Paris je t’aime

Ora anch’io posso dire Paris je t’aime! Ma andiamo con ordine.
Viaggiatori: io e il mio amour
Costi: 270eur in totale per 2 per il volo (prenotato ad agosto). 410eur per un appartamento di 28m2 e discreto livello in un posto centralissimo: Rue Saint Honorè incrocio con Rue Pyramides.

Lunedì 29 dicembre
Io e il mio amour partiamo da Napoli lunedì 29 nel primo pomeriggio, 2 ore esatte di volo, atterriamo alle 17.30 ad Orly. Con l’Orlyval e la Rer B in meno di un’oretta siamo nel centro di Paris. Cambiamo a Chatalet e con 3 fermate siamo a Tuileris, l’uscita da’ su Rue Rivoli, sulla dex ci sono i giardini e in fondo si vede il Louvre, è amore a prima vista. Il nostro appartamento è senza troppe pretese, ma funzionale e con tutto il necessario. La posizione è fantastica, centralissimo, nei pressi di Rue Rivoli, a 200m dai giardini di Tuileris, 400m dalla piramide del Louvre, l’avevo scelto proprio per tale motivo.
Come da programma abbiamo intenzione di andare a Montmartre e al Sacro Cuore.
Un po’ di casini per fare la Carta Navigo, ma alla fine ci riusciamo e nel frattempo abbiamo fatto anche splendida passeggiata per il quartiere Opèra.
Sono quasi le 21 e arriviamo a Montmartre, caratteristico quartiere, si nota subito che si è usciti dal centro “chic” di Paris. Giriamo in un vicoletto e sullo sfondo, molto in alto c’è la splendida Basilica bianca. Un po’ stanchi e molto infreddoliti rinunciamo alle scale e optiamo per la funicolare che subito ci porta su. Da lì si gode una splendida vista della città anche se l’umidità avvolge tutto in una leggera cappa. Visitiamo la chiesa a quell’ora con pochissimi turisti. All’interno un grande mosaico di Cristo in stile bizantino orna la volta sopra il presbiterio.
Per la cena ci dirigiamo in uno dei locali segnalato da quest’utile forum, ma la fila all’esterno è lunga, la fame è tanta e il freddo è troppo. Riguardo al freddo, ci illudiamo sia così pungente, perché è sera tardi, all’indomani avremo una spiacevole sorpresa. Optiamo così per un’altra brasserie. La cena è un pochino deludente. Torniamo nel ns appartamento molto felici per questo primo incontro con la città.

