USA Agosto 2013 – California, Hawaii (Oahu Kauai Maui) e Chicago – Parte 1

Quest’anno come meta della vacanza estiva, dopo aver ipotizzato tantissimi luoghi diversi in tutto il mondo, abbiamo deciso di puntare sul sicuro e tornare negli Stati Uniti per la terza volta in tre anni dopo i due viaggi precedenti a est nel 2011 e a ovest nel 2012. Come al solito il viaggio si è rilevato all’altezza delle aspettative. La vacanza della durata di ben 27 giorni è iniziata in California per poi proseguire verso le fantastiche Hawaii e finendo a Chicago. Le tappe principali: San Francisco, Yosemite National Park (Oakhurst), Sequoia & Kings Canyon National Park (Visalia), Los Angeles (Anaheim), San Diego, Oahu (Honolulu), Kauai (Lihue), Maui (Wailea/Makena) e Chicago. Sono andato in viaggio con la famiglia composta da 4 persone, i miei genitori, io (17 anni) e mio fratello (13 anni).

Itinerario

01 Agosto: Roma – San Francisco
02 Agosto: San Francisco
03 Agosto: San Francisco – Oakhurst
04 Agosto: Oakhurst – Visalia
05 Agosto: Visalia – Anaheim
06 Agosto: Anaheim
07 Agosto: Anaheim – San Diego
08 Agosto: San Diego
09 Agosto: San Diego – Los Angeles – Oahu
10 Agosto: Oahu
11 Agosto: Oahu
12 Agosto: Oahu
13 Agosto: Oahu – Kauai
14 Agosto: Kauai
15 Agosto: Kauai
16 Agosto: Kauai
17 Agosto: Kauai – Maui
18 Agosto: Maui
19 Agosto: Maui
20 Agosto: Maui
21 Agosto: Maui – Los Angeles
22 Agosto: Los Angeles – Chicago
23 Agosto: Chicago
24 Agosto: Chicago
25 Agosto: Chicago – Roma
26 Agosto: Roma

Giovedì, 1 agosto 2013 – Roma > Charlotte > San Francisco
Arriviamo all’aeroporto di Roma Fiumicino dopo aver fatto colazione poco dopo le 8 del mattino per prendere il volo US Airways 721 per Charlotte delle 11:05. Dopo aver lasciato la macchina prendiamo la navetta che porta al Terminal 5 dell’aeroporto dedicato alle compagnie Americane e Israeliane, il terminal sembra piccolino e le norme di sicurezza sono molto più alte rispetto agli altri. Facciamo una prima coda per il controllo dei passaporti e qualche domanda (motivi del viaggio, soldi con se… solitamente vengono fatte dalla dogana direttamente negli USA) e proseguiamo per fare il check-in. Qui la coda per i banchi di US Airways è interminabile, riusciamo a uscire dopo più di un’ora e mezza quindi consiglio di fare il check-in online e poi consegnare solo i bagagli sul posto. Manca meno di un’ora al volo quindi corsa verso i controlli di sicurezza che fortunatamente non portano via molto tempo e subito dopo ci aspetta un altro autobus che porta in un’altra aerea del terminal dove ci imbarchiamo sull’aereo. Il volo parte addirittura con qualche minuto di anticipo, tutto perfetto se non per una turbolenza di media entità dopo l’Irlanda che ci fa sobbalzare per una decina di minuti. Mi permetto di elogiare questa compagnia che non si purtroppo contraddistingue per il buon nome, gli aerei A330-300 hanno interni nuovissimi finiti di rinnovare lo scorso anno con schermo personale nuovo e ampio che offre un’ottima disponibilità di film anche in italiano, musica e giochi. Il cibo è assolutamente nella norma, io non lo gradisco molto e preferisco comprare qualcosa in aeroporto prima dell’imbarco indipendentemente dalla compagnia. Unica pecca le hostess parecchio anziane e nessuna giovane (indubbiamente alcune passavano i 60) anche se abbastanza gentili e disponibili. Arriviamo a Charlotte in anticipo sotto una pioggia battente che ci costringe ad aspettare sulla pista circa mezz’ora perché era pericoloso a causa del forte vento far muovere i pontili per lo sbarco dei passeggeri. La dogana è stata veloce, stranamente nessuna domanda ma solo foto e impronte digitali, prendiamo le valigie e le consegnamo ad un addetto vicino ad un altro nastro cento metri più avanti. Intanto esce il sole come se niente fosse accaduto, facciamo i controlli di sicurezza e ci dirigiamo al gate dove mangiamo una pizza da Sbarro prima del volo per San Francisco. Ottimo aeroporto quello di Charlotte, ben organizzato, code veloci e tutti i terminal sono raggiungibili a piedi senza i perditempo autobus. Il volo US Airways 705 effettuato con un A321 di pochi mesi parte in orario alle 18:13 e arriviamo a San Francisco poco dopo il tramonto, ritiriamo i bagagli e prendiamo il treno sopraelevato che porta ai vari terminal e ai parcheggi per prendere l’auto. Dopo una lunga coda alla Dollar ci danno una Chevrolet Captiva grigio metallizzato, nuovissima, con pochi chilometri. Arriviamo al nostro albergo Grand Hyatt San Francisco Union Square intorno alle 22, per risparmiare lasciamo l’auto al parcheggio sotto la piazza avendo un prezzo molto più basso rispetto al valet dell’hotel. L’albergo è nuovissimo, appena rinnovato, la hall è imponente e le camere sono perfette. Ho avuto la fortuna di avere una camera al piano 31 con una bellissima vista su Union Square soprattutto la sera.

