Washington e in parte dalla Collins… siamo già passati diverse volte davanti a questi edifici, sia di giorno che di sera, ma con la guida in mano sembra di vederli per la prima volta…!!

Le foto ovviamente non si contano… davanti ad alcuni hotel ci sono parcheggiate auto storiche che sembrano messe li apposta per dare alle immagini quel tocco di effetto scenografico che piace!! (toglierei tranquillamente il ‘sembrano’)

Riusciamo anche a farci un ultimo tuffo in piscina… poi però, nostro malgrado ci tocca ‘levare le tende’!

E’ circa mezzogiorno quando lasciamo l’Angler’s e visto che abbiamo buona parte del pomeriggio a disposizione prima del nostro volo alle 20.50, torniamo al giardino botanico di Coral Gable.

Arrivando scopriamo che l’entrata è a pagamento (20$)… l’altro giorno siamo entrati un tantino di frodo! Del resto c’era un cancello (anche bello grande!) completamente aperto, noi siamo entrati… e ci siamo anche stupiti del fatto che un posto così fosse ‘free’!

Il cielo si è fatto nel frattempo minaccioso…

Una volta entrati (questa volta dal negozio che funge anche da biglietteria) andiamo alla partenza del trenino che in circa 45 minuti ci permette di visitare buona parte del giardino, con tanto di guida che descrive le varie specie di fiori e piante… volendo si può anche scendere e risalire al passaggio successivo, ma noi preferiamo farci un giro completo e poi tornare a piedi in alcune zone…

Facciamo giusto in tempo a fare pochi passi che inizia a piovere e anche abbastanza forte… troviamo riparo per un po’ e quando la pioggia ci concede una tregua, arriviamo fino alla zona delle serre, dove c’è anche un piccolo bar nel quale ci concediamo un veloce spuntino e poi visto che il temporale non sembra intenzionato ad andarsene, ci mettiamo in macchina in direzione aeroporto.

Attraversando la zona centrale di Miami ci rendiamo conto che qui il temporale è stato meno ‘contenuto’ rispetto all’area di Coral Gable… le strade sono letteralmente allagate, sembra di guadare un fiume… di acqua ne è scesa tanta, però c’è anche da dire che gli scarichi ci sembrano decisamente insufficienti… per fortuna ci siamo mossi con largo anticipo perché il traffico è in tilt!

Arriviamo alla Dollar dove un addetto al drop off molto rapidamente verifica lo stato della vettura e ci rilascia una ricevuta dei vari conteggi, che ci dicono che con la nostra Kia Spectra abbiamo percorso 457 miglia… tutto OK non serve neanche entrare negli uffici… fantastico!

Raggiungiamo l’aeroporto con lo shuttle e quando arriviamo al check-in il nostro volo BA per Londra lo troviamo già aperto… bene, nessuna attesa!

Nonostante il largo anticipo gli unici posti disponibili sono in terzultima fila… non avendo ne pre-assegnato i posti ne fatto il check-in online non abbiamo molta scelta… la risposta dell’addetto è stata molto fredda e determinata… ‘tutti gli altri sono già assegnati!’… se questo è il benvenuto inglese, cominciamo bene!

Una volta superati i vari controlli di sicurezza facciamo una giro per i negozi e ci concediamo anche un hamburger da Mc… dopo 15 giorni negli States questa è la prima volta, that’s incredible !?!

L’attesa è tutto sommato veloce, fra una cosa e l’altra rimaniamo soltanto una ventina di minuti ad aspettare l’ora dell’imbarco… il volo è in orario, si parte… goodbye America!!

15 agosto 2008 – venerdì – Londra

Arriviamo a Heathrow che sono circa le 10.00 del mattino, il volo è stato ottimo… il cibo un po’ meno! Questa volta non abbiamo nessuna coincidenza da prendere… ci fermiamo a Londra fino a domenica!!

Ritirati i bagagli chiediamo informazioni e facciamo i biglietti per la metropolitana … certo che la metro che arriva in aeroporto è proprio comoda!!

