Argentina di Leonardo e Maura

Salve, premetto che questo racconto non vuole essere una guida per nessuno, ma solo un ricordo per noi e un piccolo aiuto per quelli che possono o vogliono trovarci delle indicazioni.
Noi crediamo fortemente nel pensiero di Pessoa: il viaggiatore è il viaggio. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma quello che siamo.
Abbiamo deciso di partire per questa destinazione con ritardo, organizzando il tutto nel mese di Agosto 2008 con soli tre mesi di anticipo, per tale motivo, non abbiamo potuto usufruire per i voli di forti sconti come invece ci sono, pianificando dodici mesi prima. Tra le motivazioni delle scelta di questa meta il dollaro debole e la crisi internazionale, che hanno reso il tutto molto economico, un euro uguale a 4,40 pesos, a gennaio mi hanno detto 5,10.
Abbiamo acquistato due guide una: WHITE STAR specifica sulla Patagonia di nuova pubblicazione, che è stata utile per decidere cosa vedere, ma inaffidabile sul resto, voglio sperare che sia stata tradotta male, la seconda THE ROUGH GUIDE Argentina-Cile- Bolivia-Uruguay-Paraguay del 2008 – più generica – è stata abbastanza precisa e utile.
La vera guida però sono stati il sito di **NOSPAM** e altri siti simili italiani e stranieri, per questo per la prima volta dopo tanti anni di viaggi abbiamo deciso di scrivere la nostra esperienza per dare un contributo, inoltre abbiamo riscontrato che nei vari racconti non siamo riusciti a trovare indicazioni dettagliate per chi vuole visitare parte della Patagonia con un’auto a noleggio.

Il nostro intinerario:

(VOLO) ROMA TO BUENOS AIRES EZE
BUENOS AIRES 3 NOTTI
(VOLO) BUENOS AIRES TO EL CALAFATE
EL CALAFATE 3 NOTTI
(RENT CAR) EL CALAFATE TO TORRES DEL PAINE KM 350 KM 250 PAVIMENTADA 100 KM RIPIO
TORRES DEL PAINE 2 NOTTI
(RENT CAR) TORRES DEL PAINE TO PUNTA ARENAS VIA PUERTO NATALES KM 400 KM 240 PAVIMENTADA 160 KM RIPIO
PUNTA ARENAS 1 NOTTE
(RENT CAR) PUNTA ARENAS TO USHUAIA VIA PORVENIR KM 590 KM 420 PAVIMENTADA 170 KM RIPIO
USHUAIA 3 NOTTI
VOLO USHUAIA TO TRELEW
TRELEW 1 NOTTE
(RENT CAR) TRELEW TO PUERTO PIRAMIDES KM 160 KM 160 PAVIMENTADA
PUERTO PIRAMIDES 2 NOTTI
(RENT CAR) PUERTO PIRAMIDES TO PUNTA TOMBO 280 KM 200 PAVIMENTADA 80 KM RIPIO
(RENT CAR) PUNTA TOMBO TO TRELEW KM 280 KM 200 PAVIMENTADA 80 KM RIPIO
(VOLO) TRELEW TO BUENOS AIRES
BUENOS AIRES 2 NOTTI
(VOLO) BUENOS AIRES TO PUERTO IGUAZU
PUERTO IGUAZU 3 NOTTI
(BUS COLLETTIVO) PUERTO IGUAZU TO FOZ DO IGUACU (BRASILE) 3 BUS
(BUS COLLETTIVO) FOZ DO IGUACU (BRASILE) TO PUERTO IGUAZU 2 BUS
(VOLO) PUERTO IGUAZU TO BUENOS AIRES AEP
(VOLO BUENOS AIRES EZE TO ROMA

Abbiamo deciso di viaggiare con Aerolineas Argentina in quanto a fronte di un prezzo forse un po’ più elevato per il volo intercontinentale si ha un maggior sconto e “un occhio di riguardo” sui voli interni. I voli vanno sempre riconfermati perché sono soggetti a cambiamenti ma in ogni luogo troverete l’ufficio di Aerolineas Argentina, il personale è molto gentile; potete altrimenti utilizzare un numero verde con risponditore automatico in spagnolo o in inglese.
I biglietti li abbiamo acquistati
http://www.argentinaonline.it
Il volo intercontinentale è notturno, senza scali e si arriva a Buenos Aires molto presto, con l’aiuto della melatonina è stata una passeggiata.

BUENOS AIRES 3 NOTTI

3 NOTTI Hostel EL FILURETE http://www.ar-hostels.com/el-firulete downtown/index.htm buona posizione per stare in centro, camere spartane ma pulite e staff cordiale, prezzo basso.
Il primo giorno BUENOS AIRES
All’inizio l’impatto con la città non è dei migliori, la zona del centro tra Via Florida e la Valle, e nel raggio di un chilometro all’imbrunire con la chiusura dei negozi si trasforma, una “massa” di persone di tutte le età svuota i sacchi dell’immondizia, fanno la differenziata, dividono l’umido, le lattine, il vetro, la carta, ecc.. i marciapiedi e buona parte delle strade diventano impraticabili e l’odore è nauseabondo. Ci domandiamo che se c’è tanta gente ridotta a questi estremi la città non deve essere molto sicura del resto il benvenuto ce lo avevamo avuto la mattina dell’arrivo: arrivando dall’aeroporto di eze siamo scesi al terminal dei pullman di Manuel Tienda Leon, in via San Marten. Visto che dall’hostel ci separavano 5/6 quadre abbiamo deciso di andare a piedi; attraversando la avenida L.N Alem un ragazzoto mi chiede l’ora, lo guardo, non mi piace, non apro bocca. All’altezza di metà p.zza San Martin mi raggiunge un signore anziano distinto, tira fuori un fazzoletto bianco dalla tasca e lo passa sul mio zaino mi fa vedere che è macchiato, sembrano escrementi di uccello, sorride e mi indica il tetto dell’edificio che ci sovrasta, la stessa cosa succede a Maura che è a qualche passo più avanti ma ad avvicinare lei è una signora ben tenuta con le stesse modalità. Intanto arrivano altre persone che ci circolano intorno. Non mi piace tutta questa cordialità, gli dico grazie ma faccio da solo, insiste, Maura continua a camminare seguita dalla donna che insiste di volerle pulire lo zaino e i pantaloni, io mi fermo con le spalle al muro, levo lo zaino lo appoggio in terra, mi rendo subito conto che gli schizzi arrivano dal basso non dall’alto e non sono escrementi ma senape, sicuramente l’hanno sparata loro non so con che cosa, con la coda dell’occhio vedo avvicinarsi il ragazzo che poco prima mi ha chiesto l’ora sta “puntando” il mio zaino, lo rimetto prontamente in spalla, a quel punto devono aver visto il cambiamento d’umore da perplesso ad arrabbiato e in pochi secondi si disperdano tutti, inoltre ormai siamo quasi all’altezza di Via Florida pieno centro c’è più movimento e c’è anche la polizia turistica.
E’ stata una buona lezione, ci ha permesso di non avere più sorprese. In alcune zone della città ci sono seri problemi di sicurezza consiglio di mettere lucchetti agli zaini, tenere nascosti gli oggetti di valore e non abbassare mai la guardia.
Con la line D della SUBTE abbiamo visitato RECOLETA zona decisamente più tranquilla, oltre che urbanisticamente più pulita e ordinata. Ci siamo recati a visitare la tomba di Evita Peron, la cosa che ci ha stupiti il fatto che sono tutte cappelle dotate di camino per far defluire le esalazioni, perchè le bare non sono murate ma sono adagiate sui ripiani. La zona di avenida Figueora Alcorta ha bei giardini.
PALERMO è un altro quartiere tranquillo con case basse uni o bifamiliari nel raggio di 5 quadre dalla centrale p.zza Cortazar. Consiglio di visitarlo si fanno acquisti di qualità e inoltre si mangia benissimo, noi siamo stati in un ristorante all’angolo Honduras Armenia, cibo ottimo, locale suggestivo, vino buonissimo, con euro forte prezzo basso. Nel lato nord est di avenida Santa Fè ci sono i grattacieli abitati dai “nuovi ricchi”, e il lato sud ovest è occupato da parchi, zoo, giardino giapponese, giardino botanico, e altro.