Venerdì, 2 agosto 2013 – San Francisco
Dopo appena un anno eccomi nuovamente a San Francisco. Facciamo colazione da Starbucks e un giro a Union Square e Market Street e riusciamo finalmente a salire dopo un po’ di fila sui famosi Cable Car facendo la linea Powell/Hyde Line che secondo molti è la più bella. I biglietti si possono prendere direttamente a bordo (un po’ scomodo e problemi con il resto) o a uno stand vicino all’inizio della stazione di partenza di Powell Street. Vicino al capolinea del Cable Car c’è la fabbrica di cioccolato Ghirardelli dove si può comprare un gelato o delle tavolette di cioccolata ripiena molto buona anche per i gusti europei. Continuiamo per il caratteristico Fisherman’s Wharf passando per l’Hyde Street Pier (la visita delle bagnarole è ovviamente a pagamento) fino al Pier 39. Essendo ora di pranzo decidiamo di tornare indietro e attraversiamo San Francisco, passando per Nob Hill, fino ai dintorni dell’albergo dove mangiamo un panino al volo al McDonald’s. Nel pomeriggio prendiamo la macchina per arrivare alle Twin Peaks, bella la vista del piccolo skyline di San Francisco che si riesce ad ammirare completamente. Qui fa un freddo assurdo, c’è un vento fortissimo e nebbia fitta che comunque si dirada velocemente. In seguito ci spostiamo verso Alamo Square per vedere le Painted Ladies, un simbolo di San Francisco, dopo una passeggiata e qualche foto ci spostiamo verso Haight-Ashbury, il quartiere hippy, che non ci ha colpito particolarmente. Il pomeriggio trascorre passeggiando lungo Market Street per poi tornare vicino al Pier 39 dove abbiamo mangiato da Rainforest Cafe. Particolare il ristorante, l’interno su più piani è ben tematizzato da foresta pluviale con tanto di finti temporali. Abbiamo preso un menu completo con pollo, costolette, patatine fritte, insalata e qualcos’altro, in generale buono anche se forse troppo speziato il tutto, prezzo onesto sui 25/30$ a testa più mancia. Abbiamo proseguito verso il Golden Gate Bridge ma di sera è poco illuminato quindi subito in albergo.

