Una settimana a Fuerteventura…

Siamo partiti puntualissimi da Verona alle 5 di mattina per la nostra bella settimanina di mare alle Canarie. Era la prima volta che ci andavo, e non immaginavo certo di “invaghirmi” come una sciocchina di questa isola ancora un po’ “selvaggia”…
Preciso subito…a Fuerte c’è ogni comodità possibile ed immaginabile (per esempio…ho avuto bisogno di un collirio e la farmacia di Lajares è più nuova della farmacia del mio quartiere…), solo che è ancora tutto un poco rustico…e questo aggiunge solo fascino ad un’isola battuta incessantemente da un vento meraviglioso che concede un impagabile senso di libertà…

A proposito di vento…è vero, spira continuamente, ma a me personalmente non ha dato molto fastidio.
Solamente alle dune, a Corralejo, in alcuni momenti la sabbia “pungeva”…ma per il resto sarebbe più necessario un riparo all’ombra…il sole sì che crea qualche difficoltà…brucia da matti! (anche quando c’è coperto…)

Altro requisito essenziale per un’eccellente vacanza è affittarsi una macchinetta (alcuni dicevano anche la jeep), e noi ci avremmo pure provato, solo che…erano già finite! Quindi abbiamo dovuto arrangiarci, sigh!…con uno scooter…Si è ovviamente trattato di un mezzo di ripiego, meglio che niente insomma, però questo ha comunque comportato una maggiore attenzione negli spostamenti (il vento qui sì è stato mooolto fastidioso) e la drastica riduzione del nostro “raggio d’azione” (abbiamo bazzicato solo la zona di Corralejo, El Cotillo, ecc.).

Il tempo…per il vero non siamo stati molto fortunati…alcune mattine è stato coperto, e quando dico coperto intendo moooolto coperto (tipo cielo da diluvio!…a cui però non e mai seguito un bel niente!), in tarda mattinata, poi, si è sempre aperto.

Corralejo è un vivacissimo paesotto dove si può trovare tutto ciò che serve, niente di tipico, s’intende, ma è comunque molto simpatica la passeggiata vicino al porto di sera o anche nel tardo pomeriggio… Ci sono molti ristoranti e locali, ma la “movida” è scarsetta…
E poi è un’isola splendida, ma che va “vissuta” soprattutto di giorno…
Molti ristoranti fanno anche un italianissimo espresso (abbiamo seguito le insegne “Illy” e non ci siamo sbagliati!).

Il giorno del nostro arrivo abbiamo mollato tutto in hotel (il Playa Park a Corralejo, presso cui ci siamo trovati benissimo) e abbiamo preso l’autobus (costo 1,10 Euro a tratta) per le dune…e il primo impatto è stato eccezionale…
Ci siamo posizionati alla flag beach (quella dei kite colorati) e ci siamo spaparanzati al sole per tutto il pomeriggio…bellissimo! Qui il mare è stato sempre un po’ mosso.

Il secondo giorno siamo andati in gita all’isolotto di Lobos. Abbiamo preso il traghetto al porto di Corralejo (15 Euro circa a/r), e appena arrivati ci siamo fatti una bella passeggiatona per tutta l’soletta (un paio d’ore andando pianissimo…e io non sono proprio quel che si dice un’atleta…), ma non siamo saliti sulla Caldera perché abbiamo preferito il mare.
Il paesaggio è “lunare” ed il camminamento è sempre ben segnalato. Si tratta di una zona protetta ed pressoché incontaminata, dove transitano diverse specie di uccelli. Si arriva fino al faro, da dove si vede benissimo Lanzarote, e poi si torna indietro verso il molo. Su questo tratto si vedono in lontananza le dune di Corralejo e si incontrano le formazioni rocciose che da lontano possono sembrare i “leoni marini” che pare diano il nome all’isola (ma ci sono diverse teorie in proposito).
La spiaggia dove ci si può fermare credo si chiami La Chonca e forma una bella mezza luna con un mare piattissimo. Se ci si vuole andare subito basta seguire le indicazioni, si tiene la sinistra (a destra si va in direzione Puertito, dove c’è anche un ristorantino, che però non abbiamo utilizzato) e ci si arriva in cinque minuti.

Il giorno seguente abbiamo optato ancora per le dune, ma questa volta ci siamo spostati oltre i Riu, fermandoci in una località che, mi pare, si chiamasse El Burro…mare calmino e limpidissimo…uno s p e t t a c o l o…
Prima del mare però la camminatina fra le dune è stata un obbligo!
Da questa spiaggia, poi, abbiamo fatto delle lunghissime passeggiate e per molti tratti eravamo praticamente da soli…

Nei tre giorni successivi siamo sempre andati in zona El Cotillo.
Arrivati in paese ci sono due possibilità: se si va a sinistra si arriva prima al porto, poi al Castillo de El Toston (merita una capatina e l’ingresso è gratuito), un fortificazione da cui, per altro, si gode di un panorama non da poco, e infine ad una spiaggia grandissima (dove il mare, però, è bello arrabbiato).