EL CALAFATE 3 NOTTI

2 NOTTI Hostel MARCOPOLO INN http://www.marcopoloinncalafate.com/. Ambiente molto carino, living-room con ampie vetrate e tavolo da biliardo, colazione buona, gestito da dei ragazzi rasta molto simpatici e disponibili, l’atmosfera che si vive è molto accogliente, le camere sono nuove e arredate con gusto, collocato leggermente fuori dal centro con una passeggiata di 2 minuti lo si raggiunge però facilmente.
1 NOTTE crociera MARPATAG http://www.crucerosmarpatag.com/eng/home.html
Per la visita del PARQUE NACIONAL LOS GLACIARES abbiamo deciso di fare una mezza giornata e una notte a El Calafate, due giornate e una notte di crociera sul lago Argentino e una notte di nuovo a EL CALAFATE.
Mossa decisamente azzeccata, all’arrivo visita del paese, il mercatino, i negozi, spese varie la e cena. La via principale – AV. del libertador gral.s.Marten- è il “tutto” del paese ci sono molti ristorantini quasi tutti con l’immancabile vetrina dell’asado. Una stanza con uno, due o tre vetri di esposizione, al centro in formato circolare la brace tutto intorno a formare una capanna paletti con infilato un agnello aperto in due che cuoce lentamente, il profumo che fuoriesce fa arrivare inevitabilmente l’acquolina. La prima sera abbiamo scelto il ristorante per istinto siamo andati da Casimiro Biguá, bel locale si mangia bene, il servizio però fa piangere è un locale dove si capisce che la proprietà non è un ristoratore ma qualcuno che ha fatto un investimento, in sala nessuno dei camerieri ha occhio, vagano, inoltre il prezzo anche se il cambio è favorevole è elevato.
La mattina successiva un pulmino della Marpatag ci è passato a prendere al Marcopoloinn per portarci a Punta Bandera, da dove ci siamo imbarcati per la crociera. I nostri compagni di viaggio sono 4 ragazze spagnole, una coppia brasiliana, due coppie spagnole e due ragazze canadesi più l’equipaggio, la barca è grande. Inutile raccontare la magia dei luoghi siamo stati benissimo abbiamo avuto il privilegio di pranzare di fronte all’UPSALA, cenare in una baia di fronte allo SPEGAZZINI dove abbiamo anche pernottato e nuovamente pranzato di fronte a sua maestà il PERITO MORENO il tutto con ottimi cibi e buon vino (nel mio Blog ho messo le foto) Il voto è 10 organizzazione, personale, cibi e bevande. Da non perdere http://www.crucerosmarpatag.com/eng/home.html
Al rientro siamo stati riportati al Marcopoloinn dove avevamo lasciato i bagagli – per la crociera basta portare uno zainetto – e riservato la seconda notte.
Ad aspettarci c’era già ADOLFO proprietario di www.southlandrentacar.com con cui dall’Italia via internet avevamo noleggiato l’auto.
Per la cena abbiamo deciso di seguire il giudizio di alcuni utenti di **NOSPAM**, e abbiamo prenotato La Tablita.
Il ristorante è un’ottima scelta si mangia benissimo sono molto veloci e cordiali, il prezzo è nella media.