Sabato, 3 agosto 2013 – San Francisco > Yosemite NP (Oakhurst)
Avendo un solo giorno disponibile per il parco naturale Yosemite lasciamo l’albergo presto dopo una veloce colazione. In auto da San Francisco per raggiungere la Valley impieghiamo poco più di 3 ore e mezza. La prima impressione con la Yosemite Valley è molto positiva e dopo un salto al Visitor Center facciamo il breve percorso che porta alle Yosemite Falls ovviamente senza una goccia d’acqua. Per spostarsi nel parco è consigliabile d’estate usare il semplice sistema di bus gratuiti per la difficoltà nel trovare parcheggio. Pranziamo con una pizza sufficiente al Curry Village e ci spostiamo verso il Vernal Falls Trail dove facciamo solo la prima parte del percorso. Prendiamo l’auto e ci fermiamo a due bellissimi punti panoramici lungo la Valley, il Valley Viewpoint e il Tunnel Viewpoint, a parer mio da non perdere. Quindi saliamo fino a Glacier Point dove si ha una magnifica vista di tutta la valle, l’area è abbastanza grande e ci sono diversi bei punti per una foto. E’ indubbiamente l’area del Yosemite che abbiamo preferito. Prima del tramonto prendiamo l’auto per andare in albergo al Best Western Plus Yosemite Gateway Inn, vicino a molti ristoranti e a catene di fast-food. L’albergo è sufficiente, bella la struttura ma le camere non proprio nuovissime.

Domenica, 4 agosto 2013 – Yosemite NP > Sequoia & Kings Canyon NP (Visalia)
In circa 2 ore di auto arriviamo all’ingresso nord del Sequoia & Kings Canyon. Dopo la visita del Visitor Center al Grant Grove Village andiamo a General Grant Grove dove abbiamo il primo incontro con le maestose sequoie. Nel percorso ad anello è possibile vedere tra le altre cose il General Grant Tree, il Fallen Monarch e le Twin Sisters. Lasciamo il Kings Canyon e andiamo verso il Sequoia, circa 40 minuti più a sud. Durante il percorso abbiamo avuto la fortuna di vedere il primo orso della giornata a pochi metri da noi impegnato a mangiare delle bacche rosse da un cespuglio. Ci fermiamo al Lodgepole Market dove è presente qualche comodo ristorante anche se solo d’estate. Nel pomeriggio visita alla maestosa sequoia, l’essere vivente più grande al mondo, il General Sherman Tree. La visita porta via tantissimo tempo in quanto i parcheggi vicino alla sequoia sono riservati ai disabili mentre gli altri sono molto lontani e collegati da lentissime navette. Dopo siamo andati a Moro Rock, un monolito di granito sul quale sono stati scavati 400 gradini (assolutamente non faticosi) per salire in cima e avere una vista magnifica del parco. Proseguiamo verso il Tunnel Log, un tunnel per auto scavato in una sequoia caduta, per la foto di rito. Agli inizi del novecento era difficoltoso rimuovere l’intero albero considerata la sua imponenza e quindi si è preferito tagliare solo lo spazio per attraversarla e liberare la strada. Prima di lasciare il parco, visita al Giant Forest Museum dove davanti all’ingresso si trova un’altra gigantesca sequoia, The Sentinel. Lungo la strada abbiamo potuto vedere un altro orso a distanza molto ravvicinata, scattiamo tante foto ma quasi tutte mosse. Lasciando il parco dall’uscita sud verso Visalia al lato della strada si può vedere il Tunnel Rock. Notte al Visalia Marriott at the Convention Center, camera standard e buona posizione nel centro della città.