La prima volta siamo stati tutto il giorno su questa spiaggia (anche qui si può fare una lunga camminata , “giocare” con i cavalloni, ecc…è una spiaggia davvero molto bella) e, per il pranzo, siamo andati a mangiare il pesce in un ristorante al porto…ottimo!…(E’ quello accanto ad un bar con l’asinello meccanico fuori! Il costo si aggira sulla 40ina di Euro in due). In effetti, non mi aspettavo di mangiare così bene in una località tanto amena…

Invece, se in paese si svolta a destra si va in direzione del faro…prima si passa per una bella spiaggia a mezza luna, è più riparata dal vento e qui il mare è molto calmo (mi pare si chiamasse Las Lagunitas, in ogni caso se si seguono le indicazioni non ci si può sbagliare). Proseguendo sulla stessa strada fino al faro si arriva poi alle “piscine”…il nomignolo non è assolutamente un caso…sono “vasche” naturali che si riempiono con l’alta marea e che durante la giornata pian piano si svuotano…la sabbia è finissima e bianca, il mare è azzurro e blu e la “cornice” è una corona di rocce nere che fanno da “bordo piscina”, sullo sfondo l’oceano infuriato che si infrange effetto “barriera”…a me la zona è piaciuta un sacco!
L’unico neo è un gigantesco “accampamento” stile hippy lungo la strada (che da questo punto in avanti diventa bianca mista a sabbia…ancora una volta per noi impossibile da percorrere)…nessun problema, ovvio, ma l’aspetto diventa un po’ “trasandato”…

Con la nostra motorina una sera al ritorno ci siamo “spinti” fino a La Oliva, capoluogo amministrativo della zona…in verità è il solito paesotto un po’ sperduto, moltomolto carina la chiesetta e ancora una volta il paesaggio merita la visita, le caprette, l’aridità dell’ambiente, la solitudine di quei luoghi e il tramonto “on the road” nel rientro è stato davvero molto suggestivo (a parte il freddo…)…

Una di queste mattine, per ovviare al cielo coperto, abbiamo trascorso un paio d’ore visitando la Cueva de Llano (sulla strada per La Oliva). Si tratta di un “tubo” vulcanico, accessibile con la guida per i primi 600 metri (nel nostro caso un ragazzotto spagnolo simpaticissimo, che “rallentava” la spiegazioni per permetterci di capire qualcosa)…abbiamo aspettato il turno in spagnolo e abbiamo fatto il nostro giretto…sorpresa!
E’ stato davvero molto interessante. Ci hanno raccontato di un ragnetto albino completamente cieco, del ritrovamento di prove dell’esistenza di acqua sull’isola, ecc. e poi arrivati in fondo al percorso abbiamo “ascoltato” il silenzio…è stato divertente!

E qualche sera ci siamo attardati alle dune per goderci uno splendido tramonto (sui colli) in tutti i toni del rosso…

Per gli “acquisti” ci siamo fermati un paio di volte in un negozio a Lajares (proprio di strada andando ad El Cotillo). Si chiama Escuela de artesania (pare che sia una vera e propria scuola di artigianato locale), dove mi sono abbandonata ad una mia insana passione…i centrini! Che dire…sono di buona fattura, di gusto rustico e ad un prezzo onestissimo. Per il resto mi sono concessa qualche prodotto a base di aloe ed una fascetta per i capelli. Altro da “portare a casa” io non ho visto…a Corralejo ho trovato un po’ della solita paccottiglia che si trova sempre a prezzi per altro non proprio modici.

Il penultimo giorno siamo ritornati alle dune…solita passeggiata “nel deserto” e solito super-bagno…quanto mi è piaciuta quest’isola!

Il giorno della partenza abbiamo avuto tempo per un ultimo giro fino alle 4 del pomeriggio, così abbiamo preparato le borse…e siamo andati ancora al mare! Però ci siamo dovuti fermare in paese, sulla spiaggia del “Wikiki”, un locale molto frequentato dagli italiani, che di giorno si popola di famigliole inglesi…qui il mare è più bruttino, e la spiaggia abbastanza frequentata. Ne abbiamo approfittato per l’ultimo giretto in centro e per l’ultimo sole (anzi, a dir la verità solamente io, perché M. si è piazzato sotto l’ombrellone…Il giorno precedente si era messo “solo” la protezione 15 e si era scottato…). Poi per il pranzo siamo andati a mangiare la paella in un ristorantino davanti alle statue di bronzo…una delizia! Il posto mi pare proprio si chiamasse La Marquesina (costo circa 30 Euro in due)

Insomma…l’atmosfera così rilassata, i paesaggi strepitosi, il vento instancabile e dolcissimo, l’oceano mi hanno regalato la sensazione di libertà che, a distanza di mesi, ancora “soffia” quando ricordo questi pochi giorni a Fuerte…

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