(RENT CAR) EL CALAFATE TO TORRES DEL PAINE KM 350: KM 250 PAVIMENTADA 100 KM RIPIO

Di primo mattino dopo una notte con vento da paura partiamo per il PARQUE TORRES DEL PAINE in CILE. Adolfo ci ha fatto tutte le raccomandazioni del caso: non aprire mai gli sportelli dalla parte che tira il vento, parcheggiare sempre verso il vento, attenzione al parabrezza è stato appena sostituito per rottura da sassate, fare sempre benzina quando trovate un distributore, non fate strade secondarie perchè se avete problemi possono passare anche due giorni prima che passi qualcuno, sul ripio quando si incrociano fuoristrada e truck lampeggiare e accostare per evitare un “diluvio” di sassate.
Partiamo con la nostra renault clio bianca con il pieno e 400 km di autonomia, ruta 40 fino a ESPERANZA (un bar, un distributore scassato ed un incrocio), facciamo il pieno e prendiamo la deviazione a destra per il passo CERRO CASTILLO, dopo circa 100 km a destra si trova un cartello che dice dogana si lascia la strada pavimentada e si entra in un campo che sembra uno dei tanti recinti che si sono susseguiti fino a qui, la strada se così si può definire si perde all’orizzonte, piove e c’è un gran pantano, l’unica cosa che ci fa ben sperare è che sembra sia stata percorsa da mezzi pesanti ed è molto battuta, dopo una ventina di chilometri vediamo dei pullman fermi, siamo arrivati alla frontiera, una stanza, tre militari, una fila infinita di turisti con il passaporto in mano, niente computer, solo registri, un’ottusità indescrivibile, non ci capacitiamo come un paese come l’argentina sia ancora a questi livelli in un punto dove passano tanti turisti come questo. Un doganiere prende i documenti della macchina, 10 minuti per raccapezzarsi, poi si passa all’altro che prende i documenti delle persone li registra, li controlla, passano 5/10 minuti poi tocca al terzo che scrive tutto sul registro vanno via altri 10 minuti, quando hanno uno finito esce alza la sbarra fa passare il veicolo e torna a registrare. Nella fila dei passeggeri dei Pullman c’è ADOLFO GONZALEZ MENZ “un volto amico” che consegnatoci l’auto torna a Punta Arenas, in bus, si perchè dopo decine di preventivi di rent car il piu vantaggioso e disponibile si è rivelato ADOLFO che ci ha portato da PUNTA ARENAS la macchina a EL CALAFATE e l’ha ripresa a USHUAIA il tutto per € 670, 6 giorni, compreso tasse e drop-off, chilometraggio illimitato. Grazie a lui che parla la loro lingua ed è conosciuto riusciamo a far prima degli altri, ma ci avvisa che alla frontiera cilena è in corso uno sciopero e non si sa quanto ci vorrà per oltrepassarla.
Partiamo, dopo 10 km troviamo quella cilena, ci sono diversi pullman e ciascun passeggero scarica la propria valigia, pensiamo che qui si fa notte, intanto piove a dirotto e la macchina è diventata marrone. Arriva anche ADOLFO, lo sciopero volge al termine per cui con tranquillità cominciano a fare le carte, tre file la prima documenti auto la seconda perquisizione bagagli timbro, la terza timbro d’ ingresso. Tempistica 40 minuti, con un pò di fortuna. In Cile non si può introdurre frutta, formaggi e carne, noi avevamo giusto giusto la spesa che avevamo fatto a EL CALAFATE, perchè il parco non è provvisto di supermercati o negozi; l’abbiamo imboscata.
Il NACIONAL PARQUE TORRES DEL PAINE: tutto ripio buono, arriviamo nel parco senza accorgercene la segnaletica stradale lascia molto all’intuito, tanto che finiamo diritti diritti a 80 km distanti dalla nostra meta. Ritornati sulla retta via entriamo nel parco da LAGUNA AMARGA paghiamo l’entrata e ci dirigiamo verso il nostro rifugio per tre giorni.

2 NOTTI REFUGIO TORRE NORTE.

Il programma deciso a tavolino prevedeva arrivo verso 13:00 14:00 check-in al rifugio e giro del parco in auto, con rientro alle 20:00 che è ancora giorno, fa buio intorno alle 22:00. Secondo giorno ascesa al MIRADOR LAS TORRES 4,30 ore andata 4 ore ritorno, mattino del terzo giorno dedicato ancora al parco, pomeriggio raggiungimento di PUNTA ARENAS ripassando da CERRO CASTILLO. I fatti hanno cambiato gli eventi arriviamo alle 15:00, poco male, fuori c’è il diluvio universale per raggiungere il REFUGIO TORRE NORTE abbiamo dovuto percorrere una strada di fango e la nostra clio era completamente fuori luogo, inoltre oltrepassare tre ponti di legno, viscidi e talmente stretti, che sono dovuto scendere ad accertarmi che non fossero stati pedonali, “magari abbiamo sbagliato strada nuovamente”, ma la strada era quella, fortunatamente 8 km dopo davanti a noi la sagoma rassicurante del REFUGIO TORRE CENTRAL fratello del REFUGIO TORRE NORTE. Ad accoglierci la signorina o signora non so JOHANNA a detta di lei responsabile del FantasticoSur?! gestore di servizi e refugios per il REFUGIO TORRE NORTE, che dio ve nè scampi e liberi per primo di JOHANNA e per secondo di FANTASTICOSUR. Siamo arrivati alle 15:00 stanchi del lungo viaggio e infreddoliti visto il maltempo trovato.
Avevamo prenotato due letti in una camerata with sheets, blankets and a pillow cost $47 USD per night, Chilean pesos, a persona. L’ambiente è un pò scarcassato, tutto però facilmente riparabile con un pò d’occhio, buona volontà e poco denaro. Una stufa nel living room coperta di panni bagnati degli ospiti, una stufa in fondo al corridoio delle camerate anche questa ricoperta da panni bagnati, non gli è venuto in mente di utilizzare una delle stanze incasinate di niente che hanno, da adibire ad essiccatoio, questa gente sembra un pò “limitata” o menefreghista.
JOHANNA ci fa vedere i nostri letti 47 e 48, un bel letto a castello di legno locale in una camerata di 8 persone, ma non c’è nessun sheets, blankets and a pillow, ci corre subito un idea brillante ci facciamo fare i letti, ci rintaniamo sotto le coperte e dormiamo fino a l’ora di cena così recuperiamo un pò di energie e l’indomani siamo belli riposati per raggiungere le torri delle Paine. La camerata è gelida, non è riscaldata ma va bene lo stesso. JOHANNA ci rassicura che il letto sarà pronto per le 16:00 ci accaparriamo le ultime due sedie di legno e ci sediamo in un angolo, il resto è tutto invaso da altri ospiti. Ore 16:30 JOHANNA ci dice che ci vuole ancora un’ora, continuiamo a leggere i nostri libri, ore 18:00 JOHANNA ci dice che i letti vengono fatti la mattina e il pomeriggio dalle 19:00 in poi -quindi prima ci ha raccontato delle frottole-, non vi nascondo che ho contato fino a 10 per non reagire ma Maura le ha sottolineato la disorganizzazione che i letti andrebbero fatti la mattina visto che avevamo prenotato e pagato tre mesi prima. JOHANNA improvvisamente non comprende più quello che gli si dice e ci fa spallucce e risponde non ablo, l’avrei presa volentieri a calci nel sedere. Nel frattempo arriva un gruppo di tedeschi 20 persone circa e JOHANNA è in panne, anche loro hanno prenotato con largo anticipo ma anche le loro brande non sono state preparate la mattina, per loro poco male, sono le 18:30 si sistemano nella living room su sedie di fortuna valigie, cassette di acqua ecc., le ultime sedie le avevamo prese noi, e alle 19:00 si trasferiscono tutti al REFUGIO TORRE CENTRAL per cenare e noi facciamo la stessa cosa. Al ristorante auspicatevi che ci sia un ragazzo sveglio perchè l’organizzazione è la stessa, noi la prima sera ce la siamo cavata bene, ma si capiva che c’erano dei seri problemi di coordinamento. Con molta calma alle 20:30 torniamo fiduciosi al REFUGIO TORRE NORTE pensando che era tutto risolto, i tedeschi restano al ristorante nè hanno ancora almeno per un ora; insieme a noi entrano le persone che devono fare i letti hanno dei sacchi neri, quelli della spazzatura, che contengono le lenzuola e le coperte, si perchè alle 18:00 mi ero offerto di farmi i letti da solo ma mancava la biancheria. Si comincia bene, chiediamo a JOHANNA di farci fare i letti per primi, ci dice si ma alle 21:30 Maura fa un giro e vede che nella nostra camerata gli occupanti sono già tutti a riposare e delle nostre sheets, blankets and a pillow neanche l’ombra, le cameriere “saltano” da una camerata all’altra dove avrebbero dormito i tedeschi, che erano sempre al ristorante, e ogni volta che finivano un letto tornavano da JOHANNA per sapere cosa fare.
JOHANNA consulta un fogliaccio incomprensibile…anche a lei… e da ordini e contrordini…un macello.
Maura torna come una furia, a quel punto riconosco che ho perso tutte le buone maniere, sono andato da JOHANNA gli ho inveito contro in italiano, in inglese e anche un po’ in spagnolo e nella living room è calato il silenzio, una cameriera è corsa a portare cuscini, lenzuoli e coperte ai nostri letti e alle 22:30 “finalmente” dopo più di 8 ore di attesa eravamo sotto le coperte con l’adrenalina a 2000.