Martedì 30 dicembre
Sveglia alle 8. Alle 9 scendiamo. Il Musèe d’Orsay apre alle 9.30. Dobbiamo fare prima la Museum Pass (la tessera che in teoria dovrebbe consentirci di saltare o quasi le file). L’ufficio del turismo di Parigi, leggo dalla mia guida, apre alle 9, alle 9.10 siamo lì, ma scopriamo che in realtà apre alle 10. Altro punto vendita nelle vicinanze è la tabaccheria “La Civette du Carrousel” nel Carrousel du Louvre.
So che il Louvre il martedì è chiuso, ma penso che la tabaccheria sia aperta, mi sbaglio. Piccola pausa da Starbucks. Torniamo all’Ufficio del turismo, ormai sono quasi le 10. Facciamo la nostra Museum Pass e ci dirigiamo verso il Musèe d’Orsay. Attraversiamo i bellissimi giardini di Tuileris e vediamo la Senna, comincia una sottile e gelida pioggerellina. La fila per fare il biglietto è lunghissima, ma io penso che per i possessori della Museum Pass non ci siano di questi problemi, mi devo ricredere. La fila in realtà si crea per i controlli di borse, ecc… non per l’acquisto dei biglietti! L’ingresso per i possessori di Museum Pass è quello C, la fila è quasi altrettanto lunga e comunque nessuno si preoccupa di verificare che lì entrino solo chi ha la Museum Pass. Inoltre le transenne sono per il 20% della fila, tutto il restante di persone è una marmaglia di gente senza senso che si infila da più lati. Sono le 11 passate e finalmente entriamo nel museo. Visitiamo solo il Piano terra (periodo pre-impressionista) e decidiamo di tornare in un secondo momento per visitare gli altri due livelli. Sono le 13. Non ha smesso di piovere. Con la Rer arriviamo nel Quartiere latino, qui facciamo un giretto per il mercatino di Rue Mouffetard, pullula di negozietti di alimentari tipici: formaggi, vini, baguette e pane di ogni tipo, carne e anche pesce. Compriamo un po’ di cosine buone e torniamo al ns appartamento per cambiarci. La pioggia infatti continua e più tardi nevicherà. Per il resto della vacanza, tranne un’altra lieve e rapida nevicata il 2 gennaio, il tempo sarà sempre buono, anche se freddissimo.
Al pomeriggio torniamo nella zona di Luxembourg-Quartiere Latino per visitare il Pantheon. La chiusura è alle 18. L’ultimo ingresso è 45minuti prima. Alle 17.08 siamo all’ingresso, ma ci dicono che è tardi! Altre persone già prima di noi, non sono entrate. Ci facciamo un passeggiatina per questo bel quartiere e poi decidiamo di andare all’Arco di Trionfo (chiude alle 22.30 in questo periodo). Purtroppo una volta arrivati lì, scopriamo che anche questo monumento è chiuso “causa freddo”… Ci consoliamo con un giro sugli Champs Elysèe.
Per la cena andiamo dal famoso Chartier, pensando di mangiare bene, 50min di fila, però è anche vero che abbiamo scelto l’orario più affollato. Alle 21.40 ci fanno sedere ad un tavolo per 4, noi due da una parte e un’altra coppia da un’altra. Il locale all’interno è molto bello, e il modo di prendere la comanda è alquanto alternativo: viene segnata direttamente sulla tovaglietta di carta.
Anche qui la cena è abbastanza deludente. Ora una parentesi “culinaria” è d’obbligo, io sono molto esigente in fatto di cibo, e sono, senza presunzione, veramente molto brava in cucina. Quando vado all’estero non cerco mai la cucina italiana, ma la cucina tradizionale del posto. Ora è da riconoscere che Chartiere ha prezzi buoni, ma è considerato dalle guide, da Frommers e altri come un buono se non ottimo ristorante, secondo me va fatta una differenza fra il locale e la sua storia e la sua cucina. Se questa di Chartier è definita una buona cucina e ci sono rimasta male immagino gli altri! Ora dopo questa delusione ho concluso che per assaggiare veramente una buona cucina francese è necessario Alain Ducasse, Guy Savoy o simili, ovvero almeno 250eur per una cena in due. Alla prossima vacanza a Parigi lo metterò in conto. Contenta di aver optato per un appartamento e non un albergo, il giorno seguente compro tutto il necessario: cucino io!

Mercoledì 31 dicembre
Il Louvre apre alle 9, ma fortunatamente siamo a 2 passi. Poco prima della 9 la fila è già talmente lunga che se si muove alla stessa velocità dell’Orsay ad occhio e croce calcolo ci vogliano almeno 2ore. Non ci mettiamo neppure in fila e mentre stiamo decidendo di andare via abbiamo un bel po’ di fortuna (ricompensa delle seccature del giorno precedente?), un addetto fa segno al gruppo finale della coda di andare da un’altra parte (presumo gli ingressi vecchi laterali usati prima della Piramide). Qui ho visto cose che voi umani… è il caso di dirlo… il gruppetto finale della coda si inizia a muovere lentamente, ( a questo punto ci aggiungiamo anche noi, senza aver ben compreso), poi qualcuno accelera il passo, e allora molti iniziano proprio a correre! Ma la mia descrizione non rende l’idea: sembravano tutti impazziti. Senza correre arriviamo pure noi e in meno di 15min la fila scorre e siamo nel Louvre. Come immaginavo nel Louvre farò una passeggiata da turista più che distratto, con le migliaia di persone che ci sono e la mole immensa di opere d’arte da vedere non è proprio il caso di mettersi a fare la studentessa di storia dell’arte interessata. Un’occhiata alla pittura italiana con uno sguardo un pò più attento per opere da molti snobbate per correre ad ammirare la Gioconda, i vari Raffaello, Caravaggio, Tiziano, Mantegna, il povero Baldassar Castiglione se ne sta solo soletto… la Gioconda ammalia tutti con il suo enigmatico sorriso e non ci sono occhi che per lei… occhi o forse è meglio dire obiettivi… si perché le diverse decine, ma diciamo pure quasi centinaia di persone accalcate sotto di lei più che guardarla la fotografano, eppure le riproduzioni sui libri abbondano e sono di qualità superiori alle foto fatte fra un turista che ti spinge a destra e uno che ti calpesta i piedi a sinistra.