Lunedì, 5 agosto 2013 – Visalia > Los Angeles > Anaheim
La mattina la spendiamo quasi interamente per lo spostamento di circa 3 e mezza verso Los Angeles, anche qui seconda volta quindi ci siamo limitati a vedere ciò che non eravamo riusciti lo scorso anno. La prima tappa è la Third Street Promenade piena di negozi per poi proseguire verso il boardwalk e la famosa spiaggia. In realtà era programmata la visita a Venice Beach che abbiamo preferito rimandare all’ultimo giorno a causa del brutto incidente avvenuto la sera prima che ha coinvolto una ragazza italiana. Nel pomeriggio avevo prenotato la visita al California Science Center per la visita dello Space Shuttle Endeavour. La visita, gratuita, è stata molto interessante soprattutto per l’intero padiglione a tema spaziale e l’enorme Space Shuttle fermo qui dall’autunno del 2012. Da vedere il video che mostra l’impresa per lo spostamento dell’Endeavour dall’aeroporto al museo. Visita al LA Live e alla Downtown passando per Union Station, entrambi niente d’imperdibile ma consiglio di trascorrerci un’oretta. La sera invece al Downtown Disney District e cena a buffet di ottima qualità al ristorante Storyteller’s Cafe del Disney’s Grand Californian Hotel. Si mangia bene e a volontà con circa 35$ a testa. Dormiamo per due notti all’Hyatt Regency Orange County, è una bella struttura, ben tenuta e con una hall enorme, anche se leggermente distante dai parchi Disney quindi bisogna spostarsi con l’auto.

Martedì, 6 agosto 2013 – Anaheim
Giornata dedicata interamente a Disneyland e ai due parchi tematici. Scegliamo il biglietto con la possibilità di poter cambiare parco nell’arco della stessa giornata, dipende dai gusti, ma io preferisco il Disney California Adventure anche perché diverso dal Disneyland classico simile (ma molto superiore) rispetto al nostro “vicino” europeo. Per organizzare bene la giornata è indispensabile fare delle scelte e sfruttare al massimo i Fast Pass per accorciare la coda. Una breve recensione delle attrazioni principali che sono riuscito a provare in un solo giorno:

  • California Screamin’: ha il record di essere la montagna russa più lunga al mondo, il lancio è divertente e il percorso lungo e divertente, ancora meglio se nelle ultime file. Bella la vista che si ha del parco, consiglio un giro di sera. Voto: 10.
  • Toy Story Midway Mania!: la classica attrazione interattiva nella quale bisogna colpire oggetti per guadagnare punti. A differenza di alte attrazioni della stessa categoria si passa attraverso schermi tipo cinema 3D con giochi sempre differenti scelti casualmente. Rispetto a quelle con i laser che non mi entusiasmano questa diverte anche dopo tanti giri. Voto: 10.
  • Mickey’s Fun Wheel: è una ruota panoramica non molto grande la cui peculiarità sono le gondole che dondolano. Innovativa ma non è particolarmente divertente, si ha una buona visuale del parco. Voto: 7.
  • Goofy’s Sky School: semplice rollercoaster adatto principalmente ai bambini, inoltre è molto poco tematizzato rispetto allo standard di Disneyland. Voto: 6.
  • The Little Mermaid – Ariel’s Undersea Adventure: è una dark ride breve molto colorata e con tantissimi Animatronic di ottima qualità. Voto: 8.
  • Grizzly River Run: la migliore attrazione sui gommoni provata finora, il percorso è lungo e molto ben tematizzato, inoltre ci sono due brevi discese che danno un po’ di movimento al giro. Voto: 10.
  • Mater’s Junkyard Jamboree: è un’attrazione simile a un autoscontro ma qui la particolarità è che ci si muove attraverso forti getti d’aria provenienti dal pavimento e ci si sposta inclinandosi con il corpo sulla ruota. Voto: 8.
  • Luigi’s Flying Tires: la coda era di solo 15 minuti, ci si sposta da una piattaforma all’altra continuando a girare a cerchio su Carl Attrezzi di Cars. Voto: 6.
  • Radiator Spring Racer: si percorre un lungo tragitto a bordo delle macchine di Cars, il percorso si suddivide in due parti, la prima relativamente lenta principalmente all’interno ma molto divertente mentre la seconda è una gara ad alta velocità all’esterno. La scenografia è sbalorditiva come gli Animatronic interni e la cura anche al più piccolo dei dettagli. La coda durante il giorno non scende mai sotto le due ore, ma è possibile trovare fino a un’ora dopo l’apertura i Fast Pass. Voto: 10.
  • The Twilight Zone Tower of Terror: la TOT è un marchio di tutti i parchi Disney e non ha bisogno di presentazioni. Si viene lasciati cadere nel vuoto da una bella altezza e i vari su e giù creano momenti in cui ci si alza completamente dal proprio posto. Tanto divertimento e non troppo estrema. La scenografia è da 10 e lode e simile a quella di Parigi, ma inferiore a quella di Orlando. Voto: 10.
  • Monster’s Inc. Mike & Sulley to the Rescue!: è una dark ride poco conosciuta e grazie a ciò la coda non è eccessiva. Gli ambienti sono carini ma si sente un po’ l’età dell’attrazione. Voto: 6.
  • Indiana Jones Adventure: quest’attrazione è uno dei miracoli Disney. Si percorre uno sconnesso tracciato a bordo di una Jeep e si attraversano sentieri bui, vulcani, ponti instabili e si rischia di essere schiacciati da un’enorme pietra rotolante. Tematizzazione eccellente. Voto: 10.
  • Matterhorn Bobsleds: dopo esser saliti in cima si scende dalla montagna attraverso un bob, l’attrazione è molto vecchia ma rinnovata da poco e il giro è divertente. Voto: 7.
  • Pirates of the Caribbean: una lunga dark ride dove si percorrono a bordo di grandi imbarcazioni varie scene a tema Pirati dei Caraibi. A differenza dei suoi simili negli altri Disneyland questo mi è parso molto più lungo. Ci sono due brevi discese all’inizio e alla fine le barche passano affianco alla coda. Scene troppo buie, non fanno apprezzare al massimo. Voto: 8.