Ascesa al MIRADOR LAS TORRES. Partiamo alle 7,30 la prima parte fino al campamento cileno (gestito da fantasticosur con bagni lerci e in condizioni disperate) ci vogliono 2 ore scarse, dicevano che era dura, ma anche se tutta salita rispetto a quello che ci aspettava dopo non è poi cosi dura. La seconda parte che raggiunge campamento torres sono un’ora di fango e salita, da CAMPAMENTO TORRES a MIRADOR LAS TORRES è, per noi, il pezzo più tragico, non è lungo, ma la salita è formata da pietroni da “scalare”, terreno morenico, ci vuole anche l’utilizzo delle mani e per i muscoli delle gambe è un ecatombe, aggiungere per chi non è particolarmente allenato la fatica accumulato, arriviamo in cima piuttosto stremati e ci occorre un’ora.
Lo spettacolo fa passare velocemente tutte le fatiche, si rimane estasiati, devo dire che noi siamo stati fortunati perchè la pessima giornata precedente ha ripulito l’aria e il cielo è limpidissimo, pertanto le tre torri si stagliano con tutta la loro maestosità. Il ritorno rispetto a quello che pensavamo è stato più semplice ma le 4 ore ci sono volute tutte, considerando anche le foto da scattare.
La seconda cena e le colazioni sono state un salto a ostacoli, con la disorganizzazione dello staff Fantasticosur privi del ben minimo occhio e coordinamento, ognuno si muove come meglio pensa, e quindi si trova quello bravo che copre bene i suoi commensali e l’altro che invece leva, ad esempio, la caraffa del tè dal tavolo dei tuoi vicini, che non hanno ancora bevuto, per darlo a te con lo stupore misto a rabbia che si disegna sulla faccia dei defraudati, ci si guarda e si legge nelle smorfie “ma questi sono storditi”.
Quando siamo partiti nel libro dell’ospite abbiamo visto che molti altri turisti hanno sofferto della mal gestione di questo posto, tanto che non sono stati necessari commenti poichè i nostri problemi erano esattamente anche quelli di altri e noi abbiamo fatto solo un richiamo ai precedenti scritti.
Hanno la fortuna che il parco è molto bello, per fare le escursioni non è comodissimo dormire fuori dal parco perché perdi troppo tempo, le sistemazioni negli alberghi sono care e non tantissime, alcune “decentrate” rispetto ai trail e quindi Fantasticosur “tira a far ciccia” e probabilmente non gli importa niente del cliente…..

(RENT CAR) TORRES DEL PAINE TO PUNTA ARENAS VIA PUERTO NATALES KM 400: KM 240 PAVIMENTADA 160 KM RIPIO

Di buona mattina partiamo dal REFUGIO TORRE NORTE, riattraversiamo i tre ponticini che con il sole restano stretti ma perlomeno sono asciutti e ci dirigiamo verso sud, il parco è enorme e bellissimo ci sono una marea di scorci dove fare fotografie e tanti animali. Sosta al mirador del Nordenskjold, sosta al Guarderia Pudeto, sosta al salto Chico, arrivo a HOSTERIA LAGO GREY, questa non è gestita da fantasticosur e si vede, sono organizzatissimi, tutto molto pulito e ordinato e la struttura ha una vista spettacolare; non possiamo fermarci a dormire ma proseguiamo fino alla spiaggia più avanti, facciamo una bella passeggiata per ammirare gli iceberg che staccatisi dal GLACIAR GREY vagano nel lago fino ad arenarsi sulle sponde, non sono una novità nè abbiamo visti già molti sul lago argentino, ma in Italia non nè vedremo più, inoltre è sempre uno spettacolo, è sicuramente da non perdere anche se il vento non lascia tregua. Pranziamo velocemente e partiamo per PUNTA ARENAS passando però da RIO SERRANO perchè è stata aperta una nuova strada che accorcia di parecchio per la nostra meta, e non è male, anche perchè la benzina non è più molta.
Il ripio viene continuamente fresato, e questo è un dramma per la clio, batte sotto e non puoi permetterti di levare gas, rischio rimanere affossati, ma ormai comincio ad abituarmi e le scodate non mi mettono più in allarme.
Nel primo pomeriggio arriviamo a PUERTO NATALES entriamo nella cittadina per cercare la benzina, e cambiare un po’ di Chilean pesos, visto che a EL CALAFATE nè avevamo trovati solo per 90 euro. Il primo benzinaio non ha più benzina…panico, chiediamo un pò in giro, e sembra che questa sia una regola, qualcuno si offre di venderci la sua ma nè hanno poca, poi una signora molto gentile salta in macchina con noi e ci accompagna ad un secondo e ultimo benzinaio, incrociamo le dita, riusciamo a fare il pieno. Si cambiano i soldi e si riparte, ci piacerebbe frugare un pò ma il tempo non ci lascia tregua dobbiamo ripartire per PUNTA ARENAS mancano ancora 250 km “dei loro”, (sono sempre di più). La strada è tutta pavimentada e alle 19:00 circa siamo arrivati. Questa era l’unica notte che non avevamo ancora prenotato dall’Italia.