Un’occhiata alla Nike di Samotracia e alla Venere di Milo e andiamo via.
Sono le 11.30, un’occhiata veloce a St. Germain l’Auxerrois e poi ci dirigiamo verso l’Ilè de la Citè. Qui faremo la fila più lunga di tutta la vacanza per la Saint Chappelle, abbondantemente 80minuti di fila. I controlli sono più rigorosi che all’aeroporto e il metal detector è uno solo, questo spiega tutto. Ma già so che ne varrà la pena. Infatti l’interno di questa cappella, massimo esempio di gotico radiante, è spettacolare. Dopo ci rechiamo al Museo dell’Orangerie, posto alla fine dei giardini di Tuileris a margine con Palce de la Concore. Questo museo è l’unico dove c’era realmente una qualche differenza fra possessori di Museum Pass e no, ed infatti neppure 10min ed entriamo, l’altra fila penso era di 30-40min. Questo piccolo museo lo riesco a visitare veramente bene e con attenzione. In esso oltre a 8 tele di Monet dedicate alle ninfee e per le quali sono stati creati due appositi spazi, è esposta la collezione Walter-Guillame che comprende opere di Cezanne, Renoir, Gauguin, Picasso, Utrillo, Modigliani e altri. Attraversiamo nuovamente i giardini di Tuileris (immagino quanto siano belli in primavera-estate) e arriviamo sino alla zona di Beaubourg, un’occhiata a St Eustache e poi visitiamo il Centre Pompidou. Non amo più di tanto le opere qui esposte (arte contemporanea), ma mi interessa la struttura da un punto di vista museografico. Dopo, una passeggiatina e vediamo dall’esterno l’Hotel de Ville – municipio di Parigi —
Dopo la cena (accuratamente preparata da me) decidiamo di aspettare la mezzanotte sugli Champs Elysèe. Questo è stato uno dei momenti più belli della vacanza. C’erano tantissime persone e un dispiegamento di forze dell’ordine non indifferente, ma sia prima che dopo la mezzanotte era tutto tranquillissimo! Niente botti forti, anzi pochissimi e in lontananza, niente casini, solo gente tranquilla che si divertiva senza far danni, senza ubriacature, ma con tanta allegria.

Giovedì 1 gennaio
Ci svegliamo tardi e con calma facciamo colazione.
Alle 12 andiamo a St Germain des Pres, chiesa romanica nel Quartiere Latino, spesso dimenticata dai turisti, infatti c’erano pochissime persone. Poi andiamo a St. Sulpice. Dopo, facciamo un giretto nei giardini di Luxembourg, purtroppo fa troppo freddo, noi abituati nel peggiore dei casi ai 4-5° di Napoli, soffriamo veramente troppo il freddo parigino, e poi il cielo anche se sereno è sempre grigiastro. Passeggiate più lunghe ai tanti meravigliosi giardini parigini le riserveremo ad un ns prox viaggio a Paris (sicuramente sarà in periodi più caldi!). Passeggiando sul Boulevard St Michel arriviamo sino alla Senna. Qui acquistiamo un po’ di stampe, ne hanno veramente di tutti i tipi e a prezzi decisamente inferiori rispetto ai negozietti vicino al ns appartamento. Saltiamo il pranzo e andiamo a Notre Dame. È uno dei posti dove mi sono emozionata di più. Forse perché dopo aver dedicato tante ore di studio alle chiese gotiche francesi e a questa in particolare, dopo aver visto tante diapositive a lezione e tanti immagini dai libri mi sembra di conoscerla già. Una strana sensazione. All’interno c’è moltissima gente, mi siedo in un angolo tranquillo e restiamo molto tempo ad ammirare gli interni. La sera decidiamo di andare alla Torre Eiffel, un’altra 30ina di minuti di fila e prendiamo l’ascensore per il primo livello. Ovviamente lì su il freddo è ancora più pungente e ci sono delle simpatiche sculture in ghiaccio. La vista da lì lascia senza parole. Resistiamo poco più di un quarto d’ora e andiamo via. Vista da lontano la torre è veramente monumentale e quando si accendono per i primi minuti di ogni ora le lucine è spettacolare.