Noi dobbiamo arrivare a Bayswater, cambiando a Earl’s, il percorso è quasi tutto esterno e ci impieghiamo circa un’ora, poi altri 10 minuti a piedi ed eccoci davanti al Hotel Caesar’s.

L’edificio è ben inserito nel contesto residenziale della zona, tanto da sembrare un’abitazione più che un albergo… la hall si presenta molto bene, spaziosa e moderna…

In un primo momento alla receptionist il nostro nome sembra non voler dire nulla… molto gentilmente ci chiede di attendere e in meno di 10 minuti ci comunica che è tutto OK, però la camera non è ancora pronta!!

Andiamo quindi a mangiare un boccone senza allontanarci troppo… ci sediamo in un bar ordinando dei sandwich e rimaniamo un po’ a parlare con la ragazza italiana che ci serve, molto entusiasta della sua esperienza a Londra e con tanta voglia di raccontarlo!!

Dopo aver fatto anche 2 passi in Hyde Park, rientriamo in albergo alla scoperta della nostra sistemazione… siamo a piano terra, praticamente a livello strada, ma la zona non sembra essere particolarmente trafficata… la camera è spaziosa (è attrezzata per accogliere disabili e quindi più grande delle altre!), dall’arredamento moderno… e soprattutto c’è il pavimento in parquet…!! Anche il bagno è grande, molto grande rispetto agli standard inglesi.

Stando a guardare alla stanchezza e al jet lag, se ci sdraiamo anche soltanto 5 minuti rischiamo di dormire fino all’indomani… così usciamo subito e ci dirigiamo verso Portobello Road.
La temperatura è un tantino diversa da quella che abbiamo lasciato a Miami, qui la felpa ce la teniamo volentieri addosso nonostante sia una bella giornata e c’è il sole…

Arriviamo a Portobello Road intorno alle 4, quando ormai le bancarelle del mercato, che oggi sembra essere stato prevalentemente alimentare… stanno raccogliendo le proprie cose, qualcuna è ancora ‘aperta’ ma per la maggior parte la giornata volge al termine.

Risaliamo la via verso nord fino ad arrivare ad una sorta di mercato ‘stabile’ con diverse bancarelle che propongono merce di ogni tipo… l’aggettivo che più accomuna la proposta è ‘usato’… si va dall’abbigliamento, alle scarpe e accessori, borse e bigiotteria, ma anche dischi e oggettistica in genere… assolutamente consigliato a chi è in cerca di capi e articoli vintage!

Scendiamo poi verso sud… molti negozi sono chiusi, sono aperti i soliti negozi che propongono oggetti e abiti spesso carini e originali ma decisamente poco ‘tipici’, frutto soltanto della globalizzazione … qua e là per la strada ci sono banchetti di oggetti usati, alcuni antichi… ma per la maggior parte dei casi è meglio definirli semplicemente ‘vecchi’!

Portobello Road è molto affascinante, un quartiere residenziale dove le case sono intervallate da piccole botteghe, spesso parte delle abitazioni stesse… non dev’essere male una casa da queste parti!

Percorriamo tutta la via fino a trovarci a Notting Hill Gate e da li arriviamo di nuovo a Hyde Park… quattro passi in questo bel parco si fanno sempre volentieri, ci riposiamo anche un po’ su una panchina ma ci rendiamo presto conto di non avere un abbigliamento particolarmente adeguato al clima londinese… ci voleva una felpa in più!!

Riprendiamo così il cammino e risaliamo in zona Paddington e visto che, secondo lo standard britannico, si è fatta ormai l’ora di cena (le 19.00) ci adeguiamo ed entriamo in una steak house già abbastanza piena… anzi qualche ospite stava già pagando il conto…!!

E qui ci rendiamo definitivamente conto di non essere più in America… purtroppo!!