PUNTA ARENAS 1 NOTTE
ADOLFO GONZALEZ MENZ ci ha consigliato, visto la fattibilità di arrivare non tardi a PUNTA ARENAS, di pernottare in un Hostel di sua conoscenza (mui lindo dice lui): da EDISON del AMANECER AUSTRAL http://www.amaneceraustral.cl/inn_english.html. è un posticino molto intimo EDISON è molto ospitale abbiamo parcheggiato l’auto all’interno del suo cortile, e dopo il check-in ci “fondiamo” a mangiare, la via dei ristoranti è O’HIGGINS, ma noi non nè troviamo uno che ci convinca, pertanto nè cerchiamo uno che avevamo visto sulla guida e si trova in via Mejicana 617 si chiama EL MERCADO, la cosa che ci attrae è che è frequentato anche dai locali, è un posto molto semplice, si trova al secondo piano di un edificio commerciale, ed effettivamente le facce sono quasi tutte di locali.
Cosa si prende? La cintola e il curioso piatto del giorno, con un buon vino bianco mosso.
La cintolla è grande come un piatto, il piatto del giorno consiste in cozze, vongole, una sorta di grande gnocco, un panzerotto ripieno di carne niente a che vedere però con l’empanadas, costine di maiale, un pezzo di pollo. Le cozze non avrei mai pensato potessero avere delle dimensioni così, tre cozze riempiono un piatto, il frutto interno è grande quasi come un uovo sodo, le vongole idem quattro volte le nostre, il piatto del giorno era una razione da cavalli. Per finire la proprietaria ci porta una mega coppa di gelato a vari gusti affogata nel whisky….Siamo stati divinamente per 25000 CLP 28 euro.

(RENT CAR) PUNTA ARENAS TO USHUAIA VIA PORVENIR KM 590: KM 420 PAVIMENTADA 170 KM RIPIO.
Il giorno successivo ci siamo diretti al porto per imbarcarci sul traghetto percorrendo fino alla fine la EV ESPANA, senza l’immancabile sosta carburante.
Grazie ad un consiglio dell’ultimo minuto di ADOLFO GONZALEZ MENZ abbiamo fatto la prenotazione del traghetto via internet 24 ore prima di partire dall’Italia, tramite il loro sito e via fax http://www.tabsa.cl/Eng/index.php, ma non sapevamo se era stata accettata, in quanto non avevamo ancora il numero di targa della macchina. Invece sono stati molto efficienti ed eravamo i primi della lista di imbarco nella partenza delle 9.00, il traghetto porta solo 23 veicoli e non parte tutti i giorni. Alle 11:00 avevamo gia attraversato the Strait of Magellan che tra l’altro era una tavola, e ci apprestavamo alla nuova avventura 160 km di ripio fino a SAN SEBASTIAN lato argentino.

TIERRA DEL FUEGO – POVENIR, è un posto molto bellino, il tempo è fantastico, ci vorremmo fermare più a lungo per assaporare l’aria che ci circonda, ma benchè il tempo da queste parti passeggi, il nostro corre sempre, ci sono circa 590 km da fare (dei loro) e dopo alcune soste logistiche partiamo. Il ripio non preoccupa più, la strada è lunga ma per assaporare il fascino di questi posti il mezzo è adeguato. Le frontiere vengono superate entrambi senza problemi (ormai siamo esperti).
RIO GRANDE è pieno di militari e vari monumenti alle forze armate e alle Malvinas. Rifacciamo rifornimento e per strade pavimentade proseguiamo per USHUAIA.

USHUAIA 3 NOTTI
Arriviamo a USHUAIA alle 20:00, mi aspettavo una città un po’ più raccolta, in realtà è grande e alquanto incasinata, inoltre la segnaletica sempre carente non è di nessuno aiuto per trovare il centro, come mappa avevo soltanto quella della guida, 6 quadre per orizzontale 4 per verticale.
Nella mappa che in seguito ci regalerà un fotografo ci saranno 60 quadre orizzontale e 30 verticali, e non è una scacchiera ma un macello. Punto verso il mare, arrivato sul lungomare il gioco è fatto troviamo il nostro HOSTEL PUEBLO VEJO http://www.puebloviejo.info/
Buon hostel, stanza doppia privata, avevamo il bagno in comune, caldo, molto pulito e funzionale, accesso a internet gratuito, cucina a disposizione, colazione passabile, prezzo molto conveniente, posizione ottima.
TRE CENE.
Due cene a La Casa De Los Mariscos, specialità pesce siamo stati talmente bene che per due sere consecutive non ci siamo sentiti di abbandonarlo, il servizio veloce e gentile, le porzioni sono abbondanti, ambiente casereccio, prezzi buoni.
Una cena da Moustacchio restaurant, era l’ora di cambiare, lo abbiamo scelto perché avevamo letto delle buone recensioni, forse il ristorante con porzioni più simili all’italiana (piccole), l’ambiente abbastanza accogliente ma invece del gradito odore di parilla, un forte profumo tipo gled che dava un certo senso di nausea, il servizio inizialmente veloce, ma con il riempirsi della sala il nostro cameriere è diventato “latitante”, si prodigava molto per un tavolo arrivato dopo di noi ma con più persone, tanto che siamo arrivati al conto insieme. E qui “casca l’asino”, gli ho dato i soldi quando è tornato prendo il resto, lui fa un giro nervoso, ritorna e platealmente butta il conto sul tavolo dicendo caballero il servicio non sta compreso, e va via. Lo richiamo, gli chiedo se è obbligatorio, balbetta un no, rispondo che siccome ci ha servito male non ho nessuna intenzione di dargli la mancia. Rimane muto, noi ci vestiamo e usciamo. Non siamo stati i soli però ad essere trascurati.