La sera abbiamo chiuso in bellezza con le fontane di World of Color, uno dei più bei spettacoli di fontane e probabilmente anche il miglior spettacolo Disney, al quale abbiamo potuto assistere in prima fila grazie al Fast Pass preso la mattina. Infine dal Disney California Adventure abbiamo visto i fuochi d’artificio del parco Disneyland originale.

 

Mercoledì, 7 agosto 2013 – Anaheim > San Diego
Dopo aver lasciato l’albergo e una veloce passeggiata al Downtown Disney District ci spostiamo verso San Diego e il Sea World. Il parco è molto più piccolo rispetto al fratello di Orlando ma gli spettacoli sono molto simili e di alto livello. Da non perdere One Ocean con le enormi orche, Blue Horizons con delfini e altri animali marini e il coaster Manta. Quest’ultimo anche se non molto alto riesce comunque a far divertire più di quanto ci si aspetti soprattutto nelle ultime file. Il parco è pieno di aeree dedicate ai pesci e animali, il tempo passa piacevolmente. Nel pomeriggio arriviamo all’Omni San Diego, l’albergo è bellissimo, ultramoderno e in una posizione centralissima vicino al Gaslamp Quarter, zona molto frequentata di sera con vari locali e ristoranti dove passeggiamo fino a tardi.

 

Giovedì, 8 agosto 2013 – San Diego
Dopo una veloce colazione ci dirigiamo dopo aver attraversato il Coronado Bridge all’Hotel del Coronado divenuto famoso in quanto qui sono stati girate scene di importanti film, ne approfittiamo anche per fare una passeggiata sulla spiaggia. Quindi torniamo indietro per visitare l’USS Midway, una nave portaerei da guerra entrata in servizio dopo la seconda guerra mondiale. Qui è possibile visitare diverse aree della nave tra cui la pista all’ultimo ponte e tantissimi aerei da guerra (in molti è possibile sedersi ai comandi per una foto). La visita è a pagamento e porta via almeno un paio di ore ben spese. A nord di San Diego si trovano l’Old Town San Diego, un villaggio messicano ben tenuto, e l’Heritage Park con tante casette stile vittoriano. Pomeriggio al Seaport Village, un piccolo centro commerciale all’aperto sul mare da non perdere, e all’enorme parco cittadino Balboa Park uno dei più belli di tutte le città americane. Purtroppo abbiamo dovuto rinunciare allo zoo poiché non avevamo il tempo necessario. Ci spostiamo quindi con un po’ di fretta a La Jolla, distante quasi mezz’ora da San Diego e durante il trasferimento in macchina il sole ci abbandona completamente e il cielo si annuvola, almeno per fortuna non pioverà. La Jolla Cove è una piccola baia protetta dagli scogli dove si può facilmente nuotare vicino ai leoni marini che riempiono l’acqua e gli scogli, continuando si arriva alla Children’s Pool una baia artificiale per i bambini ma la spiaggia era letteralmente invisibile perché coperta da gabbiani. Una bella zona, sono presenti anche negozi e ristoranti, dove siamo rimasti fino a dopo il tramonto. Fino a tarda serata facciamo ancora una passeggiata lungo le vie del Gaslamp Quarter essendo vicinissimo al nostro albergo.