Venerdì 2 gennaio
Questa giornata l’avevo “conservata” per lo shopping, ma non posso andare via senza aver visto gli impressionisti al Musèe d’Orsay, così ci svegliamo di buona mattina e alle 9 (30 minuti prima dell’apertura) siamo già all’ingresso. Una 30ina di persone ci precedono. Alle 9.40 siamo all’interno del museo. In quasi 3 ore visitiamo approfonditamente il livello dedicato agli impressionisti (piano superiore) e fugacemente il piano intermedio (il piano terra lo avevamo visitato il martedì).
Il pomeriggio è tutto dedicato a giri vari per negozi, prima a Montmartre e poi a La Fayette.
La sera un nostalgico saluto alla città.

Sabato 3 gennaio
Il volo è alle 12.30, possiamo fare colazione con calma e poi raggiungere l’aeroporto. Due ore e siamo nella città del sole (anche se piove), che amo solo quando sono lontana.

A parte il freddo e le file, cose che avevo considerato, ma non così “tanto”, è stata una vacanza fantastica, anche grazie alla compagnia speciale.
P.S. Purtroppo per ora non posso pubblicare foto in quanto eccessivamente grandi, appena ho tempo le ridimensiono.

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Ci sono 10 commenti su “Paris je t’aime

  1. Grazie a voi per averlo letto :rose:
    Per le foto, ne ho scelte e ridimensionate una 50ina (su piu’ di 800:oops:…), ma a causa dei lavori di riammodernamento del sito, per ora dice che non è possibile usare la sezione foto. Appena si sistemano le cose le aggiungo :)

  2. eh eh eh anche tu stregata come noi da Parigi, Bello il tuo diario
    ma sai c’era gente che addirittura toglieva le corde delle transenne per passare, qua si capisce che i nostri antenati erano animali.

  3. bello il tuo diari, penso comunque che non valga la pena spendere molto in francia per mangiare preferisco la cucina italiana!! non so perchè ma da quando sono tornato mi sento più nazionalista che mai!
    aspetto le tue foto

  4. Beicapelli, a giudicare da quanto racconti non siamo stati solo noi ad avere problemi con le file e la Museumpass. :x

    Vedo che la tua sera dell’ultimo dell’anno all’aperto zona Champs Elysèès è stata tranquilla. Come detto altrove (e come riferirò più in dettaglio nel mio diario), noi non possiamo dire lo stesso.

    Anch’io avrei voluto “svenarmi” da Ducasse ma non sono riuscito ad andarci.

    Complimenti per il diario.

  5. Beicapelli…beldiario!:D
    A parte gli scherzi… purtroppo nei periodi clou le file ci sono…pero’ io con la museum non le ho mai fatte… :o… Vabbe’ ma dai non sara’ una fila ad offuscare la bellezza di parigi…e poi ho visto che hai chiamato il tuo diario come il nostro social…. uauuuuuuuuuuuuuuuuuuu:rose:

  6. Grazie a tutti:)

    @Daniela fortuna che ci sono state le file, il cielo grigio e il freddo… altrimenti non sarei piu’ tornata a casa!:cool: E’ una citta stupenda … ci ritorneremo sicuramente e pure presto :)

    @miki71 mi dispiace per l’ultimo dell’anno, per me è stato veramente tutto Ok

  7. Ciao Beicapelli!!
    Bellissimo diario, molto dettagliato!! :ok:
    Io Parigi l’ho visitata in agosto e non ho praticamente trovato nessuna fila degna di nota!! Praticamente arrivavi sul posto ed entravi!!
    Hai ragione in estate i giardini sono tutti stupendi e quando sei stanco poi cercare una panchina e riposarti lì come fanno i parigini, è bellissimo!!
    Adesso aspetto le tue foto per rivedere di nuovo la città che amo!!

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