Intera giornata dedicata alla visita del TIERRA DEL FUEGO NATIONAL PARK, lo abbiamo raggiunto con la nostra auto, percorrendo la AV. LEANDRO N. ALEM national route 3 in direzione ovest fino a lasciare la pavimentada, proseguendo sul ripio vi troverete l’ingresso al parco, dove insieme al biglietto vi danno una mappa dei TRAIL. Per iniziare abbiamo deciso di portarci all’estremo più lontano dall’entrata, per effettuare il TRAIL SENDA DE LA BALIZA, che si snoda lungo la riva sud di LAPATAIA BAY, dopo aver percorso i primi 700 mt circa di passerella – molto frequentata da persone che si muovono con le agenzie – ci addentriamo tramite un passaggio laterale (lato nord della passerella) all’interno della vegetazione. Occorrono scarponi resistenti all’acqua, in quanto i primi 700 mt. sono un acquitrinio, frequentato da molte specie di volatili, una esperienza bellissima, all’ingresso del bosco incontriamo la corazzata Potioschi, (nomignolo dato al gruppo di tedeschi incontrato precedentemente al REFUGIO TORRE NORTE e che in quei giorni con le loro mega imprese si erano guadagnati l’appellativo) ci riconoscono, ci scambiamo i saluti, siamo compiaciuti ci eravamo salutati al parcheggio del torre norte, noi con la nostra clio loro con il pulmino, loro con la guida che conosceva bene i luoghi, noi da soli, loro tedeschi, noi italiani, e ci ritroviamo lì nel boschettino, 1500 km più a sud, noi con la nostra clio, loro con un volo, un altro pulmino e la guida. E anche loro dal quel che si vede si capisce che sono colpiti, ci piace credere che siamo stati bravi nella programmazione.
Proseguiamo e qualche minuto dopo aver incontrato la corazzata, mentre in silenzio e a testa bassa riflettevamo su queste cose, alziamo la testa e ci troviamo faccia a faccia con Zorro, non è uno scherzo, è così che qui chiamano la volpe, e non è piccola come le nostre ma è grande quasi come un cane, è curioso perché pensiamo che lei seguisse la corazzata Potioschi, ed era distratta, in quanto all’incontro con noi è rimasta un momento in esitazione ferma di fronte a noi senza muoversi, ci guardavamo, dopo giusto il tempo di farle tre foto e una ripresa, si è allontanata lentamente nel bosco.
Più avanti abbiamo trovato una castoreria, senza abitanti visto l’orario, escono sul tardi, ma i segni della loro presenza sono evidenti, foto di rito e avanti si arriva a una baia, tragitto 5 km andata e ritorno.
Un bel TRAIL sembra essere COSTERA TRAIL che si snoda lungo la riva nord di LAPATAIA BAY ma è lungo 8 km e visto che noi siamo in macchina diventano 16 Km con il ritorno, non lo possiamo fare. Ci vorrebbero altri giorni, il parco li merita, mannaggia, noi abbiamo sempre il tempo che corre.
Facciamo il TRAIL PASEO DE LA ISLA 2 km andata e ritorno si articola intorno a un paesaggio lacustre dove si possono ammirare varie specie di volatili e flora.
E per ultimo il TRAIL HITO XXIV che è una bella passeggiata di 7 km andata lungo la riva del LAKE ROCA si incontrano anche qui una bella varietà di animali di cui un simpatico coniglietto e piante bellissime. Non lo abbiamo percorso tutto, il tempo non sarebbe bastato, anche perché pensiamo che in luogo oltre a vederlo bisogna avere il tempo per viverlo.

EXCURSIONES MARITIMAS CANAL BEAGLE. La giornata è meravigliosa non tira un filo di vento, il cielo è limpidissimo, ci dirigiamo verso il porto dove nelle sue prossimità ci sono i “casottini” per prenotare le escursioni nel canale. Più o meno tutti fanno le stesse cose cambia solo il tipo di imbarcazione, avevamo sentito parlar bene delle Tres Marias ma hanno solo barche motoscafo e siccome noi soffriamo il mal di mare, anche se calmo, non vogliamo rischiare e scegliamo la Tolkeyen che ha i catamarani, devo dire che avevo qualche pregiudizio perchè troppo turistico, ma in verità ci siamo trovati bene, quello che pensavamo di vedere abbiamo visto, non c’era neanche tanta gente ad ostacolarti nell’immortalare le varie specie di animali che volta volta si incontrano.

VOLO USHUAIA TO TRELEW
All’aeroporto rincontriamo la corazzata Potioschi che ci viene a salutare, questa volta le nostre strade si separano loro tornano a BUENOS AIRES, alla PENISULA VALDES ci sono già stati e adesso rientrano in germania.

TRELEW 1 NOTTE
Arriviamo all’aeroporto alle 23:00 le nostre valigie sono le ultime, quando usciamo l’aeroporto è chiuso non ci sono più bus che portano in città, e nemmeno taxi, stanno tutti velocemente affrettandosi a serrare le saracinesche dei locali. Cosa facciamo? Andiamo fuori ad aspettare se passa un taxi? Non è consigliato. Pertanto chiediamo ad uno che tutto trafelato sta chiudendo l’ufficio per andarsene, per fortuna da queste parti le persone sono ancora disponibili, ci dice assolutamente di non andare fuori, si rileva la giacca, riapre l’ufficio e ci chiama un taxi, dopo 10 minuti con una spesa di 20 pesos siamo al TOURING CLUB l’albergo che avevamo scelto per quella notte. L’hotel è ricco di storia e di un certo fascino, i proprietari Rafael e la sua famiglia sono sempre disponibili ad aiutare con ottimi consigli e in ogni modo possibile. La sala bar è straordinaria e ben conservata e mantiene le sue caratteristiche origini che risalgono ai tempi dello sviluppo della città. Le stanze e i bagni sono abbastanza trascurati ma sono grandi e comunque abbastanza confortevoli considerata la categoria dell’hotel ed il prezzo molto basso.
TRELEW pensavamo fosse piccola invece ha un grosso tessuto commerciale.
RENT CAR AVIS. Per questa destinazione il prezzo più conveniente lo abbiamo trovato con AVIS tre giorni 600 km 106,00 euro, presa in centro città e consegnata in aeroporto, così si risparmia anche le tasse aeroportuali. La macchina era una Gol rossa che si è rivelata un catorcio numero uno, nessuna rottura, ma prendevamo meno polvere se andavamo in moto. Le guarnizioni non trattenevano la polvere del ripio e anche sbarrati dentro l’abitacolo entrava in gran quantità, inoltre dopo i primi 300 km di ripio le porte non si aprivano più.

PENISULA VALDES
Da Trelew a Puerto Piramides ci sono circa 170 km di strada pavimentada all’interno del parco solo ripio, e non tutto uguale ma in alcuni punti impegnativo.
PUERTO PIRAMIDES 2 NOTTI
Per questa destinazione abbiamo scelto una Cabañas -LA NUBE DEL ANGEL- 2ª Baja da al mar il posto è molto suggestivo, è una casetta di legno colorata bianco e celeste con patio che si affaccia verso il mare, all’interno la camera, un angolo cucina e il bagno, la sera all’imbrunire la proprietaria, sig. Sonia mette un sottofondo musicale che si diffonde nell’aria e insieme ad un piacevole ventolino caldo creano un’atmosfera veramente gradevole. A 100 mt. da qui partono le imbarcazioni per guardare da vicino la balena franca austral.
2 Cene a LA ESTANCIA locale curato e bellino, il personale molto gentile vi servirano dei manicaretti buonissimi a prezzi bassi, il locale per entrambe le sere è sempre affollato pertanto penso che è meglio non andarci nelle ore di punta.