Chiediamo un posto per 2 ad almeno 4 camerieri diversi, ognuno dei quali, senza quasi risponderci, si allontanava, forse alla ricerca di un tavolo libero, lasciando il posto al collega che ci rifaceva la stessa domanda… poi finalmente, non ricordo esattamente quale numero di cameriere fosse, ci fanno accomodare…

Siamo un po’ indecisi sulla scelta e chiediamo alla ragazza che ci sta prendendo l’ordinazione delle spiegazioni… però non ci dice molto di più di quanto avevamo letto nel menu!!

Nel frattempo assistiamo a una scena che da un lato ci fa sorridere e dall’altro ci lascia stupefatti!

Entrano due chiedendo un tavolo e la cameriera gli indica uno dei tavoli da 2 ‘lato parete’ ma loro chiedono di poterne avere uno ‘lato strada’ e la risposta è ‘che quelli sono da 4’ (notare che ce n’erano diversi liberi) al che loro non accettano ed escono… avrei voluto alzarmi e andare a congratularmi con loro!! Cosa gli costava farli accomodare ad un tavolo vicino alla finestra?!

Negli Stati Uniti non solo non avrebbero mai risposto di no, ma gli avrebbero probabilmente fatto scegliere a priori quale posto preferivano…!!

La carne non è male, ma in posto così non credo proprio di volerci tornare!!

La nostra giornata termina presto, con una passeggiata di 10 minuti arriviamo in albergo e giusto per non andare a dormire quando fuori c’è ancora chiaro, ci facciamo un caffè con il bollitore a disposizione in camera… ma poi la stanchezza ha il sopravvento e le palpebre diventano sempre più pesanti…

16 agosto 2008 – sabato- Londra

Facciamo colazione in hotel insieme a tanti altri… dobbiamo infatti attendere qualche minuto che si liberino dei tavoli.

Il buffet è molto ricco… c’è una bella varietà sia di dolce che di salato oltre a yogurt, macedonia e succhi… con un supplemento c’è anche la possibilità di avere l’english breakfast, ma a meno che si voglia mangiare uova, salsicce e fagioli direi che è assolutamente valida la proposta standard.

La giornata di oggi la vorremmo dedicare ad una visita panoramica delle principali attrazioni di Londra… purtroppo non possiamo permetterci nulla di approfondito!!

Cartina alla mano arriviamo a piedi a Paddington Station, dove per £7 (in due) facciamo il biglietto giornaliero che ci consente di viaggiare su tutti gli autobus fino alla mezzanotte (la corsa singola costa £2) e prendiamo l’autobus per raggiungere il posto più lontano… destinazione Tower Bridge.

Conquistiamo 2 posti al piano superiore in prima fila … certo che muoversi in autobus è di per se interessante perché ci consente di osservare la città e la gente… la metropolitana è sicuramente più veloce, ma non ha tutto questo fascino!

Attraversiamo tutta la zona centrale da Oxford Street a Piccadilly Circus, passiamo per Trafalgar Square, la cattedrale di St. Paul e poi quando avvistiamo il Tower Bridge scendiamo… un primo tour l’abbiamo praticamente già fatto!!

Arriviamo fino a metà del ponte per ammirare le rive del Tamigi e dopo una sosta abbastanza breve, riprendiamo un autobus che ci porta fino a Westminster.

Ci giriamo un po’ intorno, compresa Westminster Abbey dove riusciamo a buttare dentro l’occhio di frodo passando dall’uscita… e poi ci dirigiamo verso The London Eye, la famosa ruota panoramica.
Saliamo in questa specie di capsula ammirando il panorama che pian piano si allontana sempre di più dai nostri piedi…il movimento è davvero impercettibile… lo spettacolo è fantastico!!

Questa è l’unica visita che ci siamo concessi… nonostante la coda, sia per fare il biglietto che per salire, più di un ora per arrivare all’imbarco e poi 20 minuti per il giro… però ne è proprio valsa la pena, ne siamo rimasti molto soddisfatti!

Arriviamo poi nella zona di Trafalgar Square, per poi proseguire verso Piccadilly, passando da Buckingham Palace, dove ne approfittiamo per fare un po’ di shopping prima che i negozi chiudano, visto che ormai si sono fatte le 19.00!