Venerdì, 9 agosto 2013 – San Diego > Los Angeles > Oahu (Honolulu)
Arriva il giorno dello spostamento verso le Hawaii. Dopo aver lasciato l’albergo andiamo verso il parco nazionale che comprende il Cabrillo National Monument e l’Old Point Loma Lighthouse, l’ingresso al parco è di 5$ ad auto. Non è niente di eccezionalmente entusiasmante ma si ha una bella vista di San Diego e dell’oceano Pacifico ed è possibile visitare inoltre il vecchio faro all’interno e vedere il monumento dedicato all’esploratore portoghese che fu il primo europeo a visitare la California. Iniziamo quindi a spostarci verso Los Angeles per arrivare all’aeroporto dove abbiamo il volo per Honolulu nel tardo pomeriggio, durante il tragitto ne approfittiamo per passare dal Sunset Cliffs Natural Park, un parco costiero da dove si possono ammirare belle spiagge sulle quali si affacciano lussuose villette. Essendo ancora presto passiamo oltre l’aeroporto di LA per tornare a Venice dove passiamo per i canali che poco ricordano la vera Venezia e il Venice Beach Boardwalk frequentato da qualche tipo stano dove è anche possibile per 40$ acquistare marijuana per “scopi medici”. Si è fatto tardi quindi subito in aeroporto dove lasciamo l’auto alla Dollar che dista un bel po’ dai terminal ed è ovviamente collegato con odiosi e lenti bus. Mangiamo all’interno del terminal dopo il check-in e i controlli di sicurezza. Il volo Delta 1149 per Honolulu parte in perfetto orario alle 17:56, l’aereo è un Boeing 757-300 è in buone condizioni e non eccessivamente vecchio. Sono disponibili solo schermi condivisi ogni tre file, i posti sono sufficientemente spaziosi, cuscino e coperta gratuiti per il volo e le bibite sono servite in lattina accompagnati da snack serviti da hostess asiatiche molto gentili. Arriviamo in orario intorno alle 20:30 al buio avendo quindi la possibilità di ammirare Honolulu illuminata. Stranamente il volo era pieno d’italiani tra i quali una famiglia che abitava proprio qui. C’è da dire che a differenza di quanto immaginavamo, abbiamo trovato le Hawaii piene d’italiani, davvero tanti! Dopo aver preso i bagagli, prendiamo ancora l’autobus per la Dollar che ci rifila una vecchia Ford Escape ma purtroppo non c’era alternativa. Via quindi in albergo per andare a dormire essendo già passata la mezzanotte ora locale. Dormiamo all’Outrigger Reef on the Beach, probabilmente l’albergo più bello di tutta la vacanza. Si trova a Waikiki vicino quindi anche alla strada più animata e affaccia sulla spiaggia, la hall è molto bella in stile hawaiano e con vari negozi tra cui uno Starbucks comodo per la colazione. Le camere sono ampie, nuove e ben arredate con un’ottima vista.