Il giorno che siamo arrivati abbiamo fatto il circuito basso PUERTO PIRAMIDES route 2 PUNTA DELGADA rute 47 CALETA VALDES route 52 GOLFO SAN JOSE route 3 PUERTO PIRAMIDES totale km 187 tutto ripio.

Il giorno successivo uscita in barca, facciamo la prima esperienza con l’incontro della balena franco austral. Non vi riesco a spiegare l’emozione di vedere questi giganti marini, ma rimaniamo anche con un pizzico di delusione perchè vediamo due coppie di mamma e figlio che nuotano ma non tanto vicino come mi aspettavo, anche quando si avvicinavano a noi la barca si allontana da loro, inoltre benché ho letto che novembre è un buon momento in realtà ve nè erano meno di quanto pensassi.

Dopo l’uscita per l’avvistamento delle balene abbiamo fatto il circuito alto anche considerando il fatto che dalle 15:00 in poi comincia a PUNTA NORTE l’alta marea ed con molta fortuna, si dice si riesca ad avvistare le orche. PUERTO PIRAMIDES route 3 fino a PUNTA NORTE sosta, route 47 PUNTA NORTE CALETA VALDES sosta, route 52 CALETA VALDES GOLFO SAN JOSE, route 3 GOLFO SAN JOSE, PUERTO PIRAMIDES totale km 205 tutto ripio.

L’ultimo giorno prima del volo per BUENOS AIRES, che avevamo alle 22:00 si è visitato la riserva di PUNTA TOMBO percorrendo la ruta 2 fino all’uscita del parco poi si prende una strada di ripio che costeggia il GOLFO NUEVO fino a PUERTO MADRYN, tagliando via un po’ di chilometri, e la possibilità di vedere anche questa località. Da PUERTO MADRYN a PUNTA TOMBO si è percorso la ruta 3 direzione prima RAWSON e poi Comodoro Rivadavia, dopo TRELEW a circa 65 Km si trova il bivio per la riserva di PUNTA TOMBO, dopo lunghi rettilinei, circa 35 km, si arriva all’ingresso della riserva, fondo stradale tutto pavimentado e nuovo, da qui si percorrono altri circa 20 km di ripio con curve simili a tornanti e in sali scendi si arriva all’ingresso vero e proprio.
La riserva è ottimamente organizzata, finalmente possiamo addentrarci e vedere da vicino gustandoci i tantissimi pinguini magellani, abbiamo potuto osservare in ogni minimo dettaglio il comportamento di questo animale.

PENISULA VALDES considerazioni
Consigliamo vivamente a tutti quelli che intendono visitare questa zona, di accertarsi che il periodo sia veramente quello in cui la fauna ittica è numerosa, poiché la struttura del parco non consente di allontanarsi più di 300 mt dai parcheggi, PUNTA DELGADA ad esempio è una sorta “lazzaretto” affiancato al parcheggio, da dove con il cannocchiale si vedono i leoni marini sulla battigia, immobili al sole, non è possibile muoversi al di là di questo mirador; il tutto è sorvegliato da numerose telecamere perché siamo in una proprietà privata, un posto patrimonio dell’Unesco non lo dovrebbe essere. Muovendosi per conto proprio la sensazione che abbiamo avuto è che la PENISULA VALDES prima di tutto sia un business turistico. Ogni punto d’interesse è organizzato con negozio di souvenir, ristorante, bar. Le agenzie che organizzano i gruppi provenienti da PUERTO MADRYN e PUERTO PIRAMIDES fanno tappa in questi luoghi lasciando poco tempo per la vista, complessivamente percorrono non meno di 400 km in una giornata. Non rimane che il tempo per la foto di rito e visita al negozio di souvenir…..
I consigli degli operatori con cui siamo entrati in contatto sono sempre stati del tipo non guidate, i km sono tanti e non avete il tempo di godervi i luoghi. Non avete il tempo? In verità in 10 minuti hai esaurito tutto quello che è consentito vedere.
Sicuramente l’avvistamento delle balene da PUERTO PIRAMIDES, nel periodo giusto, sia l’unica cosa da non perdere nella PENISULA VALDES ma probabilmente si gode dello stesso spettacolo in tutto il Golfo Nuevo.

Tra PENISULA VALDES e PUNTA TOMBO abbiamo percorso 990 km di cui 500 di ripio, complessivamente ci sentiamo di affermare che PUNTA TOMBO vale la pena visitarla, ma in novembre la PENISULA VALDES non vale la pena, anche se le balene si vedono, ma poche e non sono giocherellone.

Il ripio il quale a tavolino mi impensieriva non è stato male, non consente velocità che vadano oltre gli 80 km con una trazione anteriore, almeno che non siate Ari Vatanen.

(VOLO) TRELEW TO BUENOS AIRES
BUENOS AIRES 2 NOTTI
2 notti all’Hostel
Noster Bayres Bed and Breakfast www.nosterbayres.com.ar/english/home.html
Hostel molto accogliente le camere sono tutte a tema noi eravamo nella camera di Che Guevara, sono state ristrutturate lasciando lo stile originario dell’immobile con un bel bagno, affianco avevamo la camera Evita Peron, la colazione è un po’ misera, il personale è molto disponibile e carino, complessivamente è una bella struttura pulita.
Questa volta abbiamo deciso di spostarci nel barrio di SAN TELMO. Questo quartiere storico della citta di Buenos Aires confina con quartieri come Montserrat, La Boca, Barracas e Puerto Madero. Alcuni storici affermano che in questa zona nell’ anno 1536 Don Pedro de Mendoza fondò la città di Buenos Aires.
Nella sua architettura si possono osservare gli stili di differenti epoche, sopravvivono anche costruzioni del secolo XIX.
Ci sono case vecchie trasformate in gallerie come quella dell’ “El Viejo Hotel de los Inmigrantes” nella via Balcarce 1053 con vari locali di antiquariato e come in via Defensa 1079 con negozi d’arte, bar, cafè e ristoranti che formano l’ambientazione del quartiere.
Abbiamo dedicato un giorno intero per la visita gironzolando nei tantissimi mercati dell’usato dove avremmo comprato tutto, per poi addentrarsi nelle svariate gallerie.
Abbiamo visitato la mitica Boca, e Puerto Madero.
La Boca è famosa per “Caminito”, una via con case colorate e mercatino dell’artigianato. Le case venivano dipinte dagli abitanti del luogo con le rimanenze di vernice usata per le chiatte da trasporto merci che transitavano nel Riachuelo e negli anni questo è diventato un motivo di attrazione per i turisti. Eravamo un po’ incerti se andarci in quanto ci dicevano che è pericoloso, anche l’albergatore ci ha detto che è un po’ problematico raggiungere la Boca, si può fare con il bus o con il taxi ma non è consigliabile andare a piedi, fuori dal Caminito sorvegliato costantemente dalla polizia, c’è una forte probabilità di essere derubati, non ti ammazzano ma fanno le rapine a mano armata. Si è deciso di utilizzare il bus 29 preso in via Bolivar, che porta fino al Caminito, 0,90 pesos a persona si paga direttamente l’autista. Siamo soddisfatti di averlo fatto, non è da perdere assolutamente, tra l’altro si mangia bene con i soliti prezzi bassi, e ci sono tanti oggetti di artigianato interessanti.
Puerto Madero, sorge dalla ristrutturazione delle dighe che formavano il vecchio porto di Buenos Aires, innovato ed abbellito, è adesso il quartiere residenziale e commerciale pieno di ristoranti, ha una bella passeggiata e si possono visitare gratuitamente dei antichi velieri della marina militare argentina.
Una cena l’abbiamo fatta in un locale con un caratteristico patio nel quartiere Sant’Elmo, il locale però non è degno di nota.