Per cena torniamo in zona Piccadilly dove, dopo un giro di perlustrazione, ci fermiamo in un ristorante giapponese che già avevamo adocchiato nel pomeriggio… ottima scelta e poi soprattutto abbiamo apprezzato molto l’ospitalità nipponica che non ha proprio niente a che vedere con la ‘cortesia’ inglese!!

17 agosto 2008 – domenica – Londra / Milano

Oggi termina la nostra vacanza… il nostro volo per Milano è alle 17.50, quindi abbiamo quasi tutta la giornata a disposizione.

Dopo aver fatto colazione, prendiamo l’autobus fino a Oxford Circus, con l’intenzione di farci un giretto in ‘zona shopping’ visto che quando siamo passati ieri i negozi stavano ormai per chiudere… scelta sbagliata!! La domenica i negozi non aprono prima delle 11.30, alcuni addirittura alle 12.00…

Facciamo comunque 4 passi lungo Regent e Carnaby Street ma poi ci trasferiamo a Portobello Road, con la speranza di trovare qualcosa di più interessante.

Qui il clou del mercato è il sabato, però c’è comunque un po’ di gente (in centro non c’era in giro nessuno!), qualche negozietto è aperto e qualche bancarella c’è… e poi il quartiere è davvero molto carino e piacevole!

Con molta calma ci facciamo tutta la via e poi torniamo a Notting Hill gate e fra una sosta da Starbucks e un negozietto e l’altro, si è quasi fatta l’ora di recuperare i bagagli e dirigerci in aeroporto.

La metropolitana ci lascia direttamente al terminal 4, dove ci ritroviamo a dover fare il self check-in utilizzando una delle postazioni che si trovano davanti ai banchi di accettazione… non abbiamo alternative… ma l’assurdo è che comunque è necessario andare al banco per imbarcare il bagaglio… qual è il vantaggio?!? Mah!!

Abbiamo tutto il tempo per mangiare qualcosa e farci un giro fra i negozi nell’area partenze, alcuni molto belli ed eleganti!

Il nostro volo è in orario e con l’arrivo a Linate riponiamo anche questa bellissima vacanza fra i nostri ricordi di viaggio!

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Ho intitolato questo diario ‘New York & Keys’ perché questi erano gli obiettivi principali ed iniziali… abbiamo poi aggiunto Miami, quasi d’obbligo quale porta d’ingresso (o di uscita nel nostro caso) per le Keys… e Londra, per imparare dall’esperienza dello scorso anno quando transitando da New York ci siamo detti ‘perché non ci siamo fermati qui qualche giorno?!’… quest’anno abbiamo sfruttato l’occasione!

E’ stata una vacanza molto bella … tutto è stato perfetto o quasi e molte volte le nostre aspettative sono state piacevolmente superate… siamo rimasti davvero molto molto soddisfatti!

Non è facile definire quale sia la cosa o il posto che mi è piaciuto di più, anche perché sono stati così diversi fra di loro… ognuno con le proprie caratteristiche…

Provo comunque ad assegnare alcuni ‘oscar’:
·per la località: non ho molti dubbi… decisamente New York!! E’ il posto che ho ‘vissuto’ più profondamente… per le strade, fra la gente… una delle cose che ricordo più piacevolmente è il ‘giro in barca’ a Central Park… romanticissimo!!
·per gli alberghi: in assoluto The Angler’s a Miami Beach… veramente difficile batterlo! Un 4 stelle, con il servizio da 5 pagato come un 3… cosa volere di più ?!?
·per il ristorante: la Lobster Fest è stata decisamente una bella occasione per gustare delle ottime aragoste, per il resto non ricordo di aver mangiato piatti particolarmente sublimi… sicuramente ho apprezzato di più l’atmosfera degli ambienti e dei posti… e per questo aspetto nomino La Focaccia al village.