Sabato, 10 agosto 2013 – Oahu
Nonostante la stanchezza la mattina ci svegliamo presto per merito del fuso orario, infatti alle Hawaii ci sono 3 ore in meno rispetto alla California e addirittura 12 rispetto all’Italia. Essendoci lo Starbucks nella hall dell’albergo ne approfittiamo per comprare tre espresso e un frappuccino. Andiamo a Hanauma Bay ma si mette a piovere e decidiamo di andare in un luogo chiuso. Passiamo dal Walmart e poi andiamo all’Ala Moana Center, un grandissimo centro commerciale con negozi lussuosi e ristoranti tra cui un California Pizza Kitchen dove mangiamo una buona pizza a 15/20$ a testa bibita compresa. Nel primo pomeriggio il tempo migliora e decidiamo di tornare a Hanauma Bay non avendo la possibilità di tornarci il mattino presto nei due giorni successivi visto il parcheggio difficile da trovare. Dopo aver pagato l’ingresso 7.50$ a persona più 1$ per la macchina (fortunatamente c’era ancora qualche posto) vediamo il video su come comportarsi nella baia e scendiamo a piedi (in alternativa, pagando 1$ a testa per scendere e 1.25$ per salire è possibile usare un trenino). La baia è bellissima e incredibile con un’imponente barriera corallina. Noleggio mascherina e boccaglio a 9$ per lo snorkeling e trascorriamo l’intero pomeriggio alla ricerca di pesci, più ci si allontana dalla riva e maggiore e la quantità di pesci dai colori più svariati dal giallo al blu elettrico al nero. Il sole andava e veniva ma non è caduta neanche una goccia d’acqua. Davvero un bel pomeriggio, molto rilassante! Prima delle 18 torniamo a Honolulu per vedere lo Iolani Palace, l’unico palazzo reale presente in tutti gli Stati Uniti e la King Kamehameha Statue, vista in varie serie televisive ambientate alle Hawaii. Quindi a Waikiki per vedere il nostro primo spettacolare tramonto hawaiano dalla spiaggia davanti al nostro albergo. La sera a spasso per la Kalakaua Ave con i negozi di tutti i più famosi marchi di alta moda al mondo e centri commerciali incredibili. E’ stata una bellissima serata, essendo sabato la strada era affollata fino a tardissimo e molto animata con canti e balli hawaiani e vari artisti di strada. Andiamo a dormire a notte fonda molto soddisfatti.

 

Domenica, 11 agosto 2013 – Oahu
Oggi è il giorno programmato per il giro intorno all’isola percorrendo la costa da nord a sud, fortunatamente il sole ci assiste per quasi tutta la giornata. Iniziamo andando verso sud passando per la Kahala Ave attraverso lussuose ville arrivando fino alla strada costiera. Prima tappa del percorso è l’Halona Blowhole, perfetto per fare qualche foto e ammirare il Sandy Beach Park, i getti d’acqua e il colore blu dell’oceano. Proseguiamo prendendo una piccola strada che porta al Waimanalo Beach Park dove oltre alla spiaggia bianca, il colore turchese dell’acqua e alle scogliere verdi che finiscono a picco in mare, possiamo vedere la cerimonia di un matrimonio sulla spiaggia. Ne approfittiamo per fermarci un po’ per poi continuare nell’entroterra dell’isola per fare una foto dal Nuanu Pali Lookout. Abbiamo tanta voglia di fare un bel bagno e quindi andiamo al Kailua Beach Park, probabilmente la migliore spiaggia attrezzata di Oahu. Il mare calmo, l’acqua limpida e le palme vicino alla riva creano un ottimo posto dove rilassarsi. Dopo un lungo bagno rimaniamo sulla spiaggia ancora per un’altra oretta prima di proseguire per Lanikai Beach. La spiaggia è simile a quella di Kailua con due isolotti sullo sfondo solo che non essendo un Beach Park non ha servizi (doccia, bagni e bagnini) e parcheggi (i quali sono difficili da trovare a bordo della strada). All’ora di pranzo se non si ha intenzione di mangiare da venditori lungo la strada è presente un McDonald’s davanti all’ingresso del Byodo-In Temple. Il tempio che si raggiunge dopo aver attraversato un enorme cimitero è a pagamento (3$ a testa) ed è una replica di un famoso tempio giapponese, ci si trascorre volentieri una ventina di minuti. Puntiamo verso la North Shore, famosa d’inverno per i surfisti che cavalcano le onde alte fino a 7 metri, d’estate la situazione è molto diversa, il mare è calmo e ideale per un bagno al volo. Dopo esser passati dal Kauloa Ranch e il paesino di Laie con il suo imponente tempio arriviamo al punto più a est dell’isola dove si trova il Turtle Bay Resort con una bella spiaggia dove però non ci siamo fermati. Nella North Shore sono presenti diverse spiagge, più o meno simili, noi ci siamo limitati al Sunset Beach Park e al Waimea Bay Beach Park. Per tornare a Honolulu si prende l’autostrada che passa vicino alla fabbrica della Dole (attenzione che chiude alle 18) dove abbiamo il tempo per vedere varie specie di ananas e curiosare nel grande negozio. La sera ceniamo a buffet all’enorme hotel Disney Aulani, il cibo è abbondante e di qualità in un bell’ambiente ma il costo è veramente elevato, abbiamo pagato 180$ in quattro. Ne approfittiamo prima del tramonto anche per curiosare nei giardini dell’albergo e per vedere le Ko Olina Lagoons, enormi piscine artificiali create con l’acqua dell’oceano.