(VOLO) BUENOS AIRES TO PUERTO IGUAZU
La parola Iguaçu significa, nell’etimologia tupi-guarani, “acqua grande”. Un nome che si abbina perfettamente alla grandiosità delle cascate dell’Iguaçu, una delle meraviglie naturali del pianeta, con 275 cascate con un’altezza media di 60 mt.

PUERTO IGUAZU 3 NOTTI http://www.puertocanoas.com/
Camera pulita ma molto spartana, carina l’area esterna, arredata con amache e tavoli, una cucina attrezzata di uso comune, zona tranquilla e vicina al terminal dei bus, personale scostante, colazione scarsa, prezzo buono.

Abbiamo scelto di dedicare due giorni interi alla visita del parco PARQUE NACIONAL IGUAZU. Per i collegamenti abbiamo utilizzato i bus collettivi al terminal, per visitare il lato Argentino il bus parte dalla piattaforma 11 e costa 5 pesos a tratta a persona, siamo arrivati nel parco precisi per l’apertura -9.00-, abbiamo scelto per primo di visitare la GARGANTA DEL DIABLO (Gola del Diavolo) che è la più spettacolare, si trova a sud-est dell’entrata, ed è la più lontana dall’entrata, con l’idea di schivare le flotte di turisti che arrivano con i pullman, ma evitarli non è stato possibile, comunque la giustizia la fatta la Gargada stessa in quanto essendo il salto più alto delle cascate più potenti del mondo polverizza una tale quantità d’acqua che dopo un minuto sei completamente bagnato, non hai la possibilità di scattare più di due fotografie senza che la macchina diventi completamente fradicia, si è vissuto un’emozione talmente intensa da rimanere estasiati, se l’essere fradicio non disturba la puoi soltanto ammirare. Dobbiamo anche dire che siamo stati particolarmente fortunati, poiché i giorni precedenti il nostro arrivo è diluviato e il fiume si è ingrossato per cui c’era molta più acqua del solito.
Dopo la GARGANTA DEL DIABLO abbiamo visto il circuito inferior e il circuito superior Non vi sto a descrivere le emozioni che ci hanno dato anche queste cascate ma credetemi che è uno spettacolo imperdibile. Oltre alle cascate abbiamo dedicato del tempo alle farfalle dai colori smaglianti, né abbiamo fotografato molti esemplari, inoltre questi posti sono abitati da molti animali buffi e interessanti. Un bel sendero, non fatto da molti, è il MACUCO TRAIL che si snoda all’interno della selva fino a raggiungere il SALTO ARRECHEA (dirimpetto alla riva del Brasile) dove si può fare un bel bagno rinfrescante sotto una cascata, anche se l’acqua è un po’ fredda è comunque molto gradita dopo aver percorso i 5 km di camminata che ci separano dalla ESTACION CATARATAS. E’ un buon percorso per entrare in contatto diretto con la flora e la fauna di questa zona.

Il giorno successivo sempre di primo mattino, alla piattaforma numero 8 del terminal abbiamo preso il bus collettivo per circa 3 pesos a persona a tratta, fino alla frontiera brasiliana, dove si scende si passa la frontiera a piedi si esplicano le formalità doganali, timbro sul passaporto e compilazione della carta di entrata. Ci si dirige alla pensilina e si aspetta che arrivi il bus collettivo brasiliano che va verso FOZ DO IGUAZU, circa 10 pesos a persona a tratta; è consigliato scendere alla fermata dell’hotel BOURBON, se chiedete all’autista ti fa scendere alla fermata – di cui non ricordo il nome – dopo l’hotel Bourbon, noi ci siamo fermati lì all’andata, oltre ad un tipo sospetto che abbiamo tenuto costantemente sottocchio non abbiamo avuto problemi, ma ci è stato detto poi, che a quella fermata ci sono stati diversi casi di furto a danno dei turisti per cui è prudente scendere davanti all’hotel Bourbon, si attraversa la strada e si aspetta il bus che porta PARCO NAZIONALE DI IGUAZU, passando dall’aeroporto di FOZ DO IGUACU circa 15 pesos a persona a tratta.
http://www2.fozdoiguacu.pr.gov.br/portal2/home_turismo/
http://www.cataratasdoiguacu.com.br/index_en.asp
Il parco è organizzato in maniera impeccabile e il tutto è perfettamente curato, dopo il pagamento dell’entrata si sale su uno dei numerosi pullman a due piani senza finestrini, dove comodamente seduti si gode della flora del parco e con un gradevolissimo sottofondo musicale new age vengono illustrate le possibili escursioni che il parco offre. Scendiamo al THE TRAILS THE FALLS da dove si possono ammirare tutte le cascate e ci incamminiamo.
Se dal lato Argentino le cascate le vivi dal lato Brasiliano le vedi. Queste cascate ti fanno riflettere su cos’è la grandiosità della natura in questa parte del mondo, non ci sono commenti a quello che i tuoi sensi percepiscono, neanche le foto o il film sono in grado di cogliere ciò, pertanto non ci dilungheremo nel racconto ma consigliamo a chiunque vada in Argentina o in Brasile di dedicare un po’ di tempo a queste meraviglie.
Il “biglietto da visita” del BRASILE ci è piaciuto molto, pensiamo di visitarlo molto presto.

Tanti viaggi per tutti!
Leonardo & Maura

:serenata:

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