Sono rimasta un pochino delusa dalle Keys… mi aspettavo qualcosa di più dal mare e dalle spiagge… ma probabilmente mi ero semplicemente fatta un’idea tutta mia un po’ distante dalla realtà!

Così come non mi è particolarmente piaciuta Londra… non la città in se, ma l’accoglienza degli inglesi! Arrivando dagli Stati Uniti dove quando entri nei locali/negozi se possono ti abbracciano, l’impatto con lo stile britannico è stato abbastanza tragico e a discapito di una città che vista ‘stand alone’ la si può probabilmente apprezzare un po’ di più.

COL SENNO DI POI…

Indipendentemente dalla negativa esperienza dell’appartamento a New York, devo dire che per il tipo di viaggio che abbiamo fatto, la sistemazione in albergo è stata la soluzione ideale… l’appartamento non ce lo saremmo comunque goduto più di tanto!

Abbiamo prenotato il secondo albergo di New York a Chinatown pensando di sfruttare quella posizione per visitare lower Manhattan… in realtà, a parte brooklyn, il financial district e ground zero, non c’è poi molto da vedere da quelle parti… sarebbe stato più comodo trovare un altro albergo sempre a midtown.

Visto che a Key West il mare non ci ha particolarmente entusiasmato, avremmo dovuto forse prevedere un’immersione o almeno un’uscita di snorkelling in barca per capire se ‘fuori’ c’era qualcosa in più interessante da vedere…

I NUMERI

Abbiamo…
·preso 6 aerei per un totale di circa 23 ore di volo;
·dormito in 7 alberghi diversi in 5 differenti località;
·percorso 457 miglia con la Kia Spectra;
·scattato circa 400 foto;
·speso circa € 2.700 cad, tutto compreso… escluso soltanto un po’ di shopping fatto grazie al dollaro particolarmente vantaggioso!
·Libri letti ‘mi chiamavano montanaro’ di A. Bellini e ‘confesso che ho vissuto’ di P. Neruda

INFORMAZIONI PRATICHE

Abbiamo prenotato i voli all’inizio di marzo con una tariffa di circa €955, compresa anche la tratta NYC – MIA con American Airline.

Il noleggio della macchina (categoria economy) l’abbiamo prenotato a fine maggio tramite call center Enoleggio, molto cortesi e professionali, ad un costo totale di €159.

Per l’appartamento al village avevo preso contatti nel mese di marzo con un certo Lucas Bailey che aveva messo un’inserzione (anzi più di una perché aveva risposto a messaggi diversi) su craiglist ad un costo di 125$ al giorno… pagato l’acconto di 500$ tramite paypal… e scoperto soltanto 15 giorni prima della partenza che si trattava di una bella fregatura!!

Con Expedia abbiamo prenotato (pagando anticipatamente con carta di credito) gli alberghi di New York (con un anticipo di soli 10 giorni) e Miami (prenotato a metà luglio) … ottima esperienza, al check in è sempre bastato comunicare il nome e non ci hanno mai chiesto neanche i documenti… anche le New York Pass per 2 giorni le abbiamo acquistate tramite Expedia e poi ritirate al Planet Hollywood in Time Square.

L’albergo di Londra l’abbiamo invece prenotato a fine giugno con Alpharoom (pagato anticipatamente con carta di credito)… arrivati in hotel la prenotazione sembrava non risultare, poi però tutto si è risolto!

Questi sono gli alberghi dove abbiamo dormito (prezzi trasformati in Euro per camera doppia a notte):

NEW YORK
THE CARLTON ON MADISON AV. (€ 198 – 3 notti)
HOTEL 91 (€ 133 – 2 notti)

KEY WEST
PARADISE INN (€ 110 – colazione incl. – 2 notti)
BLUE PARROT (€ 80 – colazione incl. – 2 notti)

KEYS (Key Colony)
OCEAN FRONT BEACH RESORT (€ 86 -1 notte)

MIAMI
THE ANGLER’S BOUTIQUE RESORT (€ 87 – 3 notti)

LONDRA
THE CAESAR (€ 119 – colazione incl. – 2 notti)

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