Lunedì, 12 agosto 2013 – Oahu
Prima destinazione della giornata è Pearl Harbor, luogo storico dove i Giapponesi attaccarono le navi americane nel porto e causarono l’entrata nella seconda guerra mondiale degli Stati Uniti. Consiglio vivamente di prenotare la visita con diversi mesi di anticipo (i posti prenotabili sono pochi rispetto a quelli disponibili per la giornata) alla modica cifra di 1.50$ per evitare di perdere almeno l’intera mattinata. Io avevo il tour delle 9:30 e bisogna presentarsi con almeno un’ora di anticipo altrimenti i biglietti prenotati saranno rimessi a disposizione per altri visitatori. Alle 8:30 davano i biglietti per le 12:30 o anche dopo, regolatevi di conseguenza. Ci si presenta all’ingresso del cinema 10 minuti prima dove un membro dello staff si occupa di spiegare i modi di comportamento per poi vedere il breve film che spiega l’attacco e le conseguenze. Al termine un battello porta i visitatori al memoriale sopra la USS Arizona che ancora giace in fondo al mare. E’ indubbiamente molto interessante sul punto di vista storico inoltre è molto ben fatto e organizzato, forse solo leggermente troppo patriottico dopo tanti anni dal fatto. Decidiamo di tornare a Honolulu e salire sul Diamond Head, il trail è lungo 1,3 Km a tratta e non è eccessivamente impegnativo, anche se eviterei le ore più soleggiate. La fatica vale la vista dell’intera baia di Waikiki con i grattacieli che affacciano sulla spiaggia e sull’oceano. Dopo pranzo saliamo sul Mt. Tantalus dove si trova il poco conosciuto Puu Ualakaa State Park da dove si ha un’altra vista imperdibile. Il resto della giornata passa in completo riposo tra la spiaggia di Waikiki e la piscina dell’albergo. Al tramonto una rilassante passeggiata lungo il beach path che porta fino all’Hilton Hawaiian Village per poi continuare tra i negozi di Waikiki dove ci fermiamo anche all’Hard Rock Cafe per fare gli immancabili acquisti.

Continua nella seconda parte del Diario di Viaggio

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Ci sono 5 commenti su “USA Agosto 2013 – California, Hawaii (Oahu Kauai Maui) e Chicago – Parte 1

  1. Molto bello Francesco, hai avuto la fortuna di fare un fantastico viaggio! Complimenti per il bel diario. E se anche le foto sono opera tua i complimenti si raddoppiano. I tramonti hawaiani sono un sogno!
    Naturalmente attendo il seguito.

  2. ohi pur essendo delle mete che non sogno (escluso s. f.) devo ammettere che hai fatto uno splendido lavoro, sia con la parte I che con la parte II del diario.
    Foto da urlo, in particolar modo quelle dei tramonti! Bravo +

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